Welcome
Il tema della cover di questo numero è, per la seconda volta, la donna, vista da occhi "meno umani". Nell'era digitale in cui viviamo, l'Intelligenza Artificiale (AI) sta rapidamente diventando una forza trainante per il cambiamento in tutti gli aspetti della nostra vita. Da semplici assistenti virtuali a complessi algoritmi di apprendimento automatico, l'AI sta trasformando le nostre abitudini quotidiane e sta plasmando il futuro in modi sorprendenti e innovativi. Non c'è dubbio che l'Intelligenza Artificiale stia rivoluzionando il modo in cui lavoriamo, interagiamo e persino pensiamo. Grazie alla sua capacità di analizzare grandi quantità di dati e identificare modelli e tendenze, l'Intelligenza Artificiale può aiutarci a prevedere epidemie, ottimizzare le cure mediche personalizzate e sviluppare soluzioni innovative per affrontare il cambiamento climatico e la povertà. Tuttavia, non possiamo ignorare le sfide etiche e sociali che accompagnano questa rivoluzione tecnologica. Dobbiamo garantire che l'IA sia utilizzata in modo responsabile e equo, rispettando i diritti umani, la privacy e la dignità delle persone.
La cover a tema DONNA di questo numero è stata generata con l'AI da un'idea di Francesco D'Isa. Il testo di questo editoriale è stato interamente generato con l'AI.
“Twenty years from now you will be more disappointed by the things you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines, sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails” - Mark Twain –
ELITISM FLORENCE
There’s beauty all around you
Issue n° 26
April | May | June 2024
Quarterly ~ Florence ~ Italy
EDITOR
Francesca Querci
VICE - EDITOR
Francesca Cellini
DESIGN + COVER
Sally Studio + Giulia Vezzosi
CONTRIBUTORS
Serena Becagli, Sabrina Carollo, Marta Matteini, Cristina Tedde,
PHOTO CREDITS
Giulia Vezzosi
TRANSLATIONS
NTL traduzioni
PRINTING
IGV s.r.l. - Piazza Nasoni, 4 San Giovanni Valdarno (AR)
PUBLISHER
F Society SAS Via del Leone 37, Firenze p.iva 06722440481
Aut.Trib. - Firenze N. 6048 del 14 Aprile 2017
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ABOUT THE COVER Pensata e realizzata da Francesco D’Isa di formazione filosofo e artista digitale, ha esposto internazionalmente in gallerie e centri d’arte contemporanea. Dopo l’esordio con la graphic novel I. (Nottetempo, 2011), ha pubblicato saggi e romanzi per Hoepli, effequ, Tunué e Newton Compton. Il suo ultimo romanzo è La Stanza di Therese (Tunué, 2017), mentre per Edizioni Tlon è uscito il suo saggio filosofico L’assurda evidenza (2022). Di recente pubblicazione la graphic novel “Sunyata” per Eris edizioni (2023). Direttore editoriale della rivista culturale L’Indiscreto, scrive e disegna per varie riviste, italiane ed estere.
Le informazioni diffuse hanno finalità divulgative, le fonti utilizzate riflettono le esperienze e le opinioni degli Autori. I link citati e le immagini tratte da altri siti sono proprietà dei rispettivi Soggetti. L’Editore, che ha posto ogni cura nel citare correttamente la fonte, si dichiara disponibile a pubblicare eventuali rettifiche per involontarie citazioni improprie. L’Editore e gli Autori di Elitism declinano ogni responsabilità per uso improprio delle informazioni riportate o da errori relativi al loro contenuto.
p. 4
0 WELCOME
FLORENCE & TUSCANY
1 MIDA p. 10 + 11
3 L'INCANTO DI ORFEO p. 14 + 15
5 NEL CHIANTI p. 20 + 21
p. 26 + 27
7 IL POSTERINO DI SIENA
p. 30 + 31 + 32
10 TRA ARTE E FRAGILITA' URBANE
12 PETS OF FLORENCE p. 36 + 37
8 KEIKO p. 28
11 DAVIDE RIVALTA p. 34 + 35
14 ESTATE 2024 p. 44 + 45
con tents
16 PITIGLIANO p. 47
2 SCEGLI IL MUGELLO p. 12 + 13
4 ALFREDO VOLPI p. 16 + 17
6 LA SPECOLA p. 22 + 23
9 1 CODA ALLA VOLTA p. 29
13 GROSSETO p. 38 + 39
15 ANTONELLO GHEZZI AL MUDAC p. 46
Mida 24
Cresce l’attesa per MIDA, la 88°Mostra Internazionale dell’Artigianato, la prima mostra consumer certificata d’Italia, promossa e organizzata da Firenze Fiera in collaborazione con le principali istituzioni e associazioni di categoria, che aprirà i battenti alla Fortezza da Basso dal 25 aprile al primo maggio. Novità assoluta dell’edizione 2024 sarà la contemporaneità con la 9° edizione del Salone dell’Arte e del Restauro, il principale evento fieristico in Italia nel campo della conservazione, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale artistico mondiale, che nei suggestivi locali dei Quartieri Monumentali vedrà la partecipazione del Ministero della Cultura Italiana, di imprese, enti e di tutte le più importanti realtà legate al mondo dei beni culturali.
Sarà ancora una volta il padiglione Cavaniglia ad
accogliere progetti selezionati per la valorizzazione dell’artigianato artistico internazionale, partendo proprio dalla Toscana.
