Settimanale Il Piccolo

Page 1

il

SETTIMANALE

PICCOLO www.ilpiccologiornale.it

Edizione chiusa alle ore 21

Direttore responsabile Daniele Tamburini • Società editrice: Immagina srl via San Bernardo 37 - Cremona • Amministrazione e diffusione: via San Bernardo 37 - Cremona tel. 0372 435474 - fax 0372 597860 Direzione e redazione: via S. Bernardo 37, Cremona - tel. 0372 454931 • redazione@ilpiccologiornale.it • Stampa: I.G.E.P. Srl - Industria Grafica Editoriale Pizzorni - Cremona • pubblicità: Immagina srl tel. 0372 435474 • direzione@immaginapubblicita.it Aut. del Tribunale di Cremona n° 5/2013 • Poste Italiane S.p.a. Sped. in A.P.-45%-art. 2 comma 20/B legge 662/96 – Cremona • Numeri Arretrati: http://www.immaginapubblicita.it

Anno II • n. 45 • SABATO 28 NOVEMBRE 2015

Periodico • € 0,02 copia omaggio

Non riceve alcun finanziamento pubblico

La Pomì per la prima volta nella storia in cima alla A1, la Vanoli a 2 punti dalla vetta e la Pieve 010 in Europa

pagine 4-5

A CREMONA SI VINCE DI SQUADRA a pagina 3

LE NOVITA’ DELLA TASI 2016 SCONTI A CHI AFFITTA CASA

PARLA LACCHINI

a pagina 6

Expo 2015 Qui da noi, chi l’ha vista?

RINALDI ONLUS

a pagina 7

Gad Lerner tra i ragazzi del Manin

DUE PARIGINE DI CASALMAGGIORE CI RACCONTANO LE LORO ANGOSCE

a pagina 11

di Vanni

L

a situazione in cui vive il mondo in queste settimane è pericolosa, anche per i possibili sviluppi. Gli attentati di Parigi, la caccia al terrorista di Bruxelles, il jet russo abbattuto dai turchi, tutto ha contribuito a rendere le nostre giornate ancora più incerte. Se anche papa Francesco parla di terza guerra mondiale, non c’è da stare allegri. I fatti accaduti che hanno coinvolto i civili sono stati terribili, proprio perché hanno riguardato, in maniera tragica, uomini e donne che vivevano la propria quotidianità. Ma tutto questo non è né nuovo, né inusitato. Forse per la mancanza di senso storico che sempre più si avverte (qualcuno parla di “un eterno presente” in cui siamo immersi), sembra che non ci si ricordi che il terrorismo è questo: colpire persone normali, “innocenti”, gente qualunque in ogni dove. Nel nostro Paese, negli anni Settanta, il terrorismo nero eversivo (coperto da apparati deviati dello Stato) colpì una banca in cui si recavano piccoli risparmiatori e agricoltori, una piazza, treni, stazioni ferroviarie. È la radice del terrorismo, quella di seminare paura, di non far sentire nessuno

VOLLEY A1

a pagina 22

Pomì a Modena per preparare la fuga in vetta

sicuro da nessuna parte. È ciò che il terrorismo vuole. E se volesse, pure, ottenere un altro scopo? Immersi nell’emergenza, viviamo la nostra quotidianità assorbiti da queste paure, e tendiamo, forse, a mettere sullo sfondo altre legittime preoccupazioni. Forse che i conti pubblici si sono magicamente sistemati? Forse che stanno riaprendo i tanti, troppi negozi dalle saracinesche abbassate? Forse che il sistema del credito è diventato più snello ed efficiente? Forse che si è ricostituito il sistema produttivo del Paese? Forse che c’è lavoro, tanto lavoro, con le dovute garanzie e giustamente retribuito? Forse che no. Direte voi: ma che c’entra, siamo su piani diversi. Mi sbaglierò, ma la sensazione è che questi tragici fatti favoriscano coloro che hanno interesse a questo sviamento, a questo ottundimento. E allora torniamo alla normalità, dicono che anche così si combatte il terrorismo: diamo ascolto alle richeste delle categorie economiche espresse nello speciale economia pubblicato in questo numero.

BASKET SERIE A

foto Giada Passamonti

pagina 24

SPECIALE

di Daniele Tamburini

CALCIO LEGA PRO

Tra le tante storie dal pianeta Italia, ce n’è una che mi ha colpito, raccontata da Sergio Rizzo. Il parco archeologico di Selinunte, in Sicilia, necessita di interventi di restauro. Si fa avanti una grossa azienda vinicola che propone il versamento di 50mila euro e un progetto per coinvolgere altri sponsor privati per mezzo milione di euro. Tutti per il restauro e senza spese per Stato e Regione. Una manna. Questo un anno fa, ma c’è un problema. Non esiste un regolamento per accettare l’aiuto. Dopo tanti solleciti, la Regione Sicilia risponde all’azienda che per 50mila euro ci vorrebbe un bando pubblico tra sponsor benefattori (?), per meno di 40mila no. Superata la perplessità, l’azienda abbassa l’offerta e stacca l’assegno di 40mila euro, ma la pratica si blocca ancora. L’ok non arriva e l’azienda minaccia di mollare tutto. Al che la Regione, sollevata, risponde che è meglio così, perché... manca un regolamento. A noi viene il dubbio che manchi anche un gruzzoletto di qualche migliaio di euro per farlo approvare, quel regolamento.

Combattere il terrore, anche tornando alla quotidianità

all’interno

Viaggio nell’economia in 10 pagine

CASALASCO

a pagina 23

Gandolfi riparte con Cassa Padana

a pagina 10

HOCKEY PISTA

a pagina 22

Fatemi capire...

Pieve 010 a caccia Vanoli nella Marche: Cremo a Bolzano obiettivo la quinta con il tabù Südtirol della grande impresa vittoria consecutiva per sognare ancora contro i tedeschi


STUDIO IMMOBILIARE

Corso V. Emanuele, 20 - Cremona - Tel 0372 24648 - Tel/Fax 0372 23547 email: studioimmobiliare2@fastpiu.it - www.studioimmobiliare2.it

PIAZZA ROMA pied a terre, in casa d’epoca, ottimamente ristrutturato, arredato, con box. Subito disponibile. € 150.000 C.E. C 75.7 kwh/mq.a

VIA BONOMELLI ultimo piano, ristrutturato, appartamento composto da ampio soggiorno, cucina abitabile, una camera letto, bagno, ripostiglio e cantina. € 115.000. Possibilità box. C.E. G 191,21 kwh/mq.a

VIA NAVIGATORI PADANI ultimo piano con ascensore, completamente ristrutturato , appartamento composto da ingresso, soggiorno, cucina abitabile, letto matrimoniale, bagno, balconi, cantina e box. € 120.000 C.E. G 178.65kwh/mq.a

ZONA SAN CAMILLO recente appartamento composto da : soggiorno, cucina, camera da letto, bagno, balconi, cantina e ampio box soppalcabile, semiarredato. € 105.000. C.E. C 76.8 kwh/mq.a

VIA XX SETTEMBRE in nuovo intervento edilizio, appartamenti di varie metrature con garage. Nel cortile, corpo interno, casa indipendente. Classe energetica B

PORTA PO VECCHIA appartamento completamente ristrutturato, composto da ampio soggiorno con angolo cottura, 2 camere da letto, doppi servizi, cantina e garage. € 155.000 C.E. F 123.45kwh/mq.a

PIAZZA ROMA appartamento completamente ristrutturato, posto al 3° piano con ascensore, composto da ingresso, ampio soggiorno, cucina, 2 letto, doppi servizi, ripostiglio, balcone e cantina. € 200.000 C.E. C 73,27 kwh/mq.a

VICINANZE PIAZZA MARCONI in condominio signorile, 2° piano con ascensore, appartamento composto da ingresso, doppio soggiorno, cucina abitabile, due letto, bagno, ripostiglio, balconata, cantina. € 135.000. C.E. F 190,48 kwh/mq.a

VIA BELTRAMI in palazzo con facciata storica, con ascensore, primo piano padronale, appartamento di mq. 150 con possibilità di ampliamento fino ad ulteriori mq.150 Ampio garage. C.E. G 217,5 kwh/mq.a.

PIAZZA S.PAOLO in contesto signorile, appartamento posto al 4° ed ultimo piano, composto da doppio soggiorno, cucina abitabile con dispensa, tre letto, doppi servizi, balconata, cantina e garage. € 200.000 C.E. F 147.55 kwh/mq.a

VIA BELLA ROCCA appartamento di circa 200 mq. con depandance sullo stesso piano, in palazzo del 1600. Soffitti a cassettoni. Informazioni ufficio. C.E. F 165,34 kwh/mq.a

VICINANZE DUOMO appartamento di mq. 190 posto al 1° piano con ingresso indipendente, composto da : ingresso, ampio soggiorno, cucina abitabile, 3 letto, doppi servizi, balcone, cantina e garage. € 280.000 C.E. G 198.65 kwh/mq.a

FRONTE VIALE PO appartamento completamente ristruttuin contesto signorile, appartamento al 2° piano, composto da soggiorno, cucina abitabile, tre letto, bagno, due balconate, cantina e garage. € 130.000 C.E. G 227,87

ZONA OSPEDALE in piccola palazzina, luminoso appartamento composto da ampio soggiorno, cucina abitabile, 3 letto, doppi servizi, balconi, cantina ed orto. € 118.000 C.E. G 186.34 kwh/mq.a

ZONA PO in contesto signorile, appartamento all’ultimo piano con ascensore, di circa mq. 140, doppi servizi. Due garage. € 220.000 . C.E. F 146.60 kwh/mq.a

VIA BERGAMO LOCALITA’ MIGLIARO in casa padronale stile liberty, appartamento affacciato su ampio giardino di proprietà, con ingresso indipendente. Ottime finiture, pronto da abitare. C.E. G 231,72 kwh/mq.a

VIA FLAMINIA villa bi-tri famigliare, con appartamenti di ampia metratura e ampia zona verde a richiesta (edificabile) . Informazioni ufficio. C.E. F 170.00 kwh/mq.a

IN POSIZIONE CENTRALISSIMA casa unifamiliare, ampia metratura, ottime finiture, vari locali accessori. Subito disponibile. Informazioni ufficio. C.E. F 90.64 kwh/mq.a

lità di ulteriore edificazione, villa in ottime condizioni sia strutturali che per finiture degli interni. Locali accessori esterni. Area cortilizia e giardino. € 350.000 C.E. F 150,36 kwh/mq.a

ZONA CASTELLO in prossimità di scuole e d uffici pubblici, fabbricato indipendente , comprensivo di attività commerciale, bar, con annesso appartamento, cantina deposito, area cortilizia privata e garage. Info ufficio. C.E. G 117.83 kwh/mq.a

BETTENESCO appartamento completamente ristruttuin coin contesto di recente costruzione, casa indipendente, bifamigliare, con giardino privato, portico, ampia terrazza e box doppi. Ottime finiture extra capitolato. € 230.000. C.E. C 65.97 kwh/mq.a

A 4 KM DA CREMONA caratteristica casa di campagna, con tutti gli accessori adeguati, immersa in 5.000 mq. di parco piantumato-ortaglia e frutteto. Con pozzo artesiano.€ 330.000 C.E. G 410.35

A 3 KM DA CR DIREZIONE MILANO tipico casale ottocentesco adibito a mulino, completamente ristrutturato , suddiviso in due unità abitative indipendenti. Area verde privata con ampio garage. € 310.000 C.E. G 264,12 kwh/mq.a

CASALMORANO: su lotto di 8.000 mq. completamente piantumato, villa unifamiliare di ampia metratura particolarmente curata nella struttura e nelle pari interne. Nel seminterrato locali accessori. Doppio garage. € 440.000 C.E. G 244,78 kwh/mq.a

CREMONA su lotto di mq.700 con possibi-


CREMONA Dopo il no di Rovato

Su Lgh anche le mire di Aeb

Il no della Cogeme di Rovato ha stoppato la marcia verso l'acquisizione di Lgh da parte di A2a. Martedì si riunirà il cda della Cogeme, che attende il parere legale sulla necessiità di procedere a

una gara pubblica per la cessione di Lgh. Intanto il Corriere della Sera di ieri ha riportato la notizia di un nuovo interessamnento da parte di Aeb, la municipalizzata di Seregno.

Tra le modifiche inserite nella legge di stabilità, anche l’esenzione per il coniuge separato se non vi abita, e per le forze dell’ordine

Tasi, uno sconto del 25% per chi affitta

Mentre il 16 dicembre scade il termine per pagare il saldo dell’imposta 2015, il governo la cancella per la prima casa, ma dal 2016

A

di Vanni Raineri

ncora un paio di settimane e si pagherà l’ultima Tasi (per ora) per chi possiede la prima casa. Entro il 16 dicembre va versato il saldo di Imu e Tasi relativo al 2015, un obbligo che riguarda 25 milioni di proprietari. La bella notizia è quella illustrata sopra, la brutta è che anche stavolta la tassa è rincarata. Un addio tra le lacrime dunque. Un rincaro continuo che ha avuto anche pesanti effetti sul mercato del mattone. Dalla rivalutazione della base imponibile del 2011 è stata una crescita continua. Prima il rincaro dei capannoni (da qui l’operazione per togliere le coperture, per renderli inagibili), poi il governo Letta che nel 2013 prima sospese poi cancellò quasi del tutto i pagamenti per le abitazioni principali. Quindi l’arrivo della

Tasi e la coda della mini-Imu. Nei fatti il conto complessivo è stato ogni anno più salato. Il Sole 24 Ore ha calcolato che su 20 milioni di abitazioni principali l’aliquota media è salita dall’1,88 al 2,09 per mille rispetto al 2014, e ha poi elencato i vari capoluoghi di provincia. A Cremona nessuna aliquota è stata modificata. Per l’abitazione principale resta del 3,3 per mille, il massimo possibile. In Lombardia solo Como, Pavia e Varese sono a quel livello. Nell’affitto libero è del 10 per mille, per le case sfitte del 10,6 e per negozi e uffici del 9,6, in questo caso più basso della media nazionale. Tornando all’abitazione principale, c’è chi ha aumentato l’aliquota e chi l’ha abbassata. Tra i primi spicca Ragusa, dove la Tasi è stata introdotta quest’anno dalla nuova giunta del M5S. Ci sono città nelle quali si è deciso di effettuare una

MARTEDÌ MATTINA DALLE 9 Nella giornata di martedì 1° dicembre presso la sede della Cooperativa di Bessimo di Cremona, via Buoso da Dovara 108 dalle 9 alle 13, si potrà effettuare il test rapido in anonimato tramite tampone orale con risposta in 20 minuti. Questo test permette di conoscere il proprio stato di salute riguardo l’HIV, sarà presente personale sanitario dell’ASL di Cremona ed educatori che potranno rispondere a dub-

spending review per abbassare l’aliquota, come nel caso di Villacidro e Modena. C’è poi il caso di Trento, che quest’anno

sperimenta (potere dello statuto speciale) la nuova imposta provinciale Imis che sostituisce Imu e Tasi.

Nel complesso resta un solo capoluogo dove l’aliquota è zero: si tratta di Olbia. Ma al di sotto del 2 per mille si piazzano tante altre città: Aosta, Nuoro, Sanluri, Tortolì e Villacidro (1 per mille), Pordenone (1,25), Brindisi, Carbonia e Gorizia (1,5), Matera (1,8) e Pesaro (1,9). Pochi casi comunque, tra cui spicca la Sardegna. Le novità più gustose sono annunciate però per il 2016, e sono contenute nella Legge di Stabilità (la vecchia “Finanziaria”) da poco approvata in Senato col voto di fiducia. Una legge (la Commissione europea ha però lanciato richiami sul rispetto del Patto di Stabilità) che contempla tra l’altro il canone Rai nella bolletta elettrica (come avevamo anticipato due mesi fa: si potrà saldare in più rate), e che soprattutto annulla la tassa sulla prima casa. Non solo. In attesa che la legge affronti l’esame della Camera, è previsto che non dovrà

Nella Cooperativa Bessimo test gratuito dell’Hiv

bi e dare chiarimenti sul tema. Il test è disponibile dal lunedì al venerdì tutto l’anno telefonando al gruppo “C” (0372/451755) dell’ASL a Cremona, Crema e Casalmaggiore (3727 persone dal 1990, 200 nel 2015, hanno usufruito di questo servizio in anonimato e gratuitamente). Anche presso la sede della Coop. di Bessimo il è possibile effettuarlo telefonando al numero 0372/431688.

Si stima che in Italia ad essere inconsapevoli siano dal 13/40% in più delle oltre 94.000 persone già accertate, per un totale di 100/150.000 casi (fonte: Istituto Superiore di Sanità). Inoltre il 50% delle persone scopre di aver contratto l’HIV in una fase molto avanzata dell’infezione. Non saper di aver contratto il virus costituisce un duplice rischio: per se stessi e per gli altri perché si può contribuire a diffondere

il contagio senza saperlo. Diagnosticare l’infezione da HIV in fase precoce è fondamentale. Il tema dell’HIV è trattato con sempre meno visibilità anche se l’emergenza continua. Nel mondo ci sono miglioramenti in Africa, ma buchi informativi nell’Est Europa, Asia e Sud America. In Italia i dati dimostrano una stabilità numerica, ma le 3500/4000 nuove infezioni annue non dicono nulla di buono.

pagare nemmeno il coniuge separato se la prima casa di proprietà è stata assegnata all’altro coniuge. Stessa agevolazione per le forze dell’ordine, i prefetti e i vigili del fuoco che non abitano le case di proprietà. Esenti dal pagamento anche i figli che ricevono in comodato gratuito la casa dai genitori, e pure i disabili che la ricevono in comodato da un parente. Tutti interventi che appaiono logici. Inoltre, nel caso i proprietari cedano la prima casa entro un anno dall’acquisto di un altro immobile, l’imposta di registro sarà ridotta al 2%. Infine un’importante agevolazione per chi affitta: non più l’aliquota ridotta al 4 per mille, ma lo sconto del 25% su Imu e Tasi per chi affitta a canone concordato. Il tutto nell’attesa di un testo unico per le imposte immobiliari, che faccia finalmente chiarezza dopo tasse che cambiano nella sostanza e nel nome praticamente ogni anno.


4 Le squadre che militano nella massima serie hanno rinverdito (migliorandoli) i fasti degli anni ’80 Sabato 28 Novembre 2015

Cronaca

Tre sport di squadra in paradiso

Basket, volley e hockey pista sono ai massimi livelli grazie rispettivamente a Vanoli, Pomì e Pieve 010

E’

di Fabio Varesi

un momento magico per gli sport che un tempo venivano ingiustamente definiti minori. Tre realtà provinciali, che hanno raggiunto il massimo livello italiano e in un caso arrivando addirittura a uno storico scudetto. In attesa che il calcio recuperi le posizioni perdute, gli sportivi della provincia possono ammirare le imprese di Vanoli, Pomì e Pieve 010, quest’ultima troppo spesso relegata ai margini dell’informazione. Tre società che nelle rispettive discipline, hanno raggiunto livelli inimmaginabili solo qualche anno fa e questo ingigantisce i meriti delle dirigenze, brave ad operare anche con limitate disponibilità economiche. Partiamo dal basket, che prima della Vanoli aveva raggiunto la serie A2 con il Corona, società nata nell’oratorio Cristo Re e cresciuta grazie alla passione e alla competenza dei fratelli Reggiani. In serie sono arrivate le promozioni, fino allo storico approdo in A2 al termine della stagione 1983-84. In campo c’era Simone Lottici, poi coach della Tamoil (in seguito diventata Vanoli). Il Corona, griffato Spondilatte e Braga, ha calcato i parquet della serie A2 per ben sei stagioni, cogliendo il miglior risultato (settimo posto) nel campionato 1986-87. Una bella favola conclusasi nel 1991, con la retrocessione in B d’Eccellenza e con la decisione di ripartire dalla serie D. Nel 1994 c’è poi stata la fusione con Piadena, che ha dato vita al Corona Platina, da tante stagioni impegnato in serie C. Quella del Corona è stata una bella avventura, alla quale hanno contribuito giocatori di valore come C.J. Kupec, Rod Griffin e George Singleton, solo per citarne alcuni. Indimenticabili, nella prima metà degli anni ’80, i derby in serie B con la JuVi, che hanno infiammato gli appassionati di basket sotto il Torrazzo. Ora quell’eredità è stata racconta dalla Vanoli, che partita dalla B2 a Soresina è diventata una solida realtà della massima serie e che alla settima stagione in A, si trova a soli due punti dalla vetta all’8ª giornata. Sicuramente affascinante è anche l’ascesa inarrestabile della Vbc Casalmaggiore, che con il marchio Pomì, dal 2008 è passata dalla serie B2 allo scudetto e quindi alla partecipazione in Champions League. Tre promozioni in se-

Nella foto a lato un’azione di Elston Turner della Vanoli (foto Mario F. Rossi). Sopra, la Pomì festeggia lo scudetto (foto Rubin-Lvf). Sotto un contrasto dello scorso anno tra Pieve 010 e Forte dei Marmi (foto Gabriele Baldi per Lega Nazionale Hockey Pista)

rie, che hanno entusiasmato non solo i tifosi di Casalmaggiore, ma anche quelli di tutta la provincia. La scelta forzata di trasferirsi al PalaRadi, si è rivelata vincente per allargare il bacino d’utenza della pallavolo anche a Cremona. Una Pomì che ha raccolto l’eredità dell’Adb Cucine, capace di portare Casalmaggiore in serie A2 a cavallo degli anni ’80 e ’90. Quello sembrava un exploit irripetibile ed invece la Vbc (nata dalla fusione con la Pallavolo Ostiano) è andata oltre ogni ottimistica previsione, diventando una delle squadre più prestigiose del volley femminile italiano (con in bacheca scudetto e Supecoppa italiana), ma capace di farsi valere anche sul palcoscenico europeo.

In fatto di exploit, non scherza neppure la Pieve 010, da due stagioni impegnata nel massimo campionato di hockey pista (o hockey a rotelle). Oltretutto, all'esordio in A1 i pievesi hanno subito centrato l'accesso ai playoff e la qualificazione alla coppa Cers, debuttando così in campo europeo. Successi che rinverdiscono l’epopea del Frassati, sempre di Pieve San Giacomo, capace di conquistare negli anni ’80 la Coppa Italia di serie B e di approdare per tre stagioni in A2. Tra i protagonisti in pista di quei successi, c’era anche Ariano Civa, attuale tecnico della Piave 010, che rappresenta il trait d’union con il passato di questo sport, che in Italia vanta una grande tradizione.


5 Il coach della Spondilatte che arrivò in A2 negli anni Ottanta fa il parallelo con la Vanoli di oggi Nick Cabrini: «Nuovi entusiasmi, vecchi impianti»

Q

uella Spondilatte aveva fatto innamorare del basket una generazione di cremonesi. A condurla in panchina Guido Cabrini, per tutti coloro che frequentavano il PalaRadi (pardon PalaSomenzi) solo Nick. «Negli anni '80 - esordisce il coach cremonese - erano in voga basket e calcio, con la Cremonese in serie A. E' bello vedere che oggi a Cremona l'attività sportiva è tornata ad essere intensa, grazie all'aiuto della Pomì. Il basket sta regalando grandi annate, quest'anno soprattutto è una Vanoli competitiva, che ha riportato grande entusiasmo». Va spesso al PalaRadi? «Vado sì, è un palazzetto che partecipa». Certo il basket è cambiato. «Osservando le varie squadre in campionato, è un basket che a me non piace molto. Io credo nel collettivo, mentre oggi prevalgono le doti fisiche e l'individualità. Gli atleti conservano maggiormente il possesso della palla. Un tempo era necessario che il gioco di squadra mantenesse alta l'attenzione per 40 minuti. Oggi ci si basa appunto più sul fisico

ma si vedono comunque delle buone cose. E' un momento entusiasmante, la società di Cremona e la squadra hanno trovato un grande assetto, in campo sono tutti molto reattivi. E' molto bello vedere quanti oggi vanno “in cielo”». Il pubblico cremonese è sempre stato esigente. «Oggi ci si aspetta troppo, dobbiamo trovare la maniera di partecipare molto di più. Come amo dire,

chiudiamo gli occhi e battiamo le mani: è così che si incoraggia la squadra. E' un discorso da tifoso, è chiaro. Il tifoso cremonese ama stare sempre alla finestra, sempre pronto a criticare, e partecipa forzatamente. Sono tutti bravi solo quando le cose girano bene». A livello tattico cosa è cambiato? «Per vincere le partite dovevo giocare tutto in difesa, oggi invece si gioca di più in attacco. Ai miei tempi ci si basava molto di più sull'aspetto tattico, oggi vediamo giocatori come Gentile che prende palla e mette a segno un 4 su 5 da tre». Capitolo impianti: in quegli anni Ottanta c'erano il PalaSomenzi e la Spettacolo, oggi... uguale. «Lasciano a desiderare. Sono anni che a Cremona si fa poco. Si fanno tanti sacrifici da parte delle società. Oggi si è creato un grande interesse sportivo anche per la presenza della Pomì, ma le strutture sono le stesse di 30 anni fa. Direi che la politica potrebbe pensare di dare una mano». Forza Vanoli dunque? «Forza Vanoli, sempre, bravo presidente e bravi tutti». Vanni Raineri

Luciano Toscani ricorda la serie A2 raggiunta trent’anni fa

Quella Adb Cucine tutta made in Casalmaggiore

Luciano Toscani è il dirigente della Pomì responsabile di Champions League, un ruolo fondamentale nella Vbc che lui stesso contribuì a creare anni fa. Raccogliendo il testimone di quella Spc (Società di Pallavolo Casalasca) che è rimasta oggi solo in campo maschile, ma che negli anni Ottanta arrivò sino alla serie A2 femminile col marchio Adb Cucine. La squadra dell'allenatore Carlo Lodi Rizzini e del dirigente Giuseppe Zaffanella, recentemente scomparso, che entrò nei cuori di tutti i casalaschi, anche per la composizione della squadra. «Inizialmente in quella squadra giocavano tutte ragazze di Casalmaggiore: con l'ossatura della squadra che andò alle finali nazionali dei giochi della gioventù si crearono le basi della formazione che arrivò fino alla serie A. Solo lì si fece ricorso a forze esterne, con giocatrici polacche e americane. Allora ero un semplice spettatore. La realtà di oggi è diversa; quella non era una società di professionisti, aveva il nucleo casalasco, mentre oggi l'unica casalasca è Lucia Bacchi. D'altra parte oggi un'esperienza simile non

sarebbe più possibile. Per questo dico che quella squadra rimarrà nella leggenda di Casalmaggiore, in quanto le imprese di oggi non le tolgono nulla, tanto diversi sono i contenuti. Un'altra differenza con quei tempi è che allora l'Amministrazione comunale realizzò un palazzetto, mentre oggi non ci sentono». E detto da ex sindaco ha un certo peso. Certo a Cremona hanno gli stessi impianti di allora: «Almeno li hanno, i nostri sono insufficienti, non solo per la serie A ma anche per poterci allenare. Servono strutture nuove». Quella squadra era più casalasca anche perché aveva un settore giovanile. «Oggi non c'è, ma in realtà quando abbiamo costruito la prima squadra abbiamo stretto un accordo con la Joy Volley di Paolo Vecchi e della presidentessa Grazia Buttarelli (sorella di Cinzia, giocatrice Adb), che in pratica consideriamo come settore giovanile di riferimento». Infine un parallelo: «Allora come adesso, si tratta di realtà che sanno coinvolgere e suscitare grande passione a attaccamento a Casalmaggiore».

