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Tutti dovremmo preoccuparci

del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita Charles Franklin Kettering

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di Ferdinando Adornato

QUOTIDIANO • SABATO 19 DICEMBRE 2009

DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK

Aperta ieri a Roma l’Assemblea nazionale delle Regioni dell’Udc che oggi sarà chiusa dall’intervento di Pier Ferdinando Casini

Il partito della pacificazione Dagli Stati generali del Centro una proposta per superare la “guerra civile”e dare senso al dialogo: una commissione costituente parlamentare per fare le riforme che l’Italia non può più aspettare Può nascere una nuova fase della Repubblica?

di Francesco Capozza

ROMA. L’Udc mette un altro mattone sul basamento del futuro del nostro Paese: serve una Commissione parlamentare che unisca maggioranza e opposizioni per dare al Paese le riforme che non si possono più rinviare. È questa la proposta che arriva dall’Assemblea nazionale delle Regioni è aperta ieri a Roma da Lorenzo Cesa e Savino Pezzotta. L’importante è guardare avanti: l’oggi è lo spazio di dialogo che sembra essersi aperto tra maggioranza e opposizioni; il domani è un Paese finalmente pacificato e in grado di ridiscutere le proprie regole condivise. L’assemblea dei centristi non poteva arrivare in un momento meno delicato per l’Italia: con la prospettiva di possibile cambio di rotta nei rapporti fra maggioranza e opposizione, l’Udc ha imposto alla politica italiana una nuova agenda che di fatto ha una sola parola: pacificazione. Su questo hanno insistito Cesa e Pezzotta nei loro interventi di ieri e da qui ripartità Pier Ferdinando Casini, oggi, nelle conclusioni.

I politologi analizzano il nuovo clima della politica Alessandro Campi

VERSO LA TERZA REPUBBLICA

Disarmare il bipolarismo isolando Bossi e Di Pietro di Enrico Cisnetto davvero arrivato il momento delle “colombe” nella politica italiana? Me lo auguro, ma non ci scommetterei un centesimo. Ma comunque una cosa è certa: a questo punto bisogna superare l’estremismo della Lega a destra e dell’Idv a sinistra con il rispetto dell’avversario e una stagione di riforme.

È

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Piero Ostellino

Tornare a parlarsi è l’unica chance

Basta con la dittatura degli intolleranti

Alessandro Campi, direttore scientifico della Fondazione FareFuturo e spin doctor di Gianfranco Fini, è molto cauto su una possibile svolta politica: «Ma l’unica chance è il dialogo».

Piero Ostellino non si limita al richiamo benevolo, ma introduce il grande nodo dell’identità italiana: «È fondamentalmente fascista e intollerante. Occorre intervenire subito».

Stefano Folli

Paolo Pombeni

L’Udc può essere determinante

Un tavolo di saggi per cambiare il Paese

Stefano Folli non è ottimista sul futuro del dialogo, ma «se le cose andranno avanti sulla strada del confronto pacato, l’Udc sarà davvero determinante per il Paese».

Paolo Pombeni è ottimista: «Con un po’di buona volontà ci potrebbe essere la svolta. L’importante è trovare un tavolo intorno al quale far discutere i leader prima di siglare veri patti».

Massimo Giannini

Giovanni Sabbatucci

Casini può guidare l’opposizione

Attenzione, la rissa è sempre in agguato

«Il leader centrista ha fatto bene a rompere l’assedio della maggioranza e cambiare l’agenda della politica italiana», dice il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini.

La richiesta di un ritorno alla politica «è in crescita», osserva Giovanni Sabbatucci. Ma «ci vuole ancora tempo». SERVIZI ALLE PAGINE 3, 4 E 5

Trattative a oltranza alla Conferenza: Obama cerca di evitare il fallimento

Da Copenhagen a una Kyoto bis Il summit rinvia le decisioni a una verifica nel 2012 di Massimo Fazzi

Parla il climatologo Franco Prodi

Barack Obama ci ha provato, e questo gli va riconosciuto. Il tentativo di salvare fino all’ultimo la Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici, che si è chiusa ieri a Copenhagen, è stato apprezzato dagli addetti ai lavori. Con un accordo politico e una proposta quasi irrealizzabile: tagli dell’80 per cento entro il 2050 per i Paesi ricchi. a pagina 10

«È un grande errore parlare solo di clima»

gue a (10,00 pagina 9CON EUROse1,00

di Pierre Chiartano ROMA. Parlare solo di clima è fuorviante e c’è chi, come l’esperto climatologo Franco Prodi, preferisce parlare del triangolo clima-ambiente-fonti energetiche, che meglio spiega lo stato in cui versa il nostro pianeta. Con un summit che rimanda le decisioni a tempi migliori.

Ennesima, incredibile violazione del lager in Polonia

Auschwitz, attacco alla memoria Strappata e rubata nella notte l’insegna «Arbeit macht frei», era il più chiaro e drammatico simbolo della violenza e della mistificazione nazista Gabriella Mecucci e Enrico Singer • pagine 14 e 15

a pagina 11 I QUADERNI)

• ANNO XIV •

NUMERO

251 •

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IN REDAZIONE ALLE ORE

19.30


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