Rivista Quindicinale Free Press - Anno 1 - Numero 2 - 29 novembre 2010
lunedi 29 novembre 2010
- L’Angolo dello Straniero - Il bambino Più “In”
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Cronaca di Zona Il Professionista Annunci Gratuiti
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In Questo Numero
Editoriale
Cronache di zona
P. 4
I consigli del Professionista
P. 15
Annunci gratuiti
P. 30
L'angolo dello straniero P. 17 L'angolo dei Bambini
P. 19
FotoGIALLOromanzo
P. 20
Zone Milano 1- Centro 2- Centrale 3- Città Studi 4- Romana
5- Ripamonti 6- Navigli 7- San Siro 8- Sempione 9- Isola
Care lettrici, cari lettori, Eccoci alla seconda uscita della nostra rivista e non posso iniziare l’editoriale di questo numero senza ringraziarVi. Abbiamo ricevuto molte lettere di apprezzamento per questa “Nuova Idea” e messaggi di non mollare, di non avere paura di farci sentire facendoci da portavoce della “vox populi”. A tal proposito vorrei partire proprio dalla lettera del Signor M. Adreani, che saluto e ringrazio, e che illustra al meglio qual è stata l’accoglienza riservataci. Ho trovato il numero 1 della vostra nuova rivista, che vedo essere quindicinale, che mi è piaciuta ed ho trovato interessante per quello che è e come raccontate. Sono un milanese del 1929 ancora attivo sia come lavoro che come sport (Tai Chi). Vorrei sapere dove trovare le prossime uscite e se è visibile su internet. Auguri di successo, che ritengo sicuro, perché la gente vuole sapere cosa succede a Milano. Ci scusiamo per queste righe di “compiacimento”, ma riteniamo che queste siano le più belle parole di incoraggiamento che potevamo ricevere a poche ore dall’uscita del primo numero. Questa rivista è voluta da me e da un gruppo di persone volenterose ed entusiaste che credono fermamente nell’informazione liberale e nella possibilità di dare voce ai cittadini riguardo a tematiche che interessano tutti. La nostra grande scommessa è proprio quella di voler comunicare CON voi e PER voi, parlando di situazioni serie e pericolose e di momenti più leggeri; delle difficoltà e delle speranze, di emozioni e gioie, valori e rispetto delle regole. Nuova Idea vuole essere un network di riferimento unico, “rivoluzionaria” sia nell’offerta informativa sia, da questo numero, nella confezione più accurata, impattante, chiara e ricca di immagini originali. Ma le sorprese non sono finite: continuate a seguirci e a scriverci! Sarà un modo per partecipare da vicino alla vita della rivista e far sentire la vostra voce! Vi aspettiamo alle fermate della metropolitana il 15 dicembre! NICOLA CINOLO
Nuova Idea
Aut. Del Tribunale di Milano 565 del 25-10-2010 - Quindicinale della Free Press
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Il mistero del Teatro Lirico foto di Yulia Shesternikova
fondo nazionale o regionale per la tutela di quelli che hanno un grande valore estetico o culturale. Ad esempio vorrei mettere a disposizione un nuovo cinema in corso Magenta. Se ci fosse qualche imprenditore interessato a lavorare con il Comune, è un’opportunità da accogliere. Non dobbiamo, comunque, dimenticare l’importanza del cinema oggi. Allontaniamo la gente dalla cattiva televisione, portiamo le persone a socializzare. Y. Shesternikova: Alcuni giorni fa è arrivata la notizia shock sulla possibile chiusura del Teatro Smeraldo a causa di un cantiere infinito. Non pensa che questo possa essere un grave danno alla cultura? M. Finazzer Flory: Per quanto riguarda il Teatro Smeraldo, che è una gloria che ha sofferto e ha subito le trasformazioni urbane, stiamo cercando le strategie vincenti da adottare e spero che questa vicenda finisca rapidamente in modo positivo. Y. Shesternikova: Quale è la situazione del Teatro Lirico? M. Finazzer Flory: Abbiamo ereditato questa vicenda. Se fossi stato Assessore 10 anni fa, probabilmente non l’avrei messo sul mercato ma lo avrei dato alla direzione del balletto, in quanto, a Milano non ci sono teatri del balletto e della danza contemporanea. Ma le cose sono andate così e al momento stiamo monitorando attentamente l’impresa che sta lavorando all’interno del teatro ottenendo già delle rassicurazioni interessanti. Ho delle lettere scritte in cui si dichiara che entro l’estate prossima la sala e il palcoscenico saranno completati. Purtroppo per colpa della crisi c’è stato un rallentamento generale e quindi tante imprese si sono trovate in difficoltà. L’impresa incaricata ci ha mandato il programma e noi fino a quella data non possiamo che attendere, fiduciosi d’avere una risposta. Cari lettori, cosa si nasconde dietro questi ritardi e scarichi di responsabilità? Vi ricordo che il Teatro si trova in via Larga accanto al Duomo ed è un patrimonio di tutti noi e che non dobbiamo dimenticare. Sarà mio impegno seguire questa triste vicenda. Nuova Idea ringrazia il Sig. Luigi Coglianoche sul proprio Blog www.grifondoro.blog.tiscali.it ha pubblicato il nostro precedente articolo sul “Teatro Lirico”
foto Arch. Colombo Luciano Maria
opo la pubblicazione del precedente articolo sul Teatro Lirico, siamo riusciti ad intervistare l’Assessore alla Cultura di Milano, Massimiliano Finazzer Yulia Shesternikova Flory, le cui risposte seguiranno di poco il breve excursus storico di quello che viene considerato uno dei principali Teatri d’Italia. La sua contesa ha avuto inizio ben 11 anni fa, in occasione di un concorso vinto dalla cordata del patron Gianmario Longoni e con il progetto dell’architetto Luciano Maria Colombo. Da allora, si sono susseguite interruzioni e ricorsi alle pubbliche autorità, con la conseguente condanna del Teatro lirico ad un inevitabile stato di abbandono. Finalmente, l’estate scorsa ha visto la ripresa dei lavori, associati alla promessa di terminarli entro 24 mesi. Ma, come scrivevo nell’articolo precedente, improvvisamente i lavori sono stati nuovamente interrotti. E qui hanno inizio una serie di stranezze, le cui giustificazioni hanno cercato risposta, ad esempio, nell’architetto Colombo, che, rintracciato telefonicamente, ci ha promesso un’intervista al suo rientro dall’estero, mentre Gianmario Longoni risulta, ad oggi, inspiegabilmente irrintracciabile. Come anticipatovi, invece, l’Assessore alla Cultura di Milano, durante la mia intervista tesa ad affrontare vari argomenti riguardanti lo stato della “cultura” (teatrale e non solo) a Milano, mi ha risposto in maniera esauriente ad ogni domanda, manifestando, però, un evidente imbarazzo al momento della trattazione dell’argomento Teatro Lirico. Di seguito le parole tratte dall’intervista realizzata. Y. Shesternikova: Ci racconti quali saranno i progetti culturali importanti per il prossimo anno? M. Finazzer Flory: La città sta cambiando. Milano è sempre stata la città capace di produrre tanta e buona cultura ed è proiettata sul lungo periodo da oggi al 2015 con uno sviluppo sempre più progressivo. Prima di tutto, bisogna lasciare le grandi opere. Si parte dal 6 dicembre con il museo del ‘900, più di 4000 metri quadrati, 4 piani, un cinema, 380 capolavori, grandi artisti. E’ un museo che parla della nostra identità e che Milano aspetta da almeno 40 anni. Ma ricordiamo che la città è la capitale dello spettacolo dal vivo con il Teatro La Scala, 22 teatri di prosa convenzionati ecc. e quindi abbiamo un’offerta unica in Italia. Y. Shesternikova: Per quanto riguarda l’EXPO 2015 a Milano, il suo assessorato pensa a progetti pluriennali per avvicinarsi all’evento? M. Finazzer Flory: Abbiamo da poco inaugurato la mostra “Il pianeta ha bisogno di te”. E’ una mostra scientifica per parlare di alimentazione, cibo, acqua ed ecologia e che prepara la città alla grande sfida ambientale del 2015. Vi anticipo inoltre che a gennaio sarà inaugurata la mostra del grande artista Arcimboldo, così come nell’autunno 2011 la mostra di Cezanne sulle nature morte. Y. Shesternikova: Può commentare la situazione delle sale permanenti a Milano, cominciando dalle sale cinematografiche del centro, che si stanno svuotando nei contenuti, trasformandosi in attività diverse dai quelle per cui sono nate? M. Finazzer Flory: Certo, siamo preoccupati. Purtroppo i cinema stanno subendo i rendimenti delle sale affittate altrove per altri interessi che sono molto superiori. Il cinema non produce più ricchezza per un’impresa e, quindi le sale vengono convertite in altre attività. Penso che alcuni esercizi cinematografici del centro dovrebbero essere come le botteghe storiche oppure ci dovrebbe essere un
