NewSImpresa Nr.1 - Marzo 2011

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Rivista di informazione e approfondimenti di mercato

SImpresa

New

MAGAZINE

Anno 1 Febbraio 2011 – Supplemento a www.newsimpresa.it - Diffusione Gratuita - N. 1/2011

HMI-SCADA una tecnologia in evoluzione

Misurare con il PC semplicita’ e flessibilita’ nel mondo industriale

PLM e Automotive matrimonio perfetto

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Display da 5.7 a 21.5 pollici Celeron - Atom Core 2 Duo - ARM Soluzioni Fanless e Diskless Touch Screen Ultrasottili Protezione IP65-66

Panel PC - HMI

Computer Compatti Celeron - Atom - Core 2 Duo Soluzioni Fanless e Diskless Temperatura standard o estesa Basso consumo

Controllori programmabili per l’automazione I/O analogici e digitali, BUS di campo Robustezza a urti e vibrazioni MTBF superiore a 34 anni Sistemi Operativi embedded Linux, XPe, CE

Switch industriali Managed, Power Over Ethernet Interfacce su rame e fibra ottica Range di temperatura operativa esteso X-Ring, Spanning-Three

Machine to machine I/O analogici e digitali Comunicazione HSDPA (3G) Interfaccia GPS

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SOMMARIO Numero 1 - febbraio 2011

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EditToriale AUTomazione

Editore Pentaconsulting Srl Piazza Caiazzo, 2 20124 Milano Tel. 02 92958990 - fax 02 700595960

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il mercato hmi/scada

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HMI/SCADA: Siemens

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SIEMENS

HMI/Scada:

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Advantech:

lancia il Totally

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Integrated Automation Portal

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SIEMENS-PARMALAT

una tecnologia in evoluzione

Enabling an Intelligent Planet

elettronica

scalabilitàa’

e nuove feature nelle soluzioni

REDAZIONE Direttore Responsabile Massimo Fucci massimo.fucci@pentaconsulting.it

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misurare con il pc SISTEMI AVANZATI ELETTRONICI Un roadshow che presenta soluzioni innovative di automazione Dal mondo dell’elettronica

UNA PARTITA tRA protagonisti

Direttore Tecnico Valerio Alessandroni valerio@alessandroni.net

ICT PLM 12

Ufficio Traffico Arianna Bertotto arianna.bertotto@pentaconsulting.it Art Director Ivan Roman ivanroman@ivanroman.it

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SCHNEIDER ELECTRIC: orientare 150.000 tappi/ora

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PANASONIC E HMI/SCADA:

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un’esperienza che viene da lontano

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Dal mondo dell’automazione

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PROGEA - LO SCADA/HMI

Dal mondo ict-plm

Lo

Storage

nell’era

del Cloud Computing

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Si scrive automotive si legge Siemens PLM software

di successo: il vostro

Hanno collaborato a questo numero Marinella Croci, Mauro Galano, Paolo Fiorani, Daniele Vizziello Stampa C&M print s.a.s. Via Sardegna, 13 - 20060 Vignate (MI)

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echos2value stress e lavoro correlato

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Dal mondo dell’automazione

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WONDERWARE - SCADA/HMI

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COMSOL MULTIPHYSICS: la simulazione ricomincia da 4

e non solo Rivista di informazione e approfondimenti di mercato

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SImpresa

macchine utensili:

New

MAGAZINE

innovare attraverso

Autorizzazione del Tribunale di Milano n.493 del 7/10/2009

il software d’automazione

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ROCKWELL AUTOMATION - TISICS: un caso di successo

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Dal mondo dell’automazione

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Da Phoenix Contact TP 3000: una famiglia completa per

HMI-SCADA una tecnologia in evoluzione

Misurare con il PC semplicita’ e flessibilita’ nel mondo industriale

PLM e Automotive matrimonio perfetto

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il comando e la supervisione

Advantech Europe Via Roma, 74 1 (Mi) 20060 Cassina de’ Pecchi www.advantech.eu inquadra e accedi al sito www.newsimpresa.it


Edittoriale

R

educe dalle fatiche per la realizzazione del N.1 del Newsmagazine di supplemento alla testata NewSImpresa (il numero che state leggendo) mi concedo un momento di riflessione, poiché , ne sono convinto, può servirmi per fissare alcuni punti di interesse più generale in merito al mercato e a coloro che vi operano. Ho incontrato diverse persone: dai proprietari, ai tecnici utilizzatori, al management e ai collaboratori delle strutture di marketing e comunicazione, fino alle

agenzie di comunicazione. Ho preferito avere dei contatti diretti (molti dei quali insieme a Valerio Alessandroni, che ringrazio)perché sono convinto che l’idea dell’iniziativa NewSImpresa potesse essere raccontata, con la giusta enfasi, solo dagli ideatori, quelli che hanno a cuore ed in testa la voglia di dimostrare che si tratta di un’iniziativa innovativa ed al tempo stesso di Valore. Con nostra estrema soddisfazione, tutte le persone incontrate hanno avuto parole di apprezzamento ed hanno compreso che “finalmente qualcosa di nuovo e tracciabile” si è profilato all’orizzonte. Una felice discontinuità in un segmento oggi molto piatto, dove spesso è difficile distinguere l’una dall’altra iniziative editoriali troppo simili tra loro. Uno scenario nel quale l’obiettivo sembra essere solo quello di pubblicare, e non quello di rendere il pubblicato uno strumento efficace per generare valore. Molti ci hanno dato fiducia, investendo nell’iniziativa, e senza di loro questo numero cartaceo non sarebbe stato possibile. Altri sono rimasti alla finestra ad aspettare. Tutti hanno concordato che è necessario cambiare ma continuare ad operare nello stesso modo in cui si è operato fino ad oggi (ossia con gli stessi mezzi di comunicazione a supporto della diffusione del valore dell’offerta dell’azienda) sicuramente non porta cambiamenti significativi nella capacità di competere. La questione non riguarda l’adesione ad una nuova iniziativa editoriale, bensì: Quanto siamo disposti a vivere del cambiamento? Quanto i nostri collaboratori? Quanto i nostri capi? Forse andrebbe definito un indicatore da infilare nelle valutazioni aziendali, magari anche scaricabile fiscalmente. Intanto, meditando sulla citazione iniziale pensiamo a come sia facile arrivare prima degli altri: basta volerlo, soprattutto se si opera in un mondo tecnologico (Automazione, Meccatronica, ICT) in cui l’innovazione di prodotto è un fatto quotidiano ..basterebbe mutuarla nei comportamenti e nelle decisioni. Buona lettura a tutti. Massimo Fucci

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“Vivere del cambiamento poiché non basta evocarlo, ma va attuato e perseguito in maniera sistematica. Le persone sono i veri protagonisti, sono le persone che debbono cambiare” Binago: 27 febbraio 2011 - MF


MachineStruxure riduce fino al 50% il time to market SoMachine

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

MERCATO HMI/SCADA Tecnologie e metodologie contribuiscono ad assumere il mercato HMI/Scada che in Italia ha ormai raggiunto un valore di circa 17 milioni di euro, interessando diversi ed importanti settori merceologici. Un mercato in cui il passaggio da una tecnologia consolidata ad una più innovativa potrebbe rappresentare un fattore critico di successo: una questione tutta nelle mani del management aziendale.

L

’industria dell’automazione in Italia è ben rappresentata in ANIE (www.anie.it) la Federazione Nazionale delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche. Assoautomazione, (www.assoautomazione. it) l’Associazione dell’Automazione e Misura è una delle undici associazioni di categoria federate e rappresenta le aziende che appartengono ai seguenti settori merceologici: Azionamenti Elettrici, HMI e Software, PLC e I/O distribuiti, Rilevamento, Misura e Analisi, Telecontrollo, Supervisione e Automazione delle Reti, Telematica applicata a Traffico e Trasporti, UPS – Gruppi Statici di Continuità. In particolare il Gruppo HMI e Software - Human Machine Interface e Software – rappresenta le Aziende operanti nel campo delle soluzioni per il controllo dei sistemi attraverso la visualizzazione delle informazioni dello stato macchina, la gestione delle emergenze, l’impostazione di parametri atti a definire i cicli di lavorazione e la reportistica dei dati. Il Gruppo, , dedica particolare attenzione al monitoraggio del mercato. Al presidente del Gruppo, Dott. Mauro Galano, abbiamo chiesto di inquadrare il settore fornendo alcuni dati di mercato. Il tutto viene riportato di seguito.

Dott. Mauro Galano Presidente del gruppo HMI e Software

SINTESI PER LA DIREZIONE AZIENDALE HMI e Scada sono i dispositivi che permettono di controllare e monitorare il funzionamento delle apparecchiature presenti negli ambienti produttivi, proponendosi come i componenti hardware e software che gestiscono lo scambio di informazioni e facilitano l’integrazione di fabbrica. Le soluzioni HMI permettono all’operatore di avere il controllo del sistema attraverso la visualizzazione delle informazioni dello stato macchina, la gestione delle anomalie, la parametrizzazione delle variabili di lavorazione per la realizzazione dei diversi cicli e la reportistica dei dati. A seconda della presenza e del livello di completezza delle funzionalità sopra elencate si articola l’offerta dell’interfaccia operatore che viene suddivisa in Terminali grafici e Software di Supervisione. I terminali Grafici offrono una soluzione integrata di hardware (il pannello) e software (per l’inserimento e visualizzazione delle informazioni), mentre la soluzione di supervisione Scada (Supervisory Control and Data Acquisition) viene eseguita su una piattaforma hardware ‘aperta’, ovvero su un computer con sistema operativo standard (che nella maggior parte dei casi risulta essere Windows). Negli ultimi tempi gli Scada, nati come sistemi di monitoraggio e acquisizione dati, si stanno proponendo come l’interfaccia verso i sistemi di livello superiore MES (Manufacturing Execution System) per la gestione del processo

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produttivo, integrandone alcune funzionalità come storicizzazione, calcolo dell’efficienza (KPI), e tracciabilità.

HMI (TERMINALI OPERATORE) Il mercato italiano dei sistemi orientati al ‘dialogo operatore’ è tradizionalmente legato al mercato dei PLC ed è fortemente dipendente dall’andamento del mercato dei costruttori di macchine (OEM). Il terminale grafico è la soluzione di visualizzazione più diffusa sia per la notevole flessibilità del terminale, sia per il notevole numero di funzionalità disponibile, sempre crescente.


Dati Mercato L’offerta di questi prodotti è ormai così completa e variegata che, grazie anche alla potenzialità e prestazioni rese disponibili dalla piattaforma hardware, oggi è possibile realizzare applicazioni di interfaccia operatore che fino a ieri erano riservate alla piattaforma Scada di livello superiore. Gestione ricette, acquisizione dati, trending, accesso web sono solo alcune delle funzionalità ormai presenti sulla maggior parte dei terminali. Dal punto di vista della connettività, la comunicazione Ethernet ha ormai soppiantato quella seriale (RS232 e tutti i suoi derivati) in quanto offre migliori prestazioni e immediata connettività verso i livelli superiori: la porta seriale rimane ancora presente nelle soluzioni semplici a basso costo, dove le prestazioni e il volume di dati scambiato è molto ridotto. La tecnologia Touch-Screen, con display tattile, risulta preponderante ed in continua crescita rispetto alla soluzione nonTouch (solitamente con tasti funzione e tastiera numerica), in continua contrazione, che copre ormai meno del 15% del totale. I display dei terminali hanno dimensioni variabili, con preferenze pari a circa il 50% per versioni vicine ai 6 pollici e nel 35% dei casi con versioni intorno ai 10 pollici. Le dimensioni superiori ai 10 pollici, con display da 12”, 15” e anche 17”, coprono ormai il 15% delle vendite: sono in continua crescita, e tendono ad essere in diretta concorrenza con i Monitor e Computer (anche Industriali). L’evoluzione è costantemente alla ricerca di soluzioni ancor più potenti e flessibili, e spinge i produttori ad arricchire le proprie proposte con ulteriori capacità rispetto all’Hmi tradizionale. Una ricerca che ha favorito l’adozione di hardware pc-based, con dischi allo stato solido (ad esempio Compact Flash) e sistemi operativi “open”, come Windows CE o Embedded per permettere di incrementare ulteriormente le funzionalità come eseguire altri applicativi sul terminale oltre a quello di visualizzazione (Browser web, visualizzatori di file, manualistica, etc.). La tendenza è di avere display sempre più grandi (si arriva anche a 19” in formato widescreen) con funzionalità sempre più complete ed una grafica accattivante che si aggiungono al requisito fondamentale di avere a disposizione un oggetto che sia facile da configurare ed utilizzare: i tempi di apprendimento dei tool di sviluppo da parte dei programmatori e del personale di manutenzione sono ormai parametri che rientrano a pieno titolo nei costi totali di proprietà del prodotto. Il fatturato stimato nell’anno 2010 in Italia risulta pari a circa 74 milioni di euro con una crescita in volume e fatturato di circa il 24% rispetto all’anno 2009. L’incremento registrato ha solamente in parte recuperato la notevole flessione registrata per la crisi economica del 2009, pur facendo ben sperare ad un ulteriore miglioramento per l’anno corrente. In dettaglio, si è ulteriormente ridotta la presenza dei terminali non-touchscreen sia a colori che monocromatici che rappresentano ormai meno del 4% del mercato totale. I pannelli monocromatici continuano ad avere una flessione rispetto ai modelli a colori e vengono ormai richiesti solamente nelle taglie più economiche (inferiori a 6”). Sono sempre più richiesti i modelli a colori con display più grande di 10.4”, che registrano un incremento percentuale più elevato della media di mercato.

SUPERVISIONE La supervisione è, come dice l’acronimo Scada, un software dedicato alla supervisione del sistema ed all’acquisizione dati. Per la notevole capacità di calcolo richiesta e la necessità di una buona quantità di memoria per la registrazione dei dati, questo software viene eseguito su una piattaforma PC con sistema operativo adatto (versioni Workstation o Server) La supervisione è costituita da due componenti software: il development o sviluppo , per creare l’applicazione, ed il runtime per eseguire l’applicativo creato. Gli Scada, a causa della continua evoluzione dei pannelli operatore prima citata, si stanno posizionando ad un livello superiore rispetto a qualche anno fa, proprio per “differenziarsi” rispetto al terminale grafico. Grazie alla maggior potenza di calcolo offerta dai computer utilizzati (spesso anche macchine Server che offrono maggiori prestazioni ed un maggiore livello di affidabilità) per eseguire il software, la supervisione si sta orientando verso applicazioni che interessano grosse moli di dati, con architetture client-server, dove spesso viene richiesta anche la ridondanza del dispositivo per la massima disponibilità del sistema. A questo posizionamento delle applicazioni verso l’alto, si accompagna la sempre maggiore attenzione ed integrazione con il livello superiore MES, proponendosi come l’anello di congiunzione fra l’e-manufacturing dell’ambiente di produzione ed i sistemi di e-business; oggi infatti è possibile integrare facilmente le funzionalità di base dello Scada con un’acquisizione dati più evoluta (Historian), reportistica avanzata, valutazione degli indici di efficienza (KPI), con lo scopo di mettere a disposizione del management le informazioni che permettono di prendere le giuste decisioni più velocemente ed essere sempre più rapidi a seguire le richieste del mercato. Da qui la necessità di valutare anche l’interoperabilità con sistemi diversi e l’integrazione con software complementari: In questo modo si riducono i costi di integrazione e si ottiene una soluzione flessibile ed aperta. La stabilità del prodotto e la serietà del produttore garantiscono supporto ed assitenza nel corso degli anni. In breve: valutare il TCO (Total Cost of Ownership), ovvero il costo totale del intero ciclo di vita del software, e non il semplice costo di acquisto Il mercato italiano della supervisione è legato a diversi ambienti applicativi: mercato dei servizi (Oil&Gas, Water/WasteWater, Energia, Metal, Infrastrutture), e degli end-user nei vari settori per il monitoraggio di linee o impianti (Alimentare, Farmaceutico, beni di consumo, automotive, etc.). Il mercato italiano della supervisione è stimato essere intorno ai 17 milioni di euro. Il fatturato conferma l’andamento positivo del mercato della visualizzazione con un +21.7%. Un maggiore incremento delle licenze di upgrade (+28%) indica una tendenza del mercato a “risparmiare” sull’acquisto di licenze nuove, riutilizzando/aggiornando quelle in essere. L’incremento delle soluzioni softlogic / pc based control (+24%) è un segnale, da verificare nel medio termine, di un rinnovato interesse per le soluzioni embedded (PLC ed HMI integrati) che si affiancano rispetto a quella tradizionale (PLC ed HMI separati), sempre più la apprezzata dal mercato (oltre il 70%).

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

hmi/SCADA:

scalabilita’ e nuove feature nelle soluzioni siemens Lo SCADA Simatic WinCC è in evoluzione, integrandosi nella nuova piattaforma Totally Integrated Automation Portal (TIA Portal) e permettendo di coprire qualsiasi applicazione, anche in settori dove la tecnologia HMI/SCADA non era tradizionalmente presente

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ual è lo stato del mercato HMI/ contenuta rispetto a quella dei PC industriali. Il motivo è che SCADA secondo Siemens? Quali molti system integrator hanno acquistato le licenze con molto segmenti mostrano una dinamica anticipo e non le hanno utilizzate perché spesso i progetti nuovi più interessante? o di revamping sono stati fermati: questo è evidente se si consiRisponde Andrea Maffioli, Division derano le release dei prodotti acquistati, che sono piuttosto daLead Industry Automation Siemens tate. Ciò significa che si tratta di release acquistate tempo fa, Italia: “Parlando di SCADA in geneper impianti che non si sono concretizzati, a differenza dell’harrale, fino a qualche anno fa si tratdware, che spesso viene acquistato in una fase più avanzata tava di un mondo abbastanza limitato. Erano pochi gli impianti del progetto anche per motivi di cashflow. E’ prevedibile un nei quali la grafica veniva portata ad un livello un po’ partiriallineamento dei due segmenti nel corso dei prossimi semestri”. colare. Oggi, anche su piccole macchine e piccoli impianti, dove il costo generale dell’automazione è molto basso rispetto Con quali prodotti/tecnologie risponde Siemens a questo quaa quello di utilizzo, si richiede spesso una grafica spinta, a tutto dro di mercato? tondo - anche se essenziale nei contenuti. Anche Siemens, “In attesa del lancio del TIA Portal, l’offerta HMI/SCADA di Siequindi, ha iniziato a rivedere il proprio approccio. L’attenzione mens si sviluppa attorno a due famiglie di prodotto”, risponde che i clienti dedicano alla parte HMI/SCADA è aumentata, Cerea. “La prima, WinCC SCADA, è oggi consolidata in ambito prevediamo quindi di fare ancora di più e uno degli argomenti automazione. Partendo dalla linea di produzione, stiamo andi spinta del business di quest’anno verrà proprio dal mondo dando sempre più verso la singola macchina, perché i costrutHMI che ci sta dando una reale soddisfazione. Questa crescita, tori ci stanno chiedendo applicazioni sempre più complesse. tuttavia, ci fa vedere che dobbiamo intervenire anche in settori Grazie alla porta Ethernet che permette lo scambio dati con un dove in precedenza lo SCADA non entrava perché si utilizzavasistema sovraordinato, WinCC SCADA offre la massima visibilità no software di digitazione dati e di visualizzazione dei parametri, verso i sistemi ERP. A WinCC si è aggiunta la famiglia WinCC eventualmente con qualche semplice grafico a corOpen Architecture, che si colloca a livello più alto, Andrea Maffioli redo. Per questo, abbiamo iniziato a rivedere tutta la essendo stata creata per grandi architetture distribuite politica dei nostri software, in un quadro di mercato sul territorio (ad es. acquedotti o municipalizzate) più che positivo – in generale - per questo settore. dove sono presenti n client con n server”. La richiesta di applicazioni su PC e di capacità di editing dei dati (quindi pannelli sempre più dotati Che cosa distingue le attuali soluzioni HMI/SCADA soprattutto di comunicazione, perché il dato di Siemens, sul piano tecnologico, rispetto a quelle macchina può arrivare da una schedulazione a offerte solo qualche anno fa? livello superiore o da un ERP, a cui successivamenCerea: “I nuovi punti di forza sono numerosi. Ad te è necessario riportare) si uniscono alla richiesta esempio, per WinCC è stata introdotta la virtualizzadi maggiori prestazioni e di una maggiore economizione, che permette di eseguire lo SCADA su piattacità. Mentre, quindi, in passato si era abituati ad avere forme virtuali con sgravio da quello che è l’hardware da la linea di produzione corredata di HMI evoluto, oggi anche mettere in campo. In sostanza, mentre il ‘motore’ dell’architettula singola macchina deve avere un discreto pannello grafico ra è installato su un server, i vari SCADA d’impianto sono eseguiti –eventualmente touchscreen - che sostituisca la vecchia eletsu Virtual Machine. Il vantaggio è che non occorre più gestire tromeccanica e che sia in grado di scambiare dati con i livelli un’architettura decentrata, perché si decentra semplicemente superiori attraverso varie tecnologie (Ethernet, SMS, web, ecc.). la periferia. Un’altra novità è la possibilità di installare lo SCADA Anche in Italia siamo quindi chiamati a distribuire di più sia su architetture client-server web, dove una piattaforma d’impannelli operatore con nuove feature, sia software SCADA rivisti pianto opera come web server e da qualsiasi parte del mondo e ridefiniti”. si può accedere come web client e scambiare dati con l’archi“Confermo la forte ripresa del mix di prodotto HMI/SCADA/ tettura. Passando a WinCC Open Architecture, ci si comincia PC industriali in Italia, soprattutto rispetto al 2009 (+30% circa)”, a svincolare dal sistema operativo, che può essere quindi non interviene Mauro Cerea, Sales Manager HMI Siemens Italia. solo Microsoft ma anche Linux o Solaris. Specialmente su Linux “Considerando il solo segmento HMI/SCADA, la crescita è più esiste una forte attenzione del mercato. A ciò si aggiunge un

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Intervista database nativo Oracle, a sua volta molto richiesto a livello di architettura. Nondimeno, proprio perché WinCC Open Architecture è stato pensato per architetture decentralizzabili a livello di territorio, è possibile integrare all’interno della piattaforma anche sistemi GIS (Global Information System) per ottenere delle mappe ‘vive’ e zoomare sempre di più sull’area geografica di interesse e animarla. Infine, tutti le comunicazioni all’interno di queste architetture distribuite avvengono in maniera cifrata tramite protocollo Kerberos. A ciò si aggiunge, per la massima sicurezza, un Crash Recovery System per un backup immediato in caso di failure di una parte del sistema”. In che modo l’attuale offerta HMI/SCADA Siemens si integra nel TIA Portal? “La nostra strategia per il futuro ruoterà attorno alla nuova piattaforma TIA Portal, un contenitore al quale si appoggiano i vari software di automazione: HMI, PLC, ecc.”, risponde Cerea. “A livello SCADA, essa offre finalmente quella scalabilità completa che in passato non avevamo. Il nostro è un Paese di costruttori di macchine, dove le soluzioni SCADA vengono sempre più customizzate in base alle richieste dei clienti. Non si fanno grandi numeri di una stessa macchina, ma si hanno molte sfaccettature diverse. Fino a poco tempo fa, vi era una completa scalabilità nel mondo dei pannelli HMI, ma quando si doveva fare un salto verso lo SCADA (perché veniva richiesta un’interfaccia con database, lo scambio dati con un ERP, soluzioni clientserver, ecc.) era necessario passare a WinCC e i nostri system integrator erano costretti a cambiare piattaforma. TIA Portal offre finalmente la scalabilità che mancava. Quindi, non si è più legati al software e non occorre più capire bene l’applicazione per definire il taglio dello SCADA, ma si è liberi di usare un’unica piattaforma. Si può pertanto iniziare a sviluppare in base alle richieste del cliente senza avere alcun limite nel rispondere ad esigenze future. I vantaggi sono numerosi: una sola piattaforma per tutte le applicazioni, un solo know-how, nessuna necessità di porting, ecc. Il nostro grande battage del 2011 sarà quindi sicuramente sul software”. “L’adozione di un’unica piattaforma porterà in futuro a una sola linea di prodotti?” “A livello di SCADA verrà unificato anche il nome, quindi la linea di prodotti sarà unica (WinCC)”, risponde Cerea. “Il taglio dell’applicazione determinerà la scalabilità del software HMI: ci sarà un WinCC di basso livello rivolto ad applicazioni su pannelli molto semplici e, a seconda del target di device che occorrerà programmare, si potrà salire fino a SCADA da decine di migliaia di tag con tutto il loro corollario di opzioni. La scalabilità sarà quindi sul costo della licenza del software, ma il software sarà unico. E’ da notare che TIA Portal gira su piattaforma Microsoft, mentre il software HMI può essere virtualizzato e, nel caso si desideri svincolarsi dall’ambiente Microsoft, è già disponibile WinCC Open Architecture”. “In questo momento stiamo occupando anche settori nei quali non si prevedeva di dovere utilizzare un HMI evoluto o uno SCADA particolarmente prestante”, interviene Maffioli. “E’ il caso, ad esempio, del settore solare, dove

Mauro Cerea

ci stiamo proponendo come grandi costruttori e realizzatori di impianti fotovoltaici containerizzati piuttosto che a terra o sui tetti. Oggi stiamo distribuendo delle macchine o degli inverter master-slave che hanno la necessità di comunicare e avere, ad esempio, un’immediata evidenza dell’energia prodotta, dei parametri operativi, ecc. Questo viene fatto con i nostri pannelli HMI e con uno SCADA standard, che hanno sostituito i vecchi sistemi analogici. Vi è poi il mondo del revamping. Molte aziende italiane hanno ancora la necessità di rinnovarsi, investendo in funzione di una maggiore efficienza. Se efficienza significa anche produrre di più, oggi il sistema c’è. I tempi e i costi pesantissimi di manutenzione dovuta a vecchi impianti, a cablaggi pesanti e agli spazi occupati da grandi quadri possono essere ottimizzati con un HMI evoluto. Stiamo quindi cercando di stimolare il mercato (ad esempio con incentivi alla ‘rottamazione’ delle vecchie CPU) per raggiungere uno standard più europeo. Ciò significa anche una maggiore sicurezza per gli operatori che lavorano sugli impianti, una maggiore tranquillità e una maggiore cultura della forza lavoro, come richiesto dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE. Infine, ci aiuta nel nostro stimolo al mercato una maggiore attenzione per l’efficienza energetica. Un add-on di WinCC permette di colloquiare con le unità di controllo distribuite sull’impianto e censire tutti i consumi di energia, per fornire indicazioni su come utilizzare al meglio le risorse disponibili”.