SEMPRE PROTAGONISTA NELL’HOCKEY

Ariano Civa, dal campo alla panchina del Pieve

PIEVE SAN GIACOMO - Anche l'hockey su pista ha conosciuto negli anni Ottanta la A2, e oggi si ritrova non solo nella massima serie per la prima volta, ma è approdato pure in Europa (Coppa Cers). A ricordare quei tempi è Ariano Civa, allora protagonista sul camp e oggi in panchina. «Fu “colpa” mia: iniziai a pattinare per il paese nel '76 e proposi quel gioco. Dopo una decina di anni in cui ero via da Pieve, la società è tornata. Quando mi è capitata l'occasione per rimettere in piedi tutto l'ho fatto, ritrovando lo stesso entusiasmo e gli stessi amici di allora». Le differenze? «Allora c'era grande entusiasmo, oggi più professionalità, pur mantenendo il nostro stile provinciale, in senso positivo. Ora abbiamo la squadra in serie B, obbligatoria, composta da “vecchi” che giocano ancora e da under 20, poi ci sono i tanti bimbi del mini hockey e delle under, e poi le tante attività nelle scuole». Restano i problemi degli impianti che vi obbligano ancora a spostarvi da Pieve: «Allora andammo prima a Zibello poi a San Daniele. Pieve stanziò quasi 900 milioni di lire per realizzare la nuova palestra, che poi saltò per beghe politiche. Oggi con la crisi è impensabile. Il bacino di Pieve però è limitato, giusto aprirci ai paesi vicini». Legalmente siete Cremona Hockey, l'ambizione resta quella di trovare casa in città: «A Cremona c'è un soloo palazzetto, nonn più sufficiente. L'obiettivo è quello di giocare a Cremona, per il momento quello primario è di restare in A1».


6

Cronaca

Sabato 28 Novembre 2015

IN LOMBARDIA, CON IL 71,6%

Banda ultra larga Cremona seconda solo a Milano

Subito dietro a Milano, Cremona è la città più connessa della Lombardia in banda ultra larga (connessioni superiori ai 30 Megabit/s). A rilevarlo è stata Infratel Italia a seguito della consultazione pubblica periodica, promossa dalla stessa, per l’aggiornamento della mappa della disponibilità di servizi di connettività a Banda Ultra larga offerta dagli operatori di telecomunicazioni di rete fissa, mobile e wireless nell’ambito della Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga. Il Sindaco Gianluca Galimberti: «Certamente una buona base infrastrutturale su cui continuare a costruire piani industriali volti a migliorare servizi ai cittadini, alle imprese, alla pubblica amministrazione all’interno del progetto dell’agenda digitale». L’indice di copertura reso noto da Infratel è quello delle unità immobiliari raggiungibili da banda larga nel 2015 (architetture Ftth, Fttb, Fttdp). A Cremona la percentuale è pari al 71,6%, dietro a Milano (oltre il 90%) e prima di Brescia (64,3%), Bergamo (59,9%), Monza (26%), Como (18,2%) e Varese (13,1%). Massimo Siboni, presidente di Aem Cremona, ha aggiunto: «Aem Cremona, che compie quest'anno un secolo di vita, ha sempre cercato di accompagnare la crescita e lo sviluppo della comunità cremonese realizzando servizi pubblici innovativi e di qualità. E' stato così a metà degli anni '80 con il teleriscaldamento e a partire dalla fine degli anni '90 con il cablaggio in fibra ottica della città. Oggi, grazie a questa visione prospettica, Cremona può contare su un asset veramente strategico in grado di migliorare la qualità della vita dei cremonesi, rendere più innovativo e competitivo il mondo delle imprese e sostenere il processo di modernizzazione della pubblica amministrazione cremonese».Il dato di Cremona è ben al di sopra della media regionale pari al 25%, inoltre, sempre a Cremona, i tempi medi per la concessione delle autorizzazioni da parte degli enti preposti (Comune) sono stati ben al di sotto della media nazionale (pari a 92 giorni, contro i 106 giorni della Lombardia e i 136 della media nazionale). «Cremona – ha sottolineato il Dg di Linea Com Gerardo Paloschi – è una tra le poche città italiane ad essere in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea sulla copertura in banda larga ed ultra larga. La città del Torrazzo dispone da tempo di una rete pubblica in fibra ottica ad alta velocità di nuova generazione (ngan) che consente collegamenti in fibra direttamente nelle case e nelle aziende. Questa tecnologia abilita velocità e servizi di banda ultra larga oggi sempre più richiesti da cittadini e imprese».

Expo, nessuna ricaduta a Cremona

Parla l’imprenditore Silvio Lacchini, proprietario di tre hotel in città: troppo distanti e male collegati

E

di Federico Pani

va bene: Expo è stata un successo, è vero. Gli oltre venti milioni di visitatori lo dimostrano. Ma che tipo di successo è stato? Chi ne ha beneficiato davvero? Certamente la città di Milano. Quasi sicuramente il nostro presidente, Matteo Renzi. Meno, la regione Lombardia. Per nulla, o quasi, la nostra città. Su questo punto, l’opinione di Silvio Lacchini è chiara: «Da Expo, Cremona non è stata quasi nemmeno sfiorata». Lacchini parla da un punto di vista preciso: quello di chi possiede tre delle maggiori strutture alberghiere (i quattro stelle Impero, Continental, Delle Arti) nel centro di Cremona. A promuovere la città come meta turistica, newsletter, operatori turistici e campagne pubblicitarie non sono bastati. «Certo si è trattata – ha spiegato Lacchini – di una bella e grande kermesse italiana. Anche se sui numeri dei visitatori stranieri c’è da dubitare: sono stati molto meno di quanto si dice». Perché Cremona non ha beneficiato del successo di Expo? «I problemi sono stati due. Primo: l’incertezza che ha accompagnato l’allestimento di Expo. Come molti ricorderanno, fino a poche settimane prima dell’apertura, la realizzazione stessa dell’evento era ancora in forse. A fronte di quella incertezza, c’è da chiedersi come sarebbe stato possibile condurre una preventiva campagna di promozione della città. Secondo: i trasporti. La distanza fisica della nostra città dal sito dall’esposizione era certamente non trascurabile: 122 km non sono pochi. Con un collegamento ferroviario diverso, però, la distanza non avrebbe contato allo stesso modo. Basta prendere l’esempio di Torino: in quel caso, la distanza tra la città e Expo era ben maggiore. Con ciò, grazie a un sistema di trasporti che garantiva una corsa quasi ogni ora, la di-

Il cartellone pubblicitario posizionato a Cremona in occasione dell'apertura di Expo 2015

stanza non è stata percepita come un problema». Ci sono state città più fortunate, dunque? «Le città che potevano contare su un sistema di trasporti migliori, sono state senz’altro avvantaggiate: Brescia, Bergamo e Torino ad esempio. Poi, le città dove la distanza era notevolmente inferiore, come nel caso di Pavia, che è raggiunta dalla rete suburbana milanese. Anch’esse, comunque, hanno subito la forte concorrenza degli albergatori milanesi. Nelle previsioni dei proprietari di hotel, si contava sul fatto che a Milano i prezzi sarebbero stati inevitabilmente più alti. Così è stato, ma solo per un breve periodo: data la scarsità di clienti, i prezzi sono rapidamente scesi anche a Milano». Eppure, negli ultimi mesi, girando per la città, capitava di imbattersi in comitive di turisti. Si trattava perlopiù di italiani, è vero, ma non mancavano stranieri: e molti di loro erano proprio turi-

sti di Expo. Quasi sempre, però, si trattava di visite in giornata. «Il punto è proprio questo: Cremona è stata meta di diversi visitatori di Expo, senza però venir percepita come possibile destinazione alberghiera». Che cosa si sarebbe potuto fare per promuovere la visita ai capoluoghi che, come il nostro, non distavano molto da Expo? «Si sarebbe dovuto far conoscere Expo molto prima e ancora di più nel mondo. Se la campagna di promozione fosse partita, che so, con un anno e mezzo di anticipo, Cremona si sarebbe potuta attrezzare. E poi, va detto: il servizio Explora (organizzazione per lo sviluppo turistico promossa dalla Regione Lombardia in occasione di Expo, n.d.r.) non ha funzionato. Invece di ovviare alla mancanza di preparazione si è fatto addirittura peggio: ai costi elevati del servizio e delle convenzioni non è corrisposto un servizio adeguato». Rispetto ad altre città della

pianura del Po, Cremona sembra soffrire di una carenza di turismo. È un problema a cui la città è, per così dire, strutturalmente condannata? «Direi di no. Cremona è un piccolo gioiello: è una città d’arte conosciuta e apprezzata nel mondo. Chiunque, anche fuori d’Italia, sa che è la città di Stradivari. Il Museo del Violino è stato riorganizzato e costituisce ora una vera attrazione. I turisti che ne apprezzano maggiormente questo lato artistico della città sono senz’altro i giapponesi. Ad ogni modo, la città si sta dotando di strutture per accogliere un crescente numero di turisti, soprattutto provenienti dall’estero. Personalmente, in questo periodo, mi sto impegnando nello sforzo di far conoscere la nostra città anche in Polonia. E poi, dati alla mano, i visitatori aumentano: nel numero di turisti, stiamo raggiungendo Parma, per dire. Insomma, io credo che ci sia la possibilità concreta di potersela giocare ancora meglio».


Cronaca

Sabato 28 Novembre 2015

7

L’informazione spiegata da Gad Lerner

Due ore di racconti, consigli ed episodi raccontati a un giovane pubblico attento. Presto laboratori con altri giornalisti

Il noto giornalista ospite del Liceo Classico Manin nell’ambito del progetto promosso dall’associazione Claudio Rinaldi onlus

U

n’aula magna affollata di giovani studenti ha accolto Gad Lerner giovedì mattina. Si è parlato di giornalismo e di cittadinanza attiva e responsabile, i capisaldi su cui si fonda l’associazione intitolata a Claudio Rinaldi, ex direttore di Espresso, Europeo e Panorama con sede a Gussola, fondata dalla moglie di Rinaldi Loredana Schiaffini. Il Liceo Manin di Cremona è la scuola che avrà l’onore di sviluppare in questo primo anno il progetto patrocinato dal Senato della Repubblica sulla base di un protocollo di intesa sottoscritto col Ministero dell’Informazione, e quella di giovedì era la prima uscita ufficiale. A Roma ce ne sono state già due nelle scorse settimane, con le presenze dell'ex direttore della Stampa e del Corriere della Sera Paolo Mieli al Liceo Torquato Tasso di Roma e del vice direttore dell’Espresso Marco Damilano al Liceo Manara sempre di Roma. Già, perché è tra i Classici di Roma e Cremona (che nel progetto forse si intrecceranno anche con visite incrociate) che si snoda il progetto ministeriale, della durata triennale, intitolato “Scuola e informazione: dialogo per una crescita civile e responsabile”. Il primo anno il tema è “I giovani in prima pagina: personaggi e storie di coraggio e impegno civile di ieri e di oggi”. Prossimamente altri giornalisti saranno presenti al Manin per svolgere laboratori con studenti che già realizzano un giornalino interno alla scuola, e che così potranno impossessarsi degli strumenti dell’informazione. L’idea di base è quella di un “oratorio laico” che dia spazio alle varie opinioni. Importante è anche l’idea di “peer education”, vale a dire la possibilità per gli studenti che avranno portato a termine il percorso di guidare a loro volta gruppi di lavoro formati da alunni delle classi precedenti. Inquadrato l’evento nel contesto di base, torniamo alla visita cremonese di Gad Lerner, seguita per due ore con grande attenzione dagli studenti del Manin; con loro anche studenti della scuola media Virgilio. A fare gli onori di casa, la dirigente scolastica Mirelva Mondini. Con lei anche la professoressa Rossella Russo, coordinatrice del progetto. Loredana Schiaffini Rinaldi ha illustrato le finalità dell’associazione, dando poi la parola ai giornalisti che hanno

posto domande all’ex direttore di RaiUno. Si tratta dei giornalisti Vanni Raineri del Piccolo, Vittoriano Zanolli e Simone Bacchetta di Cremona 1. Gad Lerner ha iniziato dalla vicenda profughi, tema la sera prima della prima puntata della terza edizione di “Fischia il vento”, la trasmissione che conduce su Laeffe, l’emittente di Feltrinelli cui è approdato dopo le dimissioni date a La7. «Parlando di giovani in prima pagina – ha esordito – viene in mente la massa di bambini che arrivano coi profughi. Attraversano un tratto di mare che costerebbe 20 euro di traghetto, ma per loro costa dai 1000 ai 2000 euro, per di più su gommoni che spesso si rovesciano. Quant’è distante il dibattito sulla pericolosità degli immigrati e sulle risorse che in Italia potremmo impiegare per gli italiani in difficoltà rispetto al tema attuale ma sconosciuto dei tanti giovani italiani che partono per i Balcani dove aiutano persone che cercano di sopravvivere al freddo e al fango per arrivare ai luoghi di destinazione. In Italia tuteliamo in ogni modo la privacy dei 17enni (quando in Africa non ci poniamo troppe domande sulla deontologia) ma non quella di persone ammanettate perché indagate». E ancora: «Quella degli imprenditori della paura è una professione per lucrare sui migranti, come fanno coloro che estorcono le risorse stanziate per la loro accoglienza. Questa non è un’invasione: credete – rivolto agli studenti – che l’informazione italiana vi ragguagli o che strilli solo aiuto?».

«Fermarci a osservare solo quel che succede in casa nostra è limitante»

Lettere & Opinioni "

precisazione

Il Comitato di Quartiere n. 15 non ha alcuna colorazione politica Egregio direttore, mi riferisco ad un articolo - recentemente apparso su una testata della stampa locale - titolato “I quartieri al centrodestra”, per rappresentare il mio stupore relativamente ad una tale catalogazione per quanto concerne il nascente Comitato del Quartiere n.15 Battaglione-BagnaraGerre Borghi. Non ho idea di quali informazioni disponga l’estensore dell’articolo ma io, in qualità di promotore, posso assicurare che l’iniziativa non ha “colorazione partitica”. Capisco le basi sulle quali la giornalista si è spinta ad attribuire una collocazione politica a tutti i comitati di quartiere di Cremona, ma il risultato è una mappa che - a mio parere - lascia il tempo che trova. Ricordo che il Comitato di quartiere è un “organismo territoriale

Sull’informazione locale un invito a osservare il mondo: «C’è un valore nell’essere affezionati alla propria terra, ma fermarci a quel che succede a casa nostra è limitante». Sugli inizi di carriera: «Iniziai dalla carta dei volantini. Da qui sviluppai la passione per un mestiere che non pensavo certo avrei svolto. Il fatto è che sentivo di avere cose da dire, poi scoprii che quanto osservavo non corrispondeva a quanto leggevo, da qui la voglia di indagare. Ed è stato anche bello scoprire che le cose andavano diversamente rispetto alle cose che ci mettevano in testa». Sul web: «Non ne ho paura. Serve grande attenzione, come dimostrano i recenti allarmi di Roubaix, dell’aereo russo e di Tunisi scoppiati lo stesso giorno e inizialmente collegati erroneamente al terrorismo. Non è facile mettere tutto nella giusta proporzione. Io ho un blog, e ho un gruppo di “imbrattatori” che insultano di continuo, ma io lascio tutto dov’è, non cancello nulla».

apartitico consultivo”, ben delineato dal relativo regolamento, nel quale si legge che “può costituirsi su iniziativa dei cittadini, primariamente con finalità socioculturali, sportive, ricreative e solidali per l’esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi e per il bene comune del Quartiere”. Nel regolamento si legge anche che l’amministrazione comunale può (non deve) preventivamente informare e consultare i suddetti comitati quando debba adottare atti o provvedimenti rilevanti, quali ad esempio pianificazione urbanistica, progettazione di opere pubbliche, nell'ottica - ritengo - di ottenere un buon e condiviso governo cittadino. Credo opportuno rimarcare però che la buona amministrazione cittadina (la quale presuppone, fra l’altro, preparazione, competenza, dialettica, attitudine al lavoro in team ed all’ascolto) non è prerogativa di alcuna formazione politica, mentre fondamentale può risultare, per l’efficace risultato della stessa, la misura in cui viene ricercato il dialogo con i cittadini da

Gad Lerner racconta che era giornalista, ma non italiano. Gli raccontiamo di Brahim Maarad che oggi è giornalista professionista ma non ancora italiano (gli abbiamo dedicato due pagine sullo scorso numero), e che come lui sta inziando scrivendo per Espresso: «La cittadinanza italiana non è importante per scrivere, anche se serve molto. Chi come Brahim arriva in Italia ha una marcia in più, fame di realizzarsi per ottenere quel che a noi appare scontato. La nostra paura deriva anche dal timore della loro volontà, d’altra parte si sa che chi deve recuperare uno svantaggio ce la mette tutta». Sul giornalismo anti-potere evocato da Rinaldi: «Non mi ci ritrovo. Anche Rinaldi è stato fuori dal potere, poi lo ha conosciuto, lo ha attraversato e ne ha fatto parte. Diffido dei giornalisti che si vantano di avere la schiena dritta, una polemica che spesso mi oppone all’amico Marco Travaglio. Nessuno di noi è un eroe, l’azienda editoriale negli anni scorsi ci ha portato ad

essere benestanti, oggi però tutto è cambiato. Al potere ci si affeziona, ci si affeziona all’auto con l’autista, e a quella droga che è il successo, particolarmente insidiosa quando riguarda la tua faccia. Molti colleghi hanno approfittato del successo, e molti hanno avuto la debolezza di pensare fosse dovuto alla loro bravura. Credo sia una trappola molto scivolosa, è una recita, come quella dei “mi piace” sui social». Poi le domande degli studenti. L’oggettività: «Andate sul posto, consumate le suola delle scarpe. Io ho opinioni appassionate, mi mette a d i s a g i o v e d e re maltrattata la dignità delle persone, se vedo sfruttamento per vantaggi strumentali. Sui migranti ammetto di non essere oggettivo, e in generale non esiste un giornalismo neutro». Il mondo dei talk show di cui è stato uno dei protagonisti: «Sono

passati gli anni e quei talk show non li faccio più. Sono numerosi perché costano poco. I trucchi sono quelli della commedia dell’arte: c’è sempre il cattivo e la caccia nei suoi confronti, e poi i buoni e la loro figura patetica. E ancora gli esterni, per mostrare “la pancia del paese”, cioé il popolo furibondo e volgare nell’eloquio. Ne esce una visione di un’Italia peggiore di quel che è. I talk show hanno un pubblico anziano, come hanno lettori anziani i quotidiani. Il futuro non è detto non riguardi la carta stampata: si veda l’esempio di “Internazionale”, che ha belle foto e grandi firme internazionali a un costo limitato; affascina molti giovani». La libertà rispetto all’editore: «Mi chiamò Guglielmi a RaiTre dopo aver visto un mio servizio sull’Espresso mascherato da vucumprà, che mi fece salire anche sul palco del Maurizio Costanzo Show. Ho potuto raccontare tangentopoli (i programmi di grande successo erano “Profondo Nord” e “Milano, Italia”, ndr) a un pubblico vastissimo approfittando del vuoto di potere che si era creato in una politica abituata a controllare. Una volta un ministro fece bloccare la trasmissione, poi la cose si seppe e fu un clamoroso boomerang. In altri momenti essere liberi è più difficile. Mi è capitato di diventare amico dell’editore (Carlo De Benedetti) e logicamente poi è più difficile parlarne male. A volte però se il padrone non ti va lo lasci, come fece Rinaldi all’arrivo di Berlusconi a Panorama e come feci io dopo le dimissioni al Tg1. A volte il coraggio di prendersi dei rischi è ripagato. Ma ricordiamo che il rischio vero è quello del papà che sale sul gommone coi figli in braccio». Infine la domanda che entra dritta sul tema, fatta da un alunno della seconda media: come facciamo noi piccoli a diventare cittadini informati?: «Voi, cittadini lo siete già, e non siete piccoli. Dopo i fatti di Parigi si è aperto un dibattito su come spiegare gli attentati terroristici ai bambini. E’ una domanda cretina, i bambini lo sanno eccome cosa è successo. Tu inizia ad abituarti alla lettura delle notizie sui giornali. Nelle cose che vi appassionano avete gli strumenti per creare la vostra informazione, autogestita, selezionando le fonti. Diffidate di chi dice di raccontarvi verità oggettive. Soprattutto gli economisti lo fanno, e vediamo come è andata l’economia. Sentite più campane».

«Iniziate a leggere, diffidate di chi vi racconta la verità, sentite più campane»

Per dire la vostra, scrivete a: lettere@ilpiccologiornale.it • redazione@ilpiccologiornale.it parte delll’amministrazione. Quindi, per quanto riguarda il nascituro Comitato di Quartiere n.15, l’atteggiamento deve essere quello di ottenere da parte del Comune la massima trasparenza ed ascolto, mediante l’ausilio dei più opportuni sistemi di comunicazione, al fine di garantire fluidità ed efficienza nell’interrelazione, per il miglior risultato possibile. Luciano Losi Cremona ***

"

auspicio

Anche Gussola deve valorizzare il proprio territorio naturalistico Egregio direttore, in questi giorni ho appreso tramite alcuni giornali che tre Comuni (Torre Picenardi, Piadena e Isola Dovarese) hanno effettuato un censimento sugli alberi dei loro paesi, in conformità con la legge 10 del 14 gennaio 2013 che impone a tutti i Comuni

italiani tale operazione. Questa a mio avviso è una scelta molto importante, perché spesso si è ambientalisti a parole e poi nei fatti e nei comportamenti si opera o ci si comporta in modo diametralmente opposto. La salvaguardia del nostro ambiente passa attraverso il rispetto dell’esistente e accompagnandolo con scelte coraggiose per incentivarlo. Proprio in questi giorni, facendo passare alcune fotografie storiche di Gussola, una mi ha colpito particolarmente: risale agli anni ’30, in essa vi è rappresentata piazza Mentana (oggi piazza Pezzali), per i gussolesi piasa Picula. In quella cartolina emergono alcuni aspetti che spingono alla curiosità, le rotaie del tram (la liturina), le facciate delle case che hanno mantenuto nella quasi loro interezza i lineamenti di allora, poi un albero piccolissimo, appena piantumato e sostenuto da un paletto. Ebbene, quell’alberello era il primo del filare che forma tutt’oggi il viale di via 13 Martiri. Oggi, a distanza di circa 80 anni, sono alberi imponenti che hanno

accompagnato la vita di parecchi cittadini di Gussola, dove non ci sono castelli, ma alcuni palazzi signorili che rappresentano diversi passaggi storici e la cosa che dovrebbe spingere tutti noi a valorizzare il nostro territorio è la varia vegetazione e gli alberi imponenti contornati da molte aree umide tra le quali primeggia la Lanca di Gussola, divenuta con approvazione dell’amministrazione provinciale Oasi Comunitaria. Quindi la difesa dell’ambiente, il riconoscimento amministrativo della sua importanza, potrebbe rappresentare un punto di ricchezza culturale per Gussola. Certo se ci fermiamo alle foglie che cadono in autunno o ai fiori dei tigli che sporcano in primavera o ai fiocchi che lasciano andare i pioppi, anche questi in primavera ,non abbiamo a cuore il futuro del nostro pianeta. Quindi un bravo alle tre amministrazioni menzionate in precedenza, sperando che anche il Comune di Gussola si incammini su questa strada. Sante Gerelli Gussola


8

I Fatti della Settimana

Sabato 28 Novembre 2015

IN PRIMO PIANO lunedì 23 novembre

Tentata rapina e aggressione alla Casa dell’accoglienza, in manette 26enne ivoriano

I carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Cremona attorno alle 4 hanno arrestato per tentata rapina e lesioni personali un 26enne ivoriano (G.A.J.J.), senza fissa dimora, che si era introdotto abusivamente nella Casa dell’accoglienza e approfittando dell’ora aveva ini-

DOMENICA 22 novembre maxi rissa in via palestro, 7 persone identificate

La Polizia è intervenuta in via Palestro nella notte tra sabato e domenica per dividere le due fazioni protagoniste di una rissa in via Palestro. E’ accaduto poco dopo la mezzanotte davanti al bar Bonis. Sette, alla fine, le persone identificate, di nazionalità albanese e tunisina. Per loro in arrivo una denuncia con l’accusa di rissa. Secondo i primissimi accertamenti la lite sarebbe scoppiata dopo un diverbio tra il gestore del bar e alcuni uomini per birre non pagate e il successivo intervento di altre persone dalla parte dell’esercente.

martedì 24 novembre panetti di droga al posto del vhs: arrestato 35enne

I carabinieri di Soresina hanno arrestato un 35enne del paese che in casa aveva 200 grammi di hascisc nascosti nella custodia di una vecchia cassetta vhs. L’uomo è tornato in libertà dopo la direttissima in tribunale, dove ha patteggiato. L’uomo attorno alle 5-30 di martedì è stato controllato mentre stava andando a lavorare nel Cremasco e nel corso del controllo i militari vista la sua posizione di assuntore di stupefacenti e valutato l’atteggiamento sospetto, lo hanno sottoposto a una prima perquisizione personale e veicolare, poi estesa anche al domicilio. E’ proprio a casa che, in soffitta, controllando uno scaffale e aprendo la confezione di una vecchia cassetta vhs, i militari hanno scoperto due panetti di hascisc per un peso complessivo di 200 grammi al posto della videocassetta. In un’altra zona della casa, inoltre, trovate due dosi già confezionate della stessa sostanza e materiale per il confezionamento.