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Anche Milano è "Terre des enfants"
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Andrea Osvart con un "Marziano"
foto Carla Bergamini
ille casi di violenza sessuale su minorenni, 33 bambini o adolescenti uccisi e 3.434 persone denunciate o arrestate per questo tipo di reati: sono Carla Bergamini questi i dati per niente rassicuranti che la Polizia di Stato ha diffuso nel 2009. E se si pensa che si parla dell’Italia che in fin dei conti è un Paese moderno e sviluppato, la preoccupazione aumenta. Per questo, in occasione della Giornata Mondiale del 19 novembre per la Prevenzione di tutte le forme di violenza sui minori (il simbolo è un fiocco giallo), e della campagna quindicinale “Io proteggo i bambini” lanciata da “Terre des Hommes”, che da 50 anni opera per proteggere i bambini di tutto il mondo e attualmente è presente in 70 Paesi per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo, anche la città di Milano ha voluto fare qualcosa per sensibilizzare l’opinione pubblica affinché non si abbassi la guardia sul fenomeno ma si aumenti l’impegno e si rafforzino le misure per la protezione dei minori. La prima fra le molte iniziative organizzate e patrocinata dal Comune è stata la “minimaratona in giallo” che il 13 novembre ha visto correre per le vie del centro storico i “Podisti da Marte”, la Critical Mass capitanata da Fabrizio Cosi che ogni mese percorre circa 10 km a passo libero, appoggiando di volta in volta un’associazione benefica. Con la loro solita generosità i “marziani” hanno abbracciato questa giusta causa e quindi la proposta di “mettersi in giallo”. I fedelissimi del gruppo e gli esordienti erano tantissimi e tutti indossavano una maglietta gialla. Tra di loro si poteva riconoscere inoltre l’attrice Andrea Osvart, testimonial di “Terre des hommes”, che insieme ai “marziani” ha regalato sorrisi e cercato di contagiare le persone incontrate nelle prime ore di un sabato mattina milanese. Al termine di questa nuova “missione” ho potuto incontrare Fabrizio Cosi che con la massima disponibilità ha risposto con entusiasmo alle mie domande. Chi sei tu e chi è tutta questa gente che c’era qui oggi? Io sono Fabrizio Cosi e sono colui che ha inventato questo esperimento sociale che si chiama “I Podisti da Marte”. Noi da quasi due anni, perché abbiamo cominciato nel febbraio 2009, corriamo nel centro di Milano convocandoci con il passaparola, mail, facebook e conoscenze personali e ogni volta corriamo per supportare una Onlus diversa. Quindi in pratica facciamo un’azione di sensibilizzazione nostra, quindi già noi che corriamo, e poi anche la città Milano. Mentre corriamo regaliamo dei fiori finti sui quali è spillato il messaggio di supporto a favore della Onlus per la quale corriamo e quindi regaliamo anche un sorriso ai cittadini, ai turisti, anche e soprattutto giapponesi, e ai passanti che incontriamo. Percorriamo tutto il centro di Milano che vuol dire Corso Vittorio Emanuele, la Galleria del Duomo, il Palazzo Reale e scendiamo anche nella metropolitana, anche se oggi non l’abbiamo potuto fare perché avevamo i vigili al seguito che non potevano scendere con le moto. Lo facciamo una volta al mese e le persone che erano con noi oggi supportavano la Onlus “Terre des Hommes”. Questa è la settimana dei diritti internazionali del bambino, quindi la campagna era “Io proteggo i bambini”. L’abbiamo chiamata “minimaratona del fiocco giallo” perché i colori dei marziani sono il giallo, il
rosso e l’arancio e per simboleggiare l’azione abbiamo fatto dei flash mob ‘nastrando’ di giallo alcuni monumenti di Milano: il cavallo di Piazza Duomo, la Fontana di Piazza San Babila e la statua di Leonardo in piazza della Scala” Chi le sceglie queste associazioni ogni volta e in base a quale criterio? Nel primo periodo le sceglievo io perché non ci conosceva nessuno. Adesso sono loro che scelgono noi, che vengono a cercarci e questo certamente ci fa molto piacere e certe volte ne supportiamo addirittura due alla volta. Nel senso che corriamo per una però magari facciamo la raccolta di materiale per un’altra prima di partire. Questa volta per esempio è stato coinvolto il Comune. E’ sempre così? Questa era una campagna importante e quindi “Terre des Hommes” ha ottenuto il patrocinio dell’Assessorato alla famiglia del Comune di Milano, del Ministero delle Pari Opportunità e dei Comuni italiani. Quindi in questo caso era una cosa organizzata con autorizzazioni e quant’altro. Noi dal canto nostro corriamo liberamente fermandoci ai semafori, quindi rispettando il Codice della strada. Soddisfatto quindi di questa missione? Soddisfatto della sensibilizzazione e dell’entusiasmo che è quello che ci dà la carica. La prossima quando sarà? Giovedì 16 dicembre ore 19 e la Onlus la dobbiamo ancora decidere ma correremo, come abbiamo già fatto l’anno scorso a Natale, con almeno il cappello da Babbo Natale o addirittura con il vestito e poi con campane e campanellini. Come ultima cosa segnalo il sito www.podistidamarte.it e se anche voi avete qualcosa da dire… ditelo con un fiore, indossando una maglietta con i colori ufficiali dei marziani e unendovi al gruppo!
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Il tetraedro no, non l'avevo considerato
abato 13 novembre la Stazione Centrale è stata intitolata a Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti e grande viaggiatrice per missioni umanitarie in vita. Da Malpensa a Centrale: il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, inizialmente desiderava rendere omaggio alla Santa dedicandole l'aeroporto, ma l'idea non è piaciuta alla Sea, la società che gestisce lo scalo e, con un Malpensa Shuttle, la nomina è arrivata direttament e in stazione. Simboli della commemorazione: una targa con l'incisione “Da questi binari tante volte si avventurò per le strade del mondo Francesca Cabrini (1850 - 1917) Santa per la fede cattolica, apostola di solidarietà per tutte le genti in cammino” ed un tetraedro luminoso, una piramide a base triangolare rovesciata, appesa nella galleria d'ingresso, al centro della facciata della stazione, opera dell'architetto Mario Botta. Durante i lavori per il montaggio dell'opera commemorativa è stato esposto un cartello riportante l'importo complessivo dell'installazione: 112.000 euro! Nei giorni successivi alla cerimonia di dedicazione ho raccolto i pareri di alcuni passanti in Piazza Duca D'Aosta, informandoli della spesa pubblica sostenuta: “Dedicata alla patrona dei migranti? Sì, è importante tenere viva la memoria, ricordare che anche tanti italiani sono stati
hanno risposto due ragazze. “Cosa devo pensare? Soldi buttati via, li potevano investire meglio sempre all'interno della stazione, come costru- Alessia Andreotti ire maggiori accessi per i disabili o nelle cose di comune utilizzo”, ha detto un giovane. “Penso che esteticamente sia brutto e che non abbia nulla a che vedere con gli emigranti perché un triangolo non significa nulla, secondo me. Penso che quei soldi andrebbero spesi per le scuole e non per queste opere senza senso”, è stata la risposta di un ragazzo. “È bella a vedersi però mi sembra che costi un po' troppo e poi era proprio necessario fare una cosa del genere con tutti i bisogni e le priorità che ci sono a Milano? Mi sembra proprio inutile questa, comunque prendo atto e spero che si occupino anche delle persone e della sicurezza a Milano”, è il commento di un signore. Da questo campione, seppur ridotto, risulta come i cittadini non abbiano gradito questo intervento sulla stazione mettendone in dubbio l'utilità e criticandone il costo elevato. Per quanto riguarda l'estetica ed il valore artistico dell'opera gli intervistati si sono divisi a metà tra chi ne ha apprezzato la bellezza e a chi proprio non è piaciuta. I giovani avrebbero preferito che la cifra venisse destinata al miglioramento delle loro scuole, mentre i più adulti l'avrebbero investita in opere concretamente più utili per la città e i suoi abitanti.
