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“La fantasia è un posto dove ci piove dentro.” ITALO CALVINO
DESIGN ON OFF
Percorsi di Basic Design Corso di Basic Design 2 ISIA Firenze
SANDY MIRANCELI
Sommario
01
Kirigami
Esercitazioni preliminari Taglia e piega
03
8 14
36 37 44
Seduta in legno Schizzi preliminari Proposta finale Quote Dettagli Modellino 3D
02
Narrazioni Le cittĂ invisibili Zora Zenobia
04
Ready Made 52 56 58 60 68
74 76
Le origini del Ready-Made Progetti ready made
1_2
KIRIGAMI
01 Esercitazioni preliminari Taglia e piega
Esercitazioni preliminari
Partendo da una fase preliminarie di studio è stato necessario utilizzare dei cartoncini bianchi di forma quadrata con dimensioni di 10X10 cm squadrati a 1 cm, sui quali avremmo impostato i nostri kirigami e, tramite operazioni di taglio e di piegatura del cartoncino, sono stati riprodotti quattro kirigami precedentemente illustrati ed altri quattro realizzati autonomamente.
Pieghe Tagli
Dalla figura individuata nella lezione svolta è stata sviluppato un elemento tridimensionale attraverso la tecnica dei Kirigami. Dato un modulo ne sono state individuati gli sviluppi.
Pieghe Tagli
Kirigami
Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
Dalla figura individuata nella lezione svolta è stata sviluppato un elemento tridimensionale attraverso la tecnica dei Kirigami. Dato un modulo ne sono state individuati gli sviluppi.
Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
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Dalla figura individuata nella lezione svolta è stata sviluppato un elemento tridimensionale attraverso la tecnica dei Kirigami. Dato un modulo ne sono state individuati gli sviluppi.
Pieghe Tagli
Pieghe Tagli
Dalla figura individuata nella lezione svolta è stata sviluppato un elemento tridimensionale attraverso la tecnica dei Kirigami. Dato un modulo ne sono state individuati gli sviluppi.
Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
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Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
Kirigami
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Una volta capito lo sciluppo spaziale è stato realizzato un modulo ed in fine tramite un processo di piegature e tagli studiati è stato realizzato lo sviluppo tridimensionale della figura.
Una volta capito lo sciluppo spaziale è stato realizzato un modulo ed in fine tramite un processo di piegature e tagli studiati è stato realizzato lo sviluppo tridimensionale della figura.
Pieghe Tagli
Pieghe Tagli
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Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
Una volta capito lo sciluppo spaziale è stato realizzato un modulo ed in fine tramite un processo di piegature e tagli studiati è stato realizzato lo sviluppo tridimensionale della figura.
Pieghe
Pieghe
Tagli
Tagli
ieghe
Pieghe
agli
Tagli
Una volta capito lo sciluppo spaziale è stato realizzato un modulo ed in fine tramite un processo di piegature e tagli studiati è stato realizzato lo sviluppo tridimensionale della figura.
ieghe
Pieghe
agli
Tagli
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Taglia e Piega Partendo da cartoncini bianchi di forma quadrata con dimensioni di 30X30 cm attraverso un programmato processo di tagli e piegature, sono stati realizzati cinque modelli tridimensionali dei quali sono stati individuate: una simmetria traslatoria, due simmetrie bilaterali e due doppi ribaltamenti di uno dei semipiani.