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

siemens

lancia il totally integrated automation portal Una nuova piattaforma di engineering che sarà la base per la moderna automazione

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a divisione Industry Automation di Siemens ha lanciato sul mercato la nuova piattaforma di engineering Totally Integrated Automation Portal, il primo framework per l’automazione industriale che unifica tutti gli strumenti applicativi di automazione in un unico ambiente di sviluppo. La nuova piattaforma permette agli utenti di sviluppare e mettere in funzione i sistemi di automazione velocemente e in modo assolutamente intuitivo e, di conseguenza, di risparmiare tempo di engineering riducendo i costi d’integrazione dei differenti pacchetti software altrimenti necessari. Di facile utilizzo e progettato per garantire la massima efficienza, il Totally Integrated Automation Portal è adatto sia per gli utenti meno esperti, sia per coloro che hanno una maggiore dimestichezza con i tool software tecnologici. Dalla configurazione e programmazione fino alla messa in ser-

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vizio, Totally Integrated Automation Portal è il punto d’incontro per tutti i prodotti e strumenti di automazione offerti dal portfolio di Siemens Industry, come per esempio i nuovi software di automazione Simatic Step 7 V11 per controllori Simatic e Simatic WinCC V11 per HMI Simatic e supervisione (SCADA). Per sviluppare in modo ottimale la piattaforma del Totally Integrated Automation Portal, negli ultimi anni Siemens ha studiato le tecnologie software più avanzate e i concetti di interazione con l’utente più innovativi, tenendo presenti nello stesso tempo i requisiti dei suoi clienti in tutto il mondo.

UN’UNICA INTERFACCIA Come componente integrale di tutti i pacchetti dei software di engineering di Siemens Industry, la struttura del Totally Integrated Automation Portal consente di utilizzare un’unica interfaccia utente per tutti i componenti da configurare. Come ha sottolineato Andrea Maffioli, Division Lead Industry Automa-


profondita’

ring del software in un qualsiasi progetto di automazione”, ha sottolineato Mauro Cerea, Sales Manager HMI Siemens Italia. Totally Integrated Automation Portal è basato su un’avanzata architettura software orientata agli oggetti e su un sistema di gestione dati centralizzato, e fornisce la massima omogeneità dei dati evitando automaticamente errori di data entry. Gli utenti possono facilmente trovare dati e oggetti all’interno del progetto utilizzando un ampio sistema di riferimenti incrociati, riducendo enormemente il tempo di correzione degli errori e dei debug tipici di qualsiasi software. “La configurazione dei collegamenti tra tutti i controllori e i dispositivi HMI consentirà ora per la prima volta a tutti i software di automazione di essere configurati attraverso un’unica piattaforma, riducendo cosi notevolmente i costi di gestione e configurazione dell’interfacciamento”, ha affermato Giuseppe Biffi , Sales Manager PLC Siemens Italia. “In questo modo, per esempio, l’utente può semplicemente utilizzare la funzione di drag and drop per trascinare un tag dal controllore alla pagina di una periferica HMI. Il tag sarà istantaneamente assegnato alla periferica HMI, e la connessione tra questa e il controllore verrà generata automaticamente in background senza che sia necessario farlo manualmente”.

NUOVO SOFTWARE DI ENGINEERING

tion Siemens Italia, “Il fatto che tutti gli ambienti condividano gli stessi servizi assicura una navigazione uniforme per gli utenti e un coerente comportamento del sistema. Tutte le periferiche e le reti in un qualsiasi sistema di automazione, infatti, possono essere ora configurate in un unico ambiente con un editor condiviso. Progetti, navigazione, librerie, gestione dei dati, archivio, diagnostica e funzionalità online sono caratteristiche standard e, rese disponibili per gli utenti nella struttura condivisa del Totally Integrated Automation Portal, comuni a tutti gli strumenti”. L’utilizzo di un unico ambiente di sviluppo del software, in grado di gestire controllori programmabili, periferiche, drives ed HMI, offre un alto livello di efficienza durante tutto il progetto di automazione. “Inoltre la gestione dei dati richiede un minimo dispendio di tempo: è sufficiente, infatti, immettere i parametri di controllo, i blocchi, la dichiarazione dei tag o i messaggi una sola volta per renderli disponibili a tutti i componenti, il che consente un significativo risparmio in termini di costi per l’enginee-

Siemens integra in modo completo e comodo le funzioni di sicurezza delle macchine nell’automazione standard. Ciò si applica anche al suo engineering, grazie ad una maggiore flessibilità di configurazione delle funzionalità FailSafe nel nuovo Simatic Step7 V11. Il nuovo software di engineering Simatic Step7 V11, basato sulla piattaforma Totally Integrated Automation Portal, supporta i controllori Simatic S7-1200, Simatic S7-300 e S7-400, e il sistema di controllo basato su PC, Simatic WinAC. “Il supporto di questa ampia gamma di controllori programmabili consente a Simatic Step 7 V11 di offrire le migliori capacità di scalabilità per un software di engineering e i migliori requisiti per un sistema di automazione, come ad esempio la possibilità di trasferire e integrare la confi gurazione esistente dei controllori Simatic e dei dispositivi HMI in nuovi progetti, riducendo enormemente il tempo e i costi di migrazione”, ha aggiunto Biffi . Cerea ha invece osservato che il nuovo software di engineering Simatic WinCC, anch’esso basato sulla piattaforma Totally Integrated Automation Portal, offre la possibilità di programmare con un unico software il ventaglio dei dispositivi HMI Simatic, dai più semplici ed economici pannelli operatore (Linea Basic Panels), passando attraverso la nuova serie Comfort Panels - assoluta novità Simatic - fino alle soluzioni basate su PC, comprese le funzionalità Scada. “In futuro, l’ulteriore sviluppo di Totally Integrated Automation Portal permetterà anche la configurazione e la messa in funzione della famiglia degli azionamenti Sinamics”, ha concluso, rendendolo di fatto uno strumento ancora più completo per un’automazione sempre più a 360°.

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

siemens-parmalat: una partita tra protagonisti Parmalat è un’azienda italiana specializzata nella produzione di latte, derivati e succhi di frutta con attività sparse in tutto il mondo. Nello stabilimento principale di Collecchio in provincia di Parma, è stata operata una importante operazione di revamping Come risulta evidente, mai come in questo reparto è fondamentale che, date le numerose operazioni attive contemporaneamente, ci sia un completo controllo su tutto il flusso del prodotto evitando contaminazioni. È inoltre importantissimo garantire lo standard qualitativo di lavorazione prodotto. Tutti questi risultati vengono raggiunti da Parmalat, sul fronte dell’automazione, gestendo in modo automatico ogni funzionalità attraverso stazioni SCADA in comunicazione con i PLC in campo. Le applicazioni in questione permettono agli operatori di monitorare e comandare l’impianto, rappresentato in modo grafico ed animato, essere informati di ogni avaria, loggare ogni tipo di parametro di processo, avaria, evento o azione manuale compiuta. Inoltre, sempre attraverso l’automazione, ogni impianto funziona in ogni suo ciclo, in modo parametrizzato variando portate, pressioni, temperature e anche modalità di funzionamento in base a ricette che compilate dai tecnologi rendono l’impianto in questione ampiamente flessibile.

SITUAZIONE

DI PARTENZA

La situazione prima del revamping vedeva ogni impianto composto da PLC Siemens S7 collegato ad uno SCADA FactoryLink V6.6 in configurazione stand alone. Le problematiche, oltre ad essere legate all’hardware ormai obsoleto, erano dovute anche al fatto che le applicazio-

OBIETTIVO

L’obiettivo ambizioso di Parmalat all’inizio del progetto era avere una automazione globale di stabilimento. Essendosi sviluppato e cresciuto nel corso dei 40 anni della storia del gruppo, lo stabilimento non era omogeneo riguardo soluzioni impiantistiche e di automazione. Questo poneva un limite alla crescente necessità di raccolta, tempestività e utilizzo dei dati. Stare sul mercato in modo sempre più competitivo richiede avere impianti efficienti in modo da aumentare la capacità produttiva, preservare al tempo stesso gli standard di qualità e sicurezza degli stessi e raccogliere il maggiore numero di dati possibile grazie alla cui analisi si possa continuamente migliorarne le prestazioni.

CAMPO

DI GIOCO

Il progetto è partito dal reparto di ricevimento/pastorizzazione/ stoccaggio latte. In tale reparto, dopo le dovute analisi, avviene lo scarico del latte dalle autobotti per essere stoccato in attesa di essere pastorizzato e successivamente inviato ai vari reparti UHT o yogurt.

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ni SCADA erano state sviluppate per sistemi operativi quali Win95/Win98/WinNT rendendo impossibile una migrazione a sistemi operativi attuali causa problematiche legate ai driver di comunicazione. Inoltre c’era una assoluta necessità di fare continui e frequenti backup per non rischiare di perdere, in caso di difettosità hardware del PC, ricette o peggio ancora dati storici di produzione che Parmalat deve necessariamente presentare agli organi di controllo sanitario preposti.

SOLUZIONE

Dopo aver valutato varie soluzioni e prodotti, l’engineering Parmalat supportata direttamente da Siemens ha optato per la sostituzione degli SCADA FactoryLink puntando su WinCC V7.0 l’ultima versione dell’ormai famoso SCADA software di Siemens. Oltre ai vantaggi di avere un unico fornitore hardware/software, questa scelta permette a Parmalat di avere: Continuità del prodotto, fattore da tenere in considerazione affrontando progetti di questa portata e impegno economico.

I vantaggi raggiunti con questa soluzione sono molteplici:

Scalabilità e modularità per future modifiche o implementazioni.

La ridondanza fra i server garantisce continuità di elaborazione senza avere interruzioni nell’archiviazione dei dati.

Driver interno e proprietario che non richiede software esterni per la comunicazione verso i PLC.

La centralizzazione dell’archiviazione facilita e velocizza il backup dei dati.

Flessibilità ed adattabilità del prodotto grazie ai potenti tools interni, quali il VBS integrato, che permettono di creare applicazioni customizzate su esigenza del cliente.

La centralizzazione dell’elaborazione garantisce di poter agire, da ogni postazione client, su ogni singolo impianto avendo sempre a disposizione i dati aggiornati e garantendo anche in questo caso notevole flessibilità specialmente nel caso di problemi hardware ai client stessi (ogni client può visualizzare l’intera applicazione).

Apertura verso sistemi MES per un ulteriore livello di analisi dei dati. Il progetto sviluppato da edKo srl di Collecchio (Pr), specializzata in questo tipo di operazioni e da anni consolidata partner di varie aziende nello sviluppo di soluzioni custom ed innovative, è stato concepito in architettura client-server. Due macchine server in ridondanza, installate su rack in armadi climatizzati, gestiscono la comunicazione con i vari PLC dove sono presenti più di 50000 I/O e archiviano tutti i dati storici quali trend ed eventi, report e ricette mentre nella sala di controllo di reparto 6 client permettono al personale di gestire e controllare gli impianti.

La centralizzazione ha semplificato anche la gestione della sicurezza avendo le chiavi di accesso unicamente nel server oltre ad avere ridotto tutta l’applicazione SCADA ad un unico progetto da manutenere. Uniformità di interfaccia grafica e filosofia di gestione. Ogni impianto ora, pur nella sua diversità di funzionamento, presenta una interfaccia grafica standardizzata che facilità notevolmente l’apprendimento e la conduzione dello stesso.

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

Schneider orientare 150.000 tappi/ora

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resente sul mercato dal 1996, G.C.E. Impianti Elettrici di Calliano (Asti) è specializzata nell’automazione elettrica di macchine e linee di produzione per l’industria, fornendo tutto ciò che occorre per tale attività: dalla progettazione degli schemi elettrici, alla realizzazione dei quadri e degli impianti a bordo macchina, alla progettazione del software di gestione per PLC e HMI. Recentemente, G.C.E. ha ricevuto da CTech di Calamandrana (Asti) l’incarico di automatizzare una macchina innovativa per l’orientamento e la selezione a gravità di tappi in plastica, destinata a linee di imbottigliamento ecosostenibili. CTech opera nella produzione e distribuzione di macchinari rivolti al settore Food and Beverage. A differenza di altre imprese presenti nel settore, essa vanta un punto di vista unico: anziché utilizzare soluzioni consolidate, muovendosi lungo binari ben collaudati, essa cerca continuamente l’innovazione ed esplora nuove soluzioni applicando anche idee provenienti contesti totalmente differenti. E il motto di Albert Einstein, che campeggia in ogni ufficio, è emblematico del pensiero CTech: “La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre”. Il primo frutto di questo approccio è il concetto FeedOr Solution, che si traduce concretamente nell’unione di più performance in un’unica macchina. In particolare, se alimentazione e orientamento dei tappi sono operazioni complementari nel processo di imbottigliamento, perché non unirle? Perché non produrre un doppio risultato con una sola soluzione? E, in più, se questa soluzione potesse essere anche rispettosa dell’ambiente? Da queste considerazioni è nata la nuova linea UBL Ecofriendly, soluzione rivolta a tutte le situazioni in cui vi sia la necessità di alimentare e orientare tappi di plastica in modo economicamente efficace. Principio di funzionamento “Avevamo già automatizzato molte macchine di questo tipo, di diverse taglie e dimensioni”, afferma il signor Stefano Giordano, titolare di G.C.E. Impianti Elettrici. “Finora, per Ctech abbiamo prodotto due macchine, ma l’obiettivo è quello di arrivare ad una produzione in serie”. I nuovi elevatori orientatori gravitazionali di CTech si basano su

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un semplice principio di funzionamento legato alla specifica morfologia del tappo in plastica. Esso ha infatti una parete piena e una parte cava. Se il tappo è orientato correttamente, con la parte piena appoggiata al nastro elevatore, viene trasportato e prosegue verso l’uscita della macchina. Se invece è orientato in modo errato, con la parte cava appoggiata al nastro elevatore, il tappo ricade per gravità. A differenza degli elevatori basati su sorter vibrante, i tappi vengono alimentati da una tramoggia e portati alla scatola d’uscita (brevettata da CTech) già orientati e pronti per essere inseriti o etichettati. Più in dettaglio, la macchina è dotata di una tramoggia d’ingresso nella quale vengono versati i tappi alla rinfusa, manualmente o tramite alimentatore. Nella tramoggia, due sensori rilevano rispettivamente il livello massimo e il livello minimo di riempimento. Dalla tramoggia, i tappi cadono su un nastro che alimenta l’elevatore. Quest’ultimo trasporta i tappi orientati e li fa precipitare nel canale di espulsione, dove sono rilevati da una fotocellula a sbarramento prima di entrare nella scatola d’uscita. Il nastro elevatore è dotato di traversine in funzione del formato (diametro e altezza), sulle quali si appoggiano i tappi. Durante il sollevamento, i tappi orientati in modo errato ricadono sul nastro di alimentazione che, in caso di accumulo eccessivo, può fermarsi. Analogamente, una finestra di ‘troppo pieno’ riporta i tappi in eccesso sul nastro di alimentazione nel caso di intasamento della scatola d’uscita, rilevato da un sensore laser. Una fotocellula regola infine il prelievo dalla tramoggia in funzione dei tappi presenti sul nastro di alimentazione. Il nastro di alimentazione ha, in primo luogo, il compito di caricare la macchina fintantoché le fotocellule di minimo e massimo nella tramoggia non intervengono. Può inoltre funzionare in modalità pausa/lavoro con tempi on/off selezionabili da pannello operatore senza richiedere il consenso della fotocellula. Infine, il nastro può girare senza interruzioni finché non viene fermato dalla fotocellula. Due motori, entrambi controllati da inverter, muovono rispettivamente il nastro di alimentazione e il nastro elevatore. In opzione, la macchina può essere corredata di stella con cilin-


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electric

Apparentemente semplici, le macchine di alimentazione e orientamento tappi per il settore Food and Beverage richiedono capacità costruttive a livello meccanico e know-how a livello elettronico e di automazione

dro di espulsione per i tappi orientati male o fuori formato. Il sistema di automazione: semplice ma efficace Il sistema di automazione della macchina ci viene illustrato dal signor Giordano, che elenca in primo luogo gli I/O disponibili. “Sul lato d’ingresso troviamo i segnali ok inverter risalita, ok inverter alimentazione, pulsante marcia-arresto, funzionamento manuale-automatico, fotocellule livello minimo e massimo tramoggia, fotocellula carico nastro, proximity e fotocellula di controllo orientamento e così via, per un totale di 15 ingressi”, egli spiega. “Sul lato uscita vi sono invece il comando risalita tappi, il comando del nastro alimentatore, il comando indietro risalita tappi (per risolvere eventuali inceppamenti del nastro elevatore), il comando di espulsione orientamento, alcune spie di segnalazione e così via, per un totale di 12 uscite”. “Come unità di controllo abbiamo scelto insieme a CTech un PLC modulare della gamma Twido di Schneider Electric, un prodotto molto compatto e disponibile in diverse taglie”, prosegue il signor Giordano. “Nel nostro caso, abbiamo optato per il modello dotato di 20 I/O a bordo (12 ingressi e 8 uscite), a cui abbiamo aggiunto due espansioni, rispettivamente da 8 uscite a relé e 8 ingressi, per un totale di 20 ingressi e 16 uscite”. Come interfaccia operatore è stato utilizzato un pannello touch screen della nuova gamma HMISTU di Schneider Electric, collegato alla porta di programmazione del PLC tramite un cavo. Le due unità comunicano tra loro utilizzando il protocollo Modbus. HMITSU è un pannello operatore grafico, molto compatto, a 65.000 colori in alta definizione. “A parità di prezzo, invece di un display alfanumerico abbiamo deciso di utilizzare una soluzione touch da 3,8” che permette una visione grafica molto più intuitiva di un testo scritto”, sottolinea il signor Giordano. “Il display ha le dimensioni a cui ci hanno abituato gli smartphone di ultima generazione. Per il montaggio, il pannello richiede semplicemente un foro diametro 22 sul quadro, perché l’elettronica di controllo del pannello è montata all’interno del quadro”. Il software di configurazione Vijeo Designer, utilizzato per la programmazione del pannello operatore, permette di beneficiare di funzionalità avanzate come Web Gate, ricette e download tramite chiavetta USB. Dopo l’accensione e la visualizzazione del logo CTech, appare il menu principale, che consente di

accedere all’impostazione o alla visualizzazione dei parametri di funzionamento relativi a nastro di carico, risalita, scatola e controllo orientamento (stella). In una pagina apposita vengono registrati tutti gli allarmi, identificati tramite orario. Per la gestione dei due motori elettrici presenti nella macchina (due motori asincroni trifasi da 0,25 kW con riduttore) sono stati utilizzati due inverter Altivar 12 di Schneider Electric, estremamente compatti, comandati tramite I/O del PLC. Completano la configurazione del quadro un alimentatore ABL8 Phaseo Universal da 0,6A per l’alimentazione del PLC e dei sensori, oltre a pulsanteria, morsetti, un portafusibile e due interruttori magnetotermici GB2 di Schneider Electric. Il software è stato sviluppato da G.C.E. utilizzando il linguaggio ladder disponibile nell’ambiente di programmazione TwidoSuite.

