Dimensione Pulito n° 5 - Giugno 2020

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ANNO 29 n. 5 giugno 2020 ISSN: 2612-4068 www.dimensionepulito.it MENSILE DI PULIZIE INDUSTRIALI, SANIFICAZIONE E IGIENE AMBIENTALE MERCATO Il comparto Carta protagonista nella pandemia INTERVISTA Dopo il Covid-19: il futuro del Cleaning FORMAZIONE Definire la frequenza e le tecniche di intervento Speciale HORECA 1991 - 2020 i nostri 29 anni!
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di lavoro e alla valorizzazione del territorio.

Hanno collaborato: Cristina Cardinali, Simone Ciapparelli, Chiara Dassi, Graziano Dassi, Marcello Falvo, Marco Ferrari, Marialisa Giuliani, Mauro Martini, Maurizio Pedrini, Francesca Scelsi, Loredana Vitulano

DIMENSIONE PULITO 5 Periodico mensile edito da
05/2020 |
Produzione&Stampa Paolo Ficicchia
S SOMMARIO/ ANNO 29 N. 5 GIUGNO 2020 ANNO 29 n. giugno 2020 www.dimensionepulito.it MENSILE DI PULIZIE INDUSTRIALI, SANIFICAZIONE E IGIENE AMBIENTALE MERCATO Il comparto Carta protagonista nella pandemia INTERVISTA Dopo il Covid-19: il futuro del Cleaning FORMAZIONE Definire la frequenza e le tecniche di intervento Speciale HORECA 1991 - 2020 i nostri 29 anni! ATTUALITÀ 8 Il Codacons
Maurizio
10 Come
Maurizio
16 Carta,
30 Lo
Francesca Scelsi FORMAZIONE 34 Linea guida “L’azienda nell’azienda” Mauro Martini 8 16 30 SPECIALE Ho.Re.Ca retro
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URBAN & PARTNER MILANO ( ) WRODAW (PL) SARAGOZZA (ES) MILANO ( ) R WRODAW (PL) GALLARATE I) PIACENZA ( ) TIRANA (AL)
lancia un grido d’allarme contro il business della sanificazione
Pedrini INCONTRI
uscire dall’emergenza economica post Covid-19
Pedrini MERCATO
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Falvo LVI 1- 4 Hygenia VI Icefor V Industrie Celtex III Itidet XV Kairosafe XXV Kemika I Copertina Medusa LIII MK XLI Newpharm XLVII

RubinoChem II Copertina Synclean 25 TMB 3

Polti XXXIX Polychim XI Spray Team LI STI VII T.D. Group XLIII Taxon XXXVII TTS Cleaning XLV Unira VIII Werner&Mertz XLIV

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SI
SPECIALE HO.RE.CA DIMENSIONE PULITO

Il CODACONS lancia un grido d’allarme contro il business della sanificazione

A colloquio con il presidente nazionale Di Ascenzo: “Abbiamo presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia per truffa e frode in commercio, avviando una fruttuosa collaborazione con le imprese del settore, per dare il proprio contributo, fare trasparenza sugli obblighi di legge in termini di sanificazione e mettersi a disposizione di chi vuole offrire i propri servizi a prezzi calmierati, per cercare di emarginare gli speculatori”.

Come noto, le nuove disposizioni sulla Fase 2 prevedono l’obbligo di sanificazione per una moltitudine di ambienti,

una situazione che ha generato il caos in tutta Italia, con prezzi folli richiesti a imprese, condomini e negozi vari, e tariffe enormemente lievitate rispetto al periodo pre-COVID. L’obbligo di sanificazione ha poi moltiplicato il numero di aziende che si sono improvvisate “specializzate” nel campo, e che promuovono interventi di sanificazione, pur non essendo dotate di alcuna autorizzazione in tal senso. Vere e proprie truffe che sfruttano l’emergenza e i nuovi obblighi in capo ad esercenti e commercianti, e che realizzano manovre speculative a danno della collettività.

Abbiamo incontrato il presidente nazionale dell’associazione, avvocato Gianluca Di Ascenzo.

In questi giorni il settore delle sanificazioni rappresenta nel nostro Paese un vero e proprio ‘Far west’, dove - a

seguito dell’emergenza da COVID-19 - si stanno verificando speculazioni e truffe d’ogni genere a danno sia di esercenti e attività, sia dei cittadini. Codacons ha lanciato un grido d’allarme: perché?

“Il Codacons, in occasione dell’inizio della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza COVID 19, ha iniziato a registrare il proliferare di speculazioni in danno di commercianti, condomini ed imprese che, per ottemperare alle previsioni di legge finalizzate alla riapertura delle proprie attività o per mettere in sicurezza i locali e contrastare la diffusione del Coronavirus, hanno ricevuto preventivi esorbitanti da parte di professionisti “improvvisati”, privi dei requisiti per svolgere questo tipo di attività. Se le tariffe applicate dal mercato, in periodo pre lockdown, erano di circa euro 1,50/mq, alla nostra Associazione risulta che siano stati chiesti persino

A ATTUALIT À 8 DIMENSIONE PULITO | 05/2020
Gianluca Di Ascenzo, presidente nazionale Codacons

euro 25/mq. Appare evidente, dunque, che ci sia stato un tentativo di sfruttare economicamente lo stato di necessità di chi doveva adeguarsi alle indicazioni governative ed effettuare interventi di sanificazione, soprattutto in danno dei territori del nord Italia”.

Il 21 maggio scorso Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia chiedendo di avviare una task force sul territorio alla luce delle possibili manovre fraudolente e speculative nel settore delle sanificazioni e che realizzano i reati di frode in commercio, truffa aggravata, e pratiche commerciali ingannevoli e scorrette”. Come siete arrivati a mettere nero su bianco questa denuncia?

“La nostra Associazione sente il dovere di intervenire laddove ci siano fenomeni speculativi che creano un danno al mercato e ai consumatori. Approfittarsi della situazione attuale per lucrare profitti illegittimi riteniamo sia biasimevole e richiede l’intervento delle Autorità competenti, inclusa l’Autorità giudiziaria”. Temevamo, inoltre, quello che poi si è verificato, che i costi sostenuti per gli interventi di sanificazione in alcuni casi siano stati “caricati” sui clienti finali, i consumatori, come

risulta dalla cosiddetta “tassa COVID19”, il contributo apparso su alcuni scontrini (https://codacons.it/perche-sugli-scontrini-e-apparso-un-contributo-covid-19/)

Le nuove tariffe, dunque, sono arrivate fino a 25 euro al metro quadro, a fronte di listini attorno a 1,5 euro al metro quadro del periodo pre-COVID: com’è possibile tutto ciò? Come avete realizzato e cos’ha messo in luce la vostra indagine?

“La nostra indagine è il frutto dell’analisi delle segnalazioni ricevute, di quanto denunciato dagli organi di stampa e delle interviste effettuate presso le ditte autorizzate per cercare di fare chiarezza e dare trasparenza a questo settore. Per tale motivo il Codacons ha avviato, inoltre, iniziative in tutta Italia per concordare tariffe agevolate e venire incontro alle esigenze di chi non ha voluto cedere alle speculazioni”.

Cosa dovrebbe fare, in concreto, il Governo per porre fine a queste turpi manovre speculative a danno della collettività?

“Sappiamo che il Governo e gli enti locali, attraverso le forze di polizia, hanno avviato controlli serrati sul ter-

ritorio per verificare il rispetto delle norme sulla prevenzione della diffusione del Coronavirus. Riteniamo che la stessa fermezza debba essere utilizzata per controllare che le operazioni di sanificazione vengano effettuate dai soggetti autorizzati. A volte anche una verifica sulle offerte commerciali fatte tramite internet può consentire l’emersione dei fenomeni speculativi. È importante, inoltre, sanzionare chi non rispetta le regole e far conoscere pubblicamente l’esito delle attività ispettive.

Più in generale, quali sono le vostre proposte per tutelare i cittadini e gli imprenditori, su un tema così delicato come la sanificazione ambientale, in una fase tanto delicata quanto complessa della vita del Paese?

“Il Codacons, oltre all’attività di denuncia, ha avviato una fruttuosa collaborazione con le imprese del settore, per dare il proprio contributo, fare trasparenza sugli obblighi di legge in termini di sanificazione e mettersi a disposizione di chi vuole offrire i propri servizi a prezzi calmierati, per cercare di emarginare gli speculatori. Chi volesse approfondire questa iniziativa può consultare il sito internet del Codacons all’indirizzo www.codacons.it”.

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COME USCIRE dall’emergenza economica post Covid-19

Abbiamo cercato di capire con quali modalità e strategie affrontare questa difficile situazione economica, in un webinar al quale hanno partecipato autorevoli ospiti appartenenti ai settori del cleaning, della sanità e dell’horeca

Prima di iniziare a parlare della fase 2, è utile capire cosa è stata la fase 1. Chiediamo a Giuseppe Riello, Presidente di AfidampFAB, di tracciare una panoramica sulla situazione delle aziende del cleaning durante questa prima fase, tra le molte difficoltà legate anche ai codici Ateco, che hanno impedito il corretto svolgersi dell’attività produttiva: “è stato un periodo difficile, perché il primo emendamento di Conte ha incluso nelle attività produttive autorizzate a continuare l’attività solamente i servizi e le aziende di pulizia, senza considerare

che a queste imprese potessero servire gli strumenti per lavorare: attrezzature indispensabili come stracci e aspirapolveri sono quindi venute a mancare, e buona parte delle aziende associate di Afidamp sono dovute rimanere chiuse. Fortunatamente, ricorrendo alle prefetture, le aziende hanno ottenuto in seguito il permesso di riaprire. Afidamp stessa ha scritto una lettera aperta al Presidente Conte per chiedere in prima persona che queste aziende venissero inserite nelle numerose modifiche fatte all’allegato, e gli fosse concessa la possibilità di tornare a produrre”. Situazione attuale che ha e avrà pesanti ripercussioni soprattutto sul settore alberghiero, come conferma Paolo Artelio, Presidente del Consorzio Garda Unico, che fa capo a FIPE: “Per il turismo il momento è drammatico, è sicuramente il settore che più sarà penalizzato dall’emergenza Covid. I paletti imposti dai protocolli governativi rendono sconveniente e anti economica la riapertura di molte attività, perché la notevole riduzione degli spazi utilizzabili causerebbe delle perdite di fatturato molto pesanti. I nostri associati hanno comunque entusiasmo e voglia di riaprire, ma il governo deve

fornire gli strumenti necessari ad assicurare la sopravvivenza economica di queste attività”.

Chiediamo invece a Elena Prati, della Direzione Sanitaria IRST Meldola e membro SIMM, come la categoria dei medici ha vissuto l’esperienza Covid: “Il nostro è un piccolo centro oncologico, quindi è stato fondamentale fin dall’inizio impedire la diffusione del virus. Conoscendo le peculiarità dei nostri pazienti, siamo sempre riusciti a prendere le misure necessarie per evitare il contagio, e il nostro centro è sempre stato Covid-free. Questa emergenza ci ha insegnato a ripensare la nostra attività, svolgendo da remoto quelle attività ove è possibile farlo, e ci ha stimolato a pensare ad una medicina diversa dal punto di vista organizzativo.

Veniamo ora alla la fase 2, a questa ripartenza che sta avvenendo tra incertezze e contrasti. Che ruolo ha svolto Afidamp nella definizione dei protocolli di sanificazione? Presidente Riello, può essere questa emergenza un’opportunità per riportare in primo piano il tema della pulizia, spesso trascurato?

I INCONTRI 10 DIMENSIONE PULITO | 05/2020
Giuseppe Riello, Presidente di AfidampFAB Guarda il video

Oltre a dare supporto alle aziende associate, ci siamo subito mossi per creare una valida modalità operativa, utile ad affrontare questa situazione. È evidente come sia necessario, per effettuare questi interventi con successo, avere le idee chiare e usare attrezzature professionali: per questo, Afidamp, in collaborazione con FIPE, ha già elaborato delle linee guida in particolare per il settore Horeca, che al momento sono in vaglio presso il ministero della salute.

In questa fase 2, si richiede quindi di effettuare una sanificazione che segua dei parametri di certificazione oggettivi e delle procedure precise. A questo proposito, anche Fipe ha avanzato delle proposte, come dichiara Paolo

Artelio: “Abbiamo presentato un protocollo al governo, al quale tutte le altre associazioni di categoria hanno aderito. La nostra priorità è quella di accogliere il cliente in un luogo pulito e sanificato. Dobbiamo tutti fare inoltre un passo in più, prestando ancora più attenzione ai prodotti utilizzati, che siano professionali e di massima qualità, e assicurandoci che il personale che effettua la sanificazione sia adeguatamente formato. Il nostro obiettivo è quello di fornire sia a noi stessi esercenti, sia al cliente, un luogo massimamente sicuro.”

Ma chi è, dopo l’avvenuta sanificazione, a decidere quando un ambiente è sanificato?

“Bisogna innanzitutto stabilire dei parametri e dei livelli, per poter stabilire con precisione quando un ambiente è sanificato” - dice Riello“questi parametri dovranno poi essere approvati, dopo essere stati proposti da chi opera nel settore del cleaning, dal Ministero della Salute. Andranno poi definite le società che offrono questo tipo di servizio, società che dovranno essere munite di un patentino che le definisca come adeguatamente organizzate ad offrire servizi di pulizia e sanificazione di vario livello”. Per quanto riguarda i principi attivi più

adatti a questo tipo di sanificazione, si è parlato più che altro di ipoclorito di sodio, etanolo e perossido di idrogeno, ma quali sono non sono stati comunicati i tempi di contatto necessari per l’inattivazione di questo coronavirus. Dice la dottoressa Prati: “Questi dipendono da diversi fattori, come il tipo di superficie, la carica virale presente e le condizioni ambientali al momento della sanificazione. Per superfici come carrelli emergenza, sono necessari 15 minuti, oppure attendere l’evaporazione del prodotto, ma a volte c’è la necessità di usare nell’immediato il presidio da sanificare, e non è possibile rispettare queste tempistiche, quindi si lascia agire il prodotto per quanto possibile prima dell’utilizzo del presidio. La qualità del prodotto e la tecnica di sanificazione sono molto importanti, ad esempio è fondamentale applicare il prodotto su tutta la superficie da disinfettare. Per l’ipoclorito, a seconda del tipo di superficie sono necessari da 1 a 5 minuti, così come per il perossido”. Per effettuare questi interventi in modo corretto, è quindi necessaria un’adeguata formazione, che però in Italia ancora non viene fornita dal servizio pubblico. Come vede Fipe il problema della formazione, vista la ancor maggiore necessità, nella situazione

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Elena Prati, Direzione Sanitaria IRST Meldola e membro SIMM

INCONTRI

attuale, di acquisire metodo e professionalità?

“Sono già partiti, per tutti i nostri associati, i corsi gratuiti che Fipe organizza con Confcommercio” - afferma Artelio - “perchè per pretendere una sanificazione perfetta, è necessario formare titolari e dipendenti che lavorano nelle nostre strutture. In nostro obiettivo è formare i titolari d’azienda in modo che conoscano perfettamente i protocolli, e possano farli rispettare ai loro dipendenti. Da parte degli associati abbiamo avuto una grande richiesta, e ciò dimostra come la formazione sia un argomento in questo momento storico molto sentito”.

La realtà del cleaning professionale è caratterizzata da piccole-medie imprese a gestione familiare. Vediamo con Giuseppe Riello come queste aziende hanno affrontato le difficoltà attuali, specialmente la scarsa reperibilità delle materie prime. “Il panorama del cleaning è simile a quello del resto del mondo industriale, che è dovuto forzatamente rimanere chiuso. C’è stato, da parte dei clienti, un aumento della richiesta di materiali e prodotti di qualità per quanto riguarda la pulizia, perché è cresciuta l’attenzione verso un servizio di pulizia di alto livello. D’altro canto, c’è stato un calo delle richieste del 15-20%, perché molti utilizzatori finali, come i ristoratori, sono rimasti chiusi. Sarà da capire se soprattutto le attività del canale Horeca sapranno ripartire, altrimenti questo segnerà un netto calo di richieste e quindi di ricavi per il settore delle pulizie”. Le piccole aziende sembra abbiano reagito con tempestività, anche riconvertendo la loro produzione per realizzare prodotti utili ad affrontare questa fase delicata. Forse le piccole imprese incarnano meglio la volontà di saper reagire bene alle difficoltà?

“Il substrato italiano è composto da piccole e medie imprese, caratterizzate da grande flessibilità e aziende assolutamente capaci di reagire”risponde Riello - “credo che tutto il settore industriale sia pronto, come lo

è anche il settore dell’Horeca, nonostante sia messo in difficoltà da delle regole decisamente complicate. È infatti difficile per un ristorante certificare l’utilizzo degli strumenti di pulizia corretti. I ristoratori, che spesso effettuano le pulizie in autonomia, necessitano di formazione, e sappiamo quanto questa sia carente in Italia. Come Afidamp, teniamo molto alla formazione, e speriamo che nei prossimi mesi partano corsi, anche via web, che diano delle linee guida chiare sulle metodologie di sanificazione”.

Il nostro è un paese nel quale spesso bisogna fare i conti con una burocrazia lenta e complicata: di fronte a un’emergenza come questa, quali regole dobbiamo aspettarci? Queste regole metteranno in difficoltà chi riapre, limitando gli spazi utilizzabili e quindi i guadagni?

“I protocolli che dispongono le regole per la riapertura, come ad esempio la disposizione dei tavoli e il numero di clienti che è possibile accogliere, sono giunti molto in ritardo, sarebbero dovuti uscire almeno un mese prima” - dice Artelio - “sicuramente un’eccessiva limitazione degli spazi sarebbe molto penalizzante per molti dei nostri associati, con introiti che diminuiranno in maniera decisa e costringeranno a ridurre il personale”.

L’ozono è un tema controverso: siamo stati tempestati da proposte commerciali di ogni tipo, e si è generata una speculazione che porta a parecchie ambiguità.

“Occorre una sperimentazione seria di questi macchinari” - afferma la dottoressa Prati - L’ozono è un gas che può risultare pericoloso per chi lo maneggia, perciò chi propone queste macchine dovrebbe collaborare con i sanitari per la costruzione di un protocollo efficace: come anche per gli ultravioletti, al momento non sappiamo quanto e in quali situazioni l’ozono sia efficace contro questo coronavirus, dipende dall’ambiente e dal contesto in cui viene utilizzato. Siamo comunque aperti ad una sperimentazione scientifica seria”.

C’è qualche richiesta che volete fare, riguardo a questa ripartenza, alle istituzioni o anche all’opinione pubblica?

Può essere questa difficile situazione un’occasione per riportare al centro dell’attenzione l’importanza dell’igiene e di una corretta pulizia, aspetti che negli ultimi anni sono stati sicuramente trascurati?

“L’auspicio è che ci si renda conto della qualità delle industrie italiane del cleaning, e dei prodotti che esse riescono a mettere a punto” - afferma Riello - “noi come Afidamp da tempo collaboriamo con le università per la creazione dei protocolli e delle certificazioni relative a prodotti e macchinari, perché è fondamentale stabilire delle regole certe relative al tipo di macchinario usato e all’effetto che produce, e lo stesso vale per i prodotti chimici. Come dimostrano le perplessità riguardo l’uso dell’ozono, viviamo nell’incertezza, e abbiamo assoluto bisogno di regole chiare ”.

Dice invece Artelio: “Siamo in ritardo con la partenza della stagione turistica, e c’è ancora molta incertezza su come affrontare questa fase 2. L’aspetto positivo di questa situazione è il fatto che i nostri imprenditori saranno sempre più esperti in merito alle procedure di sanificazione, e, una volta passata l’emergenza Covid, sarà possibile mantenere un livello di sanificazione molto alto, che ci permetterà di affrontare anche eventuali problematiche future. La speranza è che si possa, verso luglio o agosto, riaprire le frontiere europee per permettere alla filiera dell’Horeca di concludere la stagione con il minor danno possibile”.

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Paolo Artelio, Presidente Consorzio Garda Unico, Veneto

CARTA, un settore tecnologico e stabile che ha saputo far fronte alla pandemia

Le aziende hanno sostenuto il settore medico, alle prese con l’emergenza COVID, attraverso un continuo rifornimento di materiale monouso, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Si è creata una sostanziale frattura tra un prima e un dopo, focalizzando l’attenzione sull’enorme importanza del fattore igiene

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Maurizio Pedrini

Il segmento della Carta, ad uso domestico e igienico sanitario, ha assunto un peso assai rilevante, nel settore del professional cleaning, con un incremento che – negli ultimi anni - è stato complessivamente soddisfacente, sia in termini di fatturato che di volume d’affari. L’emergenza scaturita dal COVID 19, pur nelle grandi difficoltà che le aziende hanno dovuto affrontare, riorganizzando e aumentando la produzione, non ha fatto altro che esaltare l’importanza sempre più strategica di questo segmento. Basti pensare, ad esempio, che all’interno del comparto operano alcune grandi realtà internazionali in grado di strappare - sia pure di poco - alla Germania la leadership nel campo delle esportazioni di tissue. Il settore appare caratterizzato da un’offerta decisamente concentrata e dalla presenza di imprese multinazionali. La domanda, poco dinamica, crea una concorrenza accesa, e un ruolo importante è giocato dal prezzo e dalle promozioni, che hanno lo scopo di sollecitare i consumi. Va detto però, che la produzione nazionale di prodotti in carta per uso domestico e igienico-sanitario ha mostrato un rallentamento, sia in termini quantitativi che di fatturato, ma si confermano di rilievo gli investimenti sulla sostenibilità ambientale, come ad esempio la certificazione delle cellulose, l’attenzione agli scarichi delle acque, la riduzione volontaria delle emissioni di CO2 da parte delle principali aziende, anche di media dimensione. Il 2019 è stato difficile, a causa soprattutto del generale aumento dei costi, solo in minima parte trasferibile sui prezzi di vendita. Le importazioni, che non sono state mai significative, riguardando circa

il 14% dei consumi sia a valore sia in quantità, nel 2019 si sono mantenute poco più che stabili dopo l’aumento del 2017 e del 2018, e il saldo commerciale è perciò confortante.

Un settore con 150 aziende e 8500 occupati

Nel settore operano complessivamente 150 aziende con circa 8.500 occupati (fonte ISTAT), con il distretto di Lucca che presenta un’elevata concentrazione produttiva. Sui costi che le aziende devono sostenere incide notevolmente

il costo delle materie prime e, in misura ancor più rilevante, quello dell’energia, il cui prezzo rimane decisamente più alto rispetto a quello degli altri Paesi europei. Appaiono significative le politiche di localizzazione sui mercati esteri maggiormente dinamici, come quello est europeo, dove è più conveniente produrre per i mercati locali.

Italia leader in Europa nella produzione di tissue

Dal punto di vista della produzione del settore tissue, l’Italia – come dicevamo – è al primo posto nella classifica dei

paesi europei seguita da vicino dalla Germania: le esportazioni di questi due Paesi raggiungono quasi il 60% del fatturato. Negli ultimi due anni si è registrata una crescente attenzione dei consumatori ai temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. Le esportazioni, che comprendono sia prodotto finito sia bobine destinate al converting, hanno evidenziato una crescita: +3,1% in volume e +2,8% in valore; l’incidenza dell’export sulla produzione è in crescita al 59,3%.

Le importazioni, che coprono il 13,8% dei consumi in volume, nel 2018 sono cresciute dell’11,8%, riguardando soprattutto carta per tovaglioli o per asciugamani diretti alla ristorazione.

Un “mondo” altamente tecnologico, composto da realtà all’avanguardia Nell’analisi si considera la produzione di carta e prodotti in carta per usi igienico-sanitari: la materia prima utilizzata è la fibra di cellulosa, in prevalenza vergine, e in misura minore da macero. Nel tissue il segmento prevalente si conferma la carta igienica, con quasi

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Il settore della carta per uso domestico igienico-sanitario in Italia.

MERCATO

il 50% del mercato, nell’assorbenza il segmento prevalente è costituito dai pannolini per bambini, ma sono gli assorbenti per incontinenza ad avere le prospettive migliori. L’Italia è il primo

produttore in Europa con il 20,8%, seguita da vicino dalla Germania (20%) e a notevole distanza da Francia, Polonia, Regno Unito e Spagna; di rilievo la crescita della produzione in Polonia,

paese in cui alcuni grossi produttori hanno spostato la loro attività. Quello del tissue rappresenta oggi un mondo altamente tecnologico, composto da realtà innovative e all’avanguardia che

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18 DIMENSIONE PULITO | 05/2020
Il settore della carta per uso domestico igienico-sanitario in Italia Elaborazioni Cerved sui dati di bilancio delle aziende del settore

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Tork, un marchio Essity

hanno dato concreta dimostrazione di cosa sia il Made in Italy.

Una domanda stabile, sempre più orientata verso l’aspetto ecologico Trattandosi di prodotti di prima necessità, il comparto è da questo punto di vista poco ciclico. Sono stati comunque registrati cambiamenti nelle dinamiche di acquisto, con una maggiore attenzione al prezzo e alle promozioni, e spostamenti tra le categorie. Pur con fluttuazioni tra un anno e l’altro, il mercato della carta igienica è stabile, mentre per i prodotti in fluff assorbente si registra una leggera crescita, dovuta alla maggiore attenzione a comfort e igiene da parte degli utilizzatori. Diversamente dal settore cartario in generale, i fattori di crescita per quest’area sono legati alle aree della detergenza, dell’igiene e della cura della persona. Nella scelta dei prodotti l’aspetto ecologico riveste un’importanza crescente nelle scelte d’acquisto; per le aziende l’adozione di politiche di sostenibilità ambientale è quindi ormai una scelta obbligata, se si vuole difendere il vantaggio competitivo. Sulla domanda di prodotti per l’assorbenza hanno impatto positivo l’invecchiamento della popolazione e la maggiore attenzione all’igiene. Dato il tasso di natalità sempre più basso, le vendite di pannolini per bambini sono, sul mercato nazionale, in lento calo. Dal punto di vista dei mercati esteri, la crescita economica di Paesi in via di sviluppo, come Est Europa e Asia, apre

nuove opportunità. I consumi di prodotti per uso domestico e per l’igiene personale in queste aree evidenziano, anche in prospettiva, tassi di crescita ben superiori a quelli dei mercati occidentali.

Il quadro internazionale

Nel mercato europeo operano generalmente imprese multinazionali di grandi dimensioni, spesso presenti nell’offerta dell’intera gamma di prodotti cartari, o diversificate nei prodotti del largo consumo. Ad esse si affiancano importanti gruppi industriali più specializzati e non integrati a monte. Sul territorio nazionale, la concentrazione delle imprese è elevata nel distretto di Lucca, dove è presente il 50% circa della produzione italiana del settore. Quasi l’80% dei prodotti destinati al consumo domestico è venduto nel canale moderno, come iper e supermercati. Poco più del 15% transita dai discount, mentre il 5% è veicolato dai punti vendita tradizionali. I principali acquirenti nel mercato comunità sono sia imprese di grandi dimensioni, hotel, ristoranti o enti pubblici che acquistano soprattutto attraverso distributori specializzati e, generalmente, con il marchio del distributore, sia ospedali, case di riposo e altre forme di comunità.

Per il Made in Italy un di cile scenario competitivo nel mercato globale

I fornitori di materia prima sono molto concentrati e si trovano in una posizione di forza rispetto agli operatori italiani del settore. Per la GDO il potere negoziale dei clienti è elevato, dato il crescente peso assunto sia per l’incremento dimensionale sia per la presenza capillare sul territorio e per gli elevati volumi di vendita movimentati. Si registra un impatto molto basso dei sostituti in tessuto, lavabili e riutilizzabili, di alcuni prodotti in carta. Le abitudini di consumo tuttavia sono ancora molto condizionanti per alcuni prodotti. La necessità di servire in modo efficace un mercato sempre più globale, e la continua ricerca dell’efficienza pro-

duttiva negli ultimi anni hanno portato il settore della carta a una politica molto accelerata di acquisizioni, fusioni e dismissioni. Prosegue inoltre il processo di rilocalizzazione della produzione verso i paesi dell’Est Europa, alla ricerca di minori costi produttivi e nello stesso tempo di vicinanza con mercati in forte crescita; contestualmente, si è verificata in Europa la chiusura da parte di alcune multinazionali di stabilimenti poco produttivi. Le imprese italiane hanno perseguito dall’inizio degli anni ‘90 una politica di acquisizioni all’estero soprattutto verso Spagna e Francia e ultimamente anche Est Europa e Grecia, attratti dal potenziale di mercato finale, ma anche da costi dell’energia (Francia) e della manodopera (Est Europa) più bassi. La dimensione media relativa rispetto alle concorrenti europee rende però le imprese italiane potenzialmente deboli di fronte a politiche di acquisizione provenienti dall’estero. I prodotti cartari di largo consumo sono caratterizzati da un livello piuttosto basso di differenziazione, con il prezzo che svolge un ruolo competitivo rilevante. Gli elementi di differenziazione sono basati su caratteristiche in termini di prestazioni (sofficità, assorbimento, resistenza), formato e packaging, immagine di marca e sostenibilità ambientale. L’innovazione tecnologica

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ha reso i prodotti di marca significativamente differenti da quelli di primo prezzo e la loro incidenza sul totale dei consumi è predominante. (fonte: Studio di settore “Carta per uso domestico-igienico sanitario”, Cerved Marketing Solutions, edizione luglio 2019)

Abbiamo chiesto ad alcuni produttori del settore, che hanno accettato di rispondere alle nostre domande, di tracciare il quadro della situazione, prima e dopo l’epidemia da COVID 19.

