SOUND AND VISION
Ottobre 2012
MATERIALE ALTAMENTE INFORMATIVO A COSTO ZERO - MANEGGIARE CON CURA
QUBO' Ristorante Music Bar Via Meucci 44 Costabissara - VI 0444 971845 - Seguici su fb (qubo' vicenza)
Sound and Vision Magazine Dir. Responsabile: Stefano Rossi - Editore: Daniele Pensavalle Anno 8 - N° 97 Ottobre 2012 - Aut. Trib. Bassano d. G. N° 8/03 del 3.09.2003 QUESTO NUMERO È STATO REALIZZATO GRAZIE AL CONTRIBUTO VOLONTARIO DI
Giorgio Mari (VI) - Antonio Lo Giudice (VI) - Francesco Nicolli (VI) - Luca. Sartor (VE) - Fox (VI) Fabrizio Consoli (MI) - Enrica Sampong (VI) - Emanuela Virago (TV) - Lara Lago (VI) - Laura. Moneta (PN) Chiara Fantinato (VI) - Alice Lago (VI) - Marika Zorzi (VI) - Daniele Pensavalle aka DJd (VI) Viola Serena Reginato (VI) - Davide Visentin (TV) - Annalisa Tonini (TV) - Marco Poles (PN) Stefania Bordignon (VI) & Stefano Mazzocchin (VI) - Matteo Gasparetto (TV) - Francesca Del Moro (BO) Alberto Visentin Casonato (PD) - Tobia Downass (VI)
FOTOGRAFI di S&V Mag
Daniele Pensavalle, Viola HCPH, Michela Del Forno, Luca Latini
Grafica: Daniele Pensavalle WebMaster: Massimo Fornasier - Web Marketing: Emanuele Femia
Sommario Pag 5/6/7 Speciale Bestival 2012 (di E. Virago e F. Consoli) Pag 10/11/12/13 Speciale Radiohead (di W. Bianco e F. Del Moro) Pag 14/15 Asolo Free Music Festival (di A. Lo Giudice) Pag 18 Disconfort Fest (M. Zorzi) Pag 22/27 A Perfect Day Festival (di L. Latini, L. Sartor, D. Pensavalle) Pag 32/33 Pete Best Interview (Viola HP) Pag 36/37 Born To Be Wild (A. Tonini) Pag 38/39 Jennifer Gentle Interview (Viola HP) Pag 40 Back To Black (DjD) Pag 46/47 BedRoom Revolution (Sir Taylor) Pag 48 CineNews (A. Visentin Casonato) Pag 49 Kinoterapia (M. Gasparetto) Pag 50 Alla Ricerca di un Nuovo Inizio (Ste)
INFOLINE 349.1970263 www.soundandvision.it facebook: email: info@soundandvision.it
soundandvisionmagazine
Live Review
Foto e Testi di Emanuela Virago e Fabrizio Consoli
Speciale
BESTIVAL
Il Bestival di Emanuela Virago Il detto dice “non c'è due senza tre” ed eccomi a raccontarvi per la terza volta della fantastica esperienza nell'Isola di Wight per Bestival che chiude un'estate ricca di Festival in giro per l'Europa. Il viaggio di andata il 6 Settembre è sempre interminabile e dopo quasi 7 ore tra aereo, treno, ferry e bus arrivo finalmente al Yellow Gate di entrata e qualche buona anima mi accompagna a Wild Copse, il 'boutique' camping che sarà la mia casa fino a Domenica 9. Dopo Frequency Festival in Austria (di cui vi ho raccontato nel n. di Agosto) questa classica tenda indiana mi è sembra un autentico paradiso: larga, spaziosa ed attrezzata! La prima sera, avviandomi verso il Main Stage (esattamente 2.3km dalla mia tenda!), continuo a scattare foto al più bel tramonto
6/10 Settembre 2012 Robin Hill Country Park, Isle of Wight
visto finora sull'isola convinta che mai mi si ripresenterà tale spettacolo: smentita clamorosamente da 4 giorni di fredde notti stellate e di giornate con tanto sole e cielo terso. Tornare a Bestival non è mai ripetitivo: ci sono sempre i classici punti di riferimento come Bollywood tent, Ballroom Field, lo Stardust field con Big Top dove ogni anno va in scena la migliore musica elettronica, il magico Wishing Tree con l'adiacente Swamp Shack dove abbiamo fatto le 6 quasi tutte le notti. Ogni anno c'è un'animazione nuova o una decorazione speciale perché il bello di Bestival è che è tutto colori, grafiche, travestimenti di ogni genere. Quest'anno il tema è Wildlife e il Robin Hill Country Park è invaso da costumi di tutti i tipi: volpi, orsi, leopardi, specie rare e qualsiasi genere di fancy dress: l'importante a osare, camuffarsi e dare il meglio alla parata del sabato pomeriggio. Bestival è come un grande Luna Park e le attrazioni quasi distraggono dalla musica anche se la quantità e qualità di artisti presenti è eccelsa. I Dub Pistols sono una delle rivelazioni del festival assieme a Willis Earl Beal, Jake Bugg, Alunageorge e Nina Nesbitt: bellissimi i loro live. Finalmente riusciamo a vedere Florence & The
Speciale
BESTIVAL
Machine, come sempre eterea sul palco; i New Order, un classico evergreen; ci intrufoliamo backstage nel blindatissimo dj-set dei Justice: bravissimi, anche se essere francesi non gioca a loro favore; meno pretenziosi e sempre divertenti i 2ManyDjs e la mia foto backstage con David, il più giovane dei fratelli Dewaele, è già nella bacheca memorabilia. E che dire di Stevie Wonder che ha oscurato il live dei Sigur Ros e chiuso il festival in un'atmosfera magica mentre subito dopo partivano i fuochi d'artificio? Ci voglio tornare anche il prossimo anno in questo paese delle meraviglie, per sentire ancora la migliore musica, danzare sui pattini a rotelle nella Roller Disco, fare un giro sulla ruota panoramica e prolungare il più possibile l'estate.
Il Bestival di Fabrizio Consoli Prepararsi per andare ad un festival sull'isola di White e' probabilmente una delle azioni meno ecologiste che si possano compiere: tre quarti delle cose che cacci in valigia sono di plastica, gomma e qualunque altra cosa prometta la minima proprieta' impermeabile. In quanto esseri mediterranei poi, l'operazione assume ovviamente risvolti dal sapore al limite del drammatico, avendo tra l'altro abbandonato sin da subito la speranza di essere trattati con la dignita' di uomini: se non sei pronto a rotolarti nel fango in ciabatte e maglietta con otto gradi, allora sara' bene prepararsi ad essere guardati col ghigno che si riserva oramai solo ai marmittoni con camicia e pullover sulle spalle in un centro sociale. E ad essere bollato d'ufficio con l'infamia dell'appellativo “pussy”, fighetta. Con il mio zaino pieno di vergogna parto dunque per Bestival, festival 'boutique', ovvero sofisticato ed un po' snob, che per il nono anno consecutivo chiude ufficialmente la stagione delle manifestazioni musicali estive europee. Benvenuti sull'isola di White, una sorta
Speciale
BESTIVAL
di Isola Che Non C'e', solo con piu' birra, piu' musica e soprattutto piu' inglesi. Con sole e cielo terso a coprire d'inutilità e ridicolo tutto il nostro set di abbigliamento da escursionisti di frontiera, ci immergiamo in una delle esperienze di vita collettiva piu' entusiasmanti, di gran lunga piu' coinvolgente di quanto non ci aspettassimo. Un'intera pianura, sconfinata come gli accampamenti mormoni nei film di Bud Spencer, gremita di palchi, negozi, discoteche, balere, ristoranti, ristoranti bio, ristoranti vegani, un ospedale da campo e perfino un cinema - tutto rigorosamente gonfiabile. E decine di migliaia di tende, disposte con lo stesso ordine che se le avessero lanciate come dadi. Bestival si presenta come un'enorme ed organizzatissima citta' festante smontabile al servizio della musica, dove tutto quello di cui potresti avere bisogno viene riprodotto in versione 'pop-up' cosi' che tu non debba avere che pensare ad altro che a correre da uno stage all'altro per cercare di non perderti neanche una nota di quei due artisti che ti piacciono tanto e che suonano praticamente alla stessa ora. Ma la vera particolarita' di Bestival, e probabilmente la cosa che piu' di ogni altra lo rende meravigliosamente inglese e' la presenza di un
tema, ogni anno differente, attorno al quale pressoche' tutto ruota. Quest'anno il tema invitava alla personale interpretazione della vita selvaggia, “wild life”, e certamente la location immersa nella natura non ha fatto che aiutare la fantasia dei convenuti. Sullo sfondo di un mare di musica, varia, bellissima e ricercata, anche se assolutamente molto piu' di quanta se ne possa umanamente ascoltare in un week-end e decisamente piu' di quanta non se ne possa intimamente apprezzare, e' andata dunque in scena la sorprendente parata delle bizzarrie e della passione per il travestitismo rituale britannico. Gli inglesi hanno letteralmente la mania di mascherarsi. Feste, concerti, addii al celibato e viaggi offrono da sempre una solida ragione per conciarsi nei modi piu' paradossali e bislacchi. Ma a guardarla bene questa abitudine si presta anche ad una lettura piu' ampia di un certo comportamento inglese. Traspare probabilmente qualcosa di piu' profondo, un pudore collettivo che porta a sfuggire la trasparenza, e che percepisce nella maschera una forma di liberta' piu' a portata. Parente stretto della scivolosa confessione di stima e amicizia che il tuo vicino di scrivania ti sciorina inumidendoti l'orecchio in un locale affollato, ma solo dopo aver trangugiato una dozzina di pinte. Come se si riuscisse ad esorcizzare il rigido formalismo britannico solo velandolo attraverso un filtro, qualunque forma esso assuma: una maschera da Batman, un cappello da cowboy o un piu' banale – ma pur sempre efficacissimo – strato di alcool. Anche a Bestival la musica fa dunque da colonna sonora alla innocua ma ricorrente parabola nordica, che misura se stessa lungo la distanza relazionale tra la domanda mattutina “did you sleep well?” disadorna di vero interesse, e il piu' genuino - ed impacciato - tuffo nella viscosita' di sentimenti resi meno ingombranti dall'ebbrezza collettiva. E dalla musica, ovviamente.
SOUND AND VISION
SABATO 13 OTTOBRE
THE SWINGIN’ LONDON PARTY @ ORE 22.30
ORE 21.30 - PROIEZIONE FILM:
DE(Maser GUSTO - TV)
SMASHING TIME
diretto da Desmond Davis. È una satira del fenomeno della Swinging London degli anni sessanta. È stato scritto da George Melly ed interpretato da Rita Tushingham e Lynn Redgrave.