Simmetria traslatoria Simmetria traslatoria
Pieghe Tagli
Kirigami
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Proiezione texture
Simmetria bilaterale Simmetria bilaterale
Pieghe Tagli
Kirigami
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Proiezione texture
Abuibu
Simmetria bilaterale Simmetria bilaterale
Pieghe Tagli
Kirigami
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Proiezione texture
Abuibu
Doppio ribaltamento Simmetria con doppio ribaltamento
Pieghe Tagli
Kirigami
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Proiezione texture
Abuibu
Doppio ribaltamento Simmetria con doppio ribaltamento
Pieghe Tagli
Kirigami
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Proiezione texture
Abuibu
NARRZIONI
02 Le cittĂ invisibili Zora Zenobia
Le città invisibili Le città invisibili è un romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1972 da Einaudi. Al momento dell’uscita del libro, Calvino ne parlò in diversi articoli e interviste e così conosciamo la genesi di questa opera. Nella prefazione Calvino scrive: “Nelle Città invisibili non si trovano città riconoscibili. Sono tutte inventate; le ho chiamate ognuna con un nome di donna; il libro è fatto di brevi capitoli, ognuno dei quali dovrebbe offrire uno spunto di riflessione che vale per ogni città o per la città in generale. Il libro è nato un pezzetto per volta, a intervalli anche lunghi, come poesie che mettevo sulla carta, seguendo le più varie ispirazioni.” La narrazione dell’opera avviene attraverso il dialogo tra Marco Polo e l’imperatore dei Tartari, Kublai Khan, il quale chiede all’esploratore di descrivergli le città del suo impero. Ed è così che prende forma un racconto in cui sono descritte città reali o immaginarie che accendono la curiosità dell’imperatore. Il libro è costruito da nove capitoli e le 55 città descritte sono poi ulteriormente raggruppate in 11 categorie, ognuna con un proprio titolo.
Zora
Narrazioni
Al di là di sei fiumi e tre catene di montagne sorge Zora, città che chi l’ha vista una volta non può piú dimenticare. Ma non perché essa lasci come altre città memorabili un’immagine fuor del comune nei ricordi. Zora ha la proprietà di restare nella memoria punto per punto, nella successione delle vie, e delle case lungo le vie, e delle porte e delle finestre nelle case, pur non mostrando in esse bellezze o rarità particolari. Il suo segreto è il modo in cui la vista scorre su figure che si succedono come in una partitura musicale nella quale non si può cambiare o spostare una sola nota. L’uomo che sa a memoria com’è fatta Zora, la notte quando non può dormire immagina di camminare per le sue vie e ricorda l’ordine in cui si succedono l’orologio di rame, la tenda a strisce del barbiere, lo zampillo dai nove schizzi, la torre di vetro dell’astronomo, la edicola del venditore di cocomeri, la statua dell’eremita e del leone, il bagno turco, il caffè all’angolo, la traversa che va al porto. Questa città che non si cancella dalla mente e come un’armatura o reticolo nelle cui caselle ognuno può disporre le cose che vuole ricordare: nomi di uomini illustri, virtù, numeri, classificazioni vegetali e minerali, date di battaglie, costellazioni, parti del discorso. Tra ogni nozione e ogni punto dell’itinerario potrà stabilire un nesso d’affinità o di contrasto che serva da richiamo istantaneo alla memoria. Cosicché gli uomini piú sapienti del mondo sono quelli che sanno a mente Zora. Ma inutilmente mi sono messo in viaggio per visitare la città: obbligata a restare immobile e uguale a se stessa per essere meglio ricordata, Zora languì, si disfece e scomparve. La Terra l’ha dimenticata. da: Le Città Invisibili di Italo Calvino
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Zora
Narrazioni
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Narrazioni
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Narrazioni
Zenobia
Ora dirò della città di Zenobia che ha questo di mirabile: benchè posta su terreno asciutto essa sorge su altissime palafitte, e le case sono di bambù e di zinco, con molti ballatoi e balconi, poste a diversa altezza, su trampoli che si scavalcano l’un l’altro, collegate da scale a pioli e marciapiedi pensili, sormontate da belvederi coperti da tettoie a cono, barili di serbatoi d’acqua, girandole marcavento, e ne sporgono carrucole, lenze e gru. Quale bisogno o comandamento o desiderio abbia spinto i fondatori di Zenobia a dare questa forma alla loro città, non si ricorda, e perciò non si può dire se esso sia stato soddisfatto dalla città quale noi oggi la vediamo, cresciuta forse per sovrapposizioni successive dal primo e ormai indecifrabile disegno. Ma quel che è certo è che chi abita a Zenobia e gli si chiede di descrivere come lui vedrebbe la vita felice, è sempre una città come Zenobia che egli immagina, con le sue palafitte e le sue scale sospese, una Zenobia forse tutta diversa, sventolante di stendardi e di nastri, ma ricavata sempre combinando elementi di quel primo modello. Detto questo, è inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non e in queste due specie che ha senso dividere la città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati. da: Le Città Invisibili di Italo Calvino
Narrazioni
Zenobia
Abuibu
Narrazioni
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SEDUTA IN LEGNO
03 Schizzi preliminari Proposta finale Quote Dettagli Modello 3D
Schizzi preliminari Proposta 1 Per la realizzazione degli schizzi ho pensato di sviluppare varie proposte per la realizzazione di una panca a più funzioni. In questa prima proposta avevo pensato di realizzare una panca con elementi orizzontali mobili a seconda sia dell’altezza che della comodità ti postura dell’utente. Avevo pensato ad un elemento parallelepipedo che contenesse questi elementi, i quali potevano conformarsi anche come un piano d’appoggio.
