ISSN 1827-8817 90610
Lo sapevi, peccare
di e h c a n cro
non significa fare il male: non fare il bene, questo significa peccare
9 771827 881004
Pier Paolo Pasolini
QUOTIDIANO • DIRETTORE RESPONSABILE: RENZO FOA
di Ferdinando Adornato
DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK
Da Ratzinger a Fisichella: un libro a più mani curato da Vian, rilegge la storia di Pio XII
Chi ha incastrato papa Pacelli? di Andrea Riccardi l pontificato di Pio XII abbraccia un periodo storico drammatico. La chiesa cattolica è sconvolta dalla II Guerra mondiale, provata dalla Guerra fredda e dai regimi comunisti. In quegli anni tragici, i responsabili vaticani si chiedevano che spazio restasse al cristianesimo, almeno in alcune parti del mondo. Durante la guerra, si aveva in Vaticano la netta sensazione che l’«ordine nuovo» nazista, se vittorioso, si sarebbe risolto in un duro attacco alla chiesa, per lasciare sopravvivere un cristianesimo mutilato. Dopo la guerra, le comunità cattoliche nei paesi comunisti erano languenti sotto la persecuzione. I problemi non mancavano nemmeno in Europa occidentale. Le società mostravano sintomi di crisi a livello di comportamenti collettivi e di adesione ai modelli proposti dalla chiesa.
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Biennale, il catalogo dell’«auto-elogio»
Come è potuto succedere che il leader di una grande chance di modernizzazione dell’Italia si sia ridotto a una sorta di controfigura di Bossi, con il Pdl ormai prigioniero della Lega
Il dramma di Berlusconi
un uomo solo senza comando da pagina 2 a 7
di Angelo Crespi a pagina 20
Perché la Corte non fermerà Marchionne
Anche la storia (oltre a Obama) sta con la Fiat di Carlo Lottieri l blocco della cessione di Chrysler a Fiat (uno stop solo temporaneo, beninteso, stando a quello che si può intuire) decretato lunedì scorso dalla Corte Suprema degli Usa risponde a logiche puntuali, connesse a ben precisi diritti di specifici creditori che hanno avviato una procedura contro l’intera operazione, chiedendo di congelare l’intera operazione. In tutto ciò vi sono una serie di technicalities che sono proprie del diritto societario americano, riguardanti soprattutto la protezione dei creditori più senior, ma è fuori discussione che tale vicenda va anche letta all’interno di un quadro più ampio.Tanto più che non è difficile riconoscere varie somiglianze con quanto avvenne ottant’anni fa, in tempi di New Deal.
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Da oggi il tiranno libico è in Italia: incontrerà Napolitano e Berlusconi
Gheddafi, lo scandalo del camping La sua tenda piantata al centro di Roma, come fosse un re di Luisa Arezzo
Ritratto di un dittatore dai mille volti
Il golpista di successo
uhammar Gheddafi ce l’ha fatta. Il leader libico al potere dal 1969, l’ex-pariah della comunità internazionale che il presidente americano Ronald Reagan definì un “cane pazzo”, dopo aver ricevuto la conferma del ritorno della Libia nel salotto buono della comunità internazionale conquistando la presidenza dell’Unione Africana, sbarca oggi a Roma per restarci tre giorni. Per accamparsi, con la sua tenda beduina, a Villa Pamphili. In Francia, un anno e mezzo fa, gli era andata meglio: era nel parco di palazzo Marigny, la residenza attigua all’Eliseo dove vengono alloggiati gli ospiti di maggior riguardo. Ma a Parigi, nonostante i fasti riservatigli da Sarkozy, l’accoglienza da divo fece precipitare il gradimento del presidente dal 55 al 52 per cento.
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L’11 giugno del 1970 è a Tripoli il segretario di Stato Usa William Rogers, per trattare la richiesta di ritiro della base americana. Il ventottenne colonnello Muhammar Gheddafi, ha appena concluso un golpe che il primo settembre 1969 ha destituito il re Idris I. È così che comincia la storia di un dittatore assai longevo. a pa gi na 8
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se g ue a p ag i na 10 seg2009 ue a pa•giEnURO a 9 1,00 (10,00 MERCOLEDÌ 10 GIUGNO
di Maurizio Stefanini
CON I QUADERNI)
• ANNO XIV •
NUMERO
113 •
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IN REDAZIONE ALLE ORE
19.30