: Taylor dischi Ai Gira+ Ivor &oSpir sy , syche-P Dj D y Ro g t-P a g e i -B l w Sou : by T Visual SOLO SU INVITO - Dress Code Required Info FB: theswinginlondonparty
Live Review
RADIOHEAD
Foto di Simone Di Luca
Roma - Ippodromo delle Capannelle - 22.09.2012 - di Walter Bianco Bologna - Arena Parco Nord - 25.09.2012 - di Francesca Del Moro
Simone Di Luca
ROMA - All’ippodromo delle Capannelle si è svolta ieri, la prima tappa italiana del tour di “The King of Limbs” di una delle rock band più amate e celebrate degli ultimi 20 anni: I Radiohead. Davanti ad un pubblico di oltre 20.000 persone, molti dei quali venuti dal sud per la prima volta della band di Thom Yorke e soci nella capitale, i Radiohead si sono esibiti in un concerto di due ore piene che hanno regalato emozioni, ritmi, luci, colori, suggestioni. In molti, me compreso, aspettavano la prova dal vivo dei Radiohead, dal momento che l’ultimo album, scarno e fin troppo essenziale, ha lasciato non pochi dubbi e perplessità. Ebbene, posso dire che la band di Oxford li ha dissipati, mettendo in scena un concerto vivace e coinvolgente, che ha dimostrato la voglia dei Radiohead di andare avanti e guardare al futuro, più che bearsi sulle glorie passate, offrendo
arrangiamenti, sonorità, riletture musicali modernissime per approccio, per commistione tra elettronica e suoni più tradizionali, per “leggerezza” intesa come rifiuto di strutture e sovrastrutture pesanti. L’aspetto visivo, innanzi tutto: il palco è concepito come un sovrapporsi di strati luminosi che diventano però anche schermi, nei quali le immagini della band si susseguono e sovrappongono e combinano in modi diversi durante il concerto: dei rombi sospesi sul palco sono altrettanti schermi che rilanciano frammenti di immagini, come le tessere di un puzzle buttate in aria e lasciate combinarsi nella maniera che vogliono, creando nel contempo delle cromie iridescenti e suggestive. La scaletta è improntata principalmente sui brani degli ultimi tre album, a dimostrazione della fiducia della band sul proprio materiale più recente: si comincia con due
brani dall’ultimo album, “Lotus Flower” e “Bloom”, seguiti con ritmo incalzante da una versione inquieta e sincopata di “15 Steps” e dalla bellissima “Wierd Fishes” (ARPEGGI), entrambe dal penultimo album, In Rainbows, in cui il palco si colora di mille sfumature di azzurro. Già si coglie ciò che poi si può riscontrare nel seguito del concerto: il materiale più recente, che sull’album sembra fragile e quasi troppo inconsistente nella struttura, dal vivo acquista nervi, muscoli e sangue e diventa molto più efficace e coinvolgente. E’ poi la volta della bellissima title track dell’album capolavoro del 2000, “Kid A”, seguita da “Morning Mr. Magpie”. E’ poi la volta di una versione accesa e coinvolgente di “There There”, primo singolo tratto da Hail to the thief, seguita dal superbass di “The Gloaming”, le cui atmosfere cupe ed elettroniche contrastano piacevolmente con l’atmosfera invece quasi pacificata e leggera di “Separator”, sempre da King of Limbs. La band è squisitamente compatta, con una perfetta sintonia tra i suoi componenti, e con una piacevole freschezza di approccio. Ogni volta che ascolto un concerto dei Radiohead mi viene da pensare che QUESTO è il suono dei nostri anni, mi colpisce la loro capacità di essere avanti. Uno dei momenti magici della serata è l’atmosfera sospesa, enigmatica e misteriosa di “Pyramid Song”, in cui Thom Yorke si esibisce al pianoforte, creando grande coinvolgimento nel pubblico: atmosfera che non viene spezzata, ma semmai ancor più enfatizzata dalla successiva “Nude”, uno dei brani più belli e suggestivi di In Rainbows: E’ un segmento del concerto in cui la ritmica, l’elettronica, i beat rapidi e incalzanti lasciano spazio al dispiegarsi delle emozioni e della voce di Thom Yorke che sembra un funambolo in equilibrio su
Simone Di Luca
un filo teso in alto. Dopo la presentazione du un nuovo brano, di cui non conosco il titolo, è la volta di due glorie del passato: una “I Might Be Wrong” decisamente accelerata nei ritmi rispetto all’originale e “Planet Telex (“a very old song”)”, unico estratto dai primi due album della band, che infiammano il pubblico di Capannelle. L’elettronica ed i giochi di campionamento dei suoni sono la passione di Johnny Greenwood, che vi da libero sfogo in una versione incalzante di “Feral” che sfocia nella celeberrima Idioteque che ancora una volta entusiasma il pubblico: il cantato di Yorke è ancora più disossato, dissonante, spigoloso del solito. La prima sessione del concerto termina qui, per riaprire con una strepitosa versione di “Exit Music”: sul pubblico cala il silenzio per ascoltare la struggente canzone d’amore e morte tratta da “Ok Computer”. E’ uno degli highlights del concerto. Come anticlimax la band sceglie la tranquilla atmosfera di “House Of Cards”, alla quale segue “The Daily Mail”, che Thom Yorke dedica a “Mr. Berlusconi”. Siamo verso la fine del concerto e sul pubblico esplodono la pioggia di tastiere e di ritmi di “Mixomatosis” una bellissima e trascinante “Paranoid Android”, sulle sezioni ritmiche e veloci del brano il palco sembra esplodere in una
Simone Di Luca
follia di colori e di luci. Un classico. E’ ancora gioco di contrasti con le atmosfere più intime e riflessive di “Videotape” e “Reckoner”, da In Rainbows. Il finale, in un trionfo di elettronica, è come spesso accade affidato ad una bellissima “Everything In Its Right Place”. Sulle follie di campionamenti della voce di Thom Yorke la band saluta e se ne va. Un bel concerto, diverso da quelli visti in passato, in cui la band, rilassata e di buon umore, dimostra una gran voglia di suonare e di proporre il proprio materiale più recente e lo fa con gran classe ed entusiasmo. Mentre rimango Simone Di Luca imbottigliato nel folle traffico impazzito all’uscita di Capannelle, nel totale disinteresse dei Vigili Urbani pressoché assenti e nella totale mancanza di mezzi pubblici, penso tra me e me che chiunque ami il rock non può in vita sua non vedere almeno una volta i Radiohead.
Bologna - Manca poco alle ventuno e nell'arena del Parco Nord ormai stipata Caribou chiude la sua esibizione con l'accattivante electro dance di “Odessa” e il groove ipnotico di “Sun”. Mezz'ora d'intervallo e un pastiche di voci campionate annuncia l'arrivo dei magnifici cinque di Oxford. Diciotto schermi si accendono e una parete luminosa mima l'incedere labirintico di “Lotus Flower”, più energica rispetto alla versione da studio, al pari della successiva “Bloom”. «Va bene?» chiede Thom. Lo show, di oltre due ore, è impressionante anche sul piano visivo, grazie agli schermi mobili che creano sofisticate scenografie. La band appare in gran forma, con il frontman che pronuncia brevi frasi in italiano e si esibisce in improbabili danze della pioggia. Dopo “15 Step” e “Lucky”, si atterra sul pianeta elettronico di “Kid A” per arrivare a una “Morning Mr. Magpie” mozzafiato, in cui il contrappunto tra il morbido cantato e le chitarre concitate è particolarmente marcato. Imperiose percussioni annunciano “There There” che, dopo un finale psichedelico, lascia il posto a
Simone Di Luca
“The Gloaming”. Dopo “Separator”, Thom siede al piano e incanta il pubblico con le languide melodie di “Pyramid Song” e “You And Whose Army?”. Si riparte con la sferzante energia di “I Might Be Wrong” cui seguono “Planet Telex”, “Feral” e “Little By Little”. La ritmica martellante di “Idioteque” arricchita da suonini da videogioco scatena il pubblico, che per la maggior parte del tempo rimane piuttosto compassato e come assorto nella musica. La band lascia il palco e con il primo bis si tocca il culmine della serata. Thom rientra in scena e intona “Don't haunt me / Don't hurt me”, il controcanto di “Give Up The Ghost”, uno dei brani più belli di THE KING OF LIMBS. Questi versi vengono ripresi in loop a inseguire la voce che prende il volo
sulla ninna nanna delle chitarre acustiche di Thom e Jonny. Segue “Exit Music (For A Film)” che si scava intorno un silenzio da pelle d'oca fino a esplodere e, spegnendosi, trafiggerci con il verso “We hope that you choke”. Forse per stemperare l'emozione, Thom scherza al piano prima di attaccare “The Daily Mail”, cui segue “Myxomatosis”, per finire con l'epica “Paranoid Android”. Da signori quali sono, i Radiohead concedono un secondo bis, in cui esprimono il proprio apprezzamento per Caribou e regalano “House of Cards” e “Reckoner” chiudendo il concerto con il vortice di campionature e distorsioni di “Everything In Its Right Place”. Un buon auspicio a fine serata? Noi di sicuro c'eravamo, nel posto giusto.
Live Review
di Antonio Lo Giudice - Foto di Viola HP
ASOLO FREE MUSIC FESTIVAL
Pete Best, da che mondo è mondo, è sinonimo di sfiga, tanta sfiga e null'altro che sfiga. Insomma, suoni nel tuo complesso, in cui in fondo credi, tanto da accettare il trasferimento da Liverpool ad Amburgo, e, al ritorno in patria, Brian Epstein costringe i tuoi compagni a cacciarti dal gruppo e per sostituirti con chi?! Con un Ringo Star qualunquequello che, nella migliore delle ipotesi, è passato alla storia come “l'allegro cazzone” dei Fab Four. E, per giunta, stiamo proprio parlando dei Bealtes da “Love me do” in poi! Manco un singolo di successo è riuscito a registrare, il povero Pete… Potete
Asolo - TV Venerdì 14 Settembre
immaginare, pertanto, la tenerezza che mi ha fatto la notizia di questo settantunenne che si trova a girare l'Europa in un tour commemorativo di un gruppo, il cui successo deve avergli procurato ripetuti e devastanti travasi di bile. Tuttavia, il programma di venerdì dell'Asolo Free Music Festival non presentava solo colui che fu estromesso dai Beatles prima che diventassero i BEATLES, ma anche: Jennifer Gentle- andrebbe aggiunto un feat. Verdena, vista la presenza del batterista e del cantante (ma nel ruolo di bassista) della banda di Leffe (o Albino? Non rimembro). In realtà, si tratta di spezie di contorno alla portata di deliziosa schizofrenia servita dalla band padovana. Gli acidi anni sessanta sembravano basici posti a confronto con i deliri organizzati dalla mente di Marco Fasolo, tra continui cambi di tempo, vocalizzi da cartone animato e dilatazioni ultradeliche. Vindicatos- la premiata ditta Casale e Dal Col avrebbe fatto meglio a puntare prima su questa loro reincarnazione,
piuttosto che allungare inutilmente la reunion dei Frigidaire Tango con una prova discografica quantomeno discutibile. Il rock tirato e cromato dei Vindicators (ma zeppo di cambi di tempo e atmosfera dal gusto progressivo) è estremamente divertente e i nostri tengono il palco con entusiasmo e mestiere. Poi, un gruppo che chiude i concerti con “Louie Louie” merita, a prescindere, imperitura stima. E ora veniamo a Pete: grazie a Dio non si sputtana proponendo canzoni dei Beatles, ma si limita a presentare una scaletta zeppa dei brani che con gli altri quattro (sì, nel biennio 60-62 erano un quintetto) suonava nei club di Liverpool e Amburgo. Nulla di trascendentale, intendiamoci: si tratta di standard di rock e rhythm 'n' blues come “Rock'n'Roll Music”, “Johnny B. Good” o “What I'd Said”, ma suonati con la giusta passione- ed il pubblico di Asolo pare apprezzare. Curioso vedere due batteristi sul palco (“Così non perdono mai il ritmo” commenta Federico, “Così, se Best tira le cuoia suonando, l'altro va avanti” rilancio io), ma, evidentemente, il titolare del progetto non si sente più molto sicuro dei suoi mezzi. In ogni caso, tornato a casa, ho tirato fuori un vinile con le registrazioni del periodo tedesco dei Beatles (assieme a Tony Sheridan). Pete sta in un angolo, con un aria seria, look da Teddy Boy e le bacchette sulle gambe.
PROGRAMMA OTTOBRE VEN 5 OTTOBRE : DISCOVERY VEN. 12 OTTOBRE : MIDNIGHT TOKER VEN 19 OTTOBRE : THE GHOSTWAY BAND Una serata speciale dedicata alla Musica Funky degli Anni '70 e '80 con pezzi magistralmente interpretati dalla Band Bassanese che comprendono artisti quali James Brown, Kool and the Gang , KC & The Sunshine Band , Maceo Parker , Wilson Pickett , Joe Jackson, Prince ed altro ancora . Imperdibile!
