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I ANTICORSARI:
·' .fare in detti porti o vero Monte, dove meglio gli piacerà. 11110 castello e torri fortissimi da difendarsi dà inimici, in modo che si porrà difendere da ch i li volesse occupare per honere della V. S. et stato di questa ciuò. El in questa primavera rominciarò a fare detle forle~'?,e, e1 seguirò con solleci1udine, che in breve sarà fortifica10 et in tempo d i qua trro anni finito
5 ot1obre 1441 ·· PM
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La vic e nda della dife sa del promontorio e delle sue ri sorse terrest ri e marittime, nonch é dei s uoi sca li portuali, tramite forte zze e torri, ini ziò d a quei giorni il suo le nti ssimo iter a s ua volta prodromo obbligato del decollo demogr a fic o . E che qualcosa concretamente dovette esse re attuata di lì a bre ve lo s i evince da un altro documento immediatamente s uccessivo , del 1442, che così ricordava l'arrivo a porto Ercole di un piombinese tramite un ' imbarcazione del Moro s ini: " qui nunc e difi ca ! fortelliciam in Monte Argentario " ml _ Ed un decennio dopo in un 'e nn esima concessione mineraria si può leggere un indubbio riferimento alla realtà di alquante torri costiere. Conse ntiva infatti il contratto:
" che a esso Bartolomeo, suoi compagni e lavoratori per sicurlà de' corsari sia lici10 potersi riduciare, quando lò paresso essere di bisogno colle persone e robbe loro, nelle torri e fortezze del Mon1arge111ario, excepto che ne la torre de la Pesch i era, nella quale non possa riduciarsi senza licentia del Comune d'Orbete llo
15 giugno 1451" 08 >
A differenza d el passato, perta nt o , gli aspiranti minatori potevano avvalersi in caso di minaccia corsara del rifu v io nelle torri e nelle fortezze, quasi cert ame n- o te qu elle fatte costruire dal Morosini. La prassi adottata da Si ena in breve te mp o e se nza oneri per l ' amminis trazi o ne , aveva prodotto un primo gruppo di opere difensive di una qualche efficacia. I ri sco ntri se nza dubbi o po s iti vi c he iniziò a fornire l 'e mbrionale dife sa anticorsara dell 'Argentario , confermarono la se nsa tezza della risoluzione di avvale r si dell'apport o privato 09> , al quale in definitiva s i delegava la fun z ione militare. La dinamica appare ulteriormente rib adita in un co ntratto d'affitto de l 1460, que s ta vo lt a a d una socie tà co mm ercia l e senese, se mpr e s ubordinato a ll a edificazione di una fortificazione costiera. In de ttagli o le clausole del documento obbli gavano i contraenti a d innalzare in Porto Ercole una nuova torre di 40 braccia di altezza e di 12 di larghezza (80!, nonch é a res taurare e potenz iare que ll a ormai g iubil ata recingendo intorno a l s uo pi e de: " una terra habitevole di grandezza almeno quanto è tutto il Campo d ella Città di Siena " (sii _
Intorno all'ultimo quarto del XV secolo, co n il precipitare degli equilibri mediterranei. la repubblic a di Sie na so llecitò ulter iori potenziamenti a ll e fortificazion i d ell' Arge ntario. Significativamente Francesco di Giorgio Martini , se ne se di nascita, appena ri entrato in patria fu inviato a P or t o Ercol e n e l 1487 con l 'i nca ri co di progettare opere per la dife sa costiera . Appare m ol to veros imil e che finì per er ige re effettivamen te qu alc he torre costiera, sia pure d e l tipo di s up e rat a co ncezion e. Non os tante c i ò anche del loro appo rt o fu n ecessar io far tesoro, a li ' indomani del l'annessione s pagnola, fintantoch é almeno un a moderna linea d i fortificazioni antincurs i ve ed a ntinvas ive non s ub en tra sse a difender e il nuovo sta to. L entamente se ne intrapr ese comunque l'a gg i ornamento, senza tuttavi a a ttenuare l 'es po s i z ione del promontorio alle iniziative corsare . Agli inizi del1' es t a te del 1560, ad esempio, il comandante della piaz za di Orb etello notificava al governatore di Siena un'enne s im a incursione in questi termini:
'Ecc mo Signor Governatore hiersera circa le 22 hore, ricevei il capora l di Caparbio dicendomi che nel Monte Argentario s i trovano dodici legni turcheschi. et in quest'hora che haviamo le 23 è arrivato qua uno di Port 'Erco le dicendo che i Turchi hanno messo in terra molta gente, li qua li hanno corso jìno su le porte di quel fuoco, e che hanno fatto presa di 200 Huomini. il qual caso essendomi parso degno d i notda ho giudica to mio debi to farlo i111endere alla S. V. Ecc. mo