martedì 24 novembre tentato furto per la 4ª volta DA buttarelli

Il negozio di elettrodomestici Butta-

ziato ad impossessarsi di telefoni cellulari che erano stati riposti nei vari armadietti ed erano presenti nelle camere. Mentre stava rovistando in una camera di un nigeriano, è stato sorpreso da un migrante, che gli ha intimato ad alta voce di fermarsi. Sul

posto è accorso anche il responsabile della struttura, don Antonio Pezzetti, il quale nella concitazione dei fatti è stato anche minacciato spintonato, senza tuttavia conseguenze fisiche. Uno degli altri intervenuti è ricorso alle cure mediche del Pronto soccor-

so dell’Ospedale di Cremona dove è gli è stata riscontrata una contusione alla spalla destra con 7 giorni di prognosi. I militari del Nucleo radiomobile intervenuti a seguito di attivazione al 112, hanno provveduto di conseguenza a bloccare l’uomo che stava ulteriormente minacciando gli

mercoledì 25 novembre

Sempre meno incidenti mortali a Cremona

Riduzione del 53% in 4 anni, secondo il Dossier del Centro di monitoraggio della Sicurezza Stradale A Cremona sempre meno persone muoiono in incidenti stradali: la nostra è infatti la città lombarda in cui si registra la riduzione più consistente del numero dei decessi nel periodo 20102014. Si parla di -23 morti, pari a -53,5%. La città del Torrazzo è poi seguita da Lodi (-6 morti pari a 50%); la provincia di Brescia mostra invece una tendenza negativa (+9 morti pari a +10,9%); la città metropolitana di Milano presenta variazioni % superiori alla media regionale e numericamente significative con -4.248 incidenti, -40 morti e -6.180 feriti). A dirlo è il Dossier del Centro di Monitoraggio della Sicurezza Stradale di Regione Lombardia. Nel 2014, secondo il documento, sono stati 1.104 gli incidenti in provincia di Cremona. Complessivamente 20 persone hanno perso la vita, mentre i feriti sono stati 1.606. Con un indice di mortalità pari a 1,81, Cremona si colloca al sesto posto a livello regionale. Nella città metropolitana di Milano è concentratp il 42,3% degli incidenti, il 40,7% dei feriti e il 22,5% dei morti rilevati nell’intera regione seguita a distanza dalle province di Brescia, Varese, Bergamo e Monza e della Brianza. La città metropolitana di Milano mostra l’indice di mortalità più basso (0,72 morti ogni

relli preso nuovamente di mira dai ladri, per la quarta volta da inizio anno. Il modus operandi è sempre lo stesso: un veicolo-ariete che tenta di sfondare il negozio. Fortunatamente, a parte i danni ingenti, i malviventi non sono riusciti nel loro inteto. E’ successo alle tre di stanotte e i ladri hanno utilizzato il fur-

100 incidenti) seguita dalla provincia di Monza e della Brianza e Lodi con indici di mortalità sensibilmente inferiori alla media regionale; la città metropolitana di Milano, Lecco e Varese presentano indici di lesività (feriti ogni 100 incidenti) inferiori alla media regionale. Dall’analisi dei dati degli incidenti per tipologia di strada si rileva che i centri urbani si confermano i luoghi dove avvengono il maggior numero di incidenti ma che presentano il più basso indice di mortalità (0,90 morti ogni 100 incidenti) in crescita rispetto al 2013 dove l’indice di mortalità era del 0,72 morti ogni 100 incidenti. Nelle strade urbane lombarde si so-

no verificate 26.471 incidenti (79,8 del totale), che hanno causato 35.050 feriti (pari al 76,6% del totale) e di 238 morti ( pari al 53,1% del totale) seppur quest’ultimo più alto in confronto con i dati 2013 (pari al 44.3% del totale), con un indice di mortalità pari a 0,9 morti ogni 100 incidenti. Gli indici di mortalità più elevati si registrano nelle strade extraurbane e precisamente sulle strade comunale extraurbana in aumento rispetto al 2013 con 4,2 morti ogni 100 incidenti e sulle strade provinciali con 3,6 morti ogni 100 incidenti ma in calo rispetto al 2013. In calo la mortalità su statali e autostrade.

goncino dei titolari del negozio (l’ultima volta era stato usato un mezzo poi risultato rubato). Sul posto tre pattuglie dei carabinieri. Ma gli uomini si sono dati alla fuga.

coltello operatore ecologico: denunciato

giovedì 26 novembre minaccia con un

Caos in piazza Fiume nella prima mattina di giovedì, quando un residente è sceso in strada minacciando con un coltello un operatore ecologico, che con la sua spazzatrice stava pulendo la strada, intimandogli di smettere imme-

intervenuti, sottoponendolo a perquisizione nel corso della quale è emerso il possesso di due cellulari poco prima asportati che sono stati subito restituiti ai legittimi proprietari. Il 26enne africano è stato dichiarato in stato d’arresto per rapina e lesioni personali.

diatamente di fare rumore. La rabbia dell’uomo si è poi rivolta a tutti i contenitori della raccolta differenziata posizionati lungo la via, che sono stati presi a calci. Il giorno dopo l’operatore ecologico si è presentato al comando dei vigili urbani dove ha raccontato quello che era successo. Gli agenti della polizia municipale si sono subito mobilitati e dopo gli opportuni accertamenti sono riusciti a identificare l’autore delle minacce. Quando è stato fermato, l’uomo, un 41enne cremonese, era in possesso di un altro coltello che gli è stato sequestrato. Il cremonese è stato denunciato per minaccia aggravata, porto d’armi e porto di oggetti atti ad offendere.

giovedì 26 novembre quattro chili di cocaina, albanese 24enne in manette

Un albanese di 24 anni è stato arrestato dopo essere stato trovato in possesso di quattro chili di cocaina. Le manette sono scattate nella tarda mattinata di giovedì dai carabinieri a Rivolta d’Adda in seguito ad un controllo stradale sulla Rivoltana. I militari hanno fermato una Seat Leon grigia alla cui guida c’era il giovane albanese che è apparso subito nervoso, particolare che ha insospettito gli uomini dell’Arma che hanno voluto vederci chiaro. La perquisizione del mezzo ha permesso di far trovare sul sedile posteriore un borsone contenente 3 involucri sigillati con nastro da pacchi al cui interno c’erano tre chili di coca. Sotto al sedile posteriore, inoltre, è stata notata una botola all’interno della quale era custodito un quarto pacco uguale agli altri tre contenente 1 altro kg del medesimo stupefacente. Tutto è stato posto sotto sequestro. Il giovane albanese, risultato irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per detenzione illegale di droga e condotto nel carcere di via Ca’ del Ferro.


Territorio «Abbiamo più volte evidenziato al Governo le criticità di questa legge, senza mai ottenere, purtroppo, risposte concrete. In questi giorni stiamo preparando ulteriori ricorsi per impugnare ciò che non va della 107, a tutela di tutto il personale della scuola». Taglia corto il segretario nazionale Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile, che ha espresso tutte le criticità della riforma scolastica durante l’incontro che si è tenuto giovedì scorso all’Istituto Torriani di Cremona. Nel meeting si è parlato, tra l’altro, anche del bonus di 500 euro e di precariato. D’Aprile, il Governo aveva annunciato l’eliminazione del precariato... «E’ asso-

Giuseppe D’Aprile (Uil Scuola): «Pronti a impugnare la 107» lutamente falso. Ci sono, a tutt’oggi, migliaia di posti ancora scoperti. Il precariato non è affatto diminuito, anzi, in alcuni casi è addirittura raddoppiato. E resta, ancora aperta, la questione delle graduatorie». Cioè? «Le graduatorie non sono affatto state soppresse. E dei circa 130mila precari che avrebbero potuto fare domanda per aspirare all’immissione in ruolo, all’incirca solo la metà sono stati assorbiti. Gli altri continueranno, di fatto, a rimanere nelle graduatorie. Altro aspetto “grigio” di questa legge è la va-

Furti a Castelleone: controlli a tappeto

Controlli a tappeto sul territorio a contrasto dei reati predatori, che nel periodo attuale interessano soprattutto le abitazioni incustodite. I servizi di controllo e prevenzione sono stati intensificati da diversi giorni, soprattutto nella fascia tardo pomeridiana. Nell’ambito di queste operazioni, i carabinieri della stazione di Castelleone, nel pomeriggio di martedì, hanno controllato gli occupanti di una utilitaria. All’interno vi erano presenti tre cittadini rumeni dell’eta media di circa 20-25 anni (due uomini ed una donna) che risultavano gravati da diversi precedenti penali per reati contro il patrimonio e non erano in grado di giustificare la propria presenza in quel luogo. I tre stranieri risultavano residenti in un Comune dell’hinterland milanese e pertanto gli uomini dell’Arma li ha allontanati com un foglio di via di tre anni, come efficace misura di prevenzione per evitare che possano ritornare in futuro a commettere reati sul territorio.

Auser: al via i corsi

Sabato 28 Novembre 2015

L’associazione Auser Unipop Cremona comunica che sono in partenza a breve i corsi di Informatica (posti limitati): alfabetizzazione informatica, internet, word, excel... e molto altro. Per gli over 65enni è previsto uno sconto del 50%. Le iscrizioni si possono effettuare presso la sede in via Mantova 25 al lunedì, mercoledì e venerdi dalle 14.30 alle 18 (info: 0372-448678 o pop.cremona@auser.lombardia.it).

lutazione degli insegnanti. Vede, la legge 107 stabilisce, da un lato, che studenti e genitori debbano valutare i propri insegnanti: il che rappresenta già di per sé un paradosso. E, dall’altro, con logica opposta, impone ai dirigenti di farsi valutare da un apposito organismo di ispettori improvvisati e funzionari che nulla hanno a che fare con la scuola e il contesto in cui operano. Tutte ipotesi inconciliabili. La Uil ha già impugnato la famosa card dei 500 euro». Vi preparate a dare battaglia in tribunale? «La card

dei 500 euro, che prevede sugli acquisti scolastici il controllo da parte dei revisori dei conti, pena la restituzione delle somme erogate, è uno dei primi provvedimenti che abbiamo impugnato. Ma non ci fermeremo a quello. In questi giorni stiamo preparando una serie di ricorsi che presenteremo in tribunale. Questa legge avrebbe dovuto rappresentare un punto di incontro tra Governo, opinione pubblica e parti sociali e non finire con l’essere discussa nelle fredde aule di tribunale».

“Natale... Idee regalo”: la settima edizione nelle mura di Pizzighettone

S

di Simona Raboni

abato 28 e domenica 29 novembre torna in riva all’Adda e all’interno delle antiche mura di Pizzighettone, la settima edizione di “Natale… Idee regalo”, rassegna natalizia tutta dedicata alle prossime festività, promossa dalla società municipalizzata Pizzighettone Fiere dell’Adda, col patrocinio del Comune di Pizzighettone. Una vetrina pre natalizia con tante idee e curiosità per la casa, la tavola, i regali e gli addobbi di Natale, da regalare e regalarsi, ma anche da copiare. Lungo il circuito espositivo, interamente al coperto, allestito all’interno delle antiche Casematte della cortina muraria che circonda per intero il centro storico a cavallo del fiume Adda (antichi e suggestivi ambienti a volta di botte tutti collegati tra loro all'interno delle Mura, al riparo da eventuali intemperie), si possono trovare idee regalo, articoli per gli addobbi natalizi, per l’albero di Natale e il Presepe, prodotti artigianali, abbigliamento naturale, oggettistica, bigiotteria, articoli per fare più bella la casa e la tavola nelle prossime festività, prodotti naturali per viso, corpo e capelli. E ancora, golosa enogastronomia con suggerimenti e consi-

gli per i regali e i menù delle prossime feste e tanto altro ancora. Inoltre all’interno delle mura, per bambini e ragazzi laboratori creativi gratuiti, seguiti da personale specializzato (nelle mura, Casamatta n. 19). • Scuola paritaria per l’infanzia di Regona: laboratori con vari materiali e tecniche per realizzare piccoli oggetti natalizi da portare poi a casa. • Davide Fornaroli: laboratori con lavorazione della creta per creare animaletti, renne e pupazzi di neve in stile “Frozen”. Nei due giorni possibilità di visite guidate alla scoperta di Pizzighettone città murata di Lombardia e dei suoi tesori (partenze dall’Ufficio turistico, in piazza D’Armi). • Sabato 28 novembre visita Mura + Chiesa (Partenze ore 14 e ore 15).

• Domenica 29 novembre visita Mura + Chiesa + Museo Civico (Partenze ore 14 e ore 15). • Possibilità di visita ai Musei nelle Mura “Arti e mestieri di una volta”, “Delle prigioni”, “Della guerra” con esposizione di antiche cartografie e cimeli dell’antica città fortificata da guerra, dalla tipica architettura militare, proiezione di video tematici. • Francesco I a Pizzighettone - Immagini e documenti, mostra dedicata a Francesco I di Valois, Re di Francia, fatto prigioniero nella fortezza di Pizzighettone dopo la sconfitta nella cruenta battaglia di Pavia contro le truppe dell'imperatore spagnolo Carlo V (1525). La mostra è promossa dalla Pro Loco presso la propria sede della Polveriera San Giuliano, in via Boneschi (ingresso libero, ore 15-18).

9

• Dal 28 al 29 Novembre - Due giornate all’insegna dei paesaggi naturali della Svizzera con lo splendido percorso del Trenino Rosso del Bernina, “Patrimonio Mondiale dell’Unesco” da Tirano a Saint Moritz, per poi proseguire con il Trenino rosso dell’Abula fino a Tiefencastel. Infine con il pullman si proseguirà fino a Coira, capoluogo del Cantone dei Grigioni per la visita dei mercatini di Natale. • Il 29 Novembre - Una giornata nei Borghi più belli d’Italia del Trentino, Canale di Tenno e Rango per la visita libera dei “ Mercatini di Natale”. • Dal 5 all'8 Dicembre - un viaggio tra città storiche e Borghi Medioevali della Germania. Si visiteranno: Ulm con i suoi Mercatini, Rotenburg-obder-Tauber, Norimberga ed i suoi mercatini che vantano una tradizione di oltre 400 anni. • 6 Dicembre - Una giornata a Trento per la visita libera dei Mercatini di Natale nell’incantevole Piazza Fiera. • 6 Dicembre - Una giornata a Merano per la visita libera dei Mercatini di Natale. • 7 Dicembre - Una giornata a Milano per la “Fiera degli O-Bej O-Bej”, dove sono allestiti mercatini che offrono prodotti di artigianato e dolciumi. • Il 10 Dicembre ed il 13 Dicembre - Una giornata a Milano per la Fiera dell’Artigianato: “Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato”, il più grande evento dedicato alle imprese artigiane. • Dal 12 al 13 Dicembre - Week end nel Salisburghese per vedere i suoi mercatini. Si visiteranno: Salisburgo e ST Wolfang sul lago omonimo. • Dal 12 al 13 Dicembre - Un fine settimana tra laghi e Castelli della Germania ed Austria. Si visiteranno: Prien sul Lago di Chiemsee, l’Isola di Herreninsel, il Castello di Herrenchimsee detto “La Versailles della Baviera” e Kufstein per la visita dei Mercatini di Natale. • Dal 18 al 20 Dicembre - Minitour in Svizzera per vedere i suoi mercatini di Natale. Si visteranno: Berna, Il Lago di Leman (Lago di Ginevra), con il Castello di Chillon e Montreaux. • 19 Dicembre - Una giornata a Verona per la visita libera dei “Mercatini di Natale”, tra atmosfere natalizie e graziose idee regalo. • Il 20 Dicembre - Una giornata a Milano per la visita libera dei “ Mercatini di Natale” nella Piazza del Duomo, che si riempirà di bancarelle e casette natalizie. Le iscrizioni e tutte le informazioni relative agli eventi saranno fornite presso la sede di via Cardinale G. Massaia, 22 o contattando i numeri di tel. 0372-800423, 800429. Le iniziative sono in le nostre iniziative sono in collaborazione con il CTA di Crema (Piazza Manziana 17. Crema tel. 0373-250064). Sito: www.ctacremona.it


10

CASALMAGGIORE

Sabato 28 Novembre 2015

casalmaggiore@ilpiccologiornale.it

Salumificio Gandolfi, nuovo corso

Nella sede si stanno svolgendo lavori di adeguamento per rilanciare marchio e prodotti. La banca: così difendiamo i valori del nostro territorio

L’imprenditore affiancato dall’istituto di credito Cassa Padana per un progetto di sviluppo dell’azienda di Motta Baluffi

T

di Vanni Raineri

rasformazione in atto per la nota azienda Gandolfi di Motta Baluffi. Un cambiamento innovativo per il nostro territorio, che mostra soprattutto come le banche possano non solo affondare definitivamente imprenditori alle prese con crisi aziendali, ma anche affiancarli per dar vita a un nuovo progetto guardando al futuro. Accade appunto a Motta Baluffi, e chi transita per il paese casalasco nota alcuni lavori in corso al salumificio creato negli anni Settanta da Enea Gandolfi, che è stato anche presidente del Consorzio di Tutela del Salame Cromona igp (oggi presieduto dalla figlia Monica). La Cassa Padana che ha sede a Leno (Brescia) e varie filiali in zona, ha deciso di affiancare l’imprenditore casalasco, proponendo all’azienda un interessante progetto di rilancio sia riguardo al marchio che al prodotto. Non si tratta insomma del solito fondo che acquisisce un’azienda, ma di una partnership finalizzata a preservare dei valori guardando al futuro. “La partecipazione nel capitale delle aziende – afferma Cassa Padana in riferimento al Salumificio Gandolfi Enea srl è una nuova modalità per creare valore e

La sede dell'azienda a Motta Baluffi

preservare le “tipicità valoriali” del nostro territorio, a partire dalle risorse umane. Come dice Draghi, il rischio di fare troppo poco supera quello di fare troppo”. Entriamo nel dettaglio della nuova politica di Cassa Padana: “I nostri territori stanno vivendo una crisi strutturale epocale. Le piccole aziende sono in difficoltà. Il nostro compito? Sostenerle, avvicinare le distanze, aprire un dialogo vero e affiancarle, fornendo servizi adeguati. Per questo bisogna andare alle radici dei problemi, evitare gli errori del passato: costruire un tipo di relazione più stretta

Sull’assemblea dei sindaci

Intanto c’è un esposto per la Ti-Bre stradale

A margine della marcia per il clima, le Associazioni e i Comitati ambientalisti tornano sulle procedure che riguardano il progetto autostradale Tirreno-Brennero. Nel mirino quanto avvenne il 26 ottobre scorso nell’assemblea dei sindaci: alcuni comuni chiesero il parere favorevole alla cancellazione dall’elenco delle opere strategiche del secondo lotto del Ti-Bre autostradale proposto dalla Regione, la richiesta di una moratoria e sospensione di attività del primo lotto e l'avvio di una trattativa con la Commissione Europea per ottenere la sostituzione del progetto autostradale con quello del Ti-Bre ferroviario. Un parere di fatto negato in quanto l’assemblea, dopo tre ore di attesa, fu revocata per la mancanza del Comune di Parma, il cui peso è decisivo nella battaglia ambientalista. Mancando il numero legale, l’assemblea non è più stata riconvocata, per questo le associazioni ambientaliste oggi chiedono chiarezza. Non solo, le stesse hanno anche presentato un esposto sulla revoca dell’Assemblea, per chiedere più trasparenza, rispetto delle regole e legalità nelle procedure che riguardano il progetto autostradale. L’esposto è stato indirizzato al Prefetto di Parma, al presidente della Provincia di Parma, all’assemblea dei sindaci parmensi e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Parma.

tra banca e impresa, in un clima di fiducia e trasparenza. A questo scopo, a primavera 2014 nasce ufficialmente la Casa delle Imprese, che trova spazio in via XXV Aprile a Leno, in locali precedentemente occupati dalla filiale e dagli uffici centrali. L’intuizione che alle imprese servisse un apporto diverso, basato sulla fiducia e condivisione, avvenne già molti anni fa. Una nuova sfida. Casa delle Imprese è il frutto e lo sviluppo naturale dell’impegno di Cassa Padana nel fare rete e diventare glocali. Non è un erogatore di finanziamenti, ma partner interes-

sato, quanto l’imprenditore, a creare continuità nel futuro per il territorio. Cassa Padana vuole essere davvero differente. Si tratta di instaurare una modalità di relazione nuova, in parte già sperimentata in alcuni progetti come quelli di supporto all’internazionalizzazione delle imprese, avviato da alcuni anni da Cassa Padana”. Dunque un percorso che parte da un anno fa. “Il nostro percorso esplorativo è iniziato a maggio 2014, alla ricerca di forme aggregative tra imprese, per capire, conoscere e agevolare un nuovo modo

di fare rete, per uscire da un isolamento culturale individualista. Con spirito esplorativo siamo andati alla ricerca di “relazioni” e partner allineati alla nostra mission. Una continua e costante ricerca di imprenditori ai quali abbiamo aperto le nostre porte, mettendo a disposizione il nostro tempo per un ascolto attento della loro imprenditorialità e dei loro bisogni, con una sempre maggiore consapevolezza informativa. Si sono aperte anche le loro porte, consentendoci di condurre analisi qualitative approfondendo temi che sfuggono ai dati di bilancio”.

Tutte le marce portano a Casalmaggiore Domani la manifestazione sul clima in vista della conferenza di Parigi. Si parte da Parma, Viadana e Piadena

In marcia per il clima, a piedi, in treno e bicicletta, col proposito di raggiungere idealmente la Conferenza Mondiale sul Clima di Parigi con il TiBre ferroviario e ciclabile. L’iniziativa è promossa da un lungo elenco di comuni, ben 29, di cui 20 casalaschi, 7 parmensi, uno mantovano e uno cremonese, oltre a ben 53 altri soggetti, comitati, associazioni ambientaliste, culturali, sportive e sindacali, delle province di Cremona, Mantova, Parma e Reggio Emilia. La partenza è triplice, da Parma, Viadana e Piadena, e raggiungerà attorno alle 11 Casalmaggiore. Lo scopo della manifestazione, che si svolge in tutto il mondo alla vigilia dell’apertura del vertice di Parigi sul clima, è quello di passare dalle parole ai fatti e quindi legare alle tematiche della lotta ai cambiamenti climatici la richiesta urgente di realizzazione, sui nostri territori, di opere utili e sostenibili, quali il Ti-Bre ferroviario e ciclabile, il potenziamento della linea ferroviaria Mn-Mi e la ciclabile Ven-To. Un’iniziativa che coinvolge anche il mondo della scuola di Casalmaggiore e Viadana da cui arriverà un contributo in termini di partecipazione e di vivacità al corteo. Sicuramente le questioni del clima e dei cambiamenti climatici sarà motivo di approfondimento nelle

varie classi durante il periodo di svolgimento della conferenza mondiale sul clima di Parigi. Anche il mondo dello sport casalese inoltre si mobiliterà e oltre alle adesioni delle società sportive, hanno confermato la loro presenza alcuni atleti di primo piano come Fausto Desalu e Alessandra Feudatari. Il livello delle adesioni è molto significativo, ma secondo gli organizzatori

si può fare ancora di più, per questo sollecitano chi ancora non l’ha fatto a inviare o manifestare la propria adesione e soprattutto partecipazione. Alle parrocchie in particolare è rivolto l’invito a promuovere l’iniziativa e organizzare la partecipazione: il messaggio dell’Enciclica Laudato Sì è in perfetta sintonia con questo evento. E veniamo al programma. La passeggiata ciclistica come detto partirà

contemporaneamente da più punti: alle 9 da Piadena e da Parma, e alle 9,30 da Viadana. Anche i ciclisti di Casalmaggiore potranno pedalare in quanto un gruppo partirà alle ore 9,45 dalla piazza Garibaldi per ricongiungersi in piazza a Gussola con il gruppo proveniente da Piadena. Anche per chi decide di spostarsi con altri mezzi, per tutti l’appuntamento è alle ore 11 sul piazzale della stazione ferroviaria di Casalmaggiore, dove confluiranno i vari gruppi di ciclisti. Poi il corteo proseguirà per piazza Garibaldi dove ci sarà un momento significativo della manifestazione e verranno illustrate le motivazioni dell’iniziativa. Seguirà un momento conviviale, con un rinfresco offerto a tutti i partecipanti, presso il bar ristorante della canottieri “Amici del Po”. In caso di maltempo è comunque previsto un convegno alle ore 10 presso l’Auditorium di Casalmaggiore. L’itinerario che partirà alle 9 da Piadena vede il raduno in piazza Garibaldi, poi si raggiungeranno San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio, Gussola e Casalmaggiore lungo l’argine del Po. A Solarolo alle 9,30 è previsto un ritrovo davanti alla scuola materna con bevande calde offerte dal Comune, e alle 10,15 a Gussola altro punto di ritrovo per chi intende unirsi al gruppo.


Casalmaggiore

11

Sabato 28 Novembre 2015

La nostra Parigi, colpita al cuore

Annie e Monette, due parigine che da anni vivono a Casalmaggiore, parlano dei fatti drammatici che hanno riguardato la loro città natale

Non a caso a pagare è stata la città che rappresenta un esempio di integrazione, e proprio nel quartiere dove la convivenza è più visibile

A

di Vanni Raineri

ncora Parigi, ancora la città che è simbolo di integrazione. Probabilmente non è un caso che sia stata scelta la capitale francese per il nuovo atto dimostrativo della ferocia dell’Isis, e in particolare quell’area, tra X, XI, XIX e XX arrondissement. L’area nord-ovest della Parigi turistica, quella che si visita all’interno della grande arteria stradale oltre la quale si aprono prima i quartieri periferici e poi la banlieue vera e propria. Un’area che è da tempo la dimostrazione pratica di come l’integrazione sia possibile. Chi è andato nei pressi di Belleville sa bene come al fianco del ristorante indiano ci stia il calzolaio arabo, e di fianco l’albergo gestito da stranieri e negozi con prodotti di ogni parte del mondo. Poche tracce di profili tipicamente francesi, ma il piacere di sentirsi in quello che ci piacerebbe fosse il futuro. Spari, bombe e spavento, tutto quanto gettato contro quell’immagine, che ha fatto tanto male a chiunque osservasse davanti alla tv i fatti di Parigi. Ne parliamo con due donne che risiedono da decenni a Casalmaggiore, ma proprio di Parigi sono originarie. Una è Annie, che ancora oggi va più volte all’anno nella ville lumière nella sua casa, l’altra Monette, che invece vi torna molto più di rado. Annie ha ancora la casa dei genitori a Neuilly-sur-Seine, posizionata a ridosso del centro di Parigi, dove il prolungamento degli Champs Elysées conduce al quartiere della Défense. Proprio l’area in cui la polizia francese ha sventato un nuovo attacco suicida, intervenendo nel covo dei terroristi a Saint-Denis pochi giorni dopo il 13 novembre. «Sì, abito nei pressi dell’Arc de Triomphe – afferma Annie -, un quartiere tranquillo rispetto ad altri della città». Tranquillo fino a ieri. «E’ stato terribile. Ho saputo dell’attacco mentre tornavo da un bellissimo concerto a Cremona. Mi hanno avvisato telefonicamente e sono rimasta muta, sbalordita, poi col crescere del numero dei morti è stato sempre più straziante. Mi sono sentita colpita nel mio intimo, e per qualche giorno mi ha disturbato parecchio: troppo grosso quel che hanno fatto. Poi è subentrata la rabbia: perché dobbiamo subire queste cose? E infine la paura».