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

panasonic e hmi/scada:

un’esperienza che viene da lontano Una conversazione con Michele Frare, General Manager Factory Automation Division di Panasonic Electric Works Italia

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ngegner Frare, come nasce Panasonic Italia e con quali target principali in termini di settori applicativi e tipologie di clienti (OEM, progettisti, system integrator, ecc.)? Panasonic Electric Works Italia nasce trent’anni fa come filiale Italiana dell’azienda SDS relays. Il suo destino si è poi incrociato con la multinazionale Matsushita, ora Panasonic. E’ a partire dagli anni ‘90 che si sono andati delineando l’attuale struttura, i principali settori applicativi e le principali tipologie di clienti. Se escludiamo l’industria di processo, Panasonic è sempre stata presente ed apprezzata in tutti i settori dell’automazione, grazie a prodotti unici e con caratteristiche tecniche all’avanguardia. Qualche esempio: il primo sistema di visione compatto, M100; il primo PLC ‘tascabile’, l’FP0 (qualcuno ricorderà la pubblicità del PLC che viene estratto dal taschino della camicia); il primo pannello operatore, il GT10, che sfruttava le nascenti tecnologie touchscreen dei display LCD compatti. Tutto questo ci ha permesso di raggiungere una certa diffusione fra i costruttori di macchine, che hanno sempre visto nei nostri prodotti delle opportunità di innovazione e quindi di vantaggio competitivo. Per non parlare dei tecnici-progettisti e dei system integrator, che sono ‘geneticamente’ molto sensibili all’innovazione. Le dinamiche di mercato più recenti hanno ulteriormente esasperato la specializzazione e la verticalizzazione dei mercati, e dei prodotti ad essi dedicati. Attualmente, Panasonic è propositiva soprattutto nelle applicazioni di packaging (con tutto il pacchetto Factory Automation

PanaWay coniuga l’affidabilità dei pannelli operatore tradizionali con le potenti funzionalità e flessibilità tipiche dei sistemi Scada

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Michele Frare, General Manager Factory Automation Division di Panasonic Electric Works Italia

ed in special modo con le soluzioni specifiche di Motion Control), nelle lavorazioni meccaniche (sensori, sicurezza e motion), nel telecontrollo di macchine del settore manifatturiero e degli impianti dei servizi di pubblica utilità, quali per esempio le reti elettriche ed idriche. Volendo ‘fotografare’ l’attuale offerta Panasonic, quali sono le principali caratteristiche dei suoi prodotti HMI/Scada? La gamma di interfacce uomo-macchina a disposizione è piuttosto ampia (soluzioni dai 3” fino ai 15”); questo ci consente di rispondere alle diverse esigenze di mercato e allo stesso tempo di rivolgersi a differenti segmenti di mercato, dai costruttori (OEM), agli impianti di processo fino ai settori quali le infrastrutture/utility. La proposta comprende pannelli operatore touch screen convenzionali (la ultracompatta Serie GT), soluzioni PC embedded (Serie GN) e Scada (PanaWay) su cui, vista la recente introduzione, mi vorrei soffermare. Connettività, affidabilità, scalabilità, flessibilità e semplicità d’uso sono gli elementi chiave su cui a nostro avviso si deve basare ogni soluzione HMI/Scada: la Serie GN (fanless e diskless), equipaggiata di sistema operativo Windows Embedded e runtime Panaway 2, risponde certamente a queste esigenze. Questa specifica integrazione hardware-software coniuga,


Intervista infatti, l’affidabilità dei pannelli operatore tradizionali con le potenti funzionalità e flessibilità tipiche dei sistemi Scada: ne sono un esempio le tecnologie disponibili per una connettività ‘IT’ quali WebServer, RDP (Remote Desktop Protocol) ed FTP Server/client integrato; le nuove esigenze di massima trasparenza e di ‘valorizzazione del dato’ tra il bit in campo e i gestionali aziendali trovano con la piattaforma integrata PanaWay/GN un’appropriata risposta. Il fattore chiave delle nostre soluzioni è tuttavia rappresentato dal fatto che la Serie GN può sfruttare la stessa piattaforma software ‘PanaWay’ utilizzata per lo sviluppo di applicazioni Scada; in pratica uno stesso progetto di supervisione/HMI può essere eseguito sia su piattaforma PC sia sulla Serie GN, garantendo dunque allo sviluppatore scalabilità e salvaguardia dell’investimento.

delle più grandi multinazionali al mondo e deriva dal primo dei sette principi del fondatore Konosuke Matsushita quasi un secolo fa: ‘Contribution to Society’. Questo è anche il contesto che spiega i forti investimenti che vanno sotto il nome ‘Eco-Ideas’ per prodotti e produzione eco-compatibili.

Come è composta la rete commerciale/di distribuzione italiana? La nostra rete commerciale è un perfetto mix di agenti, commerciali diretti specializzati nell’automazione, tecnici specializzati, distributori. La grande sfida, in un contesto di alta specializzazione delle applicazioni e dei prodotti, è quella di mantenere il giusto ed il più possibile altro grado di formazione professionale e di interazione virtuosa fra le parti, compresa la rete commerciale interna di tecnici e specialisti di prodotto. In genere il cliente è seguito da un team; noi cerchiamo di fare in modo che il cliente riconosca una specificità ed un valore aggiunto a ciascun componente del team. Ogni situazione viene valutata e poi gestita in modo personalizzato, dedicando le professionalità necessarie per una gestione corretta. La necessaria articolazione dell’organizzazione trova la sua naturale giustificazione nella costruzione della catena del valore ad ogni interazione tra cliente e l’organizzazione stessa; che si tratti di comunicazione, divulgazione tecnico-scientifica, formazione, gestione commerciale e logistica, supporto tecnico,… ad ogni passo l’obiettivo è l’eccellenza del servizio prestato, consci che dal punto di vista del cliente esso è sinonimo di sua maggiore competitività.

Quali sono le principali linee di sviluppo su cui Panasonic è impegnata in termini di tecnologie, nuove famiglie di prodotto e nuove applicazioni in ambito HMI/Scada? Per far fronte all’evoluzione delle esigenze tecnologiche del mercato si dedica particolare attenzione all’innovazione hardware e software del parco prodotti: grafica avanzata e sofisticate funzionalità supportate da Con PanaWay, lo stesso progetto di susoftware evoluti sono pervisione/ HMI può essere eseguito sia solo un ambito degli su piattaforma PC sia sulla Serie GN. investimenti, l’altro non meno importante è costituito dal carattere user-friendly e dalle architetture hardware aperte, a salvaguardia di operatività e investimenti. Panasonic si sta proponendo, con successo, in diversi ambiti applicativi, dai tradizionali ma sempre dinamici packaging ed assemblaggio agli impianti, con un occhio di riguardo alle nuove opportunità nei settori dell’energie rinnovabili e delle cosiddette ‘smart grid/city’.

In che modo Panasonic si differenzia dai competitor, sempre più numerosi e agguerriti? La risposta a questa domanda è contenuta in quanto detto finora: prodotti tecnicamente all’avanguardia, molte volte unici nel loro genere; prodotti pensati per applicazioni verticali e per risolvere problemi specifici; un servizio pre e post vendita tagliato su misura sul cliente; alta professionalità dei tecnici e della rete vendite. Volendo però entrare ancora più nel dettaglio del nostro DNA, la differenziazione si gioca nel come una squadra di tecnici e commerciali riesca a guardare negli occhi l’interlocutore per offrire lui una condivisione di esperienze e conoscenze. Dando per scontato il sapere e il saper fare, quello che si cerca di praticare nella quotidianità è il saper essere, del singolo e per esteso dell’organizzazione; è infatti la costruzione del rapporto umano precondizione affinché il knowhow sul prodotto e sulla soluzione di interesse per il cliente possa essere offerto nella sua concreta utilità. Questo concetto è molto sentito nel complesso di una

A tal fine Panasonic, ha investito il proprio knowhow tecnologico nel design in di soluzioni di telecontrollo che permettono di gestire nella massima sicurezza ed efficienza lo scambio dati remoto grazie all’utilizzo di protocollo standard IEC, pienamente integrato nelle soluzioni Panasonic ed in particolare nel PanaWay. Ancora una volta la ‘soluzione’ come stella polare, la volontà e capacità di coglierla la nostra sfida quotidiana.

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Panel PC serie GN e Scada PanaWay l’evoluzione

HMI serie GT i compatti

Panasonic Electric Works Italia srl Via del Commercio 3-5 (Z.I. Ferlina) 37012 Bussolengo (VR) Tel. 0456752711 Fax 0456700444 - info-it@eu.pewg.panasonic.com

www.panasonic-electric-works.it


AUtomazione

News

Da B&R Automazione Industriale pannelli potenti come un PC industriale

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a nuova generazione di Power Panel 500 di B&R Automazione Industriale, equipaggiati con processori Intel Atom Z510, Z520 e Z530, raggiunge livelli di prestazioni prima ottenute solo dai PC industriali. Con l’architettura Intel Atom, gli utilizzatori possono trarre vantaggio da una combinazione di bassa potenza di dissipazione con prestazioni elevate ad un prezzo vantaggioso. Il Power Panel 500 può essere equipaggiato con memoria fino a 2 GB. La gamma completa di prodotti annovera pannelli con display da 5,7” VGA fino a 15” XGA dotati di un touch screen intuitivo e di tasti fun-

zione, per un funzionamento di semplice utilizzo. L’interfaccia Ethernet Gigabit garantisce una comunicazione veloce su tutta la rete dell’impianto. Se necessario, vi è anche la possibilità di aggiungere un’ulteriore interfaccia Ethernet Gigabit. Gli I/O remoti e i drive possono essere collegati in modo semplice utilizzando le interfacce modulari di bus di campo. A seconda delle necessità i dispositivi Power Panel possono essere espansi con interfacce Powerlink, CAN, Profibus DP o altri bus di campo permettendo la creazione semplice di differenti topologie anche se fatte in un secondo momento.

Nuovi robot da Mitsubishi Electric

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robot della famiglia RV-SQ Mitsubishi Electric sono dotati di una funzione di controllo di compensazione e collisione, la scheda controllo assi che permette di controllare fino a otto assi aggiuntivi, tramite interfaccia diretta con i servoazionamenti di Mitsubishi Electric serie MELSERVO-J3 (MR-J3-B) e la scheda per doppio conveyor tracking. I robot della famiglia RV-SQ sono dotati di nuove tastiere di programmazione, connessione diretta ai pannelli operatore GOT, software di programmazione e simulazione per PC. Tra i robot Scara a firma Mitsubishi Electric, la serie RH-SDH, da 6 a 20 kg di portata e da 550mm a 1.000 mm di raggio, offrono vantaggi sia a livello meccanico sia di ripetibilità centesimale, unitamente alla velocità che arriva fino a 11.221 mm/s. Il controllore CR2D integrato permette maggiore velocità di elaborazione e un controllo più preciso del movimento. I nuovi robot, infatti, sono dotati di servo motori che consentono un funzionamento ad alta velocità di circa il 18% in più rispetto ai precedenti robot. È stata inoltre aumentata la compatibilità con i PLC e i servoamplificatori di Mitsubishi Electric.

Omron: servoazionamenti con sicurezza integrata

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onostante le piccole dimensioni, i nuovi servoazionamenti Omron Accurax G5offrono prestazioni avanzate, precisione di posizionamento inferiore al micron e tempi ciclo nell’ordine dei millisecondi, nonché una vasta gamma di caratteristiche integrate, tra cui soluzioni di sicurezza e comunicazione. Gli Accurax G5 sono dotati di due ingressi di sicurezza e di un’uscita EDM, che possono essere collegati da un servoazionamento all’altro senza impiego di ulteriori relè di sicurezza. A un singolo relè di sicurezza è possibile collegare fino a otto servoazionamenti, consentendo un risparmio su costi di cablaggio e hardware. La funzione di sicurezza Safe Torque OFF rispetta il PL-d, conforme alla norma ISO13849, il SIL2, conforme a EN61508 e il Cat 3, conforme a EN954. Il servosistema è completato da motori che risultano il 25% più leggeri e il 15% più piccoli rispetto a quelli tradizionali, e che utilizzano una struttura a dieci poli per ottenere il 40% in meno di cogging. I motori Accurax G5, con grado di protezione IP67, dispongono anche di un encoder integrato a 20 bit. Accurax G5 dispone di tre tipi di controllo: Analogue/Pulse, MLII (MechatrolinkII), e EtherCAT e permette funzionamenti ad anello chiuso, per applicazioni in cui è richiesta maggiore precisione.

Dal Gruppo Schaeffler il cuscinetto volvente per il massimo livello di efficienza energetica

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cuscinetti volventi con sensori e con alimentazione di corrente integrata o adiacente della Divisione Industrial del Gruppo Schaeffler offrono una soluzione per numerosi settori industriali. Alcuni esempi sono le biciclette elettriche, i veicoli su rotaia, le macchine utensili o i sistemi di condition monitoring per cuscinetti volventi. Nel settore dei veicoli a due ruote, le biciclette elettriche o Pedelecs (Pedal Electric Cycles) stanno avendo sempre maggiore popolarità. La Divisione Industrial del Gruppo Schaeffler offre un cuscinetto per il movimento centrale con sensore del momento torcente che, per la prima volta, determina la coppia totale dalla somma della

forza impressa sui pedali sinistro e destro, per un controllo agevole dell’azionamento. Questo cuscinetto consente al motore di riconoscere in modo corretto le esigenze del conducente, in funzione della pedalata ed il corrispondente controllo dell’emissione di potenza. Il nuovo cuscinetto FAG per movimento centrale con sensore di coppia è caratterizzato dal segnale di velocità ad alta risoluzione e dalla precisione del sistema di sensori della coppia. Queste caratteristiche sono un prerequisito per la qualità del segnale di uscita e per la risposta rapida del sistema di controllo del motore. Il ciclista ha quindi un’assistenza ottimale in ogni situazione.

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AUtomazione Di Paolo Fiorani

Lo Scada/Hmi di successo: il

vostro

Si rinnova Movicon di Progea. La versione 11.2 aggiunge nuove ed ulteriori funzionalità per migliorare la produttività dei progettisti

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nnovativo e flessibile, Movicon riscuote un meritato successo, che è conseguente al successo della clientela che lo utilizza. Movicon 11 si presenta con un’interfaccia utente moderna, con un look estremamente gradevole, in puro stile Windows 7. L’ambiente di lavoro (workspace) è estremamente razionale, semplice ed intuitivo. I progetti e le risorse di Movicon 11 sono semplicemente dei file XML e questo rende persino superfluo ogni comando d’importazione o esportazione. La struttura XML è accessibile dallo stesso workspace tramite l’apposita finestra di esplorazione, inoltre utilizzando il ‘drag&drop’ o il copia-incolla, ogni oggetto può essere aperto e modificato nella sua struttura XML utilizzando qualsiasi altro Editor esterno (XML o testo). Questa filosofia innovativa apre nuovi orizzonti alla progettazione, consentendo ad esempio di realizzare tecniche di ‘autoprogettazione’ utilizzando macro per generare parti di progetto o addirittura interi progetti. La gestione del workspace e l’interfaccia utente sono progettati secondo sofisticati studi di ergonomia del software, in collaborazione con ricercatori universitari. Il risultato è un’incredibile semplicità di utilizzo, tanto che, secondo Progea, solo il 30% delle aziende utilizzatrici richiede di eseguire i corsi di formazione. Le ‘Tool box’ offrono strumenti e librerie di oggetti ‘ready-to-use’ estremamente potenti e graficamente ‘accattivanti’. La cura e la qualità della grafica, le potenti animazioni (ben 16 le funzioni di animazione degli oggetti configurabili dalle proprietà, oltre alla personalizzazione tramite gli script VBA), le librerie grafiche, hanno sempre costituito uno dei punti di forza di Movicon. La progettazione in Movicon si basa su funzionalità espressamente concepite per abbattere drasticamente i tempi di sviluppo, non solo utilizzando le tecnologie ad oggetti, ma anche mediante soluzioni predisposte per il riutilizzo delle parti sviluppate, come la parametrizzazione di oggetti o sinottici, le risorse Template, la tecnologia dei simboli Power Template, la progettazione distribuita

La tecnologia Web Client di Movicon11 è estremamente semplice e con due clic del mouse, senza necessità d’installazioni aggiuntive, il progetto di supervisione diventa immediatamente accessibile da qualsiasi utente via web tramite browser o telefonino

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Movicon 11 si propone come uno strumento di progettazione ‘centrale’: un’unica piattaforma flessibile e scalabile, per progettare tutti i sistemi d’automazione, dal più piccolo al più grande con i Progetti Figli, gli importatori Tag dai PLC, gli assistenti (wizard) per l’auto generazione del progetto. I nuovi strumenti integrati in Movicon 11 consentono di costruire velocemente le applicazioni, senza inutili perdite di tempo per le attività superflue o già eseguite, e addirittura correggono automaticamente gli errori più frequenti.

LE NOVITÀ DI MOVICON 11.2 La nuova versione 11.2 introduce numerosissime migliorie, che vanno a perfezionare tutte le aree di utilizzo del prodotto: l’interfaccia utente, l’usabilità, il Real Time database, la gestione Allarmi, la gestione della grafica e l’uso delle librerie, la gestione utenti e password, il networking, l’esecuzione su Windows CE, la gestione licenze. Ad esempio, è stata introdotta la nuova gestione di ‘Alias’ per gli oggetti di un sinottico: tramite gli alias è possibile sostituire in runtime il nome di una variabile, il valore di una costante, oppure una variabile o parte di un’espressione usata in un controllo. Grazie al un nuovo Editor di Alias introdotto, ora è più semplice ed immediato utilizzare tecniche di parametrizzazione dinamica degli oggetti grafici. Inoltre, tra le altre migliorie, sono state potenziate le gestioni delle variabili (Tag) di tipo Struttura e di tipo Array. Ad esempio, le variabili di tipo Struttura possono essere associate anche ad Allarmi, Data Logger o Eventi. Inoltre, ne è stata ampliata e potenziata la gestione nella configurazione, rendendola ancora più semplice ed intuitiva. I driver, inoltre, possono scambiare anche solo alcuni membri della struttura, senza la necessità di scambiare tutta la variabile struttura, con conseguente maggior efficienza e risparmio nella licenza. E’ stato inserito anche il supporto all’importazione di dati Struttura da PLC, creando automaticamente l’equivalente Tag Struttura nelle variabili di Movicon. Anche la gestione delle variabili di tipo Array è stata potenziata, consentendo di definire liberamente il tipo di dato dell’array e di puntarne liberamente al contenuto nel progetto e negli oggetti grafici. Sono stati aggiunti nuovi oggetti e nuovi pulsanti, migliorando ulteriormente il look e lo stile 3D. Sono stati migliorati e perfezionati gli stili di numerosi oggetti presenti nelle toolbox, la rappresentazione dei dati nelle finestra Allarmi, nelle griglie, nei Trend, Schedulatori, ecc. Anche per la gestione Allarmi sono numerose le nuove funzionalità. Tra le tante, citiamo il miglioramento della funzione Template


profondita’

La gestione del workspace e l’interfaccia utente di Movicon 11.2 sono progettati secondo sofisticati studi di ergonomia del software Allarmi, che consente la generazione dinamica degli allarmi, facendo risparmiare al progettista tutto il tempo relativo alla configurazione degli allarmi. Infatti, è possibile creare un solo allarme ‘template’ ed associarlo a tutte le stringhe e alle variabili del progetto desiderate (anche se di tipo bit all’interno di Word Anche per la gestione Allarmi sono nuo Dword). Provvederà Movicon a creare merose le nuove funzionalità il numero di allarmi desiderato ed a gestirli nel progetto, con un risparmio di tempo di oltre il 70% rispetto a prodotti concorrenti. Inoltre, gli allarmi sono completamente importabili ed esportabili su file CSV. Naturalmente, è impossibile descrivere in poco spazio tutte le altre novità introdotte, anche se importanti ed utili. Per questo, rimandiamo gli interessati a visitare il sito www.progea.com per visionare l’elenco principale, oppure la sezione riservata Bugbase per visionare l’elenco preciso e dettagliato.

SUPERVISIONE O PANNELLO? ENTRAMBI IN UN UNICO AMBIENTE Movicon 11 si propone come lo strumento di progettazione ‘centrale’ per ogni azienda che opera nei vari settori dell’automazione. Un’unica piattaforma flessibile e scalabile, per progettare tutti i sistemi d’automazione, dal più piccolo al più grande. Con Movicon si realizzano naturalmente sistemi di supervisione per Windows 7 o Windows Server, utilizzando tutte le soluzioni client/server o le architetture ridondate, ed allo stesso tempo si realizzano progetti HMI per pannelli operatore basati su Windows CE oppure per dispositivi mobili o palmari. Qualsiasi progetto realizzato (Windows CE o Win32/64) può essere sia client che server, verso qualsiasi altro e può essere accessibile da remoto utilizzando la tecnologia Web Client. Infine, Movicon 11 consente la gestione del controllo degli I/O in campo, grazie all’editor SoftPLC integrato con supporto alla programmazione IEC-61131, condividendo i Tag’s database.

REPORT DESIGNER E DOWNTIME ANALYZER E’ impensabile, oggi, disporre di uno Scada senza avere la possibilità di accedere, analizzare e presentare, nelle forme appropriate, i dati di processo acquisiti e registrati nei database relazionali. Essendo una necessità primaria, lo Scada deve integrare apposite

e precise funzionalità di analisi e reportistica. E’ per questo che Movicon dispone del Report Designer, basato su tecnologia .Net ed in grado di generare report di forte impatto, con formule e grafici 2D-3D a disposizione in un ambiente gradevole ed intuitivo, il tutto perfettamente integrato e senza bisogno di installazioni o collegamenti aggiuntivi. I report sono accessibili anche via web, sia in forma tabellare che con personalizzazioni grafiche. Direttamente nelle proprietà dei Data Logger, gli utenti possono editare graficamente i propri report aggregando e disponendo i dati delle tabelle del DB. Qualsiasi comando del progetto potrà poi visualizzare o stampare i report creati. Oltre al Report Designer, Movicon integra storicamente il report engine di Crystal Report, che permette di associare ai dati registrati i format di report creati con l’Editor Crystal Report, per tutti coloro che desiderano produrre potenti Report in modo indipendente ed integrarli nel supervisore. Movicon permette infine di creare anche semplici report di testo, ideali per le soluzioni HMI a pannello, basate su Windows CE. La funzione di Analisi Statistica degli Allarmi (DownTime Analyzer) permette agli utenti, senza il minimo sforzo, di disporre di una funzione appositamente predisposta che provvede a fare l’analisi delle tabelle di dati storici degli allarmi ed eventi, per eseguire i calcoli necessari a produrre i report che provvedono ad elencare, nei periodi desiderati, la lista ed i grafici (istogramma e torta) degli allarmi ordinati per frequenza di intervento e per durata, unitamente a tutti i dettagli.

TECNOLOGIA WEB CLIENT: INFORMAZIONI ACCESSIBILI A TUTTI, OVUNQUE La tecnologia Web Client di Movicon11 è estremamente semplice e con due clic del mouse, senza necessità di installazioni aggiuntive, il progetto di supervisione diventa immediatamente accessibile da qualsiasi utente via web tramite browser o telefonino. Ogni progetto Movicon, sia esso eseguito su Windows 7 (Win32/64) o su pannelli HMI WinCE, è potenzialmente il server degli eventuali Web Client che vorranno accedere, secondo le modalità e le sicurezze previste dal progettista. Senza installazioni o configurazioni aggiuntive, Movicon crea la pagina sinottico HTML d’accesso e permette la visualizzazione o l’interazione dai Web Client tramite l’esclusiva tecnologia basata su Java e Web Service. I Web Client potranno accedere utilizzando qualsiasi tipo di browser (non solo Ms IExplorer) e qualsiasi sistema operativo (non solo Windows), senza dover installare nulla e senza ‘aprire’ le protezioni. Il browser permette di visualizzare i dati e navigare tra i sinottici, adattando inoltre la grafica alla risoluzione dello schermo del client. L’utente potrà interagire da web con il server, secondo i livelli di protezione previsti (solo visualizzazione, comandi con password e log-on utente, accesso limitato, ecc.). La comunicazione è ottimizzata e veloce anche con scarsità di banda passante (reti pubbliche) e i dati transitano cifrati e criptati. Grazie alla nuova architettura Web Client, le stazioni server di Movicon potranno disporre di utenti client connessi da qualsiasi parte del mondo con qualsiasi sistema operativo sul client (Win32/64, Linux, Windows CE, Smartphone) e, addirittura, ci si può connettere anche utilizzando il normale telefono cellulare, grazie alla tecnologia J2ME (JavaPhones). Con la tecnologia Web Client, i client possono connettersi e disporre di tutte le funzionalità del server in modo più completo e più semplice, continuando a disporre di performance, bidirezionalità, multiutenza e sicurezza. Grazie a Movicon Web Client, si può parlare veramente di Web-automation.

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Movicon Monitoring vision and control

La più innovativa, flessibile e scalabile tecnologia per il software SCADA /HMI

Il software semplice, flessibile e potente.

