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Se un po’ di sincerità
è pericolosa, molta sincerità è addirittura fatale Oscar Wilde
9 771827 881004
di Ferdinando Adornato
QUOTIDIANO • MERCOLEDÌ 6 APRILE 2011
DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVAK
Nonostante promesse e rassicurazioni dell’esecutivo, non si arrestano gli sbarchi a Lampedusa
I raid aerei non bastano più Non si può fare la guerra a Gheddafi senza volerla vincere Per fermare quanto sta accadendo in Libia serve un nuovo piano. Si combatte per Brega, ma è chiaro che l’aiuto dall’aria non fermerà il Colonnello. Serve una svolta: ecco quale Ma i voti a favore sono solo 314
Il ministro e il secondo giorno da Essebsi
La Camera promuove Berlusconi. Il Colle boccia Alfano
Maroni ostaggio per dieci ore dell’esecutivo di Tunisi
Passa per la seconda volta la bugia di Stato su Ruby. Ma Napolitano gela il Guardasigilli: «Mai riforme contro la Carta» Riccardo Paradisi • pagina 10
«Ma entrare via terra è pericoloso (per ora)» L’intervento militare in Libia, dopo una prima settimana di grande efficacia, ha perso la spinta propulsiva. A 18 giorni dall’inizio dei bombardamenti, non si capisce bene come la coalizione riesca ad andare avanti. Ne parliamo con il generale Carlo Jean.
di John R. Bolton
Era davvero la nipote? Allora si deve dimettere
Franco Insardà • pagina 6
di Gabriella Mecucci
Obama deve decidere se scendere in campo Non si affida a un trans la parente di un capo di Stato
Trattativa fiume senza sbocchi. Ennesimo vertice al vetriolo fra Lega Nord e alleati del Pdl
L’uso della forza militare in Libia proclamato da Obama ha subito una fortissima ondata di critica in tutto la politica americana. È molto diffuso il disaccordo sugli obiettivi Usa di questa missione, e molti criticano il presidente per la sua iniziale esitazione ad agire.
Disordine di governo
I migranti e Parmalat
di Achille Serra
di F. D’Onofrio
La misura è colma. Il nostro Paese appare oggi più che mai paralizzato da una conflittualità permanente che la politica non smette di alimentare. In prima fila c’è un governo pronto alla lite su ogni tema per coprire così il totale vuoto politico del proprio operato.
Si vanno intensificando le vicende che riguardano di volta in volta aspetti specifici di questa o quella parte dell’attività di governo. Si è infatti visto in un passato anche recente quanto sia difficile adottare decisioni su aspetti specifici dell’attività economica.
a pagina 6
alle pagine 4 e 5
Parla la filosofa cattolica americana Mary Eberstadt
di Maurizio Stefanini na volta si diceva che la Patria si difende anche facendo la guardia a un bidone di benzina. Adesso, la maggioranza di governo vota in Parlamento, deputati mobilitati uno per uno via sms sul cellulare, per affermare che il presidente del Consiglio difese la Patria, con il telefonare in Questura per evitare l’arresto a quella che lui credeva essere sul serio la nipote di Mubarak. Il tutto, per far scattare un conflitto di attribuzione, che potrebbe portare alla sospensione del processo. Ma in realtà, no. Perché comunque la cosa finirà alla Corte Costituzionale, e i precedenti dell’organismo garantiscono che Berlusconi ci rimetterà le penne. Perché qui è uno dei termini del grande paradosso italiano. E se era in buona fede, ci ha messo tutti a rischio
«Dio al tempo di Facebook»
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a pagina 12 seg1,00 ue a p agina 9CON EURO (10,00
La religione spiegata ai nuovi atei di Luisa Arezzo o scontro tra laici e cattolici in formato tascabile, con un eloquio leggero, volutamente destinato più alla generazione facebook che ai grandi cultori della materia? Sembra un’opera impossibile, ma Mary Eberstadt ci è riuscita. Nel suo ultimo libro Le lettere del perdente (il perdente sarebbe Dio...) la filosofa cattolica americana, research fellow
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I QUADERNI)
• ANNO XVI •
NUMERO
66 •
alla Hoover Institution della Stanford University e consulting editor di Policy Review (oltre che editorialista, fra gli altri, per Wsj, Los Angeles Times, e The Weekly Standard) riesce ad evidenziare con imbarazzante semplicità tutte le contraddizioni in cui il pensiero puramente ateo cade a contatto con il cristianesimo. a pagina 14
WWW.LIBERAL.IT
• CHIUSO
IN REDAZIONE ALLE ORE
19.30
a pagina 7