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Un’agricoltura della Terra per il futuro

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Secondo dati FAO del 2018, in quarant’anni il numero degli animali allevati con sistemi intensivi è triplicato, passando dai 7,3 miliardi del 1970 ai 24,2 miliardi del 2011. Le grandi aziende zootecniche oggi occupano il 33% delle superfici agricole disponibili nel mondo e questo aumento non significa soltanto che viene sottratta terra alle coltivazioni ma anche che occorre destinare estesi territori alla produzione di piante da foraggio: significa cioè che è necessario produrre cibo per decine di miliardi di animali, ossia più di quanto si produce per nutrire 8 miliardi di abitanti della Terra.

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I luoghi dove questo cibo viene prodotto sono le sterminate monocolture di soia e mais dell’America del Nord e del Sud, in cui spesso le coltivazioni sono Ogm.

Sono dati che dovrebbero farci riflettere ma sono solo una piccolissima parte di quelli contenuti nel bellissimo lavoro di Piero Bevilacqua dal titolo “Un’agricoltura per il futuro della terra”. Bevilacqua è stato professore di Storia contemporanea all’Università “La Sapienza” di Roma e nel 1986 ha fondato l’Istituto meridionale di Storia e scienze sociali, di cui è tuttora presidente. Tra il 1989 e il 1991 ha curato l’opera “Storia dell’agricoltura italiana in età contemporanea” in tre volumi e da qualche anno pubblica le sue riflessioni per i tipi di Slow Food Editore.

“In un Paese come l’Italia - scrive Bevilacqua - la cui cultura naturalistica è in media tra le più basse d’Europa, si scavano con grande facilità colline e montagne per costruire autostrade e ferrovie, senza alcuna considerazione della perdita delle acque di falda, dello sprigionamento di CO2 nell’atmosfera per effetto degli scavi, della distruzione di ecosistemi in cui da secoli vivono gli animali selvatici, dei processi di erosione dei suoli che si innescano, dell’innalzamento delle temperature causato dalla distruzione del manto verde”.

Le parole di Piero Bevilacqua aiutano ciascuno di noi a comprendere quanto possiamo provare a orientare dal basso le nostre scelte: non c’è più tempo, siamo già nel baratro ma possiamo ancora rallentare, frenare le conseguenze delle scelte compiute nei decenni precedenti.

Perché leggere “Un’agricoltura per il futuro della Terra”? Per due motivi: il primo è che possiamo imparare a scegliere quale cibo acquistare e proporre a chi sceglie il nostro locale; il secondo è che avremo la capacità di spiegare meglio i motivi di queste scelte a chi ce li chiederà… magari invitando a fare lo stesso.

Forno con alimentazione elettrica, dalle dimensioni contenute, concepito per la cottura di 1 o 2 pizze da 33 cm.

PULCINELLA NAPULE 2T

Forno elettrico a due camere concepito per la cottura di pizze e pinsa, in teglia e a pala.

Forni tradizionali costruiti in materiale refrattario di alto spessore. Disponibile in varie dimensioni e nella versione a legna o con bruciatore a gas.

Forni a tunnel con tappeto di cottura in refrattario. Montato su ruote e con gurabile per ogni esigenza. Disponibile anche con tecnologia Industria 4.0.

SaCar Forni s.r.l. www.sacarforni.it info@sacarforni.it

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