Novità:

Il vostro progetto di supervisione richiede un potente SCADA per Windows Server oppure un semplice HMI con Windows™CE? Oppure entrambe le cose? In ogni caso, con Movicon™11 siete sicuri di realizzare velocemente ogni vostra applicazione. Grazie alla tecnologia innovativa, flessibile ed affidabile di Movicon, e grazie ai servizi di assistenza e consulenza di Progea, otterrete la riduzione dei costi e l’incremento delle

La nuova versione 11.2 incrementa le funzionalità e mette a disposizione dei progettisti nuovi strumenti per ridurre ulteriormente i tempi di sviluppo. Maggiore produttività e maggiore flessibilità, all’interno di una piattaforma software scelta dai leaders dell’automazione mondiale. Scoprite le novità di Movicon 11.2, provate senza impegno il prodotto che consente la piena operatività anche in Demo. Richiedeteci il DVD di installazione o contattate i nostri uffici per una visita dimostrativa.

soddisfazioni. Per maggiori informazioni: w w w. p r o g e a . c o m i n f o @ p r o g e a . c o m


AUtomazione Disponibile presso ServiTecno Proficy Real Time Information Portal 3.5

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roficy Real Time Information Portal 3.5 è la soluzione web-based di GE Intelligent Platforms che consente di disporre di dati tramite un client web e un ambiente di reporting comuni, offrendo una visibilità completa sulle attività di produzione. Grazie a Proficy Real Time Information Portal è possibile, infatti, visualizzare e analizzare le informazioni di processo e di produzione, creando report in modo semplice e interattivo, da qualsiasi postazione PC, e consentendo di prendere decisioni in tempo reale. La soluzione si caratterizza per un’elevata capacità di integrazione e di connessione a varie tecnologie di produzione quali OPC, HMI/Scada, sistemi di gestione delle attività e della qualità e database di terzi, fornendo quindi una visione completa di tutte le attività. Proficy Real Time Information Portal non richiede agli utenti la conoscenza del linguaggio Html per sviluppare script, permettendo così a chiunque di visualizzare e configurare i collegamenti tra i componenti avanzati di analisi e preparazione dei grafici. Proficy Web Portal 3.5 è commercializzato e supportato in Italia da ServiTecno.

News

SMC: monitorare fluidi in digitale

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a nuova serie di flussostati digitali PF3W di SMC è rivolta alle applicazioni in cui è richiesto il monitoraggio costante del flusso dell’acqua di raffreddamento o di lavaggio di un impianto. A seconda del modello selezionato, il volume della nuova serie PF3W è ridotto fino al 40% rispetto alla gamma precedente, la PF2W, offrendo così minori ingombri e maggiore flessibilità. Progettati per funzionare con fluidi fino a 90ºC, questi flussostati presentano un sensore di temperatura integrato rendendo così possibile il monitoraggio simultaneo della portata e della temperatura del fluido. Sono state ridotte anche le perdite di pressione rispetto alla gamma precedente ed è possibile utilizzare la nuova serie PF3W anche con glicole etilenico, rendendo questi flussostati adatti per applicazioni con chiller. Ulteriori miglioramenti consistono nell’utilizzo di un display con doppia visualizzazione numerica a tre colori in grado di ruotare in senso orario e in senso antiorario offrendo così una migliore visibilità durante il funzionamento. Disponibile su richiesta con uscita analogica, la nuova serie PF3W presenta nell’esecuzione standard un grado di protezione IP 65, la marcatura CE ed è conforme alla direttiva RoHS.

L’analizzatore di liquidi modulare a 2 fili Yokogawa supporta due sensori

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I nuovo Yokogawa FLXA21 è l’ultima generazione di analizzatori di liquidi dell’azienda, progettati per misure on-line continue in impianti industriali. Lo strumento è un analizzatore modulare a 2 fili che supporta l’uso di un massimo di due sensori e può essere configurato in modo flessibile per misurare diverse proprietà dei liquidi, inclusi pH/ORP, conduttività di contatto, conduttività induttiva e ossigeno disciolto. Il FLXA21 incorpora anche una serie di caratteristiche avanzate, tra cui un touch screen per facilità d’uso, autodiagnostica dei sensori, stima dei tempi di manutenzione, visualizzazione in 12 lingue e una serie di interfacce di comunicazione. La possibilità di supportare fino a due sensori dello stesso tipo contribuisce a ridurre i costi di installazione e manutenzione e a risparmiare spazio, oltre a permettere la configurazione di un sistema di backup altamente affidabile in grado di assicurare misure senza interruzioni anche durante la manutenzione.

Festo conquista 4 premi Good Design Awards 2010

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Good Design Awards 2010 dell’Athenaeum Museum di Chicago hanno visto Festo conquistare quattro premi, tra cui uno nella categoria Robotica e Bionica. In particolare, la giuria è stata colpita dal Bionic Handling Assistant di Markus Fischer, Direttore Corporate Design, e di Uwe Neuhoff, Direttore Exhibition Displays. Sono stati premiati anche il Modular Lightweight Handling, il Vuvg Valve Terminal e l’EGC Electric Handling Axis. Fondato nel 1950, il Premio viene presentato annualmente a progetti innovativi e sofisticati di tutto il mondo. Le maggiori aziende competono tra loro in un’ampia varietà di categorie. Il Premio rappresenta infatti uno dei riconoscimenti più vecchi e più prestigiosi nel campo del design. La giuria dei Good Design Awards si è riunita a New York lo scorso Novembre per decidere i progetti da premiare fra circa 500 prodotti e design grafici di circa 36 Paesi. I progetti vincitori saranno esposti al prossimo Good Design Show annuale, che si svolgerà a Chicago dal 13 al 15 Giugno 2011.

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

Scada/Hmi e non solo Wonderware, oggi marchio di Invensys Operations Management, è da oltre 20 anni sul mercato con un’offerta HMI/Scada basata sul supervisore InTouch. Daniele Vizziello, OEM Sales Manager presso Wonderware Italia, spiega quali sono i target futuri dell’azienda

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Intervista

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nvensys Operations Management, divisione di Invensys, è fornitore leader di tecnologie, sistemi, soluzioni software, servizi e consulenza per le soluzioni d’automazione e gestione delle informazioni per le aziende manifatturiere e le infrastrutture su scala globale. Le soluzioni di Invensys Operations Management, con sede a Plano, Texas, vengono utilizzate da oltre 40.000 clienti in tutto il mondo, in più di 200.000 impianti e strutture. Le soluzioni di Invensys Operations Management includono strumentazione di controllo e misura, sistemi di controllo per la sicurezza, un’ampia gamma di software per la gestione delle attività d’impianto in tempo reale e servizi professionali che aiutano i clienti a pianificare, attuare e gestire sicurezza, produttività, sostenibilità e profittabilità di asset e operazioni. I clienti Invensys includono alcune tra le più importanti organizzazioni industriali su scala globale: raffinerie di petrolio, aziende che si occupano della lavorazione e produzione di sostanze chimiche, gas, energia, prodotti farmaceutici; imprese nel settore alimentare, minerario e metallurgico; impianti di depurazione e trattamento acque; industrie cartarie. Le soluzioni offerte da Invensys forniscono notevoli vantaggi di costo, resi possibili grazie al funzionamento efficiente di impianti e strutture industriali. L’offerta di Invensys Operations Management comprende importanti marchi industriali, tra cui Avantis, Eurotherm, Foxboro, IMServ, InFusion, SimSci-Esscor, Skelta, Triconex e Wonderware.

SOLUZIONI SOFTWARE PER LA GESTIONE DELLE OPERAZIONI INDUSTRIALI IN TEMPO REALE Wonderware, che si colloca nell’ambito di Invensys Operations Management, è leader nel mercato delle soluzioni software per la gestione delle operazioni industriali in tempo reale: HMI di supervisione, GeoSCADA, Mobile Solutions, Production Management, MES, Performance Management, EMI, oltre a soluzioni per l’integrazione con applicazioni di asset management, supply chain e ERP. Per quanto riguarda il servizio che Wonderware è in grado di offrire in affiancamento alla tecnologia, esso si basa su un approccio di customer care che è l’antitesi di un approccio repentino e opportunistico di tipo ‘mordi e fuggi’. Il rapporto che si intende creare con il cliente e che è stato creato con il cliente nel corso degli anni punta infatti ad essere pluriennale e si hanno casi addirittura decennali. In ultima analisi, Wonderware punta a diventare parte integrante della supply chain del cliente, entrando a fare parte del sistema di produzione e della cultura dell’azienda con la quale inizia a lavorare. In quest’ottica di evoluzione continua, di consolidamento del rapporto e di sostegno al cliente nella sua crescita a livello di produzione e di fabbrica, sono stati creati e perfezionati negli anni i contratti di customer support. Si tratta di un approccio olistico, che accompagna il cliente in tutte le fasi del ciclo di vita dell’applicazione , dall’implementazione, alla manutenzione e ottimizzazione dei sistemi esistenti, fino all’aggiornamento e upgrade.

L’OFFERTA HMI/SCADA Per capire meglio come si articola l’offerta HMI/Scada di Wonderware, abbiamo rivolto la domanda all’ingegner Daniele

Vizziello, OEM Sales Manager di Wonderware Italia. “Al centro della nostra offerta si colloca il supervisore InTouch”, egli ha risposto. “Presente sul mercato ormai da oltre 20 anni, ancora oggi InTouch è uno dei supervisori più diffusi. Si tratta di un prodotto multipiattaforma, in grado di girare su sistemi operativi Windows CE, Windows Embedded piuttosto che con sistemi operativi tipo server, il tutto partendo da un unico ambiente di sviluppo. Accanto a InTouch e a suo completamento, negli anni è stata introdotta una serie di altri pacchetti che estendono le funzionalità offerte dal supervisore. Essi mettono a disposizione funzionalità aggiuntive come Reporting, Raccolta dati, Analisi trend, Controllo qualità e Real-time. Insieme a tali pacchetti aggiuntivi, InTouch costituisce una delle offerte più complete disponibili sul mercato HMI/Scada”. InTouch è basato sulla tecnologia Archestra di Wonderware. Quali sono i plus di questo connubio? “Sì, InTouch è basato sulla nostra tecnologia a oggetti Archestra e lo sarà sempre di più”, ha confermato l’ing. Vizziello. “Ciò offre a InTouch tutti i vantaggi tipici di una tecnologia a oggetti. Per esempio, è possibile creare un’applicazione sviluppando inizialmente gli oggetti richiesti. Con il tempo, essi costituiscono la libreria di oggetti dell’azienda. L’applicazione può quindi essere costruita andando a riutilizzare tali oggetti. Così facendo, si riducono notevolmente i tempi di sviluppo e il time-to-market dell’applicazione, piuttosto che i tempi di manutenzione dell’applicazione stessa. Un altro plus importante della tecnologia Archestra è rappresentato dalla sua flessibilità sia in termini funzionali, con funzionalità aggiungibili all’applicazione in momenti successivi, sia in termini architetturali. L’applicazione può infatti nascere come applicazione client-server, diventare un’applicazione peer-to-peer, piuttosto che essere un’applicazione single-node e così via. E il tutto può avvenire anche in momenti successivi”.

SVILUPPI FUTURI In quali settori Wonderware si sta sviluppando maggiormente in Italia con i propri HMI/Scada? “I settori tradizionalmente più importanti per Wonderware sono quelli dell’acciaio e del food&beverage”, ha risposto l’ing. Vizziello. “Accanto a questi, negli ultimi tempi ci siamo concentrati su nuovi settori come quello delle infrastrutture e quello dell’energia (intesa sia come generazione di energia da fonti rinnovabili, sia come controllo e riduzione dei consumi energetici). Abbiamo infine domandato al nostro interlocutore su quali tecnologie sta investendo Wonderware per lo sviluppo dei propri prodotti. “In generale, sulle tecnologie che consentono di portare all’esterno dell’azienda (su dispositivi mobili tipo tablet PC, smartphone, ecc.) le informazioni che oggi sono al suo interno”, ha risposto l’ing. Vizziello. “Ciò per mettere il manager, ovunque si trovi, in condizione di avere accesso a tutte queste informazioni in real-time e poter prendere le decisioni migliori per la sua azienda. Quindi, Wonderware sta investendo su cloud computing, virtualizzazione, workflow management, asset management e, più in generale, su tutte quelle tecnologie che consentono alle aziende di sfruttare meglio i propri asset e di migliorare la propria efficienza produttiva”.

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AUtomazione Di Daniele Vizziello

macchine utensili:

innovare attraverso il software d’automazione Per essere competitivi, i fornitori di macchine utensili devono produrre in modo più flessibile ed efficiente, con costi contenuti. Tuttavia queste condizioni non sono sufficienti: in un mercato maturo diventa fondamentale innovare per aggiungere valore alle soluzioni proposte.

IL SOFTWARE: WONDERWARE INTOUHC HMI

La maggioranza dei costruttori di macchine utensili, per distinguersi dalla concorrenza, si è concentrata sul tipo di controllore

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a maggioranza dei costruttori di macchine utrensili, per distinguersi dalla concorrenza, si è concentrata sul tipo di controllore, inteso come hardware da impiegare, scegliendo tecnologie standard, facilmente disponibili sul mercato. Un’alternativa di differenziazione può essere costituita dal software applicativo, un’area in parte ancora inesplorata da molti produttori di macchine utensili. La pressione competitiva riguarda non solo i costruttori, ma anche gli utilizzatori finali di macchine utensili, i quali si trovano ad affrontare sfide legate alla riduzione di scarti e fermi macchina, con un attenzione crescente alla qualità e alla tracciabilità di prodotto. La parola d’ordine è ‘efficienza produttiva’, che richiede un controllo della produzione in tempo reale.

Wonderware offre la piattaforma ideale per soddisfare i requisiti di raccolta, archiviazione e analisi dei dati di produzione. La funzione di visualizzazione è affidata a Wonderware InTouhc HMI, il software di interfaccia uomo-macchina particolarmente adatto alle esigenze di supervisione a bordo macchina. InTouch, infatti, può essere connesso a qualsiasi PLC e dispositivo di campo già esistente o richiesto dal cliente finale ed è compatibile con i sistemi operativi Windows 7, XP, CE e Terminal Service, utilizzando lo stesso ambiente di sviluppo. InTouch è quindi la scelta ideale se si vuole standardizzare un software HMI indipendente dall’hardware e adatto a tutte le applicazioni, dalle più semplici alle più complesse. Grazie alla grafica vettoriale ad oggetti e all’utilizzo di template, inoltre, InTouch permette di creare una libreria di oggetti che potranno essere riutilizzati in applicazioni diverse, consentendo di risparmiare su tempi e costi di sviluppo. Grazie alla flessibilità e scalabilità del software Wonderware, con la stessa piattaforma di InTouch è possibile integrare controlli .Net, archiviare dati, creare report e analizzare le performance della macchina, passando dalla supervisione di un singolo macchinario, alla linea di produzione, all’intero impianto. Infine, la presenza di avanzate funzionalità multilingua soddisfa il criterio di internazionalizzazione che contraddistingue molti costruttori di macchine utensili, che possono quindi garantire all’utilizzatore finale un software adatto ad essere utilizzato in diverse lingue, oltre ad assistenza e formazione di alto livello presso gli impianti di tutto il mondo grazie alla presenza di Wonderware su scala globale. Per

LA CENTRALITÀ DEI DATI Controllare la produzione in real time significa avere a disposizione degli strumenti che ci consentono di raccogliere, visualizzare e analizzare i dati critici relativi al funzionamento della macchina. La raccolta dati deve essere locale e automatica, con la possibilità di integrare a livello centrale i dati provenienti da più macchine e da sistemi di fornitori differenti. In questo contesto è importante adottare una tecnologia standard, in grado di supportare gli sviluppi futuri e proteggere gli investimenti precedenti. Infine, i dati devono essere resi disponibili, nel formato più opportuno, alla persona corretta (dall’operatore d’impianto alla direzione di stabilimento), al fine di fornire le giuste informazioni al momento giusto, senza la necessità di ulteriori investimenti in tecnologia e infrastrutture informatiche.

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Wonderware offre ai costruttori di macchine utrensili la piattaforma ideale per soddisfare i requisiti di raccolta, archiviazione e analisi dei dati di produzione


case history

Grazie alla piattaforma Wonderware ogni macchina utensile può essere dotata di un sistema di controllo della produzione in tempo reale

l’archiviazione dei dati viene utilizzato Wonderware Historian, un database storico in real time ad elevate prestazioni ampiamente utilizzato in ambito industriale per analisi di efficienza delle macchine e tracciabilità. Include, inoltre, funzionalità di reporting web-based e un’ampia connettività a diverse fonti dati (PLC, RTU, ecc.). Per massimizzare il valore dei dati raccolti, Wonderware Historian viene affiancato ad Historian Client, che, integrato con gli applicativi Microsoft Office, fornisce ampie funzionalità di analisi e reporting.

PRODUZIONE SOTTO CONTROLLO Grazie alla piattaforma Wonderware ogni macchina utensile può essere dotata di un sistema di controllo della produzione in tempo reale che comprende: • Analisi della disponibilità tecnica della macchina • Manutenzione programmata e incidentale • Visualizzazione ed elaborazione dati su grafici e trend • Gestione interfaccia operatore • Calcolo OEE (Overall Equipment Effectiveness) È possibile deter-

minare tutti i fattori che intervengono sulla disponibilità tecnica della macchina, per esempio lo stato di operatività, il resoconto sui guasti, ecc. Inoltre, l’operatore può completare i dati con ulteriori input, per esempio i tempi di manutenzione e di setup della macchina. Grazie all’analisi del tempo di esecuzione della macchina, l’operatore di linea è in grado di riconoscere i colli di bottiglia e, partendo da questi, sviluppare un piano d’azione per ottenere un rendimento più alto. Grazie alle funzioni di gestione della manutenzione che consentono l’impostazione della durata e della frequenza dell’arresto previsto, l’analisi dei downtime può essere effettuata in modo più efficiente. Il fattore di OEE (Overall Equipment Effectiveness) è un ulteriore parametro disponibile per calcolare l’efficienza di impianto. Grazie all’OEE si individuano performance, disponibilità e qualità di ogni singolo ciclo produttivo. Inoltre, è possibile realizzare l’integrazione dei dati raccolti con i sistemi di gestione della qualità già in uso presso il cliente (es. SPC). A questo proposito, è possibile aggiungere l’utilizzo di QI Analyst, il software Wonderware per il controllo statistico di processo (Statistical Process Control, SPC).

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AUtomazione

tisics

UN CASO DI SUCCESSO Un’azienda specializzata nei materiali utilizza Allen-Bradley ControlLogix, RSLogix 5000 e FactoryTalk View SE di Rockwell Automation per controllare in sicurezza la precisione dei processi

T

isics, con sede a Farnborough (Gran Bretagna), è una delle uniche due società al mondo a produrre monofilamenti a nucleo continuo in carburo di silicio, utilizzati soprattutto come rinforzo delle fibre nelle parti in titanio. I monofilamenti consentono di realizzare componenti in titanio che assicurano funzionalità uguali a quelle di componenti simili in acciaio resistenti ad alte temperature, ma solitamente con metà peso, maggiore solidità ed elevata resistenza alla corrosione. Come si può immaginare, si tratta di materiali estremamente interessanti per il settore aerospaziale, soprattutto se consideriamo il prezzo in continuo ribasso del titanio, e anche per altre applicazioni in cui la resistenza e il peso sono caratteristiche fondamentali. In seguito al recente trasferimento dell’impianto, l’azienda ha deciso che, per utilizzare in modo ottimale il nuovo spazio di produzione disponibile, era necessario migrare dal processo manuale di creazione delle ricette e di controllo esistente a un processo che includesse una soluzione di automazione più moderna di Rockwell Automation. Allo stesso tempo, doveva risolvere anche seri problemi di sicurezza relativi al processo chimico per il rivestimento dei materiali.

IL PROBLEMA Il processo utilizzato da Tisics per rivestire i filamenti di tungsteno è noto come CVD (Chemical Vapour Deposition). Non solo il processo CVD richiede tensioni e temperature elevatissime, solitamente intorno ai 1.300 °C, ma utilizza anche diclorodimetilsilano, un composto estremamente pericoloso se non controllato correttamente. Oltre alle ovvie implicazioni di sicurezza, il processo è anche estremamente sensibile alle variazioni dei parametri. Prima di adottare un’infrastruttura di automazione, per controllare le operazioni di rivestimento Tisics impiegava un processo manuale distribuito. La tensione e i prodotti chimici erano controllati separatamente, con vaporizzatori che utilizzavano gli input di potenziometri diretti dall’elemento riscaldante, senza alcun controllo elettronico. Secondo Renny Moss, Process Development Manager di Tisics, “Si trattava di un processo manuale molto semplice che non ammetteva alcun margine di errore. Il problema principale era l’impossibilità di individuare eventuali errori nel processo di deposizione finché la fibra non emergeva e poteva essere testata”.

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Inoltre, l’azienda registra un aumento della domanda dei propri prodotti (sia le fibre che produce che i componenti di titanio che fabbrica). Tra i clienti noti ricordiamo un importante produttore di componenti aerospaziali e una società statunitense che utilizza le fibre per cellule solari. Nella maggior parte dei casi, applicazioni specifiche richiedono tipi di fibre specifiche; il problema è rappresentato dal fatto che incrementando il numero di variabili introdotte, aumenta anche la difficoltà di controllare il processo. Utilizzando il processo manuale, lo sviluppo e il test delle nuove ricette richiedevano tantissimo tempo, addirittura anni prima dell’avvento dell’automazione.

LA SOLUZIONE Tisics ha optato per un processo Scada basato su Rockwell Automation Integrated Architecture, scegliendo un PAC Allen-Bradley ControlLogix e il software di programmazione RSLogix 5000 con FactoryTalk View SE. Per il monitoraggio e il controllo, il PAC ControlLogix inoltra tutti i dati del processo a un server FTView SE in modo che sullo schermo degli operatori venga visualizzata una rappresentazione grafica chiara di tutti i parametri del processo, utilizzando un’interfaccia operatore sviluppata da uno degli integratori di sistema Rockwell Automation. Renny Moss spiega: “L’hardware Rockwell Automation è in grado di fornirci tutte le informazioni in un’unica schermata.


case history

l’applicazione in sintesi IL PROBLEMA Con il trasferimento ad un nuovo impianto, Tisics voleva un sistema di automazione più moderno che, oltre a tenere sotto controllo e con la massima precisione il processo di deposizione da vapori chimici, assicurasse anche un maggiore livello di integrità della sicurezza.

SOLUZIONI • Architettura Integrata • PAC ControlLogix Allen-Bradley • RS Logix 5 000 • FTView SE Server e client • Livello di sicurezza S.I.L. 2

RISULTATI

Conosce e calcola le condizioni, non consente variazioni del processo al di fuori dei livelli consentiti e ci offre un livello decisamente superiore di sicurezza. Un altro aspetto estremamente utile dell’installazione è la sua espandibilità. È nostra intenzione aumentare la produzione della fabbrica e con l’attuale hardware sappiamo che dobbiamo semplicemente aggiungere le linee di produzione al sistema PAC ControlLogix, praticamente senza grandi attività di riprogrammazione”.

