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SCIABOI.ABAIONETIA MODELLO 1870AMOLI.ALUNGA
«T ipo Regolamentare>>, seco ndo la denominazione del 1891, diventa d'ordinanza nel 1879. Apparentemente uguale alla precedente, presenta alc un e caratteristiche proprie: le due branche del cappuccio te rminano in due piolini che si incastrano in appos iti fori praticaci socco la crocera che perde l'intaglio per il fermo di volata all'interno dell'anello; lo spacco per il fermo di baionetta perde gli spigoli; il codolo sporge maggiormente ed è quindi munito di un boccone oval e di dimensioni maggiori del pre ce dente.
La molla è allungata e assic urata alla vite superiore delle guancette cosicché quella inferiore (ora più corta) non è più visibile perché annegata nell ' in castro che accog lie la molla, restando sotto di questa. L1 vice inferiore ha la sede della cesta ricavata in un dado rettangolare annegaco nella guancetta (inesistente su vari esemplari).
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Le guancette sono in bachelite nera o marrone.
La cappa del fodero è pit1 corta, con gancio anter iore fissato da una vice passante che assicura la cappa al fodero ed alla bocchetta interna in acciaio; anche il puntale è più corro, arrotondaco in basso, co n il bordo superiore incavato in s immetria quasi con l'analogo incavo del cappuccio ed è munito di una cresca arrotondata, saldata; viene fìssaro al fodero con due copigli e. Il fodero presenta anche una profilatura di disegno diverso sulle due facce, che seg ue il contorno del puntale: è questo il fodero denominato nel 1891 , Tipo Regolamentare.
Lunghe1.za corale 645 nun; lun ghezza lama 520 mm; larghcaa al rallonc 27 mm; spessore al tallone 7 mm; diametro interno anello 18,5 mm; lunghezza fodero 530 mm.
Sul retro tkl fatino tklle versioni posteriori. al 1879 (la data è incerta) si trova punzonata 111, data di fabbricazione e L'origine delfodero.
BAIONETTA CORTA PER FUCILE MODELLO 1870-87 PER TRUPPE D'AFRICA TIPO REGOLAMENTARE (denom inazion e del 1891)
Alcuni testi (stranieri) e molti collezionisti ( i taliani) continuano ancora a chiamare erroneamente questa baionetta «TS» (Trupp e Speciali). In realtà venne adottala nel 188 7 e distribuita alle eruppe che panivano per la nostra prima operazione co loniale. Appare n ell e Istruzioni per il Corpo Speciale d'Africa del 23 ottobre 1887 ed è ancora presence nel Catalogo materiali gruppo C del 1933 ; armò gli indi ge ni di var ie bande irregolari al nostro servizio, nella campagna d'Africa del 1935-37 e in qualche caso ancora fìno alla resa delle nostre forze nel 1941 .
Il fornimenco è uguale a quello descritto per l'arma precedente. La lama invece ha un tallone rettangolare con i lati stretti smodati; la sezione della lama è romboidale a lati sgusc iati (la denominazione uflìciaJe è /,ama quadrangolare ma sarebbe più corretto «cruciforme»); la punta è ellitt ica. Le quattro costolatu re non sono affilare.
È un'arma robusta, praticamente impossibile a spezzarsi e in grado di perforare materiali resi stenti (evidentemente, e giustamente, s i pensò agli scudi di pelle di ippopotamo degli abissini).
Fodero in cuoio natural e marrone con anima in legno di pioppo; il marrone era il colo re delle buffetterie delle truppe d'Africa. Cappa e puntale di forma adeguata alla nuova lama. Cappa con bocchetta in acciaio con gancio di sezione rettangolare. Si sono trovati foderi originali in cuoio rigido privi di anima di legno.
Un'immagine onnai nota: una dellf' rare fato di un soldato italiano in tenuta coloniale armato di Verterli 70187 con baionetta corta, owero TA ( Tmppe d'Afom)
Il puntale conico, bottonaco, è fissato con copiglie
Per quanto quest'arma sia stata realizzata per le truppe d 'Africa, in co loni a furono in realtà inviate anche le normali baionecce di modello regolamentare e anche quelle tipo D (fornimento in orcone). Stanno a testimoniarlo molte foto d'epoca e vari foderi neri ancora inseriti nelle rasche originali comp lete di c intur a, in cuo io naturale utilizzata per altro anche dalle Regie Dogane.
Nel 1891 nel sunto dei dati sulle baionecce Verterli riportati da una tabella della Scuola di Tiro di Parma ri su ltano le seguenti denominazioni:
Tipo V - impugnatura in orcone e molla corea (Tipo D e C - 1874); Tipo U - impugnatura in ferro a parti saldate; Tipo Z
- impugnatura in ferro a parti amovib ili , molla corea; Tipo Regolamentare - a parei amovibi.li e molla lunga; Tipo Regolamentare
- il modello a lama quadrangolare corea; Fodero Tipo T - cappa e puntale lunghi incollaci e legati con filo d'occone; Fodero T ipo Regolamentare - cappa e puntale corri, cappa con gancio a v ice, puntale con copig lie.
