G124 / 2020-2021
Il gruppo di lavoro creato dal senatore Renzo Piano
Caporedattore: Silvia Pellizzari
Coordinamento: Giovanna Giusto e Silvia Pellizzari
Coordinatore Nazionale: Edoardo Narne
Tutor: Matteo Agnoletto, Edoardo Narne, Andrea Sciascia
Borsisti: Alessia Copelli, Martina Corradini, Stefano
Davolio, Leo Piraccini, Debora Formentin, Maria
Francesca Lui, Rodolfo Morandi, Marco Pittarella, Antonino Alessio, Flavia Oliveri, Veronica Angela Valenti, Marina Viola.
L’intero stipendio da senatore di Renzo Piano è stato utilizzato per le retribuzioni dei giovani professionisti e per il progetto G124.
Per approfondire il lavoro e i progetti del Gruppo G124: www.renzopianog124.com
@g124_renzopiano
Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Dipartimento di Architettura
Università degli Studi di Padova
DICEA Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale
Università degli Studi di Palermo
D'Arch Dipartimento di Architettura
2020 2021
Renzo Piano al Senato
Modena
Padova Palermo a cura di Silvia Pellizzari Diario delle Periferie
ISBN 978-88-6242-825-5
Prima edizione febbraio 2023
© LetteraVentidue
© G124
© Testi e immagini non firmati: borsisti G124
Immagini di Alessandro Lana: pp. 6-7, 12, 15, 30, 70-71, 72-73, 74-75, 76-77, 93, 116-117, 121, 126, 127, 129, 130, 133, 134-135, 138-139, 140-141, 142-143, 145, 146-147, 148, 150-151, 152, 156, 163, 190, 194, 202-203. 204-205, 206, 208-209, 210-211, 212-213, 214.
È vietata la riproduzione, anche parziale, effettuata con qualsiasi mezzo, compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico. Per la legge italiana la fotocopia è lecita solo per uso personale purché non danneggi l’autore. Quindi ogni fotocopia che eviti l’acquisto di un libro è illecita e minaccia la sopravvivenza di un modo di trasmettere la conoscenza. Chi fotocopia un libro, chi mette a disposizione i mezzi per fotocopiare, chi comunque favorisce questa pratica commette un furto e opera ai danni della cultura.
Nel caso in cui fosse stato commesso qualche errore o omissione riguardo ai copyrights delle illustrazioni saremo lieti di correggerlo nella prossima ristampa.
Book design: Silvia Pellizzari
LetteraVentidue Edizioni S.r.l.
Via Luigi Spagna 50 P 96100 Siracusa, Italia
www.letteraventidue.com
Missione arborea e micro-cantieri
Mariagrazia Barletta intervista Renzo Piano
Uomo urbano
Stefano Mancuso
Parco XXII Aprile: Il Cortile della Crocetta, Modena Università di Bologna
Una piazza verde per la Guizza, Padova Università degli Studi di Padova
Trenta alberi per lo ZEN2, Palermo Università di Palermo
G124 tra verde e nuovi luoghi di socialità Edoardo Narne
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INDICE
216 16 12 84
Non puoi cambiare il mondo, ma puoi fare delle piccole cose che possono cambiare la vita di qualcuno.