Alla Sala della Volta torna la Mostra tra artigianato e design curata da OMA - Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte, Soggetto strumentale di Fondazione CR Firenze con pezzi unici e rappresentativi del ‘saper fare’ fra manualità e nuove sperimentazioni.
Forte del successo delle ultime edizioni, in collaborazione con la Scuola le Arti Orafe (LAO) MIDA 2024 allestirà alla Polveriera un’area interamente dedicata alla formazione orafa.
Per sancire ancora una volta il connubio fra arte, artigianato e collezionismo, sulla scìa del successo dell’edizione 2023, torna Officina Bardini in Fortezza, la mostra allestita alla Sala Ottagonale, promossa e organizzata dal Comune di Firenze e MUS.E, Direzione Regionale Musei della Toscana, Museo e Galleria Mozzi Bardini e Università degli Studi di Firenze, in collaborazione con MIDA.
L’edizione n.88 si svolgerà per il secondo anno consecutivo in contemporanea con ABITA, la ‘mostra del vivere oggi’, organizzata da Sicrea Srl, dove, negli ampi spazi del padiglione Arsenale.
More infos: mostraartigianato.it
Scegli il Mugello
PER UNA FUGA PRIMAVERILE
La stagione calda è alle porte, la voglia di stare all’aria aperta e di socializzare ti spingono a cercare la meta ideale dove staccare la spina?
Vieni a trascorrere un’esperienza, un soggiorno, un weekend gustando appieno la natura del Mugello, la sua aria incontaminata, i suoi ritmi lenti, la sua bontà gastronomica come i tortelli di patate o il vino biologico.
A primavera il Mugello regala paesaggi ameni, che svuotano la mente e riempiono il cuore. In questa terra tante sono le esperienze da vivere e condividere:
qui puoi scegliere di poterti rilassare oppure dedicare al trekking seguendo i crinali dell’Appennino fiorentino, pedalare in sella alla propria bici, praticare golf, sport acquatici oppure ammirare il panorama dall’alto in un volo di aliante. Non mancano passeggiate a cavallo, laboratori in fattorie, pic-nic tra gli alpaca, degustazioni in vigna, aperitivi in palazzi storici oppure pratiche yoga al tramonto sul lago, insomma… In Mugello non manca proprio niente.
Scopri tutte le 100 + 1 esperienze del Mugello
Ti aspettano anche tanti eventi tipici che caratterizzano e animano i borghi dei centri abitati. Tieniti informato su mugellotoscana.it
L’incanto di Orfeo
NELL’ARTE DI OGNI TEMPO, DA TIZIANO AL CONTEMPORANEO
da un progetto di Sergio Risaliti a cura di Sergio Risaliti e Valentina Zucchi
PALAZZO MEDICI RICCARDI
Dal 20 marzo all’8 settembre 2024
Baccio Bandinelli, Orfeo che incanta cerbero, Palazzo Medici Riccardi, Firenze Foto ©Antonio Quattrone
Si intitola “L’incanto di Orfeo” la grande mostra promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da MUS.E - che, a partire dal 20 marzo e fino all’8 settembre 2024, vedrà Palazzo Medici Riccardi ospitare circa 60 opere d’arte dedicate a una delle più importanti e immortali figure del mito classico. Dipinti e sculture, disegni e manoscritti, installazioni e film, che spaziano dall’antichità ai nostri giorni. A partire dallo splendido rilievo marmoreo neoattico con Orfeo, Euridice ed Hermes, proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che raffigura il secondo e definitivo distacco del cantore dalla sua amata - fonte d’ispirazione per il poeta Rainer Maria Rilke, autore dei ‘Sonetti a Orfeo’ - fino alle opere di Tiziano, Parmigianino, van Honthorst, Bruegel il Vecchio, Rembrandt, Delacroix, Moreau, Redon, Feuerbach, De Chirico, Cocteau, Savinio, Melotti, Twombly e Paladino provenienti da prestigiose istituzioni culturali italiane e internazionali - dalle Gallerie degli Uffizi al Musée du Louvre di Parigi, dal Mart di Trento e Rovereto
Anselm Feuerbach, “Orfeo ed Euridice”, 1868-1869, olio su tela, Belvedere Wien
al Kunsthistorisches Museum e al Belvedere di Vienna, dal MANN e dal Palazzo Reale di Napoli ai Musées de Beaux-arts di Blois e di Marsiglia, dal Museo Nazionale del Bargello all’Accademia Carrara di Bergamo, dal Museo di San Marco alle Biblioteche Laurenziana e Riccardiana di Firenze - oltre che da collezioni private e grazie a una speciale collaborazione con l’Archivio del Teatro del Maggio Fiorentino. Una mostra che affonda le radici nei tempi più antichi del mito e ruota attorno alla figura multiforme e metamorfica di Orfeo, poeta, musico e cantore, compagno di viaggio degli Argonauti, sposo prima infelice e poi disperato di Euridice, inconsolabile vedovo dilaniato dalle Baccanti.