È opportuno socco lineare che si incontrano in documenci ufficiali (come ad esempio nelle Istruzioni sulle armi e sul tiro di Fanteria del 1874 dizioni come soppresso a proposito di modelli destinati a subire trasformazioni: la denominazione sta in realtà per
Un indigeno di una nostra banda in-ego/are amtato di Vetterli: alla cintura, la baionetta TA nella sua tasca originale. L'immagine è stata scattata durante la campagna del 1935-36 Qui accanto, alcuni ascari degli anni Venti: si nota ilfodero della baionetta TA al fianco dell'individuo che tiene per la briglia il mulo
Nella pagina a destm, in alto, baionette Vetterli Tipo Regolamentare {sopra) e Tipo Regolamentare corta TA, smontate. Sotto, un reparto di nostri ascari in esercitazione: da notare i facili Vetterli monocofpo modelw 10 con fa baionetta corta prevista in origine per il modello 70187 La foto è del 1897 baionetta Vetterli 70/87 per Truppe d'Africa baionetta Verterli mod. 1870 baionetta Vetterli mod 1870 lama accorciata baionetta Verterli mod 1870 primo ti po modello 1891 baionetta Verterli per '91-1916 baionetta per Verterli 70/87/16 baionerta Verterli per carabinieri e cavalleria baionetta Vetterli pe r cav alleria co lon ia le baionetta Venerl i per cavalleria coloniale non più d'ordinanza e non per non più in uso che è ben diverso: le armi soppresse in farci rimase ro in servizio e in qualche cas o anche molto a lungo . Tanto è vero ch e nel Catalogo Materiali Gruppo C del 1933 compare ancora la baionetta a lama quadrangolare, co r ea 18 70/87 per T rupp e d ' Africa , s ia pure n e ll a t erza ca t ego ri a q u ella del materiale regolamentare vario in servizio. E nel 1936-37 la troviamo sui Vecre rli distribuiti alle band e irrego lari ass oldate so cco la no st ra b an diera .
Lunghezza rorale 407 mm; lunghezza lama 275 mm; spessore tallone 9 mm (nerva LUre escluse), 13 mm (nervarure co mprese); larghezza Lallone 27 mm; di ametro interno anello 175 mm; lunghezza fodero 31 O mm.
La tavola a sinistm mostra k di11ersità dei vari modelli, relative aifomimenti. Si nota, in alto, da sinistra, il tipo D con impugnatura in ottone, il tipo U a parti inamovibili (privo dunque di bottone a vite sotto il cnppurrio}; il tipo Z ed infine i due tipi regolamentari lungo e corro. SottfJ, gli stessi di lato: L'ultimo è quell.o della sperimentale da arrembaggio. Nel particolare, le versioni senza e con incastro per il fermo di volata. Lt, tavola a destra mostra le dimensioni delle varie baionette Vetterli comparate tra I.oro.
Bajoneita Modello L870 Per Cavalleria E Carabinieri
I.:uso delle baionette a manicotto e ghiera abbandonace intorno al 1874, trova un suo particolare prolungamento nella baionetta del moschetto modello 1870 per Cavalleria e Carabinieri. Va subito detto che non è usabile come arma da mano (per quanto non lo fosse, a dire il vero, neppure la sua diretta amenaca che pure aveva il manico o manicotto più lungo) .
È formata da un manicotto scrutturato grosso modo come il vecchio ma di diametro e lunghezza minori; resta il ponte aJ di sopra dell'estremità inferiore dello spacco e resta il bordo sporgente (cordoncino) sul quaJe appoggia la ghiera rJ braccio di supporto della lama è breve, massiccio, lungo poco meno della metà del manicotto stesso: è breve perché non essendovi più bisogno di caricare l'arma dalla bocca utilizzando la bacchetta, la base della lama può situarsi vicina alla volata senza prob lemi di sorra. La lama conserva comunque una leggera divergenza dall'asse della canna
La lama dritta, in acciaio, è a sezione cruciforme, con quattro costole non affilate (fìJetti), determinate da quattro sgusci.
Non esiste fodero: la baionetta viene portata - quando non inastata - investita a rovescio sulla volata, con la lama parallela alla canna mentre la porzione terminale con la punta viene accolta in un apposito canaJe della cassa.
Lunghezza tocale 531 mm; lunghezza lama 464 mm (minimo colleraco 462 mm); manicorro lungo 66 mm ; spessore alla base 13 nun; diametro interno manicocco 17,5 mm.
Moschetto da cavalleria con baionetta in riposo e moschetto d.a carabinieri (di maggiore lunghezza del precedente) con baionetta inastata. fl fregio della tavola a destra è quell.o della cavalleria coloniak; la baionetta più co,ta è del moschetto «coloniale» con scudo al serbatoio, la mezzana è quel/,a per il «coloniale» senza scudo, la lunga è quel/,a del moschetto monocofpo.