foto di Alessia Andreotti foto di Alessia Andreotti
emigranti, ma 112.000 euro?!? Sì, è di Botta, quello della Scala... Sembra una contraddizione, bastava solo la targa! La Santa stessa, secondo me, tutti quei soldi li avrebbe utilizzati a sostegno dei bisognosi. Comunque, anche adesso, a guardarla bene non mi piace! Stona con la facciata della stazione Centrale, non era neanche necessario indicarne l'ingresso!”, ha commentato una signora. “Dal punto di vista tematico potrebbe anche essere interessante, dal punto di vista artistico e visivo ci starebbe, ma a parte quello...” “Io sono dell'opinione che 112.000 euro li potevano dare alle scuole dal momento che stanno facendo dei tagli terribili ”,
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Cantieri abbandonati e quant’altro... cosa sta succedendo? getto che ha preso il via nonostante la raccolta di 3.000 firme depositate, la connotazione urbanistica dell’area destinata a parco pubblico e la dichiarazione di bene ambientale sottoposto a vincolo di tutela emanato con decreto Regionale del 1990.Le grandi preoccupazioni del Comitato sono il timore che gli scavi possano rovinare le loro case, palazzine costruite all’inizio del ‘900, che i box abbiano problemi di allagamento (non è cosa improbabile: le cantine della non lontana via Pacini subiscono la stessa sorte perché la falda è molto prossima alla superficie), che muoiano gli altri tre cedri del Libano, perché una volta eseguiti gli scavi, le radici subiranno dei danni che porterebbero le piante a morte certa. Tra l’altro gli scavi già eseguiti non hanno rispettato la distanza richiesta e la povera pianta adiacente presenta già segni di inclinamento. La signora Cambiaghi sostiene che peraltro i residenti non necessitano di posti auto, soprattutto nelle ore notturne perché tutto l’isolato Andrea del Sarto, Vanvitelli, Juvara è sede della facoltà di Farmacia e del PMIP, che durante la notte non sono frequentati (a proposito di PMIP: all’interno del cortile sono stati posizionati due enormi condizionatori che oltre a portare via posti auto funzionano rumorosamente giorno e notte). Che dire ora ai 3000 cittadini che hanno firmato contro i posteggi e che da 4 anni convivono con un cantiere aperto e pericoloso che ha sfigurato la piazza? Risalgo sulla mia bici, destinazione piazza Bernini! foto di Annamaria Chiappetti
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cavallo della mia bici spesso mi capita di transitare da Piazza Bernini e ho constataAnnamaria Chiappetti to a malincuore che gli alberi sono stati abbattuti da tempo per avviare la costruzione dell’ennesimo garage interrato, ma da altrettanto tempo la piazza è solo spoglia e recintata laddove un tempo c’era un piccolo giardino, luogo di ristoro di pensionati che si riparavano dal sole sotto le chiome degli alberi. Ho tempo per arrivare al mio appuntamento. Decido di deviare in Piazza Lavater, dove la popolazione ancora si batte per contrastare il progetto non ancora avviato, ma la situazione che mi colpisce ancora di più è decisamente quella che vedo in Largo Rio de Janeiro. Qui non posso far altro che indignarmi soffermandomi a osservare il cantiere. Inutile dire che questi giardini sono stati teatro dei miei giochi d’infanzia e mi balza subito all’occhio la mancanza di un cedro del libano che campeggiava all’incrocio di Via Plinio. Approfondisco le ricerche: il cedro è stato spostato in Piazza Piola, con una spesa di 15.000,00 euro. Tiro un sospiro di sollievo, ma dura poco perché il cedro spostato è già morto. Proseguo sul mio cavallo d’acciaio e rimiro il Largo. Anche questo transennato, in evidente stato d’abbandono. Senza considerare che questo cantiere abbandonato per il momento ha solo ottenuto: la rimozione delle pompe di benzina, la rimozione delle panchine, il cambiamento della viabilità, la riduzione dei marciapiedi a favore della sede stradale, il mancato utilizzo dei giardini e – udite udite – l’impossibilità di posteggiare almeno una cinquantina di auto! Attraverso Via Juvara e arrivo alla fine, all’angolo di via Andrea del Sarto. Inorridisco: i giardini sono stati oggetto di scavo profondo poco più di un metro, ma cosa ancora più incredibile, le transenne sono aperte e chiunque può entrare e caderci dentro.Approfondisco le mie ricerche: il cantiere è stato bloccato nel 2008 dopo i ricorsi dei cittadini in Tribunale, perchè la cooperativa appaltatrice “Città Studi Nuova” che fa capo alla SO.IN.SO. (associato Lega Coop) non era in regola con le autorizzazioni avendo presentato 2 progetti differenti al fine di ottenere le autorizzazioni dai Vigili Urbani e dal Comune. La Procura di Milano ha bloccato i lavori, appena iniziati, da un paio d’anni, ma ora la Cooperativa per rifarsi delle spese finora sostenute, ha chiesto di ampliare il progetto a 4 piani interrati, uno in più rispetto ai tre previsti inizialmente. Ma già alla presentazione del progetto la Soprintendenza ai Beni Architettonici valutava “le possibili interferenze della falda con i box”. Decido di contattare la Signora Edvige Cambiaghi, residente in zona e referente del “Comitato per la salvaguardia di Largo Rio de Janeiro” che dal 1989 osteggia fortemente il pro-
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Il Mercato civico bersaglio delle critiche dei cittadini
on la nascita dei grandi centri commerciali dove il consumatore può permettersi un'ampia opportunità di Jacopo Maria scelta a prezzi vantaggiosi, Marchesano il destino dei piccoli negozi di alimentari e dei sempre meno numerosi mercati civici è segnato. Il mercato in via Montegani, precedentemente sempre affollato, ha visto non soltanto diminuire i clienti, ma anche chiudere la maggior parte degli esercizi alimentari che esercitavano all'interno della struttura comunale. Ormai da mesi i cittadini della zona si lamentano per il servizio sempre meno efficiente che il mercato civico riesce ad offrire. Luigi, 64 anni, descrive così la situazione: “Per noi anziani il mercato di via Montegani è l'unico luogo dove possiamo tranquillamente comprare i prodotti alimentari, senza dover necessariamente spostarci in centro o nei grandi supermercati fuori zona, ma purtroppo i negozi sono sempre meno e l'unica soluzione è il grande centro commerciale di Rozzano”.Filomena, 71 anni e due figli impiegati fuori Milano, invece racconta: “Devo aspettare il fine settimana o "giorno di riposo settimanale dei miei figli, per farmi accompagnare nei nuovi supermercati lontani dalla zona in
foto di Jacopo Marchesano
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cui abito. Non riesco a capire perché il mercato civico di via Montegani nel giro di pochi anni abbia cosi drasticamente diminuito gli esercizi”. Infatti appena si entra nel mercato balzano subito all'occhio le saracinesche abbassate dei banconi. Come dimostrano le ww date da due clienti abituali del posto, i più danneggiati sono gli anziani, impossibilitati a utilizzare i mezzi pubblici e quindi costretti ad abbandonare il rito mattutino della spesa scomodando i propri figli.
Quartiere Stadera... ce n’è sempre una. Comune, vuoi intervenire?
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ei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”, così raccontava la realtà di via del Campo a Genova, il più grande cantautore che la musica italiana abbia conosciuto, Fabrizio De Andrè. Torniamo ad occuparci meno poeticamente in quest’articolo del degrado in cui continua a versare il quartiere popolare di Stadera, periferia sud di Milano. Non avevamo certo la presunzione di poter risolvere la situazione con un modestissimo scritto, ma la preoccupazione tra i cittadini cresce proporzionalmente al dilagare dell’abusivismo. Ad occupare abusivamente le abitazioni di quartiere non sono solamente gli immigrati, soprattutto nordafricani, che popolano la zona, ma anche famiglie italiane con prole (a volte numerosa) a carico. Chiaro esempio della situazione è via Barrili, perpendicolare di via Montegani, dove la maggior parte delle abitazioni, non solo quelle occupate abusivamente, versano in condizioni fatiscenti, molte con la porta d’ingresso al condominio danneggiata e le finestre prive di adeguate imposte
esterne. L’istinto, appena varcato l’ingresso (attraverso la solita porta a vetri scalcinata) del condominio, ti porta a trattenere il respiro pur di non inspirare l’aria viziata che circola nello stabile, preda di qualunque tipo di spazzatura ed escrementi. Nei pianerottoli le porte delle abitazioni sono di due tipi: quelle blindate installate dall’Aler, l’azienda lombarda dell’edilizia residenziale, con possenti aste di ferro battuto, e quelle di legno delle case abitate regolarmente sia di quelle occupate abusivamente. Il quartiere che dovrebbe essere la porta d'ingresso sud alla città, é oggi uno dei più pericolosi e degradati della metropoli lombarda. Abbiamo provato ad ascoltare la voce degli abitanti più giovani della zona che sembrano recitare lo stesso copione. La sintesi perfetta la trova Emanuele, 21 anni, studente all’Università Statale, che commenta così la difficile situazione: “Questo è il mio terzo anno a Milano, vivo in questa zona da poco ed è incredibile la sporcizia e il degrado di questo quartiere non lontanissimo dal centro”.
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Lenzuoli stesi per la protesta della biblioteca "Fra' Cristoforo" invece di zona 5, zona "bianca"
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Andrea Pesoli
foto di Andrea pesoli
a biblioteca non è un affare per pochi e la dimostrazione ci giunge direttamente dal quartiere Torretta, dove gli abitanti hanno partecipato attivamente alla protesta contro la chiusura della struttura situata in via Fra’ Cristoforo. I cittadini che hanno fatto sentire la propria voce appartengono a svariate fasce sociali: c’è la casalinga, lo studente universitario, il pensionato e il ragazzino delle elementari. Ovviamente ognuno ha apportato un contributo diverso, commisurato alle proprie capacità. La vera forza di questa protesta risiede negli abitanti del quartiere, autori di molteplici trovate che non possono lasciare insensibili, tutte peraltro coordinate dal C.R.C.T. ossia il Centro Ricreativo Culturale Torretta. Le maestre delle vicine istituzioni scolastiche hanno sensibilizzato gli studenti sull’argomento, facendo svolgere temi riguardanti la chiusura. Gli abitanti della zona inoltre hanno organizzato una raccolta firme di fronte ai punti più frequentati del quartiere (come ad esempio scuole e supermercati), superando abbondantemente le 2000 adesioni. Alcuni studenti universitari, assidui frequentatori della struttura, hanno utilizzato un mezzo a loro familiare come Facebook per creare due gruppi che tenessero aggiornati gli internauti sull’andamento della protesta. Ma l’iniziativa che ha avuto l’impatto visivo
più forte è stata quella di esporre sui balconi del quartiere un lenzuolo bianco che rappresentasse la protesta. Chiunque sia passato nel quartiere Torretta ha potuto constatare quante famiglie abbiano aderito, restando sorpreso di fronte a questa zona “bianca” dalla rabbia.