VEN 26 OTTOBRE : HOFFMAN
Birreria Tipica Bavarese - Rossano Veneto Via Monsignor Don Sante Miotto 8 - Info : 349.2140190
venerdi 5 ...FROM DISCO TO DISCO , la meglio gioventù... sabato 6 ... NOT FOR SALE ,acoustic rock show from Mantova (Italy) giovedi 11 ..."DEHODEE" released party e presentazione nuovo ep sabato 13 ...YOUTHTRAMP Festival con PANDA KID e SUPERTEMPO live VENERDI 19 ... I'M STILL HERE ,rock from Vicenza released party e presentazione cd sabato 20 ... IL LISCIO & ANTONIO G presentano il loro nuovo e inedito primo disco "LISCIO" venerdi 26 ...GLI INCOLTI LIVE “VAFFUNK” mercoledi 31 ... HALLOWEEN con PARIDE AND THE MEDLE live & Dax Dj a seguire C.so San Felice e Fortunato - Vicenza - Tel 0444.563725 - Email bar_sartea@yahoo.it
Punk, HC e Dintorni DISCOMFORT FEST 2012 IN VENETO PER L'HARDCORE E IL GRIND C'E' ANCORA POSTO
Ormai e' un dato di fatto, qua in Veneto i posti che si cagano l' hardcore - punk e il grind si contano sulle dita di una mano. I locali e i festival li definiscono troppo di nicchia per far soldi e cso (tralasciando i più grossi ormai legati anche quelli alla logica del profitto) gli dedicano una serata ogni tanto magari per accontentare qualche stronzo del collettivo che si e' stufato di ascoltare reggae. In ogni caso la situazione resta uno schifo totale e per trovare concerti decenti bisogna, molte volte, spostarsi nella più prospera emilia romagna. Ma, come dicono i vecchi saggi, dal letame nascono i fiori e cosi e' stato per il Discomfort fest. Sei gruppi in un casolare (La Primula Rossa) in mezzo alla natura a Mareno di Piave, in provincia di Treviso, con birrette, entrata a pochi euro e cibo vegan cucinato con amore. Si inizia il tardo pomeriggio con i Vetro, quintetto di Venezia che suona un hardcore
di Marika Zorzi simpatico e tirato. A seguirli un gruppo grind di recente formazione ma non formato certo da novellini. I Corporation of Consumato, dopo un anno in sala prove, hanno già sfornato un demo di sette pezzi che aprono le orecchie e, in live non deludono. La voce di Borni sovrasta le due chitarre di Tiziano e Cesare che creano un schiaffo sonoro con il basso di Barney e la batteria di Baietto. Suonano per circa quaranta minuti senza tirare fiato. Per aver fatto pochi concerti, i ragazzi, provenienti dalle province di Vicenza, Padova e Treviso, sono un'ottima promessa che può solo che migliorare. Dopo i C.O.C., uno dei gruppi che ultimamente preferisco: i Culto del Cargo. Testi introspettivi di tutto rispetto che si allontanano dal banale "fuck questo e fuck quello", sostenuti da una base strumentale che viaggia tra pezzi sparati, stacchi e ancora velocità . Niente male. Dal crust bello pesto dei Culto all'hardcore made in Firenze dei Carlos Dunga. I toscani propongono un trashcore con tematiche quasi prevalentemente calcistiche. Ritmica e assoli tamarri rendono questo gruppo schietto e diretto. A suonare per quarti sono i Jesus ain't Poland. I modenesi sono tra i migliori gruppi grind in circolazione, e non solo in Italia. Un muro di suono che viene avanti rompendoti la faccia senza darti tempo per respirare. Ogni concerto è una cannonata. Spaziando dai pezzi del primo disco a quelli di Freiheit macht frei, questo gruppo dal vivo non ha nulla da invidiare ai grandi nomi del genere. A concludere la serata sono i Gelo. Un gran concerto per i ragazzi da Treviso che sono una schiaccia sassi crust impazzita. Ritmi serrati e furiosi per un suono violento grazie alla sequenza incalzante della batteria, agli ottimi giri di basso e passando per il solito eccellente lavoro delle chitarre. Tra pochi giorni partiranno per un tour di due settimane con gli Homo Homini Lupus che li vedrà in giro per l'Europa. Un'ottima opportunità, meritata senza ombra di dubbio.
U F F N A
K
V
ore 22.00
VEN 26 OTT - H 22.00 GLINCOLTI (Prog-Rock Funk) C.so San Felice e Fortunato - Vicenza - Tel 0444.563725 - Email bar_sartea@yahoo.it
Live Review
di Luca Latini, Luca Sartor e Daniele Pensavalle - Foto di Luca Latini & Daniele Pensavalle
Speciale
A PERFECT DAY FESTIVAL
A PERFECT DAY FESTIVAL #1 31 Agosto 2012 - Villafranca (VR) di Luca Latini Ha preso il via l’A perfect day festival, uno degli ultimi eventi di un’estate molto ricca dal punto di vista musicale. Nella magnifica cornice del Castello Scaligero di Villafranca di Verona suoneranno alcuni dei nomi di punta della scena indie mondiale, gruppi che hanno saputo conquistare anche un pubblico più vasto di quello che solitamente segue la musica che molti definiscono alternativa, quali The killers, Franz Ferdinand, Sigur Ros come headliner e band molto amate quali Deus, Mogwai, Mark Lanegan come gregari di lusso. La prima giornata deve fare i conti con un meteo piuttosto sfavorevole e le previsioni di pioggia e freddo non saranno smentite. Il primo gruppo a salire sul palco sono i DZ Deathrays dall’Australia che propongono un punk rock molto intenso e scarno che ricorda i grandi fasti del passato del genere. Il duo è all’esordio sui palchi italiani e sono i meno conosciuti della giornata, ma riescono a farsi
apprezzare con la loro ottima musica. Il set non è molto lungo perchè il programma è molto intenso e i continui cambi palco richiedono tempo. Poco dopo le 18 è il momento dei The Temper Trap, la band australiana si è fatta conoscere e amare in tutto il mondo con i brani Sweet Disposition, Fader e Love Lost. La THE KILLERS pioggia non accenna a smettere, ma i cinque musicisti sul palco riescono a creare un clima di festa e di gioia e il pubblico salta, balla, canta e batte le mani senza preoccuparsi degli scrosci e del fango. La voce del cantante Dougy Mandagi è magica e ipnotica e la capacità di alternare toni altissimi ed eterei a tonalità più dure lo rende un artista da ammirare e seguire. Love Lost scatena il pubblico e il castello risuona delle voci delle migliaia di spettatori presenti. Alternano brani dal primo disco e dal secondo che è uscito da pochi mesi. Il cantante si lancia in alcune brevi frasi in italiano e quando arriva il momento di salutare sorride perchè felice dell’atmosfera che ha potuto respirare. Tocca naturalmente al loro pezzo più famoso il compito di lasciare un ottimo ricordo nei presenti e le prime note di Sweet Disposition galvanizzano i fans, e chiunque all’interno delle mura canta e balla senza potersi fermare, trascinati dalla magia dei ragazzi che arrivano da down under. Durante il cambio di palco noto come le persone sono abbigliate nei modi più disparati coperte da k-way, sacchi dell’immondizia, ponchi
Speciale A Perfect Day Festival mimetici, ma tutti hanno il sorriso ed esprimono una gran voglia di far festa e divertirsi e forse la presenza del fango ormai copioso fa tanto festival hippy. E’ il momento dei Two Door Cinema Club un gruppo irlandese con alle spalle un unico disco, in attesa del secondo che dovrebbe uscire nei prossimi giorni, ma che ha già conquistato fans in tutto il mondo con il loro sound brit rock e le chitarre dal suono metallico che sembrano fendenti nella notte. Il cantante ricorda molto Tin Tin con il ciuffo di capelli rossicci a ricciolo. I tre membri fondatori della band si spartiscono la voce/chitarra, la chitarra e il basso. Il chitarrista è il più energico e si dimena sul palco come un forsennato, mentre bassista e cantante sono più composti. La pioggia ha smesso di cadere e il pubblico può godersi il ritmo allegro della band. Cigarettes in the teathre, Undercover Martyn e What you know sono le canzoni più riuscite ed è impossibile stare fermi. Il pubblico applaude, balla e canta e le nuvole ora rendono solo più coreografico il cielo sopra le mura di cinta del castello. Durante il set vengono presentati alcuni nuovi brani, quali Sleep Alone e Sun che viene presentata per la prima volta dal vivo. E’ una delle rare volte in cui i gruppi “spalla” non fanno rimpiangere l’attesa per l’inizio del concerto principale, anche se definire così Temper trap e Two door cinema club è sicuramente eccessivo. Ultimo cambio di palco più laborioso perchè appaiono alcuni elementi scenografici nuovi che appartengono ai Killers. l pubblico si scalda e inizia a urlare quando le luci si spengono. I quattro di Las Vegas decidono di partire subito con forza e affidano al nuovo singolo Runaways e alla classica Somebody told me il compito di scaldare il pubblico. Al contrario di quanto si sente nei loro dischi i The Killers sono molto più intensi e aggressivi con il batterista Ronny Vannucci Jr. che è la vera anima e il cuore pulsante del gruppo. Brandon Flowers si muove sul palco ammiccando e sorridendo al pubblico che risponde urlando. Intorno a
THE TEMPER TRAP
me decine di ragazze guardano estasiate il giovane cantante e cantano ogni singola parola. Molti ballano, tutti sono felici e i giochi di luce con i laser tagliano le ombre della sera. Sullo sfondo vengono proiettati alcuni video anche se qualche problema tecnico non fa godere al massimo quello che viene proiettato. Bling viene accolta con entusiasmo dal pubblico e Brandon dimostra di saper usare al meglio la sua voce. Per tutta la prima parte del concerto non si nota nessuna incertezza e sembra sapersi gestire al meglio anche quando tocca tonalità molto alte. Le ultime cinque canzoni del set fanno letteralmente esplodere il Castello ed è impossibile non ballare durante Human o emozionarsi in A dustland fairytales. La vicinanza di Verona e la cornice di mura merlate suggerisce alla band americana di proporre la cover di Romeo and Juliet dei Dire Straits. Neanche il tempo di smettere di sorridere e cantare ed è il momento di Read my mind e Mr. Brightside, in cui Brandon mostra un po’ di stanchezza e di abbassamento di voce. Il finale spetta a All these things that I’ve done con il video del gruppo vestito da cowboys e l’esplosione di svariati coriandoli sul pubblico. Tempo di rinfrescarsi un attimo e rieccoli sul palco con una graditissima sorpresa, l’esecuzione di Bones, che mancava nella loro setlist da qualche tempo. C’è ancora tempo per Jenny was a friend of mine e per il gran finale affidato alla epica e stupenda
Speciale A Perfect Day Festival When you were young, durante la quale una cascata di fuochi d’artificio scende sul palco, ma che purtroppo viene un po’ rovinata da un audio decisamente non impeccabile e da alcune distorsioni molto fastidiose che impediscono di ascoltare singolarmente i diversi strumenti e creano invece un unico suono confuso e a tratti fastidioso. Inoltre l’aria fredda di Verona deve aver messo a dura prova le corde vocali di Flowers che in quest’ultimo pezzo mostra alcuni limiti nella gestione delle tonalità. Non mi aspettavo un concerto simile dei The killers e sono rimasto davvero sorpreso e sbalordito. Ottimi musicisti e un frontman capace di ammaliare la folla non solo con la sua bellezza, ma anche con una grande capacità canora. A PERFECT DAY FESTIVAL #2 1 Settembre 2012 - Villafranca (VR) di Luca Sartor Al nostro direttore ho mandato uno sproposito di maledizioni,visto che mi ha praticamente precettato per vedere questo concerto e recensirlo. Quindi molto controvoglia ho assolto il compito (lo so, sembra un assurdo,ma dopo il pacco del Rock in Idrho a luglio e considerando la qualità dei festival e concerti odierni, la voglia di live era a zero…). Se poi ci mettete che la diretta su radiodue del giorno precedente,con il concerto dei Killers mi aveva veramente turbato in negativo avete una idea del mio umore funereo di approcio alla serata. Sti killers ….li avevo sentiti aprire un paio di anni fà per i PIL ad Azzano X°e li avevo giudicati nefandi: cloni di sottocloni, adesso sento che hanno piazato pure dei singoli in qualche classifica e che la loro label assume Steve Lillywhite e D. Lanois per produrre il nuovo album ma a sentire la loro esibizione -con tanto di cover dei Joy Division in versione pop/soft rock- mi sembra che debbano ancora ben capire da chi debbono copiare o imitare suoni e composizioni che
FRANZ FERDINAND
