Mira Spoer e Cultura n.0 - gennaio 2011

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UNA NUOVA PROPOSTA EDITORIALE

La città di Mira conta poco meno di quarantamila abitanti e rientra nell’area metropolitana di Venezia dal 1993. Sono dati che indicano chiaramente l’importanza di questo comune che, solo per restare in campo veneto, conta più abitanti di un capoluogo di provincia come Belluno. La sua estensione, però, sicuramente una delle maggiori di tutta la penisola, ha finito per rendere dispersivo il collante abitativo. Mira, la cui origine sembra addirittura ricercarsi nell’epoca romana ed il cui nome deriva, secondo alcune fonti, da una torre di avvistamento che serviva nella difesa del territorio e da altre dal nome della Patria del santo patrono Nicolò che veniva da Myra, ha sviluppato la sua area abitativa nel medio evo col il nome di Cazoxana quale porto fluviale per i barcaioli che si trovavano fra Venezia e la Riviera del Brenta. Nel 1866 Mira è stata annessa all’Italia e l’anno successivo fu riunita in un unico comune a seguito dell’unione con le località di Oriago e di Gambarare, da qui il simbolo comunale delle tre corone a simboleggiare l’unione dei tre comuni originari. Dopo questa doverosa ricostruzione storica, andiamo a spiegare il perché di una nuova proposta editoriale. Ci è sembrato giusto dare unità ad un territorio che, come accennato, è molto esteso e sparpagliato con ben sette località che ne fanno parte: Borbiago, Gambarare, Malcontenta, Marano Veneziano, Mira Porte, Mira Taglio ed Oriago. Mira vanta eventi e risultati sportivi di grande importanza. Nel mese di giugno, in località Valmarana, nel parco prospiciente il Brenta, ha luogo la manifestazione del “Tam Tam - suoni e culture dal mondo”. Ogni anno, in primavera, ad Oriago, ha luogo “Oriago in fiore”, fiera di piante e fiori giunta alla trentatreesima edizione. In settembre si svolge la “Riviera Fiorita”, una sfilata di gondole e altre imbarcazioni (Perini - a pagina sette)

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ANNO I N. 0 - GENNAIO 2011

NASCITA, MORTE E… RESURREZIONE? Calcio Mira

Scrivere del calcio Mira è come infilare il coltello in una ferita ancora aperta. La scomparsa di questa gloriosa società calcistica avvenuta nell’estate del 2010, anche se era malata oramai da qualche stagione, è stata una pugnalata al cuore di tanti tifosi biancoverdi. Facciamo un breve excursus storico della vita della società mirese. Ufficialmente è stata affiliata alla federazione nel 1955 ma i ‘vecchi’ ricordano che già nel 1949 esisteva una squadra che si chiamava Mira anche se non partecipava a gare ufficiali. Le tappe principali sono il salto in Prima categoria nella stagione 1962/63, quello in Promozione nella stagione 1970/71 e la vittoria del torneo nella stagione 1976/77 con 2 punti più della Maranaese e la conquista del titolo regionale con la vittoria in finale contro l’Abano. Allenatore era Luciano Stevanato, mentre fra i giocatori, da ricordare soprattutto Rizzo, Gabrieli, Gazzetta, Stevanato e Biasiolo che saranno l’ossatura della squadra per alcuni anni. La prima partecipazione alla serie D, della stagione seguente

CANOA: I RAGAZZI DI ORIAGO VINCONO IL TITOLO NAZIONALE DI MARATONA

ORIAGO DI MIRA. (l.p.) Ancora un successo per i ragazzi del canoa club di Oriago. Domenica scorsa a Pescantina la società mirese si è aggiudicata il titolo nazionale di maratona. Dopo la bella prestazione in Cekia della settimana precedente, la compagine mirese si è imposta nel veronese grazie alle prove dei due big Alessandro Mainardi, argento europeo, ed Enrico Cucinotta, bronzo continentale, nella gara di 36 chilometri di C2 Junior con un tempo di 1 ora e 56 minuti. A completare la giornata il bronzo di Cristina Favaretto, altro bronzo europeo nel K1 a squadra gara classica, nel K1 ragazzi ed i piazzamenti di Massimo Zanardi, Mattia Mainardi, campione italiano Under 21, ed Andrea Sardello, i tre hanno conquistato la medaglia d’argento a squadre ai campionati italiani di discesa. Grande gioia per il presidente Paolo Zanardi che vede crescere giorno dopo giorno quanto seminato da 16 anni a questa parte e soddisfazione per il tecnico federale Alessandro Berton che lavora da quattro a Mira e sta raccogliendo risultati di grandissimo livello.

