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di e h c a n cro
Si passa sovente dall’amore all’ambizione, ma non si ritorna mai dall’ambizione all’amore François De La Rochefoucauld
9 771827 881004
di Ferdinando Adornato
QUOTIDIANO • MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE 2009
DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK
Il leader dell’Udc incontra l’Anm e tenta una mediazione per evitare che il “caso Berlusconi” diventi un trauma istituzionale
Bersani fermo, Schifani chiaro Litiga con Di Pietro sul no B-day, ma non risponde a Casini che gli propone un “patto di ragionevolezza” sulla giustizia. E il presidente del Senato minaccia elezioni anticipate LE OPPOSIZIONI A UN BIVIO
Global warming: la Caporetto europea
La mossa dei centristi, il Rubicone del Pd di Giancristiano Desiderio
di Carlo Ripa di Meana • pagina 5
Era fin troppo prevedibile ed è ciò che puntualmente si è verificato: Di Pietro scende in piazza ma la manifestazione chiamata “No Berlusconi Day” è in realtà un “No Pd Day”. Il vero obiettivo è Bersani. Così, a poche settimane dalla sua elezione alla guida del Pd, Bersani è già a un bivio: farsi guidare dal dipietrismo o scegliere il riformismo?
di Franco Insardà Lo scontro istituzionale sta per far esplodere la legislatura: «Se la maggioranza non tiene - ha detto il presidente del Senato Schifani - si va alle elezioni». Sembra quasi una dichiarazione dettata dal premier in persona, che invece continua a mantenere un significativo silenzio pubblico. L’unico che lavora per ricomporre i conflitti e salvare le istituzioni è Pier Ferdinando Casini che ieri ha incontrato il vertice dell’Anm e lo ha convinto a discutere una norma che superi lo scontro sul processo breve. «Ma serve la sponda del Pd», ha detto Casini. Il quale Pd, dal canto proprio, aveva già da fronteggiare l’attacco di Di Pietro che accusa Bersani di «scarso fuoco antiberlusconiano».
a pagina 2
CLIMA TESO AL NAZARENO
Democrats preoccupati: «Rischiamo la paralisi»
Fame nel mondo: il vertice della vanità di Mario Arpino • pagina 4
di Antonio Funiciello Da quando Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Pd, Pier Ferdinando Casini non fa che incalzarlo. Ha cominciato con le elezioni regionali, dicendosi disposto a un accordo in Piemonte e Puglia. Ma Bersani ha detto no. Se ribadisse quel no anche ora sulla giustizia, più che un no, sarebbe uno sgarbo. a pagina 3
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La proprietà pubblica scenderà al 30%: gli ambientalisti promettono battaglia
Fiducia sull’acqua privatizzata
L’Onda diventa lunga Studenti in piazza tra proteste e tensioni
Il governo blinda il decreto, ma la Lega prende le distanze di Errico Novi
Il vice capogruppo leghista alla Camera
«Il Carroccio era contrario»
Il governo ormai va avanti a colpi di fiducia nel timore di perdere in Aula pezzi preziosi (e indispensabili) della propria maggioranza: ormai questa maggioranza che era nata come una delle più compatte della storia repubblicana è diventata una delle più volubili e incerte. L’ennesimo voto di fiducia, dunque, ieri è stato posto per il decreto sulla riforma dei servizi pubblici che prevede la sostanzaiale privatizzazione della fornitura dell’acqua: il voto è previsto per questa sera. Le opposizioni di sinistra e gli ambientalisti promettono battaglia, ma stavolta anche la Lega è in difficoltà: «Era meglio cambiare il testo in Parlamento piuttosto che andare alla fiducia». a pagina 9 se1,00 gue a (10,00 pagina 9CON EURO
I QUADERNI)
di Francesco Capozza Marco Reguzzoni, vice capogruppo leghista alla Camera, non ha apprezzato la fiducia: «È un vero peccato che su questo provvedimento venga posta la fiducia, perché ciò impedisce a noi e alla maggioranza di migliorare ulteriormente il testo». a pagina 9 • ANNO XIV •
NUMERO
228 •
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• CHIUSO
La protesta ricomincia in occasione della giornata mondiale del diritto allo studio. La ministro: «È stato tutto organizzato dai centri sociali». Scontri e arresti a Milano Francesco Lo Dico • pagina 8
IN REDAZIONE ALLE ORE
19.30