I materiali ipotizzati per la realizzazione di questa panca erano acciaio, per l’elemento di sostegno e legno per gli elementi mobili. Ogni elemento all’estremità avrebbe avuto una parte cilindirica con un raggio poco superiore al tubolare in legno che costituiva la seduta, così che si sarebbero bloccati arrivati a toccare la componente in acciaio.
Proposta 2
Seduta in legno
Per la seconda proposta mi ero ispirata inizialmente alla sedia a dondolo di Gae Aulenti per riprendere quelle forme curvilinee e morbide. Essendo una proposta per una panca a più funzioni avevo pensato di integrare alla linea della panca degli elementi mobili. Questi si ritrovano così sia per la seduta; coposta da elementi singoli in legno, che, grazie ad un ancoraggio ed un movimento ratatorio consentono di estendere la seduta per far distendere l’utente. Avevo pensato anche di integrare un tavolino, così ho introdotto un movimento oscillatorio e assiale allo schienale, il quale, non essendo ancorato all’elemento di sostegno inserito interno alle aste può conformarsi in un tavolino fungendo da base. L’utente infatti può modificare la sua postura sedendosi al contrario per poter usufruire del servizio.
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Proposta 3
Per la terza proposta avevo pensato di realizzare una panca che potesse estendersi, modificare il suo aspetto e dispotte secondo assi orizzontali nord-sud ed est-ovest. Avevo pensato di realizzare una base universale in acciaio che si ancora ad altre basi attraverso elementi ad incatro collocati nella base. Questa avrebbe avuto un elemento sporgente che si sarebbe incastrato con le diverse sedute in legno. Una prima seduta si sarebbe configurata con aste mobili che sarebbero state richiuse da un elastico che le teneva assieme, il quale sarebbe servito anche per aggiungere alla seduta lo schienale. Oltre a questa avevo pensato ad altre diverse sedute piĂš o meno estensibili.
Proposta 4 Per l’ultima proposta avrei voluto realizzare una panca componibile, le cui aste sarebbero state inserite progressivamente a seconda della preferenza dell’utente, Avrebbe avuto una base con degli elementi sporgenti e forati, in modo tale che gli elastici si sarebbero inseriti e fissati al loro interno una volta inserite le aste.
Seduta in legno
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Proposta finale Per l’esercitazione di Basic design è stata richiesta la realizzazione di una seduta in legno. Tra le varie proposte è stata progettata una:
PANCA A PIÙ FUNZIONI Per la sua realizzazione sono stati realizzati vari schizzi progettuali a mano ed una volta individuata la proposta definitiva è stato realizzato un modello 3D. La panca si sviluppa su due gambe che sorreggono la seduta e lo schienale, realizzate in acciaio, le quali sono collegate da un’asta cilindrica che le collega e consente di sostenere il peso dell’utente nel momento in cui vi si siede. Le aste in legno sono separate le une dalle altre consentendo il movimento di queste estendendosi in base alle necessità dell’utente con un movimento rotatorio di 180°. Lo schienale, essendo mobile, consente di assecondare il movimento della schiena del fruitore, inoltre funge a sua volta da tavolino nel momento in cui viene alzato e ruotato di 90° poiché all’interno degli elementi in acciaio, che bloccano le aste dello schienale, sono inseriti dei fissaggi a molla evitando eventuali movimenti rotatori di questo.