Si dice che la vita debba continuare come prima. «E’ così, ma la paura resta. Da parigina provo un grosso dispiacere, tra l’altro fra i morti ci sono i due titolari del ristorante Chez Livio (due giovani di origine italiana di cui i media hanno scritto ampiamente, ndr) proprio a Neuilly, non lontano da casa mia. Erano i nipoti dei vecchi titolari, un ristorante che si è sempre tramandato in famiglia, molto conosciuto e frequentato da tanti vip». Tornerà a Parigi come sempre? «Sì, perché ho la casa dei miei, quella in cui ho vissuto, però andrò sapendo di dovermi guardare alle spalle. Credo che per un po’ eviterò i grandi magazzini e gli assembramenti, e pure il metro. Mi sento particolarmente colpita, ma continuerò ad andare 3-4 volte l’anno. sperando che tutto ciò finisca. La città ulti-

mamente è stata molto colpita; già dopo Charlie Hebdo ero affranta, oggi è ancora più dura». Come mai proprio Parigi, e quel quartiere simbolo di integrazione? «Forse proprio perché ospita tante etnie. Il gestore del Bataclan è ebreo, forse incide, ma la causa reale non la conosco. Hanno puntato allo stadio, quindi vogliono creare paura in tutti. E’ una città cosmopolita. Continuo a pensarci ogni giorno, non riesco ad evitarlo. E’ una barbarie, o neanche quello, non esiste una parola per definire quanto avvenuto». Monette Taillefer è la moglie di Carlo Stassano, fondatore dell’Interflumina. A Parigi torna raramente, anche se ci ha vissuto fino a 21 anni. «Abitavo nel XVII arrondissement, tra Montmartre e gli Champs Elysées. Parliamo ormai di tan-

ti anni fa». L’analisi che fa Monette è profonda, e non vuole essere in alcun modo “egoistica”: «Nel mio percorso personale di vita cerco sempre di allargare il focus: non è perché è toccato alla mia città che l’evento sia più grave di altri che accadono nel mondo. Sarebbe troppo complesso fare un’analisi politica, resta la sensazione personale che coinvolge i parenti. Non ho più i genitori, ma ho un fratello che vive a Parigi, una cognata e un nipote. Sono contento non fossero sul luogo degli attentati. Per quanto mi riguarda, si cerca di non fare i conti con la paura, sennò il mondo si ferma. Un fatto del genere però può capitare ovunque, anche in una stazione come quella in cui sono ora». Sta di fatto che è accaduto in un luo-

La Vostra copia GRATUITA de Portici Municipio Bar Italia Farmacia Comunale Tabaccheria Buzzi Casa di Riposo Busi Fermata Polo Romani Via Pascoli Distrib. Carburante Ariete Distrib. Carburante Eni Nuovo Eurosport Sportime Tavola Calda

Piazza Garibaldi Piazza Garibaldi Piazza Garibaldi Piazza Garibaldi Via Formis 4 Via Trento 20 Via G. Pascoli 28 Via Repubblica 76 Via Repubb. Rot. Diotti Via Guerrazzi 4 Via E. Fermi 19 Centro Com. Padano

Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore Casalmaggiore

Bar Giulia Wally's Caffe' Cartoleria Cart. Tabacc. Campanini Ospedale Oglio Po Alim. Tabaccheria Vicini Cartoleria Giamei Alim. Tabaccheria Tosi Bar Leon d'Oro Farmacia Priori Ed. Tabaccheria Camozzi Caffe Roma

Presso Conad Via Dello Zuccherificio 9 Via Dante Alighieri 9/B Via Manzoni 39/B

Casalmaggiore Casalmaggiore Vicobellignano Vicomoscano Vicomoscano Via Gioberti 74 Quattrocase Via Nicolo' Tommaseo 101 Casalbellotto Via Canzio 100 Roncadello Via Liberta' 54 Piadena Via Liberta' 31 Piadena Via Matteotti 113 S. Giovanni In Croce Via Giuseppina 97 Solarolo Rainerio

go che rappresenta proprio un esempio di integrazione. e forse per questo ha pagato. «Da sempre in Francia abbiamo avuto un’ampia presenza di nordafricani, e nei loro paesi di origine purtroppo questi disastri sono all’ordine del giorno. Il fatto è che quando vediamo che là ci sono 200 morti non ci facciamo caso, questo è un problema mondiale che noi vediamo solo ora che ne siamo colpiti più da vicino. Per quanto mi riguarda cerco di tenermi informata sul fenomeno. Ricordo che da piccola il quartiere arabo era nel vicino XVIII arrondissement, io istintivamente avevo paura di chi si mostrava diverso, ma era un comportamento non voluto e non suggerito dai genitori, anzi. La gente che cresce in ambienti poveri spesso matura idee sbagliate».

la trovate QUI Trattoria Da Gianna Distributore Tamoil Bar Time Out Bar Baraonda Nuovo Bar Tabaccheria Venturini Distrib. Carburante Repsol Portici del Comune Portici Ed. Tabaccheria Lorenzini Bar La Pace Bar La Nuova Luna

Via Maggiore 12 Via Cadolini 42 Via Della Liberta 46 Via Bardellina Via Roma 5 Via Roma 93 Via XIII Martiri Piazza Italia Via Mazzini 3 Via Giuseppina 103 Via Roma 22 Via Roma 7

Recorfano Rivarolo del Re Martignana Po Martignana Po Gussola Gussola Gussola Scandolara Ravara Castelponzone Cingia de' Botti Motta Baluffi Torricella del Pizzo



Speciale Economia Pagine a cura di Lorenzo Balestreri

Q

13

Sabato 28 Novembre 2015

«Mettere al centro i bisogni dell’impresa»

Il presidente della Camera di Commercio, Auricchio:«Pronti a moltiplicare i nostri sforzi affinché si aprano nuove prospettive di ripresa» ual è la situazione economica attuale? «I dati dell’analisi congiunturale riferita al periodo luglio-settembre 2015 hanno confermato il segno positivo che aveva caratterizzato la produzione industriale nei due trimestri precedenti. La crescita del +1,1% rispetto al secondo trimestre 2015 riporta dunque l’indice cremonese ai livelli pre-crisi. Restano sostanzialmente stabili, invece, gli ordini esteri, il fatturato ed il numero degli addetti occupati. Il rallentamento (+0,1% contro il precedente +3,4%) degli ordini esteri, dovuto alle difficoltà che sta attraversando il commercio internazionale, è però più che compensato dall’aumento del 2,7% degli ordinativi interni. Il livello dell’occupazione (+0,1%) mantiene il segno positivo per il terzo trimestre consecutivo, allontanandosi sempre più dai livelli minimi raggiunti a fine 2014. Sicuramente influenzato dall’andamento migliore del mercato interno, anche il fatturato complessivo del comparto industriale cremonese, con un +0,2%, conferma il trend che ne ha caratterizzato pressoché ininterrottamente gli ultimi due anni. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente non si discosta da quello riferito al II trimestre 2015, amplificandone solamente le variazioni e sottolineando la tendenza al miglioramento: rispetto al terzo trimestre 2014, il livello della produzione si colloca al di sopra del 2,3%, con un balzo degli ordinativi nazionali pari al 5,4% che non ha eguali in regione». Quali sono le difficoltà e le necessità più urgenti? «I principali indicatori sono orientati verso l’alto ma con una velocità di recupero ancora ridotta e un tasso di occupazione che non riesce a migliorare in modo sensibile. Il confronto con la Lombardia e l’Italia evidenzia,

Sono l’internazionalizzazione, l’innovazione e l’accesso al credito le priorità per rendere competitivo il nostro sistema economico negli ultimi anni, la maggiore dinamicità della produzione industriale cremonese accentuatasi nei trimestri più recenti: un segnale positivo che deve costituire uno stimolo per continuare a lavorare per sostenere la competitività delle imprese. Non si esce veramente dalla crisi se non sostenendo i consumi e mettendo al centro delle politiche economiche i bisogni dell’impresa, che è motore di sviluppo e di nuova occupazione». Qual è l’impegno della Camera di Commercio? «A livello locale, la Camera di Commercio è pronta a moltiplicare gli sforzi affinché si aprano nuove prospettive per la ripresa. L’ente camerale vuole continuare ad essere, soprattutto per i piccoli imprenditori, un interlocutore attento nel quale trovare un sostegno, non solo economico, per avviare e sviluppare le

loro imprese in modo innovativo, rendendole competitive sia sui mercati nazionali che internazionali. Sono l’internazionalizzazione, l’innovazione, l’accesso al credito le priorità d’intervento per favorire la competitività del nostro sistema economico. Per questo, il Consiglio e la Giunta camerali hanno ritenuto di destinare tutte le risorse possibili a favore delle imprese. Nel 2016, anno che vedrà gli introiti del diritto camerale - la fonte principale di finanziamento delle Camere di Commercio - tagliati del 40%, sono 1,5 i milioni di euro destinati alle imprese. Nel quinquennio della crisi – 20092013 -, erano stati circa 20 i milioni di euro resi disponibili per favorire lo sviluppo; circa altri 3,3 milioni erano stati messi a disposizione nel 2014, mentre nel 2015, pur a seguito dei taglio del 35% al diritto annuo, si sono destinati comunque ad inter-

venti diretti a favore delle imprese poco meno di 2,5 milioni di euro. Sono dati che evidenziano come la Camera di Cremona abbia saputo restituire al territorio il 78% delle risorse derivanti dal diritto annuo, contro una media nazionale di riferimento di circa il 60%». Cosa potete dire della burocrazia? Si è snellita negli anni? «La burocrazia è uno dei principali ostacoli che gravano sulle PMI: le Camere di Commercio, proprio per la forte vicinanza al mondo delle imprese, hanno fatto della semplificazione e delle nuove tecnologie due delle principali linee di azione, ponendosi, nel panorama della PA italiana, come esempio di e-government promotore di tutto ciò che semplifica la vita degli imprenditori. Già la legge di riforma delle Camere di commercio,

la 580 del 1992, prevedeva un Registro delle imprese interamente digitale, affidandone la realizzazione e la gestione alle Camere, un Registro che, ancora oggi, continua ad essere considerato una best practice a livello europeo. L’introduzione, via via, della firma digitale e poi della Comunicazione Unica - che ha consentito di assolvere a tutti gli obblighi di comunicazione verso Agenzia delle Entrate, Inps, Inail e Camere di Commercio -, il varo del portale impresainungiorno. gov.it, con cui si è dato il via alla realizzazione concreta dei nuovi Suap, fino alla messa a disposizione di un servizio per la fatturazione elettronica per le imprese di piccola dimensione che operano con la PA e alla nuova sfida della fatturazione elettronica B2B costituiscono le tappe principali di un percorso destinato a liberare risorse da destinare a investimenti e sviluppo».

Quali sono le vostre previsioni per il futuro? «Il quadro economico in miglioramento e il rinnovato clima di fiducia che si registra tra gli imprenditori rappresentano segnali positivi importanti. E però necessario porre in essere interventi di sistema utili a dare, nella fase delicata di consolidamento della ripresa, ulteriori stimoli ai nostri imprenditori. Imprenditori che, comunque, in questo lungo periodo di crisi, hanno già dimostrato di saper reagire, innovando, mettendosi in rete e cercando di cogliere nuove strade e nuovi mercati per intraprendere. Mettere al centro dell'agenda del Paese l'economia reale e i suoi bisogni è fondamentale: in questo senso la volontà politica di dar corso a riforme strutturali importanti per il sistema delle imprese, come il Jobs Act, rappresenta un passo importante. E’ chiaro che l’evoluzione complessiva della situazione, oltre che dalla capacità del sistema Italia di dare risposte incisive alla crisi, dipende in larga misura dalla tenuta del contesto mondiale, oggi alle prese con forti tensioni internazionali. Il deprezzamento dell’euro, la discesa delle quotazioni del petrolio e il “quantitative easing” messo in atto dalla Banca Centrale Europea, con la conseguente maggiore disponibilità di liquidità, certamente possono dare un ulteriore contributo alla ripresa. Ripresa che potrà però dirsi davvero agganciata solo quando ci saranno, accanto a quella accelerazione dell’export che in questi anni ha dato ossigeno alla nostra economia, la tanto auspicata crescita dei consumi interni, e, soprattutto, quell’effettivo rilancio degli investimenti che rappresenta la condizione indispensabile per produrre riflessi positivi sull’occupazione».


14

Speciale Economia

Sabato 28 Novembre 2015

Il direttore Falanga:«Il territorio cremonese ha potenzialità, ma serve una strategia congiunta per non perdere importanti occasioni di sviluppo»

C

ome valuta la situazione economica attuale a livello nazionale e a livello locale? «Giudico la situazione economica attuale a livello nazionale in graduale ripresa: un passo ancora lento e assai disomogeneo tra i suoi comparti, ma le prospettive rivelate dai dati, garantite dalle condizioni internazionali favorevoli e dalla politica di bilancio non più restrittiva, sono il consolidamento di un progressivo recupero. Sicuramente il periodo di crisi economica che ha colpito il nostro Paese ha portato a cali oggi da considerare irrecuperabili nelle forme e nei modi conosciuti. Tuttavia, l’industria italiana, pur ridimensionata nelle quantità, ha mantenuto la propria forza competitiva, basata principalmente su indicatori quali l’alta propensione a innovare, l’elevato tasso di investimento e un sistema complesso di export. In questo senso penso che si possano smentire molti luoghi comuni circa la fiacchezza degli spiriti imprenditoriali italiani e si formino basi solide per lo sviluppo. D’altra parte, se non fosse così, ossia se l’Italia non avesse dei vantaggi e delle competenze fondate, non si spiegherebbe il suo essere ottava potenza industriale. A livello locale, ritengo che il quadro provinciale non si discosti da quello congiunturale, sottolineando quindi il proseguire della tendenza al miglioramento. Il quadro manifatturiero relativo al 3° trimestre 2015, per esempio, sia pure con riserve legate alla stagionalità che lo caratterizza, presenta segnali positivi, per quanto concerne gli ordini interni e la produzione. Inoltre, mi piace citare il dato che vuole gli indici relativi alla città di Cremona a valore positivo (+1,1%), nonostante questo trend non sia ancora confermato dall’andamento regionale che, invece, deve ancora recuperare circa 10 punti percentuali. Sul fronte dell’artigianato produttivo, i dati congiunturali sono ancora nel segno della stabilità, nonostante le variazioni positive siano di minima entità e quindi non ancora in grado di dare una svolta decisiva al trend

Il punto dell’Associazione Industriali di Cremona

sempre stato piuttosto trascurato. Servono investimenti necessari in questa zona, che non è solo agricola, da parte della Regione. Altro punto indispensabile per un rilancio è lo sviluppo degli asset dell’industria sul territorio come ad esempio l’Agroindustria, la meccanica e la chimica. Ottimo da questo punto di vista anche il progetto del Comune del Polo Tecnologico legato al futuro e all’innovazione».

Bisogna tornare a parlare di una politica industriale che metta al centro il tessuto produttivo per rilanciare l'intero Paese

del comparto. In generale, quindi, valuterei questo come un periodo di graduale rilancio economico, impostato su buo-

ne fondamenta; è però fondamentale l’adozione di politiche adeguate, che abbiano al centro l’Industria, il motore dello sviluppo».

Ci si sta muovendo nella giusta direzione per quanto riguarda il rilancio economico? Nel territorio cremonese cosa si sta facendo? «Per avere un rilancio economico è buona regola avere una tranquillità istituzionale. Serve stabilità per effettuare le riforme necessarie e urgenti. Bisogna tornare a parlare di una politica industriale che metta al centro il tessuto produttivo per rilanciare l’intero sistema economico del Paese. Oggi ci sono buoni elementi nella Legge di Stabilità che vanno in questa direzione. Come aveva detto il nostro presidente nel convegno del 21 settembre sicuramente serve rilanciare la politica industriale anche a livello locale. Bisogna aumentare la capacità di sviluppo e quella attrattiva che Cremona può avere verso investitori esterni. Un esempio è il progetto riguardante l’area di Tencara che si muove nella direzione dello sviluppo e del rilancio del territorio. Il sud della Lombardia è

Le vostre richieste sono supportate dalle politiche statali? «Per quel che riguarda le politiche statali si sta andando nella giusta direzione. Il Jobs Act, per esempio, è importante. Ci vuole un po’ di tempo, ma qualcosa si sta muovendo. Positiva, per quel che riguarda il Fisco, la riduzione delle imposte come l’Ires e anche quella sugli imbullonati. Bene anche tutte le spinte che possono esserci verso l’innovazione, come per esempio il Super-ammortamento. Bisogna investire sul futuro, è fondamentale. Per ottimizzare il processo occupazionale, inoltre, serve puntare sulle scuole e su una formazione di qualità.Certo persistono alcuni problemi di fondo come, ad esempio, la burocrazia che fa lievitare i costi e fa perdere tanto tempo alle aziende. Sicuramente con la Spending Review è iniziato un percorso per porre dei limiti ad alcuni problemi, ma la strada da fare è ancora lunga. Come vede la situazione in prospettiva? «I dati dicono che la fiducia delle persone sta pian piano salendo, sicuramente però il problema della sicurezza internazionale può influenzare il fenomeno esportativo. Bisogna comunque seguire i segnali positivi, anche se deboli.Per quel che riguarda il territorio cremonese, esso ha potenzialità per un rilancio, ma serve una strategia congiunta. Servono tavoli tecnici e di confronto. Solo così non si perderanno importanti occasioni di sviluppo».


Speciale Economia

Sabato 28 Novembre 2015

15

Il presidente di Cna Cremona analizza i molteplici problemi cronici che affliggono le piccole e medie imprese: fisco, burocrazia e credito

«L

e imprese non ne possono più di pagare imposte sui redditi che ancora non hanno incassato. Non ne possono più del fatto che gli utili non distribuiti delle imprese personali non abbiano la stessa tassazione delle società di capitali. Non accettano più di pagare la TARI anche sui rifiuti speciali che le imprese già smaltiscono a spese proprie al di fuori del servizio comunale». E’ un fiume in piena il Presidente di CNA Cremona Giovanni Bozzini, quando gli chiediamo un commento sulla situazione economica nazionale. «Riteniamo del tutto inaccettabile pagare l’IMU sugli immobili che ci servono per lavorare e neanche poterla dedurre integralmente. Per quanto ci sforziamo troviamo difficile capire la differenza del trattamento riservato ad un capannone rispetto a una serra agricola. Ed è così che, pagamento dopo pagamento, arriviamo ad una tassazione totale che supera, secondo le stime che la CNA ha più volte fatto in questi mesi, in questi anni, il 62% degli utili come media nazionale che arriva al 70% in Provincia di Cremona».

Questa situazione come si inserisce nel disegno di legge di stabilità varato dal Governo? «Troviamo difficile capire come, in questo documento, non ci sia stata la volontà di mettere fine al reverse charge e split payment; all’aumento della ritenuta d’acconto sui bonifici per gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici. Sono due vere e proprie storture. Drenano liquidità preziosa e peggiorano la situazione finanziaria delle piccole imprese che ancora fanno un enorme fatica a essere pagate sia dai privati sia dalle pubbliche amministrazioni. Dobbiamo essere consapevoli che interventi apparentemente di dettaglio, come quello che concede alle imprese di recuperare l’Iva sulle fatture emesse nei confronti di imprese in fallimento possono essere ossigeno in una situazione

Bozzini: «Così non si può andare avanti»

Ci sono ancora misure troppo deboli per ridurre drasticamente la pressione fiscale che rimane il vero nodo da scioglere in cui la disponibilità di credito bancario si riduce sempre di più». Analizzando il credito che è stato dato alle imprese, ci sono segnali di ripresa? «Le lascio un dato: in 7 anni gli impieghi bancari verso l'artigianato sono calati del 25%. Si tratta di una riduzione sproporzionata rispetto all’effettiva rischiosità del comparto e alle regole severe imposte agli intermediari finanziari. Una riduzione che non può più essere arginata dai Confidi. E’ evidente il disinteresse delle banche nei confronti delle imprese di piccola dimensione a torto considerate poco redditizie e troppo complicate da gestire. Esiste una selettività evidente e ormai innegabile nell’erogazione del credito e, le piccole imprese, non hanno la possibilità di percorrere la strada del ricorso al mercato dei capitali». Qual è la soluzione allora? «E’ evidente che vanno trovate nuove soluzioni, soluzioni che

abbiamo elencato già tante volte. Bisogna necessariamente risolvere a monte la differenza tra tempi di incasso delle fatture e pagamento dei fornitori, che rimane un problema sempre verde. E’ necessario ridurre la tassazione sugli utili per facilitare il rafforzamento patrimoniale delle imprese. Va favorito l'ingresso di nuovi soci interessati allo sviluppo di medio periodo dell'impresa. Ma pensiamo anche al ruolo di banche specializzate che si facciano carico della gestione di tesoreria dei clienti. E vorremmo una garanzia pubblica che non mortifichi ma amplifichi la funzione dei Confidi. Siamo pronti a mettere a disposizione il patrimonio di relazioni e informazioni che possano migliorare le relazioni tra imprese e finanziatori». Negli ultimi mesi si registra un aumento della propensione ai consumi, il Pil sale, c’è una ripresa nell’occupazione. «Livissimi e lentissimi miglioramenti che costituiscono oggi una

congiuntura favorevole che è un dato positivo certo ma di cui non ci possiamo tuttavia accontentare. Dobbiamo agire affinché si trasformi in sviluppo robusto, convinto e continuativo. E non solo perché siamo ancora lontani dai livelli del PIL di sette anni fa o perché cresciamo dello zero virgola ma anche perché pende sul nostro capo l’immenso debito pubblico che è ancora ben lontano dall’essere in via di risoluzione. Questi anni ci hanno insegnato che le condizioni macroeconomiche oggi più favorevoli possono rapidamente mutare, ma non con la stessa velocità riusciamo ad adeguarci a questo cambiamento. Ci sono dei problemi fisiologici, che vengono da lontano che il nostro sistema economico, deve necessariamente risolvere e non complicare”. Si riferisce alla burocrazia che grava sulle imprese? «Certamente, ma non solo. Ancora non vediamo quella burocrazia semplice, efficiente e rela-

zionale che servirebbe alle nostre imprese, ma anzi si tende a complicarla ogni giorno che passa con l’inserimento di processi lunghi e tutt’altro che semplici come quelli che riguardano l’accreditamento ad Arca e Mepa. Non vediamo il taglio degli sprechi dello Stato centrale che deve necessariamente partire dallo sfoltimento delle migliaia di società partecipate dal pubblico. Come per altro abbiamo bisogno di avere una giustizia civile che abbia tempi veramente ragionevoli e certi. Serve una visione strategica d’insieme che superi le molte difficoltà attuative non solo tali solo in termini di tempo di applicazione ma che lo sono proprie anche da un punto di vista culturale. Bisogna superare una volta per tutte quelle condizioni e quelle storture che non consentono di ottenere risultati positivi in tempi brevi».

In Italia, i dati ci dicono, che ci sono oltre 4 milioni di piccole imprese, che danno lavoro a oltre 11 milioni e 300 mila persone. Si tratta di un bel patrimonio. «Vorrei prima sottolineare che quasi il 90% di queste 11 milioni e 300 mila persone impiegate nelle piccole imprese hanno un contratto stabile. E’ questo è un dato importante, perché ci dimostra coi fatti che le piccole imprese sono, per la maggior parte, i soggetti reali dell’economia italiana. Peccato però che quando sentiamo parlare di imprese e sviluppo, ci si dimentica di noi. Lo Statuto delle imprese prevede che ci sia una legge annuale sulle PMI, legge che non abbiamo mai visto. Più volte ci hanno promesso dal Governo che avrebbero risolto il problema legato al Sistri per il quale le nostre imprese hanno pagato in anticipo per non avere nessun beneficio, ma ancora stiamo aspettando fiduciosi che il nuovo modello possa finalmente superare le criticità tante volte denunciate.

Quattro milioni di imprese a cui si chiede sempre di pagare in anticipo ma nel momento di riscuotere passano sempre in fondo alla fila».

Insomma, un quadro globale a tinte ancora grigie. «Forse abbiamo cancellato il colore nero, che sta piano piano scolorendo. Qualcuna delle richieste il mondo imprenditoriale fa da anni al Governo è stata inserita nel disegno di legge di stabilità, come l’introduzione del “super-ammortamento” e la proroga delle agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica. Così come l’allentamento del patto di stabilità interno degli Enti locali, che può favorire la ripresa degli investimenti pubblici con interventi per la riqualificazione di scuole e uffici; per la manutenzione e riqualificazione del territorio e per la prevenzione dei rischi. Apprezziamo le misure che incentivano le imprese a creare occupazione stabile e che, con il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, offrono maggiore tutela ai lavoratori. Ma dall’altro lato ci sono ancora molte misure troppo deboli per ridurre drasticamente la pressione fiscale che rimane il vero nodo da sciogliere. Tali segnali si sarebbero potuti rafforzare se solo avesse trovato spazio, nel disegno legge di stabilità, come previsto, il completamento della delega fiscale. Se è mancata la volontà, il coraggio o le risorse non lo sappiamo. Quello che sappiamo per certo è che l’Italia, se vuole ripartire davvero e non accontentarsi di percentuali vicine allo zero, deve investire sul suo tessuto economico, deve investire sulle imprese. E non ripartiremo mai se si riesce a dare ossigeno alle imprese allentando quei mali cronici che le attanagliano da troppo tempo: fisco, burocrazia e credito».


16

Speciale Economia

Sabato 28 Novembre 2015

Rivoltini:«Puntare sul mercato interno»

Il presidente di Confartigianato analizza la situazione economica attuale e fa rifermiento allo spirito sempre propositivo dell’Associazione

C

ome valutate la situazione economica attuale a livello nazionale e a livello locale? «Lo stato dell'arte non è cambiato di molto. Tuttavia, nella prospettiva della ripresa 2015-2016, la Lombardia si pone come asset fondamentale per il processo di recupero dell'economia italiana, avendo già rappresentato un perno decisivo nell'inversione di rotta negativa. Un dato importante è costituito dagli investimenti. Le prospettive danno una crescita per quest'anno del +1,2%, stimolati dal miglioramento delle condizioni di accesso al credito e delle aspettative associate a una ripresa della dinamica produttiva. Anche i dati del 3° trimestre lombardo fanno ben sperare e credo che il mercato interno resti decisivo per le nostre imprese: è qui che vanno concentrati i maggiori sforzi per favorire la nostra ripresa». Quali sono le difficoltà e le necessità più urgenti? «Quelle di sempre. Siamo vicino all'anno del 70° di fondazione e rileggendo in questi giorni la storia di Confartigianato Cremona ho notato che periodicamente i miei predecessori hanno affrontato le stesse nostre problematiche. Già dagli anni '70 per il passaggio dall'IGE all'IVA fino ai giorni nostri infatti, si sono periodicamente succedute battaglie soprattuto sul fisco: la priorità è il taglio delle tasse! E la questione lavoro? Tutti sappiamo bene che il lavoro non si crea per decreto: se le imprese non hanno lavoro, non possono nemmeno offrirlo. Per non parlare della contraddizione sull'apprendistato: il Governo lancia un contratto unico a tutele crescenti che sta cannibalizzando l’apprendistato e, nel frattempo, con il disegno di legge sulla Buona Scuola, annuncia di voler rilanciare l’apprendistato. C’è qualcosa che non va!». Quali sono le vostre proposte? «Le nostre proposte non cambiano rispetto a quanto espresso anche con forza lo scorso anno nella grande manifestazione di Roma. In estrema sintesi le riassumo: Stato: maggiore ascolto delle rappresentanze di imprese e lavoratori e vera riforma, nuova legge elettorale; Fisco: taglio della tassazione su tutte; Lavoro: riduzione

Stiamo assistendo ad una falsa semplificazione perché ogni provvedimento lascia sempre adito all’interpretazione. C’è ancora molto da fare, per questo teniamo la guardia alta

del costo, reale sostegno all'occupazione e semplificare l'apprendistato; Credito: più spazio di gestione ai Confidi e incentivazione delle fonti alternative al canale bancario; Semplificazioni: efficace semplificazione normativa e amministrativa e rispetto dei termini di paga-

mento dei debiti commerciali; Giustizia: premiare chi denuncia e sistema più veloce; Mercati: più spinta al commercio estero; Trasporti: risolvere le annose controversie col settore e maggiori infrastrutture; Energia: ridurre costi e più fonti alternative».

