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ISSN 1827-8817 90925

Solo la violenza può servire

he di cronac

dove regna la violenza, e solo uomini, dove ci sono uomini, possono davvero dare aiuto

9 771827 881004

Bertolt Brecht di Ferdinando Adornato

QUOTIDIANO • VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009

DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK

Anche il “New York Times” attacca la Casa Bianca

Afghanistan, l’America critica Obama

Nuove regole, limiti ai supermanager e tempi per la ripresa: il mondo vuole uscire dalla crisi

Enigma Pittsburgh Riuscirà il G20 a trovare un’intesa o vincerà ancora l’impotenza?

Ancora due soldati italiani feriti in Afghanistan. Dopo il discorso del presidente Usa all’Onu, qual è la strategia Usa per uscire dal pantano di Kabul?

di Vincenzo Faccioli Pintozzi eri si è aperto a Pittsburgh, in un’atmosfera abbastanza informale, il summit internazionale noto come G20. Sul tavolo dei venti capi di Stato e di governo che guidano le nazioni più importanti dal punto di vista economico vi sono, ovviamente, tutte le questioni relative alla crisi finanziaria ancora in corso e l’emergenza clima. Il padrone di casa si è già espresso. Gli altri no.

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di Antonio Picasso Gli Stati Uniti criticano il “silenzio” di Obama sull’Afghanistan durante il suo discorso di martedì all’assemblea generale dell’Onu. Intanto vicino a Herat c’è stato un altro attacco alle truppe italiane: due soldati sono stati feriti. a pagina 12

Occorre ridiscutere gli equilibri monetari

La ricetta per lo sviluppo globale

Neanche il dollaro può fare da solo

La via giusta c’è già: l’enciclica del Papa

di Enrico Cisnetto

di Paolo Savona

Il G20 come l’Onu? Il rischio c’è: per cambiare davvero qualcosa il vertice di Pittsburg dovrebbe comninciare a discutere del potere del dollaro. Obama ha detto che l’America non può fare tutto da sola. Nemmeno il dollaro può.

L’Enciclica Papale Caritas in veritate è scomparsa con troppa rapidità dalle pagine della “grande” stampa, pur essendo l’unico documento in circolazione che esamina elo sviluppo secondo un’ottica globale.

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Confronto tra analisti durante la prima giornata del convegno di ”liberal”

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu vota a favore della proposta

La “sporca guerra” si può ancora vincere Ecco come

Speranza nucleare Approvata all’unanimità la risoluzione Usa sul disarmo di Pierre Chiartano

di Franco Insardà

SIENA. Un minuto di silenzio. Sono iniziate così le giornate senesi della fondazione liberal. Il minuto di silenzio per i sei eroi di Kabul, proposto da Ferdinando Adornato, ha subito riportato la mente degli intervenuti alla tragedia che ha causato la morte dei sei militari. E il loro sacrificio è stato ricordato dal sindaco di Siena, Maurizio Cenni, dal presidente della provincia Simone Bezzini, da Vittorio Galgano, vicepresidente della Fondazione Monte Paschi di Siena e da Giuseppe Mussari, presidente del Monte Paschi di Siena. Era presente il generale Federico D’Apuzzo, prossimo comandante del contingente della Folgore in Afghanistan, che oggi riceverà il premio Liberal 2009.

er ora è una speranza; pesano le ombre che oscurano le intenzioni dell’Iran e della Corea del Nord, ma di sicuro il futuro potrebbe essere migliore, dopo la firma del documento di cinque pagine, proposto dagli Stati Uniti e negoziato al Palazzo di Vetro nelle ultime settimane. Lo snodo più importante è quello che «chiede a tutti gli Stati che non fanno parte del Trattato di non proliferazione nucleare di entrare nel trattato come Stati non nucleari, in modo da raggiungere l’universalità in una data prossima». Uno sguardo al futuro, appunto. Che punta sulle buone intenzioni: il documento «invita», ma non obbliga, i Paesi a dare luce verde agli ispettori internazionale per il controllo di materiale esportato che potrebbe servire a costruire una bomba. Poi c’è un’occhio all’Iran, quando si dice che i Quindici «incoraggiano gli sforzi per lo sviluppo degli usi pacifici dell’energia nucleare da parte di quei Paesi che vogliono mantenere queste capacita». Insomma: nulla di risolutivo, ma un buon investimento sul futuro.

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I QUADERNI)

Parla il direttore dell’American Enterprise Institute

«Se Washington diventa capitale d’Europa» di Massimo Fazzi eorge W. Bush «verrà ricordato come il presidente che ha vinto la guerra in Iraq. Barack Obama come quello che ha perso la guerra in Afghanistan». È la secca opinione di Arthur C. Brooks, presidente dell’American Enterprise Institute che in un’intervista a liberal analizza il discorso pronunciato dal presidente americano all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Un discorso con luci e ombre, che «riflette un nuovo approccio al vero problema: l’Afghanistan». L’amministrazione, secondo Brooks, «non ha il coraggio di fare ciò che i militari dicono».

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• ANNO XIV •

NUMERO

190 •

WWW.LIBERAL.IT

• CHIUSO

IN REDAZIONE ALLE ORE

19.30


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