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he di cronac

Sarebbe meglio se i voti si potessero pesare, anziché contare.

Georg Christoph Lichtenberg

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di Ferdinando Adornato

QUOTIDIANO • MARTEDÌ 25 AGOSTO 2009

DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK

La strategia degli attacchi al Vaticano

La religione da guerra della Lega di Luigi Accattoli he le porte le apra il Vaticano» ha detto sabato il ministro Bossi a proposito degli immigrati e già qualcosa di simile aveva detto il ministro Maroni un mese addietro: il ritornante paragone tra noi e il Vaticano traballa ma è istruttivo per la luce che getta sul cristianesimo “identitario” della Lega, che può lietamente convivere con la polemica sugli insegnamenti morali della Chiesa. Quel paragone segnala anche l’inopportunità, nel mondo globale, che il Vaticano continui a giocare al piccolo stato che ha leggi proprie su ogni questione. Un gioco aperto a ogni equivoco, se l’interlocutore ha bisogno di un argomento polemico. Ha detto Umberto Bossi che sarebbero «parole con poco senso» quelle con cui l’Osservatore romano venerdì aveva richiamato il «dovere del soccorso» in mare nei confronti di chi ne abbia bisogno; e che tali sarebbero innanzitutto perché «il Vaticano ha il reato di immigrazione».

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L’AFGHANISTAN IN BILICO

Ancora un attacco contro gli italiani, mentre i generali Usa chiedono più truppe a Obama. Intanto, si alzano i toni dello scontro tra Karzai e Abdullah sull’esito delle elezioni. La democrazia, a Kabul, resta appesa a un filo

Il voto, il vuoto

alle pagine 2 e 3

a pagina 7

In un’intervista al Corsera il titolare del Welfare rilancia i salari differenziati

Parla Fabio Berti, il ”duro” dei piloti

«La nuova Alitalia? Vi spiego perché non è ancora nata» Il ministro: «Solo contrattazione decentrata». Sì di Cisl e Uil

Sacconi scappa dalle gabbie

di Alessandro D’Amato

di Marco Palombi

el silenzio generale della politica, continua il disastro Alitalia fatto di ritardi, disservizio in aeroporto (Fiumicino e la compagnia si rimbalzano le responsabilità) e anche conti in rosso dopo appena sette mesi e mezzo di attività. Dopo aver avuto toni durissimi con i ”capitani coraggiosi” Colaninno e Sabelli, il ”duro” dei piloti Fabio Berti analizza per liberal la situazione: «Un settembre caldo? Dipenderà dai risultati economici della stagione estiva, quella che tradizionalmente è determinante per una compagnia aerea. Se questi fossero molto peggiori del previsto, allora prevedo che avremo molti problemi sia in azienda che con i lavoratori». Il presidente dell’Anpac vede così i prossimi mesi dell’azienda di Via della Magliana. «E dal mio punto di vista non sarà tanto importante il dato del load factor, il coefficiente di riempimento di ogni aereo, per il quale il piano Fenice prevedeva risultati altissimi, quanto il revenue sharing per passeggero, ovvero quanto guadagnerà Alitalia per ogni persona trasportata in media». E sul futuro low coast di Air One (ipotesi molto in voga in questi giorni): «Low coast si nasce, non si diventa: ce lo ha insegnato il mercato». a pagina 8

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ROMA. «In un momento di debolezza sindacale è tutto possibile, ma anche tutto inutile. Diciamo che adesso io mi occuperei di altre cose, questa non è proprio una priorità». Giacomo Vaciago, direttore dell’Istituto di Economia della Cattolica di Milano, non prende molto sul serio il dibattito su gabbie salariali e contrattazione di secondo livello che ha agitato la maggioranza e, soprattutto, i giornali in queste settimane: «È agosto – scherza con liberal – ci si annoia, fa caldo. A settembre, però, credo che dovremo ancora occuparci di ammortizzatori sociali e mercato del lavoro perché la crisi non è finita». Ieri la telenovela sulle differenze nelle retribuzioni s’è arricchita di un ulteriore capitolo grazie ad un’intervista al Corsera del ministro del Welfare Maurizio Sacconi: niente gabbie, ha detto, ma i sa-

I QUADERNI)

• ANNO XIV •

NUMERO

167 •

L’opinione di Agostino Megale

lari vanno differenziati e quindi va tolto spazio al contratto nazionale per aumentare il peso di quello di secondo livello (detassato al 10%), che ha il merito di essere «sensibile alle differenze di costo della vita e produttività». Scontato il posizionamento del mondo sindacale: Cisl e Uil d’accordo col ministro, contraria la Cgil. «Applicheremo l’accordo», ha fatto sapere il segretario della Uil Luigi Angeletti: «Prima però l’esecutivo deve ridurre a zero l’aliquota, dando un incentivo in più, e deve elevare il tetto per la detassazione del salario di secondo livello». Stessa posizione per il collega della Cisl Raffaele Bonanni: «È giusto adattare meglio la detassazione alla contrattazione territoriale e aziendale», ha detto al meeting di Cl a Rimini.

ROMA. «È sempre più evidente che sulla riforma dei contratti il governo abbia seguito un disegno strategico per dividere il sindacato». Rammaricato sì, ma non sembra sorpreso Agostino Megale, presidente dell’Ires e segretario confederale della Cgil, dell’aut aut di Maurizio Sacconi sui salari differenziati. «Meglio, molto meglio la proposta di Savino Pezzotta di una moratoria di due anni. Seria perché consapevole della crisi e utile a ricostruire l’unità del sindacato; intelligente perché, rispettosa dei diversi punti di vista, propone una soluzione salariale transitoria che spinge tutti a rimboccarsi le maniche».

segue a pagina 4

a pagina 4

WWW.LIBERAL.IT

• CHIUSO

La Cgil: «Il governo vuole soltanto dividere il sindacato» di Francesco Pacifico

IN REDAZIONE ALLE ORE

19.30


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