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Garancetta: Via privata o aperta al pubblico transito? della via e di conseguenza di chi si dovrebbe occupare della manutenzione. Secondo l'ufficio di toponomastica di Milano la via privata della Garancetta è recentemente passata da via privata a via comunale. Mi è stato spiegato dallo stesso Ufficio che una via che possiede un numero civico è di proprietà del Comune e infatti nella via esiste un portone contrassegnato dal numero civico 3. Questo però contrasta con quello che mi è stato riferito dal Settore di Pianificazione Urbanistica Generale di Milano. Infatti dopo aver mandato una e-mail
allo sportello del Comune, chiedendo se la via sia di proprietà dello stesso, mi è stato risposto che: “ La via della Garancetta risulta privata ma aperta al pubblico transito”. Quindi a chi si dovrebbero rivolgere i cittadini per chiedere un rifacimento della strada? La via è quindi privata o del Comune? In definitiva che cosa significa per il cittadino che la via è privata ma è aperta al pubblico transito? Significa forse che nessuno si prenderà la responsabilità di sistemarla?
foto di Nicole Wuhrer
'ultima volta c'eravamo lasciati con via della Garancetta che riversava in un evidente stato di degrado. E' passato un mese e ho potuto notare, con piacere, che le siringhe sono state rimosse e che i padroni di alcuni cani abitanti della zona con una certa presa di coscienza hanno iniziato a contribuire alla pulizia della via, migliorando la situazione. Milano è dei cittadini e ognuno di noi dovrebbe contribuire a mantenerla pulita anche solo con piccoli gesti quotidiani. Rimane però aperta la questione sulla proprietà
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Strisce gialle o strisce blu: dove parcheggio?
opo circa quattro mesi di lavoro, e tutto Alessia Andreotti ciò che ne consegue, sono terminati gli interventi previsti sulla rete gas nell'area intorno a Stazione Centrale: i marciapiedi sono stati ricostruiti e la viabilità è tornata normale, per quanto possa esserlo in una metropoli trafficata come Milano. I parcheggi riservati ai residenti, occupati dagli scavi e dai macchinari durante il periodo dei lavori, sono stati restituiti agli abitanti della zona. Nonostante questo armistizio continua la guerra quotidiana, soprattutto in alcuni giorni ed orari, per trovare parcheggio: tra carico/scarico merci, zone irraggiungibili a causa di marciapiedi troppo alti, veicoli in doppia fila, sosta riservata al Corpo Diplomatico, Corpo Consolare, Civica Amministrazione, strisce gialle e strisce blu. Ed è proprio quest'ultima distinzione cromatica a creare confusione tra i cittadini.Tutti i residenti, come me, una volta ottenuto il pass per parcheggiare all'interno delle strisce a loro riservate - quelle gialle - si saranno sentiti investiti di un titolo speciale, privilegiati, come appartenenti a quella casta che nel proprio feudo può fare ciò che vuole, a prescindere dal differente colore dei rettangoli tracciati sull'asfalto. E così, in qualità di residenti, in mancanza di posti gialli, hanno erroneamente pensato di poter parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu della loro zona, in genere a pagamento. Trentotto euro sarà il costo di questo parcheggio! Questa è la sanzione - in caso di passaggio dei vigili - prevista dal codice della strada, per chi lascia l'auto nei posti delimitati dalle righe blu senza aver acquistato il gratta e sosta, seppur munito di pass residenti per la zona in cui ha posteggiato. Queste incomprensioni sono numerose e sono causate dal fatto che in alcune vie le strisce blu sono adibite anche a parcheggio per i residenti, mentre in altre no, anche se non distano molto dalle prime. Faccio un esempio per la Zona 9: in viale Pasubio è consentito parcheggiare sulle strisce blu se si è muniti di contrassegno residenti, ma a soli tre minuti di tragitto, in via Ugo Bassi, è vietato. Perché, quindi, sul blu si paga, tran-
ne in alcune inspiegabili zone? Sono queste forse più attente ai bisogni dei residenti? Sul sito del Comune di Milano (www. comune.milano.it) in data 21 ottobre 2010, si legge un articolo dal titolo: "Strisce blu, nuova campagna di informazione", che contiene alcune dichiarazioni del Vice sindaco e Assessore alla Mobilità e Trasporti De Corato, che afferma: “Prosegue la tracciatura della sosta regolamentata a favore dei residenti. A causa però di alcune incomprensioni sul reale funzionamento della sosta regolamentata con strisce blu che prevede sempre la gratuità per i residenti dell’ambito in cui sono state tracciate, è stata data disposizione che la loro attivazione avvenga dopo una capillare campagna di informazione”. Ho chiesto chiarimenti sulla questione scrivendo nell'apposita sezione Filo diretto – Scrivi al comune presente sul sito, ricevendo risposte solo in merito alle modalità di richiesta e distribuzione dei pass residenti. Ecco la spiegazione del Dott. Andrea Zuccotti, responsabile del Settori Servizi al Cittadino: “Almeno un mese prima dell'attivazione della sosta regolamentata nel nuovo ambito il Settore Servizi al Cittadino procede con l'invio automatico via posta dei pass provvisori ai residenti. Per ricevere il pass provvisorio in modo automatico occorre essere: a) residenti in un civico compreso nell'ambito di sosta regolamentata b) titolari di una patente in corso di validità c) proprietari di un veicolo registrato al PRA. Le verifiche sulla titolarità della patente e sulla proprietà del veicolo vengono effettuate incrociando i dati anagrafici dei residenti con le banche dati della Motorizzazione Civile e del Pubblico Registro Automobilistico. Nel caso in cui risultino più veicoli intestati a un singolo cittadino, si procede con la verifica dell'esistenza di altri familiari conviventi titolari di patente, emettendo tanti pass quante sono le patenti possedute dai componenti del nucleo familiare. Per l'auto aziendale o in leasing l'emissione del pass non avviene in modo automatico: occorre recarsi presso qualsiasi sportello anagrafico con patente e libretto della
vettura e una lettera dell'azienda proprietaria del veicolo che dichiari di concederlo in uso o il contratto di leasing. All'atto della richiesta verrà consegnato un pass provvisorio (della durata di sei mesi) e successivamente verrà recapitato a casa quello definitivo della durata di tre anni”. Mi chiedo quindi in quali casi valga la regola: Se un residente non trova posto sul giallo, può parcheggiare sul blu quasi come un "Vai a Vicolo Corto senza passare dal Via" - e con quale criterio si possa giocare il pass residenti come "carta immunità", senza dover inesorabilmente pescare dal mazzo "imprevisti o probabilità". In attesa di risposte, se siete residenti in cerca di un parcheggio, consiglio di controllare sempre se il cartello di divieto di sosta, posto in corrispondenza delle strisce blu, riporta l'eccezione per le auto munite di contrassegno relativo alla zona. In caso negativo pescare la "carta pazienza” e fare un altro giro ... dell'isolato.
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Hinterland
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Il solito tra...m tra...m al binario 2
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Il Comune taglia gli stipendi, i dipendenti insorgono.