sanno di un meshup insipido con buona pace degli speaker nazionali che vorrebbero farli passare per dei genietti del momento (in terra cecorum, beati monoculi dicevano). I Franz Ferdinand, orgogliosi e simpatici scozzesi (come Josef K o gli Orange Juice della mitica Postcard rec.) appartengono alla categoria delle simpatiche canaglie, la loro musica è un bel concentrato di wave inglese anni fine 70 con un pizzico beatlesiano miscelata sapientemente con l’obbiettivo di farvi muovere indipendentemente da dove siate o cosa stiate facendo e ficcarvi in testa dei motivetti che sanno di indimenticabile. Dirvi che che c’è molto dei Gang of Four o dei primi Talking Heads può illuminare chi pensa sia tutta farina del loro sacco, ma il fatto è che lo sanno fare così bene aggiungendo dei tocchi di suoni originali e moderni che finiscono per risultare straordinari .Sanno da chi prendere e come prendere ma lo fanno così bene da risultare originali e unici in un mondo musicale come quello di oggi dove il marketing
Speciale A Perfect Day Festival pialla tutto in tempi record. Non è male credetemi. Il loro live è travolgente e si balla da subito in una atmosfera di gioia collettiva che ti coinvolge e ti travolge. Impeccabili sul paco hanno snoccilato il meglio del loro repertorio senza pietà, proponendo un rework di I feel love di Moroder che mancava alle cose da sentire in questa vita. Prima parte del live molto più sull’onda del suono britpop dance per poi inserire gradualmente suoni di tastiere ed elettronica con ritmi ancora più dancefloor. C’è pure lo spazio per proporre in anteprima qualcosa dal loro nuovo album ancora in lavorazione. (Nel set sono stati eseguiti : do you want to? /no you girls? /tell her tonite /walk away /right thoughts /matinee/ scarlet and blue /michael /wticsfiel /take me out /ulysses /40' /outsiders / jacqueline /trees and animals /fallen /this fire ) Bravi. Bravissimi. La cornice della rocca in cui si svolge il festival è tra le location migliori proposte in Italia a livello di festival e a parte qualche riempitivo il tutto mi sembra ben congeniato per una tre giorni che potrebbe diventare un must a livello europeo per le band proposte (credo fossero quasi tutte date uniche in Italia). Nella data del 1°settembre si sono ben distinti i Mogwai con il loro suono originale e i The Vaccines. Il concerto dei F.F. si è rivelato un a delle cose migliori viste da una anno a questa parte, decisamente una gradita coferma per questa band che ha ancora qualcosa da dire. Gurada un pò che mi tocca pure ringraziare Daniele oltre i Franz Ferdinand per la bella serata!! A PERFECT DAY FESTIVAL #3 2 Settembre 2012 - Villafranca (VR) di D. Pensavalle Terzo e conclusivo giorno del “A PERFECT DAY FESTIVAL 2012”. Difficile fare una recensione lucida quando, a quasi 24 ore dalla salita sul palco dei Sigur
THE VACCINES
Rόs, il corpo e la mente sembrano essere rimasti imprigionati dentro le quattro mura del Castello di Villafranca. Proviamoci lo stesso ed andiamo con ordine. Al mio arrivo ore 18.30 il castello era gia per tre quarti pieno, durante gli altri concerti visti li tutto questo si verificava verso le 20.30. Il sold out era gia stato annunciato da tempo, ma molti non hanno rinunciato ad arrivare, seppur sprovvisti di biglietto. La consapevolezza di essere presenti all’evento piu importante di questa estate si percepiva chiaramente nei volti delle persone che arrivavano a frotte cercando il posto piu adatto per vivere a pieno quest’ultima serata, chi cercando di conquistare spazio per arrivare piu vicino al palco, chi serenamente seduto per terra ad aspettare che iniziasse il rito liturgico. Non posso raccontarvi nulla degli Alt J perche avevano gia finito di suonare al mio arrivo. Posso pero parlarvi dei Deus che per quanto mi riguarda dovevano suonare dopo Mark Lanegan. Tom Barman e Mauro Pawlowski ormai sono super amati in Italia, il pubblico ha gradito e partecipato all’esibizione cantando soprattutto i vecchi successi della band belga: Instant Street, Roses, E soprattutto Suds & Soda. Il resto della scaletta ha visto brani tratti dall’ultimo e penultimo album. Sul palco sono sempre a loro agio, Tom, sigaretta in bocca, saluta e
Speciale A Perfect Day Festival
DEUS
interagisce spesso con il pubblico. Il loro nuovo sound e molto piu elettronico, forse ha perso qualche nota creativa degli esordi, ma si lascia ascoltare piacevolmente. Tutto scorre liscio e puntuale. Cambio palco ed ecco in scena Mark Lanegan. Dalle nostre parti direbbero “Muso duro e baretta fraca”. Non un saluto, non un sorriso, non un movimento che non fosse il girare la testa da destra a sinistra e da sinistra a destra. Luci di scena fisse blu, rosse, viola. Allegria gente! Ogni tanto qualche smorfia. L’asta del microfono a supporto del corpo statico per piu di un
ora. La sua esibizione puo essere paragonabile al volto della sacra sindone. Ferma, immobile. Trasudava sofferenza, sofferenza vissuta sulla pelle dallo scioglimento degli Screaming Trees, dalla sua battaglia (vinta) contro le droghe pesanti e l’alcol. In questa veste solista Lanegan ha offerto al proprio pubblico l’intero nuovo album “Blues Funeral”: un titolo, un programma. Durante l’esibizione i vari stand delle bibite (5 euro!) e dei panini (5euro!), ma soprattutto del Jack Daniel’s vengono presi d’assalto. Fuori onda: girovagando all’interno del castello ci imbattiamo in un Luciano Ligabue che decide di affrontare a piedi e attraversare la palude passando in mezzo al pubblico per raggiungere probabilmente l’area backstage, forse non era stato messo al corrente del fango che si era creato a causa delle piogge dei giorni precedenti. Curiosita: ma che ci faceva? Penso fosse li piu per l’esibizione di Lanegan che per i Sigur Rόs. Altro cambio palco. L’ultimo. L’oscurita ormai ha preso la scena. Sul palco tappeti persiani e gradoni per far posto al quartetto di fiati islandese “Amina” e ai violinisti che accompagnano i Sigur Rόs. Lampadine al tungsteno a luminosita variabile si accendono e creano una suggestiva coreografia. La tensione cresce. Ho la fortuna di poter assistere ai primi tre brani proprio sotto al palco, essendo anche accreditato per le foto. Guardo i volti delle persone estremamente emozionate. Le luci si abbassano e le prime file accendono delle candeline per accompagnare l’entrata in scena di Jόnsi. L’emozione e palpabile. La messa e iniziata! Il rito liturgico prevede in scaletta Heima Vaka, con i pezzi tratti dal loro primo album del 1999 Ag? tis byrjun, Ny batteri, Svefn-g-englar o Olsen Olsen. I brani sono cantanti in hopelandic, la lingua inventata dal cantante e che si basa sulla ripetizione di sillabe a puro scopo musicale. S? glopur e Hoppipolla, brani sicuramente piu “commerciali”, lasciano aperti “buchi neri
Speciale A Perfect Day Festival
SIGUR ROS
emozionali”. Non c’e persona che durante la loro esibizione non partecipi nei piu svariati modi: intonando le melodie, danzando, abbracciando la propria partner, rimanendo distesi per terra con gli occhi chiusi, piangendo o facendo bolle di sapone che, nella loro semplicita, assumevano celestiali forme, come se tutta l’essenza di questa notte fosse racchiusa al loro interno.Tutti sembravamo far parte di un rito ancestrale, dove l’unico limite forse era quello di non poter fare l’amore sul posto con la persona amata: “scambiamoci un segno di pace”. I Sigur Rόs abbandonano il palco alle 23.45, richiamati dal “finalmente” caldo pubblico. Rientrano per gli ultimi due brani ed il momento meno voluto per tutta la serata arriva: la messa e finita, andate in pace. Amen. Se dovessi per forza muovere una piccola critica alla loro esibizione accennerei al limitato uso della parte visual, sinceramente mi aspettavo qualcosa di piu . Penso che tutti i
SIGUR ROS
quindicimila partecipanti per giorni, grazie a questa esibizione, si porteranno dietro un’emozione unica che ci rendera piu sensibili a tutto quello che ci sta intorno. Pochi come i Sigur Rόs riescono nell’intento di spaccarci il cuore in due, di lasciarci inermi facendo crollare i nostri muri mentali lasciandoci liberi di viaggiare, di offrirci i codici per aprire le porte della percezione senza alcun uso di sostanze stupefacenti. Soprattutto di farci percepire che l’aria che stavamo respirando e la musica che stavamo ascoltando per un momento ha fatto da legame indissolubile, l’uno accanto all’altro creando un equilibrio magico, che solo la natura nel suo insieme riesce a rispettare e questo forse e il vero messaggio che i Sigur Rόs hanno voluto comunicarci. In un solo istante ci siamo resi conto cosa significhi “essere” ed “esistere” in armonia: “Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli, un mondo”.
SABATO 20 OTTOBRE CERCAS ASI VJ
CERCASI VEEJAY ISCRIZIONE AL CASTING ENTRO E NON OLTRE IL 18 OTTOBRE 2012
SU: www.soundandvision.it
PROGRAMMAZIONE OTTOBRE
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VENERDI’
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VENERDI’
CONCERTI/DJSET/MOSTRE per inserire i tuoi eventi in questa sezione eventi@soundandvision.it
4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - Party ² 4 NEW AGE (TV) - Violante Placido - lele Battista ± ² 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - Dottor Funko and His Troubles (Funk) ² 4 DISCOFRISCO (TV) - Live: Fosbury Records (h 19.30) ± 4 SARTEA (VI) - From Disco To Disco² 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Dj Set Albo & Arturo (DeepFunk)² 4 RIVE JAZZ (Bassano d. G. - VI) - Live: My Escort (Blues Rock) ± 4 VINILE MC (Rosà - VI) - Live: Di Martino & F. Cerchiaro + Afterparty ± 4 PRINCIPE DI BAVIERA (Rossano V.to - VI) - Live: Discovery±
4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - Claudio King P (Reggae DubStep) ² 4 NEW AGE (TV) - Live: Il Cile± 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - Dottor Funko and His Troubles (Funk) ² 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Djset: R. Palma & P. Misquared (Jungle)² 4 VINILE MC (Rosà - VI) - Live: Di Maggio Connection + Afterparty ± 4 RIVE JAZZ (Bassano d. G. - VI) - Live: Trio in Chet (Jazz) ± 4 PRINCIPE DI BAVIERA (Rossano V.to - VI) - Live: MidnightToker±
SABATO
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4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - I Maledetti (Sixties Rock) ² 4 NEW AGE (TV) - Brand New: Iori’s Eyes - Hot Gossip± 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - The Swingin London Party ² 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Live: Caoticamente (Rock)² 4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - DjSet by Diego Ritz (Electro/Deep House)² 4 VINILE MC (Rosà - VI) - Live: Babaman + Durban Poison Sound System ± 4 GALA’ (Asolo - TV) - Desert Party by Italo Job² 4 SARTEA (VI) - YouthTramp Festival)± 4 NEW AGE (TV) - Tropical Pizza Night² 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - Live: I Balcanismi di Raton ± 4 SARTEA (VI) - Not For Sale (Rock Show)± 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Live: Muleta (Punk)±
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THE SWINGIN LONDON PARTY
DOMENICA
DOMENICA
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4 VINILE MC (Rosà - VI) - Happy Meet from 17-21± 4 MARAKELLA (Grisignano d.Z. - VI) - Live: Rat Race ±
LUNEDI’
LUNEDI’
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4 RIVE JAZZ (Bassano d. G. - VI) - Live: Barbara Belloni ±
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4 RIVE JAZZ (Bassano d. G. - VI) - Live: Stuart O’Connor ±
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4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Live:
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4 DISCOFRISCO (TV) - Live: GoDown Records ShowCase (h 19.30) ±
Back In Blues±
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4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - DjSet: Back To Black by DjD (Soul/Funk) ² 4 NEW AGE (TV) - Live: Elvenking + Secret Sphere ± 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - Dottor Funko and His Troubles (Funk) ² 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Live: The Turtle Blues ± 4 RIVE JAZZ (Bassano d. G. - VI) - DI.PLES (Balcan Music) ± 4 PRINCIPE DI BAVIERA (Rossano V.to - VI) - Live: The Ghostway Band ± 4 VINILE MC (Rosà - VI) - Queenz Get Outside The Ghetto ± 4 SARTEA (VI) - Live: I’m Still Here (Rock)±
PROGRAMMAZIONE OTTOBRE SABATO