Le politiche statali rispondono alle vostre esigenze? Ci sono cose da migliorare e cambiare? «Intanto è un bene che il Governo abbia accolto alcune delle nostre richieste per il sistema delle imprese, come l’aver evitato, innanzitutto, l’aumento dell’IVA per non bloccare il risveglio dei consumi. Intrapresa la strada della riduzione del carico fiscale con misure come l’incremento della franchigia IRAP, la revisione del regime forfettario dei “contribuenti minimi”, la possibilità di recuperare immediatamente l’IVA sui crediti insoluti. Positivi risultano anche gli interventi a sostegno delle ristrutturazioni edilizie, compreso il “bonus mobili”, e delle riqualificazioni energetiche. E’ apprezzabile anche la conferma dell’esonero contributivo per incentivare le assunzioni o le trasformazioni a tempo indeterminato, seppure con una quota progressivamente ridotta per consentire di distribuire risorse anche su altri interventi. Sostenere le imprese che possono assumere è, infatti, una scelta impor-

tante. Tuttavia mancano una serie di interventi che le piccole imprese aspettano da tempo: in particolare la deducibilità totale dell’IMU sugli immobili strumentali. Inoltre, va attuata la parte di Delega fiscale che è rimasta lettera morta e che darebbe alle imprese soggette ad IRPEF la possibilità di tassare ad aliquota proporzionale IRES gli utili non prelevati perché reinvestiti in azienda (la nuova “IRI”) ed ai soggetti in contabilità semplificata di pagare le tasse solo dopo l’incasso delle fatture». Cosa potete dire della burocrazia? Si è snellita negli anni? «Per ora tante promesse e pochi fatti. Era il 18 febbraio 2014 quando il governo Renzi prometteva un “taglio certo e duraturo della pressione fiscale” e una dura lotta alla burocrazia. Oggi, gli esperti di Confartigianato certificano come la pressione fiscale italiana rimane la più elevata dell’Eurozona. Le riforme sono sempre piene di ottimi principi e di lodevoli intenti. Troppo spesso, poi, nella realtà cambia poco. Stiamo assistendo ad una falsa semplificazione perchè ogni provvedimento lascia sempre adito ad interpretazione e nuovi balzelli. C'è ancora molto da fare; Confartigianato tiene la guardia alta». Quali sono le vostre previsioni per il futuro? «Siamo Artigiani, quindi positivi! Come accennato, ci apprestiamo a festeggiare il traguardo dei 70 anni di fondazione e vogliamo farlo recuperando quello stesso spirito positivo, lungimirante e proiettato oltre gli ostacoli, che avevano i nostri colleghi “illuminati” di allora. Era l'inizio del 1946, con tutte le problematiche del dopoguerra, eppure quei pionieri non si sono pianti addosso: si sono subito rimboccati le maniche cercando di costruire un futuro migliore per le piccole imprese: un impegno ammirevole, i cui frutti li stiamo raccogliendo ancora oggi. Un futuro che vogliamo ricco di speranza per noi, per il nostro Paese ed per i nostri figli».


17

Speciale Economia

Sabato 28 Novembre 2015

Boselli:«C’è bisogno di ossigeno»

Il commissario della Libera parla dell’Associazione e della situazione del settore agricolo: «Serve una redistribuzione del reddito all’interno della filiera»

L

a Libera Associazione Agricoltori Cremonesi è indubbiamente una delle più importanti realtà del territorio. Proprio per questo motivo abbiamo chiesto al Commissario Antonio Boselli di parlare della situazione attuale del settore agricolo e delle previsioni future. Qual è la situazione attuale nel vostro settore a livello nazionale e a livello locale? «Non possiamo certo dire che l’annata agraria che si è appena conclusa (l’undici novembre è storicamente la data che chiude e apre le annate agrarie) sia stata particolarmente positiva per gli agricoltori. In parte si è risentito della crisi generale che da alcuni anni sta colpendo il mondo occidentale e, in parte, la globalizzazione dei mercati ha fatto il resto. Vi sono molti paesi ad economia emergente che sono in grado di fare una grande concorrenza ai nostri prodotti. Ovviamente parliamo di costi di produzione molto più bassi e di prodotti generici, del tutto indifferenziati. A livello locale la situazione rispecchia, con qualche piccolo distinguo, il panorama generale. Le produzioni tipiche della nostra provincia: latte, cereali e carni suine non hanno certo brillato. Per tutti e tre i comparti le situazioni sono piuttosto serie, ai limiti della sopravvivenza delle aziende agricole. Ci si difende ancora grazie alla qualità delle produzioni tipiche e ai prodotti Dop: grana e prosciutti in primis».

Quali sono le difficoltà e le necessità più urgenti? «In questo momento è importante ridare ossigeno alle imprese agricole. I prezzi che vengono pagati per le materie prime alimentari che poi, trasformate dall’industria, daranno origine ai prodotti della eccellenza dell’agroalimentare italiano non sono per nulla remunerativi per gli agricoltori. Il grande gap che esiste tra i prezzi al consumo e

In parte si è risentito della crisi generale che sta colpendo il mondo occidentale e in parte della globalizzazione dei mercati quelli alla produzione si è andato allargando negli ultimi anni a dismisura. Bisogna che vi sia una redistribuzione del reddito all’interno della filiera. I prodotti di eccellenza, sia Dop che non, che vengono commercializzati con un elevato valore aggiunto devono essere in grado di remunerare adeguatamente il prodotto di partenza, che poi è quello che ne determina la qualità e la tipicità. Questo deve essere molto chiaro e costituisce la base di partenza di ogni discorso futuro. Ma l’industria di trasformazione fatica a condividere questo concetto. O, se vogliamo essere più realisti, lo ignora bellamente per pura speculazione economica».

Quali sono le vostre proposte per dare vigore al vostro settore? «Una boccata di ossigeno immediata può venire da una erogazione tempestiva della pac che quest’anno, per una serie di ragioni e di coincidenze sfortunate, diciamo così; non ha visto l’anticipo di un congruo acconto come Regione Lombardia ha fatto negli ultimi anni. Accanto a questa erogazione, che a questo punto dell’anno, sarebbe bene che fosse complessiva e quindi completa di saldo, è necessario che la Regione riattivi al più presto e completamente le varie misure previste dal Piano di sviluppo rurale. Purtroppo entrambe queste due misure sono venute

meno nel corso del 2015 a causa della transizione dalla vecchia programmazione finanziaria finita nel 2013 e alla mancanza di quella nuova che doveva iniziare tra il 2014 ed il 2015. La complessità della nuova Pac ha comportato questi ritardi che hanno coinciso con una annata particolarmente negativa dal punto di vista economico per il settore. La somma delle due cose è stata devastante». Le politiche statali rispondono alle vostre esigenze? Ci sono cose da migliorare e cambiare? «Certamente ci sono cose da migliorare. La politica agricola della Unione europea è troppo generica per rispondere alle esi-

genze specifiche dei singoli paesi ed in particolare del nostro che vanta una lunga tradizione di qualità sull’agroalimentare. Per questo abbiamo bisogno di una seria politica agricola nazionale in grado di sostenere prodotti e produttori nazionali. Il che significa anche difenderli commercialmente sul piano internazionale. Quindi sono necessari finanziamenti per la promozione e per il sostegno alla esportazione ma anche leggi nazionali che aiutino il consumatore a distinguere la qualità e l’origine dei prodotti. Ad esempio con l’etichettatura, ma anche con una legislazione più stringente sull’approvvigionamento della materia prima necessaria alla produzione di prodotti del “made in Italy”».

Nel vostro settore la burocrazia rallenta il lavoro? Si è snellita negli anni? «La burocrazia nel nostro paese non solo rallenta il lavoro ma fa aumentare i costi di produzione a dismisura. Sono anni che ci battiamo contro questa degenerazione della nostra società ma i risultati non arrivano. Anzi, le cose vanno peggiorando. Le faccio solo un esempio: la nuova Pac, oltre ad avere ridotto in modo significativo le integrazioni al reddito per gli agricoltori, ha introdotto una serie di meccanismi complicatissimi che hanno comportato un notevole aumento del lavoro per presentare le relative pratiche agli organismi pubblici. Poi, di recente, abbiamo assistito ad un paradosso: la Regione Lombardia aveva introdotto un nuovo assessorato per combatterla: l’assessorato alla sburocratizzazione!».

Quali sono le vostre previsioni per il futuro? «Purtroppo nel breve periodo le previsioni sull’andamento dell’economia agricola non sembrano dare significativi segnali di cambiamento. Almeno nel mondo occidentale. C’è da sperare che a livello generale vi possa essere una ripresa dell’economia intesa in termini generali e che questo possa favorire una ripresa dei consumi. Infatti sembra incredibile ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad una contrazione dei consumi dei generi alimentari intorno al 7-8%. La ripresa dei consumi sarebbe il primo passo per un rilancio economico della parte agricola. Nel frattempo noi cerchiamo di agire per il meglio in una situazione pesante: tutti dicono che il futuro per l’agricoltura sarà roseo ma al futuro bisogna arrivarci e possibilmente in buone condizioni».


18

Speciale Economia

Sabato 28 Novembre 2015

Il presidente di Coldiretti parla delle sfide future in ambito agricolo e zootecnico partendo dalla battaglia vinta sul prezzo del latte

P

residente, apriamo con la notizia del momento: dopo settimane di battaglia c’è l’intesa sul prezzo del latte. «E’ un primo risultato concreto della mobilitazione messa in atto da Coldiretti, che ha coinvolto decine di migliaia di allevatori, con presidi nelle industrie e nei supermercati, dove abbiamo trovato il sostegno convinto dei cittadini nella difesa del latte, delle stalle e delle nostre campagne. L’intesa raggiunta con la multinazionale Lactalis sul prezzo del latte alla stalla prevede in tutto il Nord per il prossimo trimestre un aumento di 2,1 centesimi, al quale vanno aggiunti il centesimo garantito dal Ministero delle Politiche Agricole con aiuti straordinari dell’Unione Europea. In condizioni veramente difficili, siamo riusciti a sbloccare una situazione che rischiava di soffocare le nostre imprese. Il nostro sforzo mobilitativo ha consentito di forzare il blocco degli industriali lattiero-caseari, costringendoli a rivedere sia le loro politiche di prezzo alla stalla sia la logica, davvero rovinosa per gli allevamenti, di indicizzazione del prezzo sui parametri tedeschi. A tutto questo si potranno aggiungere poi le risorse che le singole regioni vorranno stanziare per compartecipare al fondo di intervento straordinario dell’Unione Europea e sostenere così gli allevatori nelle rispettive realtà di riferimento. Anche la Lombardia, se vuole, potrà aggiungere risorse in grado di migliorare la situazione del nostro comparto zootecnico». Lo considera un buon accordo? «Come ho detto, è un primo concreto risultato. Un passo nella giusta direzione. Secondo le nostre stime, l’accordo porterà almeno 130 milioni di euro su base annua in più nelle stalle lombarde se responsabilmente tutti gli industriali presenti sul territorio applicheranno i termini dell’intesa . A livello nazionale, agli allevamenti italiani, secondo l’ufficio studi della Coldiretti, tra effetti diretti ed indiretti sul mercato nazionale del latte l’intesa porterà almeno 340 milioni di euro su base annua in più . E’ una boccata di ossigeno per le imprese che si trovano in un grave momento di difficoltà, ma la battaglia della Coldiretti continua nelle sedi istituzionali per arrivare al più presto alla corretta

Voltini:«Dall’agricoltura il rilancio del Paese»

identificazione dei prodotti che usano latte italiano con l’indicazione in etichetta, che impedisca di spacciare come Made in Italy il prodotto importato. Una cosa positiva è che per la prima volta sulla questione del prezzo alla stalla c’è stato il diretto coinvolgimento e la partecipazione della Grande distribuzione organizzata, che si è aggiunta ai produttori e all’industria. Tutti hanno lavorato per una valorizzazione della filiera del latte. Abbiamo fatto capire a tutti i soggetti in campo che in ballo non ci sono solo dei valori economici, ma l’esistenza stessa di una rete di migliaia di aziende agricole che ogni giorno fanno la storia dell’agroalimentare italiano e che solo nella nostra regione mungono oltre 4 milioni e mezzo di tonnellate di latte sulle 11 totali a livello nazionale. Si tratta di un prodotto prezioso, sicuro e controllato a tutti a livelli che deve avere la giusta valorizzazione lungo la filiera. Andiamo avanti, nell’impegno di difendere il vero Made in Italy e le imprese che lo producono». Per dare vigore al settore, quanto è importante la battaglia alla contraffazione e falsificazione del Made in Italy? «La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione del Made in Italy alimentare nel mondo hanno superato il fatturato di 60 miliardi di euro, con quasi 2 prodotti di tipo italiano su 3 in vendita sul mercato internazionale che in realtà non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale. Il falso Made in Italy a tavola colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche olio extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. A queste realtà se ne aggiunge una ancora più insidiosa: l’italian sounding di matrice italiana, che importa materia prima (latte, carni, olio) dai paesi più svariati, la trasforma, e ne ricava prodotti che successivamente vende come italiani senza lasciare traccia attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il vero Made in Italy, perché non esiste ancora per tutti gli alimenti l’obbligo di indicare la pro-

venienza in etichetta. Un vuoto normativo che Coldiretti chiede sia colmato, ribadendo, come del resto la grandissima maggioranza dei consumatori italiani, che l’origine degli alimenti deve essere scritta in modo chiaro e leggibile nell’etichetta».

Le politiche statali rispondono alle vostre esigenze? Ci sono cose da migliorare e cambiare? «E’ un fatto che il premier Renzi abbia scelto l’assemblea nazionale di Coldiretti a Expo, il 15 settembre nella giornata dell'agricoltura italiana davanti a trentamila agricoltori, per annunciare alcuni importanti provvedimenti in tema di agricoltura. A distanza di un mese, con la legge finanziaria, sono stati rispettati gli impegni assunti per il taglio delle tasse a chi vive di agricoltura. La manovra contenuta nel disegno di legge di stabilità 2016 sul settore agricolo ha previsto tra l’altro l’azzeramento dell’Irap e la cancellazione dell’Imu per i coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali sia nei terreni in pianura che nelle aree montane, dove è stata tolta a tutti. La riduzione degli oneri fiscali consente alle imprese agricole professionali di recuperare risorse per gli investimenti finalizzati all’innovazione e alla crescita dell’occupazione in un settore particolarmente dinamico come l'agroalimentare Made in Italy. È positiva la circostanza per la quale, dopo alcuni anni in cui – a fronte della situazione di crisi economica del Paese – sono stati chiesti sacrifici all’agricoltura (dalle modifiche alle disposizioni Imu alla forte diminuzione delle assegnazioni di gasolio agevolato), per la prima volta vengono assegnate risorse finanziarie e soprattutto venga ridotto il carico impositivo sul settore. Continuiamo il nostro pressing sul Governo a difesa delle nostre imprese e dell’agricoltura italiana. La prevista e positiva esenzione dall’Imu per i terreni agricoli in pianura esclusivamente per quelli posseduti e condotti dai soggetti “professionali” va estesa, ad esempio, anche ai terreni concessi in affitto almeno in ambito familiare. Valutiamo positivamente l’esen-

A livello cremonese abbiamo dato avvio ad una rivoluzione positiva che sta investendo tutto il nostro settore, dalla difesa delle nostre produzioni al nuovo corso impresso al Consorzio Agrario zione dall’Irap per le imprese che esercitano le attività agricole titolari di reddito agrario e l’incremento delle percentuali di compensazione IVA per i prodotti lattiero caseari all’8,80 al 10 per cento. Abbiamo nel contempo sottolineato l’esigenza di prevedere un analogo incremento delle percentuali di compensazione dell’Iva per le cessioni di animali vivi, che consentirebbe di sostenere le imprese di allevamento rispetto alle gravi difficoltà reddituali dovute alla crisi dell’intero settore zootecnico, peraltro destinate ad aggravarsi a seguito degli allarmi lanciati dallo studio dell’OMS sulle carni rosse e quelle lavorate». Nel vostro settore la burocrazia rallenta il lavoro? Si è snellita negli anni? «La burocrazia resta, purtroppo, un peso con il quale le aziende devono quotidianamente convivere. Il settore agricolo è ancora pieno di una pletora di adempimenti quotidiani che, secondo un nostro calcolo, tolgono all’attività di impresa vera 100 giorni l’anno. Questo rallenta e talvolta addirittura compromette il lavoro delle nostre imprese, ne mette seriamente a rischio la competitività, a maggior ragione in questi anni di così grandi difficoltà per tutti i comparti. Lo snellimento delle procedure con la semplificazione, il dialogo tra le amministrazioni e l’informatizzazione

rappresentano il miglior investimento che può fare il Paese per sostenere la crescita. Dal canto nostro, gli uffici Coldiretti sono quotidianamente al fianco degli imprenditori agricoli, per supportarli nei tanti aspetti legati alla vita delle imprese». Quali sono le vostre previsioni per il futuro? «Abbiamo dato vita a Cremona ad un importante momento di incontro che abbiamo intitolato “Gente che costruisce, piuttosto che lamentarsi”. E’ quello che siamo. A livello cremonese abbiamo dato avvio ad una positiva rivoluzione che sta investendo tutto il nostro settore, dalle battaglie a difesa delle nostre produzioni al nuovo corso impresso al Consorzio Agrario, alla positiva stagione che stiamo vivendo nell’incontro con i cittadini, attraverso Campagna Amica che è una grandissima occasione per richiamare il valore del vero Made in Italy. Ieri a Cremona abbiamo presentato un dossier in cui si attesta che l’export agroalimentare lombardo sta crescendo, e questo vale anche per l’agroalimentare cremonese. Abbiamo portato dati concreti, che ci convincono ancora di più che il nostro settore è la parte sana, forte, reale, dell’economia, e che proprio dall’agricoltura possono e devono partire il superamento della crisi e il rilancio del Paese».


Speciale Economia

19

Sabato 28 Novembre 2015

L’unione fa la differenza, parola di Asvicom

Il presidente Tazza: «E’ fondamentale rispondere alla dinamicità del mercato, soprattutto nel settore del commercio, promuovendo le eccellenze del territorio»

L’

Asvicom Cremona (Associazione sviluppo commercio, turismo, servizi e PMI della provincia di Cremona) è un'organizzazione sindacale aperta a tutti gli operatori del commercio, del turismo e dei servizi, apartitica e apolitica. Il suo ruolo istituzionale è la tutela dell'attività e della professionalità degli associati. Obiettivo è quello di contribuire alla crescita delle imprese e con essa a rafforzare l’economia del territorio attraverso la collaborazione con le istituzioni locali, con le organizzazioni sindacali, economiche, culturali e religiose. Della situazione economica attuale e delle prospettive future abbiamo parlato con il presidente Berlino Tazza. Come valutate la situazione economica attuale a livello nazionale e a livello locale? «Ci troviamo di fronte a una, seppure lieve, ripresa economica italiana. Basti pensare ai recenti dati: siamo tornati a segni positivi per la produzione, con una crescita dello 0,4% nel mese di settembre, e a un +2,3% per l'occupazione nel secondo trimestre 2015. Anche l'occupazione femminile riaggancia i suoi massimi dal ’93, tornando al 50,9%. A livello provinciale e regionale troviamo conferma di questi dati, anche perché assistiamo a cambiamenti importanti. Fondamentale sempre di più è rispondere alla dinamicità del mercato, soprattutto nel settore del commercio, promuovendo le eccellenze del territorio». In che modo sviluppare la promozione delle eccellenze? «Vede, per vincere la competizione sia a livello locale sia a livello globale e valorizzare il nostro patrimonio economico attraverso le eccellenze, è necessario un sostegno dei settori produttivi da parte delle istituzioni. E’ necessario che esse sappiano coordinare le attività di imprese, associazioni territoriali, consorzi ed enti, fornendo loro programmi congiunti e un supporto organizzativo, tecnico e logistico nell’ambito della partecipazione alle più importanti manifestazioni fieristiche nazionali e internazionali, vere e proprie rampe di lancio». Come l’Esposizione Universale, appena conclusa? «Sì, il grande successo dell’espo-

Per vincere la competizione, sia a livello locale che globale, è necessario un sostegno dei settori produttivi da parte dellle istituzioni

sizione universale è non solo motivo di orgoglio per l’Italia ma è anche una conferma delle incredibile potenzialità del nostro paese. Le aziende e le Regioni hanno avuto l'occasione sia di partecipare ai sei mesi espositivi, sia di essere visitate direttamente all'interno dei loro stabilimenti dalle delegazioni estere arrivate a Milano per Expo. E’ importante sfruttare

questa eco e lavorare sulle relazioni con i Paesi e gli operatori commerciali internazionali, sviluppando consolidate occasioni di business. L’intero sistema ha funzionato e dovrebbe essere replicato su larga scala, oggi più che mai c’è bisogno di questa sinergia fra tutti gli attori del comparto economico e del tessuto produttivo».

Su cos’altro puntare, presidente? «Sui temi dell’innovazione, della ricerca e della formazione. E’ sotto gli occhi di tutti l’incredibile fermento del mondo digitale, della rete e delle nuove tecnologie che dovrebbero essere non solo un supporto ma anche un elemento imprescindibile. Si tratta, infatti di un incredibile potenziale che deve innestarsi nelle aziende italiane e diventare cultura. La

formazione deve essere d’avanguardia e rispondere ai fabbisogni specifici di ogni singola realtà imprenditoriale. Innovare e rafforzare il Made in Italy, oggi, significa agire sull'ossatura del nostro sistema produttivo che, soprattutto in questo momento di crisi, deve trovare nuove soluzioni per crescere sempre di più». Lo Speciale continua a pagina 26


20

Salute

Sabato 28 Novembre 2015

GLI ORARI

PRESIDIO OSPEDALIERO DI CREMONA CUP Centro Unificato di Prenotazione Dove: padiglione n. 12, a fianco del Centro Prelievi, prospiciente Largo Priori Orari di apertura al pubblico: lunedì - venerdì dalle 7.30 alle18.00 orario continuato, il sabato dalle 8.00 alle 12.00; Prenotazioni telefoniche: è possibile telefonare al numero verde 800.638.638, da lunedì a sabato dalle 08.00 alle 20.00. PRENOTAZIONI CHE NON SI EFFETTUANO AL CUP Attraverso il CUP si prenotano tutte le prestazioni ad eccezione delle seguenti, che devono essere prenotate direttamente presso le singole unità operative o servizi come indicato di seguito: ANATOMIA PATOLOGICA secreti e agoaspirati (non Tac e non Ecoguidati) Dove: Poliambulatori, piano Terra. Orario: giovedì dalle 15 alle 16. Per prenotare contattare la segreteria dell’Anatomia Patologica dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 16.00. Telefono: 0372 405477, dalle 9.30 alle 16.00. Consegna campioni istologici e citologici La consegna dei campioni citologici urinari è prevista, presso il padiglione 5, da lunedì a venerdì, dalle 08.00 alle 09.30; per gli altri esami da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 16.00 (accesso diretto). RADIOLOGIA Dove: piano 1, corpo H (ala destra). TC, risonanza magnetica, ecografie urgenti e richiesta di prestazioni con bollino verde Le prenotazioni vanno effettuate di persona o via fax. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 13.00, sabato dalle 08.00 alle 12.00. Tel: 0372 405760. Angiografia Le prenotazioni vanno effettuate di persona. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 15.30. Telefono: 0372 405367. SENOLOGIA: Screening mammografico preventivo biennale Asl Cremona (45-69 anni) Tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.30, il mercoledì dalle 14 alle 16. La prenotazione va effettuata al CUP dell'Asl 800 318 999. Prestazioni con carattere di urgenza, risonanze alla mammella, agoaspirati, ecografie Dove: piano 1, corpo M. Ora: da lunedì a venerdì dalle 11.00 alle 13.00. Telefono: 0372 405614. Per ulteriori informazioni è stata inoltre attivata una nuova linea telefonica dotata di risponditore automatico in funzione 24 ore su 24: 0372 405612. RADIOTERAPIA E MEDICINA NUCLEARE Dove: piano Cantina, (utilizzare la scala o ascensore a sinistra vicino l'Ufficio Informazioni nell'atrio di ingresso) corpo M, monoblocco ospedaliero. Orario: da lunedì a venerdì dalle 07.30 alle 17.30. Telefono: 0372 405485. MEDICINA DEL LAVORO: Visite specialistiche di medicina del lavoro Tel: 0372 405777 da lunedì a venerdì, dalle 08.00 alle 15.30; oppure, personalmente presso l’Ambulatorio Specialistico di Medicina del Lavoro negli stessi orari. CENTRO DIABETOLOGICO Dove: piano 6, corpo H (lato destro), monoblocco ospedaliero. Orari: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 13.30 (prima visita per inquadramento diagnostico-terapeutico e visita di controllo per monitoraggio metabolico e screening delle complicanze croniche). Per le prime visite è preferibile che la prenotazione avvenga di persona comunque possibile prenotare telefonicamente da lunedì a venerdì, dalle 11.00 alle 13.30. Telefono: 0372 405715. CENTRO PRELIEVI - LABORATORIO ANALISI accesso diretto da parte dei cittadini, con la richiesta del Medico di famiglia o dello specialista. Dove: Centro Prelievi all'ingresso dell'ospedale. Orario: da lunedì a venerdì dalle ore 07.30 alle 10.30. Telefono: 0372 405663 - 0372 405452 CENTRO EMOSTASI E TROMBOSI Monitoraggio delle terapie anticoagulanti. previsto accesso con prenotazione al numero 0372 405666 - 0372 405663. Dove: Presso la palazzina del Cup Orario: dalle 07.30 alle 12.00 da lunedì a venerdì. CENTRO AZIENDALE DI ALLERGOLOGIA Test di tolleranza al lattosio e patch test Accesso con impegnativa del medico curante. Le prenotazioni si effettuano telefonicamente al numero 0372/408178 da lunedì a venerdì, dalle 10.30 alle 12; oppure di persona presso l’Ambulatorio di Allergologia (Padiglione 10) da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00. IMMUNOEMATOLOGIA E MEDICINA TRASFUSIONALE: Emotrasfusioni, salassi, autotrasfusioni, terapia marziale endovenosa, preparazione di nuovi emocomponenti ad utilizzo non trasfusionale: Gel Piastrinico, Concentrato Leucopiastrinico. Dove: Piano terra, corpo D, monoblocco ospedaliero.Tel: 0372 435887 - 0372 405461 dalle 10.00 alle 17.00 da lunedì a venerdì GENETICA Dove: piano 2 lato destro del monoblocco ospedaliero. Prenotazioni telefoniche: 0372 405783 da lunedì a venerdì dalle 13.00 alle 14.30. MEDICINA LEGALE Prenotazioni presso Direzione Medica di Presidio piano Rialzato monoblocco ospedaliero. Tel: 0372 405200. PSICOLOGIA Dove: settimo piano a sinistra. Prenotazioni da lunedì a venerdì dalle ore 09.00 alle ore 10.00 presso il servizio di Psicologia, oppure anche telefonicamente agli stessi orari al numero 0372 405409. ONCOLOGIA MEDICA Dove: Piano 4 ala Destra Prenotazione in reparto da lunedì a venerdì dalle ore 8.00 alle ore 17.00. Tel: 0372 405248. TERAPIA DEL DOLORE Dove: palazzina n. 9 La prenotazione può essere effettuata telefonicamente al numero 0372 405330 dalle 11.00 alle 15.00, da lunedì a venerdì. Negli altri orari è possibile chiamare lo stesso numero lasciando un messaggio in segreteria telefonica con il nome e numero di telefono: al più presto sarete richiamati.

