Punto G - 38

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per arretrati ed approfondimenti http://MovimentoHyronista.com NOI di Evgenij Ivanovič Zamjatin “Viviamo sempre in vista, in un perenne bagno di luce. Non abbiamo niente da nascondere gli uni agli altri”. È questa la descrizione che la voce narrante di “Noi”, D-503, fa del mondo in cui è immerso, chiamato lo Stato Unico. A secoli di distanza dalla realtà che conosciamo, dopo guerre continue e distruttive, il mondo civilizzato è governato dal Benefattore, leader assoluto votato regolarmente dalla popolazione con voto scoperto e, nonostante i pochi dissidenti, rinominato a ogni elezione, che governa all’interno del cosiddetto Muro verde, una barriera di vetro che non permette il contatto con l’esterno, luoghi selvaggi e dominati dalla natura. All’interno del muro, sotto un cielo sempre azzurro e asettico, vivono uomini che si chiamano vicendevolmente “unità”, contrassegnati da numeri e abituati a vivere al fianco l’uno dell’altro per tutto il corso della vita. L’esistenza di ciascuno è come un libro aperto per chiunque: ognuno ha orari stabiliti per mangiare insieme agli altri, lavororare con i colleghi, mettere la sveglia e andare a casa la sera, allo scattare del coprifuoco. Il ritmo della vita di ciascuno è retto dalla matematica e dalla logica, così come lo Stato Unico, le cui leggi ferree sono considerate giuste, perché sagge e fondate sulla scienza. Persino il più naturale dei sentimenti, quale l’amore, viene spiegato in termini di fisica e di logica, perciò soddisfatto in quanto tale, ma senza possibilità di instaurare un rapporto esclusivo tra due persone. In questo mondo, contento della sua esistenza perché vista come la più giusta e armoniosa, D-503, costruttore dell’Integrale, macchina che avrebbe permesso di giungere su altri mondi e portare la propria civiltà a eventuali abitanti, viene bruscamente portato al caos interiore da I-33, unità femminile che ben presto gli apre le porte del proprio modo di pensare, governato da sentimenti di ribellione a un mondo perfetto solo in apparenza, ma in realtà soggetto al potere supremo di un Benefattore solo di nome, che rende i suoi sudditi estranei a un mondo esterno forse migliore e più equo. Ecco che comincia il delirio interiore di D-503, incapace di distinguere il “noi “ a cui egli deve appartenere, di schierarsi, in un mondo in cui il pensare diversamente viene ritenuto pericoloso e addirittura una malattia da curare. Con profonda maestria Zamjatin scrive un romanzo filosofico, oltre che distopico, di come il mondo potrebbe diventare, di come è già, oppure soltanto un’idea fantasiosa e distruttiva, per chi crede che l’umanità non cesserà mai di fare, individualmente, ciò che meglio le riesce: pensare.. Beatrice Di Vincenzo liceo classico Galileo

Tommaso Campanella, filosofo e frate domenicano vissuto a cavallo dei secoli XVI e XVII in Italia, per evitare la condanna a morte per eresia a causa dei suoi scritti, si finse pazzo. Passó quasi trent’anni in carcere, poi riuscí a fuggire in Francia, dove propose a Luigi XIII il progetto della Cittá del Sole, che mirava a creare una cittá perfetta. Il re peró gli negó il finanziamento. Vittoria Nannelli liceo classico Michelangiolo

IL REGNO DELLA DISCORDIA Vi è mai successo? Non so voi ma io in rete litigo con gente con cui faccia a faccia ci siam sempre voluti bene o almeno capiti... Facebook e i social in genere sono il regno del litigio perché per scritto non passano i toni di voce. Siamo inoltre limitati nei caratteri (vuoi farti leggere di più? Usa lo sfondo colorato! Ma per lo sfondo colorato devi limitare le parole...). Dobbiamo sempre verificare dal vivo se davvero le cose stanno come sembrano. Spesso dal vivo le persone sono meno peggio di quello che paiono in rete... Non sempre. Ma spesso.

Guido G. Gattai

http://www.FaceBook.com/GuidoGiacomoGattaiFanPage

Lisa Tanzini liceo Pascoli


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