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4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - DjSet: Excuse Me (Edit&Re-Edit Nu Electro) ² 4 NEW AGE (TV) - I Love Rock N Roll ² 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - Live: Black Up (Soul/Funk) ± 4 PRINCIPE DI BAVIERA (Rossano V.to - VI) - Live: Kapuziner Bier Band ± 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Live: Seven Doors (Europe Trib.) ± 4 VINILE MC (Rosà - VI) - Last night Party: Live Paletti ± 4 SARTEA (VI) - Il Liscio & Antonio G (Presentazione nuovo album)±
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CONCERTI/DJSET/MOSTRE
B A C K T O B L A C K
THE BEST OF SOUL, MOD & FUNK FROM ‘60/’70
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4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Serata Pink Groove (Deep/Funky/TeckHouse)² 4 MARAKELLA (Grisignano d.Z. - VI) - Live: Andy Slaves ± 4 VINILE MC (Rosà - VI) - Happy Meet from 17-21±
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MERCOLEDI’
4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Live:
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Stipsy Lips (Acoustic Rock)±
IN PRIMO PIANO OGGI:
4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - DjSet: Jack & Cenez (Rock 70/80) ² 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - Dottor Funko and His Troubles (Funk) ² 4 NEW AGE (TV) - Live: Tito & Tarantula ± ² 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - DjSet: Raffaele Palma, Gargano, Pubez² 4 RIVE JAZZ (Bassano d. G. - VI) - Live: Pajarritos (Funk) ± 4 SARTEA (VI) - Live: Gli Incolti (Funk-Prog)± 4 PRINCIPE DI BAVIERA (Rossano V.to - VI) - Live: Discovery±
SABATO
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OTTOBRE Ven 19 - ROCKAFE’ (Castelcucco - TV)
Ven 26 - SARTEA (Vicenza)
4 ROCK CAFE’ (Castelcucco - TV) - DjSet: Dj Iani (Apocalypse Rock) ² 4 NEW AGE (TV) - Brand New: Lo Stato Socialee ± 4 DISCOFRISCO (TV) - Inaugurazione Mostra: Antonella Mion (h 19.30) ± 4 DE’ GUSTO (Maser - TV) - Live: Fieldman Of BLues (Blues) ± 4 BARBIE MC (Arzignano - VI) - Live: Knights of Cydonia (Muse Trib.)± 4 VINILE (Rosà - VI) - Fluo Party²
info backtoblack djset 349.1970263
Interview
PETE BEST
di Viola HP
Asolo - TV Venerdì 14 Settembre
Ai tempi l'avevan soprannominato “Atom Beat”, ed era il quarto Beatles. Quelli degli albori... ancora prima del contratto EMI, di Abbey Road e della rivoluzione musicale. Poi arrivò Ringo, e gli soffiò il trono. Ma anche se fu lo “scartato”, perchè troppo tenebroso o troppo appariscente rispetto ai compagni del quartetto, fu colui che per primo contribuì nel creare quella che poi diventò una vera e propria mania: non solo nella sua Liverpool, e nemmeno solo nella sua nazione, ma a livello mondiale. E adesso che son passati cinquant'anni... cosa fa? Suona, suona ancora la batteria, non ha appeso le bacchette al chiodo, e nemmeno la grinta. Ha un po' meno fiato forse, l'energia non è quella di un tempo, ma raccoglie in sé e nelle sue parole tutta la saggezza di chi c'era, ha visto, ha vissuto sulla propria pelle. Rimpianti? Forse qualcuno... ma la vita insegna, e lui ha famiglia, nipoti, e tanta voglia di godersi la pensione e battere su quella grancassa con tutta la forza che gli è rimasta. Cominciamo scavando un po' nel passato, quali sono i ricordi più belli che ancora ti porti appresso dell'esperienza Beatles? Ne
ho molti. I più belli probabilmente sono il nostro primo disco con Tony Sheridan, poi firmammo il contratto... quello fu il momento più emozionante. E quanto tutto ciò, questa esperienza e l'essere "il quarto" ha cambiato la tua vita? La mia vita cambiò, perchè un giorno mi trovavo nella piccola band di Liverpool alla numero uno della classifica, ed il giorno dopo dovevo ricominciare tutto da capo. Ma vai avanti, cresci, maturi, percui sai... impari da quello che hai fatto, prendi quello che viene e pensi lungo la strada. Vivi la vita come se tutto fosse un'occasione, senza pensare al passato o al futuro. Ed è difficile non avere rimorsi per le proprie scelte... ma esse sono ciò che ti motivano. Se mi guardo indietro, la mia strada di musicista ha preso una via completamente diversa, ma ho la mia famiglia, i miei nipoti... e quando hai queste cose nella vita non c'è motivo di essere infelici. tutto ciò ti porta a non avere rimpianti, a goderti la vita. C'è qualche gruppo contemporaneo che secondo te si potrebbe avvicinare a quello che sono stati i Beatles? oh... i Beatles cinquant'anni fa sono stati un'icona. Sicuramente c'è qualcuno li fuori che non tenta di emulare qualcosa di già visto. Qualcuno che non è i Beatles, ma nemmeno Elvis Presley, o Frank Sinatra. Penso che il problema più grande che abbiamo oggi sia la tecnologia, una volta l'idea stessa di andare a un concerto era completamente diversa. Sai una volta avevi due possibilità per ascoltare della musica: accendere la radio o andare a vedere un live. Al giorno d'oggi hai l'ipod, il dvd, youtube, puoi stare seduto sulla sedia e scoprire un gruppo dall'altra parte del mondo. Questo non è il problema, ma il
conflitto, sai. Un'esplosione. Però il punto è che non importa da dove arrivi; non hai miglior modo di far vedere chi sei di una performance live. Puoi avere la perfezione del suono dell'ultimo strumento tecnologico sul mercato, ma non hai l'emozione dello show... perchè con la perfezione, perdi qualcosa. Ora che hai alle spalle qualche live italiano, ci sono secondo te delle differenze tra come il nostro pubblico rispetto a quello esterofilo reagisce alla musica? No non c'è una grande differenza, sai. Gli italiani sono uguali agli inglesi, agli americani, ai sudafricani. Cosa pensi invece della trasformazione che ha avuto la musica negli anni, e di come sia difficile per le band di oggi riuscire ad emergere dal grande calderone di artisti? Cosa credo? non importa dove vai. se lo vuoi prima o poi ci arrivi. Germania, Spagna, Giappone, Italia... puoi restare anche chiuso nel tuo garage, importante è che tu viva la musica. Ed ora che sono passati molti anni dagli inizi, per te invece... è sempre lo stesso il modo di vivere la musica o qualcosa è cambiato? Sai... la musica è sempre in movimento, in cambiamento. Tu continui a suonare con la stessa passione, con la stessa dedizione di sempre... ti adatti, ti plasmi al mondo che gira. A volte suoni quello che a te piace, a volte quello che il pubblico vuole sentire. Ma va bene, perchè tu hai la libertà di scegliere. E più tempo stai nel mondo del business, e più suoni... questo sai, ti dovrebbe rendere migliore. A volte è così, a volte nn funziona. Ma ora ho la mia band, noi suoniamo insieme da sette anni, ed ogni volta che suoniamo ci piace. Creare quel particolare feeling con il pubblico, saperci divertire e saper far divertire. Quindi magari cambia il genere, cambia il vestito, ma lo show è sempre quello. La gente viene al concerto per divertirsi e noi ci vogliamo divertire!
Via Zamenhof, n째 821 - 36100 Vicenza - Tel 0444.301837 - prosport@.prosport.it
THE SOCIAL NOTEWORK QUANDO LA MUSICA E’ RIBELLE
di Annalisa Tonini
Born to be wild. Ladies and Gentlemen...a voi, gli HELL’S ANGELS ( a vostro rischio e pericolo!)
Il mio approccio alla conoscenza ( non live, solo libresca! ) degli Hell's Angels comincia con questa frase, pronunciata a quanto pare, da uno di loro. “Quando entri in un posto dove la gente ti vede, vuoi mostrarti il più ripugnante e repellente possibile. Siamo degli emarginati totali, degli outsider contro la società. Ed è proprio così che vogliamo essere, ci fanno ridere le cose buone, noi siamo bastardi col mondo e loro sono bastardi con noi”. Non c'è da scherzare con gli Hell's Angels, serve poco per capirlo! Basta leggere Hell's Angels di Hunter S. Thompson, giornalista americano che negli anni '60 ha tracciato un profilo molto puntuale su questo gruppo di biker decisamente fuori dagli schemi! Un gruppo la cui storia si intreccia alla storia di altri movimenti che hanno fatto epoca, in luoghi e tempi simili e con esiti diversissimi. Tra gli anni
'50 e i '60 la West Coast diventa la culla di una nuova civiltà, un rinascimento d'oltreoceano capeggiato da poeti, musicisti ed artisti liberati dalla convenzione. Una dimensione fatta di esperienze e stili di vita inediti, un vero e proprio esperimento sociale. Lì c'è posto per tutti e per tutto, è zona franca: non poteva esistere un luogo migliore dove rifugiarsi. Ecco perché alcuni reduci della seconda guerra mondiale, la scelsero come terra d'adozione. Gli ex soldati non volevano saperne di tornare a fare la vita di prima. La guerra li aveva turbati al punto da non potere più aderire ai precetti di patria, famiglia e proprietà. Niente villetta, né mogliettina dai capelli cotonati, niente bambini, né automobili familiari, nessun elettrodomestico, né lavoro fisso con possibilità di carriera. Nulla di tutto ciò piaceva ai veterani che tornavano da un' Europa rasa al suolo,
dopo aver vissuto in prima persona l'orrore della guerra. Sebbene li accomunasse un carattere inquieto ed aggressivo, erano propensi allo squadrismo e avevano il senso della gerarchia. Non tardarono a darsi un codice morale, secondo il loro personalissimo senso dell' onore. Vivevano alla giornata, all'insegna dell'incertezza. E scelsero la strada. Negli anni '50, l' America è un fiorire costante di gruppi biker dediti alle sbronze, alla violenza e spesso in competizione tra loro. Ogni raduno sfociava in una rissa tra club differenti. Nel 1947 ad Hollister in California, ci fu la prima memorabile sommossa. La AMA (associazione motociclistica americana) organizza un raduno per la festa del 4 luglio, a cui partecipano 4000 motociclisti, reduci inclusi. Ci furono 50 arrestati, 60 feriti; la tranquilla cittadina di Hollister fu rasa al suolo e saccheggiata. Nei confronti dei biker furono emesse condanne per ubriachezza molesta, atti osceni in luogo pubblico, vandalismo e guida pericolosa. Il rumore di quell' evento, sfuggito di mano agli organizzatori, percorse l' America. L' AMA si affretta a prendere le distanze dai violenti e li definisce un 1% che macchia il buon nome del 99% dei motociclisti rispettosi delle regole. Questa definizione divenne un titolo accademico per i cattivi motociclisti. Ne andavano molto fieri e si riconoscevano al 100% in quell' 1%. Nel frattempo, macinavano chilometri in sella alle loro moto. Quasi sempre erano Harley Davison ( le moto dell'esercito americano) che venivano spogliate delle parti non essenziali, decorate ed elaborate. Le facevano "a pezzi" e poi aggiungevano protesi impensabili. Da questa usanza nasce il "chopper". Investivano tanta energia e molto denaro nella cura della moto, beffeggiando il buon senso del medio-man americano proiettato all' accumulo di beni durevoli. Gli Angels sono il club piÚ famoso del mondo a due route. Presenziavano tutti i raduni e il loro aspetto truce intimoriva chiunque. Barba e capelli lunghi, non curati,
jeans lerci, giubbotti in pelle, t-shirt unte di olio motore, bandana in testa. Avevano una predilezione per I gingilli nazisti che rappresentavano un bottino di guerra. Li indossavano per infastidire e spaventare le persone comuni. Tra il 1965 e il 1969 succede l' inaspettato e i durissimi biker cedono al fascino dei figli dei fiori. Kesey e Ginsberg sedano con tanta Lsd Sonny Barger e i suoi Angels e li trascinano per un po' nel loro movimento, tra filosofia zen, incensi, fiori e colori. E' vero che nel 1967 gli Hell's Angels, patriotti incalliti, assaltano la manifestazione di un gruppo di studenti pacifisti della Berkeley, comunque se ecludiamo certe posizioni radicalmente opposte, uno strano cameratismo unisce hippie e biker. Almeno fino al concerto dei Rolling Stones ad Altmont, nei pressi di San Francisco. Gli Angels erano stati assunti dalla band come servizio d'ordine, ma quella scelta si tradusse in una serie di violenze inaudite. Botte da orbi alla gente sottopalco, ragazze prese a calci in testa, ragazzi massacrati con le stecche del biliardo o investiti dalle moto mentre stavano distesi sui prati. Un ragazzo nero fu assassinato a coltellate. Apparentemente, il motivo di quella furia fu che qualcuno aveva cercato di "fottere" la moto ad un Angels. Al lungo cinema e letteratura hanno raccontato la vita di questa tribĂš che tra luci ed ombre, non esaurisce il suo fascino selvaggio ed indomabile.
