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UN ANNO IN CALIFORNIA (O QUASI)
Eccomi di nuovo, l’ultima volta vi avevo lasciato lo spoiler che sarei stata il giocoliere durante la recita. Infatti, il giorno dopo, quando sono tornata dall’Oregon, alla mattina sono andata al teatro dell’università e abbiamo iniziato subito le prove della recita. Prima di parlarvi dell’effettivo processo e percorso che abbiamo affrontato, vi spiego perché all’NPA si fa una recita all’anno. Inizierei col dire che la scuola in cui sono ospitata è una scuola artistica, proiettata sul teatro e arte contemporanea e che spinge gli studenti a provare a creare l’arte e a sperimentarla in prima persona. Per questo motivo la tradizione della scuola vuole che ogni anno vengano fatte come minimo due recite; una in cui partecipano i ragazzi del primo e secondo anno e un’altra in cui partecipano quelli del terzo e del quarto anno. La recita in cui ero, in quanto senior, è stata quella del terzo e quarto anno; abbiamo interpretato “La Folle De Chaillot” di Jean Giraudoux, abbiamo recitato in traduzione inglese, non in francese. Quando ho scoperto che avrei dovuto recitare ero già partita con l’idea che non mi sarebbe piaciuto e che mi sarei annoiata. Tutte bugie! Anzi, direi che nonostante la mia mente fosse già proiettata su una visione pessimista, mi sono divertita un sacco, mi è piaciuto tantissimo1 Nei primi giorni nel teatro c’era molto silenzio, tutti stavano studiando e imparando i copioni e dal terzo giorno abbiamo iniziato a recitare e a provare seriamente. Sinceramente, mi sono divertita tantissimo e grazie a quest’esperienza ho conosciuto i miei compagni molto meglio, ho imparato a credere di più nelle mie abilità e in generale in me stessa. Nel teatro non puoi nasconderti, se dimentichi qualcosa devi improvvisare e nel mio caso se avessi sbagliato un piccolo gesto e non avessi afferrato una palla dopo averla lanciata avrei dovuto trovare una soluzione. Cosa che effettivamente mi è successa: ero al centro del palco e c’era la luce proiettata solo su di me, tutto intorno era buio e ad un certo punto dovevo fare un numero da prestigiatore lanciando le palline più in alto e una di queste è entrata nel fascio di luce e poi è sparita. Ho avuto un momento di panico perché non riuscivo più a vederla e poi un tonfo: la pallina aveva toccato il suolo. Non sapevo cosa fare, ma poi ho deciso di lanciare anche le altre due e farle cadere. Alla fine, ho chie- sto a Margot come fosse venuta il numero e mi ha detto che sembrava fosse previsto che la pallina cadesse! Ho legato molto di più con le persone a cui ero già vicina e la cosa mi ha resa molto felice.
Vorrei parlare anche di un tragico evento che è accaduto durante le due settimane di preparazione ma non saprei come introdurlo. Ok, posso fare così: nel processo di preparazione per la recita, un carissimo amico della professoressa che stava facendo tutto il lavoro, è venuto a darle una mano. Bravissimo regista, tutti i suggerimenti che ci ha dato sono stati preziosissimi e per di più era una persona palesemente innamorata del teatro. Colin, il giorno 18 gennaio del 2023 ha perso la vita. La cosa mi ha fatto tantissima impressione, non ho mai perso nessuno nella mia vita, eccetto quando ero molto piccola. La cosa che mi ha sconvolta di più è che lo avevo visto il giorno prima, gli avevo detto ci saremmo visti il giorno dopo e il giorno dopo non c’è mai più stato. Abbiamo comunque portato avanti il lavoro e abbiamo dedicato ogni singola recita a Colin. Nonostante questo evento, siamo riusciti a trovare tempo per divertirci e per tirare su il morale di Jean, la professoressa. Diciamo che in un certo senso credo che il fatto che io dovessi imparare a destreggiarmi meglio abbia unito un po’ tutti, perché non ho imparato da sola ma tutti insieme abbiamo provato e ci siamo aiutati a capire come fare.
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Forse vi starete chiedendo come mai nel titolo ci sia quel “(o quasi)” ebbene ve lo faccio sapere subito. Dopo l’ultima esibizione ho iniziato a fare la valigia e a prepararmi per andare con la classe di arte in gita. Una piccola gita, modesta direi … Siamo andati a Parigi e poi a Londra! Non siamo con tutta la classe ma solo alcuni, siamo qui in 6 su 11, ma di questa gita vi parlerò in un altro articolo.
Intanto posso dire che mi sto divertendo tantissimo e il gruppo è formato da persone che non mi sarei mai immaginata potessero andare d’accordo e invece funziona! Sto avendo la possibilità di conoscere alcuni di loro meglio di prima e altri sono completamente nuovi per me. Sono felicissima di essere qui con loro e non con qualcun altro.
Quasi dimenticavo di dire che abbiamo iniziato anche le prove per il ballo della scuola. La scuola è particolare e quindi anche il ballo: non abbiamo il Prom ma un altro ballo molto più formale e, quindi, dobbiamo imparare i passi di danza precisi, anche come aprire le porte e come entrare in una stanza. (vi lascio una foto in cui sto ballando con una professoressa). Non ho altro da dire, sto scrivendo questo articolo a Londra e so che dovrò finire il reportage della gita quando sarò in aereo. Alla prossima!
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