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Certo che la fortuna esiste.
Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri?
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Jean Cocteau di Ferdinando Adornato
QUOTIDIANO • VENERDÌ 14 AGOSTO 2009
DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK
La proposta di Luigi Paganetto: «Investiamoli in innovazione e sviluppo»
Un’idea sui capitali off-shore
BUONE NOTIZIE DA EUROLANDIA
A differenza del nostro, il Pil di Francia e Germania torna a crescere. Secondo la Banca centrale europea «è arrivato il momento della svolta». Per il governo è l’ora della verità: rischiamo, come al solito, di restare ultimi
Dopo l’accordo Svizzera-Usa e il caso della famiglia Agnelli, l’Agenzia delle Entrate indaga su 170mila nomi. Ma come utilizzare queste risorse?
Ma l’Italia no
di Francesco Capozza
alle pagine 2 e 3
ROMA. Sono 170mila i casi tenuti sotto osservazione dal Fisco nell’ambito delle indagini contro i paradisi fiscali. Liberal ha voluto sentire l’opinione del professor Luigi Paganetto. presidente dell’Enea, esperto di Economia internazionale ed ex preside della facoltà di Economia dell’università di Tor Vergata a Roma. a pagina 8
Si è spenta a Washington la moglie del nostro Michael
Birmania, l’Ue batte un colpo Bruxelles: i giudici di San Suu Kyi nella “lista nera“
Karen Novak, maestra d’arte e di vita
di Vincenzo Faccioli Pintozzi Unione europea batte un ed colpo, esprime una condanna formale sul comportamento della giunta militare che governa Rangoon. Nel silenzio delle Nazioni Unite, che si sono arenate in Consiglio di Sicurezza per il veto di Cina e Russia, è Bruxelles a decidere la strada da seguire: inasprimento delle sanzioni dell’Ue contro il Myanmar (ex Birmania) in risposta alla sentenza che condanna ad altri 18 mesi di arresti domiciliari il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. I quattro giudici che l’hanno condannata sono stati aggiunti alla lista di funzionari birmani soggetti a congelamento dei beni e divieto di ingresso nell’Ue. L’Ue, dopo le proteste dei monaci birmani nel settembre 2007, aveva imposto sanzioni a 1.207 società birmane di proprietà di esponenti del regime, i loro famigliari o
L’
di Massimo Fazzi egli ultimi giorni della sua lunga battaglia contro un male terribile, Karen Laub-Novak accoglieva tutti nella sua aura di felicità. Con un enorme e sincero sorriso, seduta su una sedia a rotelle, si godeva ogni singolo istante della sua vita». Con queste parole, sul sito della National Review, John Fowley ha voluto ricordare l’artista scomparsa nella notte fra l’11 e il 12 agosto. Moglie di Michael Novak, madre di due figli, Karen «aveva come grandissimo desiderio quello di visitare la basilica di S. Giovanni a Efeso. Per questo, nonostante fosse nelle fasi terminali della malattia, è venuta con tutti noi in una crociera sul Mediterraneo. Arrivati in loco, la soddisfazione gioiosa e perfetta che esprimeva il suo volto la rendeva meravigliosa. Era circondata dal marito, da figli e nipoti, da persone che la amavano sinceramente. Possa riposare in pace, libera dai suoi tormenti fisici».
«N
a pagina 17 se1,00 gue a (10,00 pagina 9CON EURO
Non potranno entrare nel Vecchio Continente; congelati i beni esteri
I QUADERNI)
• ANNO XIV •
NUMERO
160 •
Il discorso del figlio della Signora alla consegna del Nobel per la pace (del 1991)
amici, limitato i contatti diplomatici e sospeso gli aiuti non umanitari o dei programmi di sviluppo. Le sanzioni, però, sono «giuste e utili, ma la loro incidenza effettiva è parziale». Lo ha detto ieri Piero Fassino, inviato speciale Ue per la Birmania/Myanmar, intervistato da Cnr media. Fassino ha ricordato che alle sanzioni contro il Myanmar non aderiscono gli Stati asiatici, ovvero l’80 per cento dei partner commerciali del Paese. Per questo, «la nostra stategia deve muoversi anche in altre direzioni: penso a programmi di aiuto umanitario alla popolazione. Ma dobbiamo anche cercare di usare tutti i canali di pressione politico diplomatica per convincere il regime a liberare Suu Kyi e tutti gli altri prigionieri politici».
ono qui oggi per accettare a nome di mia madre, Aung San Suu Kyi, questo premio di inestimabile valore, il premio Nobel per la Pace. Dato che le circostanze non consentono a mia madre di presenziare personalmente a questa premiazione, cercherò di fare del mio meglio al fine di trasmettere a tutti voi i sentimenti a cui ritengo ella darebbe voce. In primo luogo, so che inizierebbe il proprio discorso accettando il Premio Nobel per la Pace non in suo nome ma in nome di tutte le genti della Birmania. Il premio è per tutti loro.
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• CHIUSO
Un’indifferenza che dura da diciotto anni di Alexander Avis
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