Prima del COVID-19, un mercato a tinte chiaro-scure Qual era l’andamento del mercato professionale della carta prima che scoppiasse l’epidemia da COVID 19? Come si è concluso lo scorso anno, in termini di fatturato e volumi d’affari per la vostra azienda? Su quali mercati avete riscontrato una maggiore attenzione verso le vostre produzioni? “Il COVID”, commenta Pasquale Fierro, CEO di Hygenia, “è stato sicuramente un fattore che ha inciso nel nostro comparto in modo significativo, e questo si è tradotto anche nel mercato della carta. Se nel periodo pre-Covid l’andamento era in forte crescita sia in Italia che all’estero, dopo il lockdown, con la chiusura di molte attività c’è stata una seppur minima contrazione, che abbiamo però recuperato con l’ingente richiesta degli

operatori sanitari, investiti in pieno da questa emergenza. Le prospettive a medio e lungo termine rimangono al momento stabili”. Domenico Prestia, marketing and sales director AFH Sofidel, risponde convinto: “Il mercato della carta per l’igiene è sempre stato sostanzialmente stabile con tassi di crescita medi dell’1-2%. Ovviamente, come in tutti i settori, le aziende che erano in grado di distinguersi per la qualità dei loro prodotti e per la loro capacità di innovazione avevano maggiori opportunità di crescita. Sofidel, con il suo brand per il settore professionale Papernet, negli ultimi anni ha accelerato il suo percorso di crescita e di innovazione ricevendo per altro prestigiosi riconoscimenti internazionali quali per esempio il PPI award nel 2015 con la gamma Bio Tech e nel 2019 con la gamma Freshen Tech”. “Il settore cartario”, esordisce Attilio Giannasi, Direttore Commerciale Italia di Industrie Celtex, “ha chiuso il 2019 con una leggera battuta d’arresto a livello internazionale rispetto all’anno precedente. Il tutto causato dalle rigide politiche protezionistiche e da un clima di generale incertezza in ambito geo-economico. In questo contesto Industrie Celtex ha chiuso l’anno precedente con una positiva crescita in termini di fatturato, sia nel comparto della pulizia professionale che nell’arredo tavola connesso all’Ho.Re.Ca., consolidando la propria presenza all’interno del cleaning professionale. Un comparto che da sempre rappresenta il punto di forza di Industrie Celtex, specializzata nella produzione di rotoli per lettino per il settore medicale, e oggi tra i principali attori in tutta l’area della carta tissue monouso. Oltre all’Italia abbiamo registrato una positiva presenza anche nei paesi dell’area est europea”. “Il nostro fatturato alla fine del 2019”, commenta Girolamo Lo Presti, direttore vendite di Paredes Italia, “è stato di 16milioni e 500mila euro, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Questo balzo in avanti ha dato ulteriore slancio alla nostra struttura commerciale e ci ha suggerito di potenziare le risorse umane inserendo anche dei

nuovi venditori”. “Per Essity, che è presente in Italia dal 1983”, spiega Riccardo Trionfera, Director Professional Hygiene di Tork, marchio globale di Essity, “quello trascorso è stato un anno positivo, ricco di ottimi risultati, che ci ha visti consolidare le nostre posizioni sia sul mercato interno che su quello internazionale. Essity in Italia nel 2019 ha maturato un fatturato totale pari a circa 524 milioni di Euro, impiegando quasi 900 dipendenti all’interno delle sue sedi”. “Siamo soddisfatti”, afferma Emanuele Del Ministro, responsabile commerciale di Centralcarta, “della crescita del nostro fatturato nel 2019 che ha superato quella media di settore anche se, come tutti i player del nostro comparto, abbiamo sofferto ad inizio anno l’incremento della materia prima. Le vendite sono cresciute sia sul mer-

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Pasquale Fierro, Hygenia Attilio Giannasi, Industrie Celtex Girolamo Lo Presti, Paredes Italia

cato nazionale che su quello Europeo, con risultati particolarmente buoni sul mercato francese”.

Durante il lockdown, le aziende hanno continuato a produrre. Che situazione ha determinato, sia in termini di criticità che di opportunità l’epidemia da COVID 19? Come avete reagito e in che modo vi siete organizzati? “È opportuno parlare di un vero e proprio processo di trasformazione economico-culturale, una pandemia globale che ha ridisegnato il nostro settore”, risponde Fierro. “Hygenia si è trovata pronta a questa sfida, grazie agli enormi investimenti fatti precedentemente nella logistica di magazzino, nei software di gestione dell’ordine e delle consegne. Il nostro punto di forza è stato senza dubbio quello di mantenerci flessibili, ma con una solida struttura alle spalle, in modo di anticipare e soddisfare le esigenze della clientela”. “L’emergenza connessa al COVID 19”, aggiunge Prestia, “nella sua drammaticità, ci ha trovati pronti a reagire, come di consueto, con innovazioni di prodotto in grado di dare risposte concrete ed immediate all’emergenza che noi tutti come persone e come clienti, ci siamo trovati a fronteggiare. Abbiamo infatti lanciato a marzo la gamma Defend Tech, una gamma completa di prodotti in carta, dispenser e igienizzanti che, grazie all’utilizzo di additivi antibatterici hanno contribuito ad innalzare ancora di più gli standard di igiene e sicurezza oggi ancora più importanti. Questa innovazione ci consente di accompagnare gli utilizzatori dei nostri prodotti in un percorso che presidia l’igiene dall’inizio alla fine, un “Hygienic Closed Loop”. L’utilizzatore: igienizza prima dell’uso il wc con un gel detergente Papernet erogato da un dispenser Papernet antibatterico; utilizza carta igienica interfogliata arricchita con un additivo antibatterico erogata da un distributore Papernet antibatterico; lava le mani con sapone antimicrobico erogato da un distributore Papernet antibatterico; asciuga le mani con asciugamani di

carta monouso arricchiti con un additivo antibatterico dispensati da un distributore Papernet antibatterico; getta l’asciugamano di carta usato nel cestino Papernet antibatterico che protegge l’ambiente dalla diffusione dei batteri residui rimossi dalle mani; lascia il bagno proteggendo l’igiene delle mani appena pulite aprendo la porta con un fazzoletto arricchita con un additivo antibatterico erogato da un dispenser Papernet antibatterico Door Tissue. Alla fine del percorso gli addetti alle pulizie utilizzano un rotolo industriale di carta arricchita con un additivo antibatterico per pulire le superfici”. “Questa imprevedibile condizione”, precisa Trionfera, “ha portato a tutti una grossa perdita di business: le aziende del fuori casa, come la nostra, hanno subito un fermo durato per tutto il mese di aprile, mentre c’è stata una ripresa a maggio, ma siamo a livelli enormemente inferiori rispetto ai nostri trend storici. La prima necessità degli operatori del settore è recuperare dal punto di vista dei ricavi: per questo, abbiamo modificato il nostro sistema di comunicazione, adeguando il nostro sito web a questa nuova realtà, in modo da sostenere la nostra rete distributiva. Dobbiamo concentrarci sui nuovi standard di igiene che caratterizzeranno il presente e il futuro, e per farlo abbiamo sviluppato degli strumenti, a disposizione dei nostri clienti e distributori finali, che spiegano quali sono le corrette norme igieniche a seconda dei differenti segmenti di mercato: come si igienizzano i bagni, i tavoli, le cucine, gli spazi comuni e i piani di lavoro. Questo porterà a nuove opportunità, perché anche qui, in passato, sono stati fatti compromessi. Ad esempio, capita spesso di vedere pratiche assolutamente anti igieniche, come il lasciare le bobine di carta sul bancone o su altre superfici adibite alla lavorazione, cattiva abitudine che porta alla loro contaminazione. Abitudini come questa non sono più accettabili: bisogna lavorare con dei sistemi di dispensazione che consentano di avere le bobine di carta chiuse e protette, al riparo da conta-

minazioni esterne”. “Il periodo appena trascorso è stato sicuramente delicato e difficile per il nostro comparto”, interviene Giannasi. Noi, in particolare, lavoriamo nel settore del fuori casa, e in un periodo in cui la gente non aveva la possibilità di uscire, abbiamo dovuto affrontare una nuova realtà. Ora, con la ripresa dei contatti sociali, ci troviamo a fare i conti con dei nuovi standard igienici. É stato più volte sottolineato dai media e dalle istituzioni come la corretta igiene delle mani sia fondamentale, aspetto sul quale noi operatori del settore poniamo l’attenzione da sempre, ma la cittadinanza solo ora sta capendo quanto questo atto sia importante. Questa nuova consapevolezza può creare delle opportunità, dato che c’è ancora molto da fare per elevare gli

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MERCATO
Domenico Prestia, AFH Sofidel Riccardo Trionfera, Essity Emanuele Del Ministro, Centralcarta

standard igienici di moltissime realtà. In passato, infatti, il settore dell’Horeca ha prestato poca attenzione alle operazioni di pulizia, scendendo spesso a compromessi. Ora tutto questo cambierà, soprattutto dal punto di vista della richiesta di pulizia del cliente, e si creeranno certamente nuovi scenari nel mercato dell’igiene”. “L’andamento era stato positivo fino a gennaio e, certamente, non potevamo nemmeno lontanamente immaginare che potesse accadere quanto è avvenuto”, precisa Lo Presti. Appena abbiamo avuto il sentore che il COVID-19 potesse bloccare tutto, la nostra azienda ha preso alcune importanti decisioni. Ci siamo subito attrezzati con la nostra segreteria commerciale per poter attuare lo smart working, dotando i nostri collaboratori di tutto quanto fosse necessario per poterlo attuare al meglio. Al contempo, due persone sono sempre rimaste in ufficio per coordinare i flussi di informazione. La nostra produzione non si fermata un solo istante e il nostro ufficio acquisti ha fatto in modo che le scorte iniziali di carta, asciugamani e carta igienica fossero sempre in misura superiore rispetto allo stoccaggio iniziale”. “Che la pandemia abbia stravolto lo scenario socio-economico del paese è noto a tutti”, interviene Giannasi, “Industrie Celtex ha proseguito la regolare attività, supportando il settore medico, alle prese con l’emergenza, attraverso un continuo rifornimento di materiale monouso, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. La pandemia ha causato una netta frattura tra un prima e un dopo, elevando l’attenzione al fattore igienico. La fase 2 è legata a doppio filo al monouso e il cliente finale è sempre più attento all’igiene. Per questo abbiamo lanciato nuovi prodotti monouso pensati per ripartire in sicurezza. Un vero e proprio kit ripartenza che da panni per parrucchieri ed estetiste, piantane per dispenser igienizzanti, fino a tovagliato monouso, coinvolge ogni area dell’igiene, dal bagno alla tavola, rendendo Industre Celtex l’interlocutore ideale per una corretta riapertura in sicu-

rezza. Abbiamo avuto un calo del fatturato nel settore Horeca”, interviene Del Ministro, “ma tutto sommato il settore carta, essendo sempre rimasto attivo anche durante le fasi più difficili del lockdown perchè ritenuto indispensabile, ha limitato i danni. Centralcarta si è subito attivata attuando misure di sicurezza, sanificazione e distanziamento fisico all’interno dell’azienda che hanno permesso di continuare a lavorare senza problemi”.

I punti di forza per rispondere alle esigenze della clientela. Quali sono i vostri punti di forza e le domande a cui siete in grado di rispondere meglio tra quelle espresse dalla vostra clientela? “Da sempre Papernet si distingue per il suo approccio pragmatico e responsabile alle esigenze del mercato, non abbiamo mai rinunciato, nella ricerca di soluzioni a specifiche esigenze dei Client, ad un approccio sostenibile. Siamo partner del WWF nel programma Climate Savers, abbiamo un’attenzione massima all’impatto ambientale e in generale cerchiamo di offrire sempre soluzioni che consentono al cliente di evitare l’acquisto di altri prodotti chimici a volte pericolosi per l’ambiente. Questo è il contributo di Papernet alla Sostenibilità, prodotti igienici quotidiani. Direi

che il claim di Papernet, “Sustainable Hygiene”, definisce da sempre in modo chiaro la sfida del brand di promuovere un approccio innovativo e sostenibile all’igiene in tutti i settori merceologici”. “Il nostro principale punto di forza”, risponde Lo Presti, “è l’essere una società un po’ atipica nel suo genere, perché produciamo sia dispenser che articolo monouso. Ci rivolgiamo principalmente a tre ben distinti settori: il primo è costituito dalle gare d’appalto con i clienti della PA, che rappresentano circa il 30% del nostro volume d’affari; il secondo è rappresentato dal facility e dalle imprese di servizi, con circa il 40% del nostro fatturato; infine il terzo dai clienti diretti, con un altro 30% del totale. Un altro nostro fiore all’occhiello è l’essere una società estremamente dinamica: penso alla logistica, all’elasticità nel saper creare nuovi prodotti, nell’inventare soluzioni personalizzate per i clienti, ai tecnici installatori per i dispenser. La nostra clientela ideale è rappresentata da tutti coloro che credono nell’importanza del lavaggio delle mani. Già una decina d’anni fa, in alcune interviste, sottolineavo l’importanza fondamentale di questo fattore che solo adesso, con l’emergenza determinata dal COVID-19 sembra sia stato finalmente recepito a livello diffuso. Dopo trentadue anni di attività,

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che mi hanno visto fondare l’azienda, posso affermare che il settore sanitario ha saputo cogliere pienamente il valore della nostra offerta: oggi infatti, serviamo circa duecento ospedali sparsi in tutta Italia”. “Industrie Celtex”, risponde Giannasi, “è ormai da qualche anno una cartotecnica capace di soddisfare le svariate richieste in termini di igiene e pulizia. Siamo nati con un forte orientamento al cleaning professionale e al comparto Ho.Re.Ca. Grazie al marchio Infibra abbiamo promosso linee di tovaglie e tovaglioli per l’arredo tavola, con i quali garantire igiene e pulizia e poter ispirare nuovi concetti di mise en place con un monouso di assoluta qualità”. “I nostri prodotti e soluzioni per l’igiene”, spiega Trionfera, “giocano un ruolo essenziale nel miglioramento del benessere generale, in ogni parte del mondo. Un’igiene e una salute migliori sono necessità imprescindibili per una vita migliore. Il simbolo “e” nel logo esprime il nostro impegno nel portare avanti un dialogo globale sull’igiene e la salute, essenza stessa del benessere. Riteniamo che un’igiene e una salute migliori siano necessità imprescindibili per una vita migliore”. “Per noi”, interviene Del Ministro, “l’innovazione tecnologica su macchinari e prodotto e la ricerca della qualità a discapito del solo ricorso a politiche di prezzo sinceramente talvolta inspiegabili”.

Un comparto sempre più proteso verso l’ecosostenibilità ambientale. Il green cleaning rappresenta un obiettivo prioritario per le vostre aziende? Quanta attenzione dedicate all’innovazione verde e ai prodotti Ecolabel? Quali strategie e nuove produzioni state sviluppando?

“Riteniamo”, afferma Fierro, “che la produzione sostenibile vada di pari passo con l’economia circolare e che il futuro del nostro settore richieda l’adozione di questa nuova mentalità. I nostri uffici sono sempre a lavoro per sviluppare prodotti che rispecchino appunto questa nuova tendenza, dove tendenza non significa una strategia commerciale, ma una vera e propria

missione per la salvaguardia dell’ambiente. Tutte le nuove produzioni sono avviate per rispettare i canoni e le scelte che devono essere ottemperate per avere le certificazioni. “Il futuro”, afferma Prestia, “per noi è già scritto e affonda le sue solide radici nel nostro passato, Papernet Sustainable Hygiene, da sempre al fianco di Clienti e Utilizzatori per promuovere l’igiene, e quindi la qualità della nostra vita, in modo responsabile”. “Da sempre”, risponde Trionfera, “Tork è molto attenta alla realizzazione di un cleaning sostenibile, tutti i nostri sistemi sono progettati in modo da non creare sprechi. Realizziamo i nostri dispenser in modo che siano robusti e duraturi, e in modo che eroghino solo la quantità necessaria di prodotto. Oltre a questo, stiamo investendo moltissimo nelle nuove tecnologie che caratterizzeranno il settore, come la digitalizzazione e il 4.0, concetti che cambiano il modo stesso di concepire l’azienda. Nel 2019 abbiamo invitato i distributori a visitare il nostro nuovo stabilimento ad Altopascio, dove produciamo tovaglioli per tutta Europa. Questo stabilimento sfrutta tutte le nuove tecnologie: macchine robotizzate, movimentazione merci, pallettizzazione, tutte tecnologie che consentono di contenere i costi e anche di lavorare seguendo standard igienici elevati. Investiamo costantemente sulla digitalizzazione dei nostri servizi: abbiamo lanciato un servizio chiamato Easycube, che consente di collegare ad internet i dispenser, e permette agli operatori di avere informazioni in tempo reale ad esempio sul numero di visitatori entrati in bagno, o sul livello di ricarica dei dispenser, permettendo di effettuare le operazioni di pulizia in maniera mirata. Oggi questo è molto importante per un’azienda, perché consente di lavorare sulle esigenze evitando sprechi e garantendo gli standard igienici, perchè una pulizia basata esclusivamente sulla routine non dà sufficienti garanzie”. “La nostra azienda ha già ottenuto da diversi anni le certificazioni Ecolabel, FSC e PEFC a dimostrazione che l’attenzione

all’ambiente non è estemporanea e basata sul clamore del momento ma frutto di un percorso attento e consapevole alla riduzione dell’impatto ambientale della nostra produzione. Abbiamo inoltre ridotto la quantità di imballaggio plastico in molti dei nostri prodotti per limitare l’impatto ambientale dello stesso”. “Più che di Economia verde”, afferma Giannasi, “in Industrie Celtex applichiamo i principi della Blue Economy, un concetto di produzione virtuosa che ormai da tempo è diventato la nostra filosofia. Dal recupero di materiale non derivante da post-consumo, fino all’istallazione delle moderne turbine che riducono le emissioni in atmosfera di oltre l’80%, possiamo ritenerci tra le prime 50 aziende italiane capaci di coniugare attenzione ambientale ed innovazione tecnologica, così come testimonia la nomination al Best Performance Award promosso da SDA Bocconi nel corso del 2019. In linea con questa visione produttiva abbiamo creato Madre Terra, una linea di tovaglie e tovaglioli in carta monouso, realizzata con fibre di cellulosa non derivante da materiale di post consumo, che esprime al massimo il concetto di Blue Economy al quale ci ispiriamo”. “Dal 1995”, afferma Lo Presti, “abbiamo intrapreso un percorso aziendale che ha portato alla definizione di quella che sarebbe poi diventata la nostra filosofia Ecoattitude e che ha posto le basi del pensiero volto al rispetto per l’ambiente e alla diminuzione degli sprechi. Implementare l’efficienza è un processo che non comporta sacrifici economici ma guadagni concreti, per noi e per l’ambiente. I vantaggi della scelta green sono molteplici e vanno dal rispetto dei parametri delle nuove leggi e norme in materia, ai controlli tecnici che vengono eseguiti e garantiti da enti terzi, al risparmio delle spreco, al branding. Senza contare il ritorno d’immagine, l’apprezzamento da parte dei clienti, il fatto che i prodotti verdi sono favoriti nella scelta. Senza contare che la buona condotta ambientale è un vera e propria strategia di business”.

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MERCATO

Dopo il COVID-19: prospettive e futuro del cleaning professionale

La fase 2 porta numerose incognite, fra prospettive di mercato e nuove sfide, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Ne parliamo con Riccardo Trionfera, direttore commerciale di Tork

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In questo momento particolarmente difficile, che ci guida fuori dalla fase più complessa della pandemia, che è comunque ricco di difficoltà e incognite riguardo al futuro, si avverte più di prima l’esigenza di una corretta igienizzazione. Il settore del cleaning professionale è quindi chiamato a recitare un ruolo da protagonista, perché mai come oggi si è parlato di igiene e pulizia.

Chiediamo a Riccardo Trionfera, Commercial Director Professional Hygiene di Tork, marchio globale di Essity, di fare una panoramica del settore, come questo difficile periodo è stato affrontato, e con quali criticità e problematiche le aziende si sono trovate a dover fare i conti:

“Il periodo appena trascorso è stato sicuramente delicato e difficile per il nostro comparto. Noi in particolare lavoriamo nel settore del fuori casa, e in un periodo in cui la gente non aveva la possibilità di uscire, abbiamo dovuto affrontare una nuova realtà. Ora, con la ripresa dei contatti sociali, ci troviamo a fare i conti con dei nuovi standard igienici. É stato più volte sottolineato dai media e dalle istituzioni come la corretta igiene delle mani sia fondamentale, aspetto sul quale noi operatori del settore poniamo l’attenzione da sempre, ma la cittadinanza solo ora sta capendo quanto questo atto sia importante. Questa nuova consapevolezza può creare delle opportunità, dato che c’è ancora molto da fare per elevare gli standard igienici di moltissime realtà. In passato, infatti, il settore dell’Horeca ad esempio non ha prestato la dovuta attenzione alle operazioni di pulizia, scendendo spesso a compromessi. Ora tutto questo cambierà, soprattutto dal punto di vista della richiesta di pulizia del cliente, e si creeranno certamente nuovi scenari nel mercato dell’igiene”.

Nel nostro paese spesso le pulizie dei luoghi pubblici sono state oggetto di tagli e risparmi ed è mancata una formazione volta ad accrescere la sensibilità dell’utenza. Da questo punto di vista, bisogna senza dubbio crescere. “Quante volte ci è capitato di entrare in un locale pubblico e non trovare il sapone o le salviette per le mani?

Questi aspetti sono stati in passato sicuramente trascurati. Le disposizioni dell’OMS e dell’ISS pongono grande attenzione sul lavaggio delle mani, raccomandando di usare un buon sapone e in seguito asciugarsi con una salvietta monouso, perché l’azione meccanica della salvietta rimuove i batteri residui che non sono stati eliminati con il sapone. Non dobbiamo più accettare compromessi, la presenza di un sapone di buona qualità e di salviette monouso nei bagni è di fondamentale importanza”.

La pandemia ha posto nuove sfide al settore, sia in termini di qualità che di quantità dei prodotti, e le aziende devono far fronte ad una accresciuta domanda di prodotti per la pulizia, e a nuovi bisogni emergenti per quanto riguarda l’igiene.

“Noi di Tork non ci siamo mai fermati, le nostre fabbriche hanno continuato a lavorare e produrre per tutto il periodo del lockdown. Abbiamo avuto delle situazioni di criticità per quanto riguarda le materie prime, specialmente quelle del comparto dei prodotti igienizzanti, perché il mercato non era pronto ad affrontare un simile aumento della domanda. Noi ad esempio abbiamo raddoppiato la produzione di prodotti igienizzanti, e nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo immesso sul mercato la stessa quantità di prodotti immessa in tutti i dodici mesi dell’anno precedente. Ma il problema da affrontare è stato lo scarseggiare delle materie prime, come l’etanolo. Abbiamo anche avuto problemi nel reperire componenti come bottiglie e pompette per contenere i prodotti: due dei maggiori produttori di contenitori in plastica, per quanto riguarda il nostro comparto, sono Cina e Italia, e in questi due paesi, per un certo periodo, la produzione si è fermata. Ci stiamo organizzando, e nei prossimi mesi saremo in grado di offrire sul mercato nuove soluzioni, ma oggi la domanda è elevatissima, e questo desta preoccupazione per quanto riguarda la reperibilità dei materiali.

Durante questa fase, comunque,dal punto di vista istituzionale ci siamo sentiti appoggiati: il settore è stato aiutato, tramite l’adozione di proce-

dure accelerate per la registrazione dei prodotti igienizzanti. Solitamente, per registrare un prodotto, occorre intraprendere un iter burocratico molto lungo, che va dagli otto mesi all’anno e mezzo. Oggi, per contrastare l’emergenza, è possibile completare il processo in 2 - 4 settimane.

É però necessario che le istituzioni facciano chiarezza, una volta terminato questo periodo complesso, riguardo ai prodotti: oggi la maggior parte dei prodotti igienizzanti che troviamo sul mercato sono classificati come prodotti cosmetici: il che significa che non hanno dovuto superare alcun test di efficacia e quindi non danno garanzie al consumatore di avere effettivamente le mani igienizzate. É comprensibile che in questa fase emergenziale si tenda a chiudere un occhio, ma in seguito, quando la situazione si sarà stabilizzata, sarà necessario stabilire delle regole chiare”.

Sicuramente delle regole riguardo alla commercializzazione di questi prodotti sono fondamentali, essendo forte la sensazione che sui prodotti igienizzanti e anche su dispositivi come le mascherine ci sia stata una manovra speculativa. I prezzi sono aumentati,

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Riccardo Trionfera, Tork Commercial Director Professional Hygiene

INTERVISTA

e sul mercato si è creata una condizione di malessere. Questa condizione poteva essere evitata, o è evitabile in futuro, dovesse ripresentarsi l’emergenza?

“É importante, anche in questo caso, fare formazione, per sfatare luoghi comuni e falsi miti: l’igienizzante non è l’unica soluzione. Bisogna tornare al corretto lavaggio delle mani, perché la cultura dell’igiene in questi ultimi anni è venuta a mancare e molti aspetti legati alla pulizia sono stati sottovalutati, sia a scuola che in famiglia.

Una corretta igiene delle mani si fa anzitutto lavandole e asciugandole correttamente.

L’igienizzante è un prodotto utile laddove non ci sia la possibilità di usare acqua e sapone, ma esso non sostituisce il lavaggio delle mani. Essity tiene molto ad una corretta formazione in questo ambito, siamo anche stati premiati a Interclean grazie al nostro progetto di realtà virtuale, un’applicazione che insegna all’operatore le procedure necessarie al corretto lavaggio delle mani”.

Dopo una difficile fase 1, c’è ora la sensazione di essere finalmente usciti dal tunnel, e si aprono prospettive di sviluppo che prima non erano pensabili. Proviamo a ipotizzare le prospettive delle aziende del settore nel prossimo anno. “Questa situazione ha portato a tutti una grossa perdita di business: le aziende del fuori casa, come la nostra, hanno subito un fermo durato per tutto il mese di aprile, mentre c’è stata una lieve ripresa a maggio, ma siamo a livelli enormemente inferiori rispetto ai nostri trend storici. La prima necessità degli operatori del settore è recuperare dal punto di vista dei ricavi: per questo, abbiamo modificato il nostro sistema di comunicazione, adeguando il nostro sito web a questa nuova realtà, in modo da sostenere la nostra rete distributiva. Dobbiamo concentrarci sui nuovi standard di igiene che caratterizzeranno il presente e il futuro, e per farlo abbiamo sviluppato degli strumenti, a disposizione dei nostri distri-

butori e clienti finali, che spiegano quali sono le corrette norme igieniche a seconda dei differenti segmenti di mercato: come si igienizzano i bagni, i tavoli, le cucine, gli spazi comuni e i piani di lavoro. Questo porterà a nuove opportunità, perché anche qui, in passato, sono stati fatti compromessi. Ad esempio, capita spesso di vedere pratiche assolutamente anti igieniche, come il lasciare le bobine di carta sul bancone o su altre superfici adibite alla lavorazione, cattiva abitudine che porta alla loro contaminazione. Abitudini come questa non sono più accettabili: bisogna lavorare con dei sistemi di dispensazione che consentano di avere le bobine di carta chiuse e protette, al riparo da contaminazioni esterne”.

Un tema centrale per quanto riguarda il cleaning del presente e del futuro è quello della sostenibilità, che l’emergenza non deve far passare in secondo piano.

“Da sempre, Tork è molto attenta alla realizzazione di un cleaning sostenibile, tutti i nostri sistemi sono progettati in modo da non creare sprechi. Realizziamo i nostri dispenser in modo che siano robusti e duraturi, e in modo che eroghino solo la quantità necessaria di prodotto. Oltre a questo, stiamo investendo moltissimo nelle nuove tecnologie che caratterizzeranno il settore, come la digitalizzazione e il 4.0, concetti che cambiano il modo stesso di concepire l’azienda. Nel 2019 abbiamo invitato i distributori a visitare il nostro nuovo stabilimento ad Altopascio, dove produciamo tovaglioli per tutta

Europa. Questo stabilimento sfrutta tutte le nuove tecnologie: macchine robotizzate, movimentazione merci, pallettizzazione, tutte tecnologie che consentono di contenere i costi e anche di lavorare seguendo standard igienici elevati. Da tempo investiamo sulla digitalizzazione dei nostri servizi: abbiamo lanciato un servizio chiamato Easycube, che consente di collegare ad internet i dispenser, e permette agli operatori di avere informazioni in tempo reale ad esempio sul numero di visitatori entrati in bagno, o sul livello di ricarica dei dispenser, permettendo di effettuare le operazioni di pulizia in maniera mirata. Oggi questo è molto importante per un’azienda, perché consente di lavorare sulle esigenze evitando sprechi e garantendo gli standard igienici, perchè una pulizia basata esclusivamente sulla routine non dà sufficienti garanzie. Il mio augurio finale è che l’esperienza di questa pandemia ci insegni a non accettare più i compromessi del passato, pretendendo nuovi standard igienici e più elevati livelli di servizio. Sarà d’ora in poi fondamentale garantire l’efficacia e la qualità dei prodotti deputati all’igiene.

Questo virus si trasmette per via aerea, ad esempio tramite il respiro e gli starnuti: pertanto non dobbiamo più accettare asciugamani ad aria che rischiano di spandere per l’ambiente particelle d’acqua mista a germi. Noi di Tork faremo la nostra parte, facendo formazione e contribuendo a creare cultura dell’igiene perchè questa è la nostra mission, e continueremo a impegnarci su questo fronte”.

