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Oggi lo Stato ebraico fa 60 anni
e di h c a n o cr
Auguri Israele, i tuoi nemici sono i nemici del mondo
di Ferdinando Adornato
di Daniel Pipes
UN CAVALIERE INEDITO CHIEDE LA FIDUCIA ALLA CAMERA
D
Morbido nei rapporti istituzionali ma generico sulla modernizzazione del Paese. L’esatto contrario del Berlusconi di sempre
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Silvio IV, il buono dalla pagina 2 alla 7 Il nuovo presidente di Ifil
Specializzato in salvataggi industriali
alle rovine dell’impero britannico, immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, sono nati due Stati a connotazione religiosa: Israele, naturalmente, e il Pakistan. Due Paesi che costituiscono una coppia interessante, sebbene raramente messa a confronto. L’esperienza del Pakistan, con la sua diffusa povertà, i disordini interni pressoché costanti e le tensioni esterne culminate nell’attuale situazione che lo rendono una fonte di preoccupazione, mostra i pericoli scampati da Israele, che è oggi uno Stato liberale stabile con un’economia dinamica, un’avanzatissima industria hi-tech, grande vivacità culturale ed eccezionale coesione sociale. Ma per tutte le sue conquiste, sullo Stato ebraico pesa un anatema cui il Pakistan e la maggior parte degli altri governi dei Paesi del mondo non hanno mai dovuto fare fronte: la minaccia dell’eliminazione. I notevoli progressi compiuti nel corso del tempo non lo hanno liberato da un pericolo che ha molteplici sfaccettature, che prevede l’utilizzo di qualsiasi mezzo immaginabile per cancellarlo dalle carte geografiche: armi di distruzione di massa, attacchi militari convenzionali, terrorismo, eversione interna, blocco economico, aggressione demografica e indebolimento ideologico. Nessuno Stato contemporaneo si trova a fronteggiare una simile varietà di minacce, anzi, probabilmente nessuna nazione lo ha mai fatto nel corso della storia. co n ti nu a a p ag in a 1 2 n el l ’i n se ro Oc c id e nt e
Film comici sulla tragedia del 2001
Agnelli: incoronato John Elkann, resta la rabbia di Andrea
Alitalia, il centrodestra punta su Resca
11 settembre: ora Hollywood la butta in farsa
di Bruno Babando
di Alessandro D’Amato
di Maurizio Stefanini
Il passaggio delle consegne da Gianluigi Gabetti a John Elkann della presidenza di Ifil, la cassaforte di casa Agnelli, può essere raccontato come il passaggio dello scettro dal reggente della corona al nuovo e giovane sovrano.
«Né svendere né nazionalizzare». L’oggetto del mandato gliel’ha fornito Berlusconi. Ma per Mario Resca, probabile nuovo presidente di Alitalia, sarà difficile accontentarlo.
Visti i dati mediocri dei film seri, da “United 93” di Paul Greengrass a “World Trade Center”di Oliver Stone, una serie di titoli appena usciti dimostra che Hollywood sta provando a buttare la tragedia in burla.
pagina 8 MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2008 • EURO 1,00 • ANNO XIII •
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