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Quando la fantasia non ha freni
Ci son voluti 33 anni (gli stessi di Cristo) prima che lo scudetto di calcio tornasse a Napoli.
In Emilia Romagna invece si è passati dalla siccità alle alluvioni in un giorno.
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Il divario Nord-Sud è anche questo.
Al Nord i ribaltoni si consumano nell’arco di poche ore. La velocità è il motore che tutto muove.
Nel Mezzogiorno d’Italia, di cui Napoli è la perfetta summa e sintesi antropologica, i tempi sono dilatati, lenti, pigri. La vita la si prende comoda, in applicazione del dogma congenito che impone il sentimento sregolato prevalente sulla metodica efficienza.
Sbaglia chi pensa che sia ignavia. E’ filosofia ancestrale. Al Sud, per citare una nota réclame, l’attesa del piacere è essa stessa piacere. Al Sud il ragù non lo si prepara in mezz’ora ma in due giorni.
A Napoli, la città del caffè sospeso, si è vissuto per mesi con lo scudetto ‘sospeso’. I festeggiamenti hanno mostrato, una volta ancora, all’Italia e al mondo quanta passione alberghi nei cuori della gente di quelle latitudini. Sia che si tratti del miracolo di San Gennaro, sia che si tratti della tombola di Natale.
Nella città di Totò, Troisi e Maradona ogni cosa, sacra o profana, è vissuta con poesia e superstizione, folklore e viscere, genio e sguaiatezza, sciorta e scarògna.
Nell’immaginario partenopeo, il centravanti mascherato Osimhen incarna il Pulcinella nero, il Masaniello che si ribella allo strapotere cal-
Diario Massimo di un osservatore minimo di Massimo Ceccherini Podio
cistico del Nord. E l’alopecico cranio di mister Spalletti emette un bagliore che neanche il sole sui faraglioni di Capri.
A proposito di tempi lunghi: sono passati 70 anni tra l’incoronazione di Elisabetta II (la seconda sovrana più longeva di sempre dopo Luigi XIV il Re Sole) e suo figlio Carlo III.
Al nuovo re è andato il porridge di traverso quando gli hanno riferito della profezia di un presunto veggente brasiliano, autodefinitosi il ‘Nostradamus vivente’, secondo cui il sovrano abdicherà dopo un regno brevissimo, a causa di problemi di salute, lasciando il trono a un successore inaspettato.
Se i francesi possono vantare il Nostradamus ‘originale’ e i brasiliani quello tarocco, in Italia abbiamo la veggente di Trevignano.
E’ tornata a far parlare di sé la signora Gisella Cardia, la Bernadette dei Monti Sabatini, all’anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla prima che cambiasse nome e acquisisse il cognome del marito per non meglio precisati motivi.
La miracolata sostiene da anni di aver visto lacrimare sangue dal volto della statuetta della Madonna riportata da Medjugorje e da lei ricevere, ogni 3 del mese alle 3 di pomeriggio, sulla collina sopra il lago di Bracciano, messaggi per i fedeli. La biografia della signora è controversa. Ex imprenditrice nel settore della ceramica, al centro di indagini della procura di Civitavecchia e della Commissione istituita dal vescovo di Civita castel- lana, accusata di abusivismo edilizio (il gazebo eretto sul luogo delle apparizioni è stato rimosso) e di ricevere donazioni milionarie dai fedeli creduloni.
Per gli scettici la signora, oltre alla statuina della Madonna, ha portato da Medjugorje soprattutto l’idea per un fiorente business.
Anch’io spesso vedo la Madonna ma resto umile.
Per esempio tutte le volte che mentre mangio mi mozzico la lingua.
Quando urto l’alluce contro il piede del letto.
Durante la mia ultima seduta di igiene orale poi! Ho visto la Madonna e tutte le schiere angeliche. L’igienista, donnina piccola piccola con due manine rubate alla siderurgia, ci ha dato dentro peggio di un fabbro incazzato. Mentre l’operaia martellava sui miei incisivi io, accettando il martirio, ho cercato di monetizzare la visione mariana chiedendo alla Beata i numeri del Superenalotto. La Vergine Maria mi ha risposto stizzita che no, i numeri non poteva darmeli… ‘avido materialista che non sei altro!’mi ha bacchettato, ma che nella sua infinita misericordia poteva anticiparmi il conduttore di Sanremo 2028 o svelarmi il quarto mistero di Fatima: il nome del fashion stylist di Cristiano Malgioglio.
Gli episodi autobiografici snocciolati dalla signora Gisella sono davvero bizzarri, al limite dello sketch comico.
Come quello secondo cui è stata la Madonna in persona, nota esperta di estimo e di contrattualistica immobiliare, a indicarle il terreno giusto da acquistare per le sue apparizioni.
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Oppure di quando, durante un raduno di preghiera, la sedicente veggente compì il miracolo della moltiplicazione di gnocchi e pizza per sfamare una ventina di fedeli.
E poi un aneddoto sulla sua nascita: nata morta fu riportata in vita pochi minuti dopo, grazie alle preghiere della zia davanti ad una statua della Vergine.
Per non farsi mancare nulla, la miracolata, emula della Madonna, è recentemente ‘apparsa’ nel salotto di Vespa e ha raccontato di aver subìto nel bagno di casa un attacco fisico da Lucifero, secondo una dinamica a metà tra Paranormal Activity e l’Esorciccio. Ma la domanda è: come faceva la signora a sapere che si trattava proprio di Lucifero in persona e non di un diavoletto qualsiasi?