Palazzo Medici Riccardi Tel. +39 055-276 0552/ info@palazzomediciriccardi.it Via Cavour 3, 50121 – Firenze palazzomediciriccardi.it Orario: tutti i giorni 9:00 - 19:00, mercoledì chiuso
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Alfredo Volpi
LUCCA-SÃO PAULO, 1896-1988
A CURA DI CRISTIANO RAIMONDI CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI - PRATO DAL 16 MARZO AL 9 GIUGNO 2024
Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci presenta la prima retrospettiva di Alfredo Volpi in un’istituzione italiana. La mostra Alfredo Volpi: Lucca-São Paulo, 1896-1988 presenta per la prima volta in Italia più di 70 opere che testimoniano i momenti salienti della carriera dell'artista, dalle prime tempere degli anni Quaranta fino alle opere più note degli anni Settanta. Nel corso della sua vita Volpi ha presentato più volte i suoi dipinti in Italia: nel 1963 l’Ambasciata del Brasile a Roma ospitò una sua mostra personale, seguita l’anno sucessivo dall’inclusione nella Biennale di Venezia. Alfredo Volpi: Lucca-São Paulo, 1896-1988 è la prima retrospettiva dedicata da un’istituzione italiana a uno dei protagonisti
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dell’arte brasiliana e internazionale del secolo scorso. La mostra, curata da Cristiano Raimondi con l’assistenza di Daniel Donato Ribeiro, si svolge nel 150° anniversario dall’inizio dell'Immigrazione italiana in Brasile, nella stessa regione in cui Alfredo Volpi era nato e che era stato costretto a lasciare.
Nel 1898 Alfredo Volpi (1896-1988) emigrò con la famiglia dalla Toscana a São Paulo. Nello stesso periodo, tra Otto e Novecento, quasi tre milioni di immigrati italiani arrivarono in Brasile. I suoi primi dipinti en plein-air mostrano già un'attenta osservazione della vita quotidiana nelle periferie di São Paulo, continua fonte di ispirazione per la loro cultura popolare, i paesaggi naturali e le vedute urbane. Nonostante il grande successo ottenuto negli ultimi tre decenni della sua vita, Volpi rimase riservato e concentrato sul suo lavoro.
A partire dagli anni Quaranta, iniziò a sperimentare la tecnica della tempera, rendendo sempre più il movimento della pennellata un elemento visibile e costitutivo del dipinto. Il suo trattamento della superficie piana diventò più strutturato: i volumi si appiattirono, il colore steso in strati sottili e trasparenti assunse valore assoluto. Nonostante la formazione autodidatta, Volpi rivelò di aver assorbito la lezione del Novecento Italiano e delle ricerche internazionali: tra i suoi riferimenti, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Henri Matisse e Paul Cèzanne. Nel 1950, poi, durante un viaggio in Italia, Volpi scoprì le opere di Margaritone d'Arezzo, Giotto e Paolo Uccello, che gli ispireranno soluzioni spaziali sospese e cristalline, come prive di gravità. In particolare durante la sua fase "concreta" alla fine
degli anni Cinquanta, Volpi trasformò in sintassi geometrica le vedute urbane tipiche della sua produzione, sviluppando lungo gli anni Sessanta e Settanta una sintesi unica tra tradizione, modernità e motivi popolari. Le sue famose bandierine, stendardi festivi dei quartieri popolari di São Paulo, diventano così un puro motivo geometrico che permette a Volpi di realizzare infinite variazioni cromatiche e compositive sullo stesso soggetto.
Promossa e organizzata da Fondazione per le arti contemporanee in Toscana – Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, istituzione fondata da Comune di Prato e sostenuta dalla Regione Toscana, la mostra è sostenuta da Ambasciata del Brasile, 150° Immigrazione italiana in Brasile, Istituto Alfredo Volpi de Arte Moderna, Almeida & Dale e Finarte centropecci.it
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88A MOSTRA INTERNAZIONALE
Nel Chianti
IL FUTURO SI COLTIVA TRA I CAMPI.
LA SCUOLA PER CONTADINI REALIZZA I SOGNI DEI PIÙ GIOVANI: LAVORARE IN FATTORIA
Nella vita da aspiranti contadini c’è spazio per una scuola che fa sognare e insegna ai più giovani a realizzare i propri desideri, a formare nuovi talenti e seminare passioni per la terra, ad investire idee e vocazioni in un percorso formativo professionalizzante che potrà offrire garanzie concrete. Piccoli agricoltori crescono e con loro i mestieri di una volta. L’identità di un’area, il Chianti, che non rinuncia alle proprie radici si affida alla determinazione delle nuove generazioni. Sono le ragazze e i ragazzi, tra i 14 e i 18 anni, della Scuola per contadini del Chianti che punta a creare nuove leve nel settore dell’agricoltura, ad individuare gli eredi di una tradizione che si innova attraverso la coltura biologica e la valorizzazione e la tutela della biodiversità. L’agricoltura del futuro è quella che si forma sul campo alternando lezioni in aula e laboratori e attività agricole outdoor, tra le
vigne e gli ulivi. La priorità è offrire ai giovani che hanno abbandonato gli studi e non solo una strada gratuita, senza alcun costo per le famiglie, che permetta loro di acquisire competenze specifiche, qualificarsi nel settore grazie alla collaborazione delle aziende del territorio e avere nell’immediato uno sbocco professionale, come è accaduto al 90 per cento degli allievi che hanno frequentato le varie edizioni del corso, nato più di dieci anni fa. Il corso triennale di istruzione e formazione professionale come operatore agricolo permette l’assolvimento
dell’obbligo scolastico e si appresta ad aprire una nuova classe di agricoltori a settembre 2024. Il corso, finanziato dalla Regione Toscana attraverso fondi ministeriali nell'ambito di GiovaniSì, si compone di 3168 ore complessive di cui 1184 di lezioni teoriche, 1184 di attività laboratoriale e 800 ore di stage alternanza scuola lavoro nelle imprese del territorio.
Le iscrizioni sono aperte.