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ontinua il dissenso della cittadinanza di Cusano Milanino nei confronti della giunta e dei suoi apparati. A prescindere dagli orientamenti politici sono in molti coloro che lamentano un certo immobilismo da parte dei governanti nella gestione della città nei suoi più svariati ambiti, dall’urbanistica alla scuola ai servizi sociali. A questi si aggiungono ora i dipendenti comunali che denunciano i tagli che verranno effettuati – nel nome della quadratura dei conti che deve vedere il sacrificio di tutti – al fondo previsto dal contratto collettivo nazionale del lavoro (art. 37 del CCNL del 22.1.2004 e successivi) che annualmente eroga la produttività dei funzionari. I rappresentanti sindacali – nel comunicato stampa della rappresentanza datato 3 novembre 2010 – sottolineano però come, a fronte dei sopracitati tagli, siano invece stati decisi l’istituzione di una nuova figura di dirigente e l’erogazione delle indennità del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri. I lavoratori, che si chiedono come mai il denaro per i dipendenti non ci sia mentre per nuovi incarichi e per la classe politica si, hanno indetto alcune ore di sciopero per giorno 11 novembre. Sciopero che, stando alle parole della coordinatrice della rappresentanza sindacale per il comune Olga Riva, ha visto una consistente partecipazione del personale ed il coinvolgimento dei cittadini. Si attende ora la risposta da parte del Sindaco. Jacopo Mossa
foto di Jacopo Mossa
i eravamo lasciati con la possibilità, paventata dalle dichiarazioni dell’Assessore provinciale ai Trasporti Giovanni De Nicola, come quelle su Il Giorno del 19 ottobre 2010, che la metro tranvia Jacopo Mossa Milano-Desio sarebbe passata sul suolo di Cusano Milanino senza che il Comune usufruisse di fermate per l’utilizzo dei treni. A queste parole non sono seguiti però documenti ed atti ufficiali, ecco perché la giunta, dopo aver chiesto in più istanze un incontro con l’Assessore, in sostanza non ha più avuto notizie in merito. La cittadinanza, divisa in due correnti di diverse opinioni, continua quindi a non conoscere quello che sarà il futuro del progetto. I lavori partiranno in primavera ma con esiti ancora non chiari. Il piano originale prevede il posizionamento di un doppio binario, ipotesi rifiutata della giunta e dalla rappresentanza di cittadini – come i comitati “Vivi Sormani” e “Asco Matteotti”– che avanzano dubbi sulla reale utilità di un tram che a loro detta trasporta ben poche persone e dove i disagi ed i costi sarebbero ben superiori ai vantaggi. Opposta è l’opinione dei cittadini a favore; questi ultimi sostengono come una linea a binario unico equivarrebbe ad un declassamento della stessa, mentre un servizio all’altezza della situazione invoglierebbe all’utilizzo coloro che ricorrono ogni giorno all’auto per raggiungere Milano paralizzando la via principale del paese. Restiamo in attesa…
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lunedi 29 novembre 2010
I Consigli del professionista Il giornalista: Dott. V. Pietro pone la seguente domanda:
Avvocato
"Può il coniuge separato avere accesso alle dichiarazione dei redditi dell'altro coniuge?" Risposta:
Innanzitutto, ringrazio tutti i lettori di NuovaIdea che hanno formulato i quesiti giunti numerosi in redazione, così permettendomi di mantenere l’impegno di cercare e trovare ogni possibile soluzione alle problematiche sottoposte alla mia attenzione. In questo numero affronterò e cercherò di risolvere il quesito del sig. Pietro, che si è rivolto al parere dello scrivente professionista per avere delucidazioni in merito ai requisiti che ciascun soggetto deve avere per poter avere accesso agli atti ed ai documenti amministrativi detenuti dalle competenti autorità. Il lettore, impegnato ad aiutare sua figlia “nel dipanare l’intricata matassa di una separazione coniugale, in vista del divorzio” (VdA.), ha recentemente investito l’Agenzia delle Entrate del seguente quesito: “Con quali modalità un cittadino può richiedere la situazione reddituale di un altro cittadino? Il reddito dichiarato da un cittadino italiano non è pubblico? Come ottenere un’autorizzazione per impostare una ricerca utile ad una causa per alimenti?”
Ci scrive la Sig.ra Lorenza D.: Grazie per avermi dato l'opportunità di rivolgermi a voi per chiedere una consulenza ai fini pensionistici. Avendo compiuto 60 anni ad agosto e avendo 22 anni di contributi, l'INPS mi ha comunicato che ho i requisiti per fare domanda per la pensione di vecchiaia a parRag. Giorgio Calabrese tire dal 1.1.2011. «Avendo la qualifica d'impiegata 2°liv. devo dare le dimissioni entro il 15 novembre. Valutando il fatto di poter continuare a lavorare, volevo sapere quale è il modo migliore, sia nella forma contrattuale che fiscale, una possibile nuova assunzione, in che termini, contratto a progetto, partita iva o altre forme. Cosa comporta il cumulo pensione ?» Sperando in una vostra risposta a breve, con la possibilità di potervi interpellare ancora, vi ringrazio anticipatamente. Ancora un saluto.
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E’ appena il caso di ricordare l’intervento dell’Autorità Garante della protezione dei dati personali del 6 maggio 2008, successivo di pochissimo alla pubblicazione, sul sito web dell’Agenzia delle Entrate, delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti e relative all’anno di imposta 2006. Da quel momento in poi tale operazione non è stata più possibile, e chiunque abbia inteso accedere a simili informazioni è incappato nel rigoroso rispetto delle normative che disciplinano l’intricata materia dell’accesso ai documenti amministrativi, qui di seguito sintetizzata. Il diritto di “chiedere”, sia chiaro, spetta a chiunque. Quello di ottenere l’autorizzazione su citata, spetta, invece, solo a quei soggetti portatori di diritti ed interessi giuridicamente rilevanti, per il cui esercizio è indispensabile la conoscenza dei documenti oggetto della relativa richiesta di accesso. Nel caso particolare del sig. Pietro, mi sono permessa di giudicare “legittima” un’eventuale istanza di accesso alle dichiarazione dei redditi del coniuge separato da parte di sua figlia, in quanto questi risulta, ad oggi, irreperibile. Naturalmente, e questo vale per qualsiasi soggetto richiedente, la relativa istanza deve contenere tutte le informazioni utili a dimostrare la sussistenza del diritto che si intende esercitare attraverso l’uso del documento amministrativo richiesto. L’argomento, naturalmente, merita un’analisi molto più approfondita, che in questa sede non trova sufficiente spazio e tempo per essere sviluppata. Pertanto, chiunque abbia il piacere di avere un quadro esaustivo della problematica affrontata in questo numero di NuovaIdea, potrà accedere al sito www.nuovaidea.eu alla sezione professionista, ove troverà un parere pro veritate specifico sull’argomento appena trattato e le relative fonti normative e giurisprudenziali ivi citate. Nella speranza di leggerVi presto.
Risposta: Per percepire la pensione di vecchiaia dal 01/01/2011 bisogna avere maturato i requisiti anagrafici e contributivi (60 anni di età e 22 di contribuzione sono sufficienti per andare in pensione). Deve cessare il rapporto di lavoro dipendente al 31/12/2010 (per cessazione si intende non solo che si dimette per pensionamento, ma anche che vengono liquidate tutte le competenze residue quali ratei ferie e permessi, mensilità aggiuntive, trattamento di fine rapporto, etc.) Quindi, ha già una prima risposta: nell'immediato, non può continuare a lavorare come dipendente, ma solo con un nuovo contratto di collaborazione a progetto o autonomo (partita iva). Potrà successivamente lavorare come dipendente, una volta che Le saranno state liquidate tutte le competenze residue di cui sopra. In questo breve lasso di tempo, Le conviene lavorare con un contratto di collaborazione a progetto (senza partita iva). Per quanto riguarda il cumulo di redditi da lavoro e pensione, n o n avrà alcuna trattenuta sulla pensione. Si ricordi però, che se percepirà un reddito da lavoro (dipendente e/o collaborazione) e contestualmente anche la pensione, di presentare l'anno successivo la dichiarazione modello Unico o modello 730, in quanto dovrà probabilmente p a g a r e l e tasse a saldo dalla somma dei due redditi. Distinti Saluti. professionista@nuovaidea.eu
Per maggiori informazioni visitate il nostro sito: www.nuovaidea.eu nella sezione professionista
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lunedi 29 novembre 2010
L'angolo dello straniero
L'
Italia si colloca al terzo posto in Europa per la presenza di stranieri. Sono quasi 4 mln gli immigrati presenti nel nostro Paese e parlano 150 lingue diverse. La concentrazione più alta si riscontra nelle città di Milano e Roma, ove il rapporto con gli immigrati risulta spesso difficile e contraddittorio, nonostante la loro presenza sia considerata indispensabile. Gli stranieri risultano sempre di più impegnati a svolgere attività in grado di contribuire allo sviluppo del nostro sistema economico, svolgendo delle professioni strategiche per l’incremento economico delle aziende locali. Ma rimane un imponente problema di integrazione degli stranieri nella nostra società. Per avere una normale convivenza civile, tutti coloro che vengono in Italia devono rispettare le leggi italiane. Il percorso non è facile, capisco. Dopo 15 anni trascorsi in Italia e dopo essere diventata cittadina italiana, provo per un attimo a mettermi nei panni di un immigrato, per avere il suo punto di vista e per capire i problemi che deve affrontare. Ovviamente, il primo problema è il permesso di soggiorno e le procedure burocratiche per ottenerlo. Oggi, l’ingresso in Italia è regolato dal decreto flussi
che stabilisce periodicamente la quota di lavoratori stranieri che può entrare in Italia. Dagli anni’90 in poi, l’Italia ha fatto importanti passi in avanti. Il Ministero dell’Interno ha stabilito una nuova procedura semplificata per il rilascio dei permessi di soggiorno, che consente agli stranieri, ritirando l’apposito kit ed a condizione che lo straniero sia inserito nei flussi, di consegnare agli uffici postali tutta la modulistica correttamente compilata al fine di validamente perfezionare la relativa richiesta. Si resta, poi, in attesa dell’inoltro da parte dei competenti Uffici e dell’esito della procedura appena descritta. Il problema successivo è quello di trovare una casa che spesso viene negata agli immigrati. Viene negata sia per dubbi sulla loro solidità finanziaria, sia perché, a volte, costumi e tradizioni dei loro Paesi non sono compatibili con la nostra realtà. In ultimo, ma non per minore importanza, vi è il problema del lavoro. In costanza della crisi economica che sta interessando in particolare il nostro Paese, dove anche per gli italiani sono necessari tanti sacrifici e dove spesso si è toccati dai problemi di cassa integrazione o licenziamenti, per
Come Integrarsi
nella società italiana?
