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CREMASCO Il
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VENERDI’ 21 MAGGIO 2010 • Supplemento settimanale al n° 20 de "Il Piccolo Giornale"
€ 0,02 Copia Omaggio
VUOLE PORTARE A CASA UN RISULTATO CHE LO RILANCI
BRUTTOMESSO: «FORSE MI RICANDIDO A SINDACO» L’OSPITE
Economia: sacrifici per tutti (o quasi)
U
CREMARENA: C’È IL PROGRAMMA COME PASSARE L’ESTATE IN CITTÀ
Crema, a pagina 17
Rappresentanti Osservatorio per l'edilizia
I problemi a Crema? Ecco come si possono risolvere. E in fretta
• Non riusciamo a capire alcune scelte di questa amministrazione. Una di queste è l'aver intrappolato i tavoli in piazza Duomo in una gabbia rigidissima. La soluzione - costosa anche per le casse comunali - ha I tavolini in piazza avuto il pregio, secondo chi Duomo a Crema comanda in palazzo comunale, di evitare la continua e defatigante guerra fra i gestori dei locali che si affacciano sul salotto storico della città. Può darsi. Il fatto è che dentro questo recinto inflessibile, i proprietari di bar, pizzerie e gelaterie hanno piazzato, come era ovvio, il più alto numero di tavolini possibili per ricavarne il maggior guadagno. A pagarne le conseguenze sono i clienti che devono tenersi le ginocchia in bocca pur di bere un aperitivo, all'aperto, nella più bella piazza della città. E stiamo parlando di ragazzi, giovani e adulti che non hanno alcun problema fisico. Ma chi vuole sedersi portandosi appresso la carrozzina con dentro un neonato o chi soffre per un handicap, nella gabbia difficilmente troverà posto. E questo significa dividere i cremaschi in piccoli e grandi cittadini di serie A e di serie B. La soluzione noi l'avevamo proposta e pensiamo che sia ancora la migliore. Lasciare la libertà ai proprietari dei locali di mettere tutti i tavolini che vogliono in modo non solo di evitare le guerre fra commercianti, ma di dare la possilità a tutti di bere la propria bibita preferita in piazza Duomo. Solo che il plateatico per i tavolini dovrà costare caro e salato. Così, il comune incassa più soldi di oggi, e di soldi ne ha proprio bisogno. L'esercente, a sua volta, deve fare i calcoli esatti perché se utilizza più tavolini di quanti sono i consumatori, allora sì che sono cavoli suoi. La morale: è solo il mercato e non può essere un assessore a regolare il numero dei tavolini nella più bella piazza di Crema. «Qualcuno, purtroppo, è rimasto a terra»
Il villaggio funzionale sarà la «vetrina» di Crema e Cremasco
Taxi notturno: i protagonisti di un successo annunciato
Crema, a pag. 18
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Crema, a pag. 16
Tavolini in piazza Duomo: rischio imprenditoriale o no?
La proposta di Asvicom
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na notizia ha fatto sorridere molti: la proposta della Lega di tagliare del 5% gli stipendi di ministri e deputati. Sorridere sia per la miseria e sfacciataggine del taglio suggerito sia perché la proposta è stata fatta da un esponente di un partito, l’on. Calderoli, che di «Roma Ladrona» aveva fatto uno slogan per molte campagne elettorali. La Lega siede ormai da tempo in Parlamento ed occupa molte poltrone importanti di ministeri, società pubbliche, enti, senza fare una piega davanti allo sperpero di denaro pubblico rappresentato da questi apparati spesso inutili se non inefficaci, parcheggio di ex sindaci, consiglieri, deputati ed affini. Qualcuno forse dovrebbe farsi carico di chiedere un taglio del 20% degli stipendi di deputati, senatori e ministri, una riduzione del 50% delle auto pubbliche, un serio taglio alla pletora di enti inutili, l’eliminazione delle province, una approfondita analisi delle spese di consulenza spesso date ad amici e parenti, una lotta coraggiosa alla corruzione e al privilegio, l’eliminazione dell’assurdo sistema pensionistico dei membri del Parlamento, l’adozione di un codice di condotta per la classe politica che regoli la possibilità di accettare doni, aiuti, o appartamenti davanti al Colosseo. Ma perché queste proposte non trovano accoglienza nel nostro Parlamento? Non ci illudiamo che ciò basti a sanare il deficit del Paese ma sicuramente sanerà il deficit delle coscienze, facendo ritrovare a chi si occupa di cosa pubblica il senso della misura, l’aggancio con il mondo reale, il percepire un giusto compenso che non faccia a pugni rispetto a quello percepito da decine di italiani. Naturalmente questi sacrifici non bastano a frenare la crisi economica e finanziaria dei paesi dell’area Euro, crisi che richiede misure equilibrate che consentano di far convivere la diminuzione del debito pubblico con una politica di investimenti, la salvaguardia dei posti di lavoro con la tutela delle libertà economiche, una salutare riforma fiscale e la lotta all’evasione, riforme liberali e maggior controllo del mercato finanziario. E non vorremmo veder emergere l’ennesimo condono edilizio o fiscale per fronteggiare la crisi, sanatorie per coloro che i sacrifici non li hanno mai fatti, regali al Paese più improduttivo, sanatorie che continuano a favorire coloro che hanno dimenticato di essere parte di un Paese che, fino a prova contraria, ha regole e leggi che tutelano l’interesse pubblico ma non quello di evasori e palazzinari.. Enrico Tupone tuponee@alice.it
E' diventato primo cittadino tre anni fa. Gliene mancano due. Discute a cuore aperto di passato e futuro. Parla di Ancorotti, Capetti... vuole il teleriscandamento, il canile e il gattile. Ce la farà?
Crema, a pag. 19
SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN MAKE UP - La proposta è stata lanciata 7 giorni fa. Abbiamo chiesto alcuni pareri. Autorevoli - A pag 21