Info: Chiantiform, via della Libertà 57 San Casciano in Val di Pesa, tel. 055 8294624, info@chiantiform.it.
La Specola
UN TESORO RITROVATO
Era dalla gita di terza media che non mettevo piede al Museo della Specola.
Pressoché bambina, arrivando dalla Sardegna, rimasi estasiata davanti a tutti quei tesori riposti ordinatamente nelle teche. Le farfalle variopinte, tigri e ippopotami impagliati, le cere anatomiche che avevano quel sapore da romanzo fantascientifico di fine '800.
Rimetto piede nel Palazzo Bini Torrigiani, qualche giorno fa e per ironia della sorta, adesso vivo a due passi dal museo.
Tredici sale, che fanno ammirare al visitatore 700 mq di nuove collezioni.
Al percorso d'origine, ora vi sono visitabili, due nuove ali che custodiscono reperti di mineralogia e le prime opere di ceroplastica tra cui le cere botamiche mai
esibite prima d'ora.
Nuove illuminazioni, danno prestigio alle cere anatomiche che si compongono di 1400 pezzi realizzati tra il Diciottesimo secolo e inizi del Diciannovesimo, oltre che le tavole di cera di istologia e patologia botanica, realizzate da Clemente Susini in collaborazione con lo scienziato Giovan Battista Amici. A queste, si aggiungono i 3000 reperti del Salone degli Scheletri ed i 5000 esemplari delle 23 sale di Zoologia.
Alcune sezioni, sono visitabili solo con guida e su prenotazione aggiuntiva al biglietto d'ingresso, ma consiglio vivamente la maestosa Tribuna di Galileo ed il Torrino Astronomico
Tre ore trascorse tra preziose collezioni medicee di pietre lavorate tra coppe, vasi e ed altri suppellettili ornamentali.
Vedere attraverso l'evoluzione dei minerali, la storia della Terra e del Sistema Solare.
Pezzi rari da non perdere, le tormaline ed ematiti dell'isola d' Elba e gli enormi topazi e cristalli del Brasile.
La riapertura della Specola, abbraccia tanti degli eventi proposti per la celebrazione dei 100 anni dell' Università di Firenze e con la riapertura del 21 febbraio scorso, ha spento 249 anni.
Fu il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena il 21 febbraio del 1775, ad istituire quello che ai tempi, venne chiamato " Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale", che vanta tra i priminati ache quello di essere accessibile a tutti, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza.
Un pezzo di Storia a 360 gradi dunque, che non ha mai smesso di regalare reperti nemmeno durante i lavori. Nel cortile infatti, sono stati rinvenuti oltre venti vasi ed orci fiorentini, risalenti al Quattordicesimo secolo.
I biglietti sono acquistabili in loco ed on line sul sito Vivaticket o sulla pagina del Museo stesso ad un costo di 10 euro.
Un viaggio nel viaggio, alla scoperta ed alla riscoperta.
Cristina Tedde1 coda alLa volta ..per salvarli TUTtI!
Tra arte e fragilità urbane
Scrivo questo articolo subito dopo aver parlato all’interno di un panel tutto al femminile dal titolo Città fragile: colloquiare tra arte e fragilità urbane (Prato,16 marzo 2024, PrismaLab e Circolo Curiel) insieme ad architette, antropologhe, donne impegnate nel volontariato, urbaniste, storiche dell’arte e ricercatrici, in una giornata dedicata all’arte contemporanea che si misura con le fragilità di una città, organizzata da Dryphoto arte contemporanea all’interno del progetto Arte contemporanea e città fragile.
Il mio intervento doveva raccordare il pensiero sulla città con l’arte contemporanea, all’interno
di una discussione in cui è emersa la necessità di ripensare le città a misura di tutti e soprattutto dei più fragili. Se da Vitruvio a Le Corbusier il modulo a cui rapportarsi è un uomo (bianco, maschio, occidentale), le architette e le urbaniste ci hanno fatto capire che l’unità di misura deve cambiare, anche nei luoghi del potere, in cui spesso persino gli oggetti sono pensati per gli uomini, a partire dall’altezza del leggio e del microfono per le conferenze.
Ho pensato quindi di parlare di un’opera che ha segnato l’ingresso alla città di Prato dal 1993 al 2001, Untitled (1993) dell’artista americana Barbara Kruger (Newark, New Jersey, Stati Uniti, 1945)
Barbara Kruger, Untitled (Prato), 1993 Installazione ambiente. Collezione del Centro Pecci, Pratorealizzata quando fu invitata dall’allora direttrice del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Ida Panicelli, a partecipare alla mostra Inside Out. Museo Città Eventi. Un segno lasciato nella città da un’artista donna, invitata da una direttrice donna. Penso a quanto può essere potente e fragile un’opera nello spazio pubblico, me la ricordo perfettamente, segnava il mio arrivo in città negli anni in cui iniziavo a guidare e a frequentare Prato. Un segno bidimensionale, non una solida scultura pesante. Un segno che poteva all’apparenza confondersi con i manifesti pubblicitari. Kruger proviene, infatti, dal mondo della comunicazione e della grafica, e forse anche per questo mi sta ancora più a cuore il suo lavoro. Penso a una fragilità legata anche al destino di un’opera di arte pubblica, che può anche sparire, essere smontata, in base ai cambiamenti della città. Un’arte che scende dal piedistallo e che parte da un ascolto di quello che le sta attorno.