• Maggiore controllo di tutti i parametri del processso • Visibilità completa di tutti i parametri del processo • Riduzione del tempo di sviluppo • Maggiore produttività • Maggiore sicurezza per gli operatori

“La maggior parte dei problemi di sicurezza dipende dal gas”, continua Renny Moss. “Il PAC ControlLogix riempie e versa i reagenti. Inoltre, misura la quantità di materiale spostato nel sistema calcolando il peso e la pressione, senza mai riempire troppo il bollitore, e aiuta a rendere sicure tutte le operazioni di pulitura, fornendo agli operatori istruzioni logiche chiare e concise. La movimentazione era una delle operazione quotidiane più complesse, ma oggi possiamo caricare materiali senza alcun problema grazie al sistema di sicurezza e controllo, certi del fatto che tutti i materiali sono attentamente monitorati. Non è mai stata nostra intenzione ridurre le competenze del nostro personale, abbiamo semplicemente voluto ridurre le eccessive responsabilità di sicurezza che gravavano sugli operatori”. Oltre alla sicurezza e alla funzionalità, Tisics è anche in grado di sviluppare nuove formule e ricette in tempi decisamente ridotti rispetto al passato. Renny Moss continua: “Oggi siamo in grado di realizzare in pochi mesi, ciò che richiedeva anni. Inoltre, il numero di variabili adesso non è un problema grazie al livello di controllo offerto dal PAC. Ammetto, senza alcun problema, che per me il sistema Scada FTView SE e il PAC sono semplicemente una scatola nera. Non ho bisogno di sapere come funzionano, ma posso essere certo che tutto è sotto controllo e che tutti gli operatori dispongono di informazioni più facili da comprendere”. Renny Moss conclude: “Nel breve termine, le apparecchiature Rockwell Automation ci hanno consentito di migliorare notevolmente il controllo del processo, offrendoci contemporaneamente la capacità di espansione nel medio termine. Inoltre, sono stati affrontati tutti gli aspetti critici della sicurezza che prima creavano problemi”.

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Il valore della sicurezza integrata Storia di successo

La produzione di gelati a livello mondiale è in mani sicure.

Situata nel sud della Danimarca, Gram Equipment è una delle aziende leader a livello mondiale nella fabbricazione di impianti per la produzione industriale di gelati. L’azienda offre linee di produzione complete e su misura ai produttori di gelati e alle imprese di trasformazione di altri prodotti alimentari alla ricerca di soluzioni integrate.

“La nostra collaborazione con Rockwell Automation risale a metà degli anni ‘90, e si è sviluppata in un rapporto che va ben oltre il solito rapporto cliente-fornitore.” John Christiansen, Manager, Electrical Department, Gram Equipment

Prima di implementare la soluzione di sicurezza Allen-Bradley® GuardLogix® Rockwell Automation, Gram Equipment aveva occasionalmente affrontato delle sfide con i sistemi di sicurezza tradizionali. Se i macchinari nella linea di produzione dovevano essere modificati erano necessarie lunghe modifiche alla documentazione elettrica oltre a modifiche di programmazione che potevano essere effettuate solo da poche persone appositamente addestrate. La soluzione di sicurezza risultante consente al personale di modificare l’impianto secondo i desideri del cliente. • Il personale usa un solo programma software • Completamente scalabile e interamente flessibile • Accesso remoto per la diagnosi dei guasti • Certificazione internazionale

Per l’intera storia, visitare http://discoverrockwellautomation.com/safety


AUtomazione Da Bosch Rexroth il Rexroth Productivity Agent

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l nuovo IndraDrive Productivity Agent di Bosch Rexroth aumenta le performance di monitoraggio della macchina incrementando la produttività e diminuendo i fermi macchina e i costi di gestione. Il prodotto che si integra nella piattaforma di azionamenti di Bosch Rexroth, sfrutta l’intelligenza dell’unità IndraDrive trasformandola in un sensore in grado di monitorare lo stato dell’asse meccanico, notificando in anticipo eventuali stati di usura. Annunciate da Bosch Rexroth anche alcune novità che riguardano la sua piattaforma e il tool software di progettazione, come diagnostica tramite web server, programmazione software multiutente, programmazione ad oggetti grazie al compilatore basato sull’ultima release CodeSys, camme elettroniche flessibili a tempo, sviluppo, simulazione e verifica preventiva del ciclogramma di tutte le camme di un’applicazione e generazione automatica e parametrica del software partendo dalla rappresentazione delle camme elettroniche.

Il nuovo Anybus Xgateway per CaNopen di HMS Industrial Networks

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I piccolo e configurabile Anybus X-gateway per CANopen di HMS Industrial Networks è predisposto per il montaggio su barra DIN standard ed alimentazione a 24 Volt c.c. Funziona come un adattatore (in modalità slave) su lato EtherNet/IP e come manager (in modalità master) su lato della rete CANopen. La configurazione del modulo CANopen master avviene tramite uno strumento di configurazione flessibile e facile da utilizzare, basato su sistema Windows, incluso nella confezione del prodotto. Dopo la configurazione iniziale, il gateway trasmette in maniera trasparente fino a max 510 byte di dati di input e 510 byte di dati di output tra EtherNet/IP e CANopen. Possono essere collegati fino a 126 slave CANopen con un totale di ricezione dati fino a 128 PDO e una trasmissione dati di 128 PDO. Il gateway è dotato di uno switch integrato a 2 porte su lato EtherNet/IP, consentendo installazioni con topologia di rete lineare ed eliminando così l’uso di switch esterni. Di conseguenza, gli integratori di sistema possono beneficiare di installazioni e costi di manutenzione notevolmente ridotti.

News

Rittal presenta le cassette di derivazione HD per l’industria alimentare

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ittal amplia la sua gamma di prodotti Hygienic Design con le cassette di derivazione HD, ideali per l’installazione della componentistica elettrica e dotate di caratteristiche tecnico-costruttive tali renderle compatibili con i processi produttivi dell’industria alimentare. In questo campo è fondamentale disporre di apparecchiature e contenitori in grado di resistere ad accurate operazioni di pulizia e di garantire prestazioni ottimali dal punto di vista dell’igiene. Per tale scopo, nelle cassette HD la chiusura tra il contenitore e il coperchio è ermetica e provvista di una guarnizione in silicone blu, realizzata in un unico pezzo e dotata di una notevole resistenza ai detergenti, agli acidi e alle soluzioni alcaline. Con questo tipo di guarnizione, il contenitore non presenta cavità nascoste o interstizi, dove possano insinuarsi residui del processo di lavorazione. Grazie al colore, inoltre, i residui di lavorazione possono venire identificati facilmente ed asportati e la guarnizione può essere sostituita velocemente. Le cassette di derivazione rispondono alle caratteristiche per l’industria alimentare definite dalla Direttiva Macchine (RL 98/37/EG), dalla norma DIN EN 1672-2:2005 per la produzione e dalla norma DIN EN ISO 14 159 per la progettazione dei macchinari. I prodotti soddisfano inoltre i requisiti tecnici e normativi consigliati dall’Ehedg (European Hygenic Equipment Design Group).

Asem: lo specialista italiano dell’automazione PC based

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sem offre un’ampia gamma di PC embedded. Tra i modelli descritti sul sito dell’azienda: • Micro PC GDT-8500 A fronte della crescente richiesta di espandibilità delle macchine basate su schede madri Mini iTX, sono state sfruttate le caratteristiche offerte dalla board del GDT-8500, inserendola in una case che permettesse di dotare il sistema di connettività Wlan e di alloggiare, su riser card, schede di espansione di vario genere. Il sistema è basato su componenti industrial grade. • Micro PC GDT-8400 Il Micro PC GDT-8400 è basato su componenti industrial grade. Dimensioni compatte, elevata potenza di calcolo, ottime performance grafiche e ridotti consumi sono le caratteristiche distintive di questo sistema, equipaggiato con processore AMD Athlon Dual Core low power a 1,5 GHz con un valore di TDP (Thermal Design Power) di 18W. • Micro GDT-7300 Il Micro PC GDT-7300 è equipaggiato con una motherboard mini-ITX, ideale per applicazioni meno impegnative dal lato delle capacità di calcolo, che richiedono però estrema silenziosità e limitati consumi.

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

TP 3000 una famiglia completa per il comando e la supervisione La possibilità di utilizzare prodotti gestibili con un’unica piattaforma software SCADA consente di accelerare e semplificare le attività di programmazione necessarie per la realizzazione delle applicazioni di supervisione, garantendo la massima efficienza.

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hoenix Contact è specializzata nelle tecnologie di connessione, interfacciamento elettronico e automazione industriale. Fondata oltre 80 anni fa, l’azienda è composta attualmente da 11.000 dipendenti, di cui oltre 5.600 in Germania. La rete di distribuzione, formata da 47 filiali e più di 30 società di distribuzione, garantisce la disponibilità dei prodotti e dei servizi direttamente sul posto. La gamma dei prodotti comprende componenti, sistemi e servizi di elevata qualità per le più svariate applicazioni: dai morsetti componibili ai sistemi di cablaggio per PLC, alla connessione per circuito stampato, alle protezioni contro le sovratensioni, fino ai sistemi hardware e software per l’automazione di macchine e impianti industriali.

UNA SOLUZIONE INTEGRATA Per il comando e la supervisione, Phoenix Contact propone una soluzione integrata composta da PC Industriali, pannelli operatore e Visu+, un unico software Scada per la programmazione di tutte le applicazioni di supervisione. “Nelle moderne applicazioni di automazione il comando e la supervisione richiedono prodotti altamente performanti ed integrabili”, afferma Roberto Falaschi, Marketing Manager di Phoenix Contact. “Phoenix Contact risponde a queste esigenze con una famiglia completa di prodotti per l’interfacciamento uomo-macchina, comprensiva sia di pannelli operatore che di PC Industriali, programmabili con un unico software Scada, Visu+”. Le soluzioni di visualizzazione Phoenix Contact, basate su HMI e PC industriali con software Scada, possono essere facilmente integrate in qualsiasi rete rendendo rapido e trasparente il flusso di informazioni, dalla produzione alle reti aziendali. Grazie ai vantaggi offerti dalle tecnologie IT, è quindi possibile incrementare la produttività di macchine ed impianti. “Le nostre soluzioni HMI hanno la possibilità di supportare tutti i principali protocolli di comunicazione e possono così interfacciarsi con i principali tipi di PLC”, aggiunge Falaschi. “Di conseguenza, possono venire adottate per un gran numero di applicazioni, siano esse di modesta entità (ad esempio: piccole macchine stand alone) oppure considerevoli ed articolate, come quelle dedicate alla supervisione di processi industriali”. In particolare, i Touch Panel della serie TP 3000 di Phoenix Contact, ideati per sistemi di comando intuitivi e su misura, sono disponibili con display da 5,7” e 7” per applicazioni

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Roberto Falaschi, Marketing Manager di Phoenix Contact


Intervista in ambienti industriali critici e gravosi. L’aumento dei collegamenti in rete di sistemi di automazione via Ethernet implica una crescente necessità di utilizzare i router e le funzioni di Security per le reti industriali. “Per rendere disponibili queste funzioni per i PC Industriali, con FL Mguard PCI abbiamo sviluppato una soluzione Security che consente ai PC industriali con slot PCI di proteggere non solo i singoli componenti di automazione, ma anche l’intera rete dell’impianto da eventuali rischi a livello di intromissioni non autorizzate”, afferma Falaschi. “Un firewall integrato permette di monitorare tutti i pacchetti di dati in ingresso e in uscita. FL Mguard PCI è disponibile anche con supporto VPN”. Quando si devono effettuare degli investimenti nei moderni impianti industriali vengono sempre valutati fattori come spazio di ingombro, riduzione dei costi e affidabilità del sistema. Con i suoi PC industriali VMT Phoenix Contact offre la soluzione ottimale per il montaggio diretto sulla macchina. Grazie all’assenza di ventole e alla custodia in alluminio pressofuso IP65, questi PC Industriali possono essere impiegati anche in condizioni gravose. Infine, il Tablet PC di Phoenix Contact è la soluzione wireless industriale ideale per qualsiasi esigenza. “Le reti industriali moderne permettono di svolgere operazioni e processi anche con strumenti portatili. I moderni sistemi di comunicazione semplificano l’installazione, riducono i tempi di manutenzione e di fermo macchina, incrementano la disponibilità degli impianti e permettono un aumento di produttività”, conclude Falaschi. “Il nostro Tablet PC consente di rimanere sempre collegati alla rete”. di medie dimensioni, oppure con display da 10” e 12” per una maggiore praticità d’uso e superficie di visualizzazione. Il collegamento al livello di controllo è possibile con l’interfaccia OPC o mediante driver diretti. Tutti i pannelli sono dotati di serie di interfaccia Ethernet e di due porte USB.

PC INDUSTRIALI Fa parte dell’offerta Phoenix Contact anche una gamma completa di PC Industriali da pannello o blind node oppure in versione IP 65 o Tablet PC. Anche in questo caso, la supervisione viene realizzata grazie al software Scada Visu+. “In ambito industriale oggi non è più possibile fare a meno dei PC industriali e degli HMI, che costituiscono il cuore di molti impianti di automazione”, afferma Falaschi. “Le nostre soluzioni si contraddistinguono per l’elevata qualità, la notevole flessibilità e l’efficienza superiore agli standard. L’ampia gamma di prodotti della famiglia HMI e PC Industriali consente di soddisfare qualsiasi esigenza applicativa”. In particolare, Valueline IPC è la nuova gamma di PC Industriali di Phoenix Contact adatti ad un ampio spettro di applicazioni nell’ambito dell’automazione industriale, sia a livello di controllo che di supervisione. E’ possibile configurare i PC scegliendo la dimensione del display touch screen, il tipo di processore (tra cui Atom e Core2Duo), la capacità di RAM, la tipologia di memoria di massa (CF, SSD, HDD) ed il sistema operativo, o anche prevedendo la presenza di eventuali slot di espansione PCI. Il sistema di raffreddamento senza ventole consente di ridurre al minimo i cicli di manutenzione. Inoltre, la possibilità di impiegare memorie di massa senza parti rotanti (come CF e SSD) e l’utilizzabilità con temperature d’esercizio fino a 55°C li rendono adatti all’impiego

CONCLUSIONE Phoenix Contact offre una gamma completa di componenti hardware e software e di accessori per la realizzazione di soluzioni ad hoc per l’automazione industriale. Oltre ai prodotti descritti nell’articolo, il portafoglio dell’azienda comprende anche PLC, moduli di I/O con grado di protezione IP20 e IP65/67, sistemi per la realizzazione di reti Ethernet industriali (switch, router con firewall integrato), soluzioni per trasmissioni wireless e software di programmazione e di supervisione. I diversi componenti, perfettamente compatibili, sono di pratico utilizzo e contribuiscono, unitamente agli altri prodotti Phoenix Contact, ad aumentare la redditività di impianti e macchinari.

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Una famiglia così non si è mai vista

Il comando e la supervisione in applicazioni di automazione richiedono prodotti altamente performanti ed integrabili. Per questo motivo Phoenix Contact propone una famiglia di PC Industriali e pannelli operatore programmabili con un unico software SCADA. Il risultato è una soluzione perfettamente Integrata, con caratteristiche di qualità ed efficienza superiori agli standard. Fanno parte di questa famiglia completa: I PC Industriali Valueline I nuovi pannelli operatore touch screen della famiglia TP 3000 Il software SCADA Visu+ e molto altro ancora.

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AUtomazione Tavola rotonda Di Valerio Alessandroni

HMI/Scada: una tecnologia in evoluzione Che cosa sono gli HMI/Scada? Dove stanno andando, da un punto di vista tecnologico? Quali sono i settori di applicazione più promettenti? Ecco le risposte degli esperti

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’importanza dei sistemi Scada/HMI ha acquisito una importanza sempre maggiore. “Soprattutto negli ultimi anni, in particolare da quando sono diventate essenziali le capacità dei sistemi di produzione di acquisire le informazioni e condividerle con i sistemi informativi aziendali, al fine di soddisfare la necessità di migliorare la produttività e la competitività riducendo i fermi macchina”, afferma Paolo Fiorani, Managing Director di Progea. I produttori hanno quindi cercato di dotare i loro sistemi produttivi anche della capacità di tracciare i dati di produzione, gli allarmi e tutte le informazioni necessarie per individuare e rimuovere i punti deboli del sistema. “Anche le tecniche d’interfaccia con l’operatore hanno acquisito negli ultimi anni un’importanza sempre maggiore”, aggiunge Fiorani. “Si è data molta più importanza all’interfaccia grafica, riconoscendo che una buona comprensione, intuitività ed usabilità del sistema rende l’operatore in grado di condurre decisamente meglio la produzione, incrementando la produttività”. Seondo Fiorani, quindi, si può dire che, mentre anni fa le percentuali d’importanza di un progetto software nel manifatturiero potevano essere considerate mediamente all’80% sulla parte di controllo (PLC) e 20% sull’interfaccia con l’operatore (HMI/Scada), oggi il rapporto è molto più equilibrato, generalmente percepito come un 50% per entrambi, salvo circostanze applicative particolari (per es. sistemi di telecontrollo o infrastrutture) dove la parte di supervisione è sicuramente più importante”. Domenico Leonetti, Product Manager WinCC di Siemens italia, conferma questa visione. “La parte HMI/Scada tende ad occupare una porzione sempre più importante nei budget di investimenti in automazione industriale”, egli afferma. “Uno dei requisiti fondamentali è la trasparenza dei dati di produzione, essenziale per una valutazione corretta di tutti i fattori che incidono sui costi di produzione. Penso, ad esempio, all’esigenza sempre più diffusa di monitorare i consumi energetici e attribuire gli stessi a diversi centri di costo o all’effettiva produzione. Un altro esempio è la comunicazione di dati a livello verticale dal campo fino ai sistemi MES/ERP; o semplicemente la possibilità di poter effettuare una supervisione via web”. Queste esigenze sono perfettamente indirizzate dai sistemi Scada con funzionalità di archiviazione dati in database relazionali e con strumenti di analisi già pronti. Questo porta a dire che, se da un lato continua l’utilizzo dei sistemi HMI/Scada soprattutto per l’interfaccia uomo macchina, dall’altro si affiancano nuove funzionalità, necessarie per i moderni processi produttivi. “Si assiste quindi ad una richiesta di sistemi Scada anche per assolvere a nuove e diverse funzionalità,

risolte fino ad oggi da applicazioni verticali realizzate ‘ad hoc’ o costose personalizzazioni di prodotto”, afferma Giuseppe Menin, Area Manager di Copa-Data. “Cito, a titolo di esempio, funzionalità di Business Intelligence collegate ai dati grezzi provenienti dal campo, l’interfacciamento bidirezionale tra i sistemi ERP e il processo, la distribuzione e l’analisi dei dati attraverso funzionalità di reportistica basata su web. Anche per queste prestazioni l’approccio per l’ingegneria deve rispecchiare quello noto per i sistemi Scada: una piattaforma di sviluppo configurabile, intuitiva, che riduca al minimo la scrittura di codice ‘ad hoc’, garantendo così applicazioni robuste e performanti”. Pierpaolo Cavalli, responsabile della struttura di marketing, del gruppo R&S e membro del Consiglio di Amministrazione Fast, mette in luce un altro aspetto: “La tendenza attuale è il downsizing. Fino a qualche anno fa l’esigenza di installare una supervisione veniva sentita solo sui grandi impianti, laddove la difficoltà di gestire più macchine e la necessità di tracciabilità della produzione richiedevano una gestione automatizzata. Oggi, questa esigenza si avverte anche sui piccoli impianti”. Secondo Cavalli, è sempre più impellente la necessità di ottimizzare la produzione evitando sprechi e aumentando la produttività. Risultati che si ottengono fornendo agli operatori strumenti intuitivi e semplici per gestire macchinari sempre più complessi (interfacce HMI) e tramite una raccolta capillare dei dati di produzione che possa dare supporto ad analisi economiche, gestionali ed amministrative (sistemi Scada/MES). Matteo Cerutti, Marketing Manager di Mitsubishi Electric Factory Automation, sottolinea che, mentre in passato il pannello operatore veniva considerato solo per la dimensione del display e per il prezzo, oggi l’HMI ha acquisito un ruolo importante nelle applicazioni di automazione, poiché rende l’operabilità sulla macchina la più intuitiva possibile e deve, inoltre, facilitarne la messa in servizio, la manutenzione ed essere in grado di tracciare le informazioni. In tal senso, è importante poter coprire ogni tipo di esigenza tecnica con ampie funzionalità, arrivando fino alla possibilità di interfacciamento diretto con i sistemi MES. Funzioni integrate di tracciabilità delle informazioni e funzioni multimediali (collegamento a telecamere, registrazione e riproduzione video, ecc.) corredano l’offerta più avanzata. Anche Mirko Dal Castello, Product manager HMI & PLC di Panasonic Electric Works Italia, osserva che i sistemi HMI/Scada hanno assunto nel corso degli anni un ruolo di prim’ordine, passando dalla semplice funzione di visualizzatori di informazioni e processi a parte integrante dell’automazione di fabbrica. “Di fatto, la crescente complessità dei macchinari industriali e delle applicazioni di automazione, con conseguente aumento delle operazioni di

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AUtomazione controllo, e nello stesso tempo la necessità di tracciare/monitorare tutte le attività produttive (raccolta dati di produzione) ha comportato in parallelo un continuo sviluppo e miglioramento tecnologico sia hardware sia software dei sistemi HMI/Scada”, egli afferma. “Oggi, i pannelli operatore più evoluti sono in grado di svolgere funzioni tipiche dello Scada come gestire data base di dati, elaborare statistiche, registrare eventi e di condividere le informazioni verso sistemi IT o il Web. In tutte le aziende dove è presente un po’ di automazione, sono necessari sistemi HMI/Scada”. Filippo Cubattoli, responsabile tecnico di PcVue Italia, mette in evidenza un altro aspetto: “Fino a qualche anno fa, i sistemi HMI/Scada erano appannaggio del solo personale di automazione (quadristi, programmatori PLC, operatori di produzione, ecc.), mentre adesso – complice la diffusione delle reti Ethernet nel settore industriale - l’HMI/Scada viene visto anche con il ruolo di gateway fra il mondo industriale (PLC, RTU, strumenti, ecc.) e il livello superiore (MES, ERP, strumenti di reportistica)”. Lo Scada, quindi. è visto oggi non solo con il ruolo classico di acquisizione, storicizzazione e visualizzazione dati, ma anche come aggregatore della mole di dati acquisita dal campo per restituirla ai mondi superiori. Come conseguenza, gli interlocutori tecnici e commerciali dello Scada sono sempre più anche responsabili IT e quindi sempre più spesso ci si trova a rispondere a quesiti tecnici molto ‘IT oriented’, quali ad esempio ‘E’ eseguibile su macchine virtuali?” O altri simili.

