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LE FORTlrlCAZ IONI ANTICORSARE

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ANTJCORSARE

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noniere. e piombatori per tutto. Grosso il muro Jìno al cordone palmi quindici fm. 3,350}; il quale co rdone deve essere di travertino; et alto sopra la sogl ia palmi venticinque f m. 5,580]. D e lì in su.fino alla sommità lungo palmi dieci fm. 2,234}, con la s ua scala a/lumaca de palmi quattro e me zzo [m. 1 J larga nel luogo: come particolannente li sarà designato da/li depu 1ari di sua Santità et architetto. D evono paf!,are le spese d e l fabbricarla gli stessi Cajfarelli, per essere il lerritorio suo. Deve contribuire Gianfllippo de Serlupis per la tenuta che tiene presso al Casrro :· no, .

Le eccezionali dimen s ioni di Tor S. Loren zo non trovano alcun equivale nt e lun go l ' intero sc hieramento tirre nico Qu a nto al litorale adriatico, in linea di larga massima, conobbe l'edificazione di pochiss ime torri di analoga concezione e configurazione architettoruca, per gi unta con not evo l e ritardo. La bass a es posizione ai ri sc hi incursiv i va imputata da un lato alla presenza d ella flotta veneta dall 'altro alle mura di c ui erano muniti tutti gli abitati s in dall ' alto m e dioevo. Nessun s i s te ma quindi ma s olo una teo ri a di autonomi capi sal di. Tu ttav ia di torri con l e caratteristiche canoniche dello Stato Pontificio al presente di sic uro se ne po sso no individuare almeno due delle quali una a Portono vo s ull ' omonima baia press o Ancona e l 'altra torre Cervia presso Ravenna, Ja maggiore in assoluto. Di: " ... pianta qu a drata, più ampia d e l normale (m. l 3 .50x 11.30) e pure piuttos to alta (m. 27) [altezza d e lla copertura probabilment e s ucce ss iva per ragioni climatich e, restando invec e Ja piazza intorno ai 20 n.d.a.] qua s i interamente in mattoni , essa è costituita da un part e basamentale a sc arpa , s partita mediante un toro in pietra dalla mediana appiombo; la superiore è a lieve s porto , con una grande caditoia nel mezzo d 'og ni lato "m 1•

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P esco M on ta no , tor re As tura e le torri d el Circeo

Com e accennato oltre al le torri di nuova costruzione lo Stato Pontifi c i o, al pari di tutti gli a l tri , re c uperò ed ins erì nel s iste ma di dife sa anticorsara qualsias i al- tra reputata s uscett ibil e ili in tegraz ion e, indip en dentemente d a1l a s ua vetustà. Alcune di esse infatti vantavano già secol i di esistenza e di fun z ione anticorsara, altre pochi decenni ; qualche caposaldo poi non era nemmeno una torre: tipico il caso del Pesco Montano di Terracina, una guglia di roccia adattata a pos ta z ion e d 'artiglieria.

Di tutte senza dubbio la più interessa nte dal punto di vista storico ed architettonico riman e ToITe Astura , nei press i di Nettuno. sin go lare coacervo di aggiornamenti e alterazioni fino quasi alla Seco nda GueITa MondiaJe m l. La s ua origine s i perde ne l buio del medioevo, iniziandosene ad individuare precis i riferim e nti docu- mentali so ltanto dal 1193 , nell ' ambito d e l feudo dei Frangipane . Sotto la signoria di Giovanni Frangipane, nel 1268 , vi avvenne l'epi sodio, universalmente tacciato d'infamia, della cat tura , per tradimento, di Co1Tadino di Svevia , reduce dalla sfortunata giornata di Tagliacozzo. Il patibolo di pi azza Mercato a Napoli rec ise la giovane e tragica esistenza dell'ultimo erede di Federico rr m,. La vendetta quand'anche tarda non mancò: nel 1286 la flotta siciliano-arago n ese attaccò la fortifica zione e, avutane ragione , vi ucc ise nella circostanza il figlio del Frangipane. La ton-e , o forse più esattamente l a piccola rocca, fu 1icost.ruita pochi anni dopo , per finire in cendiata nel 1328 e se mpre ad opera della flotta arago nese Nel 1367 Astura divenne proprietà degli Orsini , ne l 1383 dei Gaetani e quindi di nuo vo degli Orsini, per passare a di s tanza di un cent in aio d 'a nni a i Colonna , che la tennero con alterne v icende per tutto il XV I secolo , cedendola allora a ll a Camera Apostolica.