TU
ANNI
TU SEI UN ROTOLO DI TESSUTO DALLA NASCITA ALLA MORTE
TU SEI FASCIATO COME UN NEONATO VESTITO COME UNA STELLA E AVVOLTO COME UN CADAVERE.
Questa scritta a caratteri bianchi, su sfondo rosso, appariva ai lati di un enorme occhio in bianco e nero che osservava il passante. Ovviamente il riferimento era all’industria tessile della città e alla ditta Imex Lane che ospitava sul suo muro esterno l’opera, rimasta lì fino al 2001 e ci auguriamo che il Centro Pecci e la città trovino il modo di collocarla di nuovo. Barbara Kruger usa un lettering (font futura bold) e delle immagini prelevate dal mondo delle riviste, dove imperano gli stereotipi della donna-oggetto che lei preleva e stravolge per portare avanti lotte sociali, femministe e antirazziste. Sono celebri i suoi slogan “I shop therefore I am”, “Your body is a battleground” o “We don’t need another hero”, tutti associati a delle battaglie contro una società consumistica e maschilista. Nell’opera di Prato introduce invece un testo più complesso, una poesia che immette tra i rumori delle strade, parole di fragilità: un memento in cui il protagonista è il corpo, nella sua finitezza, nella sua vulnerabilità.
Non potevano che partire da Dryphoto e dal curatore del progetto Andrea Abati, artista e fotografo che porta avanti una riflessione sulla trasformazione con la serie fotografica “I luoghi del mutamento”, queste riflessioni sulla “città fragile”.
Avevo già parlato su queste pagine del progetto di arte pubblica “Piazza dell’Immaginario” a cura di Alba Braza iniziato da Dryphoto dal 2014, nel quale dal 2023 si è aggiunta l’opera di Stefano Boccalini GuardareAscoltareSognare, anche lui tra i protagonisti della giornata Arte contemporanea e città fragile.
In questo intervento di arte pubblica avviene un tentativo di intercettare il passante, e di interrogarlo come fosse parte di un “noi”. Sappiamo guardare? Sappiamo ascoltare? Sappiamo sognare? Parole non urlate, ma quasi sussurrate sulle pareti quelle di Boccalini, artista e docente di Arte Pubblica alla NABA di Milano e direttore artistico di Ca’Mon (centro di comunità per l’arte e l’artigianato della montagna), Monno, Brescia, che il 16 marzo ha presentato la nuova opera Ora tocca a noi, 2024, una tovaglia realizzata con la tecnica dello sfilato su tessuto di lino dall’artigiana Laura Minelli.
Nella stessa giornata Dryphoto ha invitato un artista che fa della relazione il punto di partenza. Massimo Ricciardo (1979 Darmstadt, D) con l’azione Ambo ha interagito e interpretato alcune pratiche del circolo Curiel di Prato coinvolgendo i presenti in un pranzo condiviso composto da ricette pensate insieme ai i cuochi del circolo, e una particolare tombola d’artista, con delle cartelle su cui l’artista ha aggiunto ai numeri abituali alcuni disegni e simboli
Stefano Boccalini, GuardareAscoltareSognare, 2023, installazione permanente, Macrolotto Zero, Prato, per Ripensare Piazza dell’Immaginario, 2023, a cura di Alba Braza; Bert Theis, Growing House, documentazione dell'opera realizzata da Theis a Shenzhen in Cina nel 2004 e stampata per l'edizione del 2015 di Piazza dell'Immaginario, a cura di Alba Braza.
rintracciati nel quartiere e nella città. Per l’artista la migrazione è uno dei fenomeni che caratterizzano la contemporaneità, ma anche un leitmotiv nella sua ricerca artistica e della sua biografia; nato a Darmstadt da genitori italiani, migrante di ritorno nella Sicilia dei tardi anni Ottanta, si trasferisce a Firenze e Potsdam per gli studi e infine approda a Torino.
L’obiettivo di Arte contemporanea e città fragile è consentire alle persone di essere parte di processi di creazione condivisi di senso e di significato, costruire un racconto corale, attraverso spazi relazionali spesso non codificati e ignorati, dare spazio a modelli di produzione artistica più comunitari che attivino politiche urbanistiche e tengano conto delle differenze di genere e delle fragilità.
Per questo nel progetto è stato coinvolto F&D Foto e Dintorni, un gruppo della Salute Mentale territoriale Pratese, Azienda Usl Toscana Centro, che descrive in immagini e con ironia lo stato del quartiere. Nella giornata anche il gruppo ToccaUnoToccaTutti, composto da artisti, curatori indipendenti, sindacalisti e operatori di discipline diverse che hanno affiancato le lotte operaie del movimento 8x5 degli ultimi tre anni nel distretto tessile e abbigliamento di Prato. Anche gli studenti dell’IIS Carlo Livi hanno esposto alcuni foto-libri sui quali esprimono le proprie riflessioni sul quartiere e la città.
Dal libro di interviste ad alcune abitanti del quartiere “Via delle Segherie. Prato, la città che cambia”, edizione Gli Ori, 2022 di Gisella Curti sono state fatte delle letture da: Cristina Abati, Benedetta Tosi, Gianna Pacini e Rosanna Pasquariello. La mattinata è stata aperta dall’incontro sulla “Città fragile”, al quale io stessa ho partecipato, con: Lulghennet Teklè e Serena Zarrini, rispettivamente presidenti dell’Ordine degli Architetti PPC Provincia
di Prato e della Provincia di Pistoia; Daniela Poli, coordinatrice del master Città di Genere, Metodi e tecniche di pianificazione e progettazione urbana e territoriale dell'Università di Firenze; Maddalena Rossi, vicepresidente del Cds Pianificazione della Città, del Territorio e del Paesaggio dell'Università di Firenze con sede al Pin di Prato; Maria Petrà, presidente della Sezione Femminile della Misericordia di Prato; Olivia Burchietti, ricercatrice presso l’Università di Trento; Sara Catalano, antropologa; moderato Silvia Giagnoni, scrittrice e docente universitaria.