A peggiorare la situazione contribuivano anche gli isolotti ad immediato ridosso della costa , molti dei qua li ritrovandosi al pari di Giannutri totalmente disabitati, si erano trasformati in altrettante basi corsare, evento peraltro comune in tutto il Mediterraneo occidentale, senza contare la miriade di grossi scogli litoranei idonei agli agguati navali. Per la loro vicinanza rappresentavano una minaccia gravissima poiché l'aggressione barbaresca poteva scatena r si in qualunqu e momento e senza il benché minimo preavviso. Il rimedio sarebbe stato quello di presidiarle con picco le guarnigion i in apposite fortificazioni, ma ancora una volta le risorse eco nomiche facevano difetto, ingoiate dalle grandi fortezze alla cui ultimazione era stata assegnata la comprensibile priorità. Nel frattempo, però, i famigerati isolotti continuavano a falcidiare le rendite, ma neppure negli ann i successivi fu possibile e limin are il problema che ricompare in questa relazione del 1571, la quale evidenzia:
"Corno tambien pro ceda
Come tuttora ne derivi danno alla rendita sui pascol i di S. M. dal non essere cu stodita l' Isola di Giannutri Detta isola è per i corsari un luogo perperuo cli scalo da cui si s pingono sulle coste romane e su quelle di questo Regno attaccando quanti vascelli di piccolo bordo vi navigano ... Si potrebbe fortificarla con tremila ducati ci rca facendovi nella cala grande una torre sopra di un poggio che vi si trova Si avrà così un'opera benedetta degna di S. M un transi to li bero e sicuro per queste marine in direzione d i Roma e di questo Regno .. .'' 183 ,
Ad onta della sensatezza del ragionamento la tragica ca ren za di denaro impediva di infrangere quel c ircolo vizioso . Nel frattempo, tuttavia, l' i nt ensificarsi delle razzie barbaresche ed iI conseguente progressivo rarefarsi della navigazione commerciale C84> , sommandosi a l ricordato in gentissimo danno erariale finirono per porre in primo piano la questione del torreggiamento dei P residi, inducendo la dirigenza spagnola a co ll egarlo a quello del Regno di Napoli di prossimo avvio.
Disgraziatamente le poche torri costruite negli ultimi decenni non si pres tavano , così com ' erano e lì dov ' erano, all'attuazione di un identico sistema, dimostrandosi incompatib ili con l'installazione dell ' armamento balistico. I cannoni, infatti, richiedevano torri con adeguate dimensioni delle piazze di copertura, munite di apposite cannoniere e robusti parapetti attraverso i quali poter tirare nella massima sicurezza per i serventi Ma richiedevano anche torri con un'ubicaz ione ed un orientamento accurato in funzione dei settori di massimo rischio e soprattutto , con un impianto non molto alto su l mare. In caso contrario il fuoco sarebbe scaduto dal micidia le tiro radente a quello quasi trascurabile ficcante e , non di rado, la stessa spiaggia sarebbe ri sultata addirittura oltre la gittata. I n breve lungo le coste alte e rocciose dell'Argentario, pochissime delle torri esistenti apparivano per struttura e per ubicazione integrabili nel s istema di torreggiamento rinascimentale.
L'esigenza per le torri armate di collocarsi notevolmente più in basso sul livello del mare, in prossimità delle ca le dove i corsari si nascondevano o facevano l'acquata, si traduceva, in quel particolare contesto ambientale , nella necessità di insediarle con le striminzite guarnig ioni quasi a portata di mano degli incursori . Come proteggere allora quei pochi uomini abba ndon ati a se stessi dai loro prevedibili attacchi insidiosi? La soluzione più consona parve l 'accentuaz ion e del repertorio os tativo medievale già parzialmente adottato nelle moderne to rri anticorsare. Se ne incrementò pertanto l ' altezza del piano ag ibil e e del relativo vano d ' accesso e le si circondò nei casi più esposti di un piccolo recinto, dando perciò ali' in s ieme i connotati di un anacron ist ic o dongione.
Cronolo gia del sistema
Da quanto appena delineato ne consegue che il modestissimo torreggiamento dello Stato dei Presidi dipendendo per molti aspetti dal Regno di Napoli , si