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Il male non è che fuori si invecchia, è che molti rimangono giovani dentro Oscar Wilde

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di Ferdinando Adornato

QUOTIDIANO • GIOVEDÌ 10 DICEMBRE 2009

DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK

In Aula il testo già blindato in Commissione. Tremonti promette dialogo con le opposizioni. Bersani: «È un cazzotto»

Berlusconi, pardon Prodi Destra o sinistra,per l’Italia la musica non cambia: le Finanziarie degli ultimi anni sono tutte uguali. I governi arrancano tra “espropri”del Tfr,strette ai Comuni e voti di fiducia.Ma niente riforme LA PIGRIZIA DELLE LEADERSHIP

di Francesco Pacifico

Il bipartitismo del “non fare”

La Finanziaria inizia il suo breve e inutile corso in Parlamento. Dopo l’approvazione in Commissione del maxi-emendamento che raccoglie tutti i desiderata della maggioranza, non resta spazio per il dibattito in Aula.Tuttavia, un dato è evidente: tra tagli, giochi sulle tasse e interventi sul Tfr, la legge economica dei governi Berlusconi sono uguali a quelle dei governi Prodi. Quel che manca è sempre un progetto per lo sviluppo del Paese. a pagina 2

di Carlo Lottieri he antiche categorie come “destra” e “sinistra” ormai dicano poco emerge anche da un confronto delle ultime finanziarie di Tremonti o PadoaSchioppa, poiché nella sostanza esse non si discostano l’una dall’altra. a pagina 2

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ALFANO AI MAGISTRATI

Una Casa comune “oltre il Centro”

di Errico Novi

di Luigi Accattoli Il convegno su «Dio oggi, con lui o senza di Lui cambia tutto» è una nuova uscita in campo aperto del cardinale Ruini.

di Giancristiano Desiderio

ngelino Alfano, il ministro della Giustizia, sbeffeggia i magistrati e li invita a stare più in Procura e meno in televisione. Con questa battuta, il Guardasigilli apre l’iter del nuovo disegno di legge sul «legittimo impedimento».

hi sa leggere il libro della politica sa che nel futuro ci sarà bisogno di un partito che unisca le forze dei moderati. Ieri, Pier Ferdinando Casini l’ha definito il partito della Nazione, per andare «oltre il Centro».

a pagina 6

a pagina 4

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Indagine su Dio Oggi a Roma il confronto tra credenti e non credenti sulla modernità della religione

LA SVOLTA DI CASINI

«Andate in Procura non in televisione»

Un meeting voluto dal cardinal Ruini

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a pagina 9

Inseguendo il Novecento riscritto da De Rosa Rocco Buttiglione • pagina 19

UN’OBIEZIONE AGLI OBIETTORI

Oggi il presidente riceve a Oslo il riconoscimento «inaspettato»

Non c’è scandalo: quei soldati a Kabul difendono la pace

Generale Obama, meriti il Nobel? Il mondo diviso sul Premio dopo la surge in Afghanistan Al momento dell’assegnazione del premio Nobel a Barack Obama, l’opinione pubblica si era divisa. Abbiamo chiesto a sette analisti come il presidente può “rimediare”nel suo discorso d’accettazione.

Arpino: «È un ostacolo che rischia di nuocergli»

Pletka: «Una bandiera per l’esercito americano»

Per l’ex capo di Stato maggiore della Difesa, Mario Arpino, «il premio potrebbe divenire un pesante handicap politico in uno scenario internazionale dove le decisioni che Obama deve prendere sono tutt’altro che popolari».

Il vicepresidente del dipartimento Esteri e Difesa dell’Aei non ha dubbi: «Obama dovrebbe accettare il premio Nobel per conto degli uomini e delle donne dell’esercito statunitense, che combattono per la pace».

Ottolenghi: «La medaglia la dedichi a Shirin Ebadi»

Maathai: «Un simbolo che alimenta la speranza»

Il consiglio del direttore del Translatlantic Institute è quello di «dedicare il premio a Shirin Ebadi, avvocato iraniano per i diritti umani a cui recentemente è stata sequestrata la medaglia del Nobel dal regime».

Secondo il Nobel per la pace del 2004, Wangari Maathai, «al mondo serve disperatamente una visione comune e una nuova definizione di termini come pace e sicurezza». a pagina 14

gue a (10,00 pagina 9CON EUROse1,00

I QUADERNI)

• ANNO XIV •

NUMERO

244 •

WWW.LIBERAL.IT

di Andrea Mancia ggi il presidente Barack Obama è a Oslo - insieme alla moglie Michelle - per ritirare il premio Nobel per la Pace vinto a ottobre per i suoi «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli». La decisione, a suo tempo accolta favorevolmente dall’opinione pubblica mondiale, anche se con comprensibile stupore, ha assunto con il passare delle settimane un significato del tutto particolare. Soprattutto dopo la decisione (a lungo rinviata) di accettare il piano dei generali McChrystal e Petraeus per la cosiddetta “surge” in Afghanistan. segue a pagina 15

O

• CHIUSO

IN REDAZIONE ALLE ORE

19.30


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