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La vendetta procede

sempre dalla debolezza dell’anima. La Rochefoucauld

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di Ferdinando Adornato

QUOTIDIANO • SABATO 29 AGOSTO 2009

Al Meeting di Rimini ovazioni per Tremonti che annuncia: «Ora aiuteremo il popolo»

LO STRAPPO TRA IL PREMIER E LA CHIESA

Vittorio Feltri, per “vendicare” le osservazioni alla vita del premier, si esercita in un linciaggo contro il direttore dell’“Avvenire”. I vescovi insorgono e la Chiesa annulla la cena riparatrice all’Aquila. E Berlusconi è costretto a dissociarsi

Sì, la crisi è finita. Ma solo per le banche di Giancarlo Galli ira una strana aria ai piani alti dei vari palazzi del potere. L’altro giorno (mercoledì), tutta la stampa nazionale ed internazionale a celebrare con toni gratuitamente enfatici la riconferma al vertice della Fed di Ben Bernanke, fra l’altro e detto non per inciso, un Repubblicano doc nel 2005 messo a quel posto dall’oggi deprecatissimo George W. Bush. Con un’autentica perla offerta dal pur bravo Carlo Bastasin, nel fondo del Sole 24ore. Leggere (o rileggere), per credere: «In una logica opposta a quella del Gattopardo, la conferma di Bernanke dovrebbe essere una buona notizia: non cambiare nulla perché tutto possa cambiare». E fin qui, non ci sarebbe nulla di strano.

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La vendicanza alle pagine 2 e 3

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Ingrid Bergman, l’eterna ragazza

Il regolamento del ministro non affronta la questione dei precari

Nuove regole per la scuola

Ritratto di un mito che ha cambiato il divismo. di Orio Caldiron in liberal estate

È morto a 89 anni Virgilio Savona

Tirocinio e numero chiuso per «imparare a insegnare»

Quartetto Cetra, quando i nostri sogni diventarono adulti

di Francesco Lo Dico

ROMA. Intro-

di Alessandro Boschi ra quello bello, quello che assomigliava, con un po’di fantasia, a Peppino di Capri. Antonio Virgilio Savona, questo il nome per esteso, è morto ieri l’altra notte all’età di 89 anni all’ospedale San Giuseppe di Milano. È la terza voce del mitico (sì, non è affatto esagerato) Quartetto Cetra che se ne va. L’ultima, che speriamo continui a tenerci compagnia ancora per tantissimo tempo, è quella dalla moglie di Savona, Lucia Mannucci, rimasta insieme a lui fino all’ultimo. I due, con Felice Chiusano (il pelato) e Tata Giacobetti (l’altro bello), erano i componenti di un gruppo che ha segnato la nostra memoria. Nostra intesa come quella di chi ha letto il primo numero di Tex Willer non in ristampa ma in“diretta”. Il Quartetto Cetra era qualcosa di più di un semplice gruppo musicale. Era una compagnia di teatro, un corpo perfetto che nella sua lunga attività ha realizzato alcuni dei più bei programmi televisivi della storia della Rai.

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segue a pagina 21 seg1,00 ue a p agina 9CON EURO (10,00

DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK

duzione di un anno di tirocinio che «insegni a insegnare», assunzioni decise sulla base del fabbisogno reale, e poi, a grande richiesta, il ritorno di due celebri i superstiti: quelle di inglese e internet. A scorrere le nuove regole per l’insegnamento e la formazione dei docenti presentate dal ministero della Pubblica Istruzione bisogna richiamare in servizio persino la terza i che scosse il sistema scolastico qualche anno fa: quella di impresa. La miniriforma viene presentata nella nota diffusa dal dicastero come la «fine dell’accesso illimitato alla professione che creava il precariato». Ragion per cui, recita ancora la nota,

I QUADERNI)

• ANNO XIV •

NUMERO

Tutti i limiti del provvedimento della Gelmini

Ma non c’è rapporto tra cultura e metodo

«con la fine del precariato sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo». Un’autentica impresa, difficile ma compiuta. Perché le linee programmatiche diffuse dal ministero dicono che gli insegnanti di domani, giovani e belli, possono dormire sonni tranquilli di piena stabilità e soddisfazione professionale. E che da oggi, per migliaia di persone che insegnanti lo sono già da molti anni, vecchi e brutti a causa di anni di servizio grami e stipendi miserabili, il tempo del precariato è davvero finito. E comincia quello della disoccupazione tout court.

ra tessere la tela di giorno (art. 5 della legge n. 53/03 Moratti) e disfarla di notte (Fioroni, 2007) si è già perso troppo tempo sul problema della formazione iniziale dei docenti. Una vera emergenza nazionale. Va quindi accolta con favore la decisione del ministro Gelmini di mettere finalmente a punto questo importante tassello della riforma del sistema di istruzione e di formazione. Una decisione, infatti, è sempre meglio di un prolungato e ormai patologico clima da indecisione che, poi, vuol dire lasciare le cose come stanno. Questo non toglie che le nuove disposizioni, come segnala, fra gli altri, un documento del CIRPED (Centro Italiano di Ricerca Pedagogica che raccoglie docenti universitari di pedagogia generale), abbiano e pongano problemi che sarebbe poco responsabile sottovalutare. In particolare quelli relativi a quattro separazioni.

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• CHIUSO

di Giuseppe Bertagna

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IN REDAZIONE ALLE ORE

19.30


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