L’

di Giulia Sapelli

epistassi, nota banalmente come “perdere sangue dal naso”, può spesso sembrare un disturbo innocuo e non venire preso in considerazione. In realtà talvolta questo fenomeno può essere il campanello di allarme di un problema più serio. Come regolarsi, allora? Innanzitutto non bisogna farsi prendere dal panico. Vi sono alcuni rimedi “fai da te” che bloccano la perdita senza ulteriori problemi. Se però le perdite fossero abbondanti o gli episodi particolarmente frequenti e prolungati è necessario consultare lo specialista. Ne parliamo con Maurizio Magnani, direttore della unità operativa di Otorinolaringoiatria (Ospedale di Cremona).

Importante la cura “fai da te”: ecco cosa fare e cosa non fare assolutamente

Epistassi: quando è il caso di consultare un medico

dei punti emorragici evidenti con elettrocausticazioni (mediante pinza bipolare nei punti arteriosi o mediante toccature con nitrato d'argento o acido tricloroacetico nei punti venosi) e tamponamento nasale con materiale idoneo o con garze». Nei casi più impegnativi come si interviene? «Una metodica efficace è la cicatrizzazione endoscopica dei rami dell'arteria sfenopalatina in anestesia generale. Nelle varicosità del setto nasale anteriore la procedura di segmentazione dei capillari (capillaroplastica) può essere eseguita in anestesia locale e in regime ambulatoriale. Dal punto di vista farmacologico occorre praticare la corretta terapia per l'ipertensione ed eventualmente rivedere la terapia anticoagulante. Un certo valore hanno i farmaci capillaroprotettori che irrobustiscono le pareti dei vasi. Localmente si possono applicare pomate con funzione idratante e antisettica».

Quali sono le cause più diffuse riferibili alla popolazione adulta? «Occorre distinguere tra cause locali e cause generali. Le cause locali prevalenti sono traumi, dalla piccola contusione alla frattura delle ossa del volto e delle ossa nasali, varici dei capillari del Locus Valsalvae, riniti acute e fenomeni vasomotori del naso. Le cause generali invece sono legate ad alcune patologie quali ipertensione arteriosa, cardiopatie acquisite e congenite, malattie metaboliche, terapie anticoagulanti, malattie infettive virali con rinopatia, malattie renali. Non vanno trascurate anche le espistassi ricorrenti secondarie a tumori delle fosse nasali e delle cavità (seni) paranasali». Negli adolescenti invece? «Le cause più diffuse nelle adolescenti sono le epistassi cosiddette vicarianti o premestruali, mentre nel resto della popolazione giovanile la causa più frequente è determinata dalla presenza di ectasie (dilatazioni) da rapportare allo sviluppo della struttura cartilaginea e ossea del setto nasale». In che misura l’esposizione al sole o le elevate temperature estive possono incidere sull’epistassi? «Vero è che in estate l’epistassi può verificarsi con maggior frequenza; ciò a causa di fenomeni di vasodilatazio-

ne dei vasi provenienti - soprattutto dal territorio della carotide esterna - o per eccessiva attività fisica praticata all'aperto, con temperature elevate».

predisposte anche le persone sottoposte a terapia anticoagulante e - a lungo termine - pazienti ipertesi, diabetici, epatopatici».

Esistono persone maggiormente predisposte a tale fenomeno? «Ci sono soggetti che hanno delle marcate deviazioni del setto nasale con alterazione del normale scorrimento dell'aria nelle fosse nasali che perde la caratteristica di un flusso laminare per passare a un flusso turbolento. Ciò comporta una continua irritazione di determinate zone della fossa nasale. Sono maggiormente

Quando è necessario consultare il medico? «In caso di epistassi massive e non controllabili a domicilio, oppure in caso di epistassi che seppur modeste si ripetono con frequenza da più di tre mesi».

a cura della dottoressa Annalisa Subacchi Nutrizionista albo Sez. A n° 061604 Master Nutrizione Fitness e Sport, Diete personalizzate, test intolleranze alimentari, celiachia, breath test al lattosio

FATE ATTENZIONE AI TRATTAMENTI SBAGLIATI Sono una ragazza di 35 anni, 13 mesi fa ho smesso di fumare, ho assunto in passato delle pastiglie che mi han fatto perdere i kg di troppo, ma ora dopo la mia seconda gravidanza sono praticamente lievitata e secondo me è stata colpa anche di quelle pastiglie. Cosa devo mangiare e come comportarmi? Come giustamente suppone, una serie di fattori hanno probabilmente concorso al suo aumento di peso. Non posso dirle "per filo e per segno" quello che deve mangiare, non la conosco, non so cosa è abituata ad assumere e quale sia il suo stile di vita. La inviterei perciò a contattarmi in privato. Durante la visita potremo verificare i rapporti di massa grassa e magra, oltre ad effettuare la calorimetria indiretta, strumento essenziale per capire come sta lavorando il suo metabolismo o se è stato rallentato a causa di farmaci dimagranti utilizzati in passato. Da qui potremmo quindi partire da un’alimentazione bilanciata per cercare di riattivare il metabolismo. La dottoressa Subacchi risponde alle vostre domande scrivendo a: info@nutrizionistabiologo.it • oppure a: ilpiccolocremona@fastpiu.it www.nutrizionistabiologo.it • Facebook: Lisa Nutrizionista • Cell. 366-4759134 La dottoressa Annalisa Subacchi riceve a: CREMONA: poliambulatorio MEDICENTER Cremona 0372-434988 GADESCO PIEVE DELMONA: Poliambulatorio MED c/o Ipercremona2 0372-803801 CREMA SPAZIO BENESSERE VIA CASTELLO 12. Cel 366-4759134 MANERBIO Poliambulatorio Minervium Via Verdi 64 - Manerbio 366-4759134

Quali le terapie più efficaci? «Come pronta urgenza si possono eseguire delle cicatrizzazioni mirate

RIMEDI “FAI DA TE” - COSA FARE • Mantenere la calma • Flettere la testa in avanti • Soffiare forte il naso per espellere il coagulo • Praticare un leggero tamponamento nasale con cotone imbevuto eventualmente di acqua ossigenata. • In caso di esposizione al sole indossare cappelli bianchi (o colori chiarissimi) bagnati d’acqua. RIMEDI “FAI DA TE” - COSA NON FARE • Allarmarsi oltre il limite • Iperestendere la testa (all’indietro) • Applicare garze gialle medicate al percloruro di ferro.

“Diritti, ambiente e salute ai tempi della globalizzazione”: incontro all’Arci Nei giorni in cui si svolge la conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, Arci Cremona, il Circolo Arcipelago, la Lega di Cultura di Piadena e la rete territoriale Nutrire il pianeta è nutrire la pace, organizzano "Terra e libertà. Diritti, ambiente, salute ai tempi della globalizzazione": due serate sui temi dell’agroecologia, dello sviluppo sostenibile, del cibo come diritto, dei cambiamenti ambientali. Martedì primo dicembre, alle ore 21, è prevista la prima serata, intitolata "Fra la Via Emilia e il West", con la proiezione del documentario Food, Inc., di Robert Kenner, "Stati Uniti, 2008". E' in programma anche un momento di approfondimento con un referente del Comitato Stop Ttip. Venerdì 11 dicembre, sempre alle 21, sarà proiettato "Il colore della bassa", documentario di Giuseppe Morandi. Presentato alla Biennale di Venezia, il mediometraggio parla della trasformazione dell’agricoltura nella bassa padana: monocoltura e allevamenti intensivi, cambiamento del paesaggio, lavoratori migranti. Seguirà un incontro con Gianni Tamino, ambientalista, docente universitario, già parlamentare europeo. I due incontri si terranno a Cremona, presso Luogocomune - Centro Sociale Culturale Arci (Via Speciano, 4). Ingresso con tessera Arci 2015.

Parkinson, una giornata di sensibilizzazione Sabato 28 novembre 2015 si celebra la Giornata nazionale della Malattia di Parkinson. Per l’occasione la Neurologia dell’Ospedale di Cremona, in collaborazione con l’Associazione La Tartaruga Onlus di Cremona, organizza due iniziative di prevenzione gratuite rivolte alle cittadinanza. Gli appuntamenti: • Dalle 8 alle 13, presso gli ambulatori di Neurofisiopatologia (2° piano - lato sinistro) i sanitari saranno a disposizione per colloqui informativi e l’esecuzione del test di

screening del cammino a cura dell’UO di Neurologia. • Dalle 8 alle 18, presso l’atrio di ingresso, i volontari dell’Associazione La Tartaruga Onlus forniranno informazioni sulle attività specifiche organizzate a favore dei pazienti affetti da Parkinson. La malattia di Parkinson è una delle più frequenti patologie neurodegenerative, vale a dire una di quelle condizioni in cui si verifica un precoce ed anomalo invecchiamento di alcune parti del cervello.


Cultura&Spettacoli

Domani Aperitivo con l’opera

L’ultimo appuntamento della rassegna dal titolo “Aperitivo con l’opera” è dedicato a “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi (in scena al Teatro Ponchielli venerdì 4 ed in replica domenica 6 dicembre) e per domani mattina alle ore 11 nel

Ridotto del Teatro Ponchielli. Per l’occasione, il musicologo Emanuele Senici offrirà una chiave di lettura dell’opera verdiana. Al termine dell’incontro sarà servito un aperitivo a tutti gli intervenuti. Come sempre, la partecipazione è libera.

“Le forbici di Stato” ai danni del grande attore cremonese saranno svelate da Tatti Sanguineti

Tognazzi e i tagli della censura ai suoi film

P

dalla redazione

cate dalla città natale al suo illustre concittadino a 25 anni dalla morte. Martedì 1° dicembre, alle ore 21 al Cinema Filo, Tatti Sanguineti, critico, autore e attore televisivo, regista, ricercatore e responsabile scientifico del progetto “Italia taglia” , tratteggerà un percorso storico attraverso i film censurati di Ugo Tognazzi, commentando i numerosi tagli provenienti dalla Cineteca di Bologna, che saranno mostrati al pubblico per la prima volta. L’ingresso è libero. L'evento sarà preceduto da un seminario, promosso dall’Archivio Tognazzi di Cremona (Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia e Comune di Cremona), in programma sempre il 1° dicembre, dalle 15.30 alle 18, al padiglione delle esposizioni del Museo del violino (in piazza Marconi), dal titolo “Alle origini del mostro: Ugo Tognazzi tra archivio e censura (1961-1964)” a cui prenderanno parte giovani ricercatori dell’Università Cattolica di Milano (Francesca Causo, Riccardo Dell’Oro, Veronica Del Zotto, Gabriele Lingiardi, Leonardo Margaglio), coordinati da Elena Mosconi, docente di Storia del cinema, che dialogheranno con Tatti Sanguineti, noto al grande pubblico per le sue numerose apparizioni sulle reti Mediaset.

roseguono con successo le manifestazioni di “Cremona per Ugo”, con le quali la città del Torrazzo ricorsa il grande attore e concittadino. Tra gi protagonisti del cinema italiano, Ugo Tognazzi fu quello che si trovò più spesso a dover fare i conti con “le forbici di Stato”, molto atteve negli anni ’60 e ’70 in Italia. Dai casi più clamorosi de “L’ape regina” (1963) e “La grande abbuffata” (1973), entrambi diretti da Ferreri, che subirono pesanti rimaneggiamenti, alle più lievi richieste di intervento o alla soppressione di battute in altri, come “I baccanali di Tiberio”, l’attore cremonese fu una sorta di “sorvegliato speciale” dalla censura per buona parte della sua carriera. La libertà dell’interprete, unita alla spregiudicatezza dei registi con cui si trovò a lavorare, ne fece un acuto e rivelatore dei cambiamenti culturali e di costume dell’Italia nel corso di un arco temporale particolarmente significativo, che coincise con il processo di trasformazione del Paese. Un aspetto questo meno noto e tutto da scoprire grazie a due appuntamenti che si inseriscono, appunto, nell’ambito delle manifestazioni “Cremona per Ugo”, dedi-

Prorogata la mostra di Linus

E’ stata prorogata fino al 10 gennaio, la mostra sui 50 anni della rivista Linus. Le prime settimane di apertura hanno registrato un afflusso positivo e negli ultimi giorni la mostra ha superato le ottocento presenze e si appresta a raggiungere i mille visitatori. D’intesa con il Comune di

Concerto jazz a Roccabianca

L’esperienza e la maestria di Flavio Boltro (nella foto), uno dei più titolati trombettisti del jazz italiano, il talento emergente all’organo Hammond di Leonardo Corradi, la passione e l’istinto di Roberto Gatto alla batteria, sono protagonisti del concerto in scena domani alle ore 21,15 al Teatro Arena del Sole di Roccabianca. Con un padre trombettista, Flavio Boltro ha iniziato a suonare lo strumento a pistoni già a nove anni, prima di perfezionarsi al conservatorio di Torino. Le esperienze in quintetto con Steve Grossman, Cedar Walton e Billy Higgins, il gruppo Lingomania, la palma di miglior nuovo talento al referendum di Musica Jazz nel 1985, l’approdo in Francia, l’Orchestre National de Jazz e il sestetto dell’indimenticabile Michel Petrucciani, il quintetto con Stefano Di Battista, gli album a suo nome per la prestigiosa Blue Note (il primo, “Road Runner” nel 1999), le felici collaborazioni con Danilo Rea, Rosario Giuliani, Gino Paoli, sono tra le tappe che scandiscono trent'anni di carriera del trombettista piemontese, che un artista del calibro di Wynton Marsalis ha citato tra i suoi più apprezzati colleghi di strumento. Sul palco si esibirà con Leonardo Corradi e con Roberto Gatto. La serata si inserisce nelle manifestazioni del “November porc” a Roccabianca e prima del concerto sarà possibile cenare presso gli stand gastronomici.

Cremona, il Centro fumetto “Andrea Pazienza” ha deciso di prorogare la chiusura sino al prossimo 10 gennaio. Sono stati fissati anche due incontri con il pubblico: domenica 6 dicembre con Sergio Staino e domenica 13 dicembre con Tuono Pettinato, a cui parteciperanno

critici e giornalisti di settore. Ricordiamo che Linus è il nome di un personaggio che fa parte del notissimo gruppo dei Peanuts. Chi non conosce l'incompreso Charlie Brown, la cinica Lucy o il geniale Snoopy? I Peanuts sono diventati un successo planetario...

Mostra di illustratori che s’intitola “Sos”

S’intitols “Sos”, la mostra internazionale di illustratori contemporanei, che viene inugurata oggi pomeriggio alle 17 in Santa Maria della Pietà, aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2016 e organizzata dell’associazione culturale Tapirulan. Domani mattina, alle ore 11, è in programma un incontro con gli illustratori e con Beppe Giacobbe. Cos’hanno in comune un indiano su una ciminiera, un’attempata signora da un maldestro parrucchiere, un’auto rossa circondata da tori, un natante finito troppo a largo e una variegata popolazione a bordo di una barca di carta? Nulla, se non l’impellente necessità di ricevere assistenza e la ventura di trovarsi rappresentati in alcune delle opere dei quasi 700 partecipanti al concorso di illustrazione di Tapirulan. Certo, ognuno chiede aiuto come può, ci sono centinaia di lingue diverse per gridare o sussurrare, gesti, segnali di fumo, grugniti, messaggi in bottiglia. Ma se l’intento è di essere compresi ovunque, c’è un solo modo: lanciare un sos, tre semplici lettere, elette nel XX secolo a sistema universale di richiesta di aiuto e nel 2015 elette a tema dell’11ª edizione del concorso di Tapirulan. Ogni sos porta sempre con sé una speranza: anche contro ogni probabilità di raggiungere un destinatario, è comunque un’invocazione che confida di essere raccolta, prima o poi. Dunque non si può eludere il segnale lanciato dai 48 autori selezionati dalla giuria presieduta da Beppe Giacobbe, ospite speciale di questa edizione.

“Incontri d’arte” in mostra a Soresina

Appuntamento nelle sale del Podestà con gli artisti di Pizzighettone, che si riuniscono da 30 anni Sono ormai più di trent’anni che gli artisti di Pizzighettone si ritrovano insieme per realizzare una mostra. Si tratta di un appuntamento imperdibile per i tanti appassionati che apprezzano le opere di questi valenti creativi che vivono e operano in riva al fiume Adda, pur essendo molto conosciuti anche ben oltre la provincia cremonese: i loro nomi sono Giuseppe Carretta, Erminio Tansini, Angelo Stanga, Giuseppe Fugacci, Carlo Vezzini e Marco Sudati. Sono autori che hanno sviluppato un percorso creativo personalissimo; ognuno di essi tende generalmente a esporre singolarmente o nell’ambito iniziative di vario tipo e ambito. Ma nonostante i rispettivi impegni, ognuno di essi non vuole mancare al consueto appuntamento collettivo. Per queste ragioni sarà possibile ammirare i loro quadri da oggi (inaugurazione alle ore 17.30), presso gli spazi delle sale del Podestà di Soresina. “Incontri d’arte”, questo il testo dell’esposizione, consente di apprezzare il talento di questi artisti che presentano i risultati più recenti della loro ricerca sperimentale condotta con grande passione ed entusiasmo.

Visita a una storica fabbrica d’organo PIANENGO

Un’opera di Angelo Stanga

La rassegna, che chiuderà il 13 dicembre, vanta il patrocinio dell’amministrazione locale ed è realizzata sotto la supervisione di Roberto Dellano-

ce, responsabile degli spazi di via Matteotti. L’esposizione è visitabile gratuitamente nei consueti orari di apertura degli spazi di via Matteotti

“L’arte di fondere campane” in mostra

Si inaugura oggi pomeriggio alle ore 17 a Crema, presso lo spazio espositivo Arteatro del San Domenico, la mostra dal titolo “L’arte di fondere campane: i bronzi Allanconi tra musica e scultura”, a cura della fonderia artigiana Allanconi di Ripalta Cremasca. Crema, città delle campane dal 1382, ospiterà nei prossimi giorni un viaggio espositivo alla scoperta della campana quale scultura in bronzo e strumento musicale e della fonderia dove ancora oggi viene realizzata artigianalmente. Un percorso fotografico accompagnerà il visitatore alla scoperta delle fasi

di lavorazione, ma sarà anche possibile vedere e toccare da vicino gli stampi in creta utilizzati per la fusione ed esemplari di campane in bronzo. In mostra anche una copia del “campanello di Papa Francesco”, realizzato quest’anno dalla Fonderia Allanconi per il Santo Padre. La mostra sarà l’occasione per il visitatore per avvicinarsi ad un mondo quasi scomparso dove il tempo sembra essersi fermato, un mondo fatto di materiali poveri e antichi saperi che, tramandandosi da generazioni, è sopravvissuto incolume fino ai nostri giorni.

Domani pomeriggio alle ore 16 verrà offerta la possibilità di visitare la sede di una delle storiche aziende cremasche dell’arte organaria, la fabbrica d’organo commendator Giovanni Tamburini, con sede a Pianengo in via della Costituzione 7. Il ritrovo, per chi volesse partecipare, è presso la fabbrica di Pianengo. Ai presenti verrà proposta anche la visita guidata alla sezione di Arte organaria del Museo Civico, in cui vengono ricostruite le vicende degli uomini e delle botteghe che hanno dato lustro alla tradizione organaria cremasca, nonché illustrate le figure di alcuni importanti musicisti locali (su tutti Vincenzo Petrali).Qui è anche esposta la ricostruzione di una bottega organaria, in cui sono presenti le diverse fasi della lavorazione che porta alla creazione di un organo.


SPORT

lo lettere@ilpiccologiornale.it

Ad Abu Dhabi si chiude il Mondiale FORMULA 1

La Vezzali sarà ospite in Comune

Responsabile FABIO VARESI

SCHERMA

Ad Abu Dhabi si chiude un Mondiale dominato dalla Mercedes, che non offre spunti di interesse, visto che tutte le scuderie pensano già al 2016. Appuntamento con la gara domani alle ore 14.

La pluri campionessa olimpica di fioretto, Valentina Vezzali sarà ospite venerdì 4 dicembre (alle ore 17.30 in Comune) dell’Associazione nazionale Stelle al merito sportivo - sezione “Paolo Corna” di Cremona.

La Pomì intravede la via per la fuga Nell’ultimo turno le rosa hanno conquistato uno storico primato solitario e in Champions è arrivato un altro successo

VOLLEY A1 Vincendo a Modena (non facile) potrebbe sfruttare il riposo di Piacenza e il big match di Novara

P

di Vanni Raineri

rosegue, anzi si rafforza, il momento d’oro della Pomì, che ha messo a segno un doppio 3-0 nei due impegni settimanali, entrambi sulla carta delicati. Si è partiti sabato con l’impegno temuto di Busto Arsizio, che si è trasformato in un trionfo, non solo per il 3-0, ma anche per i risultati delle concorrenti, che hanno lanciato le rosa al primo posto in classifica, nonostante la gara in meno rispetto a tante avversarie. Una classifica fluida, che conferma un certo equilibrio. A colpire è stata soprattutto la sconfitta di Novara contro Montichiari, ma anche il ko di Bergamo a Vicenza. Il 3-0 di Conegliano su Piacenza ha avvicinato tra loro le due altre squadre che completano il podio. E’ sfuggito a molti che il primo posto solitario in A1 della Pomì è un risultato storico, mai verificatosi in passato, ed è giusto celebrarlo come un grande evento. Ad ampliare il sorriso in Baslenga anche la conferma che Lucia Bacchi è all’altezza delle titolari, anche se si chiamano Francesca Piccinini. Quest’ultima ha infatti saltato gli ultimi due impegni,

La Pomì schierata prima del match di Champions League

7ª GIORNATA

Bolzano-Club Italia Busto A.-Casalmaggiore Conegliano-Piacenza Novara-Montichiari Scandicci-Firenze Vicenza-Bergamo Ha riposato: Modena

0-3 0-3 3-0 2-3 3-0 3-1

8ª GIORNATA (29-11 h 18)

Bolzano-Vicenza Club Italia-Bergamo Firenze-Busto Arsizio Modena-Casalmaggiore Montichiari-Scandicci Novara-Conegliano Riposa: Piacenza ma è stata rimpiazzata alla grande dall’atleta di Casalbellotto. Questo vale per la gara di Busto e ancor più per quella di mercoledì in Champions League, nella quale è stata addirittura premiata col titolo di mvp. E veniamo dunque alla partita di Champions, conclusa con un 3-0 netto. A farne le spese l’Agel Prostejov, formazione apparsa ancora alla ricerca del giusto equilibrio. Le ceche si sono

affidate totalmente al talento di Melissa Vargas, schiacciatrice cubana che ha appena compiuto 16 anni, ma davvero straordinaria. Una potenza che a tratti ha messo in difficoltà la Pomì, il cui muro però ha saputo stopparla più volte. L’Agel si affidava continuamente a lei, tanto che è risultato agevole opporsi a una strategia tanto trasparente. Sentiremo parlare di lei ancora a lungo. Intanto la classifica

sorride, nonostante il 3-0 di Istanbul ai danni del Chemik Police non sia forse il risultato migliore in chiave rosa. Ora l’equilibrio fra le tre è totale. Dando per scontato il 3-0 di tutte contro le ceche, la Pomì dovrebbe battere una tra le due avversarie per arrivare a 4 successi (nel qual caso sarebbe probabilmente ripescata anche col terzo posto) e non sarà certo facile. Tornando al campionato, la

CLASSIFICA

Casalmaggiore Conegliano Piacenza Novara Scandicci Modena Bergamo Busto Arsizio Vicenza Montichiari Bolzano Club Italia Firenze

16 15 14 13 12 11 9 9 8 7 5 4 3

Pomì è attesa da una nuova difficile trasferta, domenica alle ore 18 a Modena. Col Novara impegnato a Conegliano e Piacenza che riposa, si potrebbe mantenere il primato anche perdendo, ma guai al solo pensiero. E’ piuttosto l’occasione per la fuga. Mercoledì 3 dicembre è previsto poi il turno infrasettimanale: al PalaRadi scenderà Bolzano, neopromosso grazie anche a Lucia Bacchi.