Renzo Piano
Parco XXII Aprile: Il Cortile della Crocetta , Modena
G124 Diario delle periferie 2020-2021 16
Crocetta | Modena
ALMA MATER STUDIORIUM Università di Bologna
Tutor
Matteo Agnoletto
Borsisti
Alessia Copelli, Martina Gaia Corradini, Stefano Davolio, Leo Piraccini
Con scritti di Gian Carlo Muzzarelli, Giuliano Stenico, Edoardo Tresoldi, Franco Piva, Corrado Bonettini
L’intervento G124 a Modena si concentra al Parco XXII Aprile, principale area verde del quartiere Crocetta, con l’intento di definire una nuova centralità per i residenti del quartiere. Posizionato al limite tra centro storico e campagna, il quartiere è da sempre una delle aree urbane modenesi più attive. Dapprima come “porto di Modena” con il Naviglio, che connetteva la città alla rete fluviale del nord Italia, poi con la ferrovia e le prime industrie. Il quartiere era infatti popolato originariamente da pescatori e commercianti, per divenire poi residenza della classe operaia e simbolo delle lotte sociali nel periodo dell’industrializzazione, fino a diventare il quartiere energico e multietnico di oggi. La localizzazione strategica dell’area, al confine con la campagna, è confermata storicamente dalla scelta dei Duchi d’Este di costruire in corrispondenza dell’attuale parco la loro villa di delizie, “Villa Pentetorri”, distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale in seguito ad un bombardamento aereo. Il tessuto urbano attuale si sviluppa nel dopoguerra, dalla rapida urbanizzazione industriale che coinvolge le aree a Nord di Modena, tra la tangenziale e la ferrovia, connettendo la città alle principali vie di comunicazione. Intorno alle acciaierie, manifatture e consorzi vengono realizzati grandi complessi residenziali, con una rapidità costruttiva constatabile nella predilezione alla quantità di alloggi piuttosto che alla qualità della costruzione e dello spazio urbano circostante. Da allora la Crocetta viene identificato come il quartiere modenese con la maggiore quantità di migranti, dove si parlano decine di lingue diverse e si raccontano storie di ogni origine. Negli anni si è sviluppata una comunità che fa delle differenze il suo punto di forza. La Crocetta, con le sue innegabili difficoltà, è sempre stata il luogo in cui Modena e il resto del mondo si integrano e danno vita ad una società multietnica e multiculturale.
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Modena | Crocetta
HORA Edoardo Tresoldi
Artista
A Modena, con TRAC - Tresoldi Academy, Edoardo Tresoldi e i borsisti del G124 si sono confrontati con il Parco XXII Aprile e il suo contesto. Insieme hanno costruito un gesto dando forma e linguaggio alla rete metallica. Hanno lavorato con cura e realizzato un manufatto che a tutti gli effetti manifestasse un loro atto personale, per un dialogo diretto e onesto con il luogo e con chi lo vivrà.
Monumento, celebrazione, tempo, esistenza, ornamento, luogo, presenza, trasformazione, vita, morte. Mi piace pensare ad un intervento come ad un organismo con tutte le sue peculiarità esistenziali: intervenire in un luogo è un atto che dà la vita a dei processi di dialogo e trasformazione organici, siano essi sociali o ambientali. È come piantare un segno in un habitat per poi ascoltare il suono di quell’incontro e delle sue derive fino a che non diventino una cosa sola.
Questo è quello che accade col paesaggio: non esiste un gesto che non faccia parte di questo processo. Tutto si assorbe, si rimpasta, si trasforma e sempre si esprime.
Quando riusciamo a spegnere il giudizio critico e ci asteniamo dal riconoscere e definire ciò che è bene da ciò che è male, il giusto dallo sbagliato, il bello e il brutto, riusciamo a sentire il respiro naturale dell’esistenza. È come un cosmo di fenomeni continui e forme che si intrecciano tra loro. Ogni cosa è spinta dalla propria natura, guidata dalla propria ragione.
Tra resilienza e identità l’essere umano ridefinisce il proprio sguardo e partecipa attivamente al processo.
Il monumento è celebrazione, è il gesto che rimarca uno sguardo per diventare paesaggio.
La vita è un percorso in trasformazione fino alla morte. La morte è un monumento alla vita.
Un gesto che ambisce a non trasformarsi non vive. Scandisce il tempo come un moto perpetuo e non muore, ci sopravvive.
Mi piace pensare ad un intervento come ad un organismo, che respiri con il luogo e che si esprima per quello che è nel tempo che vive. Hora
Fragile e vulnerabile come il resto, luminoso o malinconico. Monumento come noi.