L’ASPETTO TECNOLOGICO Ma a che cosa bisogna guardare per essere sicuri che l’HMI/Scada scelto per la propria azienda sia al passo coi tempi? “Oggi si sta affrontando un cambio generazionale sulle tecnologie di interfaccia, derivante dalla nuova generazione di interfacce grafiche proposte da Microsoft e basate non più su WinForm ma su WPF (Windows Presentation Foundation)”, risponde Fiorani. “Considerando che oltre il 90% della produzione e vendite dei PC utilizza i sistemi operativi di Microsoft, è evidente che questo salto generazionale sarà affrontato, presto o tardi, da quasi tutti i produttori di piattaforme Scada/HMI. Oltre a questo, Fiorani ritiene che anche le tecnologie di comunicazione saranno – se non rivoluzionate – fortemente condizionate dalle nuove tecnologie OPC UA, che offriranno un considerevole valore aggiunto nell’integrazione dei dati tra sistemi di controllo e sistemi di supervisione. “La tecnologia attuale permette ai produttori di sistemi di automazione industriale, con particolare propensione alla ricerca e svilupppo, di offrire una piattaforma di progettazione unica comune ai vari moduli di progettazione dai PLC, ai drive, ai pannelli, agli Scada”, interviene Leonetti. “In questo modo si ottiene una forte interazione ed uniformità di utilizzo tra i vari livelli di progettazione, contribuendo alla riduzione dei tempi e dei costi di progettazione, manutenzione e training del personale. In questo scenario, ben venga la tecnologia della virtualizzazione, ereditata dall’IT, ossia la possibilità di avere all’interno di un solo computer più sistemi Scada virtuali indipendenti, che ne condividono le risorse”. Cavalli sposta l’attenzione sull’aspetto delle comunicazioni: “Con la crescente diffusione della rete e la tendenza delle imprese a decentrare la produzione, ritengo importante investire su soluzioni che utilizzano le tecnologie Web/Internet. Deve essere possibile,

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infatti, condividere le informazioni velocemente anche in aziende caratterizzate da sedi operative distribuite sul territorio”. Gli strumenti, secondo Cavalli, esistono: quasi tutte le reti aziendali sono Ethernet, la telefonia GSM e Gprs sono standard mondiali, si hanno a disposizione comunicazioni sempre più veloci, anche per il software vi sono standard diffusi come OPC, Internet, protocolli di comunicazione basati su TCP/IP, ecc.. “L’obiettivo è fornire un sistema di supervisione in cui le funzioni classiche dei sistemi Scada siano distribuite su una piattaforma omogenea che integri le diverse attività aziendali in un unico contesto sinergico”, aggiunge Cavalli. “Infatti, indipendentemente dai mezzi trasmissivi utilizzati, qualsiasi informazione contribuisce a costituire una piattaforma di conoscenza unitaria e condivisa per far sì che i diversi soggetti dell’azienda, siano essi reparti operativi o reparti gestionali o sedi decentrate, possano fruire delle informazioni e del sistema in generale, in modo efficiente ed efficace”. Da parte sua, Copa-Data sta lavorando su vari fronti. Per quanto riguarda l’interfaccia grafica, ad esempio, l’azienda continua a potenziare l’integrazione della tecnologia WPF (Windows Presentation Foundation). “Un altro aspetto molto importante riguarda la possibilità di estendere le funzionalità dello Scada da parte del system integrator”, afferma Menin”. A tale proposito, CopaData ha affiancato al tradizionale linguaggio di programmazione Microsoft VBA l’ambiente di programmazione Vsta (Microsoft Visual Studio Tool for Application). “Attraverso Vsta, è possibile integrare codice scritto con i nuovi linguaggi Microsoft C# e vb.NET. Il progettista può quindi realizzare applicazioni verticali anche in modalità multithreading, utilizzando l’ultimo ambiente di programmazione fornito da casa Microsoft”. Vi è poi l’aspetto legato alla distribuzione delle informazioni in rete. “Per questo, stiamo lavorando alla realizzazione di nuovi sistemi di reportistica industriale collegati allo Scada, basati su tecnologia Web e database SQL”, aggiunge Menin. “Un’altra tecnologia emergente è quella collegata agli smartphone. Apparati come l’iPhone potranno quindi essere utilizzati come client mobili di un sistema Scada”. Secondo Cerutti, in futuro le macchine saranno sempre più interconnesse, con funzioni logiche e componenti hardware e software che le manterranno collegate a tutto il sistema di produzione, a formare una sola rete, in dialogo continuo con i sistemi ERP aziendali, per gestire i tempi e le modalità di produzione, la qualità del prodotto finito, la gestione corretta delle risorse materiali ed energetiche e, infine, la sicurezza e l’ergonomia dell’operatore. Per soddisfare tutte queste esigenze, Mitsubishi Electric ha ampliato la gamma di pannelli operatore con una nuova serie che offre numerose possibilità, in termini di connettività, versatilità e operatività. Ad esempio, una MES optional function board permette di connettere i pannelli con i sistemi MES. Essi mettono in comunicazione direttamente l’automazione di fabbrica con il sistema ERP aziendale, senza la necessità di installare dei PC dedicati espressamente al dialogo fra i due livelli aziendali, convertendo i dati di produzione in dati gestibili in ambiente ERP. Lo scambio veloce delle informazioni è poi agevolato dalla presenza, a bordo dei nuovi pannelli, di numerose interfacce integrate (Ethernet, RS-422/485, RS-232), mediante le quali possono essere connessi più dispositivi senza unità opzionali di comunicazione.


Tavola rotonda Inoltre, gli eventi possono anche essere videoregistrati grazie a un’apposita funzione. In questo modo è possibile analizzare la causa di un eventuale problema riproducendo il video relativo. Nello stesso modo, le condizioni di funzionamento del pannello possono essere visualizzate nella pagina utility, per capire velocemente le cause di un problema riducendo drasticamente i tempi di fermo produzione. Un diverso trend è sottolineato da Dal Castello: “Le interfacce operatore tendono a seguire i prodotti consumer; grafica avanzata e funzionalità sofisticate supportate da software evoluti, ma allo stesso tempo intuitivi e basati su architetture hardware aperte rappresentano i punti imprescindibili su cui ogni software house/ costruttore deve investire”. Oggi, la tecnologia Web è un aspetto chiave dell’automazione e in continua evoluzione. I dispositivi HMI/Scada offrono la possibilità, senza particolari configurazioni complesse, di remotizzare i sinottici applicativi e diagnosticare in modo semplice l’hardware presente mediante i comuni browser o palmari. “In questa ottica, nei pannelli operatore Panasonic, un Web Server di serie consente di condividere l’applicativo con utenti che si connettono da qualunque stazione remota dotata di browser Internet. Inoltre, grazie al protocollo di trasferimento dati RDP (Remote Desktop Protocol), il pannello può essere client su Ethernet TCP/IP ed accedere ai programmi residenti su di un PC remoto (server)”. Anche Cubattoli evidenzia la connettività e l’adeguamento alle nuove piattaforme operative. “Da un lato uno Scada che non comunica non è in grado di adempiere al ruolo per cui è stato pensato, dall’altro è richiesta una sempre maggiore affidabilità di questi sistemi”, egli afferma. “Da una parte si sta cercando quindi di ‘aprire’ ancora di più il ventaglio dei protocolli e delle possibilità di connessione, dall’altro si cerca di rendere il software sempre più disegnato intorno al sistema operativo che lo dovrà ospitare, senza trascurare aperture verso l’Open Source. Il fine è quindi quello di offrire un prodotto in grado di parlare con il numero maggiore di dispositivi e di ‘girare’ in maniera sempre più affidabile”.

TREND DI MERCATO Come sottolinea Cerutti, oggi in ogni settore le macchine automatiche sono equipaggiate con pannelli operatore o Scada. Gli HMI/Scada sono a pieno titolo parte integrante del processo produttivo, in quanto oltre a rendere semplice e intuitivo l’utilizzo delle macchine, facilitano la messa in servizio, la manutenzione riducendo i tempi di fermo e non da ultimo tracciano le informazioni in modo tale da scambiarle in modo trasparente con i sistemi informativi. Ma in quali settori di mercato si sta registrando la diffusione maggiore o più veloce degli HMI/Scada? “I sistemi HMI/Scada sono utilizzati da anni in tutte le aziende che costruiscono o necessitano di automazione; dai costruttori di ogni tipologia di macchinari industriali (confezionamento, tessile, legno, ecc.), agli impianti di processo (alimentare, chimico e farmaceutico), dalle imbarcazioni marittime alle public utility (controllo energia, acqua e gas)”, afferma Dal Castello. “Il nuovo mercato per i sistemi HMI/Scada è rappresentato dall’automazione degli edifici civili ed industriali. Mediante un’interfaccia uomo macchina o Scada, l’utente può controllare la propria abitazione o fabbrica”. Le applicazioni in questo ambito sono molteplici: si

parte dal semplice controllo delle luci o accensione di un elettrodomestico, per arrivare alla termoregolazione, climatizzazione, controllo dell’energia prodotta e consumata oltre al controllo accessi. Tutto questo può essere svolto sia in locale sia da remoto, mediante tecnologia Web. “Dal nostro osservatorio, il settore più attivo è quello collegato all’energia”, afferma Menin. “Qui le nostre soluzioni integrate che includono Scada, logiche programmabili IEC61131, sistemi EMS, connettività IEC61850, IEC60870 e DNP3 contribuiscono all’implementazione di tecnologie collegate al tema emergente delle Smart Grid”. Nel Food&Beverage è il tema dell’efficienza a trainare le richieste. Oltre alla classica soluzione HMI per il bordo macchina, con le proprie peculiarità, assume un’importanza maggiore il tema del controllo di indicatori chiave come l’OEE (Overall Equipment Effectiveness) e dell’interfacciamento diretto a sistemi ERP come ad esempio SAP. Se si passa poi al settore farmaceutico, la richiesta di sistemi Scada è legata alle normative di settore come ad esempio l’FDA 21 CFR parte 11 ed a soluzioni software per produzioni di tipo ‘batch’. “In base alla nostra esperienza possiamo affermare che le richieste di HMI/Scada provengono soprattutto da aziende caratterizzate da impianti distribuiti sul territorio e principalmente dalle multiutility, le aziende di distribuzione dei servizi gas, acqua, energia”, conferma Cavalli. “In forte crescita anche il settore delle energie rinnovabili, in modo particolare, grazie anche agli incentivi statali, si stanno installando un po’ ovunque impianti fotovoltaici di ogni dimensione. Per gli impianti più importanti riceviamo richieste di sistemi di supervisione e telecontrollo”. Secondo Cubattoli, invece, non è facile dare una visione d’insieme del trend di diffusione della tecnologia poiché ogni vendor Scada ha storicamente un mercato in cui è ‘più forte’ o semplicemente meglio inserito. “Oltre ai settori ‘classici’, sicuramente si può individuare in crescita il mondo del BMS (Building Management System), del telecontrollo e, probabilmente con una marcia in più, la distribuzione elettrica con la ‘buzz word’ ‘smart grid’ e le energie rinnovabili”, egli conclude. “L’incremento della diffusione dei sistemi Scada/ HMI è strettamente legato ai settori di mercato maggiormente in crescita”, osserva Fiorani. “Infatti, oggi è difficile poter pensare ad un sistema d’automazione privo di una soluzione di interfaccia grafica con l’operatore. Nei settori maggiormente in crescita va senz’altro citato il settore produzione/distribuzione energia, sia tradizionale che alternativa, il settore delle infrastrutture e dei servizi di pubblica utilità, il settore del telecontrollo in generale. In particolare, si registra una veloce crescita delle tecnologie di telecontrollo basate su Web”. Leonetti, infine, osserva che nei mercati emergenti, dove la crescita economica conduce inevitabilmente ad una riqualificazione dei servizi, vi è una forte domanda dei sistemi Scada nelle utility, nel trattamento acque e nei trasporti. “La domanda di HMI/Scada continuerà a crescere anche in Europa, trainata oggi dalla cosiddetta ‘green economy’”, egli aggiunge. “Molte aziende si stanno impegnando nella ricerca di un percorso di crescita sostenibile che richiede la modernizzazione degli impianti esistenti ed una produzione con minore impatto ambientale. Penso, ad esempio, all’automotive, un settore in trasformazione, sempre alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche, anche nel mondo dell’HMI/Scada”.

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AUtomazione Di Valerio Alessandroni

advantech:

enabling an intelligent planet L’aspirazione di Advantech è rendere piu’ intelligente il nostro pianeta offrendo soluzioni tecnologiche complete.

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dvantech è oggi uno dei principali attori nel mondo dell’automazione PC-based. In Europa, l’Headquarter è situato ad Eindhoven ed ha lo scopo di gestire la logistica e le attività di assemblaggio per il mercato europeo. Ad Eindhoven, inoltre, si provvede alla verifica e personalizzazione delle configurazioni provenienti da Taiwan per i clienti più significativi o per particolari applicazioni. Nei principali Paesi europei sono presenti uffici locali atti a dare supporto personalizzato locale. In particolare Advantech Europe, con sede in Cassina dè Pecchi (Milano), è l’ufficio di riferimento in Italia. L’azienda mette a disposizione localmente una struttura commerciale altamente professionale e qualificata, in grado di supportare tutta la clientela nella scelta delle migliori soluzioni. In Italia, Advantech Europe ha sviluppato una struttura di vendite estremamente qualificata costituita da personale commerciale interno ed esterno con specifiche competenze. Ad essa si affiancano Distributori, Systems Integrator e VAR per coprire in modo capillare tutte le potenziali richieste che provengono dal territorio nazionale e dai mercati verticali. Con un’ampia offerta di PC industriali, schede di I/O per PC, dispositivi Web-based per il controllo e la supervisione d’impianto, software e moduli di I/O distribuito per l’acquisizione e la gestione dei segnali, l’azienda costituisce il Partner ideale per coloro che devono realizzare applicazioni in ambito di supervisione d’impianto, controllo macchina, automazione di fabbrica, monitoraggio ambientale, building automation, domotica, telecontrollo e manutenzione remota, applicazioni Embedded, e così via.

PC-BASED AUTOMATION Nelle applicazioni industriali PC-based, Advantech vanta una lunghissima presenza. “Siamo entrati nel mondo dell’automazione con gli storici prodotti della famiglia Adam, conosciuti ormai da 25 anni”, afferma Massimo Mazzoleni, Channel Sales Director di Advantech Europe BV, Milano. “Ad oggi il portafoglio prodotti si e’ evoluto in modo esponenziale, partendo dalle schede acquisizione dati (che ha rappresentato uno dei primi prodotti Advantech), che per noi rappresenta ancora una parte importantissima del nostro business, con un continuo sviluppo di nuovi prodotti, dotati di performance migliori, anche se per questi pro-

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dotti si puo’ parlare di evoluzione piuttosto che di innovazione”. “Un altro prodotto importante e’ quello della famiglia di embedded PC utilizzati in una moltitudine di applicazioni, anche nel mondo delle misure”, prosegue Mazzoleni. “Da circa quattro anni abbiamo iniziato a proporre sul mercato dei controller embedded programmabili (PAC), dotati di moduli di I/O on board intercambiabili, chiamato Apax-5000. Essi rappresentano l’evoluzione della combinazione ‘I/O remoto e unità PC’ verso un prodotto che combina questi due elementi, chiamato di fatto PAC . Questi prodotti sono l’evoluzione frutto dell’esperienza acquisita con un precedente prodotto, chiamato Adam 5550. La famiglia Apax migliora le prestazioni e introduce alcuni bus di campo come CAN open, Profinet e Modbus-TPC, per essere sempre piu’ vicini alle esigenze del nostro attuale mercato”.

LA FILOSOFIA ADVANTECH Una gamma di prodotti hardware così ampia e diversificata, porta quasi a pensare ad una ‘customizzazione a catalogo’, che evita al cliente di dovere modificare i prodotti che acquista. Proprio perché a catalogo il cliente trova già ciò che gli serve senza bisogno di modifiche successive… “Il nostro obiettivo è quello di semplificare dal punto di vista hardware le scelte dei nostri clienti”, afferma Mazzoleni. “Il cliente deve dedicare i suoi sforzi nello sviluppo software dell’applicazione, mentre Advantech puo’ fornire l’hardware piu’ adatto. Ad oggi, il nostro cliente deve dedicare le sue risorse nello sviluppo e nella customizzazione dell’applicativo di controllo, che rappresenta il suo vero valore aggiunto. Perche’ ogni nostro cliente ha una sua specifica conoscenza in un settore di mercato verticale e conosce bene l’esigenza dell’utente finale e per questo poter avere a disposizione piu’ tempo per sviluppare applicativi dedicati puo’ essere una chiave di successo, mentre per la parte hardware deve trovare un partner che fornisca un prodotto facilmente utilizzabile con un’affidabilita’ e un servizio ai massimi livelli”. “ Il nostro target e’ quello di fare prodotti complessi ma semplici nell’utilizzo, mentre la customizzazione della soluzione avverra’ a livello software, in quanto e’ li’ che si gioca il vero know-how”. La piattaforma hardware mediamente è consolidata, anche se esistono ‘filosofie’ diverse: chi vuole adottare core ARM, chi preferisce core ‘Intel-like’, chi utilizza sistemi operativi Microsoft perché ha già degli applicativi e non ha convenienza a sviluppare su sistemi operativi diversi, chi ha invece necessità di risparmiare sul sistema operativo e preferisce scegliere il mondo Linux, chi ha bi-


Intervista

sogno di sistemi operativi real-time come QNX. “Ognuno ha una sua esigenza ed è per questo che Advantech sviluppa su piu’ piattaforme in modo di fornire un prodotto standard che puo’ essere utilizzato da tutti”, sottolinea Mazzoleni.

IL VALORE AGGIUNTO Perché i vostri clienti hanno scelto i prodotti Advantech e non quelli di altri fornitori? “La scelta del cliente non considera generalmente solo il prodotto, ma anche i valori che l’azienda può fornire”, risponde Mazzoleni. “In funzione dei competitor che troviamo sul mercato sfruttiamo i nostri valori come il supporto tecnico pre e post vendita locale, la qualita’ del prodotto, l’estensione di garanzia e ulteriori servizi addizionali che sono attualmente il nostro punto di forza. E’ uno dei maggiori vantaggi che alcuni nostri competitor non hanno. Advantech punta molto su quello che e’ il valore aggiunto su prodotti e servizi perche’ solo con il valore aggiunto si puo’ formare una partnership vincente nel futuro. Da sottolineare che oggi la vera differenza tecnologica tra i

produttori non e’ tanto nella CPU, quanto nell’ingegnerizzazione e nella capacita’ di offrire un prodotto che non soffra degli agenti esterni che nel mercato dell’automazione sono di fondamentale importanza. Da alcuni anni si e’ aggiunta la famiglia di switch industriali che completa il nostro portafoglio di prodotti dedicati all’industria“. “Abbiamo sempre creduto che il protocollo Ethernet TCP/IP fosse il futuro, anche quando quasi tutti i nostri clienti preferivano i bus di campo”, spiega Mazzoleni. “Questo perché abbiamo sempre creduto che un protocollo standard e aperto rappresenti il futuro per il mercato dell’automazione, il nostro slogan, infatti, è sempre stato ‘Open eAutomation’. Sulla spinta di Ethernet, siamo quindi entrati nel mondo degli switch industriali con un continuo sviluppo di prodotti nuovi per i mercati verticali. Anche in questo caso e’ importante per noi, oltre la tecnologia dello switch, anche offrire un prodotto che possa corrispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti. La maggior parte degli switch che offriamo sono prodotti sviluppati da Advantech negli ultimi tre anni, e quindi con caratteristiche delle nuove generazioni”.

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elettronica Di Valerio Alessandroni

misurare con il pc

(1ª Parte)

Il PC è ormai entrato a pieno titolo nelle applicazioni scientifiche e industriali. Perché, allora, non utilizzarlo anche come alternativa agli strumenti di misura convenzionali?

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ano a mano che i produttori di continueranno ad accelerare le velocità di elaborazione dati e a ridurre i prezzi, i PC diventeranno un’opzione sempre più interessante per la realizzazione di apparecchiature di test and measurement. L’adattabilità di tali apparecchiature contribuirà ad incoraggiarne le vendite, perché i protagonisti di questo mercato cercheranno di tenere il passo con le tecnologie in continua mutazione in settori come quelli delle telecomunicazioni, elettronico, dei semiconduttori e automotive. Infine, la riconfigurabilità delle apparecchiature PC-based permetterà agli utenti di preservare i loro investimenti in nuova strumentazione, superando il tradizionale conservatorismo nel campo della strumentazione di test da banco convenzionale. In ambito industriale, la diffusione dei PC anche in ambito industriale ha dato una nuova spinta a tutti i processi di test and measurement, con la possibilità di acquisire, analizzare, visualizzare e memorizzare facilmente grandi quantità di dati in tempo reale. Per realizzare un sistema di test & measurement PC-based sono necessari alcuni elementi fondamentali: oltre al PC (in una delle sue molteplici forme: desktop, singleboard o embedded), sensori in grado di raccogliere il segnale di misura e trasformarlo in dato, una o più schede di acquisizione dati e un sistema di raccolta veloce, qualora i segnali da acquisire siano generati in punti distanti dal PC. Naturalmente, questa dotazione deve essere completata da un adeguato software di misura, tale da garantire non solo la registrazione dei dati acquisiti dal campo, ma anche l’elaborazione secondo gli algoritmi richiesti, l’esecuzione di calcoli statistici o matematici e la visualizzazione. Grazie all’avvento della programmazione grafica, è possibile costruire rapidamente i flowchart di elaborazione delle misure in un ambiente user-friendly ed efficace. Qui sotto riportiamo alcuni esempi delle possibilità oggi offerte da questa tecnologia.