Ho immaginato il satanasso bussare al campanello ed esibire il tesserino di riconoscimento, come un operaio Enel per la lettura del contatore. Qualche giorno dopo rieccola sullo schermo, stavolta dalla D’Urso e… colpo di scena! La Madonna piange in diretta tv!
Ma i rendez-vous ultraterreni della santona non terminano qui. Ha raccontato di aver incontrato in passato anche Gesù, descritto come ‘giovane, capelli lunghi, occhi verde azzurro e molto bello’. Uguale uguale all’immagine di Nostro Signore sui libri di catechismo.
Il Padreterno invece dice di non averlo ancora visto, ma che è in lista d’attesa. Scommettete che lo descriverà come un vecchio con la barba bianca e la lunga tunica, ora accigliato ora bonario, una sorta di ibrido tra Babbo Natale e Capitan Findus? Spararle grosse ok, va benissimo, ci sta…. ma signora Gisella, se vuole conquistare il Grande Pubblico, quello scettico con le falangi sul telecomando e lo sberleffo in canna, ci deve mettere più fantasia nel copione… Orsù, s’inventi qualcosa di inedito, che ne so… apparizioni hitech, qualcosa di mai sentito, di magnificamente spettacolare, di divinamente iperbolico!
Ma gli animalisti hanno sempre e comunque ragione?
Egregio Signor Adelino, personalmente la conosco soltanto così, indirettamente, attraverso stralci di racconti di politica locale, che sentivo anche così involontariamente, attraverso due mie insegnanti di oltre 40 anni fa e che fra l’altro mi hanno cambiato in buona parte la mia vita in carrozzina, e che ringrazio ogni giorno col pensiero proprio con infinita gratitudine; ho pensato di rivolgermi a lei e alla sua rubrica della posta sul “nostro” giornale delle Giudicare per la questione dell’orso. Gli animalisti stanno difendendo in tutte le maniere quest’orso. Come si fa a far prevalere sempre e comunque l’orso, anche di fronte alla sua uccisione di un giovane ragazzo? E sopratutto come si fa a rimane così freddi e meschini davanti all’immenso dolore, di quei due genitori che hanno perso così assurdamente il loro figlio?
Sentendo poi della scandalosa, a mio avviso, manifestazione di protesta, da parte degli animalisti voluta e fatta addirittura sotto l’abitazione privata di Fugatti ad Avio, mi si è proprio stravolto lo stomaco per la sensazione di totale disgusto, per non usare un’altra parola, che ho provato verso queste persone che di fronte a questa tragedia vogliono far prevalere sempre e comunque l’animale feroce.
E a Lei sembra proprio giusto tutto questo?
E adesso tutti noi abbiamo letteralmente paura ad andare a farci una semplice passeggiata nei nostri boschi o sulle nostre montagne: personalmente non mi azzardo proprio più a spronare mia madre, ormai anziana, a farsi un giro per rilassarsi un po’ su per il Passo del Durone, come faceva fino a non poco tempo fa mentre io ero al centro diurno e ci stavo proprio tranquilla, dimenticandomi talvolta di dove mi aveva detto che andava come fa solitamente, poco prima che mi vengano a prendere, distratta come sono da alcune attività che devo svolgere al centro diurno. Ma adesso non sarà più così, quando mi dirà che andrà a farsi un breve giro a funghi, io starò al centro diurno col pensiero se non addirittura con la paura che mia madre possa incontrare l’orso, o il lupo che inizia a circolare anche lui qui all’interno delle nostre zone. Le sembra giusto questo? Persone come mia madre, che praticamente sono nate e cresciute su in alta montagna, dove fra l’altro era estremamente faticoso procurarsi quel pezzo di pane quotidiano, che tra l’altro non bastava mai, ma che ci ritornano sempre tanto volentieri anche solo per riscoprire le proprie radici, o per semplicemente starsene un momento da soli con i loro ricordi più cari, Le sembra giusto che adesso per paura dell’orso, queste cose non le possano più fare? A me non lo sembra, in nessuna maniera. E se non provvederanno a prendere soluzioni serie, pur tenendoci molto personalmente non mi recherò al voto il prossimo ottobre per protesta, ma sopratutto per solidarietà verso i genitori di Andrea Papi perché non si può essere uccisi da un orso e poi sentire che lo difendono pure, così come se nulla fosse stato. Questa è una cosa proprio inaudita e inaccettabile che merita, anzi che esige, giustizia. Ma una giustizia vera, come l’hanno chiesta i genitori di Andrea Papi.
Mariagrazia Fusari
Botta E Risposta
Ho una zia a cui voglio molto bene, è anziana, oltre gli ottanta e comincia a preoccuparmi. Non sempre capisce quello che le dico, dimentica facilmente le cose, non è più la mia zia di qualche anno fa.
Fabiano
Talvolta capita anche a me, ma non mi dispero. Ho letto da qualche parte che i cervelli degli anziani sono lenti perché hanno immagazzinato troppe cose nella loro vita e non sempre riescono a fare ordine nelle cose che sanno. Le persone non diminuiscono la loro capacità mentale, ci vuole solo più tempo perché hanno molte informazioni nella loro testa. E’ un po’ come il disco rigido del computer, tanto più è pieno di dati, tanto più rallenta le operazioni. Così fanno gli essere umani, ci vuole più tempo per accedere alle informazioni immagazzinate quando il loro