Sotto i I profilo arc hi tettoni co la ton-e, s i impiant ò dir e ttamente su ruderi romani affioranti dal mare e d un lungo pontile ne ga ranti va l' accesso. Originari amente fu forse una s nella costruzione parallelepipeda , una sorta di clongione marittim o a lto quas i 3 0 metri. Il mutare delle es igenze difen s ive comportò dapp1ima la trasformazione in puntone con lo s pigolo verso terra , integrato in breve da un recinto quadrilatero con alcuni corp i di fabbrica adibi ti ad abitazione. L a distanza da terra e lo spessore delle mura evitaro n o ulteriori modifiche: anzi probabilmente proprio in virtù dell a s ua s traordinaria a ltezza fu ritenuta vantaggiosissima per la difesa anticorsara, e pe1tanto in se rita nella lin ea a di spetto della cons id e revo le età. lndi s pen sabile tuttavia il raffo rzamento di alcune s trutture , per adeguarla all ' impi ego dell 'artiglieria. Stando infatti ai verba li del XVII seco lo l a torre di spo neva di un re lati vamen t e di screto armamento, per l 'esa tte zza di du e p ezz i di piccolo calibro , di due spinga rde e di due petrieri con una congrua riserva di munizioni. Di sso lta si la minaccia corsara intorno a l I 830, finì tra l e proprietà d e i Borg hese che ne avviarono il re sta uro seco ndo la logica dell 'e poca.

Poche decine di chilometri prima di torre Astura s picca la mole rocciosa del promontorio del Circ eo, talmente infido e ri sc hio so da richiedere un più accorto toITeggiamento, qua s i una so rta di precipuo sott o s is tema. L e stesse cinque torri che lo compongono ostentano una singolare co nfigurazion e, a pianta circolare e piazza sc ud a ta a monte da un mas sicc io s opralzo. Concettualmente sono a naloghe alle v ic erea li napoletane a doppia altezza.

La più importante del gruppo appare se n za dubbio to rre Paola. così detta in quanto fatta erigere da Paol o lii nei press i d i Sabaudia. In s iem e alle altre quattro , però, faceva capo ad un unico comando, ubicato in quella d e tta di S. F e lice o Vittori a, dal quale dipendeva pers ino la co rres pon sio ne di s tipendi e muni z ioni , nonché il coo rdinamento della vigilanza. Pur ri s ultando ultimata nel primo semestre del '63 non si rin viene ness un inventari o cinquecentesco del s uo armamento che ini z ia a fi g urare, invece, a partire d a l seco ndo d ecennio del XVII seco lo. Il rit ardo , pertanto, sembra avvalorare l'ipotesi che per l 'e ntrata in servizio si attese l ' ultim a z ion e d e ll 'in tero g ruppo , essendo altrimenti inutil e la funzio ne e troppo es po sta la guarnigione. Ad ogni b uon co nto primo a fame menzione fu il march ese del Grillo, che lo trovò cos tituito da un unico pezzo da IO libbre affia ncato dall'immancabil e petri ero . Pochi anni dopo subì un leggero increm e nto , stabilizzando si da quel momento su due pe zz i.

Il Torr Egg Iamento Dello Stato Dei Presidi

Sebbene intorno alla met à del XV I secolo il cosiddetto Stato dei Re a li Pres idi di To sca na c14 J fosse ormai esattamente definito s ia nell a s ua configurazione terri -

l NGEGNO E PAURA TREKTA SECOLI DI FORT IFICAZIONI JN I TALIA

to rial e che in quella dinastico-a mmini strati va, in re a lt à ben poco di esso s uggeriva un a sia pur modes t a realtà statuale. Scars i ss ima e non omogeneamente di s tribu i t a la popol azio ne, insignificante l ' economia, trasc urabil e il gett it o fiscale, inesistente un qualsiasi apparato militare locale anche a liv e llo mili ziano. Quanto alla difesa cos tiera in generale ed anticorsara in particolare le poch e compagnie s pagnole, peraltro s is tem a ticamente sottorganico, acquartierate nei pressi dei gross i centri abitati, non potevano fornire alcun valido aiuto contro le incursioni. Soprattutto lungo l'Arge ntario , promontorio che ne costituiva la pa rte maggiore del territorio, dove i barbaresc hi spadroneggiavano indi s turbati. Ve ssaz ione ormai protraentes i da secoli e perfettamente ri s aputa s in dai tempi della sovranità, a lmeno formale , di Siena. Stando infatti ad una relazione d e l 1334 , emblematicame nt e identica alle consimili di duecento anni dopo:

" ... è il Monte Ar,:entaio lu ogo cli 1110/ta stil/l a ... Vi sono vene d 'ar,:ento, dalle quali il monte piglia il nome s uo Produce 1110/te e rb e appre-::;::.ate da ' Medici.. . ma le più sono incognite, perché il timore dei corsari vieta ag li herbatori, la prati ca del Luogo

Decemb re 1334'' 175 •

Oro ed argento in r ea ltà al di l à dell e leggende originate ma g ari dal luccichio della vile pirit e non se ne trovava affatto. L ' unica ricche zza di s ponibil e sare bbe s tata perciò la ben più concreta raccolta di erbe officinali, magari dei p asc oli ma la minaccia dei cors ari rendevano anche quell e poverissi me attività persino più ri sc hiose del!' es traz ione au ri fera. Dalle fonti risultano com unqu e rilasc iate alquante concess ioni minerarie, tutte regolarmente dimostrate s i illu sorie. Ma in una di esse, relativ a pure all'impianto di una tonnara , rilasciata nel I 441 ad un certo Morosini, s i rintraccia una esplicita allusione al la volontà di provv e dere alla dife sa anticorsara d e l promontorio mediante una serie di fortifica z ioni , che andrebbero perciò riguardate come il nucleo originario del futuro torreggiamento. Con una precisa clau so la il contraente s i imp egnava a:

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