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Di seguito un elenco di informazioni e servizi utili agli Stranieri Ufficio Stranieri del Comune di Milano Via Tadino, 12 - 20124 Milano Tel. 02/29400229 02/29519401/ e-mail: stranieri.milano@tiscalinet.it Il servizio, rivolto a uomini e donne maggiorenni stranieri, svolge un'attività di segretariato sociale fornendo: informazioni per l'ottenimento dei permessi di soggiorno e di cittadinanza, per il ricongiungimento familiare. SAI - Servizio Accoglienza Immigrati di Milano Caritas Ambrosiana Via Galvani, 16 Milano Da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 Consulenza telefonica al pubblico lunedì e mercoledì dalle 9 alle 13 , dalle 14 alle 17 Martedì e giovedì dalle 9 alle 13 Venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 15 Centro immigrati della CGIL corso di Porta Vittoria, 43 - Milano Tel. 02 55025254 e-mail migranti.cdlm@mi.lomb.cgil.it Da lunedì a venerdì dalle 14.30 alle 17.30 giovedì anche dalle 9.30 alle 12.30
Al Centro Immigrati è attivo uno Sportello di Informazione e Consulenza. GRUPPO LA STRADA Segreteria - Sede centrale Via G.B. Piazzetta, 2 -Milano- 20139 Email: info@lastrada.it Telefono: 02.55.21.38.38 Fax: 02.57.40.17.01 OPERA SAN FRANCESCO PER I POVERI ONLUS Viale Piave, 2 - 20129 Milano Telefono: 02-77.122.400 Fax: 02-77.122.410 E-mail: osf@operasanfrancesco.it Per informazioni telefonare alla Segreteria Organizzativa: 02-77.122.400 MENSA: Cors. Concordia, 3- 20129 Milano DOCCE e GUARDAROBA: Via Kramer, 1 - 20129 Milano AREA SOCIALE: Via Kramer, 1 20129 Milano POLIAMBULATORIO: Via Antonello da Messina, 4 - 20146 Milano CENTRO RACCOLTA: Via Vallazze, 113 - 20131 Milano
SEGRETERIA VOLONTARI: Via Kramer, 5 20129 Milano Suore Missionarie della Carità (Mensa serale) Indirizzo: Via Forze Armate 379 -zona 7 Numeri utili: 02/4562491 Orario: Dal lunedì al sabato 17,30/18,00 giovedì chiuso domenica 10.30/11,00 Destinatari: Maschi Disponibilità: 180 posti Descrizione: Servizio di mensa serale. Casa di Accoglienza Suore Missionarie della Carità Zona 7 Indirizzo: Via Forze Armate 379 Milano Numeri utili: 02/4562491 Orario: Tutti i giorni 08,00/12,00 16,00/19,00 giovedì chiuso Destinatari: Donne straniere Disponibilità: 40 posti Descrizione: Ricovero con posti letto e servizio pasto. Opera Mensa della Carità Zona 1 Indirizzo: Via Canova 4 Milano Numeri utili: 02/341419
Chiediamo scusa ai lettori e a www.developingreport,it per aver erroneamente dimenticato di inserire nel numero scorso il nominativo di coloro che gentilmente e a titolo gratuito hanno fornito la rubrica “NOTIZIE dal MONDO”
Orario: Tutti i giorni 10,30/12,00 Destinatari: Stranieri Disponibilità: 270 posti Descrizione: Mensa gestita dai Padri Carmelitani Scalzi. Svolge servizio pranzo. I posti a sedere sono circa 90. La struttura può arrivare ad ospitare fino a 270 persone al giorno. Ambulatorio Medico Popolare Offre dalla assistenza sanitaria di base gratuita per tutti, con un ambulatorio aperto due pomeriggi alla settimana, all’informazione e alla organizzazione di campagne di lotta sul diritto alla salute. Indirizzo: 28, via dei Transiti - Milano - 20127 ambulatorio.popolare@inventati.org Tel. 02.26.82.73.43 Orari Apertura Ambulatorio: LUN dalle 15.30 alle 19.00 GIO dalle 17.30 alle 19.30 Orari Apertura Consultorio Donne: - MAR dalle 16.30 alle 18.00 Orari Apertura Sportello Legale: - ogni secondo giovedì del mese alle 17.30 Inoltre Vi consigliamo di consultare i siti web: www.strenierinitalia.it / www.poliziadi
stato.it www.portaleimmigrazione.it www.caritasitalia.it
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lo straniero diventa sempre più difficile trovare un posto di lavoro. Essere straniero in un Paese come il nostro significa non avere la rete di protezione dei propri parenti o amici e trasforma la necessità di lavorare, in obbligo. Da qui l’accettazione di lavori malpagati o in nero. Non dobbiamo dimenticare, però, che senza la forza-lavoro dello straniero, molti “mestieri” che gli italiani non sono più disposti a fare sarebbero senza personale. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione italiana ci porterà, secondo note stime, ad avere un Paese di vecchi. Di contro, l’arrivo di migliaia di lavoratori extracomunitari pagati regolarmente ha fatto si’ che i nostri conti INPS si avvicinino al pareggio. Da un punto di vista sanitario, se indubbiamente l’Italia offre grandi opportunità, in quanto le strutture sanitarie sono gratuite, lo straniero spesso non ne è a conoscenza e, per timore, non ne usufruisce. Focalizzo inoltre la mia attenzione sulle donne musulmane, che raggiungono i loro mariti in Italia e sono spesso costrette a vivere in condizioni disumane, subendo maltrattamenti ed incontrando, di conseguenza, notevoli difficoltà di inserimento nella società. Oggi, in Italia, ci sono strutture mirate che offrono adeguate possibilità di studiare ed imparare la lingua italiana, ma sono ancora poche le donne che ne usufruiscono. Questo determina il loro isolamento, e, pur continuando a vivere fisicamente in Italia, hanno il cuore nel loro Paese d’origine. Ritengo doveroso insistere sulla problematicità del godimento dell’assistenza sanitaria da parte delle donne musulmane che, ripeto, oggi, nel nostro Paese, hanno la possibilità di essere curate da personale medico femminile e di vedersi riservati tutti i benefici in caso di gravidanza. Integrarsi non è facile: è un percorso impegnativo, ma pos-
sibile. L’unica associazione femminile islamica presente in Italia è rappresentata da ADMI (Associazione Donne Musulmane in Italia) che con una rete di gruppi locali cerca di aiutare le donne musulmane che vivono nel nostro Paese, creando rapporti con la società italiana. Rispetto a 15 anni fa, oggi l’Italia si sta globalizzando. Si sono formate numerose piccole comunità e ben il 60% degli immigrati che entra nel nostro Paese lo fa perché ha amici e parenti che possono prestargli l’aiuto necessario per rimanervi. La maggior parte di loro vi entra per necessità, per migliorare la qualità di vita, per dare un’opportunità in più ai propri figli, per farli crescere e studiare. Quale straniera cresciuta in Italia ed in possesso della cittadinanza italiana, invito personalmente tutti gli extracomunitari che mi stanno leggendo a non dimenticare le proprie origini e tradizioni, ma anche a rispettare le leggi e gli usi del Paese che ci ha accolti. Certo, anche l’Italia presenta aspetti problematici, essendo la prima volta che si vede sottoposta ad un così grande flusso migratorio; ha ancora difficoltà a stimare il numero degli immigrati, anche a causa del crescente sviluppo del fenomeno dell’immigrazione clandestina. Il governo sta affrontando anche questo problema ed ha approvato alcune leggi certamente in grado di aiutare gli immigrati ad affrontare le difficoltà principalmente di tipo economico e probabilmente allo scopo di istituire nuove regole per rendere ancora meno difficile la vita degli stranieri in Italia. Negli ultimi anni si è diffusa una certa sensibilità nei confronti degli immigrati. Numerosi, infatti, sono i servizi di assistenza e gli Uffici ad hoc per gli stranieri, che forniscono informazioni, accoglienza, consulenza, mediazione linguistica e culturale.
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Foto GIALLO romanzo
"Un caso strano"
Soggetto, Sceneggiatura e Regia NICOLA CINOLO Segretaria di Edizione CARLA BERGAMINI
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Masi!!!? Un altro caso da risolvere.... ....Sei pronto?
Fotografo GIORGIO FAVINI Impaginazione MOSCONI DAVIDE Aiuto Fotografo DAVIDE MOSCONI Dialoghi NICOLA CINOLO
Un altro...!? Va bene......Ti aspetto
Prima Puntata Personaggi ed Interpreti MARIA IANNAZZI (COMMISSARIO) ................................ANNA GALOPPO ANTONIO MASI (ISPETTORE CAPO)....................ALESSANDRO AGUZZI ARIANNA (NIPOTE DI PIERA)........................................CECILIA POMPILI PIERA (NONNA)..........................................MADDALENA MAINARDI PAOLO BALDUINI (MEDICO LEGALE)....................DARIO COLELLA ROSA CANTALUPO (VICE COMMISSARIO)........NADIA COSIELLO VICINO DI CASA ...................................ALESSANDRO DONZELLI FRANCA (DOMESTICA).................................CARLA BERGAMINI ANTONIO CHELLI (LETTURISTA GAS).........DAVIDE MOSCONI STEFANO (RAGAZZO D'ARIANNA)............... GIORGIO FAVINI
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lunedi 29 novembre 2010
I fidanzati passeggiano
Si fermano all’oreficeria di famiglia “NUVOLA D’ORO”.
Arianna? Ma che ti sei imbambolata su quel coso?
Mentre i due tornano a casa..
Io veramente quel braccialetto non l’ho nemmeno nominato
Io? Che cosa Stefano?..... Quel braccialetto?
