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La sostenibilità come impegno collettivo

Michele Tomasi, Paolo Zegna e Tessa Gelisio sono stati gli ospiti della tavola rotonda animata per dibattere, in un confronto aperto e trasversale, ogni dimensione della sostenibilità.

di GIANLUIGI SALVAGNO, Economia d’Impresa, Confindustria Trento

L'ASSEMBLEA 2022 ha dato spazio anche al confronto tra alcune personalità esterne estremamente attive nella sostenibilità e con importanti esperienze in tal senso. Ogni figura era stata scelta con il preciso obiettivo di analizzare ogni dimensione del tema: Michele Tomasi, vescovo di Treviso, poiché sviluppa idee legate alla sostenibilità sociale; Paolo Zegna, direttore non-esecutivo del Gruppo Ermenegildo Zegna e Presidente della Fondazione BIellezza, perché porta avanti progetti improntati alla sostenibilità a tutto tondo; Tessa Gelisio, conduttrice televisiva e blogger, attiva sul fronte della sostenibilità ambientale. L’innovazione nella sostenibilità non è ancora accolta in maniera positiva in alcune realtà imprenditoriali perché la scelta toglie inevitabilmente risorse ad altre operazioni dal respiro più corto in contrapposizione a potenziali migliori risultati sul lungo periodo. In questo senso, nel corso del suo intervento, Tomasi ha ribadito che “ci sono dei momenti in cui dovremmo scegliere di fare il bene semplicemente perché va fatto”. Gli investimenti in sostenibilità potranno portare un’azienda probabilmente a ridurre i dividendi o i profitti ma sicuramente le permetteranno di risultare sempre attrattiva da parte dei lavoratori e dei consumatori, rimanendo evidentemente competitiva sul mercato. A supporto di questa tesi, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile ha individuato i vantaggi di cui beneficerebbe un’impresa con forte tendenza alla sostenibilità: creare valore aggiunto e fidelizzare i clienti, efficientare i processi e ridurre gli sprechi, migliorare la propria reputazione e avere maggior fiducia da parte degli stakeholder, fare crescere il proprio business e l’occupazione. Quest’ultimo punto è stato al centro dell’intervento di Gelisio, convinta che se la transizione sostenibile sta facendo perdere posti di lavoro, ne sta creando fortunatamente di nuovi. Si tratta dei cosiddetti green jobs. “In questo momento – ha detto l’ecoblogger – è in atto una rivoluzione in chiave green delle imprese ma anche dei lavoratori. Entrambe le parti non possono rimanere immobili di fronte a questo cambiamento. Questo dualismo impresalavoratore va fortemente accompagnato e coltivato per evitare che il mismatch di professionalità, già presente in Italia, si incrementi”. Tra le cause di questo preoccupante disequilibrio tra domanda e

offerta, secondo uno studio di Intesa San Paolo dello scorso anno, ci sarebbe la scarsa inclinazione da parte del sistema scolastico ad accendere interesse verso gli studi tecnici e STEM più premianti dal punto di vista occupazionale (il 57% degli studenti intervistati non si sente portato per quelle materie), come pure a guidare gli studenti alla scelta in ragione delle opportunità di lavoro offerte (ne risulta informato solo il 32% del campione). Zegna ha illustrato la sua esperienza personale con la sostenibilità. Nel corso degli anni, il Gruppo Ermenegildo Zegna ha dovuto sensibilmente ridurre i propri dipendenti nel settore del tessile. Tuttavia, l’aver colto nell’ambiente una grande opportunità ha permesso loro di sviluppare un business alternativo che ha creato una discreta occupazione locale. Ad inizio Novecento, Ermenegildo Zegna acquista circa 100 kmq di terreno nelle Alpi Biellesi e in tempi non sospetti fa investimenti sulla salvaguardia e sullo sviluppo ambientale di quest’area: nel 1993 i suoi eredi, in onore del lavoro svolto fin lì dal loro predecessore, istituiscono “Oasi Zegna”. Un esempio virtuoso di chi ha colto le opportunità sulla sostenibilità, arrivando a intervenire sulle proprie politiche aziendali. Zegna crede infatti che la strategia del loro gruppo sia il give back e cioè che la “ricchezza (non solo economica) debba essere a un certo punto ridistribuita” sul territorio. La transizione sostenibile è sicuramente un fenomeno in essere, oggi leggermente minato da grandi criticità, com’è il caso del caro bollette, e con un orizzonte temporale lungo. È un processo che richiede investimenti e che, come ha ricordato Gelisio a conclusione dei lavori, “ha un costo: un costo che non deve gravare solo sulle imprese, ma dobbiamo assumerci tutti”. Le imprese investono, la collettività deve favorire questi investimenti e chi acquista deve diventare un consumatore più attento, conscio che acquistare a 1 euro un oggetto proveniente dall’altra parte del mondo è in antitesi con il concetto di sostenibilità.

Conosciamo i relatori

Michele Tomasi è nato a Bolzano il 9 luglio 1965. Dopo la maturità classica, ha frequentato a Milano l’Università Bocconi e si è laureato in Discipline economiche e sociali. Il 6 luglio 2019 papa Francesco lo nomina vescovo di Treviso: prende possesso canonico della diocesi il 6 ottobre 2019 nella cattedrale di Treviso. Nell’ambito della Conferenza Episcopale Triveneta è delegato per la Pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato e per lo sport, il tempo libero e i pellegrinaggi. Dal 2021 è membro della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Paolo Zegna è nato a Torino il 12 settembre 1956 e ha conseguito la laurea in Scienze Economiche e Sociali presso l’Università di Ginevra (CH). Dopo essere stato Amministratore Delegato del Gruppo Ermenegildo Zegna insieme con il cugino Ermenegildo, è ora Direttore non-esecutivo nell’azienda di famiglia e, tra i diversi incarichi al di fuori del Gruppo di famiglia, è Presidente della Fondazione Biellezza, con cui si impegna nella valorizzazione turistica del Biellese e nello sviluppo delle potenzialità del territorio Tessa Gelisio nasce ad Alghero nel 1977 e oggi è un personaggio noto al pubblico per alcune trasmissioni televisive di successo sulle reti nazionali. È una esperta in ecologia e comunicazione, tantoché inizia la sua attività di ecologista da giovanissima, legandosi a gruppi per la tutela ambientale e delle specie selvatiche ma oggi è attiva con il suo blog “ecocentrica”.

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