Schienale
Seduta
Per la sua realizzazione sono state proposte diverse soluzioni, sia relative ai materiali che la costituiscono, sia le diverse versioni dello schienale; che sia questo costituito da singole aste tornite, levigate ed incollate tra loro; sia che questo venga realizzato da un’unico elemento lavorato e fissato agli altri elementi in acciaglio che, tramite viti, lo fissano.
Seduta in legno
Piano di appoggio
Seduta estesa
Quote Panca chiusa
813mm
715mm 620mm
30mm
850mm
41mm
950mm
R17
R10
R22
250mm 950mm
R33 R17
R12
R25 R5
475mm
480mm
R19
R7
950mm
Panca aperta
Seduta in legno
300mm
820mm
60mm
20mm
40mm
25mm
46mm
7mm
450mm
630mm 1180mm
50mm
50mm
906mm
1180mm
30mm
875mm
50mm
1345mm
15mm
953mm
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Dettagli
Seduta in legno
60_61
Modello 3D
Panca nelle versioni in legno di abete e noce.
Esploso tavolino/schienale elementi in acciaio che contengono l’elemento di fissaggio del tavolino/schienale
sostegno interno schienale
Seduta in legno Abuibu
Aste singole in legno che costituiscono lo schienale
elementi rotazionali
ancoraggio in acciaio degli elementi rotazionali
Panca nelle versioni in legno di abete e noce.
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Fasi di movimento della seduta
Ogni asta che compone la seduta della panca è indipendente dalle altre e distanziate in modo tale che eventuali sbalzi di temperatura aumentino il volume del legno bloccando cosÏ le singole asti.
Tramite un movimento rotatorio, queste vengono ruotate tramite l’applicazione di una lieve pressione. Le aste, essendo assicurate ad un’asta metalliza, rimangono ben salde a questo elemento metallico, che, tramite la sua conformazione, una volta che le aste sono state alzate dalla posizione primaria si bloccano consentendo la distenzione delle gambe del fruitore.
Fasi di movimento dello schienale /piano d‘appoggio
Lo schienale di cui questa panca è munita consente di assecondare i movimenti dell’utente poichè, non essendo un elemento fisso, si muove con una minima rotazione essendo assicurato ad un elemento in acciaio interno allo schienale che funge da perno e sostegno.
Clik!
Seduta in legno
Questo può essere alzato tramite un movimento dal basso verso l’alto consentendo al fruitore di posizionare lo schienale formandone il sostegno di appoggio. Una volta innalzato lo scienale, ruotando questo in senso antiorario, lo schienale si blocca in posizione divenendo un piano d’appoggio, sul quale è possibile collocare varie elementi e sedendosi al contrario è possibile restare comodi, grazie allo spazio tra la seduta ed il “piano di lavoro”. All’interno dello schienale, nella componente metallica, è inserito un meccanismo a molla che ne consente il bloccaggio mantenendo il piano d’appoggio in posizione evitandone spostamenti. Allinterno della parte metallica la fessura va restringendosi fino ad accogliere i due lemenenti cilindrici che si incatrano nella fessura che li accoglie. Una volta che si vuole tornare ad usufrure dello schienale basta semplicemente compiere i movimenti a ritroso.
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Provando a modificare aspetto alla panca ho elaborato altre poposte cromatiche e dei materiali impiegati utilizzando acciaio satinato, cromato e legno di pino oppure verniciato.
Seduta in legno
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Modellino 3D Il modellino 3D è stato realizzato attraverso l’impiego del legno di balsa tagliato con il laser per lo schienale e la seduta. La struttura invece è in plexiglass, sempre tagliato laser.
Seduta in legno
Seduta in legno
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READY MADE
04 Origine Ready Made Progetti ready made
Le origini del Ready Made Il movimento Dada nacque come avanguardia artistica all’inizio del XX secolo, ufficialmente a Zurigo, da un gruppo di artisti che rifiutavano la ragione e la logica in favore dell’intuizione, l’irrazionalità e la follia. I dadaisti rigettavano gli standard e le convezioni artistiche tradizionali, rispondendo con opere che andavano contro l’estetica e la cultura del tempo. Nel contesto di derisione e riscrittura del concetto di arte convenzionale si inquadra Duchamp e il ready-made: oggetti pronti, “confezionati”, estrapolati dal loro contesto e resi opera d’arte tramite la semplice selezione degli stessi da parte dell’artista. La prima opera ready-made nasce prima ancora del movimento dadaista, nel 1913: la Ruota della bicicletta. Sebbene non si tratti di un’opera ready-made pura, in quanto la ruota è stata manipolata e infilata dentro a uno sgabello, sancisce la nascita del concetto artistico. La prima opera ready-made pura è invece lo Scolabottiglie (1914).
