n° 44
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MARIO VERAMENTE
1/5 un indiano da poco lontano...
Mario è tornato, dopo la prima stagione di due anni fa, ecco di nuovo il pistolero più creativo del west alle prese con il crudelissimo Sauro Assanguefreddo. Chi vincerà questa volta? Lo scopriremo nei prossimi cinque episodi! (puoi ritrovare i vecchi episodi su MovimentoHyronista.com, i PDF degli arretrati sono tutti disponibili gratuitamente). Il nostro arcinemico Sauro Assanguefreddo sembrava irreperibile per ogni dove, ogni quando e ogni perché. Avevamo questionato da ogni parte, domandato ai cocchieri e alle sarte, e ormai non c’era più niente da fare o da rifare. Sembrava sparato nel niente. D’altra parte, era quella la sua capacità: svanire, dissolversi, assolversi o farsi assolvere, prosciogliere, disciogliere nel niente. Mario aveva deciso di stabilizzarci in un bosco, doveva aveva una casa, più una capanna, ma vasta, fatta con le sue stesse portaguanti a colpi di mietirami, tritalegna, spalaterra e inchiodachiodi. Dovevamo pensare, organizzarci, ripensarci, isolarci, rifletterci, farci un riposino rinfrancante, rinfrescante e rimuginante. Sauro era bravo nelle sparizioni, ma... avremmo pur trovato una pista prima o poscia. Eravamo soltanto io e lui. Il vecchio Frank Hument, si era accorto che essere un MISTERIOSO OMICIDIO A MANHATTAN Larry Lipton (Woody Allen), redattore letterario di una grande casa editrice e sua moglie Carol (Diane Keaton), ex dirigente in ambito pubblicitario, sono una tranquilla coppia newyorkese di mezz’età; a rompere l’equilibrio dei coniugi sarà l’incontro sull’ascensore del proprio appartamento con gli anziani vicini House, con i quali passeranno poi un’allegra serata insieme. Tuttavia il giorno successivo verranno a conoscenza della morte della signora House, scomparsa, apparentemente, per colpa di un infarto. Carol, spirito libero e sempre alla ricerca di cambiamenti e nuove esperienze all’interno di una troppo presente monotonia, accompagnata dagli amici Ted (Alan Alda) e Marcia (Anjelica Houston), convinta che dietro alla morte della vicina si nasconda qualcosa di più oscuro, come un omicidio (magari anche da parte del marito, che non sembra essere particolarmente rattristato e sconvolto dalla perdita della moglie), deciderà di condurre delle “indagini” per arrivare in fondo alla vicenda. Come lo definisce lo stesso Allen “Misterioso omicidio a Manhattan” è un “funny mistery”, un giallo-rosa nel quale il genere della commedia prende il sopravvento, che pur essendo leggero e divertente non nasconde una certa profondità, espressa dalla forza creativa del cinema. Infatti è proprio l’arte cinematografica che influisce sulla vita dei personaggi, attraverso una serie di citazioni filmiche, come ai film della serie “L’uomo ombra”, “La fiamma del peccato” di Billy Wilder, “Casablanca”, “La signora di Shanghai” di Orson Welles, per non parlare dei ricorrenti omaggi a Hitchcock: la scritta “Vertigo” sull’autobus rimanda senza alcun dubbio a “La donna che visse due volte”, mentre il ritrovamento della fede nuziale della signora House è un chiaro riferimento al “La finestra sul cortile”. A quasi undici anni di distanza da “Manhattan” ritroviamo la coppia formata da Woody Allen e Diane Keaton, eccezionali, in un film nel quale il regista si dedica ai suoi temi più cari con rinnovato vigore e straordinaria efficacia, che garantisce puro intrattenimento arricchito da battute esilaranti, ironia, sarcasmo e qualche momento di malinconica riflessione. Giasmina D’Angelo liceo classico Michelangiolo
eroe era redditizio e andava di città in città a scambiare storie inventive per birre, puttane e tabacchi assortiti. Aveva provato a cercare Sauro, ma si era arreso dopo tre mesi in cui non venivamo a capo di un alcuna coda. Il negro Tim Hatchell si era scoperto grande cantante di blues e si era fermato a Strimpel Town dove c’era un sacco di giro e rigiro di cantanti. Insomma: c’erano tanti cani. E anche gatti. E gente. E palchi. E negri. E signorine felici di fare felici negri felici che le facevano felici. Eravamo rimasti solo io e lui. L’eroe. La leggenda. Il chirurgo del piombo, il raddrizzatorti, il piegadritti, il napoletano dalla pistola più acrobatica della pizza, lui: Mario Veramente. Ma presto la leggenda del pistolero che aveva pistolato tutti i Diavoli della Domenica si sparse a macchia di birra per tutto lo west lontano lontano e molti avventurieri vennero a cercare Mario per unirsi alla ganga dei suoi pards. Quasi nessuno rius-
Secondo l’AIDP (Associazione Nazionale Direttori Risorse Umane), sono aumentate negli anni le ricerche di laureati in filosofia per posizioni di managing nelle risorse umane, superando psicologia e giurisprudenza. Questo aumento viene da molti attribuito alla duttilità ed agli strumenti in più che la filosofia porta ad acquisire durante il percorso di studi. Vittoria Nannelli liceo classico Michelangiolo