Il progetto è stato realizzato da Dryphoto con il sostegno di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2023, con il patrocinio di Comune di Prato, Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Prato, Azienda USL Toscana Centro, in collaborazione con IIS Carlo Livi, Circolo Curiel e Comitato di via delle Segherie.
Arte contemporanea e città fragile, a cura di Andrea Abati. Incontro pubblico, pranzo condiviso e presentazione delle opere e dei progetti, 16 marzo 2024, PrismaLab e Circolo Curiel, Prato. Foto Irene Tempestini.
Davide Rivalta
GORILLA
SPIAGGIA DELLA FENIGLIA (VARCO 2), ANSEDONIA
L’opera Gorilla, una fusione in bronzo di circa tre metri di altezza, posizionata sulla spiaggia della Feniglia, in una zona accessibile solo a piedi, è stata immaginata dall'artista come una presenza solitaria destinata a rivelarsi gradualmente ai visitatori e ai bagnanti durante l'estate, per stimolare un incontro casuale tra vegetazione, umani e animali, evocando l’atmosfera suggestiva e selvaggia tipica della riserva naturale che collega il promontorio di Ansedonia al Monte Argentario. Contemporaneamente, una seconda opera, Scimpanzé, vivrà sugli scogli in prossimità dei resti del Porto Etrusco presso la Tagliata di Ansedonia, per collegare idealmente i due accessi dal mare al promontorio. Entrambe le sculture rappresentano un continuum tra le prime opere del processo scultoreo di Rivalta e il suo attuale riconoscimento internazionale; sono infatti la prima serie di animali realizzata dall'artista che simboleggia il suo esordio. L'esposizione in Maremma segna inoltre la conclusione di un itinerario che ha attraversato diverse
istituzioni italiane ed estere: partendo dalle cime innevate di Gstaad, in Svizzera (2019), per proseguire fino a La Galleria Nazionale diRoma (2022), il Castello di Brescia (2023) e il Palazzo Reale di Torino (2023). Con il patrocinio del Comune di Orbetello In collaborazione con Marco e Roberto Niccoli
Hypermaremma nasce nel 2019 come Festival d’arte diffusa nel territorio maremmano con un programma che si estende per tutto l’anno. Fondata come Associazione di Promozione Sociale dai galleristi Carlo Pratis e Giorgio Galotti assieme al collezionista Matteo d’Aloja, ha l’obiettivo di coinvolgere la bassa Maremma attraverso l’intervento di artisti contemporanei che, invitati a relazionarsi con il territorio e la sua storia, siano capaci di innescare una rilettura del paesaggio e delle atmosfere del luogo, lasciando un segno artistico che contribuisca al turismo culturale e all’attivazione di sinergie e collaborazioni con la comunità e le maestranze locali.
Davide Rivalta "Gorilla" 2019-2024 Courtesy HyperMaremma collezione Marco e Roberto NiccoliPets of Florence
OWNER: DAVIDE
PET: ROMEO
"Tale cane..tale padrone". Mai detto fu più azzeccato per Davide e il suo Romeo. Li vedi passeggiare e non puoi che pensare che la somiglianza tra cane e padrone esista davvero. Davide ha un sorriso aperto, è un ragazzo alto con bellissimi riccioli scombinati, è solare ed ha una passione: l'arte. Ha bisogno di esprimersi, liberamente, e lo fa dipingendo quasi tutti i giorni nello studio in Oltrarno mentre Romeo si rilassa sul grande divano arancione e lo osserva con occhi adoranti. Nessuna regola, nessuna costrizione "voglio dipingere quello che sento, mi fa stare bene". La sera lavora in uno dei locali più conosciuti di Firenze: il Volume, in piazza Santo Spirito. Romeo, è sempre con lui. Lo segue, lo guarda negli occhi per chiedergli conferme, gli scodinzola continuamente. Davide mi confessa che per lo stile di vita che ha, Romeo rappresenta un grande impegno, è che è arrivato qualche anno fa quando le cose erano strutturate diversamente nella sua vita: "ma non potrei mai immaginarmi senza di lui, è parte di me e di tutto quello che mi gira intorno, tutte le persone che conosco gli vogliono un bene infinito". Impossibile non volergliene.
Grosseto
CITTÀ EUROPEA PIONIERA DEL TURISMO VERDE E INTELLIGENTE
La città di Grosseto si è aggiudicata il prestigioso titolo di "città europea pioniera del turismo verde e intelligente", un riconoscimento di spicco conferito dalla Commissione Europea alle destinazioni che si sono distinte per l'implementazione di strategie innovative e sostenibili nel settore turistico.
