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Il paradiso può attendere

Cara Rossini, le invio questi miei «appunti dall’inferno», che non è quello del nostro immaginario, ma quello vero di un’estate a 40 gradi, dove tutto sembra partecipare a una sorta di penitenza universale. A riprova, ecco i roghi che hanno consumato boschi e colture in Sicilia e in Sardegna e, al di là del clima, ecco una miriade di altri fatti che quotidianamente ci vengono propinati. Uno per tutti: il licenziamento dei cosiddetti fannulloni del reddito di cittadinanza, stavolta al grido di giubilo «Abbiamo restaurato la povertà!». Ma questo è inferno per i poveri, mentre per la gente di potere c’è l’oblio. Dell’oblio s’è fatta scudo Giorgia Meloni, sempre pronta a proclamare: «Sono soddisfatta!», anche quando si gratta la testa o mostra la lingua come una lucertola. Oblio per quei morti che ormai non si contano nelle acque del Mediterraneo. Oblio per la guerra in Ucraina, cui si aggiunge la cancellazione delle atrocità con mezze verità e menzogne intere, ma intanto si finge una conferenza di pace. Così l’oblio colpisce anche le parole del Papa. Oblio per i danni e le rovine del colonialismo, resuscitato oggi più subdolo e strisciante nell’Africa nera, con finti aiuti umanitari in cambio di materiali rari. A tale proposito, ecco il golpe in Niger, il Paese su cui l’Occidente s’era industriato

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Altre lettere e commenti su lespresso.it a esportare la democrazia, come se non fossero bastati Afghanistan, Libia, ecc. Oblio per la continua mattanza di donne, chi per mano del marito, chi del compagno, chi dell’ex, chi del vicino di casa.

La grande calura è finita, ma l’Italia s’è spaccata in due anche sul clima. Al Nord fulmini e saette hanno riaperto la diatriba del clima impazzito: «Colpa di chi violenta la natura», dicono i fautori della svolta green. «È sempre stato così», sostengono coloro che la considerano il flagello del nuovo secolo. E intanto si perpetra l’ultimo oblio, i buoni propositi di arginare il dissesto idrogeologico sono riposti nel cassetto in compagnia del Pnrr. Sì, il grande caldo finalmente è finito, ma l’inferno continua, il paradiso può attendere.

Alessandro Stramondo

Una lettera sconfortata e purtroppo in gran parte condivisibile che, però, finisce con parole che evocano il titolo di due film deliziosi, uno degli anni Trenta e un remake dei Settanta. In entrambi il paradiso poteva attendere perché il protagonista scopriva sulla terra l’incanto dell’amore. Per dirci, con la grazia che qualche volta ha Hollywood, come la vita sappia regalarci emozioni che fanno dimenticare anche l’inferno.

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Ray Banhoff

Sapete quanto me ne frega di sapere a quanto ammonta l’indennità di Fassino? Niente. Idem per lo stipendio di ogni politico. L’idea giacobina dei grillini, secondo cui i politici sono pagati troppo, è sbagliata di fondo. Il problema non è quanto li paghiamo, ma il loro operato; e quello è così delicato, comporta così tante responsabilità, che giustamente dovrebbe valere oro. Solo che scoccia sapere quanto in alto nella società siano arrivate persone di dubbie qualità morali e professionali. Ne abbiamo schiere, non ne cito per paura di querele (la querela è veramente un mezzuccio, una roba da

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