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Agilità e potenza racchiuse in una lavasciuga pavimenti estremamente compatta

Compatta e potente, Vispa EVO è adatta alla pulizia di manutenzione di piccoli e medi spazi, anche ingombrati e non teme lo sporco più difficile

Disponibile nella versione lavante con spazzola a disco da 35 cm di pista di lavoro, risulta essere la soluzione ideale per la pulizia dei pavimenti dei settori Ho.Re.Ca., imprese di pulizia, retail, benessere e sportivo e per tutte le aree dove è necessario lavorare su superfici fino a 1.300 m2

Vispa Evo è la lavasciuga più evoluta tra le compatte della gamma Comac anche grazie alla possibilità di dotarla del sistema Comac Fleet Care Light per la gestione della flotta.

Grazie al sistema CFC Light è possibile preservare l’investimento poiché esso permette di controllare a distanza lo stato di salute delle macchine che compongono la flotta, se sono in uso, dove, da chi, e se necessitano di manutenzione così da intervenire in modo tempestivo, evitando fermi macchina e costosi interventi di manutenzione.

COMAC S.p.A. Via Maestri del Lavoro, 13 - 37059 Santa Maria di Zevio - Verona - ITALY Tel. 045 8774222 - Fax 045 8750303 - www.comac.it - com@comac.it

Organizzazione certificata Q.C.B. Italia ISO 9001:2015, ISO 14001:2015, OHSAS 18001:2007

Lo sviluppo professionale passa per il NETWORKING

Non è una novità: molte delle opportunità di lavoro e di carriera che si presentano al varco della nostra vita professionale, arrivano dalla rete di relazioni e di contatti di cui ciascuno dispone

tatti, se non la coltiviamo e la nutriamo nel giusto modo stiamo perdendo veramente una fetta gigante di opportunità professionali.

Ma quindi qual è la grande differenza fra segnalazione e raccomandazione?

Il mercato del lavoro italiano si sta finalmente accorgendo della potenza della rete di relazioni per la crescita professionale, ma un grande misunderstanding è in agguato: la maggioranza delle persone nel nostro paese confonde il tema delle relazioni professionali con il tema della tanto denunciata “raccomandazione”. Ne ho la conferma ogni volta che vado in aula a raccontare delle magie del networking per rendermi conto che in molti ascoltatori scatta una forma di resistenza e giudizio per qualcosa che viene immaginato come “pratica sporca”.

Questo retaggio culturale, questa confusione che viene fatta fra segnalazione e raccomandazione è anche comprensibile in un paese come l’Italia che è stato dilaniato per decenni dal clientelismo, dagli accordi sottobanco, da una politica malsana su vari livelli. Ma purtroppo se non ci diamo la possibilità di analizzare meglio il fenomeno

e fare le dovute distinzioni, non solo commettiamo un grande errore, ma cadiamo nella trappola di considerare l’utilizzo della rete di contatti come qualcosa di sbagliato e quindi di non utilizzarla affatto.

E questo è un grande peccato perché non ci consente di accedere alle innumerevoli opportunità esistenti nel mercato del lavoro. Quanta fetta di opportunità ci stiamo perdendo?

Per rispondere a questa domanda parto da un dato fornito da Unioncamere che riguarda la ricerca del lavoro: “l’80% delle posizioni vacanti vengono ricoperte ancora prima che la notizia trapeli al di fuori dell’azienda.”

Ciò significa che 8 posizioni su 10 non escono sul mercato. Questo dato, da cui parte il senso della pratica di gestione delle relazioni contiene in sé tutto il potenziale del networking come canale principe per la ricerca del lavoro e per lo sviluppo professionale. Quindi se non utilizziamo la nostra rete di con-

È molto semplice: la raccomandazione prevede l’invio di una persona in un’azienda perché “figlio di” o “amico di”. Questa asserzione implica che la persona inviata non ha alcun merito, competenza e non sarebbe stata altrimenti selezionata per quel ruolo o per quella posizione; l’unico motivo per cui la persona è inviata in azienda sono le relazioni di potere di cui gode e che le consentono un avanzamento. Dietro la raccomandazione possono nascondersi giochi di potere, scambi, favoritismi o addirittura nei casi più estremi, minacce e ricatti.

Ben diversa è la segnalazione, pratica diffusissima soprattutto nel mondo anglosassone (tanto che le aziende stesse hanno istituito i cosiddetti “Referral Program” ovvero incentivi ai dipendenti che inviano segnalazioni per posizioni aperte dentro l’azienda) che prevede di mettere in contatto professionisti che ritengo qualificati con opportunità di lavoro di cui sono a conoscenza: ad esempio se vengo a sapere che in un’azienda o in uno studio stanno cercando un impiegato amministrativo e io ne conosco uno bravo che è proprio alla ricerca di lavoro, metto in contatto azienda e

C CARRIERA & LAVORO 30 DIMENSIONE PULITO | 05/2020

impiegato in modo che possano incontrarsi per un colloquio conoscitivo. Ci metto la faccia. E siamo tutti d’accordo che se ci metto la faccia e mi espongo è perché ritengo che quella persona possa essere adatta per quell’azienda.

Dinamica molto lontana quindi dalla raccomandazione, giusto?

Bene, ora che abbiamo fatto i dovuti chiarimenti, dobbiamo metterci nell’ottica di imparare ad usare la metacompetenza del networking per accedere a quella grande fetta dell’80% di opportunità che altrimenti non sarebbe accessibile. Le 8 ricerche di personale su 10 che si chiudono prima che la notizia trapeli al di fuori dell’azienda e quindi prima che escano annunci online, vengono chiuse proprio attraverso la rete di contatti. In fondo, sarà capitato anche a noi di cercare un idraulico e non andare immediatamente su Google, ma piuttosto chiedere al nostro vicino di casa di segnalarci qualcuno di valido. Ecco perché se vogliamo crescere professionalmente abbiamo bisogno di affidarci alla nostra rete di relazioni. Impostare quindi una strategia di networking ben strutturata e indirizzata ai nostri potenziali stakeholders (datori di lavoro, responsabili diretti, HR di settore) è l’unica modalità che può realmente incrementare le nostre chance di cambiare lavoro e crescere professionalmente. Il networking ci consente di diventare visibili e approcciarci alla

fetta più grande del mercato che, come abbiamo visto, è sommersa.

QUALI SONO I PRINCIPI SU CUI SI FONDA IL NETWORKING?

Il tema non è tanto se ciascuno di noi ha o non ha una rete, il tema è se la rete la stiamo governando.

Per farlo i guru del networking ci indicano la strada attraverso tre approcci:

• Curiosità

• Generosità

Apertura verso l’altro

Tre approcci che rimandano al dare in maniera disinteressata. Anche Adam Grant, brillante docente alla Wharton School scrive nel suo libro “Più dai, più hai” che sono i giver, ovvero le persone che antepongono il dare al ricevere, ad avere maggiori possibilità di salire i gradini della scala sociale.

“l’affermazione di sé dipende sempre più da come interagiamo con gli altri”

Essere generosi dunque ed essere autenticamente curiosi verso l’altro, ci porta a costruire genuine relazioni con le altre persone che presto o tardi, potrebbero essere coinvolte nei processi di selezione che mi interessano o che potrebbero segnalarmi opportunità di crescita all’interno di altre organizzazioni. È fondamentale per fare questo, iniziare un processo sistematico di contatto con le persone che fanno parte della mia rete personale e professionale, comunicando loro il nostro “progetto professionale”: l’informazione di chi siamo e di cosa ci aspettiamo dal futuro deve essere messa in circolo, deve essere messa in campo in modo che chiunque ne venga a conoscenza si faccia promotore del nostro cambiamento professionale.

E questo funziona se siamo noi i primi a dare, se siamo noi i giver che attraverso un consiglio, un suggerimento, un contenuto o un contatto immettono nello stesso campo energia positiva e fanno sì che le persone si ricordino di noi e del nostro valore per l’appunto.

È un dare senza sapere quando si riceverà.

Per chiudere voglio sottolineare cosa non è il networking, ovvero i

PROFESSIONE

Francesca Scelsi è consulente di carriera, Professional Counselor e Formatrice in ambito soft skills. Fonda il brand Jobscouting.it (www.jobscouting.it) e lavora come esperta di tecniche per la ricerca del lavoro, fornendo servizi a privati, enti e aziende sulle tematiche di comunicazione, orientamento e cambiamento professionale.

comportamenti da cui dobbiamo stare alla larga:

1. Networking non significa chiedere a tutte le persone che conosco di darmi un lavoro, al contrario significa invece trasformare persone che conosco in partner di un processo.

2. Networking non significa fare una serie di telefonate ”a freddo”; le telefonate a freddo creano distanze e alzano le resistenze del nostro interlocutore;

3. Networking non significa disturbare/comunicare cose sgradevoli/ addossare i nostri problemi professionali ad altre persone, infatti alle persone piace dare consigli, essere considerate esperte in una certa materia, in questo modo riusciremo ad ingaggiarle nel nostro processo di cambiamento.

Dobbiamo iniziare da subito con una piccola azione, sperimentare online ad esempio su LinkedIn, social professionale numero uno per svolgere quest’attività e avere pazienza. È un ingranaggio complesso e necessita dei suoi tempi di avvio; ma una volta partito, non ci fermerà più.

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LINEA GUIDA

Percorso di Formazione

L’azienda nell’azienda

Il percorso della Linea Guida si sviluppa su tre volumi. Il primo, La Cultura del pulito, evidenzia come gli aspetti culturali analizzati in profondità forniscano gli spunti per potenziare l’attività dei servizi, creare nuove opportunità lavorative sia per le imprese sia per le aziende. Apre nuove prospettive per il lavoro, creando o valorizzando le figure intermedie, come i capi servizio, le governanti, i portatori d’interessi, inserendole a pieno titolo non solo nell’attività specifica, ma quali portatori della cultura dell’ospitalità, la cultura del pulito e la sicurezza, la cultura della professione nel tessuto socio economico e nel contesto urbano.

In questo numero viene affrontata la tematica dei rilievi metrici e numerici, per definire la frequenza e le tecniche di intervento con cui pulire superfici e arredi. Si passa poi all’analisi del tipo di sporco e le sue caratteristiche, la sua localizzazione e la stessa provenienza, per consentire all’operatore di individuare il metodo migliore per intervenire, prevenire o ridurre la sua formazione.

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Mauro Martini, l’autore
Volume Volume Volume I II III LA CULTURA DEL PULITO • Motivazioni e presentazione • La riunione • Cristallizzazione e sviluppo, la tensione creativa • Le culture operative • La terziarizzazione dei servizi • Le fasi contrattuali • La qualità • La dorsale dell’appalto • Formare il formatore L’ANALISI • Il sopralluogo • La ricognizione ambientale • Rilievi metrici e numerici • Sporco e rivestimenti • Mappa delle criticità • I veicoli della trasmissione • L’analisi dei tempi • Visibilità del piano delle frequenze e delle operazioni • Fornitore e forniture L’AZIONE • Operazioni preventive • La qualità della prestazione • Operazioni della linea d’uso • Operazioni della linea luce • Operazioni della linea ombra • Operare in sicurezza • Set operativo • Attrezzi, macchine • Le risorse umane

SECONDO VOLUME L’analisi

2.3.1

LA CONDIVISIONE DEI DATI E DEGLI OBIETTIVI

La fase della ricognizione ci ha fornito tutte le informazioni che si possono ottenere percorrendo in lungo e in largo l’intero complesso.

Ricognizione effettuata in compagnia del responsabile della sicurezza, il quale oltre a prevenire possibili infortuni ha la responsabilità nei confronti delle patologie che i lavoratori e gli ospiti possono contrarre per la sottovalutazione del rischio biologico.

È in quest’ottica che il responsabile deve saper controllare e valutare la conformità del risultato in relazione alle esigenze igieniche, estetiche e funzionali del suo ambiente di lavoro. La collaborazione tra il responsabile della sicurezza e quello dell’azienda esterna dovrà ottenere la massima condivisione dei metodi e del risultati. Durante i rilievi metrici e numerici, si dovranno definire la frequenza e le tecniche d’intervento con cui pulire superfici e arredi. Condivisione che dovrà consolidarsi lungo tutta la dorsale dell’appalto, quando i due responsabili dovranno confrontarsi con i punti cardine della qualità:

PROMESSA ATTESA REALIZZATA PERCEPITA

Condivisione che dovrà coinvolgere gli inquilini e gli ospiti. Infatti, l’aspettativa sul risultato delle pulizie e la sua percezione può non essere uniforme da locale a locale. E’ in questa che il responsabile della sicurezza dovrà documentare e illustrare il piano degli interventi, che dovrà rappresentare l’unico parametro utile per le segnalazioni che attivano il controllo da parte del responsabile interno e quello esterno. Le pulizie realizzata con criteri industriali garantiscono nel tempo una pulizia costante ed efficiente sotto il profilo igienico e un equo rapporto qualità-prezzo.

2.3.2 LA MISURAZIONE E COMPOSIZIONE DEI LOCALI CAMPIONE

Appare evidente che di fronte alla necessità di analizzare un enorme complesso non sia possibile procedere metro per metro, ma occorre predisporre un’analisi a campione che tuttavia rispecchi il più possibile le realtà della sua composizione. La misurazione del locale campione si ottiene dividendo la misura della superficie globale MQ X il N° dei locali = MQ del pavimento e del soffitto.

Dati che sono stati acquisiti nel corso della ricognizione e attraverso la lettura delle planimetrie.

Dati che devono essere completati con le misure delle pareti. Alle tre superfici base si dovrà sovrapporre la percentuale media degli ingombri (arredi) rilevati sulle superfici base: pavimento, pareti, soffitto.

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Maison Fresh
Terzo
e numerici 2.3.1 La condivisione dei dati e degli obiettivi 2.3.2 Misurazione e composizione del locale campione ........................................................... 2.3.3 L’unità di misura di superfici e arredi ...... 2.3.4 Misurazione
interventi ............................................................ 2.3.5 Misurazione
.................. PAVIMENTO SUPPELLETTILI SEDIE-poltrone APPARECCHI TAVOLI LETTO 1P .2P ARMADI IGIENICI PARETI M° M° N° M M° N° OSCURANTI PORTE FINESTRE Finale IMPIANTI BATTISCOPA SCAFFALI ORNAMENTALI SOFFITTO M° M M° M° M° M LAMPADARIO A GOCCE PLAFONIERE PANNELLI CUPOLA AFFRESCHI STUCCHI PIANI D’USO N° N° N°. TELEFONO COMPUTER FOTOCOPIATRICE DOCUMENTI LAMPADA da tavolo PORTA PENNE PIANI APPOGGIO M N° N° MENSOLE UTENSILI SOPRAMMOBILI ornamentali CASSETTI CLASSIFICATORI
Capitolo Rilievi metrici
delle tre linee degli
del frazionamento

Percorso di Formazione

La misurazione delle pareti e delle superfici in posizione verticale come i lati degli arredi rivestono un’enorme rilevanza per la pianificazione degli interventi. Infatti le superfici delle pareti sono più estese di quelle della pavimentazione. Nel corso della ricognizione è stata evidenziata la destinazione e intensità d’uso di ogni locale e quali fattori aggressivi deposita sulle superfici l’attività che si svolge nel locale e quali rischi possono compromettere il risultato sotto il profilo igienico, estetico o funzionale, oltre all’analisi della percentuali degli ingombri rilevati sul pavimento, le pareti e il soffitto.

Informazioni e riscontri facilitati per la collaborazione del responsabile della sicurezza interno, che hanno permesso di assegnare a ogni locale la sua classifica del rischio.

Stabilendo così la priorità degli interventi in relazione all’ordine dell’importanza che le parti hanno concordato su ogni locale.

Classificazione che ha una valenza a carattere generale ma può trovare riscontri diversi in locali la cui attività intensa genera fattori aggressivi che coinvolgono indifferentemente tutte le superfici.

Area speciale -AS Alto rischioAR Medio rischioMR Basso rischio -BR N locali N locali N locali N locali

La distinzione tra i locali AR- MR- BR consentirà una più dettagliata pianificazione dell’operazione, in particolare per quanto riguarda la frequenza degli interventi.

Sommando le misure del locale campione X il N° dei locali con le diverse classifiche otterremo LE MISURE delle aree ad ALTO - MEDIO - BASSO RISCHIO.

Sommando le percentuali degli ingombri rilevate nei locali ad AR MR BR, sarà possibile, dividendo per il N° dei locali ad AR MR BR ottenere le percentuali degli ingombri di ogni specifica classifica.

2.3.3 L’UNITÀ DI MISURA DI SUPERFICI E ARREDI

L’unità di misura più utilizzata è il MQ, tuttavia la pianificazione degli interventi su criteri industriali deve tener conto della gestualità e del piatto agente, e della necessità della scomposizione degli arredi e delle superfici onde evitare troppi cambi della posizione dell’operatore e agevolare la scorrevolezza dell’azione. Ad esempio il corrimano o il battiscopa, le ringhiere o le mensole o lo stelo delle piantane, gli appendiabiti, gli infissi, i davanzali, le riloghe hanno una larghezza ridotta e il piatto

Superficie globale

N° globale dei locali Altezza media % ingombro medio Superficie globale

Formula calcolo Dividere x N* locali globale = m2 locale campione : =

M2 locale

Formula calcolo Radice Quadrata

= lato del locale : 2 = lato del locale Formula calcolo x 4 Perimetro locale =

perimetro locale

Formula calcolo X Altezza =m2 pareti Del locale X =

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FORMULA PER IL CALCOLO DELLE MISURE DELLE 4 PARETI DEL LOCALE CAMPIONE

SECONDO VOLUME

L’analisi

agente composto dalla forza motrice della mano e un panno consente l’applicazione a ogni fase (spolveratura, lavaggio e asciugatura) necessaria per ottenere il pulito, di coprire l’intera superficie in un’unica passata, per cui l’unità di misura sarà il M.

Ovviamente per le superfici come il pavimento, le pareti e i soffitti si utilizza il MQ.

La migliore unità di misura per gli arredi è il Metro Cubo: essi non presentano un piano orizzontale esteso, e le quattro superfici laterali non superano il metro (scrivanie, poltrone, fotocopiatrici, elettrodomestici).

Per agevolare queste valutazioni è sufficiente immaginare o ricordare la forma dell’imballaggio che servirebbe per poterle trasportare.

Queste unità di misura assumono un’enorme rilevanza in presenza di numeri elevati di questi arredi, che consentiranno il più possibile la frammentazione delle operazioni e agevoleranno la distribuzione dei carichi di lavoro.

L’importanza dell’uso delle diverse unità di misura consente la programmazione degli interventi tenendo in debito conto la posizione gestuale dell’operatore e l’assetto più leggero delle attrezzature: ad esempio, dovendo pulire metri e metri del solo battiscopa potremmo utilizzare quei carrelli che usano i meccanici per andare sotto le macchine. Lo stesso per superfici laterali degli arredi, che generalmente presuppongono una rotazione del busto e una posizione genuflessa, con una maggiore dispersione di energie e una produzione ridotta rispetto alle superfici orizzontali.

2.3.4 MISURAZIONE DELLE TRE LINEE DEGLI INTERVENTI

La misurazione per la produzione del pulito ha inizio delineando le misure delle superfici:

O = piani di lavoro, igienici, piani di appoggio, apparecchi Parti soggette a contatto o che facilitano il deposito dello sporco (manutenzione corrente).

V = Porte, finestre, laterali arredi, ornamentali a parete, finale impianti

LA PERCENTUALE DEGLI

INGOMBRI

TOTALE AR

N. locali e % ingombri

TOTALE MR

N. locali e % ingombri

TOTALE BR

N. locali e % ingombri

Maison Fresh

Parti soggette a un minor contatto, generalmente in posizione verticale che non facilita il deposito dello sporco (lavaggio e protezione superfici).

S = sottopiani, sottopiani di lavoro, sottopiani di appoggio, interni

Parti più nascoste o protette, ovvero la pulizia di fondo di una superficie (lavaggio)

L’articolazione delle misure fa riferimento alle esigenze igieniche, estetiche e funzionali dell’ambiente, e rimarcare i punti critici (sporco particolare, intensità d’uso) rilevati nel corso del sopralluogo.

Il tracciato del piano degli interventi non deve tralasciare nessuna componente, assicurando così l’utente che entro il limite critico stabilito ogni superficie del locale avrà il trattamento previsto.

Ed è in quest’ottica che le superfici saranno interessate da tre linee d’intervento al cui interno le modalità delle tecniche operative si differenziano: in relazione ai diversi fattori aggressivi e le condizione logistiche e ambientali che si possono riscontrare al momento degli interventi.

Procederemo tracciando il percorso che interessa le tre Linee: La prima interessa prevalentemente le superfici orizzontali (pavimentazione dei piani di lavoro e appoggio) e in prima istanza guarda alle esigenze igieniche, e il riassetto del locale sul piano estetico.

La seconda guarda alle superfici verticali, (pareti e laterali arredi) che, tranne alcuni punti critici, prevalentemente gli interventi sono prevalentemente di natura estetica e protettiva. Definita quindi la Linea luce.

La terza prevede le superfici sospese (soffitto e corrispondenti), che associamo alla Linea ombra. Nell’ambito della linea luce, è consigliabile suddividere la pianificazione delle operazioni in quattro pareti e precisamente: la parete porta, la parete armadi, la parete ornamentali, la parete finestra e tra le precedenze operative suggeriamo di procedere alla pulizia della parete finestra dopo aver terminato le altre, poiché

12,50% 25% 37,5% 50% 62,5% 75%

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Percorso di Formazione

aumentando la luminosità si evidenzi un locale pulito e non un locale sporco. Le tre linee, al loro interno convivono in diverse forme di intervento, dovute alle variabili indotte dalla situazione ambientale con cui l’operatore deve confrontarsi.

2.3.5 MISURAZIONE DEL FRAZIONAMENTO

Il frazionamento degli spazi, dei piani orizzontali dei tavolo i piani delle mensole causato dagli ingombri appartengono alla linea d’uso, che richiede una posizione gestuale meno affaticante rispetto agli interventi della linea luce e quelli della linea ombra, che richiedono invece una posizione più faticosa e una metodologia degli interventi più complessa. La pulizia industriale assegna alle operazioni della linea luce e della linea ombra delle frequenze, indicando il termine del ciclo entro il quale devono essere eseguite. Il frazionamento delle misure consente lo sviluppo del programma di questa operazioni, inserendole nel programma giornaliero o settimanale, evitando il superamento del limite critico che determinerebbe una radicalizzazione dello sporco e imporrebbe interventi molto più aggressivi e tempi per l’esecuzione certamente più lunghi.

Il frazionamento degli spazi e delle operazioni della la linea d’uso negli ambienti ospedalieri consente di ripercorre e di intervenire nel locale trovato in precedenza occupato o intervenire su una situazione creatasi al momento.

La pulizia radicale o complessiva di un ambiente ha delle controindicazioni: queste consistono nel blocco delle attività interne, nell’uso di materiali più aggressivi, nei costi elevati infatti. il ricorso a queste forme di intervento è infatti giustificato solo per eventi straordinari, o comunque per interventi che richiedono l’assoluta disponibilità dell’area e dei locali.

LINEE PER LA PRODUZIONE DEL PULITO M2 Linea d’uso Linea Luce Linea ombra PAVIMENTO PAVIMENTO PAVIMENTO PROT. PAVIMENTO FONDO PAVIMENTO PIANI DI LAVORO M3 PIANI DI LAVORO LATERALI PIANI L. SOTTO PIANI APPARECCHI N SPOLVERATURA umido SPOLVERATURA disinfezione MANUTENZIONE ASPIRAZIONE CONTENITORI N SVUOTAMENTO INVOLUCRO ESTERNO DISINFEZIONE INTERNA SUPPELLETTILI M SPOLVERATURA ORIZZONTALI SPOLVERATURA VERTICALE LAVAGGIO COMPLETO ORNAMENTALI N PARETE MQ SPOLVERATURA LAVAGGIO TINTEGGIATURA PORTA MQ SPOLVERATURA A UMIDO LAVAGGIO RESTAURO FINESTRA MQ DISALONAGGIO LAVAGGIO RESTAURO TUBI E IMPIANTI M SPOLVERATURA LAVAGGIO VERNICIATURA SOFFITTO MQ RAGNATELE SPOLVERATURA RESTAURO OSCURANTI MQ SPOLVERATURA PARZIALE SPOLVERATURA UMIDO LAVAGGIO PUNTI LUCE M SPOLVERATURA SPOLVERATURA A UMIDO SMONTAGGIO E PULIZIA

38 DIMENSIONE PULITO | 05/2020

SECONDO VOLUME

Quarto Capitolo Sporco e rivestimenti

2.3.1 LA VIVIBILITÀ AMBIENTALE

La mancata o non corretta applicazione delle manutenzioni e la pulizia dell’appartamento o l’ambiente di lavoro e lo stesso contesto urbano mette a rischio la salute delle persone, l’immagine pubblica e privata accelera il degrado delle strutture che impedisce la loro agevole funzionalità.

Le attività fisiologiche lavorative le correnti d’aria create dagli agenti atmosferici il movimento dei mezzi di trasporto smuovono elementi dal loro alveo naturale e li depositano sulle superfici e ne alterano il profilo igienico estetico e funzionale. Il termine sporco sintetizza definisce questo processo e la sua manifestazione che assume una diversa rilevanza in ambienti quali (ospedale, industria agroalimentare, albergo) tali da mettere in pericolo l’attività stessa.

L’insidia più grave proveniente dallo sporco è rappresentata dai batteri: microrganismi che possono essere patogeni (generano malattie).

Una curiosità: provate a immaginare la situazione di panico se i batteri fossero visibili a occhio nudo. Qualcosa di simile avviene quando si rileva nei locali la presenza di blatte oppure di roditori: immediatamente l’ambiente, vedrà condizionata o compromessa la sua vivibilità.

L’analisi del tipo di sporco e gli elementi aggravanti quali la velocità, la quantità, la frequenza e le sue caratteristiche e la stessa provenienza, la sua localizzazione consente all’operatore di individuare il metodo per intervenire, prevenire o ridurre la sua formazione.

L’esame si articola su due fronti: quello esterno, da dove provengono i fumi della zona industriale, la condensa dalle distese d’acqua, la polvere dalle zone agricole, mentre dal contesto urbano proviene dallo smog generato dagli autoveicoli e dagli impianti di riscaldamento. La maggiore consistenza dello sporco proviene dalle aree di attività interne o prospicienti l’ambiente, infatti, l’elemento provocatore è l’attività e in particolare il comportamento umano e il suo rapporto con la cultura del pulito.

La diffusa o mancata Cultura del pulito e più evidente nel contesto cittadino e rappresenta un deterrente per il turismo l’igiene e altro, infatti, dalla definizione sporco deriva la parola “sporcaccioni” che individua quei cittadini che non hanno rispetto per il loro ambiente domestico di lavoro e

urbano, considerano gli operatori del settore (non si sa bene da che pulpito o da che origini regali) dei loro personali domestici.

La riprova di quanto affermo, sono i residui evidenti delle feci degli animali l’odore forte dell’urina, la lordura intorno ai cassonetti della nettezza urbana per non parlare dell’uso dei marciapiedi come posacenere, nonostante il reato : ”lordura del suolo pubblico”è sanzionabile.

La diffusione della cultura del pulito e della sicurezza unitamente a quella della professione è la vera chiave del rilancio occupazionale, il vero sviluppo civile e morale di un paese.

2.3.2 CARATTERISTICHE DELLO SPORCO

La natura dello sporco

Magro calcare proveniente da sali minerali contenuti nell’acqua che lasciano residui biancastri e che col tempo creano incrostazioni di non facile rimozione.

Grasso che può essere vegetale o animale riscontrabile nei residui di alimenti o quello sintetico derivante da petrolio; lasciano residui e si trasferiscono per contatto mediante condensa.

Colloso riscontrabile in residui provenienti da lavorazioni specifiche; residui che, se incompatibili con la superficie, rappresentano un ostacolo all’intervento di pulizia.

Stato dello sporco

RECENTE Alcuni tipi di sporco, appena formati sono di facile rimozione.

SEDIMENTATO, crea maggiori difficoltà causa l’umidità. RADICATO solidificato come la vernice, il cemento o altro che possono intaccare il rivestimento.

La polvere VOLATILE argomento primario nel campo delle pulizie, può essere di diversa natura, ma essenzialmente l’elemento di maggior valutazione per essa è quello relativo alla sua facilità di rimanere in sospensione.

I residui I residui provengono dalle varie lavorazioni dei materiali o dalle attività fisiologiche e si manifestano sotto forma di macchie o piccole particelle di varia natura.

05/2020 | DIMENSIONE PULITO 39
Maison Fresh
2.3.2 Caratteristiche
......................... 2.3.3 Materiali
....................................
............................... 2.3.5
..................................................................... 2.3.6
................................................................
L’analisi
2.3.1 La vivibilità ambientale....................................
dello sporco
e rivestimenti
2.3.4 Pavimento e rivestimenti
Impasti
I resilienti

Percorso di Formazione

I rifiuti Sono un tipo di sporco di grossa pezzatura e di varia provenienza. I più comuni sono classificabili tra gli assimilabili urbani e sono depositati nei cassonetti. Altri, molto ingombranti e solidi, prevedono una procedura per la loro raccolta, mentre i rifiuti speciali e in particolare quelli tossico-nocivi devono essere affidati per lo smaltimento ad aziende autorizzate e specializzate.

