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he di cronac
Qualunque cosa tu possa fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia Johann Wolfgang Goethe
9 771827 881004
di Ferdinando Adornato
QUOTIDIANO • MERCOLEDÌ 16 GIUGNO 2010
DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK
Il Garante Antitrust denuncia i ritardi dell’esecutivo sulla concorrenza
La vera manovra: «Bollette libere» Forte richiamo di Catricalà al governo: «Liberalizzare subito tutti i servizi. Solo così l’Italia potrà uscire davvero dalla crisi» di Errico Novi
Discutendo con Marini sul disagio nella sinistra
Non c’è più futuro per i popolari nel Pd
ROMA. Tira fendenti, non fa
Intesa a Pomigliano tra Fiat, Uilm e Fim
Accordo separato Ma la Fiom ha solo torto? Il confine tra diritto di sciopero e diritto al lavoro: Natale Forlani e Marco Revelli a confronto
di Enzo Carra
Mecucci e Paradisi • pagine 8 e 9
arini si è risvegliato, good morning Franco. E in una intervista al Corriere della Sera denuncia lo stato di disagio in cui vivono gli ex popolari all’interno del Pd. Veramente la cosa va avanti da tempo. Per accorgersene, meglio tardi che mai. In questi mesi le polemiche su questioni marginali hanno preso il posto di problemi ben più seri come la libertà di coscienza sui temi eticamente rilevanti. Si è parlato molto di feste de l’Unità che continuano a chiamarsi così. Ci si è appassionati alla storia del Grande Oriente d’Italia e alla presenza dei massoni nel Pd. Ma il vero confronto-scontro all’interno del partito è sui temi etici.
M
complimenti a nessuno. Attacca le banche e il governo, ma il problema centrale affrontato dalla sua relazione annuale è quello delle liberalizzazioni. «Accogliamo con favore le recenti dichiarazioni del governo sulla volontà di aprire una nuova stagione di liberalizzazioni. Ben vengano le riforme costituzionali utili al fine. Condividiamo la necessità di anticiparne gli effetti con legge ordinaria, che garantisca a chiunque il diritto di intraprendere senza oneri burocratici. Negli ultimi mesi abbiamo denunciato che la primavera delle liberalizzazioni si era prematuramente interrotta e il percorso riformatore procedeva con eccessiva lentezza». Insomma, sì alla modifica dell’articolo 41 della Costituzione ma, nell’attesa, ci sono cose che si possono fare anche subito. Riorganizzare poste, trasporti, energia e finanza, per esempio. a pagina 2
Duro attacco della Conferenza degli Enti locali al disegno del governo
«Incostituzionali e irricevibili»: le Regioni bocciano i tagli «La nostra è un’obiezione tecnica, non politica» dicono insieme Errani e Formigoni. Si apre una nuova, pesante grana per l’esecutivo di Franco Insardà
ROMA. Silvio Berlusconi non si sarebbe mai aspettato che i “suoi” governatori facessero fronte comune con quelli del centrosinistra per protestare contro la manovra tremontiana. Ieri mattina, invece, alla riunione straordinaria della Conferenza dei governatori è stato approvato all’unanimità un documento che definisce la manovra «irricevibile e incostituzionale» perché toglie alle Regioni i fondi ma non le funzioni. a pagina 4
Cameron presenta le conclusioni dell’inchiesta voluta da Blair
«Bloody Sunday fu un massacro» La verità arriva 38 anni dopo
PARLA SAVINO PEZZOTTA
«Ora voglio vedere che cosa dirà Bossi»
di Massimo Ciullo
di Francesco Lo Dico
LONDRA. La verità ufficiale arriva dopo 38 anni dai fatti e dopo dodici anni di inchiesta: nel «Bloody Sunday», la sanguinosa domenica del 1972 in cui i parà britannici uccisero 14 manifestanti per i diritti civili a Derry, in Irlanda del nord, furono i soldati ad aprire il fuoco per primi con «un comportamento ingiustificato e ingiustificabile», come ha spiegato il premier inglese Cameron.
ROMA. «Dopo aver inneggiato alla meritocrazia e alla virtù, al federalismo e alle grandi speranze, questo governo mette in atto un egualitarismo penalizzante che punisce tutti senza alcun criterio che non sia il fare cassa – commenta il deputato dell’Udc, Savino Pezzotta. Che a proposito del “pasticciaccio brutto” dei trasferimenti alle Regioni, aggiunge: «Con quest’ultima manovra, è come se questo governo avesse gettato la maschera. E di fronte a tali contraddizioni, non c’è populismo o sorriso d’ordinanza che tenga. Basti pensare che la Lega tace. Ecco, a questo punto, sono proprio curioso di sapere ora che dirà Bossi».
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I QUADERNI)
• ANNO XV •
NUMERO
115 •
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