Si,siii…. Pensavo ai libri e ai compiti che ho lasciato da mia nonna e che devo ancora finire.
La nonna guarda l’orologio.
Arianna fa i compiti sul tavolo del salotto mentre la nonna, allo stesso tavolo, taglia e cuce gonne e giacche. Libri, penne, quadernoni, stoffa, spilli e filo da imbastire sono sparsi un po’ dappertutto sul tavolo.
Ah, santa pace! Si vede che non ho più la testa di una volta. Dovevo comprare la fodera e me ne sono dimenticata.
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lunedi 29 novembre 2010
Franca è la domestica, una brava donna che aiuta la nonna due volte alla settimana.
Franca!?! Non preoccuparti, nonna. Vai pure, tanto in casa non rimango da sola, c’è Franca Sì signora. Sto mettendo i panni nella lavatrice. Arrivo subito.
Esco per comprare della fodera. Faccio alla svelta.
Piera cammina verso la merceria.
Piera entra nella merceria e sartoria.
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lunedi 29 novembre 2010
Primetta, come va ? Mi sono dimenticata di comprare la fodera ieri.
Bene Piera.
Te l’avevo già preparata e mi sono dimenticata di consegnartela. Ho chiesto a Leontina se te la portava.
Piera torna a casa pensierosa
Non so… mi sento agitata. Non capisco come mai mi vengono presentimenti negativi.
Piera incontra il suo vicino.
Ma su Piera, una grintosa come lei! Ti ringrazio ma purtroppo ho delle percezioni negative oggi.
Buongiorno Piera… come va?
Bene… anche se mi sento agitata e non capisco perché.
Permesso? C’è nessuno? Sono quello del gas. Sono venuto per la lettura del contatore.
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lunedi 29 novembre 2010
Piera arriva davanti alla sua porta con il vicino di casa e vedendo la porta semi-aperta... Chi è lei?.... Mi faccia passare, presto!
Piera seguita dal vicino e dall’uomo del gas, va subito a guardare nella sala. Arianna non è lì e c’è un po’ di confusione Piera va verso il bagno, vede uno spettacolo orrendo.
ARIANNA! ARIANNA! Rispondimi!
OHH!!!.. DIOOO!.. FRANCAAAA!!!
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lunedi 29 novembre 2010
Il corpo della domestica giace sul pavimento del bagno.
Piera sviene. Piera...Piera!!
Per cortesia chiami subito la polizia!
Sì, la chiamo subito! Pronto, polizia!? Venite subito con un’ambulanza, PRESTO… PRESTOOO!
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lunedi 29 novembre 2010
Arriva subito la polizia.
Il commissario chiede all’uomo vicino a Piera.
Scusi lei?
Là dentro...in bagno!
Allora può farmi una cortesia?
Mentre Piera si riprende.
Si, certo!
Sono il vicino di casa! Dovrebbe prestarci per un po’ la sua abitazione
Masi.
Quindi siete entrati tutti e tre insieme? Sì.
Dà l’ordine a Masi di far accomodare tutti nella casa del vicino.
Signori, per cortesia andiamo tutti di là!
E’ qui che il Commissario chiede alla signora Piera cosa è successo. Piera spiega tutto, dall’inizio fino all’arrivo a casa dove ha trovato lo scenario di morte e la nipote scomparsa.
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lunedi 29 novembre 2010
Mentre Masi è sulla soglia della porta arriva il Vice Commissario
Il commmissario esorta a guardare il tavolo dove stava studiando Arianna Buonasera Commissario.
Buonasera. Masi...dov’è il Commissario? Di là, ci sta aspettando. Hanno ucciso la domestica della signora Piera, mentre la nipote Arianna non si trova.
La nonna pensava che la nipote impaurita fosse scappata, ma purtroppo non è cosi. Mi hanno riferito che sono arrivati i genitori di Arianna, sono disperati. La nonna pure. Si incolpa e non si dà pace per quel che è successo. Non toccare Masi!
Hanno telefonato ai genitori per sapere se fosse a casa, ma non è lì. Faccia una cosa dottoressa... Dica Commissario?!
Chieda anche alla signora Piera della domestica uccisa. Bisogna scoprire cosa è successo e muoversi in fretta. Ok...sarà fatto.
Vada di là e faccia le solite domande, chieda informazioni sulla figlia con molto tatto.
Ah, dimenticavo. Di là c’è anche un uomo che la signora Piera ha trovato sulla porta di casa. L’uomo è Antonio Chelli ed è uno di quelli che legge il gas.
Devo interrogarlo??
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lunedi 29 novembre 2010
Va bene Commissario.
Dovrebbe essere a posto, ma, per sicurezza, chieda un controllo alla centrale. Appena riceve la conferma telefonica che è incensurato, lo faccia andare via. Commissario guardi che è arrivata la Scientifica ed il medico legale,Dr.Balduini.
Il Dott.Balduini entra nell’appatamento. Ciao Maria. Dove vado? Ciao Paolo. Di là.
Maria, mi raccomando finchè non ho finito non voglio tra i piedi i tuoi uomini.
Capito, Paolo. Dottore, la donna era la domestica della signore Piera.
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lunedi 29 novembre 2010 La donna si chiamava Franca Giacchi,nubile, 42 anni e residente a Cologno.
Dopo circa un’ora esce dalla stanza il Dr.Balduini.
Viveva sola,non era nemmeno fidanzata e non aveva precedenti penali.
Il giorno dopo alla centrale,il commissario entra nel suo ufficio..
C’è poco da dire, Maria. La vittima è una donna di statura media, capelli castani e occhi chiari, uccisa con tre colpi di coltellate all’addome e tre alla schiena. I colpi, probabilmente, sono stati inferti con un coltello da cucina.
I suoi genitori si erano separati molti anni prima quando aveva 16 anni e diventata maggiorenne non li aveva piu visti
Al momento dell’omicidio c’era Arianna, una brava ragazza, carina e sveglia, fidanzata con un suo compagno di scuola, Stefano Conticelli, carino e sveglio anche lui. che faceva il quarto anno dello stesso istituto. A sentire la nonna, i due erano una gran bella coppia. Arianna si trovava nella casa della nonna per fare i compiti.
La nonna era uscita per andare a comprare la fodera per un vestito e aveva lasciato in casa la nipote insieme alla domestica.
Sempre nel rapporto c’è scritto che il portiere del condominio, Patrizio Mucci, si era dimostrato gentile e disponibile con la polizia, ma non aveva potuto esser d’aiuto perché al momento del fatto era nei locali del palazzo per controllare l’ascensore che ogni tanto si fermava
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lunedi 29 novembre 2010
Il Vice Commissario arriva nell’ufficio del Commissario con altri rapporti e delle foto
Il Vice Commissario appoggia sul tavolo due foto ingrandite che hanno in comune lo stesso oggetto: un lungo filo bianco di cotone arrotolato a una gamba di una sedia del salotto e un altro filo lungo arrotolato al pomello della porta di casa.
Permesso? Commissario ci sono altri rapporti e delle foto.
Commissario… ieri dopo che eravamo andati via tutti, sono tornata nel palazzo di Piera e sono andata all’ultimo piano a controllare se c’era qualcosa, macchinari o altro come aveva detto il portiere, che al momento del fatto si trovava lì per avviare l’ascensore che si fermava. Tutto ciò non è vero. Ci sono solo le pulegge che girano ma non c’è nessun macchinario per avviare o fermare l’ascensore.
Il Commissario esterrefatto pensa: “Ma cosa ci faceva tutto quel filo bianco arrotolato a quel modo in due punti della casa?” Capisco… un altro problema. Vado a casa a cambiarmi per andare a mangiare un boccone e nel frattempo ci penserò.
Commissario, quando sono tornata a casa ho ricevuto una telefonata minatoria con una voce indecifrabile che mi diceva al plurale: “Non ci beccherete mai! State attenti che uno di voi farà la stessa fine”.
Il Commissario andato a casa e cambiatosi, incontra Masi per andare a mangiare qualcosa in fretta.
Chi sarà che mi chiama?
“Commissario, il Questore vuole vederla per le 14 di oggi”
I due mentre entrano al “Peter Bar”
Pronto?
Grazie.
“Mi sembrava strano che non mi avesse chiamato ancora nessuno dalla Centrale. Sbrighiamoci se no facciamo tardi!
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lunedi 29 novembre 2010
Angelo il titolare del bar e paninoteca
Buongiorno Commissario.
Il Commissario e Masi, tolti i giubbini e messi comodi
Buongiorno Angelo, oggi andiamo di fretta, tanto per cambiare.
Che ne pensi di questo filo di cotone?
Io penso che prima è meglio pensare a un bel filone di panino più largo, più saporito e che non è di cotone e poi si ragiona. Dico bene, Commissario? Dici bene, Masi.
Commissario… Ma, ha saputo della telefonata ricevuta dal Vice Commissario? Mi sembra una cosa strana. Per arrivare a questo vuol dire che dietro ci può essere un’organizzazione?
In quel preciso istante arriva Angelo con due grandi panini fumanti!
Infatti lei oltre ad essere preoccupata ha un brutto presentimento ed il sospetto che nel palazzo di Piera ci deve essere qualche capo di tutta questa storia. Infatti oggi lei aveva intenzione di indagare all’interno del palazzo. Masi, hai visto che belli? “O mi sento male o divento CAMPIONE!”