Curiosità stato calcolato che se la polvere che circola sopra una città nel corso di un anno cadesse tutta in una volta, formerebbe una soffice coltre alta sette metri che seppellirebbe ogni cosa.

Lo sporco non nasce come elemento negativo, ma diviene tale quando il materiale di cui è composto si riscontra in un ambiente (superficie) non naturale.

2.3.3 MATERIALI E RIVESTIMENTI

Il materiale con cui si costruisce una struttura abitativa o un manufatto hanno una loro specifica natura la cui caratteristica è la porosità e spesso una loro fragilità che richiede l’applicazione dei rivestimenti sia per il profilo igienico quello estetico e funzionale, infatti, proprio sui rivestimenti che si confrontano le capacità tecniche organizzative delle operazione per la loro pulizia e manutenzione.

La reazione chimica dei detergenti o l’impatto dell’attrezzo agente come i panni abrasivi possono provocare danni consistenti per cui si dovrà procedere con le dovute cautele (provare prima di estendere il trattamento) nel decidere quale set operativo utilizzare dopo aver analizzato il rapporto sporco e rivestimento.

L’analisi del rivestimento in funzione dell’impatto con l’attrezzo: spugna abrasiva normale, panno, eccetera, deve valutare le caratteristiche della sua consistenza:

DURO (resistente all’abrasione).

MORBIDO, che può facilmente RIGARSI

FRIABILE o Fragile, che può essere irrimediabilmente danneggiato.

L’analisi della sua scorrevolezza, infatti, la reazione al tatto del rivestimento può essere:

LISCIO agevola la scorrevolezza.

RUVIDO complica la scorrevolezza

SCONNESSO intralcia la scorrevolezza È rilevante il rapporto del rivestimento con l’acqua e ogni altro liquido:

IMPERMEABILE non consente infiltrazioni

POROSO trattiene le particelle liquide

ASSORBENTE lascia infiltrare l’acqua creando situazione a rischio.

Avvertenza per l’analista valutare la tipologia dei rivestimenti che si trovano adiacenti a dove si svolge l’azione di pulizia che può essere coinvolto per effetto della caduta di un detergente o di un attrezzo o ricevere uno schizzo liquido o subire il colare di un liquido aggressivo; in questo caso l’inserimento di barriere protettive diminuisce il fattore rischio. Nel campo delle pulizie lo studio dei rivestimenti fa riferimento alla reazione che essi possono avere nel momento d’impatto che dovranno subire quando se ne volesse pulire la superficie con un particolare metodo d’intervento. I trattamenti superficiali con sigillanti, emulsioni o cere possono essere fatti solo sui pavimenti che presentano assorbimento. Esempio:

Il pavimento in granito

Si tratta di una pietra naturale che va trattata a parte perché poco porosa ed estremamente dura. Di norma si trova a lastroni rettangolari e spesso è levigata ad acido o a piombo. Non si può applicare cera auto lucidante perché diventa molto scivoloso al passaggio. Non si può applicare la tradizionale cera metallizzata perché non aderisce; l’unica protezione possibile è data dalle nuove metallizzate plastiche o dalle metallizzate plastiche semi lucidabili.

2.3.4 PAVIMENTO E RIVESTIMENTI

Nell’ottica delle pulizie il pavimento occupa il primo posto per la sua estensione e per la sua posizione orizzontale che facilita il deposito della polvere e il contatto del camminamento e da sempre è oggetto di ricerca ed esperimenti per trovare nuovi rivestimenti sempre più resistenti all’usura e che facilitino la manutenzione.

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40 DIMENSIONE PULITO | 05/2020

Ricerca e scelta dei rivestimenti in relazione alla loro destinazione d’uso e le esigenze di natura igienica estetica o funzionale che ha dato spazio a una grande varietà di rivestimenti di cui riportiamo una sintesi e una breve descrizione.

La moquette

Moquette bouclé il pelo è a occhiello, piuttosto basso. È un tipo resistente da usarsi nei locali di molto passaggio. Si trova in colore unito o variegato, con sottofondo in schiuma di gomma o in tessuto. La moquette bouclé non mantiene i segni delle impronte.

Moquette a pelo raso se il pelo è fitto, con ciuffi ben compatti, è un tipo di moquette su cui le impronte si vedono poco specialmente se è realizzata in fibra poliammidica. Moquette frisé è realizzata con filo ritorto, è resistente, un po’ ruvida al tatto, indicata nei locali di passaggio o in ambienti rustici.

Moquette a pelo lungo vellutata, è adatta a quei locali, dove il passaggio è limitato; rivela qualsiasi impronta.

I pavimenti in mosaico sono composti di piccole tessere colorate, di pietra colorata, di pietra, vetroceramica, affondate in malta fine, che talvolta compongono motivi ornamentali o disegni geometrici. Si trovano più spesso in zone circoscritte. I pavimenti in graniglia e alla veneziana sono sostanzialmente pavimenti in calcestruzzo con aggregati multicolori per gli effetti decorativi e la superficie è leggermente ruvida ma estremamente resistente, in questo caso il materiale viene levigato dopo essere stato posato.

2.3.5 IMPASTI

Il cotto è un materiale naturale fatto solo di terra impastata con acqua e cotta ad alta temperatura; viene prodotto in diversi formati che consentono tantissime composizioni oltre ai normali quadrI rettangoli, si possono scegliere tra gli ottagoni in listelli le rosette i cassettoni eccetera. Il cotto può avere una superficie liscia levigata oppure rustica, grezza di tipo antico.

La ceramica: sotto la definizione di piastrelle di ceramica vengono solitamente accomunati tipi che si differenziano per caratteristiche ben precise. Il materiale comune è l’argilla, ma la mescolanza delle diverse argille e i modi e i tempi di cottura provocano quelle differenze sostanziali che la rendono adatta a impieghi diversi. Secondo le caratteristiche si chiameranno: piastrelle smaltate, cotto, klinker, gres.

Le piastrelle smaltate si chiamano cotto forte o semigres, vengono cotte in due fasi successive, una per il supporto e una per lo smalto; il loro formato più comune è quello rettan-

SECONDO VOLUME

L’analisi

Maison Fresh

golare. Il klinker è il materiale ceramico più resistente a tutto e cioè al gelo agli urti agli acidi e all’abrasione più intensa. Il klinker si ottiene con la lavorazione di argille ceramiche pure pregiate resistentissime al calore per cui sono sottoposte a una cottura non inferiore a 1200 gradi centigradi. Viene prodotto in formati e colori diversi, può essere smaltato o no con superficie liscia ruvida o zigrinata per scalini. Per le sue caratteristiche il klinker trova un vastissimo impiego, dalla casa sofisticata al pavimento di industrie.

Un altro materiale di grandissima resistenza è il grès porcellanato, che si ottiene con una miscela di materiale argilloso, è assolutamente impermeabile, perché quasi del tutto vetrificato, può essere a tinta unita oppure variegata.

Vetro china: porcellana ad alta resistenza utilizzata per sanitari di prima qualità.

La colorazione del legno è una caratteristica variabile nel tempo, nel senso che la sua esposizione all’aria e alla luce, specialmente per l’azione dei raggi ultravioletti, comporta modificazioni del colore delle pareti cellulari e delle sostanze contenute in conseguenza di azioni chimiche o di altra natura, più o meno complesse ossidazioni.

Pavimento in Parquet che può essere in legno grezzo, per cui avremo una superficie porosa, assorbente, mentre si può trovare un parquet verniciato con flatting che presenta una superficie più impermeabile e liscia. Sono quindi situazioni che impongono tipologie di interventi completamente diversi.

2.3.6 I RESILIENTI

I resilienti sono materiali che non si deformano quando subiscono sollecitazioni, si potrebbero definire materiali elastici. Non facile all’abrasione, di grande durata, i resilienti hanno trovato subito largo impiego nei locali pubblici, negli ospe-

05/2020 | DIMENSIONE PULITO 41

Percorso di Formazione

dali e nelle scuole. Possono essere di colore unito, variegati, a disegni che riproducono quelli delle piastrelle di ceramica o di cotto.

Linoleum Il linoleum è il più conosciuto dei resilienti; nella sua composizione, oltre ad altri componenti, è presente l’olio di lino, che ha la singolare proprietà di rigenerare il prodotto tamponando incisioni e curando ammaccature e deformazioni.

Vinilici I vinilici hanno una superficie più lucida del linoleum: si possono scegliere sotto forma di piastrelle, a disegni o in colore unito, oppure in teli dai colori brillanti. I vinilici sono considerati materiali di grande igienicità perché le giunture tra un telo e l’altro possono essere saldate, impedendo qualsiasi infiltrazione.

Cushion Tra i resilienti vanno inseriti i cushion , pavimenti formati da diversi strati che li rendono morbidi e silenziosi. Il loro aspetto varia: imitano la ceramica, il marmo, il legno. Un altro ottimo materiale è la gomma con superficie a bolle, ricercata soprattutto per le pavimentazioni pubbliche.

PVC Il Policloruro di vinile è un materiale plastico usato anche nell’edilizia e nell’arredamento per il suo basso costo (tapparelle molto resistenti all’invecchiamento, zoccolature, tubi da incassare, condutture elettriche, tubi rigidi per grondaie, piani per tavoli e scrivanie, tessuti spalmati per rivestimenti di poltrone, divani, telai di porte e finestre).

ABS L’Acrilonitrile - Butadiene - Stirolo è un materiale plastico caratterizzato da una buona resistenza all’acqua, ottima resistenza agli attacchi chimici, basso indice di deformabilità alla temperatura.

Perspex Materiale elastico trasparente e brillante.

I resilienti più conosciuti sono: il PVC omogeneo, il PVC eterogeneo, il PVC amianto, la gomma, il linoleum.

Per pavimenti di nuova installazione si preferisce l’uso di PVC omogeneo. Il PVC omogeneo si trova soprattutto in piastrelle grandi da cm 60 x 60 o in strisce. Il PVC eterogeneo si presenta molto lucido e in fogli grandi.

La gomma è commercializzata in fogli piuttosto grandi o a quadri e si distingue dal PVC omogeneo per una migliore elasticità e morbidezza; è in vari colori, anche nelle versioni bullonate o rigato. Il nero è il colore più diffuso.

Il linoleum si distingue dalla gomma e dal PVC omogeneo perché, oltre ad avere un aspetto più poroso, è più rigido e presenta nel sottofondo il caratteristico supporto di juta, che servirà a riconoscerlo nei casi dubbi.

La parola “resiliente” sta a indicare un materiale che subisce una sollecitazione e successivamente ritorna alla condizione originaria (elastico).

2.3.7. RIVESTIMENTI MURALI E VERTICALI

RIVESTIMENTI VERTICALI MODERNI E TRADIZIONALI

Alfatone rivestimento murale calce rivestimento murale Carta da parati rivestimento murale fibra minerale pannelli per controsoffittature Ottone targhe e maniglie cuoio e pelle rivestimento poltrone e oggettistica Plexiglass rivestimento trasparente quarzo murale rivestimento murale Spatolato stikens Rivestimento murale

I metalli

Ora sono 3 i metalli che, nei nuovi progetti di costruzione, vengono impiegati per le esposte, e sono: l’alluminio, l’acciaio inossidabile e il bronzo.

ALLUMINIO è circa 3 volte più leggero dell’acciaio, del rame e dell’ottone. Se adeguatamente installato può garantire anni di servizio efficace. A differenza di molti altri metalli, è autosufficiente; ha, infatti, un’alta resistenza interna alla corrosione atmosferica grazie a una pellicola di ossido che si forma naturalmente sulle superfici di metallo esposte all’aria.

ACCIAIO inossidabile è resistente alle corrosioni, si macchia e si corrode lentamente ed è facile ridargli il suo aspetto primitivo.

BRONZO viene utilizzato per insegne, placche, simboli e marchi e rivestimenti acrilici.

Alcuni dei rivestimenti utilizzati generalmente sui pavimenti possono essere usati per rivestire le parete o parti di esse ad esempio il battiscopa potrebbe essere di ardesia, o marmo o come è in uso porzioni della parete non intonacata lasciano in evidenza il materiale.

42 DIMENSIONE PULITO | 05/2020

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XII SICUREZZA

Ristorazione e Covid-19: impatto e riorganizzazione del servizio Simone Ciapparelli

XVIII

CASE STUDY

La nostra ricetta per la riapertura Maurizio Pedrini

XXII

FASE 2

Convivere con il virus: le indicazioni dell’ISS per la ristorazione Marialisa Giuliani

XXXII

ALBERGHI

Hilton riparte con il protocollo “CleanStay” Simone Ciapparelli

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SANIFICAZIONE

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XXII

05/2020 | DIMENSIONE PULITO IX S SPECIALE
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LIV

ANALISI DI MERCATO

LVIII LAVANDERIE INDUSTRIALI

LXIII VETRINA

S SPECIALE
HORECA / SOMMARIO XLVI
industriali: caratteristiche, struttura e andamento del settore a cura di Simone Ciapparelli
Lavanderie
Biancheria in tessuto o monouso, cosa è meglio? Marcello Falvo
Oggi sul mercato Tecnologia, ricerca, sviluppo: le ultime dal mondo del cleaning

Ristorazione e Covid-19: impatto e riorganizzazione del SERVIZIO

La Fase 2 permette la ripresa delle attività ristorative, a patto di rispettare norme di igiene e distanziamento che richiedono di ripensare radicalmente il servizio e l’organizzazione del locale

Il settore della ristorazione è sicuramente tra quelli che più hanno subito e continueranno a subire gli effetti della pandemia da Covid-19, e dei provvedimenti presi per combatterla In Italia, stando ai dati ISTAT del 2020, il settore conta circa 1,2 milioni di lavoratori Con le misure che hanno portato al lockdown, in particolare quelle relative al DPCM del 10 Aprile 2020, 1,1 milioni di lavoratori sono stati sospesi e 108.000 sono rimasti attivi: questo decreto consentiva il solo servizio di consegna a domicilio, mentre con il successivo DPCM del 26 aprile, una parte significativa di lavoratori del settore è stata autorizzata a fornire servizi di asporto. Dal rapporto FIPE sulla ristorazione del 2019, che fa il punto sullo stato dei pubblici esercizi in Italia, emerge che nel dicembre del 2018 risultavano attive 336.137 imprese appartenenti al codice con il quale vengono classificati i servizi di risto-

razione In particolare, il numero delle imprese registrate con il codice di attività I.56.1 (ristoranti e attività di ristorazione mobile) ammontava a 184.587 unità. La maggioranza è composta da ditte individuali

In base alla segmentazione dell’offerta, i due terzi dei ristoranti sono con servizio, mentre le formule di asporto rappresentano circa il 20% del totale.

I lavoratori dipendenti nella ristorazione sono così distribuiti: il 56,8% nei ristoranti, il 29,1% nei bar, l’8,0% nelle mense e nei catering, e il 6,1% nell’ambito della fornitura di pasti preparati

MODALITÀ DI FRUIZIONE IN ITALIA

In base alla frequenza di consumo, i consumatori di pasti fuori casa sono distinti in tre classi: gli heavy consumer sono per il 51,9% uomini di età compresa tra i 35 e i 44 anni, e vivono in prevalenza al nord Ovest (32,2%) Gli average consumer sono in prevalenza uomini (51,0%), di età compresa tra i 25 e i 34 anni residenti al Centro Italia (28,1%), in aumento rispetto al 2017 dello 0,3%. I low consumer sono invece in prevalenza donne (52,1%), di età superiore ai 64 anni residenti nelle

Tab. 3 - Lavoratori dipendenti ristorazione (per comparto)

VALORI

Bar 267.259 (29,1%) 3,8

Mense e catering 73.006 (8,0%) 60,9

Fornitura di pasti preparati 56.216 (6,1%) 6,1

Ristoranti 521.624 (56,8% 6,7

Totale 918.105 1000% 5,8

S SICUREZZA XII DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE
HORECA
ASSOUTI (X) N. DIPENDENTI PER AZIENDA

regioni del Nord Italia (Nord Ovest 28,3%) con un aumento di 0,1% rispetto all’anno precedente

Il Rapporto Ristorazione della FIPE prende anche in considerazione l’indice dei consumi fuori casa (ICEO) che rileva, attraverso una media ponderata, la tendenza degli italiani a consumare i pasti fuori casa

Questo indice può variare tra 0 e 100: a valori più vicini a “0” corrisponde una minore propensione a mangiare fuori casa e, viceversa, a valori più vicini a “100” si associa una maggiore tendenza a mangiare fuori Nel 2018 tale indice è pari a 42,7%, in crescita rispetto all’anno precedente (42,1%)

Per quanto riguarda il consumo di pasti in occasione di lavoro, il 68,7% del totale dei lavoratori ha un orario lavorativo che comprende uno dei pasti principali: il 92,8% di questi consuma il pasto durante l’orario di lavoro

Tra coloro che consumano il pasto in orario di lavoro, il 65,7% consuma un pasto caldo ed il 34,3% un pasto veloce e freddo

MISURE ORGANIZZATIVE, DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

L’attuale normativa sull’organizzazione dei locali addetti alla ristorazione non prevede norme specifiche sul distanziamento ma indicazioni molto flessibili, fino a uno spazio di superficie per cliente seduto pari a 1,20 metri quadrati, con eventuali specifiche disposizioni regionali. Gestire il distanziamento diventa quindi un aspetto piuttosto complesso, anche per via dell’ovvia impossibilità da parte del cliente di indossare la mascherina durante il servizio di ristorazione. Lo stazionamento protratto può inoltre contaminare, in caso di soggetti infetti, superfici come, ad esempio, stoviglie e posate

Le misure organizzative relative alla gestione degli spazi e le procedure come quelle di igiene individuale delle mani e degli ambienti sono quindi estremamente importanti: è necessario provvedere al ricambio di aria naturale e alla ventilazione dei locali confinati anche in relazione ai servizi igienici, spesso privi di possibilità di aerazione naturale. Andrebbero inoltre favorite soluzioni che privilegino l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi, anche attraverso metodi di sistema che favoriscano queste modalità Bisogna quindi rivedere il layout dei locali di ristorazione, rimodulando tavoli e posti a sedere, garantendo uno spazio tra i tavoli non inferiore a 2 metri e mantenendo una distanza tra i clienti durante il pasto atta ad evitare la trasmissione di droplets. Le sedute dovranno essere disposte in maniera da garantire un adeguato

05/2020 | DIMENSIONE PULITO XIII
SI NO TOTALE L'orario di lavoro comprende uno dei pasti principali 16.039 68,7% 7.321 31,3% 23.360 100,0% Consumo del pasto durante l'orario di lavoro (solo se l'orario di lavoro comprende uno dei pasti principali) 14.876 (92,8%) 1.163 (7,2%) 16.039 100,0%
TOTALE Tipologia di pasto consumato (solo se l'orario di lavoro comprende uno dei pasti principali e se il pasto viene consumato durante l'orario di lavoro) 9,768 (65,7%) 5,108 (34,3%) 14,876 (100,0%)
PASTO CALDO PASTO VELOCE E FREDDO
Tab. 4 – Abitudini alimentari dei lavoratori (dati INSULA
, INAIL
2019) Valori assoluti (in migliaia) e percentuali

SPECIALE HORECA

distanziamento fra i clienti, tenendo presente che non è possibile predeterminare l’appartenenza a nuclei in coabitazione

Va definito in ogni caso un limite massimo di capienza, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adottare misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. Per prevenire assembramenti di persone in attesa fuori dal locale, è opportuno adottare un sistema di prenotazione, preferibilmente obbligatoria Per quanto riguarda il servizio, è necessario eliminare buffet e similari. I clienti dovranno indossare la mascherina in attività propedeutiche o successive al pasto al tavolo, come il pagamento in cassa o l’utilizzo dei servizi igienici È opportuno privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e prevedere barriere separatorie nella zona cassa, ove sia necessaria È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per clienti e personale anche in più punti in sala e, in particolare, per l’accesso ai servizi igienici, che dovranno essere igienizzati frequentemente Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di igienizzazione rispetto alle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati.

MISURE SPECIFICHE PER I LAVORATORI

Il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati, è tenuto ad indossare la mascherina chirurgica e, per quanto possibile, ad utilizzare i guanti in nitrile in tutte le attività svolte Per il personale addetto al servizio ai tavoli è necessario l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e, dove possibile, l’utilizzo dei guanti in nitrile. Questi ultimi sono comunque sempre da utilizzare durante le

attività di igienizzazione da effettuare al termine di ogni servizio al tavolo.

È opportuno mettere a disposizione, in punti facilmente accessibili del locale, appositi dispenser con soluzione idroalcolica, per agevolare la corretta e frequente igiene delle mani.

L’eventuale personale addetto alle attività amministrative, in presenza di spazi comuni con impossibilità di mantenimento del distanziamento di un metro, è tenuto ad indossare la mascherina chirurgica, così come il personale addetto alla cassa dovrà indossarla prevedendo inoltre barriere di separazione, come ad esempio quelle in plexiglass Dovrà essere oggetto di particolare attenzione la pulizia di spogliatoi e servizi igienici, favorendo inoltre, così come per i locali adibiti alla clientela, il ricambio d’aria naturale tramite porte e finestre Relativamente agli impianti di condizionamento si rimanda alle specifiche indicazione del documento Rapporto ISS COVID-19 n.5 del 21 aprile 2020.

IMPATTO DELL’EMERGENZA

SANITARIA SUL SETTORE

La FIPE ha svolto, tra il 27 marzo ed il 2 aprile 2020, un’indagine su un campione di 640 imprese (principalmente micro) nel mondo della ristorazione, del turismo e del tempo libero, in modo da valutare l’impatto della pandemia Emerge che l’85,5% delle imprese che potrebbero svolgere l’attività limitatamente al solo servizio di consegna a domicilio (principalmente ristoranti, pizzerie, pasticcerie) è completamente chiuso e il restante 14,5% sta cercando di riorganizzarsi proprio mediante la consegna di cibo a domicilio Di questi, l’80% svolge il servizio di consegna in proprio, avvalendosi dei dipendenti in forza Il 92% dichiara di aver registrato ripercussioni negative sulla propria attività Queste ripercussioni si manifestano con una forte flessione della clientela e conseguente calo di fatturato: pesano soprattutto le cancellazioni di prenotazioni storiche (63,7%), seguite dalla riduzione di quelle giornaliere (33,5%) Si registra infine un minor flusso di persone in circolazione Viene stimata una perdita di fatturato di oltre il 30% per il 57% dei ristoratori e tra il 10%-30% per tre imprenditori su dieci La flessione raggiunge in media il 30%.

Fonte: Inail, Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della ristorazione

S SICUREZZA XIV DIMENSIONE PULITO | 05/2020

CLEANING e CARTA, impatto del Covid e prospettive di mercato

Le aziende dalla carta hanno saputo reagire alla pandemia trovando il giusto modo di riorganizzarsi e continuando la produzione, sapendosi muovere tra una burocrazia ancora lenta e macchinosa

Con la partecipazione di Attilio Giannasi, Responsabile Commerciale dell’Area Italia di Industrie Celtex, discutiamo delle prospettive presenti e future del mercato della pulizia professionale Industrie Celtex è sicuramente una realtà importante nel settore del cleaning. Può tracciare per favore un profilo dell’azienda?

“Industrie Celtex nasce nel 1985 come azienda di Converting orientato al cleaning professionale Dapprima l’azienda era attiva principalmente sul mercato estero, poi dagli anni ‘90 si è organizzata anche per partecipare a quello nazionale Con l’acquisizione di una ditta che produceva tovaglie e tovaglioli, abbiamo ampliato il nostro raggio d’azione al settore tavola. Negli anni abbiamo anche acquisito due cartiere, una dedicata alla produzione di pura cellulosa, e una di carta riciclata, trasformandoci in un’azienda totalmente integrata Come Industrie Celtex, possiamo contare su 180-190 dipendenti, mentre tutto il gruppo arriva a circa 400.”

Parliamo del periodo pre Covid, in particolare del 2019, che vi ha visto chiudere in attivo…

“Il 2019 è stato un anno molto buono, con degli ottimi ricavi Per quanto riguarda i guadagni derivanti dal mercato italiano, il cleaning incide per il 60% circa, il resto deriva dalla tavola. Parlando dell’anno in corso, la situazione Covid ha com-

S I NTERVISTA XVI DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE HORECA
Attilio Giannasi, Direttore Commerciale Cleaning Industrie Celtex Guarda il video

plicato molto la situazione Noi siamo stati abbastanza fortunati, perché il settore carta in ambito cleaning non ha risentito molto dell’emergenza. Mentre il settore tavola, per via del blocco della ristorazione, è stato molto penalizzato: ora sta iniziando a riprendersi, dopo aver registrato dei cali di fatturato anche dell’80%. Il cleaning ha avuto una flessione verso maggio, ma già ora siamo quasi sugli stessi valori dell’anno scorso Fino a che l’intero settore della ristorazione non ripartirà, la tavola continuerà a soffrire, ma noi nel complesso possiamo ritenerci soddisfatti. ”

Il mercato italiano è caratterizzato da grandi potenzialità, ma anche da di coltà e criticità derivanti da fattori endemici, come ad esempio la burocrazia. Quali sono secondo lei le criticità più urgenti da risolvere, in modo da ripartire al meglio?

“Sicuramente in Italia la burocrazia è un fattore che pesa: noi stessi siamo a volte bloccati da norme che, se fossero più snelle, ci consentirebbero di essere più dinamici. Mentre il mondo del cleaning non ha risentito particolarmente della pandemia, la ristorazione ha bisogno di aiuto Anche ora che i ristoranti hanno riaperto, la clientela resta poca, perché moltissime persone che prima andavano a mangiare fuori in pausa

pranzo ora sono in smartworking Inoltre, i nuovi protocolli, in materia di distanziamento, messi in atto ultimamente non aiutono certo il settore a ripartire. ”

In questa fase di ripartenza, il prodotto monouso diventa protagonista, e voi di Industrie Celtex vi siete dedicati allo sviluppo di prodotti ad hoc in questo ambito. Come sono stati concepiti, e come sono stati sviluppati?

“Ci siamo dedicati a prodotti che prima svolgevano un ruolo marginale nella nostra attività, come ad esempio gli asciugamani per parrucchieri In breve tempo, abbiamo sviluppato una macchina che fornisce asciugamani, e siamo stati bombardati di richieste Abbiamo anche pensato a delle mantelle monouso, e anche queste hanno riscosso grande successo. Questa situazione ci ha permesso di proporre sul mercato prodotti ai quali l’anno scorso nemmeno pensavamo, ottenendo dal mercato un riscontro importante, e speriamo di poterli rendere parte stabile della nostra produzione anche in futuro, a prescindere dall’attuale situazione di emergenza Abbiamo inoltre ricevuto una grande richiesta di erogatori di sapone, richiesta che facciamo fatica a soddisfare perché ultimamente è difficile reperire parti fondamentali come le pompette ”

A proposito di quest’ultimo argomento, come avete a rontato la mancanza di materie prime e componentistica nel periodo del lockdown?

“Anche i fornitori sono stati messi in difficoltà dall’esplosione della domanda, quindi è difficile trovare un modo per reperire in breve tempo i prodotti mancanti I clienti dovranno aspettare, mentre noi cercheremo, nel più breve tempo possibile, di recuperare i materiali necessari per soddisfare le richieste. ”

Un tema di importanza strategica in ottica presente e futura è quello ecologico. Voi avete sviluppato varie linee legate a questo tema, che opinione avete riguardo a un fattore oggi fondamentale come la sostenibilità ambientale?

“Da anni siamo sensibili a questo tema: la nostra cartiera di Pratolungo rispetta i massimi criteri di sostenibilità, e adottiamo un avanzatissimo sistema di smaltimento dei fanghi, molto meno inquinante di quello tradizionale, oltre a dei sistemi di sbiancamento della carta che riducono al minimo l’impatto ambientale Abbiamo un settore ricerca e sviluppo nel quale crediamo e investiamo molto, e siamo sempre pronti allo sviluppo di soluzioni all’avanguardia che possano consentire di produrre impattando il meno possibile sull’ambiente”

Quali sono le sue sensazioni per quanto riguarda i prossimi mesi? Come reagirà il mercato?

“Sono ottimista, i dati ci mostrano un mese di giugno molto più vivace rispetto a quello di maggio Un segnale importante arriva dal cleaning, già quasi tornato sui livelli dell’anno scorso, e confido che nei mesi di luglio e agosto anche la ristorazione possa compensare in parte quanto perso finora A meno di imprevisti, la speranza è che entro l’autunno la situazione si normalizzi”.

05/2020 | DIMENSIONE PULITO XVII

La nostra RICETTA per la RIAPERTURA

A colloquio con il giovane ristoratore e sommelier veronese Marco Scandogliero, per conoscere come ha vissuto l’esperienza del COVID e la FASE 2 della ripartenza con gli obblighi di igienizzazione previsti dal Governo

Marco Scandogliero è un giovane ristoratore, che nel 2016 si è aggiudicato il titolo di miglior sommelier del Veneto; proviene da una famiglia che ha scritto intense pagine di storia e tradizione enogastronomica nel settore. A Roverchiara, a circa una trentina di chilometri da Verona, gestisce, con grande passione e dinamismo “La Locanda le 4 Ciacole” Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua esperienza durante il periodo emergenziale del Covid 19 e conoscere le complesse problematiche affrontate al momento della ripresa, la cosiddetta Fase 2.

Quando ha percepito la gravità e la portata della situazione che si stava verificando in Italia a seguito della di usione del virus?