Interview
di Viola HP
THE VOICE OF JENNIFER GENTLE Primo gruppo europeo a ricevere un contratto dalla Sub Pop, l'etichetta che raggiunse la notorietà negli anni 90 per aver per prima scritturato band come Nirvana, Soundgarden, Mudhoney... Niente male come biglietto da visita eh? Se poi la presentazione sul palco vede anche l'accompagnamento di due colossi come i fratellini verdeniani, abbiamo un giusto di mix pronto a far venire la pelle d'oca sulle braccia. Italianissimi, ma di nazional hanno ben poco... non fosse che come solito, le grandi menti e i grandi artisti fuggono dallo stivale per trovare un po' di gloria. abbiamo Marco con noi, frontman della band, e proviamo a farci svelare qualche inedito “dietro le quinte”. Com'è nata la collaborazione coi fratelli Ferrari e come si è sviluppato questo progetto? Si va un po' indietro, perchè la prima volta che loro sono entrati in contatto con me è stato per merito di Luca, che più degli altri è attento alle realtà undeground. Se guardi in apertura ai Verdena ci sono sempre band sconosciute ai più, perchè hanno riguardo per questo aspetto ed è una cosa apprezzabile. Si parla credo del 2003... ci ha contattati perchè aprissimo delle date, era ancora il tempo del suicidio del samurai. Abbiamo fatto anche qualche data per requiem, poi in maniera molto informale è nata la proposta, e da lì ne è scaturito quello che avete sentito. Loro sono molto talentati quanto umili; dei veri appassionati di musica. E la
scena italiana come la vedi? Non la seguo e farei meglio a non parlarne... però vedo che in Italia c'è troppa preoccupazione al “suonare bene”. C'è un'ansia da prestazione terribile. Quel voler dare un'immagine di sé, e quindi non crei un flusso tra te e lo strumento, sei solo un pagliaccio sul palco. Quindi ben venga suonare male se si vedono quattro teste di cazzo che si divertono, hai capito? In questo sono molto punk. Io non vedo nella band il “ci sono qui, ora”, vedo tutto il resto, l'apparenza. di cui in realtà, non m'interessa. Quando ti dedichi alla scrittura di un nuovo pezzo? Segui il flusso o diventi più riflessivo? Sono molto riflessivo, molto programmatico, molto cervellotico... però questo lo abbino ad un totale brainstorming, quindi cerco di ottenere un risultato bilanciato. Quale preferisci tra la situazione live e quella dello studio? Sono due mondi diversi. Mi secca dirlo perchè è scontata come risposta ma è vero. La situazione live ti da quella botta di cui hai bisogno, ti appaga fisicamente... mentre il lavoro in studio è tipo quello del piccolo chimico, che fai le combinazioni magiche... questo secondo me è il migliore. Mi piace, sia lavorare su cose mie, che su cose di altri. Ho la fortuna che chi mi cerca, solitamente mi da carta bianca e si fida completamente; quindi dagli arrangiamenti mi ritrovo a suonare la batteria, la chitarra, a fare i cori... è molto stimolante. Quindi hai cominciato ad esplorare anche altri “mondi” musicali? Ho imparato molto in questi tre anni, perchè lavorando quotidianamente in più ruoli ho avuto la possibilità di impratichirmi, aggiustare, saldare... non dico avere la competenza, ma la consapevolezza degli stumenti che hai e che usi. Prediligi il vintage? Assolutamente. Non per partito preso, ma perchè non
ho ancora trovato qualcosa di nuovo che suoni come una cosa vecchia. Poi dipende ovviamente, se mi dai un ampli vecchio e spompato, ovvio che non tiene botta con uno nuovo, per quanto pessimo possa essere. È tutto un altro tipo di costruzione, di selezione dei materiali, adesso và tutto al risparmio. La fender, per assurdo, negli anni cinquanta era un prodotto molto più massificato della Gibson, che costava il triplo. Però era un massificato coi controcoglioni, artigianale comunque. Ora non c'è controllo nei materiali, nella progettazione, nel disegno. E questo si riversa su tutto... ampli, microfoni, anche cavi! Come la vedi la musica, il pubblico d'oggi? Ci manca la catarsi. Il perderci dentro qualcosa. Che può avvenire ad un concerto punk, come uno metal, rock, r'n'b, perchè no. Il problema non è trovare una formula vincente su tutti, ma ci deve essere la voglia, l'interesse, che sta tanto all'artista quanto al pubblico. Ci manca la luce negli occhi... chi si emoziona ancora veramente di musica, è merce un po' rara. L'essere più presente nel panorama musicale esterofilo rispetto a quello italiano quindi, è stata una tua scelta? No. è una scelta che magari avrei fatto, ma mi hanno preceduto. Nel senso che all'epoca in cui non avrei mai snobbato (e nemmeno ora lo farei) un'etichetta italiana, le etichette italiane invece snobbavano me. È arrivata la Sub Pop e come dirgli di no. Ecco perchè suono più in America o in Inghilterra che qui. Lo vivi come lavoro a tempo pieno quello del musicista? Non faccio altro. E non farei altro anche se questo non fosse il mio lavoro. Non mi piace la gente che dice “io vorrei fare il musicista... ma è dura”. Non sto dicendo che l'averlo scelto come stile di vita non abbia un peso... non ho mai un giorno libero! Ma chi non si mette mai in gioco... Progetti per il futuro? Tantissimi troppi... ma tutte cose dietro le quinte, e non ancora finite... sto lavorando a un nuovo disco, ad un disco di cover... tutto top secret!
BACK TO BLACK
Artist & Records of Black Music narrates by DjD
J A C K H A M M E R
A molti di voi questo nome non dirà nulla, se non siete avezzi e profondi conoscitori della musica black più di nicchia. Il suo nome reale è Earl Burroughs nato il 18 Settembre a New Orleans, si trasferì in California da giovane per poi a metà degli anni 1950, spostarsi a New York City, dove divenne MC presso il Baby Grand Theatre. Earl Burroughs ha iniziato a scrivere canzoni da quando era molto giovane. Una delle sue prime composizioni accreditate fu la spettacolare "Fujiyama Mama", scritta all'età di soli quattordici anni. Alla fine del 1954, un sua canzone fu interpretata da Eileen Barton e poco dopo uscì una versione di Wanda Jackson del 1957, nessuna delle due però entrò in classifica. Nel 1955 Earl Burroughs cambia il suo nome in Jack Hammer firmando così "Call Rock 'n' Roll" dai Treniers (registrata il 15 dicembre 1955). Brano al quale partecipa come autore anche Rudolph Toombs. Questa canzone fu registrata da Louis Jordan nel 1956. Nel mese di Aprile dello stesso anno una nuova composizione: "Knock Nellie Kneed da Knoxville"registrata dalla Jaguar Jumping (Decca
29938), un side-project di Franny Beecher conosciuto come Bill Haley’s Comets. Possibile anche che Hammer fosse membro di questo gruppo. Così arrivò nel 1956 il suo primo disco come autore e cantante: "Football Rock"/ "So What" (Decca 30109) e successivamente "Girl Girl Girl" (su Roulette 4046, 1958). Hammer è probabilmente più importante come compositore che come cantante e lo dimostra mettendo la firma su uno dei successi della storia del rock n roll: la famosissima “Great Balls Of Fire” interpretata da Jerry Lee Lewis. Che successivamente si avvalse della collaborazione di Hammer per "Milkshake Mademoiselle" mentre I Cadillacs arrivavano al 28° posto in classifica grazie ad un altro suo brano: "Peek-A-Boo”. Negli anni successivi Hammer si spostò in Europa, prima a Parigi facendo delle imitazioni di Sammy Davis e Chuck Berry nei cabaret, poi in Belgio dove il fondatore dell’etichetta Ronnex lo scoprì facendogli incidere delle canzoni una delle più famose : "Kissin' Twist" che si posizionò in terza posizione in Belgio, Svezia e Germania. Jack si dimostrò anche abile ballerino per il quale in Belgio fu coniato un soprannome "The Twistin' King". Su Ronnex uscì l’unico album "Hammer + Beat = Twist" (Oriole PS 40020, 1963) che ebbe un discreto successo locale ed oggi ha anche un suo valore collezionistico: circa 120 dollari. Più interessanti invece gli Ep di questo autore che sono ultra ricercati dai collezionisti e dai Dj di tutto il mondo. Per “Down The Subway” dovrete sborsare una cifra attorno ai 750 dollari. Così come per altri singoli usciti per etichette minori americane I prezzi si mantengono sempre sui 250 dollari. Per un autore/cantante pressochè sconosciuto dei numeri di gran rilievo. Non vi resta che mettervi a caccia di queste viniliche chicche.
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BEDROOM REVOLUTION
di Sir Taylor
BOB MARLEY : CATCH A FIRE “ZIPPO” Uk lp Island Records N° Catalogo ilp9241 pubblicato il 13.03.1973
Il 13 aprile del 1973 vedeva la luce uno dei migliori album degli anni 70, ma direi pure di tutti i tempi. Originale e innovativo ad oggi rimane in assoluto tra i migliori dischi di black music e reggae mai stampati. Per essere precisi “Catch a Fire” era il quinto album accreditato a Bob Marley ma era il primo stampato al di fuori della Giamaica. La Island Records si era già distinta nel decennio precedente per le scelte coraggiose verso artisti innovativi in diversi ambiti musicali che non sempre sarebbero stati artisti di successo: sempre ad alti livelli artistici, un nome per tutti Nick Drake come anche un talentuoso cantautore giamaicano destinato a grande successo,
Cat Stevens. Dunque mr Marley aveva già accumulato un cospicuo curriculum come autore di brani soprattutto bluebeat e ska con i Wailers, da solo o addirittura scrivendo brani per altri artisti della sua label. Aveva vissuto in America facendo innumerevoli lavori, aveva pure fondato una sua etichetta che era miseramente fallita dopo aver pubblicato un paio di 45 giri, e negli alti e bassi che la vita riserva agli artisti di un certo valore era riuscito pure a soggiornare nelle patrie galere. Fu proprio dopo questa lunga serie di esperienze che alla fine degli anni 60 inizia a sperimentare in studio un nuovo ritmo derivato dal bluebeat o ska che prevedeva una velocità doppia del groove di basso rispetto la batteria - per capirci i tempi rispetto allo ska erano così falsamente diminuiti, un vero downbeat, come si dice in gergo - e la prima incisione con questo tempo si chiamerà 'do the reggae'. Un successo in patria ma nel resto del mondo era una cosa tutta da venire. Per fortuna musicisti come Johnny Nash o produttori come Chris Blackwell (patron della Island rec) avevano le orecchie lunghe e così il nostro si trovò a suonare in Europa con una proposta di contratto per un album. Il long playing fu registrato in Giamaica sia per i costi sia perché i tecnici
Label Uk
Label Jamaica
del suono del luogo avevano una acquisita dimestichezza con i suoni del reggae. La formazione del momento oltre a Marley prevedeva un talentuoso Pet Tosh (accreditato come compositore di due brani nel disco) e Bunny Livingstone oltre ad una ciurma di session men ed ospiti spesso non citati fra cui Robbie Shakespear – mostruoso bassista già al tempo- Rita Marley e Marcia Griffiths. I brani forti dell'album sono stati portati nei live dei Wailers fino all'80 : “Lively Up yourself”/ “Kinky Reggae”/ “Concrete Jungle”/ “No More Troubles” e ancora le due composizioni di Tosh, “400 years”/ “Stop That Train”. Appena uscito il disco vendette di botto 14000 che per un quasi emerito sconosciuto era un successo. Alla fine il disco si piazzerà per diverse settimane alla 123 posizione (al numero 46 nella classifica della black music) ponendo le basi per un tour americano di spalla a Springsteen ed a Sly & Family Stone che fu un successo (esiste un cd ufficiale di un concerto radiofonico in California del 73/74 assolutamente consigliato). L'album usci' con una copertina a tiratura limitata a forma di zippo (la famosa zippo cover, circa 20.000 copie) stampata sia in Uk- la più rara e ricercata - sia in USA dopo poco. La cover successiva è quella in cui Bob si fuma uno
spinello(bella foto di Esther Anderson) di ragguardevoli dimensioni, giusto per restare in ambito provocazioni. Il titolo del lp 'Catch a Fire' in slang giamaicano infatti vuol dire 'essere nei guai' da qui la scelta grafica delle copertine. Una copia in ottimo stato della edizione inglese oggi arriva tranquillamente ai 150gbp ed è abbastanza rara - soprattutto trovare la cover senza danni - la label è la cosidetta “pink island tree”; potete comunque ripiegare sulla più economica stampa USA ( 100$ circa con notevoli oscillazioni di quotazione). Attenzione alle condizioni della copertina, molto ingombrante e fragile, quindi facilmente danneggiabile con perdita di valore. Inoltre il disco è più facilmente trovabile con la label successiva (rosso/arancio con bordo blue o sunset label) che ovviamente essendo successiva (1975/76) è meno ambita. Inoltre questa seconda label con copertina a zippo – con il successo ed il diffondersi della musica reggae - fu stampata in altri paesi (ad esempio in brasile dove la stampa del 76 risulta essere la prima). Interessante è sicuramente il cd in versione deluxe che ripropone la cover originale ed un bonus cd con i brani prima del remixaggio con sovraincisioni subito in Inghilterra, singoli inediti su album ed un paio di pezzi lasciati fuori dalla stampa finale. Rolling Stone lo ha definito comunque un disco essenziale, vi piaccia il reggae o meno, ed il sottoscritto è pienamente d'accordo. Il “Catch a fire” più costoso secondo il sito popsike.com è questa edizione con ancora lo sticker di chiusura intatto. La valutazione è di 677 dollari.