Misure a velocità supersonica Il Lockheed Martin F-35, dotato di tecnologia stealth, è uno dei più moderni aerei da combattimento oggi sul mercato. Esso è un tipico multiruolo, grazie all’attenta progettazione dei motori, all’aerodinamica e al conseguente aumento degli inviluppi di

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volo. L’F-35 sarà adottato anche dall’Aeronautica Militare Italiana. Lo studio dei motori e il miglioramento delle loro prestazioni richiedono una caratterizzazione molto precisa dei parametri operativi. A tale scopo, gli ingegneri Lockheed Martin hanno esaminato in profondità i profili di pressione all’imbocco delle prese d’aria dei motori dell’F-35, per potere osservare in dettaglio le distorsioni dei filetti fluidi di aria attraverso e intorno alla sezione d’ingresso delle turbine. Ciò ha comportato l’acquisizione e la gestione di una grande quantità di dati, rilevati da un modello in scala dell’aereo in una galleria del vento transonica, per simulare le condizioni operative reali. Il sistema di prova utilizzato da Lockheed Martin, basato su protocollo VME, si è rilevato troppo difficile da configurare e da aggiornare, rispetto alle esigenze imposte dallo studio del nuovo velivolo. Da ciò la decisione di commissionare un nuovo sistema Pddas (Portable Digital Data Acquisition System) per l’acquisizione dei dati all’interno della galleria del vento. Tale sistema include 128 canali di misure dinamiche di pressione campionate simultaneamente ed è basato su uno chassis PXI di National Instruments equipaggiato con un totale di sedici moduli di acquisizione dinamica del segnale PXI-4472. Unendo i due chassis con l’estensione in fibra ottica National Instruments MXI, essi lavorano come se fossero uno solo. La connessione in fibra ottica assicura anche un’elevata velocità di trasferimento dei dati (132 Mbyte/s) e la futura possibilità di espandere il sistema a costi competitivi. Il sistema Pddas include anche un SCXI-1520 National Instruments che connette un trasduttore di pressione per la gestione degli estensimetri impiegati per verificare le sollecitazioni strutturali sulla cellula dell’aereo. Tutto questo, interfacciato con il software LabView Real Time, ha garantito un tempo di risposta tale da poter acquisire i dati sperimentali, sulla base dei quali elaborare i segnali di controllo da inviare alla galleria del vento per variare le condizioni operative. Grazie al nuovo sistema, i tecnici della Lockheed Martin possono configurare le loro schede PXI a una velocità dieci volte superiore rispetto al sistema VME usato in precedenza, pur avendo raddoppiato il numero di canali. Inoltre, il tempo impiegato per una singola prova è sceso da due secondi ai 50 ms attuali.

software per ogni esigenza di Misura Il pacchetto EMS di Hexagon Metrology è una famiglia integrata di prodotti software che permette alle aziende di integrare


il loro CAD ed effettuare operazioni di fabbricazione e verifica in un unico ambiente metrologico. Esso riunisce i flussi dati multipli provenienti da fonti diverse e offre una ricca serie di funzioni per l’analisi dei dati. Produce inoltre rapporti di collaudo personalizzati e facilmente comprensibili. Tutti i moduli hanno un aspetto comune e sono in grado di condividere dati e part program. Il sistema di programmazione di misura su base CAD PC-Dmis costituisce la base di EMS offre gli strumenti per misurare qualunque tipo di geometria su qualunque tipo di pezzo con l’impiego di un’ampia gamma di macchine di misura. Esso è disponibile nelle tre versioni PRO, CAD e CAD ++, a cui si aggiunge un’ampia scelta di pacchetti opzionali. PC-Dmis è disponibile come dotazione standard o come opzione su tutte le nuove macchine di misura a coordinate (CMM) Hexagon Metrology. Può essere facilmente installato sulle macchine esistenti o come modulo aggiunto sulla maggior parte delle CMM di altri costruttori. Esso permette di misurare componenti di qualunque forma, dimensione e tolleranza. E’ possibile mettere a punto e verificare facilmente dai pezzi prismatici ai profili, alle superfici più complesse. PC-Dmis Gear rende accessibile la misura di ingranaggi anche agli utenti meno esperti, sfruttando le tecnologie di PC-Dmis e Quindos, un software metrologico sviluppato da Messtechnik Wetzlar del gruppo Hexagon Metrology. PC-Dmis Blade è invece una soluzione ‘chiavi in mano’ per la misura e l’analisi di pale di turbina. Grazie a un’interfaccia facile da usare, gli utenti possono identificare rapidamente i pezzi, scegliere le sezioni da misurare e avviare sequenze di scansione. PC-Dmis IP (Inspection Planner) si compone di due parti, IP Planner, un modulo residente su CAD o standalone, e IP measure, un modulo residente su PC-Dmis. Impiegandoli insieme, è possibile integrare l’obiettivo del proprio progetto in un modello CAD e poi lasciare che il pacchetto software di verifica PC-Dmis (CMM, Vision, NC, ecc.) lo converta automaticamente in un programma di verifica. PC-Dmis offre molte altre applicazioni; a cominciare da PC-Dmis NC, per la misura 3D su macchina, per la regolazione e la validazione del pezzo direttamente sul centro di lavoro. Citiamo infine PC-Dmis Portable, uno strumento per i sistemi di misura portatili, per eseguire più misure ed effettuare un’analisi più sofisticata dei risultati, proprio dove i pezzi vengono fabbricati e assemblati.

progettazione di cuscinetti Da oltre un secolo, Timken è specializzata nella progettazione e nella costruzione di cuscinetti e organi per l’eliminazione dell’attrito, destinati a una vasta gamma di applicazioni industriali. Recentemente, i laboratori di prova di Timken hanno migliorato i loro processi grazie all’adozione degli strumenti software di MathWorks. Con i software Mathworks, Timken ha infatti messo

a punto un ambiente unificato di analisi e di prova, in grado di accorciare i tempi di risposta e di ridurre quindi il time to market. I cuscinetti a rulli inclinati sono destinati ad applicazioni gravose e, nello stesso tempo, di grande precisione: per esempio, autovetture, camion e aerei. Le tolleranze di tali cuscinetti sono molto rigorose, per ridurre il rumore, le vibrazioni e l’attrito nel macchinario rotante. Per misurare gli spostamenti dovuti a errori nelle tolleranze, nonché i valori di momento torcente sulla sezione dei cuscinetti, sarebbe necessario testare i cuscinetti in condizioni operative reali, anche per verificare l’interazione fra il cuscinetto e la macchina su cui opera, un aspetto spesso importante nel determinare le prestazioni di un cuscinetto. Una grande massa di dati, dunque, con la necessità di essere riassunti mediante un’opportuna elaborazione grafica. Per soddisfare questa esigenza, Timken si è basata sul software Matlab e sul Data Acquisition Toolbox. Matlab è un ambiente interattivo e un linguaggio di calcolo tecnico di alto livello per lo sviluppo di algoritmi, la rappresentazione grafica dei dati, l’analisi dei dati e il calcolo numerico. Esso può essere utilizzato in una vasta gamma di applicazioni, incluse l’elaborazione di immagini e segnali, le comunicazioni, la progettazione di sistemi di controllo, test e misurazioni, l’analisi e la creazione di modelli finanziari e la biologia computazionale. I toolbox (raccolte di specifiche funzioni Matlab, disponibili separatamente) ampliano l’ambiente base per risolvere particolari classi di problemi in queste aree applicative. Fra le funzioni principali di Matlab, vi sono un linguaggio ad alto livello per il calcolo tecnico, un ambiente di sviluppo per la gestione di codice, file e dati; strumenti interattivi per la risoluzione dei problemi, la progettazione e l’esplorazione iterative; funzioni matematiche per l’algebra lineare, la statistica, l’analisi di Fourier, i filtraggio, l’ottimizzazione e l’integrazione numerica; funzioni grafiche in 2D e 3D per la rappresentazione grafica dei dati; strumenti per la creazione di interfacce grafiche personalizzate; funzioni per integrare gli algoritmi basati su Matlab con linguaggi e applicazioni esterni come C/C++, Fortran, Java, COM e Microsoft Excel Il software Data Acquisition Toolbox offre un set completo di strumenti per input e output analogici e per I/O digitali per una grande varietà di hardware PC compatibili di acquisizione dati. Esso permette di configurare i dispositivi hardware esterni, di leggere i dati in ambiente Matlab e Simulink per l’analisi e l’invio immediati dei dati. I dati delle prove sono raccolti da Timken attraverso normale hardware industriale di acquisizione dati. I dati sono poi convogliati direttamente in ambiente Matlab per l’analisi e la virtualizzazione dei risultati. A questo punto, l’azienda utilizza un altro toolbox di Mathworks, l’Optimization Toolbox per valutare le prestazioni degli algoritmi di ottimizzazione. Infine, viene adottato il Signal Processing Toolbox per analizzare il comportamento del cuscinetto nel suo dominio di frequenze operative.

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elettronica Di Valerio Alessandroni

un roadshow

che presenta soluzioni innovative di automazione Sistemi Avanzati Elettronici ha organizzato un Roadshow itinerante sul tema ‘Dal controllo bordo macchina alla gestione locale e remota dell’impianto’

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ra Marzo e Settembre si svolgerà una serie di seminari a cura di Sistemi Avanzati Elettronici. Obiettivo: fornire ai partecipanti una panoramica a 360° circa le nuove tecnologie su cui sta puntando il comparto dell’automazione industriale, sottolineando come sia possibile migrare da una tradizionale architettura PLC ad una più moderna soluzione PC-based. Oltre a permettere un’interessante riduzione dei costi ed una notevole semplificazione per quanto riguarda l’interazione delle macchine con i normali sistemi di fabbrica, essa semplifica anche tutto il processo manutentivo e di upgrade sia di macchina che di impianto. Verrà inoltre dato particolare rilievo a come sia possibile governare un impianto sia localmente che da remoto attraverso Internet e tecnologie Gprs/ Hdspa. Si svolgeranno complessivamente 6 incontri localizzati tra Nord e Centro Italia. La partecipazione è totalmente gratuita ed è aperta al pubblico previa semplice registrazione sul portale di Sistemi Avanzati Elettronici (www.sisav.it). Gli incontri avranno una durata di circa 3 ore, dalle 14.00 alle 17.00, con coffe break. Questo il calendario dettagliato: Torino, 15 Marzo 2011 - Hotel Gallia Lainate (MI), 23 Marzo 2011 - Golf Hotel Resort Segrate (MI), 6 Aprile 2011 - Rege Hotel Venezia, 15 Giugno 2011 - Crowne Plaza Verona, 16 Giugno 2011 - Hotel Sud Point Bologna, 21 Settembre 2011 - Alliance Hotel Bologna

Un target preciso chiediamo a Mario Di Dio Busa, general Manager di sistemi avanzati elettronici, qual è il target del roadshow. “I nostri seminari sono rivolti a System Integrator, costruttori di macchine ed impianti, responsabili IT di aziende manifatturiere e a tutti coloro che vogliano approfondire le proprie conoscenze su temi importanti come l’automazione ed il controllo locale e remoto di macchine ed impianti”, risponde l’ingegner Di Dio Busa. “Più in dettaglio, il Roadshow è stato pensato soprattutto per le aziende che producono macchine oppure apparati di produzione o di processo e che hanno la necessità di gestire la sequenza operativa della macchina e i suoi I/O verso l’esterno. L’obiettivo del Roadshow è quello di fornire loro preziosi elementi di valutazione, utilizzando a tale scopo la gamma dei nostri prodotti. Essi partono dal controllo locale della macchi-

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na, indipendentemente dalla realtà in cui è inserita e dalla sua complessità, estendendosi all’interfacciamento dell’unità di controllo con i sensori e gli attuatori sul campo, fino all’elaborazione del dato con una ‘nuova’ alternativa ai classici PLC rappresentata dai PAC (Programmable Automation Controller). Questi permettono di utilizzare la tecnologia PC a tutto campo, soprattutto in termini di programmazione e programmabilità, contrapponendosi ai PLC che invece utilizzano generalmente ambienti di sviluppo e modalità di programmazione di tipo proprietario. Non solo controllo di macchine o impianti, interfacciamento con il campo ed elaborazione locale, ma anche visualizzazione del dato e dell’operatività della macchina tramite terminali HMI programmabili in ambito specifico, collegamento in rete tra macchine diverse e controllo remoto dell’operatività funzionale di tutte le macchine interconnesse”.

non solo proDotti, Ma solUzioni coMplete Qual è la filosofia alla base di questa proposta? “Sistemi Avanzati Elettronici si propone come fornitore di soluzioni, non di singoli prodotti, offrendo tutti i tasselli che permettono di realizzare una soluzione che si estende dall’interfaccia verso il campo alla gestione remota di un impianto o di una macchina”, sottolinea l’ingegner Di Dio Busa. “Al nostro cliente, in realtà, non forniamo soluzioni ‘chiavi in mano’ e applicative, quindi non realizziamo l’impianto, ma gli mettiamo a disposizione elementi facilmente interfacciabili con altri apparati e altre tecnologie, previa integrazione elettromeccanica all’interno del quadro elettrico o di macchina”. Ma, oltre a fornire tutti i tasselli della catena, Sistemi Avanzati Elettronici offre un altro importante valore aggiunto di tipo consulenziale: “Se il potenziale cliente o utilizzatore ha necessità solo di alcune parti di questa catena, possiamo verificare e valutare se le parti che siamo in grado di offrire si possono integrare all’interno del suo sistema”, sottolinea l’ingegner Di Dio Busa. “Possiamo quindi verificare se i nostri prodotti si possono interfacciare con apparati, macchine e/o software esistenti, già presenti nell’ambito produttivo del cliente”. Un caso tipico, ad esempio, può essere quello di un costruttore di macchine che utilizza PLC di ‘n’ costruttori diversi e che ha bisogno di un’interfaccia uomo-macchina più facilmente o genericamente programmabile per i PLC di più produttori. Sistemi Avanzati Elettronici può fornire l’HMI e l’ambiente di sviluppo dell’applicativo che si interfaccia, a livello software e di collegamento, con vari tipi di PLC presenti sul mercato.


intervista Dalla teoria alla pratica

“Nei nostri piani futuri abbiamo collegamenti con aziende del nostro territorio che già realizzano applicazioni”, aggiunge l’ingegner Di Dio Busa. “Quindi, nel caso fosse necessario perché il cliente non ha un fornitore, potremo fare sinergia con queste aziende (ma mai in concorrenza con i nostri clienti), traendo vantaggio dalle loro capacità tecniche e tecnologiche. In questo caso, ci assumeremo la responsabilità di garantire il risultato finale in termini di compatibilità con l’esistente, ponendoci come interfaccia fra l’integratore di sistemi e il cliente che si è rivolto a noi”. Ciò sarà possibile, naturalmente, grazie alla totale apertura e interoperabilità del portafoglio di prodotti distribuiti da Sistemi Avanzati Elettronici, che utilizzano tecnologie PCbased e non proprietarie. “Si possono quindi ottenere vantaggi di interoperabilità e sostituibilità del software, facilità di sviluppo del software grazie a linguaggi di tipo generalizzato e standardizzazione”, afferma l’ingegner Di Dio Busa. E’ infine da citare la possibilità di monitoraggio o controllo remoto di apparati, macchine, sistemi o processi, ad esempio via Gprs con un canale che viene aperto solo all’occorrenza per ottimizzare i costi. Ciò può significare l’installazione di un apparato fisso o mobile a bordo della macchina o dell’impianto, in grado di seguirne i movimenti o di segnalarne ed eventualmente controllarne lo stato o la condizione attraverso un canale bidirezionale di connessione a un server o a una postazione di controllo. Gli apparati vengono utilizzati a bordo di mezzi mobili o a bordo macchina all’interno di un quadro. A questo scopo, Sistemi Avanzati Elettronici offre due tipologie di prodotti per la gestione dell’apparato a bordo macchina. La prima è di tipo tradizionale, in cui si utilizza un ambiente di sviluppo PC-based per il firmware che viene quindi scaricato sugli apparati. “La seconda si basa invece su una tecnica innovativa, introdotta dalla nostra rappresentata NXN, che permette di aggiornare ‘on the air’ il firmware a bordo macchina o impianto”, conclude l’ingegner Di Dio Busa. “Ciò significa che da una postazione remota da cui viene effettuato il controllo degli apparati, è possibile aggiornare in modo sicuro il firmware a bordo apparati in modo multiplo e senza dover fare rientrare gli apparati stessi”.

come verranno dimostrati, nella pratica, questi concetti durante il Roadshow? “Il Roadshow presenterà tutte le varie parti: dall’interfaccia utente al sensore, all’operatività di macchina, all’HMI, al collegamento tra macchine, alla supervisione delle macchine, al controllo remoto, quindi con una descrizione e un inserimento in questa catena”, spiega l’ingegner Di Dio Busa. “La presentazione sarà strutturata in modo tale da simulare tutte le varie parti della catena e la nostra proposta nell’ambito delle varie parti”. “La presentazione si svilupperà su un arco temporale ridotto (circa 3 ore), proprio per presentare le possibili soluzioni alle problematiche di carattere tecnico descritte prima”, prosegue il General Manager di Sistemi Avanzati Elettronici. “Le aziende e gli operatori avranno quindi la possibilità di valutare se le nostre proposte tecniche (nel loro complesso o singolarmente nelle varie parti specifiche) possono incontrare il loro interesse. A questo punto, potrà avvenire un contatto personale con visite personali presso i clienti”. Durante il Roadshow saranno quindi presentati tutti i prodotti dell’offerta Sistemi Avanzati Elettronici: dai condizionatori di segnale ai PAC/miniPAC, ai convertitori d’interfaccia, agli HMI, ai computer da pannello, agli switch di rete, ai miniserver per applicazioni ‘machine-to-machine’. “L’interesse che verrà destato dal Roadshow, quindi, potrà essere approfondito successivamente: i partecipanti saranno messi in condizione di capire se le nostre proposte possono essere di loro interesse”, conclude l’ingegner Di Dio Busa. “Ogni azienda ha poi proprie problematiche specifiche relative alla macchina, al processo, all’impianto, al software, ecc. che richiedono un approfondimento individuale. E ciò si inquadra perfettamente nella nostra filosofia di ‘problem solving’: proporre al cliente la soluzione che egli si aspetta. Ciò richiede tuttavia un’analisi culturale e specifica dell’esigenza del cliente stesso, che non sarebbe possibile analizzare in un contesto come quello di un Roadshow”.

proDotti in eViDenza Tra i prodotti presentati da SISAV durante il Roadshow, un rilievo particolare va riservato alla serie di PAC e miniPAC prodotti da ICP DAS, a cui si aggiunge una serie di terminali HMI per interfaccia utente dotati di un proprio ambiente per lo sviluppo di applicativi visuali. Accanto ad essi, spiccano i transceiver di NXN per il controllo remoto di macchine o processi.

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elettronica Processori QorIQ Freescale sui moduli AdvancedMC di Kontron

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ontron ha annunciato il supporto per la famiglia di processori di comunicazione QorIQ di Freescale Semiconductor, in grado di garantire alta efficienza energetica, elevate prestazioni e livello di integrazione sui propri moduli processori AdvancedMC. Con queste due piattaforme di comunicazione basate sulla tecnologia Power Architecture, progettate per applicazioni di controllo e di networking e in grado di soddisfare al meglio le esigenze di elaborazione di tipo general purpose, Kontron espande la propria offerta di moduli processore midsize AdvancedMC destinati ad applicazioni di elaborazione dei pacchetti che richiedono prestazioni spinte e bassi consumi. Il modulo processore AdvancedMC AM4120 basato su QorIQ P2020 sarà disponibile nel secondo trimestre di quest’anno. I moduli AdvancedMC basati su QorIQ di Kontron di prossima introduzione consentiranno di sfruttare le potenzialità dei processori scalabili e ad alto grado di integrazione QorIQ su piattaforme MicroTCA e AdvancedTCA. Queste piattaforme integrano funzionalità avanzate di trattamento dei pacchetti, elevate prestazioni in termini di elaborazione di tipo general purpose e un gran numero di funzionalità di I/O in una configurazione di tipo Cots.

News

ABB lancia eVD4, l’interruttore intelligente di media tensione

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VD4 di ABB è destinato a rivoluzionare la realizzazione dei quadri di distribuzione primaria. È stato sviluppato per facilitare la progettazione degli impianti, garantire semplicità e completa flessibilità e adattabilità alle specifiche tecniche, sia in fase di offerta che di sviluppo dell’ingegneria, alle operazioni di installazione, ridurre i tempi di consegna e di messa in servizio, ottimizzare le attività di collaudo e manutenzione. La serie eVD4 combina la moderna tecnologia di protezione basata sulla serie Relion e gli innovativi sensori di misura, con gli interruttori della serie VD4, offrendo in un solo prodotto tutte le funzioni convenzionali svolte da più sistemi. Gli interruttori eVD4 costituiscono una soluzione pronta da installare in quadro, che riduce la necessità di cablaggio e di attività addizionali e grazie al proprio connettore possono essere collegati istantaneamente al circuito di controllo. Gli eVD4 sono disponibili in versione fissa ed estraibile, per quadri UniGear ZS1 e unità PowerCube e coprono le esigenze di installazione degli impianti con tensione nominale fino a 17,5 kV, correnti fino a 2.000 A e potere di interruzione fino a 40 kA. L’unità di protezione e controllo RBX615, basata sulla tecnologia ABB Relion, è integrata nell’interruttore ed è un dispositivo elettronico intelligente per protezione, controllo, misura e supervisione di sottostazioni, impianti elettrici industriali ed utility ed è adatto a qualsiasi rete di distribuzione radiale indipendentemente dal metodo di messa a terra del neutro.

National Instruments estende la strumentazione PXI definita da software

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National Instruments ha introdotto quattro nuovi moduli adattatore per la famiglia di prodotti NI FlexRIO, dotati di I/O (RIO) configurabili basati su Fpga per sistemi PXI, usando il software LabVIEW Fpga Module. La famiglia di prodotti NI FlexRIO sfrutta l’integrazione tra hardware e software per fornire una soluzione appositamente progettata per implementare la tecnologia Fpga per sistemi avanzati di test e misura automatizzati. NI FlexRIO combina due tipi di componenti hardware, un modulo PXI programmabile o Fpga basato su PXI Express e il modulo adattatore I/O. I quattro moduli adattatore NI FlexRIO sono ideali per le misure real-time, test nondesctructive (NDT) e le applicazioni a ultrasuoni, sistemi di comunicazione e ricerca scientifica. I nuovi moduli includono le seguenti funzionalità: NI 5761: digitalizzatore ad alte prestazioni a quattro canali, 14 bit con ampiezza di banda di 250 MS/s progettato per applicazioni di elaborazione del segnale NI 5751: adattatore a 16 canali, 14 bit, 50 MS/s per test e misure NI 5752: digitalizzatore a 32 canali, 50 MS/s, 12-bit ottimizzato per NDT e applicazioni a ultrasuoni; NI 6583: adattatore digitale a 32 canali single-ended e 16 Lvds/mLvds, con frequenza dati superiori a 300 Mbit/s.

Un fotoaccoppiatore bidirezionale ideale per sistemi fieldbus industriali

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progettisti impegnati nello sviluppo di sistemi di comunicazione digitali devono poter trasmettere dati ad alta velocità attraverso i fieldbus di comunicazione senza il rischio di danneggiare componenti sensibili come micro-controller, sensori o ADC. Le soluzioni attuali utilizzano due accoppiatori ottici singlechannel oppure tecnologie di altro genere, quali accoppiatori magnetici o capacitivi, ma si tratta comunque di opzioni che non forniscono i livelli desiderati di isolamento e resistenza alle emissioni EMI.

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Per aiutare i progettisti a superare queste sfide, Fairchild Semiconductor ha sviluppato il dispositivo FOD8012, il primo fotoaccoppiatore con porta logica full duplex bidirezionale caratterizzato da elevati livelli di resistenza alle interferenze unitamente a un isolamento ottico efficace e affidabile. Questo foto-accoppiatore bidirezionale è ideale per sistemi di comunicazione field bus industriali, controlli logici programmabili e servocontrolli, oltre che per inverter, sistemi per l’automazione di fabbrica, dispositivi per il controllo di processo e sistemi di prova e misurazione.


ICT - plm Acer Aspire 5253 e 4253: il divertimento al potere con AMD Fusion

News Funzionalita’à di calcolo ad alte prestazioni con Abaqus 6.10-EF di Dassault Systemes

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alla modifica dei documenti, alla visualizzazione dei film, alla comunicazione via web, i nuovi notebook Acer Aspire 5253 e 4253 consentono di effettuare tutte le attività quotidiane con una visualizzazione ad alta definizione, un’estrema rapidità d’azione e un notevole risparmio energetico. Il cuore dei notebook è composto dalla potente AMD E-Series Accelerated Processing Unit (APU) e dal Visin Engine di AMD, che consentono la visione di video ad alta definizione e una fluida riproduzione in streaming di video online in HD. Offrono inoltre tutta la potenza per gestire le applicazioni più impegnative, garantendo prestazioni grafiche mozzafiato con DirectX 11 e una maggiore durata della batteria. La serie Aspire x253 è dotata di Clear.fi, il multimedia sharing system di Acer basato sull’idea che è più semplice gestire i contenuti multimediali se sono collegati a un sistema con una interfaccia condivisa. Ovunque essi siano. Clear.fi è una soluzione cross-platform che, una volta attivata, riconosce automaticamente i dispositivi connessi alla rete wireless domestica e permette di condividere i contenuti digitali su uno qualsiasi attraverso la propria interfaccia multimediale. I nuovi notebook Aspire sono disponibile in due formati, 35,5 cm (14”) per Aspire 4253 e 39,5 cm (15.6”) per Aspire 5253. Entrambi i modelli sono dotati di display ad alta definizione Acer CineCrystal retroilluminati a LED con formato 16:9.

Gateway insieme a VMware per la virtualizzazione

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I progetti di sviluppo di soluzioni per la virtualizzazione per Gateway continuano, anzi si rafforzano con la recente collaborazione con VMware, uno dei maggiori fornitori di infrastrutture di virtualizzazone e cloud. Grazie a questa collaborazione, gli utenti che utilizzano server e storage Gateway potranno usufruire della piattaforma di virtualizzazione VMware vSphere in combinazione con VMware vCloud Director, VMware vCenter Server e VMware View desktop. La virtualizzazione rappresenta oggigiorno una delle principali strategie aziendali per la riduzione dei costi e della complessità tecnologica, permettendo alle aziende di avere più tempo a disposizione per migliorare l’efficienza energetica e di ridurre i tempi di inattività, e soprattutto la competitività.

l marchio Simulia per la simulazione realistica di Dassault Systèmes si è arricchito della release 6.10-Extended Functionality di Abaqus, la suite di prodotti per l’analisi agli elementi finiti (FEA). Abaqus 6.10-EF offre una serie di migliorie, richieste direttamente dagli utenti, atte a ridurre i costi di sviluppo e i tempi di progettazione. Prima fra tutti il miglioramento della funzionalità di modellazione delle sottostrutture, attraverso la quale gli utenti possono creare più facilmente una sottostruttura di una determinata porzione del prodotto, importarla in un assieme, recuperare i risultati dell’analisi e riutilizzare le sottostrutture in modelli futuri. La nuova release prevede inoltre nuove funzionalità di contatto e meccanica per il miglioramento dell’efficienza e della precisione delle simulazioni delle prestazioni dei progetti in condizioni reali, incluse le perdite di liquidi fra corpi 3D a contatto. Infine, la soluzione di Dassault Systèmes amplia le potenzialità della metodologia di analisi a elementi finiti estesi (Xfem), che permette di prevedere la propagazione di crepe e cricche dovute a fatica a basso numero di cicli.