“Ho capito subito che andavamo incontro a qualcosa di grave, che ci avrebbe cambiato la vita Aggiungo che la percezione è stata più marcata qui in città, rispetto alla provincia Eppure, il ristorante storico che gestisco nella Bassa Veronese si trova a soli venticinque chilometri dal Comune di Vo’ Euganeo, nel padovano, uno dei primi focolai in Italia Però ho avuto subito avuto la netta sensazione che il problema general-

mente fosse un po’ sottovalutato, anche perché i media ci fornivano informazioni contrastanti e gli stessi virologi e scienziati interpellati, tendevano spesso a ridimensionare il fenomeno, affermando che non c’era da preoccuparsi, in quanto il COVID era poco più di un’influenza”.

Qual è stato il momento preciso in cui tutte le preoccupazioni si sono concretizzate?

“A dire il vero, ai primi di marzo, qualche giorno prima che partisse il lockdown, abbiamo preso la decisione di chiudere i nostri locali, per precauzione ma soprattutto per mancanza di un quadro preciso di riferimento L’incertezza regnava suprema e non si sapeva davvero cosa fare. Del resto, nessuno ci ha consigliato o a cercato di venirci incontro: siamo stati costretti a brancolare nel buio Consideriamo, inoltre, che quando si trascorrono venti ore della propria giornata svolgendo un lavoro intenso e massacrante come il nostro, non si ha molto tempo per tenersi aggiornati” Poi è arrivata la famosa sera dell’8 marzo, che ha precipitato gli eventi. Come l’avete vissuta?

“Sinceramente, non bene Ricordo la conferenza stampa del primo ministro Giuseppe Conte che alle

23 ha comunicato agli italiani di voler chiudere l’Italia Siamo rimasti abbastanza basiti di fronte a questa scelta e in quel preciso momento ha avuto la conferma non solo di tutte le mie giustificate paure, ma anche del grosso danno economico che sarebbe derivato da quella scelta

S C ASE STUD Y XVIII DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE HORECA

per tutti noi Non so se quella scelta sia stata giusta o sbagliata, ma sta di fatto che per un imprenditore come me, si è rivelata una decisione di enormi proporzioni, carica di conseguenze disastrose”

Una condizione per certi versi surreale, che avete a rontato con coraggio.

“Sì, non ci siamo persi d’animo, disponendo dell’apposita licenza, abbiamo chiuso l’attività di ristorazione rimanendo aperti per tutto questo difficile periodo con la vendita di generi alimentari divenendo la bottega del paese e fornendo in questo modo un prezioso servizio sociale Io e tutto il mio staff, formato da Marina, Raffaele e Michele, assieme a Tiziano e Gabriella, che sono i miei genitori, non abbiamo avuto alcun dubbio nel mettersi a disposizione della collettività in un momento così delicato Infatti, come ben sappiamo, nelle piccole comunità di provincia, molti supermercati hanno chiuso e l’avvento dei centri commerciali ha portato alla chiusura di parecchi negozi di prossimità Questo fenomeno, negli ultimi quindici anni è avvenuto anche nel nostro paese, con conseguenze preoccupanti perché – in pratica – tutte queste piccole attività hanno cessato di esistere. Noi dal 1904 siamo specializzati nella produzione di salumi e formaggi di alta qualità, per appassionati che sanno apprezzare le nostre selezioni Perciò abbiamo ci siamo armati di buona volontà ed abbiamo pensato di ampliare la nostra offerta con tutti quei prodotti di prima necessità che erano improvvisamente venuti a mancare alla cittadinanza: uova, latte Pasta, polenta e tanto altro”

Quali di coltà avete dovuto a rontare?

“Non poche, ma in soli tre giorni siamo riusciti ad attivarci in maniera egregia, offrendo il nostro servizio soprattutto alle persone che non potevano spostarsi in automobile, agli anziani, a chi era in grave difficoltà. Se c’era qualcuno dei nostri

clienti che aveva bisogno della pasta senza glutine o del pane di soia, andavamo ad acquistarla appositamente: raccoglievamo le liste e per tre giorni procedevamo a comperare quanto ci veniva richiesto, rivendendolo senza alcun margine di guadagno. Sono molto orgoglioso di quanto abbiamo fatto e commosso per tutte le attestazioni di stima che ci sono arrivate, soprattutto da parte di persone anziane Pensi che, non disponendo di un panificio aperto, mi sono messo perfino a fare il pane, improvvisandomi fornaio, con ottimi risultati”

Poi è finalmente arrivata la FASE 2, quella della ripartenza. Con quale spirito?

“A Verona sono stato fra i promotori della manifestazione Non sta

andando tutto bene, che ha raccolto parecchi consensi tra i negozianti della provincia Non perché fossimo animati da uno spirito disfattista, ma con l’intento di segnalare le gravi incertezze di questo momento così atteso: avremmo voluto che ci fossero i presupposti economici ed un minimo di garanzie per affrontare l’Everest che dovremo scalare nei prossimi giorni e mesi Una risalita che si annuncia carica di fatiche ed oneri, il cui esito positivo non appare affatto scontato. Noi, da buoni veneti, non ci siamo tirati indietro davanti alle difficoltà, restando davvero sconcertati che in novanta giorni il Governo non sia stato in grado di stilare uno straccio di protocollo igienico per guidarci lungo il percorso della ripartenza Ci ha solo comunicato la notte del 17 maggio, che avremmo potuto riaprire

05/2020 | DIMENSIONE PULITO XIX

SPECIALE HORECA

i battenti il giorno dopo Credo che, pur con tutte le giustificazioni possibili, questo fatto si commenti da sé”

Veniamo al nodo critico della sanificazione dei locali: come vi siete regolati?

“Premetto che, ovviamente, siamo perfettamente consapevoli di quanto fosse importante una perfetta sanificazione dei locali, non solo in vista della riapertura ma anche e soprattutto per il mantenimento delle condizioni di sicurezza igienica una volta che gli stessi fossero stati nuovamente frequentati dai nostri clienti Infatti, la potenziale permanenza del COVID-19 sulle diverse superfici, obbliga a prestare costante attenzione a tutte le aree potenzialmente contaminate Noi, comunque, abbiamo agito facendoci guidare dall’esperienza, dal buon senso e –soprattutto – dalla rigorosa cura della pulizia e dell’igiene a cui ci siamo sempre dedicati con il massimo impegno. Perciò abbiamo cominciato a ripulire, disinfettare e igienizzare ogni spazio con la vaporella ed altri prodotti specifici”

Dunque non vi siete a dati ad una ditta esterna per le operazioni di sanificazione?

“No, troppi discorsi inutili, troppa disinformazione Abbiamo deciso di contare sulle nostre risorse e sulla professionalità dei nostri dipendenti, mettendo ovviamente a loro disposizione tutte le informazioni e gli strumenti necessari, compresi i dispositivi di protezione Non abbiamo fatto grossi investimenti, né li avrei fatti – ad esempio – se fossero state obbligatorie le barriere in plexiglas. Le confesso che a quel punto avrei chiuso l’attività perché per noi sarebbe stata la morte, in quanto ristoranti e bar sono locali di aggregazione La sera del 17 maggio e la mattinata del 18 ci siamo impegnati a svolgere nel miglior modo possibile tutte le operazioni di routine igienica che

“4 CIACOLE ” ALL’INSEGNA DI UNA RISTORAZIONE DI QUALITÀ

Dal 1904 la famiglia Scandogliero serve il paese di Roverchiara (VR) con la storica bottega Un storia che si tramanda di generazione in generazione partendo da Guido, per poi passare a Milio, Tiziano fino a Marco. Nel 2008, Tiziano Scandogliero decide di aprire il primo ristorante, a Roverchiara, dandogli il nome di Locanda le 4 ciacole Il Figlio Marco, fresco di studi nella facoltà di Diritto Internazionale all’ateneo di Trento, decide di seguire le orme paterne alla conquista del gusto Inizia a Lovarare in sala nel ristorante di Roverchiara appassionandosi di vino Nel 2016 vince il concorso come migliore Sommelier del Veneto AIS, ed a Maggio dello stesso anno inaugura a Verona il secondo locale del gruppo 4 Ciacole, L’imbottito. A novembre 2019 sempre a Roverchiara. Si inaugura la Sbecoleria “ La dispensa delle 4 ciacole” ed a luglio 2020 a Marano di Valpolicella partirà la trattoria “ Il Ridotto delle 4 Ciacole” Una storia di “ Gusto” che si tramanda di generazione in Generazione

svolgiamo solitamente e con grande puntualità e costanza Tenga presente che il protocollo sanitario per la ristorazione è particolarmente rigoroso: tre passate di cosiddette “saponate” con idonei detergenti professionali appositi per il nostro settore, altamente disinfettanti; vaporelle passate sulle piastrelle; cucine smontate e perfettamente igienizzate nelle superfici Tutte operazioni che eseguiamo sistematicamente e in maniera più appro-

fondita ogni sabato Senza contare che due volte all’anno mandiamo i tamponi all’Asl per un controllo che ci tuteli pienamente dal rischio di infezioni batteriche. Ora, dopo tutto questo lavoro, non ci resta che sperare in una vera ripartenza e che questi nostri sforzi vengano premiati dal graduale ritorno alla normalità Non sarà facile, ma per un giovane ristoratore come me, questo rappresenta un imperativo categorico!”

S C ASE STUD Y XX DIMENSIONE PULITO | 05/2020
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CONVIVERE con il virus: le indicazioni dell’ISS per la RISTORAZIONE

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio scorso ha introdotto per la cosiddetta “Fase 2” nuove disposizioni riguardanti la riapertura di molte attività e dettato nuove regole per ricominciare a circolare e a condurre una vita più normale

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XXII DIMENSIONE PULITO | 05/2020
Marialisa Giuliani, PHD, Tecnologa Alimentare – Consulente

Quello della ristorazione è sicuramente uno dei settori più interessati dalle regole e dalle restrizioni: la somministrazione degli alimenti, infatti, prevede situazioni che possono essere a rischio contagio se non viene mantenuto un adeguato distanziamento fisico in locali dove il limitato ricambio d’aria e la permanenza prolungata dei clienti diventano un pericolo, oltre naturalmente al fatto stesso che il consumo di un alimento e/o bevanda comporta l’avvicinamento delle mani e di altri oggetti potenzialmente contaminati al viso Proprio in questa ottica, per aiutare gli avventori nella gestione di questa fase così critica, l’Istituto Superiore della Sanità ha messo a punto delle linee guida dedicate all’Ho Re Ca., definite da un gruppo di lavoro appositamente riunito, composto da esperti del settore (Gruppo di lavoro ISS Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare COVID-19)

Nel documento vengono indicate le attività principali oggetto di tali linee guida facendo riferimento ai codici ATECO (una combinazione alfanumerica che identifica una attività economica, dove le lettere individuano il macro-settore economico mentre i numeri - da due fino a sei cifre - rappresentano, con diversi gradi di dettaglio, le specifiche articolazioni e sottocategorie dei settori stessi).

In tal modo è possibile individuare il rischio aziendale ed attuare le dovute misure di sicurezza dei locali, quelle di prevenzione e protezione dei lavoratori, la loro specifica formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Secondo tali codici, le attività interessate da queste linee guida sono suddivise in quattro macro gruppi:

56.10 Ristoranti e attività di ristorazione mobile

56.21 Fornitura di pasti preparati (catering per eventi)

56.29 Mense e catering continuativo su base contrattuale

56.30 Bar e altri esercizi simili senza cucina

In particolare, su queste linee guida vengono date indicazioni sulle seguenti attività, riportando separatamente le indicazioni:

ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto ristorazione con somministrazione bar e altri esercizi simili senza cucina

I punti cardine della documentazione dell’ISS riguardano l’applicazione del distanziamento sociale e altre misure volte a minimizzare il rischio di contagio, con una adeguata riorganizzazione dei locali di vendita per aumentare le garanzie igienico-sanitarie.

RISCHIO DI CONTAGIO

A tutt’oggi non esistono ancora evidenze scientifiche sulla trasmissione della malattia da Coronavirus SARS-CoV-2 attraverso la via fecale-orale o attraverso il consumo di alimenti contaminati. Per ridurre comunque il rischio di contagio dovuto alla presenza di soggetti potenzialmente infetti nei locali destinati alla somministrazione degli alimenti, è necessario che nella Fase 2 vengano raccomandate misure di sicurezza sanitarie adeguate. Restano dunque di vitale importanza tutte quelle procedure atte a prevenire la contaminazione dei cibi e delle superfici con cui questi vengono a contatto (piani di lavoro, contenitori, stoviglie) quindi anche l’utilizzo da parte degli addetti alla preparazione e alla somministrazione, di mascherine chirurgiche e guanti, e non meno importante, la disinfezione di tutte le superfici potenzialmente venute a contatto con le cosiddette “droplets” (minuscole goccioline di saliva prodotte da tosse o starnuti, in cui il patogeno può essere contenuto) emesse da individui infetti, sintomatici e non

REGOLE PER LA PRODUZIONE DI ALIMENTI SICURI

Nell’attenzione al garantire la sicurezza degli alimenti viene raccomandato il rispetto delle cinque regole per la produzione di alimenti sicuri, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero il lavaggio ripetuto delle mani, la separazione degli alimenti crudi da quelli cotti, la cottura e la conservazione dei cibi alle temperature adeguate e l’utilizzo di materie prime di prove-

05/2020 | DIMENSIONE PULITO XXIII

SPECIALE HORECA

nienza certa e di qualità Oltre a queste raccomandazioni “base”, le linee guida invitano al rispetto pieno e costante delle pratiche igieniche e alle procedure di pulizia, detersione e disinfezione, come richiesto dalla normativa in materia di sicurezza alimentare e come definito nei manuali di buona prassi igienica (GHP) e nei piani HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) di ciascuna azienda. Si raccomanda l’applicazione del principio di astensione dal lavoro del personale con sintomi riferibili a malattie trasmesse dagli alimenti o sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19 e si danno indicazioni circa le regole da seguire qualora si riscontri personale infetto Viene sottolineata l’importanza cruciale della sanificazione, ovvero l’applicazione di tutte quelle misure volte a garantire adeguate condizioni igienico-sanitarie negli ambienti e sulle superfici di preparazione e somministrazione degli alimenti, di stoccaggio e di servizio Come noto, la sequenza corretta per una giusta sanificazione comprende la rimozione dello sporco grossolano; la detersione con appositi prodotti; risciacquo con acqua potabile; disinfezione con apposite sostanze disinfettanti e adeguati tempi di contatto; il risciacquo finale con acqua potabile. La frequenza minima deve essere giornaliera La disinfezione va eseguita in base al tipo di superficie, con prodotti a base di alcol etilico al 75% o ipoclorito di sodio allo 0,1% per pavimenti e superfici di lavoro e 0,5% per i bagni, come indicato dall’OMS.

Viene ribadita l’importanza della corretta procedura di lavaggio delle mani, che deve seguire una sequenza ben precisa, come indicato dall’OMS, per limitare la trasmissione di Sars-CoV-2, in tutti i casi qui di seguito riportati:

prima di iniziare il lavoro; dopo ogni pausa o allontanamento dalla postazione; dopo aver toccato naso, bocca, occhi, orecchie; dopo essersi soffiati il naso, aver starnutito o tossito, orientati in direzione opposta alle altre persone o all’interno del gomito; prima di manipolare alimenti cotti o pronti al consumo; dopo aver manipolato o preparato alimenti crudi; dopo aver toccato rifiuti; dopo le operazioni di pulizia; dopo l’uso del bagno; dopo aver mangiato, bevuto o fumato; dopo aver toccato il denaro

Per quanto riguarda il personale addetto alle cucine, nel documento dell’ISS vengono tracciate alcune indicazioni generali per garantire il rispetto delle norme per il contenimento del contagio, e in particolare, considerando le caratteristiche degli ambienti confinati come le cucine stesse, si consiglia la limitazione degli accessi solo al personale strettamente necessario per evitare il sovraffollamento Laddove non si possa mantenere una distanza fisica di almeno un metro vi è l’obbligo di indossare la mascherina chirurgica oltre ai guanti in nitrile

Lo stesso dicasi per il personale addetto al servizio ai tavoli e in parte anche al personale amministrativo e addetto alla cassa, il quale è obbligato all’utilizzo della mascherina chirurgica e alla predisposizione di barriere di separazione in plexiglass

In particolare, durante le preparazioni alimentari viene consigliato di: misurare la temperatura corporea a tutto il personale prima dell’accesso nell’esercizio (divieto di entrata se superiore a 37,5°C; lavare le mani molto spesso e non toccarsi mai gli occhi, il naso e la bocca; utilizzare occhiali protettivi durante la manipolazione di alimenti irritanti (cipolle, peperoncino, ecc ); sanificare le superfici della cucina e le altre superfici d’uso (es taglieri, piani di lavoro, utensili), frequentemente, prima e dopo ogni utilizzo; lavare accuratamente frutta e verdura destinata ad essere consumata cruda, eventualmente con disinfettanti alimentari a base di cloro; rispettare scrupolosamente le buone prassi d’igiene nella preparazione dei piatti, non sottoposti a cottura, in particolare procedere a un’adeguata pulizia

S FASE 2 XXIV DIMENSIONE PULITO | 05/2020
SOLUZIONI PER IL CONTROLLO QUALITA’ KAIROSAFE

SPECIALE HORECA

delle mani, anche se si usano i guanti, ogni volta che si viene in contatto con qualcosa di diverso dall’alimento ed evitare di toccarsi occhi, naso e bocca; cuocere adeguatamente i cibi che lo necessitano, al fine di inattivare i microrganismi eventualmente presenti, compresi i virus; utilizzare per cibi cotti utensili e contenitori adeguati che non siano stati impiegati per le stesse operazioni su alimenti crudi

Comportamenti negli esercizi commerciali

In merito all’accesso dei clienti nei locali, l’ISS ha previsto dei consigli di base che il gestore dovrebbe seguire, come ad esempio la limitazione degli accessi in base alla superficie dell’esercizio commerciale (nel Documento INAIL-ISS si fa riferimento al valore di 4 m2 per cliente) e la predisposizione di percorsi di entrata/uscita separati Il gestore è tenuto inoltre a far rispettare la distanza di sicurezza tra i clienti, che deve essere non inferiore a 1 metro, valutando l’utilizzo eventuale di apposita segnaletica anche orizzontale, così come l’invito a non accettare nel locale clienti che utilizzano mascherine con valvola di esalazione, in quanto non fungono da barriera all’espirazione di eventuali patogeni Nel caso di locali con posti a sedere, che prevedono la somministrazione al tavolo, le cose si fanno un po’ più complicate, e le regole per i gestori sono più numerose Il gestore è tenuto a indicare un referente che verifichi il rispetto da parte dei clienti delle norme indicate, delle quali segnaliamo: all’ingresso del ristorante il gestore è tenuto ad esporre una segnaletica di divieto di accesso in presenza di sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19;

prima dell’accesso ai locali si raccomanda di misurare la temperatura corporea, che non deve essere superiore a 37,5°C, a tutta la clientela prima dell’accesso nell’esercizio; si incentiva l’uso di sistemi di prenotazione che permettano la gestione dei posti effettivamente disponibili, delle ordinazioni e dei pagamenti “smart”; invito a mettere a disposizione all’ingresso dell’esercizio spray o gel sanificanti per le mani; invito a verificare l’utilizzo, da parte dei clienti, della mascherina (di comunità o chirurgica) fino al momento della consumazione e durante gli spostamenti (da ridurre allo stretto necessario - es. per raggiungere i servizi igienici); la raccomandazione a mantenere una distanza tra i tavoli non inferiore a 2 metri privilegiando il servizio negli spazi esterni del locale; utilizzo di barriere divisorie laddove la distanza tra i tavoli fosse

inferiore alle misure di legge (non necessarie tra familiari conviventi);

evitare l’utilizzo del servizio di distributori automatici e di espositori self-service di alimenti e bevande; eliminazione di menu e della carta dei vini cartacei; eliminazione delle modalità di servizio a buffet Niente piatti condivisi a favore delle monoporzioni; evitare l’uso promiscuo di bicchieri e bottiglie

Lo stesso gestore è tenuto a mantenere per un periodo di tempo adeguato, le registrazioni dei clienti e del personale di servizio in modo da avere un eventuale contact tracing in caso di necessità Tali dati devono essere conservati nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali e mantenuti per un periodo di tempo adeguato, non inferiore a 14 gg ed estendersi, possibilmente, fino a 30 gg

S FASE 2 XXVI DIMENSIONE PULITO | 05/2020

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SANIFICAZIONE: indicazioni operative per bar e ristoranti

Ai sensi dell’art. 2, comma 1 del DPCM 17 maggio 2020 tutte le attività produttive industriali e commerciali devono: assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago; garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse; nel caso di presenza di una persona con Covid-19 all’interno dei locali aziendali, procedere alla pulizia, sanificazione e ventilazione; l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute, secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga); Le principali aree di pulizia e disinfezione sono:

Aree clienti:

Pulizia e disinfezione dell’ambiente in generale, e delle parti più toccate e manipolate, come maniglie, interruttori, porte, finestre, ripiani Pulizia frequente dei servizi igienici Disinfezione dei menu dopo l’uso Prevedere, al termine del servizio, le consuete misure di disinfezione delle superfici.

Area cucina/bancone:

Pulizia e disinfezione di pedane, pareti, ripiani, scaffali, di attrezzature come piani di lavoro, lavelli e carrelli, di attrezzi specifici come coltelli e utensili. Pulizia e disinfezione di macchinari specifici come impastatrici e affettatrici, del reparto cottura, delle celle frigorifere e della macchine per il lavaggio

Aree dedicate al personale: Frequente pulizia dei bagni, di spogliatoi, magazzini, e aree ricovero. Pulizia

e disinfezione dell’area cassa, con particolare attenzione a schermi, POS e tastiere Prestare particolare attenzione alle superfici che possono generare contaminazioni dirette, come contenitori dei rifiuti, cappe di aspirazione e griglie di scarico.

CORRETTA SEQUENZA DELLE OPERAZIONI DI PULIZIA

Prima della disinfezione, è necessario effettuare una detersione delle superfici, perché i principi attivi dei disinfettanti vengono neutralizzati dallo sporco In alternativa, esistono prodotti deter-disinfettanti che svolgono entrambe le funzioni

Sequenza tipo: asportare residui grossolani > detergere con apposito prodotto > risciacquare (se necessario) > disinfettare con apposito prodotto > risciacquare (se necessario)

Utilizzare sempre guanti nella manipolazione dei prodotti chimici e nelle operazioni di pulizia. Per le operazioni di detersione e disinfezione delle superfici maggiormente a contatto con clienti e personale, ricordarsi di impre-

gnare i panni con il prodotto e non spruzzare il prodotto sulla superficie Nella sanificazione di un locale operare dalle aree più pulite verso quelle più contaminate, procedere inoltre dall’alto verso il basso per prevenire la ricaduta dei microrganismi su aree precedentemente sanificate Pulire le superfici verticali prima del pavimento, il quale va pulito per ultimo, partendo dall’angolo più lontano per finire all’ingresso del locale Ricordarsi giornalmente di effettuare operazioni di aspirazione/spazzolatura di zerbini e passatoie A fine giornata, pulire tutte le attrezzature di lavoro: il materiale tessile utilizzato per le pulizie deve essere lavato in lavatrice a 70° con normale detersivo per il bucato Tutte le operazioni di pulizia/disinfezione devono essere condotte da personale che indossa adeguati D P I È necessario gestire correttamente l’igiene degli impianti aeraulici attraverso un’ispezione tecnica periodica, da affidare ad aziende che abbiano i requisiti per occuparsene, e finalizzata a comprendere lo stato di contaminazione degli stessi (fonte: Afidamp e Fipe, Linee guida sanificazione per Covid-19)

Dati di stabilità del virus Sars-CoV-2 su differenti superfici Superfici

Particelle virali infettanti rilevate fino a

Particelle virali infettanti non rilevate dopo carta da stampa e carta velina 30 minuti 3 ore tessuto

1 giorno 2 giorni legno

1 giorno 2 giorni banconote

2 giorni 4 giorni vetro

2 giorni 4 giorni plastica

4 giorni 7 giorni acciaio inox 4 giorni 7 giorni mascherine chirurgiche strato interno 4 giorni 7 giorni mascherine chirurgiche strato esterno 7 giorni non determinato

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DETERGENZA: la situazione del mercato pre e POST COVID

A colloquio con Vincenzo Magni, che dà voce al punto di vista di Allegrini

Maurizio Pedrini

Come ha vissuto il settore questa drammatica situazione, e quali sono le prospettive future? Ne parliamo con Vincenzo Magni, Sales Manager di Allegrini, azienda di riferimento nel settore della detergenza professionale e nella cosmetica per hotellerie

Dottor Magni, come ha vissuto Allegrini il periodo della pandemia?

“Siamo un’azienda sita in provincia di Bergamo, città che, come è risaputo, è stata colpita in modo drammatico da questa emergenza. Dal punto di vista emotivo, è stata una situa-

zione molto pesante, ma noi non ci siamo mai fermati, perché il mercato, soprattutto il settore sanitario, aveva forte e immediato bisogno di prodotti disinfettanti e non solo In 3-4 mesi, abbiamo dovuto produrre delle quantità che normalmente produciamo in 3 anni, e questo ci ha messo in difficoltà dal punto di vista degli approvvigionamenti, soprattutto per quanto riguarda l’etanolo, che ha registrato un aumento dei prezzi del 190%, e ci ha costretto a modificare i prezzi dei nostri prodotti A questo si è aggiunta l’impossibilità di reperire contenitori e pompette, e ci siamo dovuti adattare per continuare a soddisfare la clientela”.

S INTERVISTA XXX DIMENSIONE PULITO | 05/2020
Vincenzo Magni, Sales Manager di Allegrini

Facendo un passo indietro rispetto a questa annata complessa, come era andato per voi il 2019?

“Avevamo chiuso l’anno in crescita, con buoni dati per tutte le divisioni, ed eravamo soddisfatti del nostro trend Ora, con questa emergenza sanitaria che caratterizza il 2020, stiamo vendendo i prodotti disinfettanti, ma purtroppo tutte le altre tipologie di prodotto sono meno richieste”

Come state a rontando questa Fase 2, caratterizzata da molte incertezze riguardo il futuro a breve termine?

“Noi di Allegrini abbiamo provveduto a preparare dei protocolli per la ripartenza, dedicati soprattutto al settore Horeca, perché molti clienti ci chiedevano aiuto. Mentre l’attenzione era concentrata solo sull’ambito sanitario, Allegrini si è subito dedicata a organizzare, dal punto di vista della sanificazione, la Fase 2 per il settore alberghiero Ora, con l’apertura della stagione turistica, ci aspettiamo maggiore richiesta di prodotti per la pulizia”

Chi produce in questo settore non può ancora contare su un adeguato riconoscimento normativo. Come vivete questa situazione?

“La viviamo senza aspettarci particolari aiuti dall’esterno Se dovessero arrivare dei benefit, sicuramente ne usufruiremmo:

abbiamo dovuto spesso lavorare nei weekend e con tripli turni per far fronte a tutte le richieste pervenuteci durante l’emergenza; confessiamo che ci farebbe piacere ricevere un riconoscimento per il nostro impegno straordinario di questi mesi”

Guardando avanti, come si sta strutturando Allegrini per a rontare le grandi sfide dell’immediato futuro, come ad esempio il Green Cleaning?

“Abbiamo iniziato a introdurre nella nostra produzione dei principi attivi nuovi, che prima non erano particolarmente considerati, cercando di far certificare immediatamente questi nuovi prodotti come Presidi Medico Chirurgici. Si era detto che il Ministero della Salute, per far fronte all’emergenza, avrebbe reso le tempistiche più veloci, ma siamo ancora in attesa di riscontri sui nostri nuovi, potenziali PMC Per quanto riguarda il Green Cleaning, ci stiamo lavorando da molto tempo, già negli anni ‘70 producevamo prodotti biodegradabili Abbiamo una linea Ecolabel, e una linea certificata CAM In ambito cosmetico, abbiamo ideato dei prodotti plastic-free. Abbiamo quindi sempre dimostrato, in tutti i nostri ambiti produttivi, particolare attenzione all’ambiente, già partendo dalla materia prima, ad esempio utilizzando tensioattivi di origine naturale, fino al prodotto finito”.

Riguardo la sensibilità verso l’ambiente, che feedback ricevete dal mercato? Esso è maturo per riconoscere gli sforzi di aziende all’avanguardia che cercano di produrre nel rispetto del pianeta?

“La pubblica amministrazione è ancora propensa ad acquistare il flacone pronto all’uso a prezzi modici In questi casi, fatichiamo a promuovere il nostro metodo, che prevede, tra i diversi vantaggi, la fornitura di un sistema di diluizione che consente al cliente di ottimizzare i costi e i consumi. Nel privato, ad esempio in ambito ristorazione e ospitalità, vince invece la nostra filosofia: il metodo Allegrini, con corsi per il personale riguardo al corretto uso dei prodotti e i piani di igiene per programmarne le modalità e le tempistiche di utilizzo. Uno dei messaggi a cui teniamo di più, inoltre, è che la plastica è un bene prezioso ed è importante recuperarla e riciclarla correttamente”

Questa pandemia ci ha consentito di riportare al centro della sensibilità dell’opinione pubblica i temi della pulizia dell’igiene, che spesso in passato sono stati trascurati...

