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PRIMO MESE IN INGHILTERRA

10/02/2023. Cinque settimane trascorse. Percepite? Una (forse). Il tempo è passato talmente in fretta che quasi non mi sembra vero di essere partita un mese fa! E, quesito ancora più difficile: da dove cominciare ora a raccontare? Forse con il cambiamento più radicale, la famiglia! Come già accennato nello scorso articolo, sono gli Harrops ad ospitarmi durante il mio soggiorno. Host mum Vicky (Victoria), host dad Rich (Richard) e host sister Tils (Matilda), insieme a Kathi (Katharina), la ragazza austriaca con cui condivido la camera. Devo considerarmi molto fortunata: fin dal primo istante mi hanno accolta come un vero membro della famiglia e mi sono sentita subito a casa! Vicky e Rich sono persone adorabili, sempre gentili e pronti ad aiutarmi nel momento del bisogno, mentre Tils mi ha ricordato cosa significasse essere bambini. Otto anni e un’energia senza freni! Penso di non aver vissuto ancora un giorno senza che un bisbiglio all’orecchio mi sussurri: “Do you want to play with me?”. Fortunatamente durante le vacanze di Natale ho ripassato Harry Potter, perché quando indosso gli occhiali al posto delle lenti a contatto ho un buon 80% di probabilità di trovarmi una cicatrice pitturata sulla fronte nell’arco di dieci minuti!

Arrivata il sabato sera del 7 gennaio, la domenica abbiamo fatto una passeggiata lungomare fino al centro di Margate. È una cittadina molto piccola, che forse non avrà nulla di così speciale o entusiasmante, ma poco importa, perché trascorro gran parte della giornata a scuola, che si trova invece a Ramsgate! Chatham & Clarendon Grammar School è un sito piuttosto grande, diviso in tre edifici principali: Chatham, formato dagli Years 7,8 e 9, Clarendon, composto dagli Years 9, 10 e 11, e infine Sixth Form, che comprende gli ultimi 2 anni di scuola, Years 12 (dove vengono inseriti gli exchange students) e 13. Il Sixth Form ha un’organizzazione completamente differente rispetto agli altri anni scolastici: superata la scuola dell’obbligo, gli studenti dai 16 ai 18 anni si specializzano nelle materie che, probabilmente, studieranno in seguito all’università. Si distinguono due tipologie: A-Levels e B-Techs. L’offerta è vasta: da Business e Economics a Drama & Theatre e Music, o ancora da Physics e Chemistry a Sociology e Psychology, ma la scelta è limitata, solamente tre o quattro! Noi exchange students, ad esempio, abbiamo avuto la possibilità di selezionarne tre, che nel mio caso corrispondono a English Literature, French e History. Tuttavia, meno materie non significa automatica- mente meno lavoro, al contrario si tratta di uno studio molto approfondito! La settimana dura da lunedì a venerdì. Inutile dire che i programmi sono completamente diversi, così come il metodo di insegnamento. Agli studenti del Sixth Form sono richieste grande autonomia e capacità di organizzazione; ogni giornata è suddivisa in 5 Periods, che iniziano alle 9.00 e terminano alle 15.15, ma non si svolgono tutti in classe: ciascuno riceve infatti una timetable nella quale sono compresi dei “free” Periods destinati allo studio individuale. Le ore effettive di lezione sono invece 5 alla settimana per materia, per la quale inoltre si hanno solitamente 2 o 3 professori che affrontano argomenti differenti. Anche il metodo di valutazione cambia: gli esami ufficiali si svolgono solamente al termine dell’ultimo anno, dunque tutte le prove scritte che si svolgono nel corso degli years 12 e 13 sono in preparazione alle prove finali (motivo per cui è considerato solitamente un approccio più universitario). E quasi dimenticavo: al Sixth Form non esiste una vera e propria divisa, ma un dress code piuttosto rigido: pantaloni semplici neri/grigio scuro, camicia bianca, pullover nero/grigio/verde scuro, blazer nero e scarpe eleganti nere/marroni. Il lato positivo è che non devo pensare cosa indossare!

