coincidenze-epidemie-e-comportamenti-collettivi

Page 1

N.06 – Giugno 2016

risultato finale dipende da tutto ciò che è accaduto in precedenza.

Coincidenze, epidemie e comportamenti collettivi di Paolo Salvatore Polizzi La Teoria della Complessità offre una possibile chiave di lettura delle “coincidenze” e degli eventi improbabili. Il fisico americano Mark Buchanan nel suo libro Nexus riporta un curioso episodio capitatogli a Londra durante un party. Tra gli invitati presenti in quell’occasione, prevalentemente di origine inglese, l’autore si ritrovò seduto accanto ad un americano e, messosi a conversare con lui, scoprì che pochi anni prima erano stati vicini di casa in America senza però aver mai avuto occasione di conoscersi prima. L’autore si chiede se questo evento sia davvero casuale o se invece non nasconda una logica sottostante; esperienze del genere sono relativamente comuni ma ciononostante suscitano sempre meraviglia in chi le vive perché osservate dal punto di vista della propria coscienza individuale e come evento unico, isolato e inaspettato. Buchanan ritiene che le coincidenze possano essere spiegate ipotizzando connessioni primordiali tra i singoli individui, i quali ne ignorano però l’esistenza perché riguardano le profondità dell’inconscio. Il riferimento qui è diretto all’ipotesi dell’inconscio collettivo, intuizione dello psicoanalista C. G. Jung ma presente anche nella cultura filosofica e religiosa dell’estremo oriente. In quest’ottica la creazione di reti sociali tra le persone non avverrebbe casualmente ma tramite una sottostante architettura ancora da chiarire. Gli eventi sembrano susseguirsi casualmente sebbene al momento non si possa escludere l’esistenza di un principio più profondo. Buchanan ritiene che la “contingenza” sia alla base della storia, per cui gli eventi sono collegati tra loro e il

Buchanan ritiene che la “contingenza” sia alla base della storia, per cui gli eventi sono collegati tra loro e il risultato finale dipende da tutto ciò che è accaduto in precedenza. Il fatto che in natura sia in atto il gioco delle probabilità tra forze contrapposte, alcune originanti l’ordine e la forma, altre contrarie tendenti ad eliminare la forma aumentando il disordine, non esclude la presenza di un disegno sottostante: le forme regolari emergerebbero grazie all’alternanza storica di tali forze, come avviene ad esempio per i cerchi nella tundra ( nella foto in alto) creati dal susseguirsi di congelamento e scongelamento. L’autore ritiene che nell’evoluzione delle reti la storia sia “terribilmente importante”, non una semplice cronaca. La formazione di fiumi, montagne, reti sociali, molecole o galassie mentre subisce l’influenza della probabilità segue comunque dei precisi modelli simili a leggi. Storia e probabilità sembrano compatibili con l’esistenza di un ordine e di un modello ma è agli studi futuri che è affidato il compito di definire ulteriormente i livelli più sottili di questa realtà. Un altro aspetto particolare della teoria della complessità è quello relativo alle epidemie e ad altri comportamenti collettivi sincronizzati. Per quale motivo si manifestano improvvise epidemie virali, sociali o economiche? A questa domanda tenta di rispondere il giornalista Malcom Gladwell nel saggio “Il punto critico” in cui sostiene, tra le altre cose, che le influenze del contesto siano straordinariamente potenti e in grado di modellare significativamente ogni individuo. Uno degli esperimenti riportati è il celebre “esperimento carcerario di Stanford” avvenuto all’inizio degli anni ’70 presso


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.