“Per anni, il nostro settore ha cercato di fare cultura in questo senso: l’importanza della pulizia, di un corretto risciacquo, della disinfezione delle superfici Nel settore alimentare, da questo punto di vista, l’HACCP ha fatto scuola. Alcuni clienti in passato ci hanno richiesto dei prodotti disinfettanti ma non li utilizzavano con regolarità o perlomeno non come insegnavamo nei nostri corsi Ora, si spera, molti capiranno che le operazioni di pulizia vanno svolte regolarmente e in modo corretto, rispettando scrupolosamente tutti i passaggi Mi auguro che questa drammatica esperienza rimanga nella nostra memoria, e ci insegni a non ripetere gli errori del passato”. www.allegrini.com

05/2020 | DIMENSIONE PULITO XXXI

HILTON riparte con il protocollo “CleanStay”

Il nuovo protocollo di sanificazione, attivo dal 15 giugno negli hotel Hilton di tutto il mondo, è realizzato in collaborazione con Mayo Clinic e il produttore di disinfettanti RB

ll Gruppo Hilton, nota azienda che opera a livello mondiale nel settore dell’ospitalità, ha varato un nuovo protocollo di pulizia e disinfezione degli hotel, che consentirà di continuare a garantire gli standard di pulizia e accoglienza che hanno sempre caratterizzato le sue strutture Per realizzare il progetto, Hilton si è affidata alla consulenza di Mayo Clinic, una nota organizzazione statunitense non-profit nel campo della ricerca medica, che ha garantito il proprio intervento in termini di sviluppo dei diversi processi e per la formazione dei Team Member Il protocollo “Hilton CleanStay” associa l’approccio scientifico e l’esperienza di RB, produttore dei disinfettanti per la sanificazione Lysol e Dettol, alle tecniche di igiene più avanzate Questo, con l’obiettivo di fornire ai propri ospiti un soggiorno il più possibile piacevole, sereno e sicuro. L’attuazione dell’iniziativa, che è stata sviluppata per rispondere alle sempre crescenti richieste di igiene da parte della clientela durante la pandemia da Covid-19, sarà verificabile dagli ospiti, durante la loro permanenza, in tutte le aree che necessitano particolare attenzione, quindi camere,

ristoranti, sale fitness e altre aree comuni Ricerche svolte internamente da Hilton hanno evidenziato, infatti, che l’interesse dei clienti per la pulizia e l’igiene è cresciuto in modo considerevole e che in futuro bisognerà essere sempre molto attenti a questi aspetti per poter far sì che il comparto dei viaggi riparta senza ulteriori problemi

A proposito del nuovo protocollo si è espresso il presidente e CEO di Hilton Christopher Nassetta: “La nostra priorità è sempre stata la sicurezza di ospiti e Team Member. Hilton CleanStay si basa sulle best practices e sui protocolli più avanzati che abbiamo sviluppato negli ultimi mesi, grazie ai quali continueremo a garantire i soggiorni all’insegna del relax e della sicurezza che

S CASE HISTORY XXXII DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE HORECA

Dopo aver pulito a fondo la camera, sostituito gli asciugamani e rifatto i letti con biancheria pulita, l’ispettore del servizio di pulizia verifica che la camera soddisfi gli standard CleanStay e appone il sigillo Hilton CleanStay sulla porta

da sempre amiamo offrire, proteggendo allo stesso tempo i nostri Team Member, che sono in prima linea nell’ambito dell’ospitalità ” RB ha lavorato con Hilton, fin dalle prime fasi della partnership, per implementare i piani per l’attuazione a livello globale del protocollo Negli Stati Uniti e in Canada, Hilton CleanStay sarà avviato utilizzando prodotti Lysol, e il programma sarà

ospiti troveranno delle aree per la disinfezione provviste di salviette e disinfettanti per le mani Inoltre, sia gli spazi pubblici che quelli adibiti ai Team member sono puliti a intervalli regolari, compresa la pulizia oraria delle aree di maggior contatto come gli ascensori e i bagni

denominato Hilton CleanStay con protezione Lysol Mentre Lysol e Dettol saranno i prodotti più utilizzati nei Paesi in cui Hilton ha delle proprietà, verranno utilizzati anche altri marchi RB, tra cui Sagrotan in Germania e Napisan in Italia Mayo Clinic ha invece offerto, da parte sua, la propria esperienza medica per consigliare Hilton sui metodi di formazione, sui protocolli

I 10 luoghi ad alto contatto per una sanificazione più accurata all’interno della stanza

di pulizia e sulla garanzia di qualità, oltre a fornire consulenza sulle nuove tecnologie, solitamente utilizzate in ambito sanitario, che Hilton ha deciso di impiegare nei suoi programmi di pulizia e disinfezione. “La sicurezza personale è estremamente critica in quanto riapriamo attività commerciali e ricreative in tutto il mondo”, ha affermato Stacey Rizza, infettivologa della

INTERRUTTORI & CONTROLLI ELETTRONICI Luci, lampade, interruttori e controlli elettronici

MANIGLIE & POMELLI

SUPERFICI

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05/2020 | DIMENSIONE PULITO XXXIII
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SPECIALE HORECA

CASE HISTORY

Mayo Clinic, “Siamo orgogliosi di offrire la nostra esperienza e le nostre conoscenze su scala globale, in risposta alla pandemia” Il programma di sanificazione sarà così strutturato: Già prima della partenza, gli ospiti troveranno sul sito di Hilton una landing page che descriverà nel dettaglio ciò che possono aspettarsi durante il loro soggiorno Coloro che desiderano un arrivo contactless, possono effettuare il check-in, aprire la camera ed effettuare il check-out attraverso l’app gratuita Hilton Honors

Sulle porte delle camere sarà posto il sigillo Hilton CleanStay, a confermare che la camera è stata pulita e sanificata Nei punti della camera toccati più frequentemente, come interruttori, maniglie e telecomandi, verrà effettuata una disinfezione supplementare In ogni camera saranno fornite salviette disinfettanti, e penne e carta saranno rimossi Tra un ospite e l’altro, le camere saranno accuratamente pulite e disinfettate Biancheria e articoli da bagno extra saranno consegnati su richiesta in imballaggi protetti e posizionati davanti alla porta della camera.

le strutture normalmente a disposizione degli ospiti, come il fitness center, la piscina o il centro benessere, è stata aumentata la frequenza di pulizia.

Negli spazi pubblici le pulizie verranno effettuate più frequentemente Nei centri fitness, le attrezzature saranno posizionate in modo da consentire l’allontanamento fisico, e saranno poste limitazioni al numero di ospiti presenti nel centro Disinfettante per le mani e salviette disinfettanti saranno disponibili in tutte le strutture

Nei ristoranti degli hotel tavoli e sedie saranno distanziati, e su richiesta saranno disponibili piatti e utensili monouso. Per il servizio in camera, sarà disponibile la consegna contactless, con gli ordini e il servizio monouso fuori dalla porta della stanza

Il programma di sanificazione modificherà le modalità di riunione ed eventi previsti in hotel. Saranno previste pulizia, flessibilità, soluzioni sicure e socialmente respon-

sabili, unite a pratiche sostenibili e la messa a disposizione di impianti di ultima generazione La pianificazione e la messa in atto dell’evento saranno supportate dal contributo di Team Member dedicati Hilton CleanStay sarà presente in ogni momento del soggiorno, dal momento dell’ingresso dell’ospite alla sua partenza Come parte del nuovo standard Hilton di pulizia e sanificazione, la formazione è stata organizzata in modo che tutti i Team Member siano consapevoli delle prassi da adottare per garantire a se stessi e agli altri salute e sicurezza durante il lavoro Pur mantenendo il distanziamento fisico, i Team Member possono incontrare gli ospiti con adeguate protezioni, continuando così a dimostrare ospitalità e attenzione nei confronti del cliente

S
XXXIV DIMENSIONE PULITO | 05/2020
Per

Professione igiene e PROTEZIONE È

stato un periodo particolarmente importante per Paredes Italia: dopo un completo rebranding del Gruppo, è stata lanciata la linea di distributori Paredes Style: carta asciugamani, carta igienica, sapone, profumazioni per ambienti e accessori bagno Una linea completa, modulare, dal design pulito e moderno e corredata da brevetti innovativi come il tappo di cartone per i rotoli asciugamani, che agevola il riciclo e riduce l’uso delle plastiche in fase di produzione Questa linea andava ad già ampia proposta della vizi, che ora propone completa che comprende rizzazione degli ambienti l’igienizzazione dei wc Dis San), la disinfezione superfici (Dis Gel) e la rezza degli ambienti (Dis Pass) Paredes è in grado tire un elevato standard in termini di igiene e qualsiasi spazio lavorativo dale, industriale e Ogni progetto è svolto d’arte da personale tecnico cato, sempre in linea e le specifiche esigenze creando un unico interlocutore quanto riguarda servizi per l’igiene L’emergenza Covid-19 indirizzare alcune priorità ricerca e sviluppo di prodotti a rispondere alle esigenze come l’ampliamento saponi e detergenti igienizzanti disinfettanti e i loro sistemi di distribuzione. La piantana Goccia è un prodotto che rispecchia la menta-

giene in un momento dove essa è particolarmente essenziale: “Vista l’importanza di questa

tipologia di prodotto e le opzioni disponibili sul mercato, ho visto la chiara opportunità di far evolvere il concetto di piantana Goccia è sì una piantana che offre tutte le caratteristiche che già conosciamo - visibilità, solidità, comodità – ma l’efficacia di questi oggetti è legata al distributore, spesso automatico, che viene affisso su di essa Con Goccia ho voluto prevedere un sistema che andasse oltre, che potesse essere fruito da chiunque in qualsiasi ambito, con l’apposita modalità per utenti in carrozzina, e utilizzabile anche all’esterno, grazie alla doppia verniciatura e alla struttura metallica Il prodotto è inoltre in accordo con la filosofia aziendale dell’Eco Attitude®, avendo rimosso la necessità delle batterie e il loro smaltimento”

S DISPENSER XXXVI DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE HORECA
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PULIZIA e sanificazione

Taxon ha realizzato una linea di attrezzature per pulizia e sanificazione HACCP dedicata alle imprese di pulizia che operano negli hotel, ristoranti e aziende di catering Mop lavapavimenti, scopa frange microfibra e carrelli professionali per pulizie sono i prodotti di punta dell’azienda

Qualità dei materiali, facilità d’uso e di lavaggio

Le attrezzature per la pulizia di Taxon sono in linea con le normative HACCP relativamente ai materiali costruttivi. Le fibre di mop e frange sono in fibre ad alta assorbenza, ad alta capacità di sanificazione e facilmente lavabili I manici telescopici in alluminio hanno l’impugnatura in plastica personalizzabile e facilmente disinfettabile Tutti i prodotti sono disponibili in 4 colori per poter organizzare il lavoro di pulizia eliminando il rischio della contaminazione incrociata Sistema di Pulizia ad alta e cienza

La qualità delle attrezzature Taxon permette di ottimizzare l’utilizzo dei prodotti di detergenza e sanificazione nelle operazioni di pulizia per garantire i più elevati standard igienici, rimuovendo tutti i residui della preparazione e distribuzione dei cibi, evitando la diffusione di muffe e agenti patogeni

MOP MICROFIBRA

Mop con attacco a vite la cui parte pulente è costituita da strisce di microfibra della larghezza di 3,5 cm. Questo mop rappresenta il prodotto di miglior qualità nella gamma dei mop vite; il tessuto in microfibra infatti, grazie alla sua fibra tridimensionale, favorisce un’importante azione di sgrassatura e di contenimento dello sporco Temperatura consigliata di lavaggio: 95°C.

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migliore evoluzione della tradizionale frangia in cotone doppia tasca: il filato in cotone garantisce la stessa pratica funzionalità nell’attività di spolveratura dei pavimenti. Il supporto e le tasche sono invece in tessuto

mesh di pvc; questo tessuto conferisce al prodotto una iniezione di qualità e praticità d’uso: è infatti un materiale robustissimo e di conseguenza di maggior durata, è irrestringibile per cui una volta lavato conserva la misura al millimetro, non trattiene lo sporco ed è molto più stabile in accoppiamento con il telaio

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L'IMPORTANZA delle attrezzature distributive

I formulati perché possano risultare efficaci devono essere distribuiti uniformemente affinché possano svolgere la loro azione “curativa”. Vediamo quali sono le varie tipologie di attrezzature idonee a erogare disinfettanti/sanificanti

Travolto da circolari ministeriali, considerazioni normative e tecniche, procedure, esternazione di esperti veri e presunti, ecc ecc mi ritrovo per l’ennesima volta a sottolineare l’importanza delle attrezzature distributive, della tipologia di microparticelle erogate in funzione dell’ambiente in cui si opera, del tipo di formulato (biocida, PMC o “sanificante” che si ritiene più adatto alla bisogna), dei materiali presenti e delle norme di sicurezza Mi limito a prendere in esame le attrezzature per interni suddividendole in quattro categorie: irroratrici, nebulizzatori, ULV (Ultra Basso Volume) e bombole spray (vedi finestra).

Parafrasando un testo in uso nel Corso di meccanica agraria ritengo di sintetizzare l’obiettivo della “sanificazione” nella difesa dell’ambiente dai microorganismi patogeni, con particolare riferimento ai virus e nello specifico al Corona Virus Sars Cov 2 (lasciando al mondo medico e della ricerca di occuparsi delle terapie della Covid-19 e patologie connesse). Sottolineando che l’azione dei formulati perché possa risultare efficace questi debbono essere distribuiti uniformemente affinché possano svolgere la loro azione “curativa” e, perché no, preventiva e, dove possibile, duratura nel tempo Ora esamino le caratteristiche delle goccioline che le varie attrezzature

sono in grado di erogare e le loro caratteristiche di efficacia in particolare nelle realtà alberghiere e nelle cucine.

UN POCO DI TECNICA

Le goccioline nascondono misteriose caratteristiche che cercherò di riassumere, la più comune misurazione è il VMD che rappresenta il diametro medio della “teorica” gocciolina che divide in due metà il volume delle goccioline erogate Va da sé che le goccioline più piccole saranno assai più numerose di quelle grossolane A lato del VMD c’è il NMD il cui valore divide il campione delle micelle in due parti uguali per numero. È intuitivo che

S S ANI F ICA Z IONE XXXVIII DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE HORECA

SPECIALE HORECA

un numero uguale di gocce piccole ha un peso (volume) assai minore di quelle più grandi Ora più il rapporto VMD/NMD tende a uno più l’erogazione sarà uniforme. Analizziamo le caratteristiche che dovrebbe avere la nostra attrezzatura in una camera d’albergo e in una cucina L’ideale sarebbe disporre di una attrezzatura che bagna per i pavimenti (specie tessili), nastri trasportatori, superfici di lavoro. Mentre dovrà produrre nebbie molto fini per disinfettare l’ambiente in ogni sua anfratto e magari, se la aerosolizzazione è molto spinta [Ø 5 µ] anche l’aria ambiente Se la disinfezione deve essere veloce o non è ad alto rischio (ad esempio per locali non frequentati per parecchi giorni o già sottoposti a “sanificazione” professionale a mio avviso si prestano bene anche le bombole spray in particolare quelle a svuotamento totale).

Torniamo ora a complicarci la vita, ma in modo da avere una informazione professionalmente adeguata Ad esempio, per avere 100 goccioline per cmq di Ø 10 µ basterà erogare 0,5 ml di soluzione in una superficie di 1000 mq. Sono valori difficili da immaginare! Miracoli degli ULV Se le goccioline avranno un Ø 10 saranno necessari circa 0,5 ÷ 0,6 l per aumentare fino a poco più di 4 l se il Ø e di circa 200 µ per arrivare a 65 l sempre per arrivare a 100 gocce per cmq in 1000 mq di superficie (in una camera di 30 mq erogando gocce di 500 µ (vale a dire mezzo millimetro) sarebbero necessari 2 litri di soluzione Per entrare nelle pratiche comuni se usiamo una irroratrice a basso volume distribuiremo per avere le famose 100 gocce per cmq circa 60 ml/mq il rischio che il “sanificante” crei problemi ai materiali è alto

Sempre per restare in quella professionalità che deve contraddistinguere un tecnico preparato (informato,

Tipo di gocce Diametro gocce Tipo di attrezzatura Esempi di p a

Gocce grossolane 400 µ Irroratrici a bassa pressione Quaternari Fenoli Alcoli

Gocce piccole 100 ÷ 400 µ Irroratrici ad alta pressione e atomizzatori Quaternari Fenoli Alogeni (Cl e I) Alcoli

Gocce molto piccole (nebbie bagnate)

Gocce ultrapiccole (nebbie umide)

Micro-gocce (nebbie secche)

50 ÷ 100 µ

Irroratrici ad alta pressione con ugelli a turbolenza, atomizzatori e nebulizzatori

50 ÷ 100 µ

10 ÷ 50 µ

Atomizzatori con speciali ugelli nebulizzatori regolati alla massima portata

Nebulizzazione spinta, basso volume Alcuni atomizzatori dotati di particolari accorgimenti

Iper aerosolizzazione 10 µ ULV – Bombole spray anche a svuotamento totale

Quaternari Fenoli Alogeni (Cl e I) Alcoli

Quaternari Fenoli Alogeni (I) Alcoli

Quaternari Fenoli Alogeni (I) Alcoli

Ogni bomboletta ha una sua specifica composizione

(§) = le indicazioni hanno valore esemplificativo, rimandando le specifiche ai libretti di istruzione delle varie tipologie di attrezzature e ai vari disinfettanti e sanificanti (testo dell’etichetta, schede di sicurezza, pubblicazioni)

formato e addestrato) esaminiamo l’estremo opposto usando un ULV che eroga 100 ml/1000 mq di una soluzione sminuzzata in goccioline di 10 µ otterrà una copertura di poco meno di 20.000 gocce/cmq, otterrà invece 19 gocce/cmq se il diametro sarà di 100 µ e scenderà drasticamente a 2÷3 goccioline/cmq se il diametro sale ulteriormente a 200 µ e diminuirà ulteriormente a 3 gocce se il diametro sale a 400 µ ma per ben 10 cmq!

Per valutare il nostro operare ne deriva che se eroghiamo microgocce di 10 µ avremo una buona copertura ma avremo moltissime goccioline sospese nell’aria (come calcoleremo fra poco) per cui dovremo usare DPI adeguati a proteggerci le vie respiratorie, gli occhi e la cute capelli compresi Mentre con gocce superiori a 100 µ

la copertura sarà inadeguata ad una buona disinfezione/sanificazione a prescindere del formulato che andremo ad utilizzare e dal relativo p a

Ci sarebbe un’altra variabile di cui tenere conto per effettuare una disinfezione/sanificazione ed è la velocità di caduta delle goccioline e la durata nell’aria di una gocciolina in base acqua La cui vita è assai effimera al diminuire del diametro, della temperatura e dell’umidità relativa. A titolo di esempio è stato calcolato che una goccia di acqua di 50 µ in un ambiente in stato di quiete con temperatura pari a 20° C e una Ur dell’80% evapora in 20 secondi e percorre circa 50 cm; se a parità di condizioni il diametro sale a 100 µ la durata è di poco meno di un minuto e la distanza di caduta salirebbe a più di 8 m

S S ANI F ICA Z IONE XL DIMENSIONE PULITO | 05/2020
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Quanto esposto ci suggerisce che se utilizziamo soluzioni acquose utilizzando un ULV è bene calcolare oltre al dosaggio unitario (formulato per unità di misura) anche un tempo di erogazione tale da portare l’Ur a valori prossimi al 100%. Tale tempo aumenterà in maniera direttamente proporzionale all’aumentare della temperatura Personalmente sconsiglierei di operare oltre i 30° C oltre le quali è bene utilizzare gocce in solventi a basso indice di evaporazione, che non prendo in esame, ma riporto un esempio che ritengo valido in un ampio range di condizioni e per numerosi tipi di disinfettanti/sanificanti.

RIASSUMENDO

La mia sintetica esposizione aveva lo scopo di attirare l’attenzione sull’aspetto delle varie tipologie

di attrezzature idonee a erogare disinfettanti/sanificanti e delle loro principali tipologie di erogazione (portata e goccioline erogate). Con queste nozioni di base integrandole con le caratteristiche dei PMC/Biocidi/sanificanti esposte in etichetta, schede di sicurezza e riferimenti di letteratura sarà possibile ottenere delle istruzioni mirate agli ambienti in cui si dovrà operare; avendo cura dello scopo sanitario e/o igienico e/o normativo, della sicurezza degli operatori, delle persone e degli animali nonché dei materiali presenti in particolare delle derrate e dell’ambiente in generale Quanto esposto in linea di principio vale per la disinfestazione, diserbo, trattamenti fitosanitari, concimazione fogliare, lotta ai cattivi odori e abbattimento delle polveri durante le demolizioni GLOSSARIO DEI TERMINI NON DETTAGLIATI NEL TESTO – [CD]

Irroratrice HV – MV – LV = Alto medio basso volume di erogazione

Atomizzatori (ad aeroconvezione) HV – MV –LV – VLV = Alto, medio, basso volume, volume molto basso di erogazione

Nebulizzatori MV – LV – VLV = Medio, basso volume, volume molto basso di erogazione

Sistema monofase: un liquido messo in pressione e fatto passare in un ugello le cui caratteristiche conferiscono le dimensioni delle micro-gocce

È un sistema bifase in cui un liquido viene messo in pressione e spraizzato in una corrente d’aria ad alto volume e ad alta velocità Un optional assai utile è il sistema elettrostatico

Il termine nebulizzatore è sinonimo di atomizzatore, ma in genere viene utilizzato per indicare una vasta ed eterogenea gamma di attrezzature di media piccola dimensione Fra i nebulizzatori si trovano le attrezzature che più si prestano ai trattamenti all’interno dei locali

Bibliografia essenziale consultata

Meccanica agraria – di Giuseppe Pellizzi – vol II – edagricole

Piccola enciclopedia di meccanica agraria – a cura di ESSO Italia – ed fuori commercio Guida alla disinfestazione – di Augusto Scirocchi – ed CESI

Disinfezione e sterilizzazione – vol II disinfettanti e sterilizzanti chimici – AA vari – ed Libreria Cortina

Corso di applicazione aeree con esercitazioni pratiche con Pilatus Porter – CIBA GEIGYAeroporto dell’Urbe – Roma

Appunti manoscritti di dinamica dei fluidi –Corso UNITORINO Linee guida per il corretto utilizzo degli antisettici-disinfettanti – Gianfranco Finzi e AA – Edicom – MI Miasmi ed umori “ecologia e condizioni sanitarie in Toscana nel Seicento – Carlo M Cipolla – il Mulino

SARS il virus globale – Sandro Calvani – ed Monti

Considerazioni normative e tecniche sui servizi di sanificazione mediante l’impiego di ozono durante la pandemia Sars-Cov-2 (Covid19) di P Guerra – D Fiore – G Campiglione (introduzione M Benedetti) a cura di ANID – Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione

Procedure di sanificazione: sintesi della circolare ministeriale del 22.05.2020 che confermano le indicazioni e i contenuti delle lezioni di AIDPI - Associazione Imprese di Disinfestazione Professionali Italiane con Sinergitech

Ultra Basso Volume – per definizione dovremmo essere nel ULV ma alcuni modelli possono rientrare anche ne VLV

Sistema bifase: un liquido viene fatto passare in un ugello di tipo speciale in cui passa un volume d’aria messo in pressione da un compressore o da un soffiatore

Manuali, a motore elettrico (a corrente continua o alternata) e a motore a scoppio Potenze da 1 CV a 50 CV Tipo di erogazione = un mix di micro-gocce grossolane e piccole micro-gocce

Motore a scoppio Potenze da 2,5 CV a 90 CV Tipo di erogazione = un mix di micro-gocce grossolane e microgocce molto piccole Tutto dipende dagli ugelli

In genere sono azionati da motori ad elettricità alternata Ricordo che la potenza di un motore elettrico si misura in Watt (W)

Tipo di erogazione = un mix di micro-gocce di media grandezza e micro-gocce molto piccole In queste attrezzature il flusso d’aria è fisso mentre si può regolare la portata del liquido erogato Più si aumenta la portata più le gocce diventano grossolane più si diminuisce la quantità di liquido erogato più le gocce diventano piccole

Le motorizzazioni in genere sono a motore elettrico Le microgocce sono assai piccole e di diametro omogeneo In alcuni casi è bene utilizzare liquidi a basso indice di vaporabilità

risulta molto bagnata soprattutto se è impermeabile

passa da un microfilm ben visibile a una superficie appena umida VLV – volume molto basso (termine ormai in disuso e inglobato nel LV)

da una superficie appena umida a un velo di umidità al limite del visibile ULV – ultra-basso volume 0,5 0,5 da un velo di umidità al limite del visibile al praticamente invisibile Queste micro-gocce sono suscettibili ai moti browniani (*)

(§): nel VLV e ancor più nell’ULV la micronizzazione deve essere spinta e omogenea nel tipo di erogazione (dai 10 µ a 5 µ) (*): Con il termine moto browniano si fa riferimento al moto disordinato di particelle sufficientemente piccole presenti in fluidi o sospensioni fluide

S S ANI F ICA Z IONE XLII DIMENSIONE PULITO | 05/2020
Definizione caratteristiche Annotazioni Micron - µ - µm Micrometro 1 µm = 1×10−6 m Un milionesimo di metro Un millesimo di millimetro
/1000
60 60 la
MV –
20 ÷ 60 20 ÷ 60
5
TIPO DI TRATTAMENTO (§) L
MQ ML/1 MQ HV
alto volume
superficie
medio volume
la superficie può risultare da molto bagnata a un microfilm ben visibile LV – basso volume
÷ 20 5 ÷ 20 si
0,5 ÷ 5 0,5 ÷ 5

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La soluzione di TTS per una sanificazione EFFICACE

Le procedure anti-Covid sono molto complesse ma esiste una pratica ricorrente per le attività caratterizzate da un’alta rotazione di clienti: sanificare dopo ogni utilizzo.

Questo vale per bar, ristoranti e gelaterie: tutto quello che viene toccato o esposto alle fameliche droplets deve essere igienizzato prima che un altro cliente possa entrarvi in contatto, correndo il rischio di contagiarsi La sanificazione non dovrebbe limitarsi al tavolo, è infatti dimostrato che le mani sono il primo veicolo di contaminazione, è necessario quindi prestare attenzione anche a braccioli e schienali delle sedie Questa procedura, oltre a rassicurare i clienti e mettere a loro agio i prossimi occupanti di tavoli e sedie, fa la differenza nel contenimento della diffusione del virus. TTS ha sviluppato dei panni TNT usa e getta 32x28 cm per rendere la sanificazione delle superfici semplice e immediata Il sistema proposto garantisce l’efficacia dell’igienizzazione, impedendo che un panno non adeguatamente igienizzato tra una superficie e l’altra si tramuti nel mezzo di diffusione delle cariche virali. I panni usa e getta sono disponibili in rotolo da 90 strappi e si distinguono per l’ottima autonomia Il rotolo è fornito secco, non è quindi soggetto a scadenza e può essere impregnato in pochi istanti La preparazione avviene in comodi secchielli con coperchio ad estrazione centrale dei panni che ne facilita lo strappo.

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Quando “IL VIRUS” e le Blattelle decidono di COABITARE

Ci troviamo nella cucina di un ristorante annesso a un piccolo albergo delle Prealpi Lombarde che si appresta a riaprire

Le disposizioni che vincoleranno la riapertura lasciano parecchie perplessità al gestore dell’albergo, piuttosto dubbioso sul come i clienti le accetteranno. Il clima non è dei migliori, sola nota positiva è che a disposizione c’è un ampio spazio all’aperto Ma al di là dei comprensibili malumori c’è la necessità di recuperare la funzionalità dei locali. Il tecnico disinfestatore è solo e si prepara alla sanificazione bardandosi come un astronauta A metà della vestizione viene raggiunto dal titolare che, sconsolato, dice che la cucina è infestata da blattelle, che dovrebbe essere oltre che sanificata anche pulita, ma la signora che abitualmente si dedica a questa mansione ha paura del virus Ogni rassicurazione sul fatto che il locale è restato vuoto per giorni e giorni è inutile Per cui eccomi interpellata via telefono con ampia documentazione video (in tempo reale).

RISORSE TECNICHE

Pompa professionale in acciaio inox a carica manuale da 10 I con prolunga a spirale, un atomizzatore a motore spalleggiato con tromboncino di erogazione a basso volume, un

nebulizzatore elettrico e un paio di piccoli spruzzatori manuali (si tratta di spruzzette professionali) Prodotti insetticidi vari fra cui dei micro-incapsulati e micro-emulsioni in base acqua, concentrati e pronti all’uso, bombole a beccuccio e una pistola

erogatrice per gel e relativi formulati Disinfettanti: quaternari ad attività virucida dichiarata in etichetta, perossido di idrogeno al 3% (10 volumi), una mezza confezione da 5 I di un clororganico per pavimenti più un sapone liquido disinfettante.

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Disinfestazione rapida e sicura degli ambienti interni.

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ASPETTI PSICOLOGICI

Va detto, come afferma la scuola francese, che oltre ai vari tipi di lotta più o meno certificati c’è anche la “lotta psicologica” e nel nostro caso si è concretizzata in tutta la sua magnificenza Il gestore vuole rassicurare la signora che divulgherà la cosa al resto del personale e anche i cittadini del paesino che dalle finestre stanno osservando le tre persone che, con mascherina, si sbracciano a distanza di sicurezza. La decisione è di fare bene, fare scena, senza badare a spese ma senza esagerare

ATTO PRIMO

Viene utilizzato l’atomizzatore caricato con una soluzione allo 0,5% di quaternario (un ottimo Quat con i giusti radicali) e pronti via Il tecnico entra bardato come un esploratore spaziale con maschera facciale e super filtro e atomizza tutti gli ambienti, comprese le cantine e la veranda vetrata. Ciò fatto esce e recupera il poco formulato rimasto risciacquando anche il serbatoio Verrà utilizzato nella pompa a spalle con i giusti rabbocchi

ATTO SECONDO

Il disinfestatore entra con la pompa a spalla caricata con un prodotto abbattente e una bomboletta ed effettua una deblattizzazione capillare impianti elettrici compresi Uscendo, arieggia i locali.