CINE NEWS
di Alberto Visentin Casonato
I GIORNI DELLA VENDEMMIA
Un film di Marco Righi. Con Lavinia Longhi, Marco D'Agostin, Gian Marco Tavani, Maurizio Tabani, Claudia Botti. Drammatico - Durata 80 min Italia 2012
“I giorni della vendemmia” rappresenta l'esordio in cabina di regia per il ventiseienne emiliano Marco Righi, che si presenta al pubblico con un film dalla sceneggiatura decisamente affascinante. Siamo nella campagna reggiana e l'anno è il 1984. Il film ruota attorno ad una normale famiglia, composta da madre cattolica, padre socialista e figlio diciassettenne, Elia, un tranquillo ragazzo “di campagna”. Già con queste caratteristiche Righi riesce a tratteggiare un preciso contesto sociale, nello specifico le due anime dell'Emilia di quegli anni, quella socialista e quella cattolica, entrambe molto presenti ed organizzate nel territorio. Il ragazzo, Elia, viene rappresentato a metà tra due tendenze: da una parte la voglia di novità e di avventura, dall'altra una mentalità semplice, quasi “ingenua” nel senso positivo del termine, legata al territorio e ai ritmi lenti e pacifici della campagna.
Settembre è il mese di vendemmia, e per la raccolta dell'uva verrà a dar man forte alla famiglia una ragazza, Emilia (presumo intorno ai venticinque anni, nel film non viene mai specificata l'età se non che sta realizzando la tesi di laurea), molto libertina nei modi, che sconquasserà un po' la vita di Elia. Ad un contesto che personalmente trovo molto indicato per la sceneggiatura di un film ( e tuttavia non da molti utilizzato nel panorama italiano, se non solamente da Pupi Avati), va aggiunta, come punto di forza del film, la cura dei particolari. La figura di Pier Vittorio Tondelli (la frase in apertura, “Altri Libertini” sul comodino del protagonista) e l'immersione stilistica nel bel mezzo degli anni '80 appaiono sicuramente come ben riusciti. A questi, però, vanno contrapposti quelli che ho trovato essere i punti deboli della pellicola. Un'eccessiva lentezza nella parte iniziale (non sopperita, peraltro, dalla qualità dei dialoghi, decisamente basilari) e una staticità generale che poche volte viene interrotta. Inoltre trovo che un maggior approfondimento di alcuni personaggi, come il padre oppure il ritorno estemporaneo del fratello maggiore, avrebbero sicuramente fatto bene all'insieme. Nel complesso, comunque, non c'è motivo di essere eccessivamente critici: è il primo lavoro di un giovane regista ed è assolutamente giusto concentrarsi sul bicchiere mezzo pieno e su quanto di positivo emerge dal tutto.
KINOTERAPIA
di Matteo Gasparetto
I TENEMBAUM
Un film di Wes Anderson. Con Gene Hackman, Anjelica Huston, Ben Stiller, Gwyneth Paltrow, Luke Wilson. Owen Wilson, Bill Murray, Danny Glover, Seymour Cassel, Kumar Pallana, Alec Baldwin, Grant Rosenmeyer, Jonah Meyerson, Aram Aslanian-Persico, Irene Gorovaia Titolo originale The Royal Tenenbaums Genere: Commedia Durata 109 min. - USA 2001
Royal e Etheline Tenenbaum sono i genitori di tre figli prodigio. Chas, il maggiore, è un genio della finanza, Margot, figlia adottiva e figlia di mezzo, è una notevole drammaturga ed il più piccolo, Ritchie, un asso del tennis. Malgrado ciò, dopo vent'anni, la famiglia si trova disillusa e affranta, i due genitori si sono separati ed i figli affrontano una crisi esistenziale. Il padre, pur se in modo poco ortodosso, cerca di rimediare alla situazione... Anderson (come sempre) realizza un film profondo e sentimentale, mettendo in scena un mondo eccentrico e stralunato, popolato da eroi enigmatici e, solo all'apparenza, freddi e distaccati. I personaggi del regista americano sono dei prototipi dal punto di vista estetico, ma nascondono sotto q u e s t o r i g i d o ”v e s t i t o ” u n a m o r b i d a e caleidoscopica sensibilità, espressa da sguardi malinconici e strappalacrime, che fa riemergere i
cuori dalle sabbie mobili della disillusione. Tutto per far sì che ciò che è non sia ciò che sembra e viceversa. La musica dei The Clash, di Nico, di Paul Simon, di Lennon ecc... ci culla attraverso tutto il film, segna i momenti di commozione, di malinconia e di gioia aumentandone la forza. Il pathos di certe scene viene accentuato ancor di più dall'utilizzo del ralenti, quasi come se si volesse scattare un'istantanea di un evento a lungo desiderato (vedi la discesa dal bus di Margot). Fortunatamente per noi, infine, Anderson non ama la classica divisione in buoni e cattivi tanto cara al cinema hollywoodiano, ma cerca sempre di smorzare le dicotomie, strada che è sicuramente più realistica ed interessante, anche se dà meno sicurezze. “Vorrei vivere in un film di Wes Anderson, tutto tenerezza e finali agrodolci”, così cantano I Cani dedicando una loro canzone al nostro regista... Come dargli torto?
ALLA RICERCA DI UN NUOVO INIZIO episodio 7: fatti non foste per viver come bruti... non so se sia stata la mia indole refrattaria a tutto ciò che viene imposto o più semplicemente se non avessi particolari doti intellettive, sta di fatto che la mia carriera scolastica si è fermata al diploma di scuola media inferiore, strappato sul filo di lana col minimo dei voti, giusto per non ripetere la terza media. refrattario anche al loro giudizio, ci ho provato lo stesso ad avventurarmi nel mondo delle scuole superiori, senza tuttavia conseguire il diploma. avevano ragione loro? dal loro punto di vista sì, ma dalla passione con la quale poi, libero da ogni imposizione sui testi da studiare, mi sono fatto una cultura ad personam divorando libri sulle questioni che più mi avvincevano, direi che nemmeno io ho avuto torto. il rifiuto della loro scuola, del loro metodo borghese e gentiliano teso a massificare ciò che più conta per un adolescente, ossia la formazione culturale fondata sulle attitudini individuali, mi ha condotto ad una domanda: come gestire a livello scolastico la differenza fra studiare ed apprendere? studiare significa subire passivamente testi scelti da terzi che, forzatamente, li ritengono validi per tutti, indistintamente. apprendere è invece frutto di libero arbitrio secondo cui ogni studente ha la facoltà di scegliere con autocoscienza e soprattutto passione gli argomenti che ritiene più consoni al suo sentire e verso i quali è più portato per poter dare una volta terminati gli studi il suo contributo alla società. un serio approfondimento costruito sulla libera passione e sul genuino interesse. naturalmente, che
di ste
tutto ciò fosse incompatibile con il rigido ed obsoleto sistema scolastico lo sapevo allora come lo so oggi, ma questa mia testimonianza vuole essere uno strale verso chi ancora oggi valuta la formazione culturale altrui solamente in base ai titoli di studio. esistono prerogative dell'uomo libero che si chiamano indipendenza di pensiero, autonomia di giudizio, libertà di analisi e capacità critica. sono fermamente convinto che queste prerogative si possano sviluppare nella mente e nella coscienza di un giovane studente in maniera molto più marcata, se il tramite è il libero apprendimento anziché il forzato studio. questa disquisizione non è una ricostruzione della mia esperienza scolastica e tanto meno un alibi per non essere riuscito ad ottenere uno straccio di diploma, ma una riflessione che feci già molti anni fa, quand'ero ancora studente. in un periodo storico, quello a cavallo fra gli anni '70 ed '80, dove l'impegno sociale attivo degli studenti per l'innovazione del sistema, non solo di quello scolastico, era considerato più un dovere che un diritto. sperando che l'attuale crisi globale porti gli studenti ad un risveglio di coscienze, ormai narcotizzate, auguro a tutti loro un buon inizio di anno scolastico. e concludo, perché lo ritengo pertinente, citando albert einstein: 'la mente intuitiva è un dono sacro mentre la mente razionale è un fedele servo. noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono'.
brano consigliato per la lettura:
ramones - 'rock n roll high school' (1968)
youtube: http://youtu.be/DQb9sWuWFqU
a cura di ste
Con questa rubrica S&V Mag vuole farvi conosce quelle osterie e ristoranti che hanno maggiore conoscenza delle produzioni del territorio di riferimento, che recuperano tradizioni culturali e gastronomiche. Locali che prediligono ed offrono prodotti a Km 0, e utilizzano prodotti scelti dalle coltivazioni biologiche. Una guida che vuole essere un “consiglio”, una indicazione come fosse stata data dal vostro migliore amico...
RISTORANTINO_WINE BAR_JAZZ CLUB
V E MANGIARE O D
Via Rive - Cartigliano Tel 348.8265815 www.rivejazzclub.it
€20/30
PEDROCCHI
il vero sapore del pranzo e della cena
Carne
Pesce
Prod. Stagione
Carta Vini
Solo Prini
Cene Musicali
Tet a Tet
Cani Ok
Vegetariano
20 €
Tra un mix perfetto di pezzi di design vintage anni ’50-’70 e di elementi tradizionali, Giovanna ha creato un locale unico nel suo genere, dove si respira un’atmosfera d’altri tempi. Pensare di essere arrivati in un esclusivo jazz club in una grande metropoli non è un azzardo! Cucina creativa, arte, musica il mix perfetto per un locale che vi darà mille emozioni tutte indimenticabili!
antica osteria
Menu a base di
P.le Cadorna 16 Romano d’Ezz. Tel 0424.36493 www.osteriapedrocchi.com
L’ambiente offre un winebar di benvenuto, seguito da una sala intima e raffinata, con luci soffuse e tanti dipinti alle pareti, è anche disponibile anche una saletta riservata per piccoli gruppi. La cucina è seguita dallo chef Matteo che propone tutte preparazioni espresse, privilegiando la carne e gli ingredienti di qualità del territorio, con qualche piatto di pesce. Luca vi seguirà in sala e vi proporrà il miglior abbinamento con il vino da etichette selezionate venete. €20/30
OSTERIA
Prezzo
Cucina Creativa Cucina Regionale
OSTERIA LA STAFFA Via Rovai n° 6 - 31020 S. Zenone (TV) Tel 339.6833406
In uno splendido scenario tra le colline asolane ai piedi del monte Grappa in una antica casa colonica stupendamente ristrutturata si propongono piatti tipicamente veneti con prodotti a km 0, maestralmente interpretati dallo chef Elvis. L’ospitalità ed il servizio in sala ed in giardino sono garantiti dalla cordialità e simpatia di Fabrizio. Con il quale potrete organizzare i vostri piccoli o grandi eventi musicali e non solo. €20/30
Sp248 Marosticana - Monticello Conte Otto (Vi) Tel. 0444.1803583 www.cadeldiavolo.com La Cà del Diavolo, locale completamente rinnovato e ringiovanito, offre una ristorazione basata sulla qualità e sulla semplicità ed è in grado di accontentare anche chi vuole semplicemente stuzzicare qualcosa. La cusina del diavolo propone piatti unici composti che sostituiscono il classico menu' tradizionale. Le nostre emozioni musicali spaziano dal live ai suoni dei dj che accompagneranno le tue serate all'insegna della convivialità e dello star bene assieme! €20/30
SOUND AND VISION NIGHTCLUBBING
LA GUIDA AL VOSTRO DIVERTIMENTO NOTTURNO
I locali che trovate in questa sezione sono stati scelti e selezionati grazie ad una attenta valutazione che considera: ambiente, programmazione proposta, originalità e qualità dei servizi offerti. Tutti i locali sono stati selezionati e visitati dal nostro staff. Vi invitiamo quindi a frequentarli e fare di questi i vostri locali preferiti.
