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A sette anni dall’11 settembre un saggio del grande politologo
di e h c a n cro
Quel giorno tutto il mondo era americano: poi gli Usa sono rimasti soli
di Ferdinando Adornato
di Robert Kagan l mondo, oggi, non è come la maggior parte di noi aveva previsto dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, quando si riteneva che la competizione fra grandi potenze avrebbe ceduto il posto ad un’era di geoeconomia. Allora si pensava che la competizione ideologica fra democrazia ed autocrazia sarebbe terminata con la “fine della storia”. Erano in pochi a prevedere che il potere senza precedenti degli Stati Uniti avrebbe dovuto affrontare così tante sfide, non soltanto da parte delle potenze emergenti, ma anche per mano di vecchi e cari alleati. Fino a che punto questo destino era già scritto nelle stelle e fino a che punto nella natura stessa degli americani? E che cosa può fare ora l’America a tale riguardo – ammesso che qualcosa possa fare? Per quanto possa essere difficile da ricordare, i problemi degli Stati Uniti con il resto del mondo - o, piuttosto, i problemi del mondo con gli Stati Uniti - iniziarono ben prima che George W. Bush andasse al potere. Il ministro degli Esteri francese, Hubert Védrine, si lamentava di questa “iperpotenza”già nel 1998. Nel 1999 Samuel Huntington affermava che gran parte del mondo considerava gli Stati Uniti una «superpotenza canaglia», «invadente, interventista, sfruttatrice, unilateralista, egemonica ed ipocrita».
PARTECIPAZIONE BIPARTISAN ALLA FIACCOLATA DI LIBERAL
Cattolici e laici insieme contro la persecuzione dei cristiani
9 771827 881004
ISSN 1827-8817 80911
I
Si è rotto il silenzio alle pagine 2 e 3
Parla il segretario Cascini
Ancora bloccata la trattativa
«L’associazione Nuova Alitalia o dei magistrati nuova AirOne? Lite non è una lobby Tremonti-Bersani
Napolitano da Helsinki torna sulla polemica dell’8 settembre
«Valori e principi costituzionali, una questione ancora aperta»
se gu e a p ag in a 1 4
Da oggi la festa dei centristi
Tre domande sul federalismo fantasma
di Franco Insardà
di Alessandro D’Amato
di Guglielmo Malagodi
di Francesco D’Onofrio
Anm sott’accusa. L’associazione dei magistrati da più parti viene considerata il potere forte del sistema giudiziario italiano, ma Il segretario, Giuseppe Cascini, non si scompone più di tanto.
Duro botta e risposta, in Commissione trasporti, sulla soluzione del nodo Alitalia. Ma, intanto, la trattativa non si sblocca: il commissario Fantozzi minaccia: «O accordo o mobilità per tutti».
Nella conferenza stampa dopo la visita di Stato in Finlandia, Napolitano dichiara: «Credo che in Italia ci sia ancora una questione aperta sulla piena identificazione nei principi e nei valori della Costituzione».
Con un focus sulla riforma fiscale, si apre oggi a Chianciano la kermesse dei centristi. Un’occasione per chiedere a Berlusconi e alla Lega quale Italia vogliono, quando parlano di federalismo.
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GIOVEDÌ 11
SETTEMBRE
2008 • EURO 1,00 (10,00
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• ANNO XIII •
NUMERO
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