ANNO DELLA VITA CONSACRATA, 30 novembre 2014 - 2 febbraio 2016 Anno IV, n°39 - Luglio 2015
Notiziar io de l Santuar io de l Beato Lu ig i Mar ia Monti - Saron no
sommario
Editoriale
Editoriale 1-2
PER...APPROFONDIRE Padre Monti e dintorni Con Maria, come Maria Giocando con Dio
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PER...pregare Il mio “Grazie” a Padre Monti Preghiera per le vocazioni Una preghiera per...
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PER...riflettere Le parole montiane Parole e fuoco Tracce per una lettera da Saronno
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PER...testimoniare Riconoscere vocazioni Emanuele e Bonifacio
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PER...incontrarsi Glossolalie 6 Vita di famiglia 8-9 Lettere alla redazione 10
PER...conoscere Forse non sapevate che... La porta aperta
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PER...conoscersi La Giovinezza dei vecchi
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Non permettere che s’intristiscano di Aurelio Mozzetta
Maria Francesca è una donna di grande cultura, teologicamente preparata e appassionata di Cristo. Talora mi racconta qualcosa della propria vita di cristiana fedele, convinta e non anonima. Un’amicizia solida la nostra, fondata sulla passione per il Vangelo. Tra le molte condivisioni, mi capita di ricordare oggi le parole piene di rammarico che lei mi diceva tempo fa: ‘per diversi mesi avevo girato tutte le chiese dei dintorni e mai trovavo quello che cercavo. Se non la troviamo lì la Parola, nella messa della domenica, dove andare a cercarla?’ Ora, l’amica Emme Effe è tornata a riprendere quel discorso. Non è la prima volta che lo fa, in verità: succede spesso, infatti, che si parli di ‘cose di chiesa’, per mail o per telefono o, quando possibile, anche di persona. In questo caso, però, mi ha colpito molto la sua appassionata richiesta finale: “non permettete mai che i vostri fedeli si intristiscano”… Il diritto alla Parola di Dio. Questo MF mi sta dicendo o, quantomeno, io capisco che questo lei voglia rivendicare: il diritto ad avere la Parola dalle persone e nei luoghi deputati a condividerla.
Proprio perché “fedele”, chi va a messa non ci va per passatempo e neppure per godere d’una rappresentazione scenico-devozionale, come a teatro. Ci va per incontrare Dio. Il primo a farlo, cioè a voler incontrare Dio, è proprio il sacerdote celebrante.
Anch’egli è un fedele che ha diritto ad avere la Parola. E solo in quanto tale - cioè uno che ha avuto la Parola e da essa viene nutrito egli può parlare agli altri del Signore Gesù. Paolo dice: io l’ho ricevuta e per questo la posso trasmettere a voi (cfr 1Cor 11,23 e 15,3). C’è, dunque, un diritto-dovere a ricevere la Parola e c’è un dirittodovere a trasmetterla.
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