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Modena
Crocetta
Rappresentazione di Hora nelle varie stagioni, disegno originale © TRAC – Tresoldi Academy, 2020
Stratificazioni urbane
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Alessia Copelli, Martina Gaia Corradini, Stefano Davolio, Leo Piraccini
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Borsisti G124 Modena
Il quartiere Crocetta si è caratterizzato negli anni come il quartiere operaio di Modena, dapprima sede del commercio fluviale poi di industrie e manifatture di importanza nazionale. Oggi potrebbe essere definito un “quartiere dormitorio”: le sue architetture sono infatti costituite principalmente da blocchi residenziali sociali, realizzati prevalentemente negli anni Sessanta, in seguito alla necessità di alloggi per i lavoratori provenienti da altre regioni italiane. Il quartiere, a partire dalla sua realizzazione, ha subito una forte stigmatizzazione da parte dei cittadini modenesi, che lo vedono come sede di microcriminalità e protagonista di diversi episodi violenti. Questo isolamento territoriale e sociale è da ricercarsi nella sua collocazione spaziale tanto quanto nella società che vi risiede. Il quartiere è posizionato tra le principali vie di comunicazione cittadine, la ferrovia a Sud e la tangenziale a Nord, che lo isolano fisicamente dal resto della
città. La seconda concausa è la natura demografica della Crocetta, da sempre caratterizzata da un’immigrazione circolare e continua, che preclude ogni forma di storytelling generazionale, nonché una carenza di salvaguardia dei luoghi comuni.
La temporaneità dell’abitare così come la particolare localizzazione cittadina ha incuriosito il gruppo G124, che si è prodigato nell’analisi del territorio, studiandone la storia e valorizzandone le stratificazioni. La scelta dell’area è stata confermata dopo i primi sopralluoghi di progetto, avvenuti nel febbraio 2020, in cui il gruppo ha riscontrato una forte energia da parte degli abitanti del quartiere, desiderosi di cambiare le sorti del parco e disponibili a collaborare ad un progetto che potesse riattivarlo attirando nuove figure da tutta la città. In questo contesto di grande vivacità il gruppo ha trovato un fondamentale potenziale da sviluppare nel corso del progetto.
39 Modena |
Crocetta
Il condominio R-Nord, “simbolo” del quartiere
La struttura del “riparo”
Il riparo è l’architettura che si affaccia sul nuovo prato del Parco XXII Aprile, pensato per ospitare eventi di vario genere organizzati dalla comunità del quartiere. È una stanza aperta e coperta, formata da quattro moduli affiancati, con uno spazio libero verso l’esterno, fino ad un’altezza di 2,60 metri, e un sistema di pareti sospese per un’altezza totale di 6,20 metri, che permette quindi al vento, alla luce ed alla vegetazione circostante di entrare all’interno della struttura e interagire con l'ambiente. Con un’estensione di quasi 120 mq, la pavimentazione liscia ed allo stesso livello del terreno, garantisce un utilizzo in perfetta continuità con lo spazio
Prospettiva di progetto nella stagione autunnale
verde circostante. Il dimensionamento, le misure in pianta sono di 15,50 x 7,60 metri, nasce dallo studio delle attività che possono essere svolte sotto al riparo: lezioni all’aperto per scuole ed associazioni (fino a 70 posti), corsi di danza e sportivi (fino a 50 posti), mercatini, distribuzione di pasti ai bisognosi da parte della vicina parrocchia ed eventi in genere organizzati dalle numerose associazioni del quartiere. Una seduta posizionata al margine del padiglione nasconde il quadro elettrico con le prese per la gestione dell’illuminazione utilizzabili durante l’organizzazione di eventi.
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57 Modena | Crocetta Pianta
Prospetto
Sezione
All’inizio di febbraio 2021 sono stati piantati 100 nuovi alberi che definiscono una macchia verde in un luogo baricentrico del parco. Il progetto di piantumazione, portato avanti con la collaborazione del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, sotto il controllo del Prof. Alberto Minelli, è stato studiato nei minimi dettagli con
un prospetto pluriennale del progetto che implicasse le fasi di crescita del nuovo bosco congiuntamente al progetto architettonico. Le alberature sono state posizionate per definire una radura verde a cielo aperto di forma circolare. In questo nuovo centro naturale gli alberi circoscrivono il perimetro della radura, uno spazio inclusivo che accoglie i fruitori.
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Il bosco, mutevole al variare delle stagioni, forma con le chiome degli alberi un “tetto verde” che racchiude questo grande vuoto circolare destinato ad essere fulcro di giochi e attività di quartiere. Sono state scelte specie già presenti nel territorio: Morus alba “fruitless”, Platanus acerifolia, Acer campestre, Fraxinus angustifolia, Carpinus betulus.