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Chatham & Clarendon offre svariate attività extracurriculari (anche se non ha un giornalino come al Lunardi!) e il Sixth Form è focalizzato in particolare nel teatro e nella musica. Venerdì 3 febbraio gli studenti hanno messo in scena il musical Chicago, mentre mercoledì 8 febbraio è stata organizzata un’uscita a Londra per assistere ad una versione moderna della tragedia Othello di Shakespeare! Pur non studiando Drama, presa dall’entusiasmo, ho deciso di sperimentare una nuova attività, che si sta alla fine rivelando una nuova passione! Il club di teatro si chiama Houselights, e giusto oggi ho svolto la mia prima audizione per una play che si svolgerà a inizio maggio! Sono ancora in attesa di una risposta, ma vi aggiornerò nel prossimo numero! Cercando di cogliere ogni occasione, mi sono aggiunta anche al Debate club, che si incontra ogni giovedì durante la pausa pranzo, sempre con un nuovo argomento da discutere. Non nego la difficoltà, sia nell’argomentare in inglese, sia nei temi che vengono scelti (la settimana scorsa la questione era ad esempio “Universal basic income is not a solution to our social and economic problems”), ma è comunque stimolante e soddisfacente! Per concludere, gli Years 12 e 13 sono anche impegnati in numerose attività di volontariato: una mattina io e altri 16 ragazzi abbiamo piantato degli alberi in un campo da calcio!

Eppure, come ben immaginate, le differenze non riguardano solamente la scuola, ma l’intera routine! La prima domenica, dopo il risveglio, la colazione e la passeggiata, mi aspettavo di pranzare tutti insieme a tavola. Guardo l’orologio: 12.30, 13.00, 13.30, 14.00… alle 14.30 ho finalmente trovato il coraggio di chiedere a che ora avessero l’abitudine di pranzare e, a quanto pare, non esiste un vero pranzo! Basandomi sulla mia esperienza finora, il lunch non è decisamente il pasto più importante della giornata per gli inglesi. Spesso impegnati al lavoro o a scuola, la tendenza è quella di mangiare qualcosa di pronto, veloce ed economico quando si ha fame; la scelta cade spesso nei fast food, anche se è altrettanto frequente acquistare nei supermercati un cosiddetto “meal deal”, che fondamentalmente consiste in tre prodotti, un sandwich o un wrap, una bibita e uno snack, per un totale di circa £3. Dinner ha un valore decisamente più rilevante, poiché è il momento alla fine della giornata in cui la famiglia può stare insieme. “Alla fine” si fa per dire, perché la cena è alle 18.00, quando in Italia solitamente faccio uno spuntino! Adattarsi al cibo non è stato così semplice, e non posso certo dire di essermi totalmente abituata: essendo una ragazza per cui è importante mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata, la cucina inglese non è proprio la mia preferita, ma portandomi un packed lunch da casa ho la possibilità di prepararmi quello che preferisco! Fortunatamente Vicky è anche un’ottima cuoca, ama sperimentare e variare ingredienti (anche se carne, patate e pisel- li non mancano mai!). Nella foto vedete un esempio di Sunday Roast, un piatto tradizionale della cucina britannica: un arrosto di carne al forno, servito a fette con patate, verdure e salsa gravy, realizzata con il fondo di cottura dell’arrosto. Ho avuto l’occasione di andare a Londra non solo per vedere Othello al Lyric Theatre, ma anche per incontrare tutti gli exchange students al momento in UK ad Alexandra Palace, un edificio vittoriano a nord del centro città che offre una magnifica vista e dove abbiamo trascorso una giornata insieme a pattinare sul ghiaccio!

Restando in tema viaggi, mi trovo a 30 minuti di distanza in treno da Canterbury, una delle città storiche più famose del Kent, che ho visitato 2 settimane fa! Canterbury Cathedral, insieme a St. Augustine’s Abbey e St.Martin’s Church fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, ma è sufficiente camminare per le sue strade e parchi per rimanere incantati dalla sua splendida architettura.

Per il momento, dunque, l’impatto è stato positivo! Inizio a ricordarmi di guardare a destra quando attraverso la strada e di avere sempre un ombrello nello zaino! A scuola ho conosciuto dei ragazzi inglesi con i quali sto facendo amicizia: mi hanno invitata ad entrare in un “movie club”, una serata film organizzata a casa di una ragazza ogni due settimane, o ancora un’altra sera a casa di un mio compagno abbiamo cucinato insieme la pizza, per farmi sentire un po’ più a casa!

Ci sarebbero così tante cose da raccontare, ma ne abbiamo di tempo! Ora manca solo una settimana al prossimo Half Term! Altra piccola differenza, l’anno scolastico è diviso in 6 Terms e tra ciascuno di essi sono previsti dei giorni di vacanza. Io sono arrivata all’inizio del Term 3, compreso tra il 3 gennaio e il 10 febbraio, e il Term 4 comincerà il 20 febbraio (dunque una settimana di vacanza). Non ho ancora programmato nessuna attività in particolare, ma ve ne parlerò nel prossimo articolo!

Mando un saluto a tutti, e in bocca al lupo per le pagelle (anche a me:)!

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