Didatticamente 2010 n. 2

Page 1

COLLEGIO DEI PROFESSORI DI PSICHIATRIA DELLE UNIVERSITÀ ITALIANE MED25

2/10

BOLLETTINO DEL COLLEGIO DEI PROFESSORI DI PSICHIATRIA DELLE UNIVERSITÀ ITALIANE MED25

Didattica e psichiatria: sapere, saper fare, saper essere

I

l prossimo anno accademico si presenta di particolare importanza per le annunciate modifiche che subiranno i corsi di laurea; si dovrà infatti ridurre la didattica frontale per favorire altre forme di insegnamento, più applicative ed esperienziali. L’intenzione è quella di adeguarsi a una didattica ispirata al “sapere” e al “saper fare” per raggiungere una preparazione sempre più professionalizzante. Il fine è quello di creare nuovi medici, pronti a svolgere in modo efficace la professione una volta entrati nel mondo reale dell’assistenza. L’ulteriore formazione specialistica dovrà anch’essa seguire i dettami della formazione professionalizzante, in modo tale che il medico specialista sia in grado, come è giusto, di rispondere in modo completo e aggiornato alle esigenze sociali di salute proprie della sua specialità.

È interessante collegare a questa sfida sulla ricerca di una sempre più moderna professionalizzazione del medico il dibattito emergente su un altro termine formativo poco conosciuto e poco applicato, tanto nei corsi di laurea quanto nelle scuole di specializzazione: professionalismo. Il recentissimo libro della filosofa americana Martha Nussbaum, Not for profit, parte da una domanda oggi particolarmente attuale: fa un errore l’America nell’orientare il suo sistema educativo seguendo le regole del sistema economico? In particolare l’autrice ritiene un errore pericoloso dimenticare nei percorsi formativi il critical thinking e l’imagination, elementi distanti ma non antitetici rispetto a un insegnamento più tecnicoscientifico. Probabilmente se con il termine professionalizzante si intende rispondere alle esigenze della salute sociale attraverso soluzioni di tipo strettamente tecnico, per professionalismo si intende la necessità di integrare la pratica tecnica con l’attenzione al rispetto dell’individuo, al rigore etico e alla sensibilità nei confronti delle diverse culture. I laureati in medicina, gli specialisti e i professionisti sanitari hanno la necessità di sviluppare, nel corso degli studi, competenze interpersonali e comunicative che permettano di affrontare in modo adeguato le relazioni terapeutiche con i pazienti, nonché di mettere a punto le imprescindibili capacità interpersonali necessarie per il lavoro di equipe. Si può dire che il bagaglio di competenze che ogni medico o specialista si è andato costruendo attraverso il sapere e il saper fare oggi deve essere completato con un altro aspetto del sapere, cioè il “saper essere”.

A

bbiamo scelto di illustrare questo secondo fascicolo di DidatticaMente con ritratti eseguiti da artisti del Novecento. Il ritratto esprime la capacità di cogliere la complessità della persona ed è utile per sottolineare la complessità dell'agire psichiatrico.

La psichiatria moderna, didattica e clinica, deve necessariamente intervenire in questo dibattito, e mettere a disposizione dell’intera area sanitaria esperienze e competenze, formative e professionali, acquisite da sempre nel “dialogo costitutivo” che la rende una materia speciale, unica nella capacità di confronto e di composizione tra i diversi aspetti biologici, psicopatologici, psicologici, filosofici, culturali e sociali. La psichiatria è la disciplina medica in cui questi aspetti trovano una costante integrazione, sia per comprendere la patologia che per sviluppare un’efficace relazione medico-paziente. La psichiatria è al centro della medicina e bisogna che tutti noi, docenti di psichiatria, valorizziamo le nostre capacità di dialogo con le altre discipline mediche, per far capire come il nostro sia un ruolo didattico e clinico imprescindibile per una formazione medica moderna, completa, professionale, rispettosa della relazione

medico-paziente. La psichiatria è da sempre in prima linea, si pensi ad esempio al significato di “consenso informato”, alla capacità di cogliere e dibattere le nuove esigenze sociali sulla salute e sulla malattia, ivi comprese le problematiche etiche e cliniche legate alla valutazione dei fattori di rischio, alle grandi questioni sollevate dal progresso scientifico riguardanti tanto l’inizio che la fine della vita. Ritenere che il ruolo della psichiatria sia soltanto quello dello studio e della cura dei disturbi mentali gravi è non solo culturalmente sbagliato, ma anche pericoloso in quanto riduce la complessità del sapere scientifico. Alberto Siracusano Presidente del Collegio dei Professori di Psichiatria Direttore del Dipartimento di Neuroscienze, Cattedra di Psichiatria, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Roma

IN QUESTO NUMERO

2

Gli psichiatri sono una specie a rischio di estinzione? Il parere di Mario Maj

3

Psichiatria e arte Eugenio Torre, Fredrica Imperatori

5

Ritrovare la mente per curare il cervello? Secondo Fassino

8

Corteccia associativa eteromodale nella schizofrenia, asimmetria cerebrale e teoria della mente Enrica Di Rosa

8

Fattori di cronicizzazione nelle forme gravi di anoressia e di bulimia nervosa: implicazioni per il trattamento Nadia Delsedime

Didatticamente

Anno I, numero 2, luglio-dicembre 2010

1


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.