ATTO TERZO

È passato il tempo canonico affinché il disinfettante svolga la sua azione per cui la signora, che intanto si era vestita con camice e guanti (non si capacita di doverne indossare due paia uno sopra l’altro), maschera, occhiali e soprascarpe monouso, entra e fa le pulizie usando per i pavimenti il PMC a base di clororganico e per ripassare le superfici di lavoro dell’alcool denaturato al 70%. Anche in questo caso costei esprime il dubbio che lo si faccia per risparmiare.

ATTO QUARTO

II titolare vuole far capire che sta facendo tutto il possibile e di più! Per cui vuole che si disinfettino anche il prato e le siepi. Il tecnico si rifiuta teme che il disinfettante sia fitotossico per cui si opta per un insetticida antizanzara (che autorizzato anche per il verde pubblico, è una scelta dell’ufficio acquisti aziendale, di cui è responsabile il figlio del proprietario dell’azienda di disinfestazione, giovane perito agrario) Detto fatto si prepara l’atomizzatore e in 20 minuti tutto è fatto La percentuale dell’insetticida è quella più bassa e nella distribuzione si passa via veloci. Comunque, l’effetto scenografico c’è stato e qualche zanzara sarà pur morta

ATTO QUINTO

La signora all’interno non ha ancora finito per cui si decide di mettere qualche capsula anti-Iarvale nei tombini, si lava l’atomizzatore il cui serbatoio era stato svuotato per cui lo si ripone nel camioncino

ATTO SESTO

Si passano i locali con un nebulizzatore elettrico con una portata di 15 I/h caricato con perossido (acqua ossigenata al 3%) e in poco meno di 20 minuti si disinfettano (sanificano) sia le superfici sia l’aria La cosa è possibile in quanto sono erogate goccioline di 20 ÷ 50 µm (micrometro= un millesimo di millimetro).

ATTO SETTIMO

Si dovrebbe anche posizionare del gel per scarafaggi, ma ormai si è fatto tardi per cui si decide di rimandare di qualche giorno. Però il titolare del ristorante, nel firmare la bolla di lavoro, insiste che assieme alla fattura sia inviata una certificazione in cui siano ben specificati i lavori svolti e che tali trattamenti siano conformi alle norme di Leggi e Circolari ministeriali in materia di Sars-Cov-2. Per giunta pretende che sia menzionato anche l’intervento della “dottoressa” Cioè il mio!

QUESTIONI IN SOSPESO

A parte il posizionamento del gel da completare il Cliente vorrebbe aggiornare il contratto aggiungendo la “sanificazione” con cadenza bimestrale) Chiede inoltre un parere relativo agli ozonizzatori in confronto alle bombolette disinfettanti a svuotamento totale per le camere dell’albergo che sarebbero gestite dal personale alle camere nel momento in cui il Cliente lascia l’albergo Mi disimpegno dicendo che per l’ozono gli suggerisco di prendere visione della circolare ministeriale del 22.05.2020 e che lo terrò informato su eventuali aggiornamenti mentre per le bombolette fa fede il testo dell’etichetta coerente con la disinfezione batterica-fungina quindi utili come post sanificazione.

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INQUADRAMENTO

Classe Ordine Famiglia

DIMENSIONI Ooteca Adulto

CARATTERISTICHE

Piccola scure sono con facilità zampe hanno in tutta

HABITAT Ambienti ospedali particolare distributori industriali macchine

ABITUDINI Onnivora rilegature, carta da parati, cuoio

CICLO BIOLOGICO

Uovo neanide ninfa adulto (vive 128-153 gg) Durata del ciclo: 50-300 giorni Schiusura ooteca: dopo 14-20 giorni dalla deposizione

N° generazioni/anno: policiclico

N° uova femmina: 4-8 ooteche, contenenti circa 40 uova ciascuna Svernamento:in ambienti confinati i cicli sono continui

LIMITI TERMICI PER LO SVILUPPO

Temperatura ottimale: 30-33°C

Sigillatura crepe, cavità e fessure, con particolare riguardo a battiscopa, paraspigoli, controsoffittature, ecc

Formulati

Biocidi e PMC specifici a bassa tossicità e/o esche in gel (attenersi alle indicazioni in etichetta e predere visione della scheda di sicureritici)

Calendario dei trattamenti: Eseguire 3-7 interventi all’anno, fino a 13 in caso di forte infestazione, con i primi 2 ravvicinati a 15-20 gg l’uno dall’altro I periodi critici sono quelli che coincidono con l’accensione e lo spegnimento degli impianti di riscaldamento.

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Z IONE L DIMENSIONE PULITO | 05/2020
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Specializzata nella costruzione di macchine per la disinfestazione urbana e per il trattamento del verde pubblico e privato, SPRAY TEAM propone una vasta serie di macchine che permettono di far fronte ai piccoli e grandi interventi come la saturazione d’ambiente con termo nebbia o ULV nebbia fredda.

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SPRAY TEAM essendo una ditta certificata, intende applicare e migliorare costantemente il proprio Sistema di Gestione della Qualità aziendale, in riferimento alla norma UNI EN ISO 9001:2008.

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SPRAY TEAM SRL Via Cento, 42/d 44049 Vigarano Mainarda FE Tel. 0532–737013 Fax 0532–739189 P.I. 01980350381 E-mail: info@sprayteam.it Sito Internet: www.sprayteam.it

Il LUMITESTER, bioluminometro per la verifica dell’IGIENE delle SUPERFICI

L’igiene ambientale è fondamentale per prevenire la diffusione di agenti patogeni, ecco perché è importante verificare l’efficacia delle procedure di pulizia e sanificazione Kikkoman ha sviluppato un innovativo test per il monitoraggio dell’igiene, che offre un rilevamento e una sensibilità più elevati: la tecnologia brevettata “A3” ha dimostrato di individuare residui e microorganismi là dove altri sistemi falliscono

In generale, iI bioluminometro è uno strumentino portatile che consente di verificare istantaneamente la contaminazione microbica su una superficie o in un liquido, per mezzo di una reazione di bioluminescenza II bioluminometro raccoglie un segnale luminoso emesso da un tampone che è stato strisciato sulla superficie o inserito nel liquido da esaminare Il tampone assorbe I’ATP, una molecola presente in tutti gli organismi con metabolismo, che reagisce con il mix di reagenti presente sul tampone stesso (luciferina e luciferasi). La reazione che si sviluppa porta alla produzione di luce, la cui intensità viene misurata dal bioluminometro e convertita in un numero sul display Maggiore è la contaminazione microbica, maggiore è la quantità di ATP e quindi il valore indicato dal bioluminometro

A3 - CHIMICA

ALL‘AVANGUARDIA

Sia che la contaminazione derivi da biofilm, da batteri o da fluidi corporei, l‘analisi ATP è un test universalmente riconosciuto per la verifica dei protocolli di pulizia Nonostante questo, l‘ATP può essere instabile e degradare in ADP e AMP. I bioluminometri che rilevano solamente l‘ATP non offrono un quadro completo e potrebbero dare ingannevoli risultati negativi La tecnologia utilizzata dal tester con i tamponcini Lucipac individua ATP+ADP+AMP tendo maggiore affidabilità www.kairosafe

CHE COSA SIGNIFICANO

LE SIGLE ATP, ADP E AMP?

ATP (adenosina trifosfato) è la principale molecola coinvolta nel metabolismo degli organismi viventi. ADP (adenosina difosfato) e AMP (adenosina monofosfato) sono generate dai processi di degradazione dell’ATP, quali ad esempio il trattamento termico e la fermentazione

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Lavanderie INDUSTRIALI: caratteristiche, STRUTTURA e andamento del SETTORE

Analizziamo la situazione attuale di quest’area di mercato, soffermandoci anche sulla sua composizione e sulle dinamiche che la influenzano a cura di Simone Ciapparelli

Il settore delle lavanderie industriali è caratterizzato da una concorrenza elevata, a causa della presenza di numerosi operatori, nelle aree della Sanità, dell’Alberghiero e Ristorazione, e nel segmento del lavanolo La competizione è essenzialmente basata sul prezzo, ad eccezione di alcuni ambiti, in cui è molto più rilevante la qualità del servizio erogato Il giro d’affari del settore si è attestato sui 1.646 milioni di euro nel 2018 (+1,5% rispetto al 2017), con un trend in crescita, ma con tassi più contenuti, a causa del rallentamento del quadro macroeconomico nazionale

Le tre aree che lo compongono sono state caratterizzate da anda-

menti differenti: l’area della Sanità, che rappresenta quasi il 46% del fatturato settoriale, è stata influenzata dalla riorganizzazione in ambito sanitario, ed evidenzia un calo, mentre risultano in aumento le altre due aree, Alberghiero e Ristorazione e Collettività e Industria La prima in

particolare, che rappresenta il 38,8% del fatturato settoriale, beneficia della crescita del settore turistico, mentre il segmento Collettività e Industria (15,3% del totale) conserva un trend positivo, influenzato dalla crescente attenzione alla sicurezza dei processi produttivi

Tab 1.

S ANALISI DI MERCATO LIV DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE HORECA
IL SETTORE DELLE LAVANDERIE INDUSTRIALI IN ITALIA Dati in milioni di euro, variazioni percentuali Previsioni Var % Var % Var % Var % 2016 2017 2018 2019 2020 17/16 18/17 19/18 20/19 Sanità 759,0 765,0 756,0 748,0 741,0 0,8 -1,2 -1,1 -0,9 Alberghiero e Ristorazione 590,0 615,0 639,0 658,0 675,0 4,2 3,9 3,0 2,6 Collettività e Industria (a) 231,0 242,0 251,0 258,0 263,0 4,8 3,7 2,8 1,9 Fatturato 1.580,0 1.622,0 1.646,0 1.664,0 1.679,0 2,7 1,5 1,1 0,9 a)- comprende industria, commercio, servizi, scuole, istituti di pena, comunità militari, socialie religiose Fonte: elaborazione Cerved- Databank su fonti varie
IL SETTORE DELLE LAVANDERIE INDUSTRIALI IN ITALIA, AREA D'AFFARI SANITA' Dati in milioni di euro, variazioni percentuali Previsioni Var % Var % Var % Var % 2016 2017 2018 2019 2020 2017/2016 2018/2017 2019/2018 2020/2019
Tab 2.

In particolare l’area Sanità si è attestata sui 756 milioni di euro (-1,2%), con il segmento del lavanolo, il principale in termini di giro d’affari, che ha registrato un calo del 2%, mentre i servizi di sterilizzazione biancheria e strumenti chirurgici sono cresciuti rispettivamente dell’1,2% e del 2,2%. Per il 2019 si prevede un andamento ancora positivo del settore, ma con tassi differenziati dei tre segmenti individuati: si attende un ulteriore calo del lavanolo (-1,7%), e la crescita (+1,6%) della sterilizzazione di strumenti chirurgici A causa dell’andamento positivo del settore turistico, ci si aspetta un ulteriore incremento (+3%) dell’Alberghiero e della Ristorazione. L’area Collettività e Industria

Sanità pubblicae privata (strutture ospedaliere, cliniche, istituti di cura), a sua volta segmentabile

sterilizzazione strumentario chirurgico; sterilizzazione biancheria; Alberghiero e Ristorazione; Collettivitàe Industria (industria/commercio/servizi, scuole, istituti di pena, comunità militari religiose).

lavanolo; sterilizzazione strumentario chirurgico; sterilizzazione biancheria; Alberghiero e Ristorazione; Collettivitàe Industria (industria/commercio/servizi, scuole, istituti di pena, comunità militari, sociali e religiose).

Tab 3.

Tab 3.

RIPARTIZIONE DEL SETTORE DELLE LAVANDERIE INDUSTRIALI PER SEGMENTO, 2018 (%)

RIPARTIZIONE DEL SETTORE DELLE LAVANDERIE INDUSTRIALI PER SEGMENTO, 2018 (%)

Segmento

Segmento

Inc %

Sanità 45,9

Inc %

Sanità 45,9

Aberghieroe Ristorazione 38,8 Collettivitàe Industria 15,3

Totale 100,0

Aberghieroe Ristorazione 38,8 Collettivitàe Industria 15,3

Fonte: elaborazioni Cerved- Databank su fonti varie

Totale 100,0

Fonte: elaborazioni Cerved- Databank su fonti varie

mostrerà un aumento del 2,8% per la crescente attenzione e importanza degli abiti da lavoro e dei DPI e per l’incremento dell’outsourcing.

DESCRIZIONE E SEGMENTAZIONE DEL SETTORE

Le imprese che operano in questo ambito erogano prevalentemente servizi di pulizia, disinfezione e sterilizzazione e noleggio. L’attività delle lavanderie industriali, comprensiva anche del noleggio, riguarda biancheria piana (asciugamani, tende, lenzuola, federe, ecc), tappeti, piumoni, materassi e guanciali, abiti da lavoro e DPI, set sterili per sala operatoria.

Le lavanderie industriali che attuano esclusivamente o prevalentemente l’attività di finissaggio e lavaggio per l’industria tessile sono escluse dall’analisi

Il settore è suddivisibile nei seguenti segmenti, in relazione al servizio erogato e al mercato finale di riferimento:

Sanità pubblica e privata (strutture ospedaliere, cliniche, istituti di cura), che può a sua volta essere segmentata in lavanolo, sterilizzazione di strumentazione chirurgica, sterilizzazione biancheria

Alberghiero e Ristorazione Collettività e Industria (industria/commercio/servizi, scuole, istituti di pena, comunità militari, sociali e religiose)

CARATTERISTICHE E ANALISI DELLA DOMANDA: COMMITTENZA PUBBLICA E PRIVATA

I principali elementi che influenzano la domanda di servizi di lavanderia industriale sono: quadro economico generale; scelte di politica economica nazionale, come risorse destinate alla sanità pubblica e tagli alla spesa sanitaria; scelte e strategie delle aziende clienti in ambito delle politiche di outsourcing; evoluzione della struttura industriale e commerciale nazionale (chiusura di attività, fallimenti, ridimensionamenti produttivi); introduzione di prodotti alternativi, come ad esempio il monouso nel settore della ristorazione

La domanda del settore è costituita da soggetti privati e pubblici che decidono di esternalizzare certi servizi no core, risolvendo così problematiche legate ad esempio all’utilizzo di personale dedicato, alla dotazione di macchinari e spazi specifici, o all’adempimento di normative ambientali.

I potenziali clienti per le lavanderie industriali sono: strutture sanitarie pubbliche e private, case di riposo, alberghi, ristoranti, bar, industrie di trasformazione, commercio e servizi in genere, scuole pubbliche e private, istituti e realtà il cui personale indossa divise e uniformi.

05/2020 | DIMENSIONE PULITO LV
suddivisibile nei seguenti segmenti:
in:

SPECIALE HORECA

ANALISI DI MERCATO

Il cliente pubblico e il cliente privato hanno caratteristiche e dinamiche diverse: la committenza pubblica si interfaccia con pochi e consolidati fornitori, che seleziona emettendo bandi che stabiliscono requisiti tecnici precisi Le commesse gestite sono pluriennali, e tendono ad essere rinnovate col tempo

La domanda pubblica è generalmente più stabile di quella privata, perché non applica strategie di delocalizzazione.

Le Leggi Finanziarie degli ultimi anni hanno tuttavia imposto vincoli alla spesa sanitaria, inducendo gli Enti ospedalieri a ridurre la spesa per i servizi, scaricando sui fornitori degli stessi la ricerca di migliore efficienza, attraverso richieste di sconto o tramite la proroga dei contratti in essere, evitando di indire nuovi bandi che permetterebbero di adeguare i prezzi delle commesse alla dinamica dei costi industriali.

Pur dando la garanzia del credito, i clienti pubblici hanno di solito tempi di pagamento generalmente molto più lunghi rispetto alla clientela privata

La committenza privata non è obbligata ad indire gare pubbliche e può quindi scegliere liberamente i propri fornitori sul libero mercato senza vincoli particolari, creando così concorrenza tra le imprese Nel settore alberghiero, la domanda è anche influenzata dall’andamento dei flussi turistici.

ANALISI E CARATTERISTICHE DELL’OFFERTA

La struttura dell’offerta è caratterizzata dalla presenza rilevante di società di piccola dimensione e a carattere locale Lo scenario competitivo nazionale, nel quale operano 1.173 imprese, vede la presenza di: pochi grandi gruppi industriali e cooperativi, che operano su scala nazionale, caratterizzati da

struttura organizzativa integrata e complessa; poche aziende di medio-grandi dimensioni controllate da multinazionali; un elevato numero di piccole e medie aziende, prevalentemente specializzate in un’area di business; un numero preponderante di micro-aziende attive in ambito locale, in particolare nell’area alberghiero e ristorazione, che rappresentano la tipologia prevalente dell’offerta settoriale

Mentre le aziende leader operano su tutto il territorio nazionale, cercando di spingersi anche sui mercati esteri, la maggior parte delle aziende del settore è attiva nell’ambito della propria regione e possiede solamente un sito produttivo Nel settore operano prevalentemente aziende specializzate nell’attività di lavanderia industriale, includendo il noleggio e i servizi di sterilizzazione biancheria e strumenti chirurgici Il livello di specializzazione è fondamentale nell’erogazione di alcuni servizi di lavanderia industriale, per i quali sono necessari l’impiego di

particolari macchinari, ad esempio nell’ambito della sterilizzazione, e il rispetto di procedure controllate e standardizzate.

Le aziende diversificate sono attive, nella maggior parte dei casi, nella vendita di prodotti e servizi affini al core business, come biancheria, abiti da lavoro e DPI, prodotti per la pulizia e l’igiene, panni per la pulizia industriale.

SCELTE STRATEGICHE DELLE IMPRESE DEL SETTORE

Le principali scelte strategiche delle imprese del settore riguardano l’ampliamento della gamma e dei mercati di sbocco, la razionalizzazione dei costi, gli investimenti nella qualità del servizio

Le strategie di prodotto perseguite negli ultimi anni riguardano l’ampliamento della loro gamma, anche tramite l’introduzione di servizi e prodotti complementari che consentano di proporre un’offerta completa e acquisire nuova clientela Ad esempio, l’introduzione nel settore della Ristorazione di prodotti che contrastino il possibile impatto negativo sull’ambiente degli articoli monouso, molto diffusi in questo segmento.

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LVI DIMENSIONE PULITO | 05/2020

Le imprese puntano inoltre sull’ampliamento del raggio d’azione, acquisendo commesse al di fuori dell’abituale mercato geografico allargandosi a mercati extra-regionali, per le medie-piccole aziende, e ai mercati esteri, nel caso delle aziende maggiori. Le aziende di media-piccola dimensione cercano di ampliare il raggio d’azione anche tramite aggregazione in consorzi o adesione a cooperative e ATI, mentre quelle grandi effettuano acquisizioni al fine di inglobare in modo diretto strutture, competenze e rapporti commerciali già esistenti, oltre ad ampliare i mercati di sbocco penetrando in nuovi segmenti del mercato

L’adozione, da parte delle piccole aziende, di politiche commerciali basate sul prezzo, ha causato un abbassamento delle tariffe medie Questo ha spinto quindi le grandi imprese a puntare soprattutto sulla qualità dei servizi offerti

Le strategie di visibilità adottate dalle aziende rimangono molto contenute e si sostanziano in attività di comunicazione istituzionale, organizzazione di eventi e convention con clienti e stakeholder; a ciò si aggiunge l’acquisizione delle certificazioni necessarie per operare in alcuni mercati critici (Pubblica Amministrazione, Sanità, industria), certificazioni riguardanti sia il processo industriale (qualità, ambiente, sicurezza), che l’ambito sociale (bilancio etico)

OPPORTUNITÀ E RISCHI

FUTURI

Le opportunità per le aziende del settore si evidenziano nei termini dell’andamento positivo del settore turistico in Italia, per quanto riguarda l’area Alberghiero e Ristorazione, nello sviluppo sviluppo di servizi, per quanto riguarda la Sanità, e, nel caso dell’area Industria e Collettività, crescente attenzione alla sicurezza dei processi produttivi che riguardano lo sviluppo del servizio di noleggio, trattamento e ricondizionamento degli abiti da lavoro.

PRINCIPALI

Tab 4. PRINCIPALI OPERATORI NAZIONALI Dati in migliaia di euro

Fornitura di servizi di lavanderia industrialee lavanolo. Sterilizzazione biancheria e strumentario chirurgico 2017 253.889 5,45

Fornitura di servizi di lavanderia industrialee lavanolo. Sterilizzazione biancheria e strumentario chirurgico 2017 129.968 -3,23

ALSCO ITALIA SRL (1) Alsco Inc (USA)

SYSTEM MANAGEMENT SERVICES

Lavaggioe manutenzione diindumenti da lavoro professionalie di biancheria 2017 109.291 5,24

SPA DI CUI System Management Services Noleggioe lavaggio di biancheria per alberghie grandi comunità 2017 100.258 4,62

HOTELSERVICE

SRL System Management Services Noleggioe lavaggio di biancheria per alberghie grandi comunità 2017 54.910 2,44

SO.GE.SI SPA Fam Nardi Lavanolo biancheria ed abiti da lavoro, servizi di sterilizzazione 2017 68.698 1,80

MEWA SRL Mewa Textil-Service Gmbh (A) Lavaggioe noleggio d panni tecnici edi indumenti da lavoro professionali 2017 47.299 6,33

INITIAL ITALIA SPA (1) Rentokil Initial 1927 Plc (UK) Lavanolo 2016 45.715 0,52 NIVEA SPALAVANDERIE INDUSTRIALI DI CUI Fam Ferraguti Lavaggioe noleggio di biancheria 2017 43.754 n.s.

DEMI SPA Fam Ferraguti Lavanderie industriali 2017 15.525 3,72

ELIS ITALIA SPA Maj (FR) Noleggioe lavaggio di biancheria, abiti da lavoro, apparecchi sanitari tappeti 2017 27.916 1,80

AMERICAN LAUNDRY OSPEDALIERA SPA Fam Buonafede Servizi d lavanderia industriale per ospedali 2017 20.901 -3,70

HOSPITAL SERVICE SRL Fam Colasante Lavanderie industriali, noleggio e vendita di biancheria ospedaliera 2017 20.492 -1,40

GRADO DI CONCENTRAZIONE E CONCORRENZA ALL’INTERNO DEL MERCATO

La concentrazione dei primi quattro operatori varia a seconde delle diverse aree di mercato Nel segmento della sanità è più alta della media (nei servizi di sterilizzazione i primi quattro operatori superano l’80% del totale); nell’area Alberghiero e Ristorazione il mercato è frammentato, con un numero di operatori superiore a quello delle altre aree e con le prime quattro aziende/gruppi che rappresentano poco più del 21% del fatturato; nell’area Collettività/Industria i primi 4 operatori detengono poco più del 56% del fatturato Nei servizi di lavanolo nell’area Sanità e nell’area Alberghiero/Ristorazione il livello della concorrenza è elevato, a causa della presenza di un alto numero di operatori, mentre è minore nei servizi di sterilizzazione, dove il numero dei competitor è contenuto

Il prezzo si conferma un fattore di scelta fondamentale, ad eccezione di alcuni segmenti di domanda, come DPI, sterilizzazione e servizi integrati per la Sanità, per i quali sono più rilevanti le caratteristiche qualitative dei servizi erogati Le principali imprese del settore puntano sulla qualità e completezza del servizio offerto, mentre quelle medio-piccole fanno leva soprattutto su politiche di prezzi bassi

Eventuali minacce per il settore possono concretizzarsi nel caso si sviluppi una concorrenza elevata e basata prevalentemente sul prezzo, nei tempi di pagamento elevati della Pubblica Amministrazione, in particolare della Sanità, che determinano un’alta esposizione finan-

ziaria per le aziende del settore, nell’utilizzo di prodotti monouso nell’ambito della ristorazione e, infine, nella razionalizzazione delle risorse in ambito sanitario, con la conseguente riduzione delle spese per acquisizione di servizi da parte delle strutture ospedaliere

05/2020 | DIMENSIONE PULITO LVII
7.2
OPERATORI
Aziende Gruppo
Attività Anno Fatturato Var % rispetto all'anno precedente
SERVIZI ITALIA SPA CoopService SERVIZI OSPEDALIERI SPA Manutencoop

Biancheria in tessuto o monouso,COSA È MEGLIO?

Alcuni prediligono il monouso in carta o TNT, sostenendo la maggiore igienicità di questi prodotti: il tessuto sembra però essere, sotto molti aspetti, la soluzione migliore

In considerazione della necessità di garantire al cliente un prodotto che sia perfettamente igienizzato, si discute spesso se sia meglio usare biancheria in stoffa, oppure tovaglie e tovaglioli in carta

o in TNT (sigla che sta per tessuto non tessuto, un prodotto industriale simile a un tessuto, ma ottenuto con procedimenti diversi dalla tessitura) Queste due alternative alla stoffa sono a volte, erroneamente, con-

siderate più igieniche, perchè sono monouso e vengono cambiate di volta in volta Questa considerazione è però inesatta, per via di diversi fattori. Innanzitutto, la biancheria monouso non è provvista di un

S LAVANDERIE INDUSTRIALI LVIII DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE
HORECA

certificato che ne attesti la perfetta igiene: soprattutto in un momento come quello attuale, è preferibile l’uso della biancheria in tessuto, che viene consegnata agli utilizzatori corredata di un certificato di processo igienizzante, in conformità alle direttive Anti-Covid-19 emesse dal Ministero della Salute Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, il tessuto è indubbiamente da preferire: carta e TNT sono materiali non riciclabili, e vengono classificati come rifiuto indifferenziato L’utilizzo del monouso contribuisce quindi ad incrementare l’inquinamento ambientale e ad appesantire in modo consistente la filiera dello smaltimento dei rifiuti. L’impiego del tessuto comporta un grande risparmio sotto diversi punti di vista, tra i quali il consumo di acqua Lo smaltimento della biancheria in carta o TNT comporta anche un problema di sicurezza per gli operatori: esso infatti deve avvenire tramite dei contenitori in triplo strato, i quali non devo essere compressi, altrimenti l’operatore entrerebbe in contatto con l’aria fuoriuscita dal contenitore, aumentando di conseguenza un eventuale rischio di contagio, se la biancheria dovesse essere infetta. Inoltre, la gestione come rifiuto

IMPORTANZA E CARATTERISTICHE DELLA STIRATURA INDUSTRIALE

La stiratura industriale è un tipo di stiratura professionale che impiega le migliori tecniche e prodotti Questo servizio è pensato per soddisfare esigenze elevate in termini di quantità e qualità, come quelle di catene alberghiere, ospedali, e sale di ricevimento Questo tipo di stiratura è impostato in modo da riuscire a evadere una grande mole di lavoro, utilizzando tecniche diverse e più efficienti rispetto a quelle che caratterizzano la stiratura standard, e consentono di lavorare a grande velocità mantenendo un livello di qualità elevato Le procedure di lavoro di una lavanderia industriale sono quindi molto diverse da quelle adottate da una lavanderia semplice, dovendo accontentare clienti che dirigono strutture di grandi dimensioni Esistono perciò delle regole base che caratterizzano la stiratura industriale e consentono di ottenere un risultato di qualità La regolazione della temperatura e del vapore è un elemento imprescindibile: se ben gestita, gioca un ruolo importantissimo, e garantisce la sterilizzazione della biancheria, oltre ad un risultato finale di alta qualità Più di tutti gli altri, sono i capi e gli elementi di biancheria che vengono riutilizzati numerose volte, come ad esempio le lenzuola negli hotel, a necessitare di interventi di sterilizzazione adeguati Bisogna però tenere presente che non tutti i capi amano le alte temperature, come ad esempio la seta I macchinari utilizzati per la stiratura sono delle presse da stiro, che consentono di stirare un elevato numero di capi in poco tempo e sono calibrabili a varie temperature, scegliendo anche la quantità di vapore da usare, in modo da adattarsi a qualunque tipo di capo Ma quali sono le fasi che caratterizzano il processo di stiratura industriale?

Per prima cosa, i capi vengono estratti dai contenitori, sbustati, stesi sugli appendini e collocati negli stand È ora il momento del controllo di qualità, per scartare i capi fallati o macchiati. I capi scartati a causa di macchie, vengono smacchiati in appositi smacchiatori, dopodiché vengono reinseriti nel ciclo di lavorazione Ogni gruppo di capi viene identificato da un cartellino che ne presenta tutte le caratteristiche In seguito, un sistema di trasporto automatico conduce i capi nel tunnel dove, attraverso getti di vapore e l’azione di pressione di alcuni rulli, vengono stirati e ricondizionati con un trattamento igienizzante e deodorante, poi lasciati ad evaporare e ad arieggiare In casi specifici i capi possono essere stirati a mano, utilizzando ferri da stiro industriali, con l’ausilio di appositi manichini o di topper per la stiratura dei pantaloni Una volta raffreddati, i capi vengono imbustati, singolarmente o a gruppi; per capi di particolare pregio, si può eseguire l’imbustatura a mano

indifferenziato in contenitori triplo strato non comprimibili genera dei costi di smaltimento che si aggirano dai 40 ai 60 centesimi al pezzo Viceversa, la biancheria può essere riutilizzata molte volte e non rappresenta un problema di stoccaggio, perché le lavanderie passano più volte a settimana per ritirare lo sporco e consegnare il pulito. L’utilizzo della biancheria in tessuto

è quindi fortemente consigliato rispetto a quello della carta o del TNT: oltre a fornire un livello qualitativo decisamente inferiore, questi due materiali hanno un costo superiore e rappresentano un problema ambientale di non poco conto, sia dal punto di vista dello smaltimento, che da quello del contributo all’inquinamento.