Legenda Simboli Musica: LIVE MUSIC SOFT & JAZZ
LIVE MUSIC ROCK
DJ SET
DISCOTECA
BRUSCHETTE PANINI
PIATTI FREDDI
Tipologia Locale: COCKTAILS
WINEBAR
BIRRERIA
Altro: smoking area MOSTRE
WIRELESS
GIARDINO ESTIVO
AREA FUMATORI
CLUB CON TESSERA
MEGA SCHERMO
SERVITO MEZZI PUBBLICI
ACCESSO DISABILI
CERCACI SU FACEBOOK
AMICI DEGLI ANIMALI
DISCOTECHE DISCOBAR BIRRERIE WINE BAR
NIGHTCLUBBING a Vicenza
SARTEA
Locale storico di Vicenza che da anni allieta e propone importanti novità. JND Festival Electronic Music, che ha portato il Sartea a livelli internazionali grazie ad una selezione ricercata di djs di ottimo livello provenienti dai Clubs di Berlino, New York e Londra. Ambiente liberty, affascinante e ricercato che risalta la qualità del servizio. Chiuso Lunedì C.so S. Felice 362 - VICENZA - Tel 0444.563725 www.sartea.it - www.facebook.com/bar- sartea
BARBIE MUSIC CLUB
NIGHTCLUBBING a Vicenza
l Barbie Music Bar è ormai punto di riferimento dell'ovest Vicentino per quanto riguarda la musica "live".Niente di banale, un continuo alternarsi di Band locali e non...con attenzione particolare alla musica d'autore,dj set molto vari nel genere variando dal hip hop all' house music...! Vasta gamma di birre Artigianali alla spina e in bottiglia, una grande varietà di cocktails , panini bruschette e molto altro ancora....wi-fi gratuito, mega schermo per seguire tutti gli sport..! Barbie Music Bar...non è la solita musica !
Via Bottego 20 - Arzignano - VICENZA Info FB. Barbie bar - Barbie music bar
MOC Montecrocetta
NIGHTCLUBBING a Vicenza
C'E' VITA SU MOC: immersi nella verde collina del Parco, prepariamo bruschette, piatti freddi ed insalatone con particolare attenzione alla qualità e freschezza dei prodotti...ampia scelta anche per una dieta vegetariana. Aperitivi in musica, iniziative culturali,serate DjSet...e concerti live domenica pomeriggio. Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 02.00 Email: montecrocetta@gmail.com
Via Rivana 7 Bassano d. G. Info Tel. 377.4196772 - FB: moc_montecrocetta
VINILE
NIGHTCLUBBING a Vicenza
Vinile classe 1976 punto di riferimento per artisti e promoter fuori dagli schemi della maggior parte dei locali presenti sul territorio. Recentemente rinnovato propone Live music & dj set con feste a tema o party di tendenza. Locale con sala fumatori disponibile per feste private & happening... smoking area
Via Capitano Alessio 94 - Rosà www.vinileclub.it - Tel 347.1601429
MARAKELLA
NIGHTCLUBBING a Vicenza
Sulla statale che collega Vicenza a Padova esattamente a Grisignano si trova il Marakella. Nato dall’idea di unire il dolce e il salato in un unico ed accogliente ambiente. La ciliegina sulla torta? La musica! Che accompagna gli affollatissimi aperitivi domenicali dalle 18 in poi. Da provare a tutte le ore! Marakella vi aspetta!
Via Mazzini 6 - Grisignano di Zocco Info: Roberto 349.3198097 NEW
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WHY NOT
WHY NOT? CAFE’
NIGHTCLUBBING a Vicenza
Nuova location per il Why Not?! Chi non rimane ipnotizzato dal birillio di un cocktail appena versato in un bicchiere? Prima o dopo cena il Why Not? è un porto franco per la gioventù alternativa bassanese. La nuova location a due passi dal famoso Ponte Vecchio aggiungerà brio alle tue serate grazie anche alla selezione musicale dei vari Dj. Non vi resta altro che venire a trovarci!
Angolo Via Gamba/ Via Bricito - Bassano d. G.
BIRRERIA AL PEDON
NIGHTCLUBBING a Vicenza
Nuova gestione e locale completamente rinnovato per lo storico Pedon di Marostica. Bruschette, panini, toast, insalatone e "spuncioti", Kebab e Tagliata al rosmarino con patate; 5 varietà di birra alla spina (Guinness compresa) e bottiglie di birra da tutto il mondo. Una birreria dal sapore sixties, dove ascoltare musica psichedelica e garage, senza tralasciare il nostro beat... I posters dei concerti di Bill Graham per il Fillmore (U.S.A.) sono in vendita e già incorniciati; come anche il juke box e i flipper perfettamente funzionanti!
Via S. Antonio 12 Marostica - VI Info Tel. 348 6070213 - Chiuso Dom Matt e Lun
BAR SMERALDO
NIGHTCLUBBING a Vicenza
Nel centro storico di Vicenza, in Campo Marzo, il parco più malfamato del Veneto, un locale di grande atmosfera per cuori forti. Se i peggiori bar di Caracas vi fanno una pippa lo Smeraldo fa per voi!
Campo Marzo - VICENZA INFO - Facebook: barsmeraldo
NEW
PRINCIPE DI BAVIERA
NIGHTCLUBBING a Vicenza
Classica birreria bavarese con cucina tipica abbinata. Grande varietà nel reparto snackeria. Intrattenimento serale con musica live di qualità. Vasta gamma di birre alla spinaed in bottiglia. La nostra birra artigianale “Maxirainer” ha ricevuto la medaglia d’oro: massima onorificenza in Germania e premiato inoltre come miglior birrificio della nazione, sinonimo di grande qualità ed attenzione che riserviamo alla nostra clientela. Vi aspettiamo per brindare in compagnia. Prosit!
Via Monsignor Don Sante Miotto 8 Rossano Veneto - Info : 320.35451820 Loris
CAFFE’ COLONNA
NIGHTCLUBBING a Padova
Nuova gestione e nuovo look per il Caffè Colonna di Piazzola sul Brenta, storico locale immerso nella splendida cornice di Piazza P. Camerini (fronte Villa Contarini).Moderno ed elegante punto d'incontro per colazioni, pranzi (primi piatti, panini, piadine, toast, tramezzini) e aperitivi, offre ottimi vini e cocktails. Ora INCOLONNATEVI all'ombra dei portici!!!!
48, Via Roma - 35016 Piazzola Sul Brenta (PD) tel: 049 5598120 - FB: caffecolonna NEW
GALA
NIGHTCLUBBING a Treviso
Ispirazioni d'autunno mi hanno portato a costruire ipotetiche chimere goderecce immerse all'interno di scorci poetici Asolani. I sensi possono cosi espandersi appieno: i colori allietano i nostri occhi, i sapori saziano le nostre fauci , la musica allieta i nostri cuori e l'arte ci rende liberi di approdare in isole sconosciute. Realtà o finzione ? chissà...ma se pensate che tutto questo non sia vero, camminate con leggerezza perchè state entrando nei miei sogni.
Via Canova 288 - Asolo (TV) Info: 0423.55288
NEW AGE
NIGHTCLUBBING a Treviso
New Age Club è il rock club più esclusivo della parte nord-orientale della penisola. new age club è totale garanzia di professionalità e visibilità per gli artisti affermati da tutto il mondo. new age club è trampolino di lancio per le nuove realtà musicali. new age club è lo spazio di divertimento notturno senza vincoli anagrafici. lo staff del new age club vi dà il benvenuto per una nuova elettrizzante stagione di live allo stato puro!
Via Tintoretto 14 - Roncade - TV Tel 0422.841052 www.newageclub.it
DE GUSTO
NIGHTCLUBBING a Treviso
It's kinda funk! La Gusteria tipica de'Gusto jezza, funkeggia e gioca al chilometro zero. Nella fantastica atmosfera di Villa Barbaro a Maser, Rosti, Giulio e Mc ti aspettano per farti rilassare, bere, mangiare e musicare. Il territorio messo in vetrina per essere gustato. Il de'Gusto è il locale per tutti e di tutti, dalla mattina alla sera escluso il lunedì allieta le tue giornate e si propone come l'alternativa alla noia del quotidiano. Il passato è passato, il presente è passato, ma il futuro deve ancora passare. Vieni a trovarci.
Villa Barbaro 4 - Maser - Treviso www.de-gusto.com - Tel 0423.565603
ROCK CAFE’
ROCK CAFE
NIGHTCLUBBING a Treviso
Dal '91 il "ROCK" è indiscusso punto di riferimento per tutti quelli che (scusate lo snobbismo) la musica la sentono un po' di più. Precursori della DJ CULTURE i due fratellini preparano con i loro super collaboratori anche ottimi drink. Ricerca e coerenza sono alla base del bel connubio tra passato, presente e futuro che ha vita in questo posto. Dal Martedi alla Domenica dalle 17.30 alle 01.00
St. dei Colli - Castelcucco - Tel 349.6027294 www.rokkafe.com
Vi consigliamo inoltre... Via Fonderia 73 - TV tel. (+39) 0422 697086 www.homerockbar.com HOME è aperto dal 2008. è stato eletto per come miglior dj bar d'Italia per 4 anni consecutivi. Il locale è stato concepito per ricreare quella sensazione, quella vibrazione, quella emozione, quel mood, quel giusto mix di semplicità, accoglienza, comfort, tranquillità e spensieratezza che potete trovare nella vostra casa. Home è un punto di ritrovo, di ristoro e di intrattenimento. E' un luogo che ha come fondamenta la musica rock. Adesso dovete solo provarlo!
HOME ROCK BAR
DEPOSITO GIORDANI
Via Via Prasecco, 13 Pordenone www.depositogiordani.it
Via Commerciale 12 Villa del Conte/Abbazia Pisani - PD Info: www.rickyspub.com Hot spot per chi ama la musica live di qualità grazie ad una crew e ad un programma bilanciato,si conferma uno dei locali più gettonati. Il meglio delle rock cover band,dell'alternativo ed indipendente, i tributi più leggendari. Dal grunge al postrock, dall'acustico al metal, dall'indie alla new wave! OPENPARTY con i migliori djs in campo rock, crossover, indie, electro! Se cercate un'alternativa al solito music pub con karaoke e cotillons, l'avete trovata.
RICKYS PUB
CHALET DE LA MOT
Baselga di Pinè - Trento Tel 380.7325710
Il Deposito Giordani offre al vasto pubblico giovanile ed all'area degli organizzatori culturali, un'opportunità in più di utilizzo di un contenitore polivalente e polifunzionale. La divisione del sito in sale e la dotazione di impianti audio, video e luci residenti permettono un accesso facilitato per promuovere e produrre serate musicali, teatrali, conferenze, corsi, feste private ed altre iniziative.
Nuova anima per il Chalet de la Mot, oltre a riaprire come pub con 6 splendide spine di selezionata birra e ospitare numerosi live e dj set, vi delizierà con il ristorante aperto dal martedì alla domenica dalle 18 alle 24.
Via Alto Adige 164 Gardolo - TRENTO Tel 0461 993261 Oltre Trento verso nord in zona Gardolo troviamo un nuovo locale “Officina Gambrinus”. Locale a 360° che offre ottimi piatti sia a mezzogiorno sia alla sera. Potete gustare sia pizze che piatti tipici trentini. Una programmazione musicale di qualità, accompagnerà i vostri weekend con i djset al Venerdì e musica live al Sabato sera. Non vi resta che provare le emozioni dell’Officina Gambrinus!
JACK THE RIPPER
OFFICINA GAMBRINUS
Via Nuova 9 - Roncà - VR Tel 045.9971260 www.jacktheripper.it
Un vero tempio del rock! Un punto d’incontro obbligatorio per la buona musica. Da qui sono passate le migliori band underground del pianeta. E se Elvis fosse ancora vivo dopo Las Vegas avrebbe scelto questo posto per esibirsi. Il Jack the Ripper è alternativo, fuori da mucchio, inossidabile, una garanzia di qualità e continuità. Rochenrol!!!
RISTORANTINO_WINE BAR_JAZZ CLUB CENA CON CONCERTINI JAZZ AND WORLD MUSIC
WWW.RIVEJAZZCLUB.IT
VEN 5 OTTOBRE MY ESCORT Blues-Rock Evolutions (Riaffiora)
LUN 8 OTTOBRE STUART O’CONNOR Folk Singer from uk
VEN 12 OTTOBRE TRIO IN CHET Jazz conversation on Chet with Marco Carlesso
VEN 19 OTT DI.PLES BALKAN MUSIC Il vento danzante dei Balcani è musica!
VEN 26 OTTOBRE PAJARRITOS Funky with Passion
VEN 2 NOVEMBRE THE MATCHES Funky - Jazz Groove
OSTERIA RIVE - VIA RIVE 14 CARTIGLIANO - INFO: 348.8265815