porta un onorevole piazzamento a metà classifica. Nella stagione 1979/80, sempre sotto la guida di Luciano Stevanato, riesce ad agguantare in vetta alla classifica il Montebelluna e la Casatese, grazie ad uno strepitoso rush finale. Disputa quindi lo spareggio a tre per accedere alla C2, dove viene promosso in quanto all’Appiani di Padova sconfigge per 1-0 il Montebelluna, con una rete di “Du-du” Gabrieli, su assist di Leandro Callegaro. Nella stagione 1980/81, dopo la parentesi di Angelo Furian, ritorna Giuseppe Lissandrin come presidente, mentre Mario Tonello, proveniente dallo Spinea, sostituisce Luciano Stevanato, andato alla Mostrina. La squadra si comporta ottimamente nella serie C2, ottenendo 34 punti finali, con Ennio Gazzetta capocannoniere del girone con 21 reti. Anche nei due campionati seguenti il Mira si comporta dignitosamente. Nel 1982/83 Tonello è sostituito in panchina da Dino D’Alessi. (Perini - a pagina sei)

UNA CAMPIONESSA SUO MALGRADO: ANNALISA MINESSO IL SUO SLOGAN: CORRERE È VITA

MIRA. Solare, simpatica, imprevedibile e, ciò non guasta, anche brava. Incontriamo Annalisa nel negozio 1/6 H perché gli amici Luca ed Alberto ci avevano segnalato questa ragazza che all’ultima Venicemarathon è giunta sedicesima in campo femminile. Un risultato strepitoso e c’immaginiamo un’atleta straordinaria dedita ad allenamenti e concentrazione sulla sua attività. Invece scopriamo una ragazza straordinaria per la sua semplicità, la sua normalità e per il suo modo di vivere la vita con grande praticità e serenità. Ci segnala subito che è influenzata ma che ha accettato volentieri ugualmente di parlare di sé. Partiamo dall’inizio. Da quanto gareggi? “Io lo sport lo faccio da sempre, praticamente da quando sono nata. - Ci dice stupendo subito. - Ho praticato un po’ di tutto. Il nuoto agonistico a Dolo, l’atletica con la Libertas Mira seguita da Mario Del Giudice, il Triathlon con una società di Mestre.” Ti hanno spinto in famiglia a fare sport? “No la mia famiglia, sono figlia unica, è sì sportiva ma non praticante.” E la maratona? “Il Triathlon, come si sa, sono tre specialità: nuoto, corsa e bicicletta, è molto impegnativo e richiede uno sforzo notevole in discipline così diverse, non mi dispiaceva però durante un allenamento in bicicletta fui vittima di un incidente. Quando mi ripresi decisi di dedicarmi solo alla corsa e così è partita l’avventura in maratona.” Annalisa abita a Mira ma lavora a Venezia in un’agenzia di viaggi, attualmente gareggia per l’Assindustria di Padova su suggerimento del suo ‘vate’ Mario Del Giudice. Chi è il tuo allenatore? “Risposta secca ed indicativa dell’atteggiamento dell’atleta. - Non ho allenatori e non ne voglio. Io faccio sport per il piacere di farlo, lo faccio volentieri perché posso farlo come e quando voglio, se dovessi adattarmi ad allenamenti rigidi ad imposizioni forzate perderei il gusto di correre. Io lo faccio col cuore, correre è una passione e non importa se fa caldo o freddo se piove o nevica, correre mi fa star bene e per questo non voglio nè tabelle nè allenatori (Perini a pagina quattro)


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