HOCKEY PISTA A1 Stasera al PalaPini deve ribaltare il 6-3 subìto in Germania, mentre martedì ospiterà il Lodi, secondo in classifica

La Pieve 010 cerca in coppa la grande impresa

Sarà difficile ribaltare il 6-3 subìto all’andata in Germania, ma per la Pieve 010 la gara contro il Darmstadt a San Daniele Po – ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa Cers e prima gara europea per il PalaPini – è tutt’altro che già in archivio. I rossoblu di Ariano Civa saranno in campo questa sera a partire dalle 20.45, nell’esordio europeo del palazzetto dello sport rivierasco, pronti a dire la loro. Nella trasferta teutonica, il 24 ottobre scorso, i cremonesi avevano tenuto bene per metà gara, scardinati nel corso della prima frazione del match dalla doppietta di Hack, a cui aveva replicato Mattia Civa, accorciando le distanze. Nella ripresa, i ragazzi Hugo Gaidão avevano straripato, con la doppietta di Bender e le reti di Andrade e Koch a infarcire il tabellino tedesco e i soli Civa

Pablo Jara durante la gara d'andata in Germania (foto Nhul)

e De Tommaso a tenere alta la bandiera pievese. «Dobbiamo fare quattro gol di differenza – commenta il tecnico del team Ariano Civa – i tedeschi ci lasceranno più spazio, perché devono solo difendere il risultato, per questo in settimana abbiamo lavorato molto sulla fase finale dell’azione, alla volta degli ultimi 8 metri, zona in cui, pur avendo incrementato le nostre prestazioni rispetto all’inizio dell’anno, ancora facciamo fatica ad essere incisivi». Quella contro il Darmstadt, contesa arbitrata dai fischietti spagnoli Melero e Lopez, sarà la prima della due sfide in quattro giorni a cui i lombardi dovranno fare fronte. Giocando questa sera in Coppa Cers, infatti, il campionato slitta a martedì prossimo, 1º dicembre, sera-

Eridanea sul podio ai Campionati regionali indoor di rowing alla Baldesio

ta in cui, sempre alle 20.45 al PalaPini, i rossoblu incontreranno la seconda della classe, l’Amatori Wasken Lodi. «Nelle ultime gare che abbiamo affrontato in campionato – prosegue Civa –, tutte squadre di alta classifica, le avversarie facevano un pressing alto e ci lasciavano pochi spazi. Con Lodi la partita sarà simile, dovremo giocare pensando soprattutto a tenere bene in difesa, perché quest’anno hanno una gran squadra con fior fior di giocatori». L’ultima di campionato, infine, non ha detto bene alla Pieve 010, ancora ancorata al gradino dei 4 punti. La trasferta a Matera, infatti, si è rivelata infruttuosa, con un 5-1 che non ha lasciato appello alla compagine cremonese. CLASSIFICA (8ª giornata) Forte dei Marmi 19; Lodi 18; Breganze, Matera 17; Follonica, Trissino 14; Monza 13; Viareggio 12; Bassano 11; Valdagno 8; Pieve 010, Giovinazzo, Sarzana 4; Thiene 3. Mattia Guazzi

CANOTTAGGIO

Il Campionato lombardo indoor di rowing, organizzato alla Baldesio, si è trasformato in una vera festa del remo biancoverde, con 411 atleti impegnati, in rappresentanza di 25 società. Sei ore di gare no stop che hanno incoronato la Canottieri Gavirate, con 134 punti, vincitrice del remoergometro messo in palio dal Comitato Fic Lombardia, guidato dal presidente Giorgio Bianchi. Seconda la

Tritium (112) e terza l’Eridanea di Casalmaggiore (87), che ha reso felice il testimonial della manifestazione Simone Raineri, che è cresciuto proprio all’Eridanea. Quarto posto per la formazione di casa, che si è comunque ben comportata. Oltre a Raineri, erano presenti altri personaggi di spicco del canottaggio come Giovanni Calabrese, Gianluca Farina e Giuseppe Moioli. Nel medagliere

riservato alle categorie agonistiche RagazziSenior, la Canottieri Tremezzina, con tre ori, si è imposta su tutte le società lombarde. Un titolo a testa per Gavirate, Moto Guzzi, Eridanea (con Alessandra Montesano), Tritium e Bellagina. «Voglio ringraziare la Canottieri Baldesio per il grande lavoro messo in campo», ha affermato il presidente regionale Giorgio Bianchi.

Raineri mentre segue un atleta in gara


Sport

23

Sabato 28 Novembre 2015

Il Napoli va all’assalto del primato Trasferta insidiosa per il Cagliari SERIE A

SERIE B

(F.V.) I fari sono puntati su Napoli, dove lunedì sera si gioca il big-match tra partenopei e Inter. Un duro esame per la capolista, contro la squadra più in forma e più ammirata in questo scorcio di stagione. Le sfide delicate iniziano domani sera, con il Milan che è obbligato a battere la Sampdoria di Montella, a sua volta bisognosa di punti. Anche la Roma non se la passa bene, dopo l’1-6 di Barcellona: Garcia ha bisogno di un successo con l’Atalanta per scacciare lo spettro della crisi. 13ª GIORNATA Atalanta-Torino 0-1, BolognaRoma 2-2, Carpi-Chievo 1-2, Fiorentina-Empoli 2-2, Genoa-Sassuolo 2-1, Verona-Napoli 0-2, In-

ter-Frosinone 4-0, Juventus-Milan 1-0, Lazio-Palermo 1-1, Udinese-Sampdoria 1-0. 14ª GIORNATA (29-11 h 15) Chievo-Udinese, Empoli-Lazio (h 18), Frosinone-Verona, GenoaCarpi, Milan-Sampdoria (28-11 h 20.45), NapoliInter (30-11 h 21), Palermo-Juventus (h 20.45), Roma-Atalanta, Sassuolo-Fiorentina (30-11 h 19, Torino-Bologna (28-11 h 18). CLASSIFICA Inter 30; Napoli, Fiorentina 28; Roma 27; Sassuolo 22; Juventus 21; Milan 20; Lazio 19; Atalanta 18; Chievo, Sampdoria, Genoa 16; Torino 15; Palermo, Udinese, Empoli 15; Bologna 13; Frosinone 11; Hellas Verona, Carpi 6.

Come da copione, stiamo assistendo a un monologo del Cagliari, che ha già otto punti di vantaggio sulle terze in classifica. Oggi pomeriggio la capolista è impegnata a Brescia, contro un avversario molto temibile al “Rigamonti”. Il turno è sulla carta favorevole al Bari, che sfida in trasferta il fanalino di coda Como, mentre la sorpresa Crotone misurerà le proprie ambizioni contro lo Spezia, affidato a Di Carlo. 14ª GIORNATA Bari-Livorno 1-0, Cagliari-Ascoli 3-0, Crotone-Ternana 3-0, Latina-Salernitana 2-2, Novara-Spezia 1-0, Perugia-Brescia 4-0, PescaraAvellino 3-2, Pro Vercelli-Como 2-0, Trapani-Modena 2-1, Vicenza-Cesena 1-1, Virtus Entella-Virtus

Lanciano 1-1. 15ª GIORNATA (28-11 h 15) Ascoli-Trapani (2911 h 17.30), Avellino-Perugia, Brescia-Cagliari, Cesena-Pescara (27-11 h 21), Como-Bari, LivornoNovara, Modena-Virtus Entella, Salernitana-Pro Verceli (27-11 h 21), Spezia-Crotone (27-11 h 19), Ternana-Vicenza, Virtus Lanciano-Latina. CLASSIFICA Cagliari 32; Crotone, Bari 28; Cesena, Pescara 24; Novara (-2) 22; Livorno 21; Brescia 20; Vicenza, Trapani 19; Perugia, Virtus Entella 18; Latina, Pro Vercelli, Spezia 17; Avellino 16; Salernitana, Modena 15; Ternana, Ascoli 13; Virtus Lanciano (-1) 11; Como 8.

Esame di maturità domani al “Druso” Storicamente il Südtirol è un avversario ostico per i grigiorossi, che però sono reduci da quattro turni positivi

CALCIO LEGA PRO Sfida impegnativa a Bolzano per la Cremonese che vuole continuare a crescere

S

LEGA PRO GIRONE A

di Matteo Volpi

econda trasferta consecutiva per la Cremonese, costretta stavolta a salire in altura per far visita al Südtirol di mister Giovanni Stroppa. Una sfida difficile, come del resto tutte quelle andate in scena in questi anni al “Druso” di Bolzano, contro una formazione che rincorre i grigiorossi in classifica ad una sola lunghezza di distacco. Curiosamente, però, in questo primo scorcio di stagione, la formazione altoatesina ha raccolto più punti lontano dalle mura amiche (13 in trasferta e solo 6 in casa) esprimendo un gioco pratico, imperniato su un 3-5-2 che richiama abbastanza quello sino ad ora espresso anche dalla Cremonese. I grigiorossi di Pea, dal canto loro, vengono da quattro risultati utili consecutivi per un totale di dieci punti guadagnati in classifica, che consentono di rimanere attaccati alla zona playoff. L’obiettivo è quello di continuare la striscia positiva, facendo leva soprattutto sulla miglior difesa del girone (solo 9 reti al passivo), seconda solo alla Reggiana (7). Gran parte del merito, però, è di Nicola Ravaglia da Forlì, portiere classe ’88 a cui senza dubbio va la palma di top-player grigiorosso sin qui della stagione. Per il resto, c’è il bomber Brighenti… e fino ad ora può bastare, ma non potrà essere sempre così. I tifosi questo lo sanno, ma continuano a sostenere la squadra e questo è un altro aspet-

RISULTATI 12ª GIORNATA

Alessandria-Pavia Bassano-Cittadella Giana Erminio-Pro Patria Lumezzane-Südtirol Mantova-FeralpiSalò Padova-Cuneo Pro Piacenza-AlbinoLeffe Reggiana-Pordenone Renate-Cremonese

I grigiorossi esultano sotto la curva dopo il gol di Brighenti (foto © Ivano Frittoli)

to fondamentale. L’appoggio di una piazza non facile come la nostra è importante, specie perché quest’anno, al di là dei risultati, il pubblico (quello che c’è sempre, quello della curva…) riconosce il massimo impegno a chi scende in campo, pur con i limiti che questa categoria propone. Così,

Dopo la sconfitta casalinga contro il Seregno, la Pergolettese è ripiombata nella parte bassa della classifica. Peccato, perché i gialloblu non hanno giocato male ed anzi nella ripresa hanno spesso costretto la difesa ospite a fare gli straordinari. Ma il peccato originale del Pergo è quello di non fare gol nemmeno quando sarebbe a portata di... piede e ancora una volta ha penalizzato la squadra di casa. Che il Pergo sia in crisi di identità è parso di nuovo evidente: il Seregno è una squadra, il Pergo undici giocatori . Forse scendere in campo con tre attaccanti fin dall’inizio, è stato un azzardo o forse si tratta di un anno storto e non si vuole prenderne atto e giocare di conseguenza, cioè con maggior prudenza e meno frenesia e nervosismo. Forse tutto questo ed altro ancora, come il vezzo di cambiare continuamente uomini e schema di gioco. Lo stesso Pier Luigi Sartirana - in panchina al posto dello squalificato Tacchinardi

tra un piatto di canederli ed una birra da gustare magari al Batzen Brau (storico birrificio del centro di Bolzano) saranno molti i fedelissimi grigiorossi che sfideranno il freddo per non far mancare il loro apporto in questa trasferta. Speriamo si possa festeggiare con un ein prosit grigiorosso.

Gialloblu in azione

- lo ha dichiarato: «Finora abbiamo cambiato tanto per trovare la strada giusta». Nel primo tempo la partita è stata vivace e gradevole, mentre nella ripresa il Seregno è apparso determinato a chiude-

23 21 21 21 20 20 20 19 19 18 16 14 14 13 12 9 8 2

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Ravaglia; Zullo, Russo, Marconi; Guglielmotti, Perpetuini, Gargiulo, Bianchi, Crialese; Forte, Brighenti. La partita sarà arbitrata da Vittorio Di Gioia di Nola con gli assistenti Christian Zanardi di Genova e il Roberto Margheritino di Savona.

Uno scontro diretto molto importante re la gara: dapprima al 3’ con Szekely che colpiva il palo e poi con lo stesso numero 7 che al 10’ sfondava di potenza la rete di Prisco. Da quel momento il Pergo premeva ed in qualche caso pareva proprio in grado di riequilibrare la gara, ma i gialloblu sprecavano e la difesa degli ospiti sapeva difendersi bene. Quando mister Tacchinardi decideva, dopo 20 minuti della ripresa, di togliere Valente - l’unico che abbia dimostrato in questa prima parte del campionato di avere una qualche confidenza con il gol - si è capito che anche stavolta era difficile segnare. Una sconfitta più ingiusta di altre volte, ma ugualmente penalizzante per la voglia di risalire un po’ la classifica. Domani è in programma la trasferta contro il MapelloBonate, che assomma gli stessi miseri 17 punti della Pergolettese, quindi una classifica poco lusinghiera. I gial-

CLASSIFICA

Cittadella FeralpiSalò Alessandria Pavia Reggiana Bassano Cremonese Pordenone Südtirol 13ª GIORNATA (28/29-11) Giana Erminio AlbinoLeffe-Renate Cuneo Alessandria-Giana Erminio Padova Cittadella-Reggiana Pro Piacenza Cuneo-Lumezzane Lumezzane FeralpiSalò-Pordenone Mantova Pavia-Mantova Renate Pro Piacenza-Bassano Südtirol-Cremonese (29-11 h 15) AlbinoLeffe Pro Patria Pro Patria-Padova

SERIE D La Pergolettese è impegnata domani in trasferta contro il MapelloBonate: chi perde è in guai seri di Tiziano Guerini

2-1 1-1 0-0 1-2 1-2 1-3 0-0 1-4 0-1

lobluneri sono quasi alla pari fra gol fatti e subiti, contrariamente al Pergo che ha fra i peggiori attacco del girone. L’esperto Giorgio Recino è il capocannoniere della squadra con 7 gol fatti. Nell’ultima partita di campionato contro il Ciliverghe, il Mapello ha perso subendo il terzo gol al 90’, dopo essere riuscito a recuperare due gol: tanta rabbia da scaricare sul campo! Il fatto è che chi vince si allontana un po’ dai bassifondi stranamente molto affollati (ben sei squadre sono a 17 punti!): chi perde si mette in guai seri e il pareggio non serve a nessuno! CLASSIFICA (15ª giornata) Piacenza 40; Lecco 30; Seregno 28; Ciliverghe 26; Monza 25; Ciserano 24; F. Caratese, Inveruno 21; Varesina, Olginatese, Pro Sesto 19; Pontisola, MapelloBonate, Bustese, Pergolettese, Grumellese, Caravaggio 17; V. Bergamo 15; Fiorenzuola 11; Sondrio 9.

Il Crema resta a -3 dalla vetta ECCELLENZA

Grazie alle reti di Santinelli e Marchesetti, il Crema ha superato anche il Sancolombano, restando così al secondo posto alle spalle della capolista Cavenago Fanfulla. Domani alle 14.30 è in programma al “Voltini” la sfisa con il Gessate e i tre punti sono d’obbligo. CLASSIFICA (12ª giornata) Cavenago Fanfulla 29; Crema 26; Scanzorosciate, Villa D’Alme 25; Nibionno 24; Caprino, Casateserogoredo 22; Luciano Manara, 21; Cisanese 16; Gessate, Verdello 11; Sandonatese 10; Oggiono, Real Milano, Sancolombano 9; Brembate 7; Brugherio 5.


Sport

24 Prosegue il magic moment della squadra di Pancotto, che anche contro la capolista Pistoia ha dato spettacolo Sabato 28 Novembre 2015

La Vanoli può calare il pokerissimo BASKET SERIE A I biancoblu sono impegnati lunedì sera a Pesaro per centrare la 5ª vittoria consecutiva

E’

di Giovanni Zagni

stata festa grande al PalaRadi lunedì scorso, quando gli uomini di coach Pancotto, quasi senza soffrire mai, hanno avuto ragione della capolista Pistoia. Una prestazione brillantissima dei biancoblu, bravissimi a contenere la pericolosità offensiva dei toscani e capaci di ottime giocate offensive con qualche giocatore in grande spolvero (Vitali, Cusin e Washington). Il capitano è tornato ai massimi livelli - se non fisici, dopo il lungo stop per infortunio - ma certamente per qualità tecnica delle sue giocate, trascinando i compagni a prestazioni individuali di assoluto spessore. La squadra pare sempre più convinta delle proprie potenzialità, lanciata nelle zone alte della classifica in un campionato che la vede competitiva nei livelli più alti. Ma non ci si deve abbandonare all’eccessivo ottimismo, perché le difficoltà sono sempre in arrivo, a cominciare dalla prossima trasferta a Pesaro. Infatti, in riva all’Adriatico, sempre lunedì, sera Vitali e compagni troveranno un avversario capace di far leva sul calore della tifoseria per metterli in difficoltà. Pesaro, che è partita come la Vanoli per tenere d’occhio la parte bassa della clas-

SERIE B

RISULTATI 8ª GIORNATA

Crema, prova del nove questa sera a Vicenza SERIE A2

CLASSIFICA

Milano 12 Pistoia 12 Venezia 10 Sassari 10 Trento 10 Reggio Emilia 10 Cremona 10 Varese 8 9ª GIORNATA (29-11 h 18.15) Brindisi 8 Bologna-Avellino Capo d’Orlando 8 Brindisi-Varese Cantù 6 Cantù-Milano Caserta 6 Capo d’Orlando-Sassari 6 Pesaro-Cremona (30-11 h 20.45) Avellino Pesaro 4 Pistoia-Reggio Emilia Torino 4 Trento-Torino Bologna 4 Venezia-Caserta

Avellino-Brindisi Caserta-Cantù Cremona-Pistoia Milano-Venezia Reggio Emilia-Trento Sassari-Pesaro Torino-Capo d’Orlando Varese-Bologna

83-81 71-73 82-66 87-65 69-65 106-80 69-71 82-75

sifica, al momento ha conquistato due vittorie, ma non smette di lottare in ogni occasione ed ha nel suo organico diversi atleti di valore (Chrison su tutti), senza dimenticare che l’allenatore Paolini è uomo espertissimo e di carisma, che per il resto della stagione potrà contare sull’ala americana Austin Daye (classe 1988), figlio di Darren Daye, icona della

Luca Vitali contro Pistoia (foto Mario F. Rossi)

pallacanestro pesarese La Vanoli ritroverà Gazzotti, lo scorso anno a Cremona, che si sta conquistando minuti importanti nelle Marche.. Ma se i biancoblu manterranno concentrazione e determinazione, potrebbero allungare la striscia di vittorie (al momento quattro consecutive). E non sarebbe male! NEWS Doppio colpo di mercato,

messo a segno da Torino e Cantù, due squadre che hanno iniziato la stagione in sordina. La matricola piemontese si è assicurata il play Jerome Dyson, la scorsa stagione campione d’Italia con Sassari. Cantù, invece, ha ingaggiato il lungo americano JaJuan Johnson (208 centimetri), con un passato in Nba nelle file dei Boston Celtics.

In Sardegna il Basket Team Crema ha colto il quarto successo consecutivo (67-49 contro il Selargius San Salvatore), che vale il secondo posto in classifica. Ora però arriva la prova del nove contro due avversari tosti come Vicenza (stasera alle 20.30 in trasferta) e la capolista Broni, attesa sabato prossimo alla Cremonesi, che misureranno le ambizioni delle azzurre. Tornando al match in terra sarda, meritano una menzione le prestazioni di Veinberga e Caccialanza (per entrambe 17 punti a referto) e di Rizzi (14), che hanno esaltato la formazione cremasca, brava a battere a domicilio un avversario che aveva gli stessi punti in classifica. Un’ulteriore dimostrazione della crescita da parte del team allenato da Luca Visconti. CLASSIFICA (7ª giornata) Broni* 14; Milano, Crema, Pordenone, Vicenza 10; Albino, Selargius 8; Marghera, Alpo 6; Costa Masnaga, Carugate 4; Castelnuovo Scrivia, Bolzano 2; Virtus Cagliari* 0. *Una partita in più.

L’Erogasmet non farà sconti alla Sangiorgese

L’Erogasmet a canestro

Seconda partita casalinga consecutiva per l’Erograsmet Crema, che domani alle 18 ospita al PalaCremonesi la Ltc Sangiorgese Basket, squadra che si trova a metà classifica con 8 punti. I milanesi, dopo un ottimo inizio con 3 vittorie consecutive tra cui l’importante scalpo di Bergamo in trasferta, stanno attraversando un periodo difficile con un solo successo nelle ultime 6 partite disputate. La Sangiorgiese, allenata da Marco Gandini, ha un roster molto giovane con solo 2 giocatori sopra i 21 anni e molti minuti anche per ragazzi classe ’97 e ’98. La squadra sta mettendo in mostra una discreta difesa, ma fa piuttosto fatica nella metà campo offensiva, dove è ultima nel girone per percentuale da 2 punti e assist e prima per

palle perse, anche se si dimostra pericolosa dall’arco dei 6,75 con oltre il 35% di realizzazioni. Il motivo di questa difficoltà in attacco sta anche nel fatto che nelle ultime partite è mancato il principale terminale offensivo della squadra, l’ala Daniele Benzoni, secondo miglior marcatore del girone con 19.6 punti a partita e giocatore che può far male sia vicino a canestro che dalla linea dei 3 punti. Altro giocatore cui la difesa biancorossa dovrà prestare molta attenzione, è il playmaker Andrea Tassinari, classe ’96, ma con ottime capacità di guidare la squadra. Il reparto esterni è formato da Simone Nuclich, guardia con un buon tiro dalla distanza, e da Mattia De Ruvo, ottimo difensore e molto bravo in contropiede. Sotto le palnce,

Successi di Visconti, Oirav e Dolara BOCCE

di Massimo Malfatto

L’attività boccistica cremasca non riesce ad invertire la tendenza riguardo la bocciofila Achille Grandi che non fa sconti ed arraffa tutto anche nel 14º trofeo “Fasoli e Cerioli” organizzato dalla “Capergnanica”. Nella categoria A/B fa la voce grossa Mattia Visconti e puntuale arriva un altro successo, il tredicesimo stagionale nei Senior. Dopo aver eliminato (nel recupero) Mario Franchi, Mattia si trovava di fronte due compagni di società: prima estrometteva, a fatica, Andrea Zagheno (12-10) e successivamente si sbarazzava di Stefano Guerrini con un perentorio 12-3. Nella parte bassa del tabellone in evidenza Agostino Tessadori che superava nei quarti Evaristo Padovani (12-3) ed in semifinale Roberto Dilda per 12-11. Nulla da fare in finale per il portacolori della “Andrea Doria” nettamente sconfitto da Visconti con il punteggio finale di 12-3. Bocciofila di via De Marchi protagonista anche nella categoria C grazie alla splendida performance di Samuele Oirav. Dopo aver superato Luciano Conti (12-7), Oirav estrometteva il beniamino di casa Guglielmo Fusar Imperatore per 12-10. Approdava in finale anche Massimo Moro che eliminava il cremosanese Fabrizio Marazzi (12-9) e il bresciano Pierangelo Ravizza sul filo di lana. Nulla da fare per l’orobico nel match di finale nettamente battuto da Oirav per 12-4. Ha diretto la gara Gianpiero Raimondi, arbitri di finale Eros Cazzaniga ed Alessandro Morena. MEMORIAL GIANPIETRO BER-

Mattia Visconti (a sinistra) e Samuele Oirav

LONGHI Con un risultato a sorpresa si è conclusa la gara regionale (separata al possibile) giunta alla ventesima edizione. Sul gradino più alto del podio è salito Ivano Dolara, una vittoria sofferta ma meritata. Dopo aver eliminato Enrico Mereni (12-6) il portacolori del “Cral Aziende Sanitarie” s'imponeva su Giorgio Cabrini (12-9), Vanni Capelli (12-6) ed in semifinale superava Pierantonio Comizzoli per 12-9. Nella categoria C marcia irresistibile di Giovanni Blasco che si sbarazzava nell'ordine di Giovanni Denti (12-4), Giovanni Brocchieri (12-2), Walter Pietrobelli (12-4) e Davide Pandolfi sempre per 12-4. Avvio di finale tutto di marca “Soms” con Blasco che si portava addirittura avanti 11-3 ma non riusciva a chiudere il match e veniva battuto da Dolara 12-11. Ha diretto la gara Ennio Clementi, arbitri di finale Massimo Barbisotti e Angelo Panighetti. JUNIORES INTERREGIONALE Sulle corsie del bocciodromo di Crema si è svolto un incontro a squadre organizzato dalla FIB Lombardia in col-

laborazione con il comitato tecnico cremasco. Quattro le rappresentative presenti, due della Lombardia, una dell'Emilia Romagna e una del Veneto formate da due atleti under 18 e due under 14. Ogni incontro era a punti con partite tradizionali e prove tecniche (combinato, tiro precisione e tiro veloce a staffetta raffa). Ha vinto la formazione della Lombardia B formata da Martina Ceriani, Sebastiano Invernizzi, Marco Piceni e Cristiano Manzoni. COPPA ITALIA Ottimo esordio di Cremona che supera Padova 1-0. Un vero uraguano Giuseppe Domaneschi, che vince entrambi i set per 8-7 e 8-3. Zinetti-Sonzogni-Clementi, ko nel primo (4-8), s’impongono nel secondo set 8-2. Irresistibili Zinetti-Clementi che impartiscono un “cappotto” ai veneti, mentre per Ghisolfi-Domaneschi disco verde per 8-7 e il match viene interrotto. Thriller finale e Crema supera Lecce ai “pallini” per 6-5. Ko Suardi, pareggiano la terna ed una coppia, vincono Guerrini e Guglieri.

il punto di forzaè il centro Alessandro Priuli, dotato di buoni movimenti vicino a canestro, ma capace di colpire anche da fuori area se lasciato libero. Al suo fianco, agisce la giovane ala Francesco Toso. Dopo il successo nel finale di settimana scorsa con Pavia (74-69) che ha portato Bozzetto e compagni al terzo posto solitario, l’Erogasmet è attesa da un’altra sfida che si preannuncia fisica e combattuta, ma comunque alla portata dei biancorossi. CLASSIFICA (9ª giornata) Orzinuovi 18; Udine 16; Crema 14; Bergamo, Urania Milano 12; Robur Varese, Lecco, Vicenza 10; Costa Volpino, Sangiorgese, Desio 8; Padova 6; Pavia, Scandicci 4; Mortara, Moncalieri 2. Alberto Zani


Sport

25

Sabato 28 Novembre 2015

RUGBY SERIE C

Una pausa salutare per un Crema in ripresa

Bella partita quella vista a Crema tra la seconda forza del campionato ed i neroverdi pcremaschi. Come da pronostico, ha vinto il Gussago col punteggio di 32-14, risultato però bugiardo che non rispecchia il reale andamento della partita che si può riassumere così: il Crema gioca, ma a segnare è il Gussago. Partita che ha rivisto la squadra cremasca tornare a segnare mete e che ha aumentato il rammarico per le prestazioni sotto tono disputate contro il Cus Brescia ed il Fiumicello. Se solo il Crema avesse gio-

cato come contro il Gussago, la classifica sarebbe sicuramente diversa. Sì, perché nell’ultimo turno si è vista in campo una squadra con voglia di giocare e con la determinazione giusta, che a messo sotto la forte squadra bresciana, salvata solo da giocate individuali di atleti appartenenti ad una categoria superiore. La mischia neroverde ha messo in soggezione quella bresciana, non arretrando mai, ma anzi costringendo più volte gli avversari al fallo. Anche la touches è stata quasi impeccabile ed in in qualche

occasione i saltatori cremaschi sono riusciti a rubare palla ai bresciani. Chi ha sofferto, sono stati i trequarti non tanto per demeriti propri, ma per merito dei due giocatori avversari, i fratelli Costantini, che oggi hanno deciso da soli il risultato. Tra quindici giorni ci sarà l’ennesimo scontro decisivo ad Ospitaletto, che mister Forte ha tutto il tempo di preparare al meglio. CLASSIFICA (6ª giornata) Rovato 30; Gussago 24; Fiumicello 19; Cus Brescia 7; Ospitaletto, Crema Rugby 5.

