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per arretrati ed approfondimenti http://MovimentoHyronista.com IL TALENTO DI MR. RIPLEY Il Talento di Mr. Ripley è un film del 1999, diretto dal regista Anthony Minghella, noto principalmente per Il Paziente Inglese, tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith dal quale era già stato realizzato nel 1960 il film Delitto in pieno sole, interpretato da Alain Delon e diretto da Renè Clèment. Il film è incentrato sulla storia di un giovane di modesta estrazione sociale, Tom Ripley, interpretato da Matt Demon, che vive la sua vita basandosi su continue bugie e finzioni, “meglio essere un falso qualcuno che un’autentica nullità”, per arrivare ad un sogno: infiltrarsi nell’alta società. Così, fingendosi uno studente dell’Università di Princeton, viene incaricato dall’armatore Herbert Richard Greenleaf di rintracciare in Italia il figlio Dickie (Jude Law), rampollo privilegiato e viziato. In questo modo, Tom riesce a conoscere e frequentare il ragazzo che ha (ed è) tutto ciò che ha sempre sognato: ricchezza, fascino ed una bellezza disarmante. Inizia tutto per il meglio e le cose, per i due giovani, sembrano andare a gonfie vele in un Italia anni ’50 ispirata alla “dolce vita”, fino a quando, poco per volta, vediamo affiorare la complessità dei protagonisti: la follia e la crudeltà di Ripley, il suo costante complesso d’inferiorità e la sua fragilità da una parte, mentre dall’altra l’insicurezza di Dickie, la sua incostanza ed il suo profondo egoismo, che lo portano a sentirsi ormai soffocato da quell’amicizia asfissiante e dalla continua presenza di Tom. Durante una gita in barca a Sanremo però, volendo allontanarsi definitivamente dall’amico, Dickie diventa una vittima inaspettata di Ripley, deciso a rubargli l’identità. Questa è la cornice di tutta la vicenda: un’amicizia basata su attrazione, astuzie, invidie, bugie e tradimenti, che attraverso una passione spietata, sfrenatezza e sensi di colpa degenera e finisce per diventare tragedia. Un cast eccezionale, uno sfondo mozzafiato che va da Ischia a Napoli, da Roma a Venezia ed una colonna sonora anche un po’ jazz perfetta per accompagnare una lunga riflessione sull’introspezione ed un’elaborazione sull’identità, sullo scellerato piano di Ripley di fingersi un altro per nascondere se stesso. Giasmina D’Angelo liceo classico Michelangiolo
SOLITUDINE Quando sono nati i social media mi chiedevo, speranzoso, se sarebbero davvero riusciti a sconfiggere la solitudine una volta per tutte. Ci sono riusciti. Hanno ucciso il male degli anni ‘00. Incredibile. Nessuno è più solo. Mai. Ma, ancora più incredibile, adesso la solitudine un po’ mi manca. Il nuovo male, forse, è proprio il sovraffollamento. Fisico. Intelluttale. Spirituale. Emozionale.
Guido G. Gattai Facebook: GuidoGiacomoGattaiFanPage Instagram: GuidoGiacomoGattai Telegram: FilosoFrammenti ... e alla fine siamo di nuovo qui. Pensavamo di chiudere l’anno scorso invece a grande richiesta... one more year! Siamo tornati al bianco e nero perché abbiamo aperto ULTRA, un nuovo fantastico bimestrale a colori che ci prende molte energie e che interagisce con Punto G. Le serie di raconti entreranno e usciranno dall’uno all’altro, ad esempio: la storia di Natale di quest’anno inizia sul primo numero di ULTRA. Potete trovarlo danti a scuole oppure leggere il pdf gratuitamente on-line... buona lettura a tutti, e vediamo quanto dureremo. Intanto... quest-anno ci siamo :)
Il papiro di Derveni è il testo scritto ad argomento religioso, rituale e filosofico più antico ritrovato finora. Lungo in origine circa tre metri, di questi se ne sono conservati due metri e mezzo circa, scritti in ventisei colonne frammentarie e di diversa conservazione. Il tema principalmente trattato è la cosmogonia, cioè la dottrina riguardante la formazione dell’universo. Vittoria Nannelli liceo classico Michelangiolo