La vittoria di Grosseto è il risultato di un impegno a lungo termine per promuovere un turismo consapevole e sostenibile, che risponda alle esigenze delle comunità locali e dei visitatori, senza compromettere le risorse naturali e culturali del territorio. Attraverso iniziative innovative e progetti mirati, Grosseto ha dimostrato la sua capacità di coniugare lo sviluppo turistico con la conservazione
dell'ambiente e la promozione della cultura locale. Una delle chiavi del successo di Grosseto è stata la sua visione integrata del turismo, che ha incorporato pratiche sostenibili in ogni aspetto dell'esperienza turistica. Mai stati a Grosseto? Sappiate che è considerata la porta d'ingresso alla Maremma, rinomata per le sue spiagge incontaminate, come quelle della Riserva Naturale della Feniglia e della spiaggia di Marina di Alberese, e per le sue riserve naturali, che offrono la possibilità di avvistare una ricca varietà di fauna selvatica. Grosseto vanta un patrimonio storico e culturale ricco di testimonianze, tra cui il maestoso Duomo di San Lorenzo, costruito nel XII secolo in stile romanico-gotico, e la Cittadella Medicea, una fortezza rinascimentale che domina il centro storico della città. Inoltre, Grosseto
ospita vari musei e gallerie d'arte che permettono ai visitatori di immergersi nella storia e nell'arte della regione. Grazie alla sua posizione privilegiata, offre numerose opportunità per gli amanti della natura e delle attività all'aperto. Dai trekking e le passeggiate a cavallo nel Parco Naturale della Maremma, alle escursioni in bicicletta lungo la pista ciclabile della Via degli Acquedotti, fino alle gite in barca lungo la costa per scoprire le grotte marine e le calette nascoste.
La ricetta
Ilconsiglio
Preparate un contenitore con acqua e succo di limone, dove immergerete i carciofi appena puliti per evitare che anneriscano. Proteggete le mani con dei guanti in lattice mentre maneggiate i carciofi. Rimuovete le foglie esterne più spesse fino ad arrivare a quelle tenere, poi recidete le sommità più dure e anche il gambo. Tagliate i cuori di carciofo a metà, privateli della barbetta interna e ricavate degli spicchi. A questo punto immergeteli nell’acqua e limone precedentemente preparata. Sbucciate le patate e tagliatele a cubetti. In un tegame irrorato con olio unite la cipolla tritata, e quando sarà ben rosolata, i carciofi e le patate. Aggiustate di sale e pepe. Aggiungete il brodo vegetale e lasciate cuocere per 20 minuti. Nel frattempo, in abbondante acqua salata cuocete la quinoa per il tempo indicato sulla confezione e in un tegamino tostate le lamelle di mandorle. Una volta che i carciofi e le patate risulteranno morbidi, frullate fino ad ottenere una crema. Servitela con due cucchiai di quinoa, le mandorle e la mortadella a cubetti. Completate con il finocchietto fresco, un giro d’olio e un pizzico di pepe.
Per una versione totalmente vegetale della ricetta, sostituite i cubetti di mortadella con ceci resi croccanti in forno.
Estate 2024
FIRENZE E LA TOSCANA SUL PALCO
L’arrivo dell’estate – è faccenda abbastanza nota in musica – comporta una qualche idea di disimpegno. Ampi spazi aperti, sudorazione più o meno esplicita, sandali pestati, processioni travagliate per bagni chimici o birre riscaldate e moscerini. Però, sostengono alcuni, è possibile salutarne l’avvicinamento anche con benevolenza e senza eccessivo terrore posto siano buoni i nomi in cartellone a esibirsi non troppo lontano. Fortunatamente sembrerebbe essere il caso della Toscana e Firenze per questa prossima bella stagione 2024.
I dati: sono infatti molti, eterogenei e di rilievo i musicisti che animeranno i festival nella regione e nel capoluogo tra giugno e settembre. Jane’s Addiction, Dinosaur Jr., Sleaford Mods, Fontaines D.C. o Kasabian a La Prima Estate (dal 14 al 16 giugno poi dal 21 al 23 in Versilia, Lido di Camaiore)
idem quelli in arrivo presso il Lucca Summer ovvero, tra i tanti, Smashing Pumpkins, Rod Stewart, Lenny Kravitz, Ed Sheeran e Duran Duran. L’ormai centrale Firenze Rocks c/o Visarno, tre giorni insieme a Tool, Avenged Sevenfold e dEUS, o la data pistoiese dei Calexico senza tralasciare – ma sarebbe difficile dato il clamore del ritorno – i CCCP al Parco Mediceo di Pratolino il 26/7 nell’ambito del Musart Festival. Sigle di rilievo in aree significativamente estese che però non dovranno adombrare una primavera anch’essa puntellata da interessanti e più intimi live indoor.
A tema cantautorato il ritorno di Vasco Brondi che porta a Livorno il suo ultimo Un Segno di Vita
(5 aprile, The Cage) contemporaneamente all’arrivo dei Marlene Kuntz al Viper con il loro Catartica L’immersione del fiorentino Teatro Verdi nelle varie declinazioni della scena italiana delle ultime decadi con il trittico Baustelle, Subsonica e Samuele Bersani – rispettivamente l’8, l’11 e il 17 aprile –dunque il Firenze Metal sempre al Viper o la Dave Matthews Band che al Mandela Forum sbarcherà il 20 di aprile.
Spunti sparsi, poliedrici ma indicativi: tra ricordi dell’indie che fu, elettronica, ritmi decisi e alt-rock di respiro internazionale una selezione di eventi sia dislocati con perizia nel territorio quanto – aspetto non secondario – in continua, meritevole crescita.
