Noi
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IMPRESA 1
FEBBRAIO 2016
Periodico di informazione di Lapam Confartigianato Imprese
n° 345 • Febbraio 2016
POSTE ITALIANE SPA • SPED. IN ABB. POST. D.L. 353/2003 • (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) • ART. 1, COMMA 1, DCB (MODENA C.P.O) • EURO 2
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CRESCE L'EXPORT DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE A Modena +7% mentre Reggio Emilia aumenta del 4,2%
SERVE PIÙ STABILITÀ Carlo Alberto Rossi Le imprese chiedono stabilità. I cittadini chiedono stabilità. L'intero sistema Paese chiede stabilità. In politica, sui mercati finanziari, nelle regole e nelle leggi. E con stabilità, naturalmente, non intendiamo il mantenimento dello
'status quo', che in realtà va esattamente scardinato. Il fatto è proprio che, a fronte di una situazione di turbolenza che manda in altalena i mercati (e che penalizza fortemente le imprese, specie quelle più dinamiche che esportano e stanno reggendo meglio il peso della crisi), non si può aggiungere un immobilismo della politica e delle istituzioni dettato da una parte da giochi di potere che nulla hanno a che vedere con l'economia reale, e dall'altra da una situazione di instabilità generale, in cui le alleanze sono spesso variabili e dettate più da interessi di parte (a volte semplicemente di singoli) che dall'interesse generale. E, vogliamo dirlo chiaramente, l'in-
teresse generale del nostro territorio, del nostro Paese (viene da dire anche dell'Europa, ma forse è meglio tralasciare questo aspetto che ci porterebbe molto, forse troppo, lontano) coincide in modo pressocchè identico con l'interesse delle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese che continuano, ostinatamente, a tirare un carretto sempre più pesante e difficile da smuovere. Non si tratta di una difesa di 'casta', come potrebbe pensare qualcuno, ma di un dato di fatto: le Pmi nel territorio di Modena e Reggio Emilia e più in generale in gran parte d'Italia, hanno consentito di andare avanti nonostante e a dispetto della crisi. La vo-
lontà di intraprendere resta un motore formidabile per la tenuta non solo economica, ma sociale del nostro sistema. Un sistema che, però, ha bisogno di regole chiare, di una politica che faccia il suo dovere e che non abdichi in favore di cacicchi e burocrati in cambio del quieto vivere o, appunto, del mantenimento di uno 'status quo' di comodo. Le scelte e poi la stabilità sono necessarie per ridare speranza e orizzonte alla nostra economia, fiaccata anche da problemi legati al mondo degli istituti di credito di cui non si colgono ancora appieno i contorni. Gli imprenditori, quelli veri, se ne infischiano e vanno avanti per la loro strada. Ma fino a quando?