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lunedi 29 novembre 2010
La stessa risale le scale con circospezione, accortezza e timore
Il Vice Commissario scende le scale che conducono alle cantine
Il Vice Commissario esce veloce dalla portineria del palazzo. Mi sembra strano, devo fare in fretta per farmi autorizzare ad una perquisizione ufficiale nel palazzo.
Mentre attraversa la strada per andare alla sua macchina sopraggiunge un fuoristrada ad alta velocità. La stessa per la fretta e sovrappensiero non se ne rende conto… ed è troppo tardi quando il fuoristrada…
….la investe facendola rimbalzare sul cofano…
…letteralmente volare…
..e cadere violentemente a terra. Il fuoristrada sfreccia via senza fermarsi.
Continua il 15 dicembre 2010!!
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lunedi 29 novembre 2010
i consigli dello chef ll risotto alla milanese
I
l risotto alla milanese è il piatto tipico del cuore economico del Nord Italia. Questo piatto molto semplice affascina soprattutto per il colore dorato conferitogli dallo zafferano, A. Ahkouk ingrediente principale della ricetta. Non tutti sanno però che un risotto alla milanese, come tradizione vuole, contiene il midollo di bue, ingrediente fondamentale per arricchirne il gusto. I piatti ad effetto, mascherati, contraffatti, multicolore erano prerogativa della cucina araba ed europea medioevale, destinati a stupire i ricchi signori alle tavole dei potenti dell'epoca. Nel '300 il riso veniva coltivato estensivamente solo nel napoletano. Da qui, grazie agli stretti rapporti che legavano gli Aragonesi ai Visconti e agli Sforza, la sua coltivazione si affermò nella Pianura Padana ed in particolare nel vercellese. I primi ricettari trecenteschi inizivano a proporre piatti dove il riso svolge un ruolo fondamentale. Il progenitore del risotto alla milanese è descritto da Bartolomeo Scappi nella metà del'500. La "Vivanda di riso alla Lombarda" era composta da riso bollito e condito a strati con cacio, uova, zucchero, cannella, cervellata (tipico salume milanese colorato di giallo dallo zafferano) e petti di cappone. Ma è necessario attendere la fine del 1700 perché il riso alla milanese, cosί come oggi è conosciuto, prenda forma. L'anonimo autore della "Oniatologia" (scienza del cibo) titola una sua ricetta "Per far zuppa di riso alla Milanese", dove il riso, lessato in acqua salata, alla quale si aggiunge un buon pezzo di burro quando bolle, è condito con cannella, parmigiano grattato e sei tuorli d'uova, per fargli acquisire un bel colore giallo. Ai primi del '900 è comparso anche il vino: l'Artusi fornisce due ricette del Risotto alla Milanese, la prima senza vino e senza midollo e grasso di bue, la seconda con vino bianco, che serve con la sua acidità a sgrassare il palato dall'untuosità del midollo e del grasso di bue.
Risotto alla milanese Ingredienti per 4 porzioni: - 400 g di riso semifino vialone nano - 1 litro di brodo di carne - 1/2 bicchiere di vino bianco secco - 40 g di burro - 40 g di midollo di bue - 60 g di Grana Padano stagionato 24 mesi - 30 g di cipolla - 0,5 g di zafferano in pistilli Preparazione: Soffriggere la cipolla in 20 g di burro insieme al midollo sminuzzato, aggiungere il riso e cuocerlo a fuoco medio-alto per 2-3 minuti, girando delicatamente ma spesso, poi aggiungere il vino bianco e farlo evaporare. Aggiungere quindi 3 mestoli di brodo bollente, mescolare dolcemente e non toccare fino alla successiva aggiunta di brodo. A metà cottura aggiungere i pistilli di zafferano sciolti in un mestolo di brodo bollente. Spegnere la fiamma quando il riso è ancora al dente e la consistenza ancora piuttosto liquida ("all'onda"), aggiungere 20 g di burro e il parmigiano e mescolare energicamente (mantecare) per 2030 secondi. Quindi far riposare il risotto per 1 minuto e solo allora servire.
Ossobuchi in cremolada Ingredienti per 4 porzioni: - 4 ossobuchi di vitello - 100 g di burro - 50 g funghi secchi - 1 carota - 1 cipolla - 1 gambo di sedano - 200 g di pomodori pelati - 2 bicchieri di vino rosso - 3 cucchiai d’olio d’oliva-farina bianca - ½ buccia di limone (parte gialla) - ciuffetto di prezzemolo - sale, pepe Mettete a bagno i funghi per mezzo’ora, poi sgocciolateli e asciugateli. Infarinate gli ossobuchi,salateli e metteteli a rosolare in un tegame con l’olio. Quando avranno preso un colore dorato, levateli e fateli sgocciolare.. Unite la carota, la cipolla, il sedano e i funghi e tritateli finemente. Mettete nel tegame il burro, fatelo scaldare e unite il composto di verdure lasciandolo imbiondire. Unite gli ossobuchi e dopo qualche minuto bagnateli con il vino, mettete in forno e fate brasare fin quando il vino non sarà del tutto evaporato.. Aggiungete a questo punto i pomodori schiacciati, versate il brodo e lasciate cuocere lentamente. Al momento di togliere dal fuoco, "aggiustate di sale" e pepate leggermente.. Cospargete gli ossobuchi con il prezzemolo tritato e col giallo di limone anche'esso tritato finemente. Quindi servite subito.
R I C E T T E
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ORIZZONTALI: 1. Il grande amico di Obelix 7. Brioche a mezzaluna 15. Uno dei fratelli Kennedy 18. La sede di Dio e dei beati 19. Un cioccolato morbidissimo 20. Maschietti giudiziosi 22. Storico ponte di Venezia 23. Una panzana incredibile 24. La Lilli giornalista televisiva 25. Il lago del Mincio 26. Esibito con teatralità 27. Si dice di luoghi sporchi 28. I due manici delle anfore 29. Si infilano sul ring 30. Pietra per pulire i marmi 31. Si dice per questo 32. I...focolai della malaria 33. A Sanremo, cantò con Tenco Ciao amore, ciao 34. Il Parker del jazz (iniz.)
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35. Gli estremi del tempo 38. Ha il sacchetto della bile 39. Il Ministro della Farnesina 40. Si dice di conto molto alto 41. In una locuzione, significa... con asprezza e decisione 43. L’Immanuel illustre filosofo 44. Comune varietà d’insalata 46. Lo è un concetto da cui non si può prescindere 47. Lo... stanno aspettando in un dramma di Beckett 48. Comuni uccelli acquatici 49. Ha un breve corso 50. Inaridita, bruciata 51. I luoghi a ciascuno più cari 52. La... tasca del canguro 53. Una cura per malati di reni 54. Uguale nei prefissi 55. L’ultimo dei Romanov 56. Una compagnia di banditi.
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23. C’è anche quello dolce 24. Lo alza spesso il beone 26. Netta, linda 27. Lo è l’orso bianco 29. E’ diviso in posti auto 30. Il bernardo fra i crostacei 32. Rende vellutata la pesca 33. Percorso complicatissimo 34. Enrico IV vi si umiliò innanzi a Gregorio VII 36. Contano più delle parole 37. Un tipico cibo arabo 38. La commette l’irresponsabile 39. Una capitale europea 40. Condizione, grado 41. La ... terra dell’elettrotecnico 42. Muriccioli vegetali 43. Mangia foglie di eucalipto 45. E’ controllata dal Tesoro 46. Un Reynolds dello schermo 47. Il primo nome di Bernini 49. Fa concorrenza a INA e SAI 50. La... Scientifica dei CC 52. I primi di maggio 53. Iniziali di Argento, il regista.
1. Se ne facevano tute per i Vigili del Fuoco 2. Distribuito qua e là 3. Il segno sulla ñ spagnola 4. Un viottolo che si arrampica 5. Ha infranto il codice 6. La prima persona singolare 7. Il Sandro di Tutto il calcio... 8. Quota d’interessi maturati 9. Legno per matite 10. Sono oggetto d’adorazione 11. Uccelli migratori che si tuffano in mare per pescare 12. Lo precede un così 13. In pratica sono uguali 14. Così rischia d’essere il clima in pieno agosto 15. Le ossa vicino ai peroni 16. Un’azienda con le centrali 17. Dalle loro finestre ci possono guardare in casa 18. Condannati a vita 19. Notevoli per dimensioni 21. Un animale da latte
. 6.8 Unire con un tratto di penna . 70 da 1 a 77 61 . . 65 67 . 2 9 7 6 . 57 .58 . 71 .. . . .74 53. 55 56 73 51 . . .76 3.3 .31 .4 75 5 .. . .32 .30 .29 . 52 36 77 . . 49 . 5 34 3 . 50 . 8 37 . 28 3 47. 23. 25 11 .48 . 10 . . 12. 26 .27 22. 45 . . 46 . 39 .9 13 .1 20. .24.. 19 2 . . 44 43 . .14 15. 16. . .18 8. 17 7. 42 . . 0 . 4 . 6 41 .1 2 .3 . .4 .5
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Soluzioni nel prossimo numero
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Soluzioni del numero precedente S L
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