Hitachi ‘assicura’ lo storage

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er assicurare un utilizzo sicuro delle risorse storage in the cloud, Hitachi Data Systems ha sviluppato la suite Hitachi Cloud Services, un’offerta integrata di tecnologie, soluzioni e servizi cloud in grado di semplificare e accelerare l’adozione di ambienti cloud privati, pubblici e ibridi. Hitachi Cloud Service for Private File Tiering, che comprende hardware, software e servizi di Hitachi Data Systems in un unico modello pay-per-use, consente alle aziende di ridurre i costi, semplificare la gestione e migliorare l’efficienza e l’utilizzo dei loro ambienti NAS principali spostando i file di dati legacy o di minore valore all’interno di un servizio Cloud NAS privato situato all’interno del firewall del cliente. Le imprese possono allineare i costi ai consumi, pagando solo la capacità storage realmente utilizzata ed eliminando la necessità di avere ulteriori risorse umane per la gestione dell’infrastruttura. In collaborazione con Digi-Data Corporation vengono inoltre offerte soluzioni cloud storage complete di tipo end-to-end che consentono ad operatori telefonici, service provider e system integrator di completare i propri servizi e/o costruire offerte per i clienti, sia nel segmento consumer sia in quello enterprise, integrando servizi storage con un modello di tipo utility e pay as you grow.

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ICT - plm Di Massimo Fucci

lo storage nell’era del cloud computing

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Le applicazioni IT oramai devono poggiare su una architettura sicura e flessibile. Perché questo accada, un ruolo fondamentale è ad appannaggio della soluzione storage che deve fornire la continua accessibilità alla mole dei dati aziendali in crescita esponenziale continua. Diverse le soluzioni che si possono adottare, tra le quali architetture basate sul cloud computing, che comincia ad essere considerato uno dei protagonisti.

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l mercato cambia, e le aziende devono essere capaci di fornire una pronta risposta alle mutate esigenze, se a ciò si aggiunge un clima di forte competizione, dettato dalla concorrenza. Oggi ci si accorge di quanto sia importante aver investito nel tempo in soluzioni e risorse umane che consentono di migliorare le relazioni con il cliente, di incrementare la capacità di essere flessibili e di eliminare i costi nascosti. Il tema è noto e coinvolge in primis le massime responsabilità aziendali, che per troppo tempo hanno investito in processi, risorse, tecnologie ed applicazioni informatiche essenzialmente rivolte a sviluppare i processi gestionali-amministrativi dell’azienda. Tutto ciò a scapito delle risorse economiche – le risorse non sono illimitate, soprattutto per le PMI – da investire sia nel processo di sviluppo dei prodotti e sia nelle architetture IT in grado di seguire in tempi stretti i mutamenti del mercato. In un mondo oramai divenuto digitale la gestione dei dati e delle informazioni impone alle aziende che vogliono operare con successo, una definizione a monte delle proprie esigenze e strategie di storage. In particolare, oltre alla quantità di “spazio” necessario per ben operare, vanno definite anche la natura delle informazioni e la criticità delle applicazioni informatiche in essere, oltre che il numero di utilizzatori e la loro dislocazione fisica. Condizioni al contorno, che da sole sono sufficienti a promuovere lo storage da semplice “chiavetta” o disco esterno ad una vera e propria architettura. Una soluzione quindi, che deve essere progettata, realizzata, testata e monitorata nel tempo, al fine di garantire una buona fruibilità e assicurare la continuità in sicurezza delle attività quotidiane. Diverse sono le soluzioni che si possono adottare per rispondere alle esigenze di sicurezza e di utilizzo dei dati. Per le piccole e medie imprese, le soluzioni più utilizzate riguardano il tradizionale DAS (Direct Attachment System), che consiste nel collegamento diretto di un server ad uno o più storage. La soluzione non è particolarmente impegnativa dal punto di vista dell’investimento, e non richiede particolari capacità sistemistiche,

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ICT - plm

ma certamente si trascina alcuni limiti quali, ad esempio, la completa dipendenza dalla funzionalità del server dei dati contenuti nello storage. Per intenderci, se il server ha un malfunzionamento, non è possibile accedere ai dati. Per colmare i limiti strutturali di un’applicazione DAS, le aziende possono optare per l’utilizzo di un’architettura NAS (Network Attached System), che permette una parziale autonomia dello storage dal server. La totale indipendenza si raggiunge solo tramite l’utilizzo di una rete apposita per lo storage, la cosiddetta SAN (Storage Area Network), che rende possibile lo scambio e la memorizzazione delle informazioni/dati senza passare per il server. Una soluzione che garantisce la massima sicurezza dei dati e continuità dei flussi di lavoro, di contro viene richiesta una maggiore disponibilità da parte dell’azienda ad investire ed una migliore conoscenza sistemistica. Bene, ma come si collocano le architetture tradizionali verso il cloud computing? Secondo Guido Terni, EMEA Storage Product Manager di GATEWAY (www.it.gateway.com): “in un momento in cui la

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crisi economica non è ancora superata, il cloud computing diventa un elemento strategico indispensabile per le piccole e medie imprese, in quanto consente una notevole riduzione dei costi di gestione, un maggior ritorno sugli investimenti in ambito hardware e software e soprattutto una velocizzazione dei cicli di deploy per affrontare sempre più efficacemente i cambiamenti cui l’impresa è sottoposta. Gateway, brand del gruppo Acer completamente dedicato al mondo business, vede nel cloud computing il futuro del mondo IT e una grande opportunità di crescita. A questo proposito ha sviluppato una gamma di storage per rispondere alle richieste specifiche del mercato SMB con l’obiettivo di offrire soluzioni semplici ed efficienti che permettano ai partner di canale di fornire soluzioni ad hoc per l’utente finale. Tra i modelli di punta abbiamo lo storage GS2040, creato in partnership con Hitachi Data Systems e studiato appositamente con queste finalità: fornire elevate prestazioni, scalabilità e un’efficace funzionalità di protezione dei dati. Ideale per rispondere ai bisogni delle aziende, GS2040 è uno storage


dall’utilizzo semplice e immediato, dotato di elevata affida-

dware. Infatti, possono essere integrati in ambienti di virtualizza-

bilità e costi ridotti, è privo di point of failure e consente una

zione quali VMware vSphere4TM, Citrix XenServerTM, Microsoft

notevole riduzione dei consumi energetici, un aspetto indispensabile per aziende dotate di un’infrastruttura IT che deve

Hyper-VTM. Fornendo consolidamento e migliori capacità di gestione conveniente.

essere sempre operativa”.

Per le PMI che vogliono avere i propri server attraverso il cloud,

Anche Marco Spoldi, Business Development Manager Stora-

i server NAS di Synology si configurano come cloud server facili

geWorks Division, Hewlett-Packard Italiana (www.hp.com) è convinto che il cloud computing rappresenti una reale oppor-

da gestire, poiché includono: Web Station, Mail Station, server FTP e molto altro. La Web Station con supporti PHP e MySQL

tunità. “Infatti - afferma Spoldi- Il cloud computing comporta

integrati può essere utilizzata per sviluppare siti web dinami-

numerosi vantaggi per il business, sia economici sia in termini di

ci e basati su database o per installare diverse applicazioni

velocità e flessibilità, che si riflettono poi anche sull’utente fina-

open-source di terze parti su server NAS. Allo stesso tempo,

le, sul fornitore del servizio o infrastrutturale. E’ una piattaforma importante e in crescita nelle aziende Instant-On Enterprise, dove ogni cosa e ogni persona è connessa grazie ad ambienti IT flessibili, automatizzati, protetti e che si adattano rapidamente alla domanda in evoluzione. E’ fondamentale però che le

permettono alle aziende di centralizzare la protezione dei dati e semplificarne la gestione con tempi di setup del processo e gestione ridotti al minimo. Inoltre non richiedono costi aggiuntivi di licenza, impegno eccessivo di tempo e complessità dei vecchi server PC.

aziende apportino una reale innovazione di prodotto e non considerino il cloud come una semplice operazione di marketing. Negli ultimi 18 mesi, ad esempio, HP ha rinnovato ed integrato la sua offerta con tutti gli elementi necessari a realizzare il cloud: l’acquisizione di 3PAR conferma questa strategia, rispondendo all’elemento storage dell’infrastruttura composta da server e networking chiamata Converged Infrastructure”. Secondo Rosiel Lee, product manager of Synology Inc. (www. synology.com) “i server NAS Synology rivestono un ruolo nel cloud computing di larga scala, in quanto si comportano come soluzioni di archiviazione scalabile, affidabile, a supporto di server cloud”. Attualmente i servizi di cloud computing su larga scala sono in continua espansione, e questo vale anche per la richiesta di soluzioni di archiviazione dati scalabili e flessibili. I prodotti Synology hanno funzioni di cloud storage e supportano cloud server con protocolli di file inclusi, come CIFS e NFS. I server NAS di Synology forniscono una soluzione di archiviazione per le

Ancora una volta quindi,l’architettura storage rappresenta la chiave di volta dell’infrastruttura IT aziendale e come tale va considerata. Non si tratta solo di un “affare tecnico”, anche se non può essere adottata senza la dovuta conoscenza tecnica, ma visto l’impatto sui processi e sulle capacità di operare nel quotidiano richiede una diversa e più profonda attenzione. Il tema è noto e coinvolge , come sottolineato nella premessa in primis le massime responsabilità aziendali, che per troppo tempo hanno investito in processi, risorse, tecnologie ed applicazioni informatiche essenzialmente rivolte a garantire le capacità gestionali-amministrative dell’azienda, con il risultato finale che ora sono bravissime a far di conto, ma non altrettanto a fornire le risposte appropriate ai cambiamenti imposti dal mercato. Una situazione che può essere superata dalla presa di coscienza che un’adeguata infrastruttura IT è necessaria per competere bene nel tempo, non è un costo, ma un investimento necessario anche se a volte risulta essere una vera e propria “tela di Penelope”.

soluzioni di virtualizzazione. La virtualizzazione libera il servizio IT delle aziende dalle complessità legata alle infrastrutture har-

Forse è necessaria una seria riflessione in merito! Alla prossima puntata.

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ICT - plm Di Massimo Fucci

si scrive automotive si legge siemens plm software In una situazione di mercato in cui ricavi e margini, nella stragrande maggioranza delle aziende, segnano il passo, per rimanere competitivi è necessario investire nell’integrazione dei processi e nell’ottimizzazione degli strumenti in uso. La decisione di Daimler Benz di adottare la soluzione di Siemens PLM Software va esattamente in questa direzione.

D

aimler Benz (www.daimler.com) protagonista del mercato automotive, dopo un lungo processo di benchmarking, durato oltre un anno, in cui sono state testate e verificate tutte le fasi del processo di sviluppo prodotto, ha deciso di adottare in tutta la sua realtà industriale le soluzioni sviluppate da Siemens PLM Software (www.siemens.it/plm). Un’iniziativa che porterà, entro il 2015, ad una normalizzazione di tutte le attività di progettazione e gestione dei dati di prodotto, grazie alla messa a regime delle soluzioni NX (CAD 3D) e Teamcenter (PDM) opportunamente rivisitata per la gestione dei dati di prodotto. “Una scelta importante assolutamente ragionata e ponderata da parte del cliente - sottolinea Franco Megali, Amministratore Delegato di Siemens Industry Software - che è stata presa da Daimler dopo oltre un anno di verifiche approfondite sulla validità e sui benefici di un’eventuale adozione delle nostre soluzioni. D’altronde, vista l’importanza e le dimensioni dell’azienda, ogni decisione presa deve poggiare sui diversi fattori che debbono garantire ragionevolmente non solo il ritorno dell’investimento, ma anche un certo vantaggio competitivo”. Una decisione rilevante che vedrà l’installazione e la messa a regime di migliaia di licenze del software NX (www.plm. automation.siemens.com/it_it/products/nx/index.shtml) e di Teamcenter (www.plm.automation.siemens.com/it_it/products/teamcenter/ index.shtml) e lo sviluppo di un ambiente collaborativo integrato grazie al quale tempi, tracciabilità e capacità di risposta al mercato, cresceranno in positivo, di almeno un ordine di grandezza. “Diversi i motivi che hanno portato il Gruppo Daimler Benz ad una decisione così importante – aggiunge Megali – ma certamente alcuni fattori sono risultati determinanti quali la cultura d’azienda rivolta alla soluzione dei problemi e, non ultimo, le funzionalità e la strategia di apertura verso l’esterno e di integrazione dei nostri prodotti”. Il brand Siemens identifica un partner industriale dalle basi solide e dalla capacità di continuare ad investire, mentre la business

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Franco Megali, Amministratore Delegato di Siemens Industry Software unit PLM Software ha una lunga tradizione nel comprendere e risolvere i temi di interesse del ciclo sviluppo prodotti. Lo sviluppo e la diffusione, infine, di tecnologie quali JT e Synchronous Technology, hanno fornito una chiara evidenza della open strategy che caratterizza gli sviluppi di Siemens PLM Software. “La decisione di Daimler non ci ha sorpresi più di tanto – afferma Megali – poiché non fa altro che confermare la nostra


INTERVISTA

posizione di leader nel mercato PLM nel settore automotive”. Certo è che la decisione di Daimler dà un messaggio forte al mercato, il fatto che tutti gli impianti industriali del Gruppo Mercedes Benz (auto, camion, bus etc.) affronteranno la sfida del mercato automotive in un ambiente integrato che vede la presenza unica delle soluzioni software di Siemens PLM Software, al di là della validità del prodotto – non potrebbe che essere così mette in luce la capacità del fornitore di seguire l’evoluzione di ambienti complessi in un contesto distribuito geograficamente. Uno sforzo basato su di una cultura del servizio così radicata da rendere possibile il successo delle operazioni richieste. Una scelta che avrà un impatto negli altri mercati intesi come settore e geografia, anche in Italia si avranno delle ricadute importanti. La prima, che interesserà tutti gli utenti, riguarda la ricaduta sulle

funzionalità e le capacità di integrazione dei prodotti di Siemens PLM Software, poiché la bontà delle soluzioni è in un certo qual modo guidata dal numero di utenti che le utilizzano quotidianamente. Una moltitudine di stazioni di lavoro che tutti i giorni, 24 ore su 24, poiché gli stabilimenti sono distribuiti in tutto il mondo, che si accendono ed operano sviluppando ed incontrando le problematiche più disparate a cui fare fronte, sono la miglior garanzia di test di prodotto e di un pronto intervento per modificare e migliorare le funzionalità del software. Una banca dati di utilizzi in grado di fornire ogni indicazione su cosa e dove intervenire per migliorare la fruibilità. Una sorta di “certificato continuo di qualità” che ogni decisore di azienda, con una visione di medio e lungo periodo, dovrà prendere in seria considerazione se intende mantenere la propria azienda nel binario della competizione.

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ICT - plm A cura di PJ Management Consulting

stress lavoro correlato: obblighi di legge e progetto EChos2value Il D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008 dispone per il Datore di lavoro l’obbligo di valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori – compresi i rischi legati allo stress lavoro correlato – e l’obbligo di indicazione, nel documento redatto a conclusione della valutazione, delle misure di prevenzione e protezione individuate e delle procedure per la loro attuazione. Diversi sono quindi gli adempimenti a carico delle Aziende che si trovano così ad affrontare temi lontani dalla loro cultura.

L

a data di scadenza del 31 dicembre 2010, di decorrenza dell’obbligo previsto dalla Legge per la valutazione del rischio stress lavoro correlato, deve essere interpretato come data di avvio delle attività di valutazione, ai sensi delle indicazioni metodologiche fornite dalla Commissione. Gli Organi di Vigilanza, ai fini dell’adozione dei provvedimenti di competenza, terranno conto della decorrenza e della programmazione temporale delle attività di valutazione. (Commissione Consultiva Permanente – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – 17 novembre 2010). Di conseguenza, pur essendo necessario entro quella data un documento di valutazione, esso sarà probabilmente privo di una completa valutazione, sviluppata secondo i tempi fissati dal Datore di lavoro. L’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato diventa quindi operativo a tutti gli effetti, ma le indicazioni fornite dalla Commissione concedono più tempo alle Imprese per adeguarsi. E’ necessario poter dimostrare di aver programmato, entro la fine dell’anno 2010, tutte le fasi della valutazione di rischio stress lavoro correlato. Dal 1° gennaio 2011 i Datori di lavoro pubblici e privati dovranno esaminare le fonti di rischio da stress e inserirle nel documento aziendale. Lo stress da lavoro è stato identificato a livello europeo, nazionale ed internazionale come elemento di preoccupazione sia per gli imprenditori sia per i lavoratori. (...) Lo stress può potenzialmente colpire qualunque posto di lavoro e qualunque lavoratore, indipendentemente dalla grandezza dell’impresa, dal settore di attività o dal tipo di relazione contrattuale. (...) Affrontare il problema dello stress può portare ad una maggior efficienza e ad una migliore salute e sicurezza sul lavoro, con il conseguente beneficio economico e sociale per le imprese, per i lavoratori e per l’intera società. La diversità all’interno della forza lavoro è un elemento importante da considerare nell’affrontare i problemi legati allo stress da lavoro. (Accordo Quadro Europeo sullo stress nei luoghi di lavoro siglato 8/10/2004). Il rischio di stress può essere presente in ogni ambiente di lavoro e ogni individuo è potenzialmente a rischio: valutare il rischio stress significa identificare le possibili fonti, cogliere

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precocemente i segnali di malessere ed intervenire con misure di prevenzione, riduzione o eliminazione del problema. Per il Datore di Lavoro, in termini di sanzioni, in caso di mancata valutazione dei rischi da stress lavoro correlato e relativa stesura del Documento di sintesi, Il D.Lgs. 106/09, a parziale modifica ed integrazione del D.Lgs. 81/08 (Art. 55), stabilisce pene dall’arresto da 2 a 8 mesi e ammende da euro 750,00 a euro 6.400,00. L’obiettivo prioritario, al di là delle sanzioni, è legato al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro, in quanto a condizioni di stress si possono accompagnare sofferenze e disfunzioni fisiche, psicologiche, sociali. Da non dimenticare i maggiori rischi per ciò che concerne la sicurezza sul lavoro, in quanto lo stress, riducendo le capacità cognitive ed i tempi di reazione, espone maggiormente al pericolo ed all’infortunio (proprio e di altri). In seconda analisi, sappiamo che lo stress incide anche in modo negativo sulla produttività aziendale, in quanto possono essere compromesse tutte le dimensioni collegate al lavoro. Quindi il manifestarsi di una sindrome tipica da stress comporta, oltre al disagio ed alla sofferenza personale, anche una consistente riduzione della qualità della performance. Aumentano i fenomeni di assenteismo, la conflittualità e le incomprensioni, anche per le conseguenze legate a perdita dell’autostima, difficoltà relazionali, irritabilità. In queste condizioni possiamo prevedere inefficienza organizzativa legata a mancanza di efficacia, errori ripetuti, disattenzione, perdita di creatività e progettualità, diminuzione del rendimento (ed abbassamento della produttività), demotivazione. Lo stress lavoro correlato è considerato pertanto un problema sia per i lavoratori sia per i datori di lavoro, in quanto le conseguenze sono nocive non solo per le persone, ma per la qualità stessa delle prestazioni di lavoro (Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro). La quantificazione dei costi che vengono determinati dal disagio legato alle ricadute dello stress sull’organizzazione, porta alla riflessione che è sicuramente più economico, funzionale e produttivo



ICT - plm

COMSOL Multiphysics ,

la simulazione ricomincia da 4 di Roger Collaway

La simulazione si arricchisce di strumenti dotati di funzionalità che semplificano l’operatività dei progettisti e riducono i tempi di realizzazione di un prodotto di buona qualità. Comsol gioca da protagonista, certo della versione 4.1 di COMSOL Multiphysics che si presenta ricca di novità.

L

’interesse per la simulazione del comportamento dei prodotti è notevolmente cresciuto, poiché la competizione impone ai diversi produttori di generare un buon prodotto al primo ciclo di progettazione. Ogni revisione successiva non solo ha un costo aziendale in termini di tempo e risorse economiche, ma anche un impatto negativo nel market share di quella specifica classe di prodotti. Si pensi al mercato delle lavatrici, il prodotto di successo si prende circa il 70% del mercato, alla concorrenza la sfida sul 30% che rimane. In quest’ottica Comsol (www.it.comsol.com) propone la soluzione COMSOL Multiphysics giunta alla versione 4.1, un ambiente software scientifico di modellazione e simulazione di sistemi fisici complessi, il cui punto di forza è rappresentato dalla capacità di modellare e simulare fenomeni multifisici. I moduli opzionali ne permettono il potenziamento mediante strumenti specifici per le diverse discipline come acustica, batterie e celle a combustibile, ingegneria chimica, scienze della terra, elettromagnetismo e fluidodinamica, trasporto di calore, plasma, ottimizzazione e meccanica strutturale. “In realtà – ci conferma Valerio Marra, marketing manager di Comsol in Italia – il processo di modellazione e simulazione si è notevolmente velocizzato grazie all’implementazione delle nuove funzionalità del Model Builder, che ora consente l’accesso a tutte le impostazioni e a una programmazione più semplice e immediata.” Infatti, nella nuova versione sono state migliorate le possibilità di lavoro, grazie all’introduzione di nuove funzionalità, relative a differenti fasi di interazione uomo-applicazione, il cui risultato è stato anche l’aumento del grado di soddisfazione del progettista in merito all’uso dello strumento. Per esempio, sono state introdotte nuove funziona-

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lità che consentono il riuso delle informazioni e delle parti già inserire nel Model Buider, attraverso un semplice copia e incolla. Anche lo strumento griglia beneficia di alcune migliorie grazie all’introduzione di una funzione automatica di generazione della griglia stessa, in funzione del contesto di utilizzo (funzionalità presenti per le interfacce fisiche CFD e plasma) e quindi ottimizzata in funzione della classe di precisione del calcolo, che dovrà essere effettuato durante la sessione interattiva, l’esempio è mostrato in figura 1. La nuova versione del software permette anche il salvataggio temporaneo delle attività di simulazione e il suo successivo ripristino in modalità automatica. Una funzione particolarmente importante per chi si trova a operare su modelli di grandi dimensioni per i quali sono necessari diversi giorni di simulazione. A tutto ciò vanno aggiunte la visualizzazione interattiva, in qualsiasi momento, delle equazioni che si stanno risolvendo, nonché l’aggiunta di modalità di intervento 3D sulle geometrie e di simulazione parametrica. Diverse le innovazioni introdotte, quindi, che portano ad un salto di qualità nel lavoro quotidiano del progettista. Si è raggiunto l’obiettivo di eliminare sostanzialmente le operazioni ripetitive, lasciando più tempo per le attività ‘a valore aggiunto’ in maniera tale che il rapporto tempo/spazio/risultati divenga ancora più favorevole.


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