Gabriele Merlini Firenze Rocks. Foto: Francesco PrandoniTrovarsi tra le stelle
LA NUOVA INSTALLAZIONE
DI ANTONELLO GHEZZI
AL MUDAC
FINO AL 2/06/2024
Gli Antonello Ghezzi tornano per la terza volta a lavorare in una città creativa UNESCOdopo Braga in Portogallo e Hamamatsu in Giappone, ora a Carrara - dimostrandosi potenti testimoni della creatività quale mezzo di rigenerazione urbana e della comunità.
L’intervento di Antonello Ghezzi al mudaC nasce da una riflessione sulla contemporaneità e, in particolare, sulla distanza sempre più profonda tra la realtà delle piattaforme virtuali e social con quella delle piazze in cui incontrarsi, stringersi la mano e abbracciarsi: siamo sempre più iperconnessi ma di fatto scollegati dalla nostra interiorità e dal senso più profondo della vita.
La mostra di Antonello Ghezzi è stata anticipata alla città con l'Albero cosmico, una installazione sitespecific in piazza Duomo durante le festività natalizie.
In quel caso e in questa occasione al mudaC, il duo ha messo in atto un utilizzo consapevole del marmo, attraverso una forma di economia circolare, realizzando un modulo base di albero di Natale che potrà essere reinventato ogni anno da un artista diverso invitato a interpretare il tema, così come accade alla Tate di Londra, o, qui al museo, servendosi dello scarto della lavorazione del marmo
per trasformare lo spazio dell'azione artistica. L'installazione Trovarsi tra le stelle, pensata e realizzata appositamente per Carrara, interesserà lo spazio dedicato alle mostre temporanee del mudaC. Spogliati del proprio telefono cellulare, primo ostacolo per vedere l'altro, i visitatori si troveranno in uno spazio lunare, costellato da dune di marmo, che ricorda da un lato le cave di Carrara, dall'altro un pianeta lontano dalla Terra dal quale è possibile vedersi alla giusta distanza. Un binocolo mostrerà da lontano due persone che sembrano guardarsi l'un l'altra. Tra di loro, una strana struttura composta da due periscopi collegati: uno sale dal basso, dalle profondità della terra; l'altro scende dall'alto, dall'infinitezza dell'universo. In un inedito gioco di sguardi e punti di vista, realizzato grazie ad alcune immagini concesse dall'Osservatorio Europeo Australe e dalla NASA, si potranno vedere la Terra ritratta da molto lontano e le stelle della Via Lattea, sempre capaci di farci emozionare. Alzando lo sguardo dal periscopio ci si riconoscerà, infine, negli occhi di un'altra persona.
more infos :: antonelloghezzi.com + mudac. museodellearticarrara.it/
Pitigliano
GROSSETO
Uno dei Borghi piu' belli d'Italia è PITIGLIANO , situato nel sud della Maremma in provincia di Grosseto, in Toscana.
E' chiamato “la piccola Gerusalemme“ e si erge su un promontorio a 300 mt. sul livello del mare, delimitato da valli verdissime e solcato da due fiumi.
Secondo una antica leggenda, la fondazione della città, sarebbe dovuta a due romani, Petilio e Celiano e dalla fusione dei loro nomi, sarebbe derivato Pitigliano.
Questa cittadina, conserva gelosamente i ricordi del suo antichissimo passato, le testimonianze delle sue civiltà e delle culture che qui, si sono avvicendate nei millenni a partire dagli insediamenti preistorici, passando poi alle evidenti tracce etrusche ammirabili nelle tombe rinvenute nel territorio per arrivare ai romani che hanno dato il nome.
Grandi famiglie come gli Aldobrandeschi sono stati i “signori” della Maremma iniziando cosi lo sviluppo urbanistico di una territorio incolto e difficile; a loro seguirono la famiglia Orsini che continuarono nell'opera di grandezza rinascimentale.
I Medici poi stimolarono una importante fase di modernizzazione, continuata poi dagli eredi famiglia Lorena e facendo di questa città un “gioiello" le cui caratteristiche sono visibili ancora oggi.
Cosa vedere a Pitigliano:
Questo splendido borgo è passato alla storia come la Piccola Gerusalemme , per la numerosa ed attivissima comunita' Ebraica che si stabili' dal XV secolo.
Oggi è possibile visitare il Museo di cultura ebraica, la Sinagoga, cosi' come accedere al forno dove si cuoceva il pane azzimo ed alla cantina, scavata nel tufo, dove si produceva il vino Kasher.
Il Palazzo Orsini è una imponenete costruzione , fatta ristrutturare tra il XV ed il XVI secolo ed è oggi sede di due Musei: il Museo Civico Archeologico ed il Museo di Palazzo Orsini
Uscendo dal Borgo è possibile scoprire Le Vie Cave, corridoi scavati nella roccia tufacea e realizzati dalla Civiltà Etrusca; alcuni superano 1 km. di lunghezza con pareti alte fino a 20 metri.
Tra le principali c'è quella del Gradone, dove è stato allestito il Museo Archeologico all'aperto “Alberto Manzi” con i suoi due percorsi attraverso“ la città dei vivi“ e la “città dei morti”
Uno degli eventi piu' attesi a Pitigliano è “Settembre Divino“ che si svolge nel periodo della vendemmia e per quattro giorni le cantine del centro storico, vengono aperte per degustazioni di vini locali con piatti e prodotti tipici.
Marta Matteini
S.M. Novella
Central Train Station
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Ponte Alla Carraia
Piazza S. Trinita
Palazzo Strozzi
Mercato Centrale
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Ponte S. Trinita
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Palazzo Pitti
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Galleria
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