Un’azione di gioco di Crema-Gussago

Celebrato un anno ricco di successi

CICLISMO Premiati a Castelleone, dal Comitato Fci provinciale, i protagonisti di un 2015 che ha esaltato e due ruote

N

di Fortunato Chiodo

umeri non parole... Un conto è stare al comando di una barchetta, un altro di stare al timone di un piroscafo e con un presidente bravo e motivato come Antonio Pegoiani, può succedere di tutto. Sono le nude e crude cifre, infatti, a far da giudici al Comitato provinciale di Cremona della Federciclismo, che ha organizzato il cerimoniale di premiazione presso il Cinema Teatro Giovanni Paolo II di Castelleone, presentato dai giornalisti Alberto Rigamonti e Valerio Villa, coadiuvati dalla miss Ambra Bertoglio. Attorno al presidente Pegoiani, il vice presidente nazionale della Fci Michele Gamba, il presidente regionale del Coni Oreste Perri, il delegato del Coni provinciale Achille Cotrufo, il consigliere nazionale Fci Corrado Lodi, il consigliere regionale della Fci Paolo Pioselli, gli ex professionisti cremonesi Sergio Alzani, Roberto Ceruti, Amilcare Sgalbazzi e Enrico Guadrini e il superdecorato Roberto Chiappa. La passione per le due ruote non conosce età, stagioni, ceti sociali. Nel suo intervento di saluto Pegoiani, ha aggiunto ai complimenti rivolti ai protagonisti sulla bici, un giudizio sintetico sul bilancio 2015: «E’ stata un’annata storica, che ha ribadito il valore assoluto del nostro ciclismo ed

A lato la premiazione dei Giovanissimi e sotto le autorità presenti con la bandiera francese

illustrato i meriti degli atleti e anche quelli delle loro società». Numeri alla mano, si possono vantare due titoli europei delle stelline azzurre Elena

Bissolati e Marta Cavalli, senza dimenticare Miriam Vece. A fare la parte del leone del medagliere, sono stati i sette titoli di campioni d’Italia su pista, un

bottino che può rilanciare ulteriormente la disciplina e in grado di favorire il ricambio massiccio e la maturazione dei nuovi talenti. Ecco alcuni protagonisti. Il velocista Stefano Baffi, che nel 2016 resterà a Cremona a difendere i colori del Gb Junior Team Arvedi, ha affermato: «Voglio migliorarmi, mi piace il ritmo del quartetto, con il quale vai sempre a tutta». Diego Bosini ha aggiunto: «Ho avuto una partenza di stagione un po’ lenta, ma la bici è piacere, divertimento e allegria». Luca Rastelli pensa già al futuro: «Gli obiettivi per il 2016 sono quelli di puntare ai massimi livelli non solo a cronometro e di migliorare la sinergia con i compagni di squadra». Infine, Daniele Donesana, campione italiano a squadre su pista allievi e autore anche di trionfi anche su strada. Riconoscimenti anche per Luca Virdis, della Bmx Action Cremona, tricolore della velocità a squadre elite e per il pluridecoraro, sempre della Bmx, Martti Sciortino. Premi speciali ai migliori giovanissimi, suddivisi per cetegoria: G1 Paolo Ferraina (CC Cremonese-Arvedi), G2 e G3 Stefano Ganini e Gabriele Durelli della UC Cremasca, Matteo Cattivelli (Madignanese), campione regionale della G4, Manuel Mosconi tra i G5 (vincitore del Trofeo Lombardia) e Matteo Bertesago dell’Imbalplast di Soncino tra i G6. Il responsabile federa-

le, Alessandro Rossi, ha affermato: «Non nascondo che davvero sia un grosso impegno, ma dopo l’esperienza fatta, se si comincia a lavorare per tempo sinergicamente con tutte le società, senza essere “piagnoni”, si può solo migliorare». Stagione del ciclismo finita per Simon Curlo, quattordicenne e campione provinciale tra gli esordiente: ha deciso di appendere la bici al chiodo, in favore del calcio. E’ stato premiato insieme a Gabriele Coloberti, campione provinciale del primo anno, compagno di squadra nell’Imbalplast. Gabriele Moreni, figlio d’arte e Diego Bosini del CC Cremonese-Arvedi (il primo Juniores, l’altro Allievo), hanno lasciato il segno laureandosi campioni provinciali, mentre come miglior Under 23, è stato premiato Jalel Duranti, ingaggiato per il 2016 dalla Viris Maserati. Riconoscimenti all’allieva castelleonese Vittoria Maggi, che lascia la Valcar nel 2016 e passa al team Villongo e ad Anselmo Francesconi dell’UC Cremasca, fermato in primavera da una grave caduta, ma pronto a riscattarsi. Tra le società il massimo riconoscimento è andato al Team Serio (acronimo di serietà, etica, ritmo, impegno e organizzazione) di Pianengo, pronto a schierare più di una dozzina di Giovanissimi e solido programma sportivo-pedagogico. Insomma, va in archivio un anno da ricordare.

Borse di studio alle stelline rosa

Per essersi distinte nelle discipline olimpiche nella stagione 2015, le lombarde Martina Alzini Elena Bissolati, Miriam Vece e Marta Cavalli, le stelline del pedale rosa, saranno premiate dal Coni con le borse di studio in denaro, oltre alla possibilità di effettuare la preparazione agonistica nei centri di preparazione olimpica e con l’assistenza medico sanitaria gratuita presso l’Istituto di medicina dello sport. MORO PASSA ALLA GAVARDO BI&SSE CARRERA Stefano Moro, velocista della Ciclistica Trevi-gliese, Campione d’Italia su pista nel km da fermo, nella velocità e nell’inseguimento a squadre, che ha portato nuova linfa con vittorie anche su strada, è stato ingaggiato dal team bresciano della Gavardo Bi&Esse Under 23, del team manager Massimo Rab-baglio, dirigente che coprirà gli incarichi nei tre club (sempre restando in stretta collaborazione con il settore giovanile del CC Cremonese): GB Junior Team Arvedi per la categoria Juniores, Gavardo Bi&Esse Carrera per gli Under 23 e Unieuro Trevigiani, team dell’Uci Contineltal. L’ALZINI DEBUTTA TRA LE

Miriam Vece (a sinistra) e Marta Cavalli

DONNE D’ELITE Martina Alzini, 18 anni, legnanese di Parabiago (Mi), medaglia d’oro ai Giochi Europei della Gioventù in Olanda, vice campionessa mondiale in strada e su pista, il prossimo anno farà l’esordio tra le Elite con la maglia del team Alè Cipollini- Parmigiano Reggiano, formazione diretta da Alessia Piccolo. «Corro per un grande club e fin qui ho fatto tutto bene su ogni terreno di gara, ma dal prossimo anno con le Elite sarà

un’altra musica”. Il 2016 DI NIBALI? GIRO E OLIMPIADI Vincenzo Nibali punta già al 2016: «Penso al Giro e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Ma i due eventi non sono compatibili. Per arrivare al top alle Olimpiadi bisogna passare per il Tour de France». Lo Squalo messinese in questi giorni sponsorizza il progetto “Bike the Nobel”, che ha come obiettivo la candidatura della bicicletta al prossimo premio Nobel per la pace.

Ambrogino d’oro: svelati i premiati

Il Comune di Milano ha diffuso le liste degli Ambrogini d’oro (15 più due alla memoria) che verranno assegnati nella tradizionale cerimonia del 7 dicembre. L’unico sportivo, prima atleta, poi tecnico, quindi imprenditore e dirigente, è Domenico De Lillo. Prima di De Lillo, il ciclismo aveva visto premiati Antonio Maspes nel 1961 con la medaglia d’oro, Sante Gaiardoni nel 1988 con

un attestato e gli industriali Giovanni Borghi e Giorgio Squinzi. De Lillo è in ottima compagnia nella lista dei premiati, fra i quali spiccano la cantante Mina e il ballerino Roberto Bolle. Nell’occasione verranno assegnati anche 20 attestati, uno dei quali andrà a Rosanna Marani, la prima giornalista donna della Gazzetta dello Sport (dal 1973). La Marani ora molto impegnata nel sociale.


26

Q

Speciale Economia

Sabato 28 Novembre 2015

L’opinione dell’Ance

Il presidente Beltrami fa il punto della situazione riguardo il settore delle costruzioni e precisa: «Per essere protagonisti oggi serve una formazione continua e adeguata» ual è la situazione attuale nel vostro settore a livello nazionale e a livello locale? «Gli ultimi otto anni sono stati durissimi per il settore delle costruzioni, che ha perso circa 69 miliardi di euro di investimenti a livello nazionale. Nella economia italiana che presenta i primi segnali di risalita, da rafforzare con adeguate riforme, stride l’andamento ancora divergente del settore delle costruzioni, che è strategico per la crescita del paese sia sul piano congiunturale e sia su quello strutturale della competitività. L’edilizia aveva rappresentato, fino a prima della crisi, uno degli assi portanti della sia pur contenuta crescita della nostra economia. Nel secondo trimestre di quest’anno gli investimenti in costruzioni sono calati dello 0,80% rispetto al trimestre precedente e del 1,90% rispetto allo stesso trimestre del 2014. Per quanto riguarda la situazione a livello locale, è stato da poco pubblicato il V Rapporto sul Mercato Immobiliare realizzato da ANCE Lombardia in collaborazione con CRESME. I dati disponibili sono quelli relativi all’anno 2014. Nella provincia di Cremona i dati relativi alle compravendite residenziali al quarto trimestre 2014 mostrano una leggera ripresa rispetto all’andamento rilevato nel terzo trimestre 2014, riportando i valori vicini a quelli della media del 2012. Relativamente ai dati imprese e lavoratori che non operano più sul territorio cremonese, cremasco e casalasco possiamo fornire quelli della Cassa Edile di Cremona. Ricordiamo che le imprese iscritte alla Cassa Edile di Cremona sono imprese con dipendenti; rimangono pertanto esclusi da tali dati i lavoratori autonomi. Nel 2008 il numero di imprese attive era di 1.172 con bene 5.769 lavoratori; nel 2014 le imprese edili attive sono ridotte a 676 (con un decremento rispetto al 2013) con

3.294 lavoratori. E’ evidente la drammaticità della situazione che come ANCE Cremona più volte abbiamo sottolineato». Quali sono le difficoltà e le necessità più urgenti? Quali sono le vostre proposte per dare vigore al vostro settore? «In un quadro in cui tutti i comparti di attività hanno avuto significative flessioni, solo il recupero del patrimonio abitativo ha tenuto: dal 2008 al 2015 infatti gli investimenti nella riqualificazione degli immobili residenziale sono cresciuti del 20,9%, giungendo a rappresentare il 37% del valore complessivo degli investimenti in costruzioni. Riqualificare il patrimonio edilizio italiano deve quindi essere uno dei nostri principali obiettivi anche per rendere il Paese più efficiente, competitivo e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Oltre la metà delle abitazioni ha infatti più di 40 anni e circa 8 milioni di immobili sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica. Per raggiungere l’obiettivo si deve puntare su una politica fiscale che faccia da stimolo accelerando l’incontro tra domanda e offerta. In questa direzione vanno le proposte che Ance, insieme a Confindustria, ha presentato recentemente in vista della Legge di Stabilità. Le principali proposte avanzate si possono riassumere in: • in primis è necessario rendere più conveniente l’acquisto di abitazioni in classe A e B attraverso un credito d’imposta pari al 50% dell’IVA pagata. L’obiettivo di tale misura è equiparare fiscalmente l’acquisto delle abitazioni nuove e più efficienti energicamente ad oggi soggette al’IVA al 4 percento sul prezzo di vendita, con quello

delle case usate per il quale si versa un’imposta di registro del 2%. • far funzionare finalmente lo strumento del rent to buy, spostando il prelievo fiscale al momento del reale trasferimento della proprietà e non prima, con lo scopo di rimettere in moto il mercato sostenendo le giovani coppie e le fasce più deboli della popolazione. • per incentivare la rottamazione dei vecchi fabbricati e la loro sostituzione sarebbe necessario introdurre un’imposta di registro ipotecaria e catastale in misura fissa che sostituisca quella proporzionale attualmente pagata dalle imprese acquirenti. Tale vantaggio fiscale potrà essere riconosciuto a patto che le aziende si impegnino alla riqualificazione energetica dell’edificio e alla sua reimmissione nel mercato entro 5 Ann»i. Le politiche statali rispondono alle vostre esigenze? Ci sono cose da migliorare e cambiare? «Occorrono robusti incentivi al fine di accompagnare sia i privati sia la PA nel percorso di efficientamento energetico degli edifici esistenti. In questa direzione molto è stato fatto: l’Ecobonus è l’agevolazione che più ha trainato il comparto delle manutenzioni energetiche in questi anni. Sarebbe utile che questa misura fosse resa strutturale e che venisse rimodulata in modo da rendere i vantaggi fiscali proporzionale ai risultati raggiunti. Ma ci sono anche altri incentivi importanti che è necessario potenziare, come i Certificati Bianchi, veri e propri titoli negoziabili che certificano il conseguimento di un risparmio dei consumi mediante interventi di efficientamento energetico e il Conto Termico, che incentiva l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici.

Altro aspetto importante è quello della valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici, il cui “prodotto” è rappresentato dall’Attestato o APE, strumento di fondamentale importanza per orientare il mercato verso immobili energeticamente più performanti. Molti soggetti per legge possono redigere un attestato, la cui affidabilità non è a priori garantita dal semplice possesso dei requisiti minimi da parte del valutatore. Occorrerebbe introdurre un elemento di garanzia in più a tutela dell’affidabilità delle certificazioni almeno per le classi energetiche migliori». Nel vostro settore la burocrazia rallenta il lavoro? Si è snellita negli anni? «I tempi di svolgimento dell’istruttoria delle pratiche sono perentori sempre ed esclusivamente quando si tratta di termini richiesti agli operatori, mentre quelli previsti dal quadro normativo e procedurale connessi agli adempimenti pubblici finiscono per risultare semplicemente ordinatori a causa dell’inerzia della Pubblica Amministrazione e della assenza di una precisa sanzione a suo carico. Rimane il disagio diffuso che l’operatore subisce come ricaduta della incertezza sui termini, che pesa sul risultato economico dell’operazione. A questo si accompagnano quattro comportamenti ripetuti e costanti: 1. difficoltà di comunicazione nei rapporti tra imprese e uffici pubblici che paiono, questi ultimi, sempre più attenti al rispetto della norma per la norma più che al risultato; 2. continue richieste di documentazione già in possesso di altri uffici della stessa amministrazione o di altri enti coinvolti nel procedimento; 3. difficoltà nell’individuare quale sia l’ufficio o la persona che si assuma la responsabilità di con-

durre la pratica sino alla sua definitiva conclusione; 4. modalità operative delle pubbliche amministrazioni che si trasformano in procedure, iter, circolari e prassi verbali tra gli uffici lunghe e farraginose, distaccate da reali esigenze di tutela dell'interesse pubblico. Al fine di favorire e semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione, Ance Cremona ha aderito al progetto “Angeli anti burocrazia”. Il progetto è nato nell’ambito dell’Accordo di programma di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, ed è finalizzato a favorire e semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione, per migliorare l’efficienza dell’attività amministrativa nei confronti in particolare delle micro, piccole e medie imprese lombarde. A livello territoriale gli “Angeli anti burocrazia” sono coordinati dalla Dott.ssa Enrica Gennari, Dirigente della sede di Cremona di Regione Lombardia A conclusione degli incontri e del confronto con le imprese associate, è stato redatto un documento per esprimere le esigenze del settore delle costruzioni nei confronti della Pubblica Amministrazione, che è stato consegnato agli “Angeli” al fine di portare all’attenzione di Regione Lombardia le richieste delle nostre imprese». Quali sono le vostre previsioni per il futuro? «Per uscire dalla crisi economica e rilanciare il settore delle costruzioni e le imprese, bisogna fare in modo che cresca ancor di più la consapevolezza e quindi la

cultura della qualità. Solo in questo modo sarà possibile orientare l’offerta verso prodotti più efficienti e sostenibili. Di fronte a questa evoluzione, molte imprese hanno maturato l’esigenza di puntare sull’innovazione per offrire manufatti realizzati con interventi innovativi dal punto di vista progettuale, costruttivo, gestionale della fattibilità finanziaria. Per essere protagonisti del mercato delle costruzioni oggi è indispensabile rispondere alle esigenze di nuove professionalità con una formazione continua adeguata. Infatti, da uno studio ANCE emerge che le imprese che durante la crisi sono riuscite ad aumentare la propria redditività hanno tutte investito sulla qualità delle risorse umane, modificando il processo produttivo in chiave industriale senza che questo abbia comportato la rinuncia alla capacità artigianale delle singole lavorazioni. La formazione è un aspetto su cui occorre investire poiché solo dalla qualità del capitale umano, dalla conoscenza , dal know how dei progettisti e delle imprese può venire la qualità delle realizzazioni. Un aiuto deve poi poter arrivare al settore da parte del Governo con politiche economiche e fiscali adeguate che ci aiutino a ripartire, e le proposte che abbiamo presentato come ANCE, anche insieme alla Associazione Industriali , sono numerose e tutte applicabili. Infine come sottolineiamo sempre serve un sblocco da parte del sistema bancario dei finanziamenti a favore delle imprese».


Speciale Economia

D

Sabato 28 Novembre 2015

Il parere dei Sindacati

27

Palmieri (Cgil), De Maria (Cisl) e Grossi (Uil) fanno il punto della situazione sulla crisi economica e analizzano le criticità da superare per poter sperare nella ripresa ella situazione economica attuale, dei problemi e delle prospettive future abbiamo parlato con i Sindacati. Ecco ciò che ci hanno detto il segretario generale della Cgil Cremona Mimmo Palmieri, il segretario generale della Cisl di Cremona Giuseppe De Maria e il segretario generale aggiunto Uil di Cremona-Mantova Giuliano Mino Grossi. IL PUNTO DELLA CGIL - «La situazione economica nel nostro Paese è ancora in una fase molto difficile. Ad un aumento delle esportazioni fa da contrappeso un mercato interno ancora fermo. Si conferma la necessità di una maggior redistribuzione del reddito nel nostro Paese. Questo si ottiene innanzitutto rinnovando i Contratti Nazionali scaduti, senza dimenticare il Contratto del Pubblico Impiego, scaduto ormai da 7 anni. Serve il ripristino del sistema di rivalutazione delle pensioni precedenti agli interventi del governo Monti e l’anticipo nel 2016 dell’allargamento della no-tax area. Questo potrebbe contribuire ad aumentare il consumo del mercato interno stagnate ormai da troppi anni. Alta disoccupazione e deflazione salariale rappresentano due leve per la svalutazione competitiva del lavoro. Con la Legge Fornero e senza cambiamenti dell’assetto previdenziale, si programma un tasso di disoccupazione giovanile attorno al 40% per tutti i prossimi 5 anni. Tale previsione programmatica va letta accanto a quella sul costo del lavoro: nel quadro previsionale 2015-2018 i salari crescerebbero meno della produttività e, in alcuni anni, anche dell’inflazione. In questo modo, la quota distributiva del reddito nazionale destinata al lavoro – ridotta pesantemente già prima della crisi – si ridimensionerebbe ulteriormente. Una scelta poco sensata, anche in riferimento all’inflazione, che si prevede al di sotto del 2% fino al 2020. Eppure, creare lavoro è indispensabile. Si può e si deve avviare un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, come proposto con il Piano del Lavoro della Cgil. Con 10 miliardi di euro investiti nella creazione diretta di occupazione a favore della produzione di beni e servizi utili a livello sociale si potrebbero generare in un triennio oltre 700mila nuovi occupati, tra pubblico e privato, per effetto dei nuovi settori e dei nuovi mercati indotti riportando così il tasso di disoccupazione vi-

Mimmo Palmieri, Cigl

Giuseppe De Maria, Cisl

cino al livello pre-crisi e aumentando la crescita del PIL di almeno 3 punti percentuali. Ovvio che il nostro territorio non è esente dalla crisi che sta vivendo il Paese. Ora sembra che tutto sia più difficile, ma non dobbiamo rassegnarci. Il territorio, con tutti i suoi soggetti dalle istituzioni alle imprese alle organizzazioni sindacali e a tutti gli altri portatori di interesse, è obbligato a ritrovare una soluzione di prospettiva. So quanto sia difficile, ma ancora più difficile e lasciare le cose così come sono».

rita nella Legge di Stabilità 2015 che ha permesso la stabilizzazione di tanti rapporti precari. In assenza di tali condizioni avremmo gli stessi risultati? Temo di no, ma facciamo tesoro di quanto abbiamo e affrontiamo il vero problema del nostro Paese che è rappresentato da un mercato interno asfittico, da una bassa produttività e da una bassa propensione alla ricerca e all’innovazione. Per quanto riguarda le nostre politiche a difesa dei lavoratori, la Cisl ha appena concluso la Conferenza Programmatica e Organizzativa nella quale, dopo un percorso iniziato in tutti i territori, ha discusso su come aggiornare la propria azione sindacale in un contesto fortemente mutato rispetto ad alcuni anni fa. La tutela dei lavoratori e dei pensionati nel proprio luogo di lavoro e nel territorio diventa l'obiettivo principale della nostra azione. Bisogna sviluppare ed estendere la contrattazione aziendale e territoriale e bisogna rafforzare una contrattazione sociale di prossimità che sappia leggere i nuovi bisogni per individuare le relative scelte da assumere a sostegno delle persone e delle famiglie. Ancora troppi sono coloro che non hanno redditi sufficienti per poter garantire il sostegno alla propria famiglia e sono costretti a vivere condizioni di povertà e di privazioni, recandosi magari a chiedere aiuto ai servizi sociali dei comuni a agli enti caritatevoli. Sul versante della contrattazione è ne-

IL PUNTO DELLA CISL - «Pur non sottovalutando alcuni dati positivi rispetto agli anni passati, viviamo ancora una fase di forte difficoltà. Troppi sono coloro che direttamente o indirettamente sono stati toccati dalla crisi, con riflessi sul loro lavoro, e ancora troppo deboli sono i piccoli miglioramenti registrati sull'occupazione. E' vero che sono aumentati gli occupati a tempo indeterminato, ma è altrettanto vero che ciò si realizza in un contesto condizionato da fattori esterni che influiscono sulla capacità del nostro Paese di poter crescere da solo: il prezzo del petrolio già basso da tempo, la svalutazione dell'Euro rispetto al Dollaro, gli interventi messi in atto dalla BCE per sostenere i Paesi deboli della UE. A ciò si deve aggiungere la decontribuzione inse-

Mino Grossi, Uil

cessario che Cgil, Cisl e Uil trovino un'intesa su un nuovo modello che possa permettere di elaborare piattaforme comuni da sottoporre ai rappresentanti dei datori di lavoro. Mi rendo conto che abbiamo alle spalle momenti di forte divisione, ma se non dovessimo riuscire a trovare un accordo temo che possa intervenire il Governo e, in questo caso, non sono sicuro che le regole che imporrà siano coerenti con le nostre aspettative. Sta alla capacità di mediazione di tutti trovare una giusta sintesi. I timidi progressi del miglioramento dei livelli occupazionali non credo possano lasciare grandi spazi per prevedere a breve una forte ripresa di assunzioni. La crisi degli ultimi anni ha comportato, oltre a tanti licenziamenti, il forte incremento delle richieste di cassa integrazione e tanti lavoratori hanno accettato riduzioni dell'orario di lavoro pur di difendere il proprio posto. Per poter dare loro delle risposte è necessaria una ripresa dell’economia più sostenuta di quanto oggi possiamo registrare. Peraltro la Provincia di Cremona, pur essendo localizzata nella parte più ricca del nostro Paese, si deve misurare con territori che hanno infrastrutture ed attività industriali più forti e consolidate delle nostre. Per cercare di far fronte alla nostre debolezze dobbiamo riattivare un serio confronto fra tutti i soggetti istituzionali economici e sociali, con la convinzione e

la volontà di discutere e ricercare soluzioni per una crescita di tutto il territorio. Da troppo tempo che ognuno va per la propria strada, senza fare rete. Era proprio necessario che dovesse venire a Cremona il Presidente Maroni sul tema di Tencara e della navigabilità del Po per rimetterci tutti intorno ad un tavolo?». IL PUNTO DELLA UIL - «Esistono piccoli segnali di ripresa, ma sicuramente insufficienti per poterla definire una fase di sviluppo. Risalire da una caduta della produzione industriale a due cifre richiede tempi lunghi. Le previsioni sia dell'Ocse che del Fmi ci portano al 2024. Servono, per realtà come la nostra, politiche di sostegno per le imprese di piccole dimensioni, ma è necessario anche lavorare su grandi progetti che portino il nostro territorio verso nuovi investimenti, innovazioni e sostenibilità ambientale. Il Po e la sua navigazione, il progetto di Tencara e la filiera agroalimentare ne sono i presupposti. Per quanto riguarda i lavoratori, la nostra è una politica di assoluta difesa. Con la cassa integrazione abbiamo evitato condizioni ancora più drammatiche per migliaia di lavoratori. Ora è indispensabile accelerare lo sviluppo di politiche per l'occupazione, garantendo e sviluppando le attività pubbliche del collocamento e del lavoro. E’ indispensabile che le attività fatte dall’amministrazione provinciale in questi anni in difesa del lavoro trovino certezze e risorse economiche da parte dallo Stato e della Regione. Bisogna passare dalla difesa all'attacco. Le previsioni per il futuro rimangono incerte e ci dicono che l'Italia nei prossimi anni, pur crescendo, sarà il fanalino di coda, insieme alla Grecia, nel tasso di sviluppo. Per recuperare i livelli occupazionali pre-crisi e ridimensionare in modo interessante il tasso di disoccupazione giovanile avremmo bisogno di una crescita del Pil del 2,5% per sette anni. Non ci siamo. Non servono misure inutili come il Jobs Act, bensì politiche espansive per la crescita della domanda interna, meno tasse sul lavoro, investimenti pubblici e privati nelle imprese, nuove infrastrutture e lotta dura al l'evasione fiscale e contributiva. Solo così potremmo avere risultati diversi dalle previsioni come sta accedendo negli Stati Uniti e negli atri Paesi europei».



Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.