mobydick ALL’INTERNO L’INSERTO DI ARTI E CULTURA
he di cronac
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di Ferdinando Adornato
QUOTIDIANO • SABATO 9 GIUGNO 2012
DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK
Il Nazareno prova a rompere con Di Pietro mentre Berlusconi sfila l’asso dalla manica: le “liste-Bertolaso”
Pdl e Pd, nostalgia canaglia Si sfidano a suon di primarie. Come se il bipolarismo non fosse fallito Continuano a non parlare di politica ma di come scegliere il capo. Duellano sui tempi della legge elettorale ma l’accordo l’hanno fatto saltare loro. Insomma, per loro il tempo non è proprio passato PRESIDENZIALISMO
LETTERA AL PREMIER
Tre obiezioni sul modello francese
Caro Monti, ti è rimasto poco tempo
Ritratto dell’ex banchiere
di Francesco D’Onofrio
di Enrico Cisnetto
a vicenda del passaggio da un sistema politico-costituzionale di tipo parlamentare - anche se fortemente caratterizzato dagli attuali poteri del Presidente della Repubblica - a un sistema cosiddetto semipresidenziale alla francese non deve essere valutata esclusivamente alla luce delle specifiche congiunture parlamentari in atto, perché concerne un punto essenziale del contesto politico italiano per quale esso era al tempo della Costituente, e quale esso è oggi nel quadro della integrazione europea. Non si tratta di giudicare in termini astratti della forma di governo preferibile. a pagina 5
l nervosismo del presidente Monti è per molti versi comprensibile, ma ciononostante appare sopra le righe e controproducente. Egli è oggetto di due tipi di critiche. La prima gli viene dai partiti che pure lo votano in parlamento, i quali mostrano verso di lui una crescente insofferenza, tanto che il Pdl, se non fosse per le (interessate) prudenze di Berlusconi, avrebbe già rotto e fatto saltare il governo. La seconda gli viene da alcuni opinionisti (io sono fra questi) e dal mondo imprenditoriale, cosa che ha indotto nei giornali un atteggiamento decisamente meno morbido di prima. a pagina 4
L
Passera, il ministro della crescita
I
di Marco Scotti segue dalla prima
L’affondo del ministro Severino ai partiti
di Luisa Arezzo
Le elezioni per il Parlamento francese
austerity può produrre una spirale senza ritorno e portare la discoccupazione a livelli da Grande depressione, «al 25%». Agire ora, quindi, è indispensabile per superare la crisi e per crescere, «quanto alla stabilizzazione dei conti è un piano più di lungo termine». È questo l’appello del presidente degli Stati Uniti lanciato durante il suo discorso del venerdì. Obama si è detto molto preoccupato per la crisi in Europa: «Soffiano venti contrari alla ripresa».
E Hollande cerca una maggioranza l verdetto finale uscirà soltanto dal ballottaggio del prossimo 17 giugno che distribuirà tutti i 577 seggi dell’Assemblea nazionale, ma già domani, il primo turno delle elezioni politiche comincerà a chiarire l’assetto della Francia di François Hollande. Il neo-presidente cerca una maggioranza “contro”Angela Merkel.
opo due giorni di crescita significativa, le Borse europee sono tornate a soffrire pesantemente, dimostrando – se mai ce ne fosse bisogno – che il problema dell’Unione europea è, prevalentemente, legato alla crescita. Che non si vede e su cui gli investitori non si sentono di scommettere, pretendendo interessi sempre più alti sui titoli di stato dei paesi membri dell’Ue (eccezion fatta per la Germania), con particolare attenzione a quelli dell’Europa meridionale. L’Italia non fa eccezione, anzi, tra i Paesi europei è quello che per primo ha avvertito i segnali della crisi, tanto da aver anticipato di un anno la recessione sul Prodotto interno lordo (-1,4 per cento nel 2008). In compagnia, nell’intera area Ocse, del solo Giappone che, proprio come Roma, combatte da sempre con un debito pubblico monstre. La crescita (o, per meglio dire, l’assenza di crescita) è un problema annoso che l’Italia si trascina da almeno un decennio, cioè dal momento in cui il combinato disposto tra l’enorme indebitamento accumulato soprattutto dalla metà degli anni Ottanta e la crisi congiunturale seguita all’attentato alle Torri Gemelle di New York è esploso.
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Legge anti-corruzione: «Senza fiducia, tutti a casa» di Gaia Miani ulla legge contro la corruzione rischia di saltare tutto. Il minstro Paola Severino, ieri, lo ha detto chiaramente ai partiti per contrastare la melina sulla norma che ci chiede l’Europa a gran voce. «Saremo costretti a mettere la fiducia, ma non un voto contrario, ce ne andremo tutti a casa», ha detto il ministro. Aggiungendo: «Lo dico con molta pacatezza». Come a dire: non ci sono più margini… a pagina 7
S
Borse a picco. Gli Usa contro la Merkel: «Soffiano venti contrari alla ripresa»
Obama all’Europa: «Ci rovinate!» Nuovo attacco di Washington. La Spagna chiede aiuto alla Ue
L’
EURO 1,00 (10,00
di Enrico Singer
I
CON I QUADERNI)
• ANNO XVII •
NUMERO
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