L’azione di piantare alberi in un parco circondato da scuole ha permesso di attivare dei percorsi di sensibilizzazione sul tema dell’ambiente. Durante la messa a dimora dei nuovi alberi sono stati coinvolti i bambini delle scuole Gramsci, che hanno adottato simbolicamente ogni pianta tornando a visitarla nei mesi successivi. Sono stati infatti i bambini i primi fruitori del parco e saranno loro i futuri custodi dello stesso.
65 Modena |
Crocetta
Buoni motivi per incontrarsi al parco
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Cittadini e associazioni hanno presto avanzato idee e proposte, riempiendo il calendario di appuntamenti settimanali: lezioni di yoga, prove di coro, classi di teatro, momenti di svago. Non solo quindi un calendario di attività “straordinarie” come eventi musicali, teatrali o sportivi, ma anche moltissime attività ordinarie, piccole occasioni d’incontro capaci di
coinvolgere le persone e offrire una buona ragione per recarsi al parco. Nei diversi momenti del giorno e nei diversi giorni della settimana. Questo sicuramente ha generando un processo virtuoso rendendo i fruitori stessi custodi attivi: vivendo il luogo, sorvegliandolo e impedendo con la loro presenza costante che possano riconfigurarsi.
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Padova
Guizza
Trenta alberi per lo ZEN2, Palermo
Università degli Studi di Palermo
Tutor Andrea Sciascia
Borsisti
Antonino Alessio, Flavia Oliveri, Veronica Angela Valenti, Marina Viola
Con scritti di Fabrizio Micari, Leoluca Orlando, Fabio Giambrone, Rosa Bellanca, Francesco Sottile, Cinzia Ferrara, Mariangela Di Gangi, Vivian Celestino
Nella riflessione avviata sulle periferie palermitane il gruppo G124 ha scelto di lavorare allo ZEN (Zona Espansione Nord) che si trova nella parte più a nord della cosiddetta Piana dei Colli, delimitata da Monte Pellegrino a ovest, da Monte Gallo a nord e da Monte Billiemi a est, in prossimità del golfo di Mondello. Il quartiere doveva essere la testata conclusiva dell’espansione settentrionale di Palermo, “punto” terminale dell’ipotizzato prolungamento di via della Libertà, previsto dal Piano Regolatore Generale del 1962.
L’insediamento è composto da tre diversi nuclei: il Borgo Pallavicino, lo ZEN1 e lo ZEN2 (realizzato in seguito al concorso indetto dallo I.A.C.P. della Provincia di Palermo nel 1969). Quest’ultimo, rimasto incompleto rispetto al progetto originario, è stato, in modo scorretto, per lungo tempo descritto come cattivo esempio di “quartiere dormitorio" e classificato come un luogo in cui convivono criminalità, abusivismo edilizio e degrado.
Dalle riflessioni avviate sul tema del rammendo urbano promosso da Renzo Piano, sono emerse delle potenzialità inespresse che mirano alla riqualificazione di uno spazio di aggregazione sociale da restituire agli abitanti. Nel corso degli anni, lo ZEN2 è stato oggetto di attività di studio e di ricerca. Ad oggi accoglie numerose associazioni che contribuiscono a superare le diverse forme di marginalità, promuovendo il lavoro e stimolando l’attenzione verso gli spazi pubblici.
L’intervento ha l’obiettivo di innescare un processo che mostri come una piccola azione di recupero, una goccia, possa costituire una risorsa fondamentale per la città del futuro.
ZEN2 | Palermo
Pavimentazione
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Un reticolo regolare, scandito dal posizionamento dei nuovi alberi, ha generato l’impianto planimetrico del progetto che emerge chiaramente nel disegno della pavimentazione. Si è scelto di utilizzare un calcestruzzo permeabile a granulometria fine, allo scopo di trasferire le acque piovane nel sottosuolo.
Alle aree di cemento drenante si alternano degli elementi lisci gettati in opera, larghi 20 cm, che delimitano le aiuole dei ventotto pepe rosa.
L’intervento nella sua totalità è stato dipinto di celeste, tramite verniciatura a rullo, a meno dell’area dedicata al gioco per i più piccoli, che è ricoperta da un tappeto antitrauma.
205 Palermo | ZEN2