05/2020 | DIMENSIONE PULITO LIX
Marcello Falvo
www.falvo.info

La MICROFIBRA che combatte i BATTERI

Negli ambienti destinati al pubblico e all’hospitality in questo periodo particolare è estremamente indispensabile attuare ancor di più la massima sanificazione e un’igiene accurata. Essecinque propone il Panno Antibatterico, un panno altamente innovativo perché è prodotto con fibra superficie,

S PRODOTTI PER L’IGIENE SPECIALE
HORECA
suo uso
Essecinque offre tutti gli articoli per la pulizia in cotone e nelle altre fibre tessili, assieme alle attrezzature correlate. Essecinque offers all the articles of cotton and other textile fibers with the related equipment. Passion for cleaning. www.essecinque.net Personalizzazione del prodotto Product customization Ricerca di nuovi prodotti Research and development of new products Partnership internazionali International partnerships
anche senza utilizzare senta più per 24 ore Il
è

Igiene delle SUPERFICI e della persona

Lo scopo di Diversey è proteggere e prendersi ogni giorno cura delle persone, anche e soprattutto in questo delicato momento di ripartenza La filosofia aziendale si basa sulla convinzione che la pulizia e l’igiene sono essenziali per la vita e per garantire la sua salubrità. Diversey è infatti costantemente impegnata nel fornire ai suoi clienti i prodotti chimici, le macchine, le attrezzature e anche la formazione di cui hanno bisogno In un contesto in cui le raccomandazioni cambiano con molta frequenza, è fondamentale la capacità di aiutare a fare chiarezza, e guidare i clienti nelle scelte più adeguate L’azienda ha realizzato nuove guide e manuali, specifiche per ciascun settore, per orientarsi agevolmente tra le soluzioni proposte e tra le corrette pratiche di igiene e di pulizia da adottare per una corretta sanificazione degli ambienti

DISINFETTANTI A BASE VEGETALE

Diversey consiglia i disinfettanti Sure, dotati di rapida azione virucida, battericida e 100% biodegradabili. Disinfezione e sostenibilità sia per l’igiene delle mani che delle superfici con Sure Cleaner Disinfectant Spray, per la disinfezione di tutte le superfici sia a contatto dei clienti che nelle zone di preparazione alimentare, e Sure Antibac Hand Wash Free, per il lavaggio delle mani con un disinfettante delicato e senza profumo Tutti i prodotti Sure sono a base vegetale, e altamente efficaci senza essere pericolosi per l’utilizzatore. Essi assicurano l’igiene delle superfici e la protezione delle persone, senza rinunciare alla sicurezza del personale e alla sostenibilità ambientale www.diverseyprofessional.it

S PRODOTTI PER L’IGIENE 05/2020 | DIMENSIONE PULITO LXI SPECIALE HORECA
Quando l’ambiente in sono garantite tutto funziona come dovrebbe. cui viviamo è pulito condizioni igieniche curato e le Disinfezione, sicurezza e sostenibilità con SURE Disinfettanti con rapida azione battericida e virucida SURE www.diversey.com © 2020 Diversey, Inc. All Rights Reserved. 85005 it 05/20

HYGIENE Specialist

L’innovativa proposta firmata AEB per affrontare il mercato dopo l’emergenza Covid-19

La pandemia Covid-19, oltre ai lutti e alla crisi economica mondiale, ha costretto e costringe il mondo della ristorazione, e il mondo professionale in generale, a rivedere tutti i protocolli di igiene, le procedure di sanificazione e i comportamenti delle attività commerciali, che fino a poco tempo fa erano focalizzati a evitare contaminazioni da microrganismi patogeni o degradativi in riferimento ai soli prodotti alimentari Oggi bisogna invece considerare tutti i presidi che si devono adottare per evitare anche le possibili contaminazioni tra dipendenti, collaboratori e clienti, non più solo all’interno delle cucine e reparti produttivi, ma in tutto il contesto lavorativo È quindi necessario ripensare completamente il modo di lavorare delle aziende. Per aiutare la clientela Food & Professional ad affrontare questa nuova sfida, AEB offre un piano di formazione su temi microbiologici, legislativi, comportamentali, teorici e pratici relativi alla detergenza e alla disinfezione delle superfici oltre che all’igiene personale Questi corsi sono stati organizzati a livelli crescenti di approfondimento presentando tutte le tematiche inerenti sia il corretto approccio alle pratiche di sanificazione degli ambienti di lavoro, sia le corrette pratiche di igiene personale degli operatori I training sono stati preparati da personale AEB di alta formazione accademica, con esperienza pratica nelle realtà aziendali. Sono pensati tenendo conto dei diversi destinatari: Direzioni di Stabili-

mento, Staff Tecnico e Personale Operativo L’utente finale potrà pertanto scegliere la tipologia di corso più adatto alle proprie esigenze, avendo quindi la possibilità di approfondire in maniera differente tematiche come la fisiologia ed ecologia dei microrganismi con approfondimenti sulla loro capacità di colonizzazione e permanenza negli ambienti, natura e sviluppo del Biofilm e relative pratiche di rimozione e prevenzione; ma anche tematiche più attuali come le metodologie di sanificazione più efficaci per prevenire e contrastare la potenziale diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro, fino all’a-

nalisi e all’approfondimento della legislazione vigente che norma la prevenzione del rischio biologico e la prevenzione della diffusione delle epidemie Questi sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo percorso formativo L’offerta AEB si completa con un piano di audit dei locali (produzioni, uffici, sale riunioni, spogliatoi, spazi comuni) e un documento finale contenente tutti i miglioramenti da implementare per arrivare il più possibile vicini al “Rischio Zero”

S FORMAZIONE LXII DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE HORECA Per saperne di più sul servizio di Hygiene Specialist, vi invitiamo a guardare il video scansionando il QR code presente nell’immagine (link al canale YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=9w8OwnW0A0g) Per ulteriori informazioni rivolgetevi al personale tecnico-commerciale di zona oppure scrivete a hygienespecialist@aeb-group
com

Oggi sul MERCATO

Tecnologia, ricerca, sviluppo: le ultime dal mondo del cleaning

PULITORE A BASE ALCOLICA PER LA PULIZIA E L’IGIENE DELLE SUPERFICI

Kem-Alcool Duo è un pulitore a base alcolica per la pulizia e l’igiene delle superfici. Risponde alle vigenti raccomandazioni ministeriali per la pulizia delle superfici in situazioni epidemiologiche Contiene un equilibrato rapporto tra Etanolo e 2Propanolo per ottimizzare l’effetto igienizzante e detergente È particolarmente indicato per la pulizia degli arredi in ospedali, cliniche, case di riposo e delle attrezzature Inoltre, è adatto per uso su superfici nell’industria alimentare e nella ristorazione perché evapora completamente e non lascia residui Prodotto raccomandato nei piani Kemika per HACCP In corso di registrazione presso il Ministero della Salute come Presidio Medico Chirurgico www.kemikagroup.com

MIRA, UN “SISTEMA POLIVALENTE” PER LE PULIZIE DI FONDO

4CleanPro presenta un sistema che permette di operare in strutture sanitarie, alimentari, industriali, con la massima efficienza e sicurezza non solo per il pubblico ma anche per gli operatori che lo utilizzano quotidianamente. Il sistema è un carrello che dispone di lavasciuga pavimenti - MIRA 40 HEPAcon batterie al litio e filtro Hepa, dotata di un particolare sistema di filtrazione ad elevata efficienza di fluidi (liquidi o gas). Inoltre dispone di una monospazzola a batteria con autonomia 4 ore per superfici e pavimenti e attrezzatura innovativa manuale per lavaggio pavimenti e superfici con monouso o microfibre. In un solo metro quadro e con il solo l’utilizzo di una unità operativa, si possono effettuare operazioni ordinarie e straordinarie, avendo a disposizione tutto l’occorrente Il sistema, studiato ergonomicamente, permette all’operatore di spostarsi anche a pieno carico, con una percezione di peso simile a un normale carrello delle pulizie www.4cleanpro.com

HYGI DOSE, POSTAZIONE PER L’IGIENE DELLE MANI

Hygi Dose di Arco è una postazione per l’igiene delle mani, automatica con funzionamento a fotocellula per il dosaggio di gel igienizzante, con supporto da pavimento acciaio inox Ideale da posizionare nelle immediate vicinanze degli ingressi di locali pubblici, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione quali ospedali, case di cura, scuole, caserme, palestre, piscine, centri benessere, hotel, ristoranti e nel settore agroalimentare Idonea in ambienti HACCP, semplice e funzionale la sua pulizia e sanificazione www.arcochimica.it

S VETRINA 05/2020 | DIMENSIONE PULITO LXIII
SPECIALE HORECA
Loredana Vitulano

SANIPROTEC, LA NUOVA LINEA DI IGIENIZZANTI PRONTOUSO

Per contrastare l’emergenza sanitaria contro COVID-19, Bettari ha messo a punto due nuovi prodotti specifici per l’igiene delle mani e delle superfici SaniProtec EtiXgel è un gel per le mani che garantisce azione detergente e igienizzante in condizioni di assenza di acqua e sapone La soluzione alcolica al 75% lo rende il perfetto alleato per la nostra igiene quotidiana Ideale anche per dosatori automatici SaniProtec EtiXliquid è una invece una soluzione liquida a base di ossigeno attivo e alcol al 75%, pronta all’uso e specifica per igienizzare le superfici senza risciacquarle www.bettari

SANEX DI COMAC: IL PICCOLO SANIFICATORE, ESTREMAMENTE MANEGGEVOLE E COMPATTO

Per la sanificazione degli ambienti di piccole e medie dimensioni Comac ha una soluzione pronta a entrare nelle attività quotidiane: Sanex il piccolo sanificatore estremamente compatto e maneggevole È semplice da usare, basta accenderlo tramite l’apposito interruttore ed è immediatamente pronto a nebulizzare la soluzione tramite la pistola Progettato per adattarsi a diverse esigenze, non solo per le sue dimensioni ma anche perché può essere utilizzato sia con soluzioni sanificanti che disinfettanti o deodoranti, in modo da rendere gli ambienti sicuri ma anche gradevoli. Inoltre, può essere utilizzato anche per sanificare e deodorare gli interni degli abitacoli automobilistici o i circuiti dell’aria condizionata. www comac it

CARRELLI SOLIGHT DI FALPI, ROBUSTEZZA E DESIGN

di housekeeping é un elemento che contribuisce in modo essenziale all’immagine dell’albergo. Per questo Falpi ha progettato la linea dove robustezza, funzionalità ed estetica si in un prodotto dal design raffinato e discreto. , bellezza ed eleganza sono intrinsecamente connesse alla sobrietà di linee, forme e colori, al creare un prodotto quasi “invisibile”, che integra perfettamente con qualsiasi tipo di arredo. L’attenzione a ogni dettaglio, l’estetica raffinata e una struttura in acciaio e alluminio rendono i carrelli Solight uno strumento di lavoro indispensabile in una struttura di lusso, dove i servizi di housekeeping, laundry, ripristino del minibar e couverture devono essere svolti con la massima cura e discrezione. www.falpi.com

COMBY 3000 SI È RIFATTA IL LOOK!

Dimensioni contenute ma performance elevate: questi sono i punti forti della nuova versione Comby 3000 di Sti Grazie al suo vapore a 160°C, può eliminare in pochi secondi il 99% di batteri e con il potente motore di aspirazione riesce ad asciugare perfettamente qualsiasi superficie Ha un corpo compatto in acciaio inossidabile e una potente caldaia a 6 bar È possibile affrontare qualsiasi tipo di pulizia, anche quelle lunghe e difficili, dal momento che Comby 3000 dispone di una caldaia a ricarica automatica Inoltre la funzione detergente si rivela una preziosa alleata in caso di sporco particolarmente complicato www stindustry it

S VETRINA LXIV DIMENSIONE PULITO | 05/2020
SPECIALE HORECA

DISINFEZIONE E IGIENIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI

Copyr amplia la propria linea di bombole aerosol automatizzate con Cooperbacter® Disinfetta & Deodora, disinfettante germicida per tutti gli ambienti in cui è necessario combattere i microrganismi patogeni presenti, come ad esempio ospedali e strutture pubbliche Come per gli insetticidi automatizzati a base di Piretro, la bombola può essere utilizzata in combinazione con gli erogatori automatici Copyrmatic Disinfetta & Deodora è una delle ultime novità sviluppate per la disinfezione degli ambienti all’interno della linea CooperBacter CooperBacter e CooperDermo rappresentano la gamma di soluzioni Copyr per la disinfezione e l’igienizzazione di ambienti, delle superfici e della cute, pensata per gli addetti del settore protezione piante, igiene ambientale ed enti competenti www.copyr.eu

IL PRODOTTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

Come ormai è ben noto, i virus appartenenti alla famiglia dei Coronavirus possono essere contrastati mediante procedure di pulizia con detergenti a base di ipoclorito (candeggina), Perossido di idrogeno (acqua ossigenata), Alcool etilico A tal proposito Itidet propone il detergente a base alcolica Itialchool 70: un multiuso ad alta concentrazione di alcool (70%) che sgrassa ed evapora velocemente, non necessita di risciacquo Raccomandato per l’igienizzazione di tutte le superfici lavabili quali porte, maniglie, interruttori, tavoli, scrivanie, mouse, corrimano ecc Non contiene coloranti ne profumi È idoneo a tutte le attività che operano con procedure di pulizia regolate dall’HACCP Itialcohol 70 è disponibile in flaconi da 1 lt con erogatore www.itidet.it

DOMOFORM PRO-LINE, DETERGENTI IGIENIZZANTI

RubinoChem presenta Domoform Pro-line, una linea di detergenti igienizzanti professionali per ambienti e superfici La linea Domoform Pro-line si divide in versione Idroalcolica in flaconi da 750ml e taniche 4000ml a base di Alcool Etilico 75% in volumi con l’aggiunta o di Benzalconio Cloruro 1%, specifico per il settore Cleaning e Alimentare, o Perossido di Idrogeno 1%, per il settore Estetico e Medicale; in versione Nebulizzabile, in taniche da 4000ml, per l’igienizzazione a largo spettro di strutture pubbliche e private La sua speciale formula ha un alto potere nella rimozione di germi e batteri* e idonea per HACCP *Rimozione di germi e batteri con mera azione meccanica Non è un biocida, è un detergente igienizzante www.rubinochem.it

RIDURRE GLI SPRECHI CON PAPERDÌ

Gli asciugamani in carta Paperdì sono da sempre il perfetto connubio tra qualità e innovazione, con una linea pronta a soddisfare le più svariate esigenze grazie a una ampia gamma costituita da asciugamani con piega a Z, V e C in pura cellulosa e in carta ecologica con differenti grammature e confezionamenti Una tipologia di prodotto che riveste un ruolo fondamentale anche in termini di impatto ambientale: i piegati ad estrazione singola, infatti, se utilizzati con gli appositi dispenser consentono un risparmio del prodotto dal 40 al 50%, con una riduzione al minimo degli sprechi www.paperdi.it

05/2020 | DIMENSIONE PULITO LXV

SANIMAN PROFESSIONAL, NUOVA LINEA DI GEL MANI

T D Group presenta la propria linea di gel mani sanificante, studiata per l’utilizzo con i propri dispenser No Touch Il gel Saniman Professional contiene il 70% di alcool secondo le indicazioni ministeriali, ma anche estratti naturali lenitivi e ingredienti ammorbidenti quali calendula e glicerina che lasciano la pelle morbida anche nel caso di uso frequente Saniman Professional abbina efficacia e sicurezza a una sensazione di piacevole freschezza dopo il suo utilizzo: mani pulite, morbide, profumate Disponibile nei formati da 750 ml e 5 litri www td-group it

DISINFESTAZIONE ANCHE NEGLI ANGOLI PIÙ DIFFICILI

Il termonebbiogeno Foggy ST75 di Spray Team adatto per la disinfestazione contro gli acari e per i trattamenti antilarvali, viene normalmente utilizzato per disinfestazioni in ambienti chiusi come magazzini, stabilimenti, depositi di archivi cartacei e reti fognarie ed è in grado di emettere una nebbia molto fine, leggera e secca, simile al fumo di una sigaretta. Grazie al suo tubo flessibile, consente la disinfestazione anche negli angoli che sono difficilmente raggiungibili con i sistemi tradizionali. È un’unità autonoma a carrello piccola ma potente con una grande praticità d’impiego. Il motore, monocilindrico a due tempi, ha una cilindrata di 60 cc a 6000 rpm. L’avviamento avviene con fune autoavvolgente, l’accensione è elettronica. Il serbatoio in acciaio inox ha una capacità di 9 litri ed è indipendente dal gruppo, facilmente estraibile per essere utilizzato come pompa a pressione a spalla. www.sprayteam.it

E-SPRAY: PISTOLA SPRAY PROFESSIONALE DI FIMAP

E-Spray è una pistola spray professionale che sfrutta il principio dell’induzione elettrostatica per distribuire sulle superfici soluzioni igienizzanti in modo efficace e uniforme E-Spray è leggera e molto comoda, alimentata con una batteria al litio che consente di igienizzare per diverse ore, senza essere vincolati da un cavo Grazie alla carica elettrostatica le particelle del liquido si respingono a vicenda, quindi si mantengono a una distanza uniforme l’una dall’altra, ma nello stesso tempo vengono attratte dalla superficie da trattare L’attrazione assicura che tutte le particelle della soluzione spruzzata si depositino sulla superficie e che si crei una copertura uniforme su tutti i lati a 360°.

www.fimap.com

QUANDO L’INNOVAZIONE DIVENTA REALTÀ

Nel nuovo Catalogo Bayer 2020 spicca tra le novità K-Othrine Partix, nuovo insetticida professionale formulato con la tecnologia Partix, particolarmente adatto per il trattamento di superfici porose e assorbenti e indicato per trattamenti insetticidi in edifici residenziali (ad esempio abitazioni, condomini), commerciali (negozi, bar, ristoranti, alberghi) e industriali (industrie alimentari). La formulazione Partix migliora la biodisponibilità del prodotto ottimizzandone l’effetto nell’immediato e il mantenimento dell’efficacia nel tempo (fino a 3 mesi), evitando richiami, costi e sprechi. K-Othrine Partix è efficace contro scarafaggi, formiche, cimici dei letti, mosche, ragni e nidi di vespe. Il prodotto è disponibile in un nuovo modello di flacone da 250 ml con dosatore di precisione, che permette di misurare anche solo 5 ml. K-Othrine Partix è registrato come prodotto Biocida, usare con cautela. es.bayer.it

S VETRINA LXVI DIMENSIONE PULITO | 05/2020 SPECIALE
HORECA

HIGH WIND: DETERGENTE IDROALCOLICO AD AZIONE

IGIENIZZANTE

High Wind è un prodotto detergente idroalcolico (70% di alcool) ad azione igienizzante Rimuove efficacemente, coadiuvato dall’azione meccanica, macchie di unto, inchiostro, germi e batteri Adatto per tutte le superfici lavabili come vetro, plexiglass, ceramica, superfici smaltate ecc., lascia nell’ambiente un gradevole profumo di pulito Spruzzare il prodotto puro sulle superfici da detergere e distribuirlo con panno o spugna Non occorre risciacquo Non eccedere nell’uso Non usare su superfici calde Elimina i cattivi odori Asciuga rapidamente senza lasciare aloni www.icefor.com

INNOVAZIONE SOSTENIBILE NEL CONTROLLO DI RATTI E TOPI

Storm Ultra di Basf è una innovativa formulazione in esca rodenticida, che da quest’anno, sarà disponibile nel mercato italiano per controllare le popolazioni di Topo e Ratti Infatti, alla ben nota efficacia di Flocumafem (anticoagulante di seconda generazione a ingestione singola), Storm Ultra abbina una nuovissima formulazione priva di cera che permette di ottenere livelli di palatabilità elevatissimi. Il blocco di Storm Ultra grazie alla innovativa tecnologia Basf risulta estremamente appetibile perché oltre ad essere privo di cera è formulato con un agente co-adesivante brevettato da Basf, particolarmente attrattivo per i roditori Storm Ultra è un biocida formulato in blocchi da 5 gr e blocchi da 25 grammi forati www.pestcontrol.basf.it

OXI STRADE, IGIENIZZANTE AD AMPIO SPETTRO DI AZIONE

LA SANIFICAZIONE

A

VAPORE DI POLTI SANI SYSTEM

Polti Sani System è il sistema brevettato per la sanificazione a vapore sviluppato nel 2006 in collaborazione con la Facoltà di Medicina e di Chirurgia dell’Università degli Studi di Pavia e dedicato alla disinfezione degli ambienti a rischio di contaminazione biologica Polti Sani System genera un vapore saturo, secco, surriscaldato fino a 180°C che uccide fino al 99,999% di virus, germi, batteri, funghi e spore (risultati da studi scientifici o test effettuati da laboratori terzi indipendenti) Il vapore agisce in pochi secondi e asciuga rapidamente, è ideale per sanificazioni frequenti durante la giornata ed è sicuro anche in presenza di persone e animali Disinfetta senza contatto le superfici inclusi i tessuti

www.poltisanisystem.it

Unira presenta Oxi Strade, igienizzante ad ampio spettro di azione a base di Perossido di Idrogeno a 130 volumi, con stabilizzatore e attivatore Il prodotto, opportunamente diluito, assumerà la concentrazione di Acqua Ossigenata riportata nella circolare ministeriale N°5443, ovvero lo 0,5%. Assolutamente non schiumogeno, si può utilizzare per l’igienizzazione di ambienti chiusi e aperti con macchine lavastrade, spruzzatori, nebulizzatori, micronizzatori Per tutti gli utilizzi: la diluizione deve essere di 1 kg in 70 kg di acqua per arrivare alla concentrazione dello 0,5% in peso Il prodotto una volta diluito non presenta simboli di pericolo www.unira.it

05/2020 | DIMENSIONE PULITO LXVII

SPECIALE HORECA

CON NEWPHARM® L’IGIENE E LA SICUREZZA ALIMENTARE SONO ALL’ORDINE DEL GIORNO

La disinfezione delle superfici, oltre che il rispetto delle basilari misure igieniche individuali, assume un ruolo centrale per scongiurare ogni rischio di contagio da Sars-CoV2, specie per le attività commerciali che prevedono il contatto con i clienti e assembramenti Newpharm® propone per tali scopi il nuovo Bra-Newphen®

Spray: un energico disinfettante aerosol per l’igiene di tutte le superfici Un valore aggiunto per il nuovo spray Newpharm® è la possibilità di abbinare alla bombola la valvola per lo svuotamento automatico L’ugello per la modalità spray consente la rapida disinfezione delle superfici di uso comune mentre la valvola per l’autosvuotamento garantisce l’effettuazione di efficaci disinfezioni ambientali a fine turno Bra-Newphen® Spray è stato pensato nello specifico per la disinfezione di attrezzature e mobilio, apparecchi igienico-sanitari, toilette e di locali in genere sia a indirizzo civile che domestico

www.newpharm.it

SISTEMA PROTEZIONE IGIENE FIRMATO MARKA

La protezione profonda professionale in tutti gli ambienti pubblici e di lavoro è un bisogno di assoluta importanza e un impegno oggi irrinunciabile Per questa esigenza, Marka ha lanciato il Sistema Protezione Igiene: una selezione dei suoi prodotti più performanti a base di alcool, cloro e altri principi attivi igienizzanti. Un sistema completo, con prodotti consolidati, apprezzati ed efficaci in mercati come l’Ho.Re.Ca., trasporto pubblico, case di cura, industrie, spazi commerciali e uffici. L’Ultra HG è un prodotto multisuperficie con formulazione alcolica al 75%, per garantire assoluta protezione professionale, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). www.marka.biz

BIOLUMINOMETRO PER IL CONTROLLO DELL’EFFICACIA DEL PIANO HACCP

Il bioluminometro AccuPoint® Advanced di Neogen è uno strumento robusto, leggero e maneggevole, con un software intuitivo per la raccolta e l’elaborazione dei dati Alla luce degli eventi attuali, garantire ambienti igienicamente sicuri è più importante che mai Ma come ottimizzare le misure di autocontrollo e verificare l’efficacia del piano HACCP adottato? Questo bioluminometro consente di ottimizzare le misure di autocontrollo e verificare l’efficacia del piano HACCP adottato, grazie a tamponi specifici, dal design unico, brevettati per un campionamento piú semplice e preciso, risultati rapidi e affidabili direttamente visibili sul display e un potente software per memorizzare l’analisi e i risultati AccuPoint® Advanced è il primo sistema di monitoraggio dell’igiene ad aver ottenuto l’approvazione AOAC www.neogen.com

SURF, DISPENSER IGIENIZZANTE MANI

Per tutelare la salute e al contempo igienizzare la pelle, Hygenia presenta il dispenser igienizzante mani Surf. Disponibile nella versione da tavolo, da muro e con piantana eroga la giusta quantità di igienizzante ed è facile da utilizzare e ricaricare. Offre, inoltre la garanzia di sicurezza e igiene, grazie alla tecnologia a sfioramento che riduce il contatto delle mani con le sue superfici, diminuendo in modo proporzionale la probabilità di contaminazione con microrganismi patogeni e consentendo di pulire in maniera rapida e senza risciacquo le mani. www.hygenia.it

S VETRINA LXVIII DIMENSIONE PULITO | 05/2020

TMB, MACCHINE PER LA SANIFICAZIONE

TMB è pronta a rispondere alle esigenze di sanificazione e disinfezione con 7 prodotti mirati a tale scopo

Sanificatore di superfici e spazi Il modello Tornado, veterano per queste applicazioni, viene prodotto da TMB dal 2009 per la sanificazione e deodorizzazione degli interni d’auto, per i condotti di climatizzazione e spazi chiusi come sale e stanze. Beneficiando di compressore + pompa, Nuova Tornado crea un aerosol fine che viene erogato tramite l’esclusivo ugello per diffondersi uniformemente nello spazio, coprendo in modo uniforme e completo ogni superficie Ora disponibile anche a batteria (Tornado B) SaniMist e OptiMist, le versioni più piccole con l’involucro in inox, combinano la stessa performance e rendimento in due format più compatti e maneggevoli. E-Spray, Sanificatore a batteria al litio con pistola elettrostatica, fornisce una carica elettrostatica alla soluzione in uscita dall’ugello, che viene attratta dalle superficie Dà una copertura uniforme in minore tempo anche sulle superficie poco raggiungibili, con la convenienza e portabilità di una macchina senza cavo Tutte le macchine sopracitate sono compatibili e sicuri per l’uso con una vasta gamma di soluzioni, comprese soluzioni di perossido d’idrogeno oppure ammonio quaternario o soluzioni di cloro

Aspiratore sanificatore d’aria Nell’ambito di aspirazione, il modello Dryver15 REH è un potente aspiratore dotato di 2 filtri HEPA, uno in

SYNCLEAN, UN PARTNER AFFIDABILE

La società Synclean è da 25 anni nel settore della pulizia professionale e partner delle migliori case produttrici di macchine e accessori È un’azienda moderna e dinamica ma con un’esperienza di alto livello e un know-how specifico nel mondo delle macchine per la pulizia industriale Nel suo listino, è possibile trovare: Motori aspirazione diretti / periferici / tangenziali - l’azienda è distributrice ufficiale AMETEK -; Motori per aspirapolveri e impianti centralizzati; Turbine soffianti; Gomme tergipavimento e paraspruzzi; Dischi abrasivi; Batterie e Caricabatterie; accessori per aspirapolvere; Spazzole per lavasciuga, Spazzatrici e Monospazzole; ricambi originali www syncleanservice com

entrata e uno in uscita d’aria per catturare le particelle microscopiche, purificando l’aria da queste impurità e agenti patogeni durante il normale utilizzo di un aspiratore Silenzioso e compatto, ideale per la pulizia e sanificazione giornaliera in totale sicurezza

Monospazzola sanificatore per i pavimenti TFO 43 Spray monospazzola con tecnologia rotoorbitale, eroga uno spray azionabile tramite la leva sul manubrio, per sanificare e disinfettare il pavimento con azione diffusoria e meccanica nello stesso momento Il meccanismo orbitale garantisce facilità d’uso ed efficienza

www.tmbvacuum.com

DETERGENTE IGIENIZZANTE AMBIENTALE PRONTO ALL’USO

Oxy Clean di Polychim è un detergente igienizzante a base di Perossido di idrogeno al 1% in grado di ossidare lo sporco organico presente sulle superfici e svolgere effetto igienizzante e sbiancante delle stesse Indicato per il trattamento di superfici e attrezzature in ambienti sanitari, cucine e industria alimentare, uffici, servizi igienici, mezzi di trasporto Poco aggressivo sulle superfici e non pericoloso per gli operatori Oxy Clean è il prodotto ideale per interventi di sanificazione in conformità alla Circolare n. 5443 del 22/02/2020 del Ministero della Salute Confezione: flacone da 750ml – cartone da 12pz + 2 spray www.polychim.it

05/2020 | DIMENSIONE PULITO LXIX
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