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mobydick

INSERTO DI ARTI E CULTURA DEL SABATO

QUEL CHE RESTA DI MORAVIA A vent’anni anni dalla morte

di Pier Mario Fasanotti

dalla sua morte (26 settembre 1990) si tende a evitare il tono inneggiante privilegiandiscorsi che si fanno attorno ad Alberto Moravia cominciano a essere diversi. Nel senso che da più parti - angolazioni autorevoli e non Superata do l’analisi critica, finalmente più variegata e più pacata. La Bompiani, sua storica casa editrice, ha organizzato (nella Sala Buzzati di Milano) nei giorni ideologicamente biliose - si comincia a ragionare sul valore della sua la beatificazione scorsi una serie di incontri e discussioni sull’autore che pare sia unaopera, su quanto «rimane» di lui, attraverso un’operazione critipolitico-letteraria praticata nimemente considerato grande per Gli indifferenti (1929) ma un ca che definirei «laica», ossia il più possibile lontana dalla beatificazione politico-letteraria di uno scrittore che ci ha forpo’ meno per le opere che seguirono a quel romanzo che da una critica “tifosa”, oggi è nito una trentina di opere e un’immagine di sé che Umberto Eco ha chiamato «un evento sconcertante», possibile dare un giudizio più meditato sulla un punto ottimale di rottura e quindi di innovalo si deve pur dire una buona volta - non è accatzione nella nostra storia letteraria del Novecento. tivante, non simpatica e, se si bada alle sue dichiasua opera. Che merita un posto privilegiato L’editore ha presentato Vita di Moravia di René de Cecrazioni, né provocatoria né per certi versi profonda. L’onello scaffale, anche se appare leografia moraviana ha cominciato a mostrare qualche crecatty, Moravia e i fratelli Rosselli con le lettere che lo scrittocircondata da una certa pa nel 1997 in occasione del centenario della nascita, e anche alre della Noia inviò (1915-’51) ad Amelia Rosselli, e ha organizzalora si mosse, con fare un po’isterico, il cosiddetto «clan Moravia» (coto un simposio sull’importanza del narratore romano (nato Pincherle) indifferenza rifeo su sempre Enzo Siciliano): guai a non omaggiarlo, guai a non considenel cinema: si pensi solo ad alcuni titoli come La romana, La ciociara e il belrarlo il classico moderno per eccellenza. Oggi che si commemorano i vent’anni lissimo Il conformista (1970) di Bertolucci.

I

Parola chiave Scuola di Gennaro Malgieri Con Cyndi Lauper il blues è femmina di Stefano Bianchi

NELLA PAGINA DI POESIA

I ruggiti di Foscolo, poeta civile di Filippo La Porta

Citati racconta il suo Leopardi di Gloria Piccioni Due fratelli capolavoro di Anselma Dell’Olio

Anticomania con sfarzo di Marco Vallora


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