Un Ruido Secreto - M. Duchamp 1916
Ready Made
Nella dissacrazione dell’arte il ready-made nasconde in realtà una filosofia più profonda: nega l’arte in quanto attività manuale in favore di una nuova identità per l’opera. Essa può essere qualsiasi cosa, un oggetto di uso quotidiano, anche usato o danneggiato, in quanto ciò che rende un artista tale non è l’abilità di manipolare la materia, ma la sua capacità di creare nuovi significati. La grandezza di Marcel Duchamp sta nell’aver spostato la concezione di arte dal piano fisico a quello intellettuale: il genio artistico non è nella mano ma nell’ingegno. Il ready-made diviene il metodo di sconvolgimento e derisione dell’arte tradizionale preferito dai dadaisti, in particolare dopo la polemica suscitata dalla più celebre delle opere “già pronte” di Duchamp, una Fontana (1917) realizzata con un orinatoio. Fontana è stata definita l’opera più influente del XX secolo, prima opera d’arte concettuale con la quale il suo autore sancì una nuova epoca, fatta di oggetti comuni che abbandonano il loro uso pratico per acquisire nuovi significati e divenire opere d’arte.
L’enigma di Isidore Ducasse - M.Ray 1920
Telefono Aragosta - S. Dalì, E. James 1938
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Il ready-made iconico è stato alla base del design Pop della fine degli anni ‘60, in cui simboli popolari di altre culture o di moderne icone artistiche venivano trasformati in oggetti con tutt’altra funzione, come l’americano guantone da baseball trasformato da De Pas, D’Urbino e Lomazzi nella comoda poltrona “Joe” prodotta da Poltronova, o lamela magrittiana materializzatasi in un pouf prodotto da Gavina. Poltrona Joe - De Pas 1970
Ready-Made Design e arte
Mezzadro e Sella - Fratelli Castiglione 1957/59
Tour - G. Aulenti 1980
Lampada Falkland - B. Munaru 1964
Comedian - M. Cattelan 2019
Abuibu
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Progetti Ready Made
Partendo da una semplice scatola di lattina, attraverso l’impiego di vari strumenti ho tentato di persorare l’elemento inferiore per creare una superficie perforata.
Una volta individuara la giusta strategia per perforare la base, tramite un martello ed un elemento appuntito, ho potuto realizzare dei fori irregolari così chè potesse fungere da grattugia. L’intento infatti è stato quello di ricavare da un elemento in lattina un oggetto che fungesse con la base da grattugia, all’interno del quale fosse possibile collocare vari ortaggi e formaggi. evitando così che eventuali odori possano diffondersi all’interno del frigo.
Gra-dy
Ready Made
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Attraverso il riutilizzo di semplici strumenti come video cassette e colla a caldo è possibile realizzare tutta una serie di oggetti modulari.
Ăˆ possibile realizzare un a scarpiera tramite l’assemblamento di sei videocassette che fungono da sostegno e piano di appoggio ed altre quattro videocassette disposte in verticale per distanziare i vari oggetti che vengono collocati tra i piani.
Oppure, utilizzando semplicemente quattro videocassette, incollate tramite la colla a caldo è possibilericavare piccoli scappali modulari che possono essere posizionati sia a terra che a parete. Tramite disposizioni differenziate degli elementi si possono conformare varie figure.
Ready Made
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Abuibu
Sitografia - Https:// disegnoindustriale.net/diid/i-linguaggi-del-ready-made/ - Https:// unsplash.com - Https://lapennanelcassetto.wordpress.com/2017/10/18/2090/ - Https:// it.wikipedia.org/wiki/Ready-made - Http:// travelonart.com/arte-contemporanea/duchamp-ready-made-nuovo-inizio-per-arte/
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Percorsi di Basic Design Corso di Basic Design 2 ISIA Firenze
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