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NEWS

COMUNICAZIONE D'IMPRESA

SPRINT24: TUTTO PRONTO PER IL 2023

Tra i prodotti più stampati da Sprint24 spiccano da sempre i calendari e le agende, poiché sono strumenti utili e fondamentali per esser ricordati tutti i giorni dai propri clienti. Anche quest’anno Sprint24 mette a disposizione più di 50 template da personalizzare, ma c’è una novità! Per i meno esperti o per chi preferisce mettersi nelle mani di un grafico esperto ma non sa a chi rivolgersi, ora è disponibile il servizio di impaginazione professionale. Affinché la parte grafica sia perfetta, si svolgerà un briefing per capire le necessità e i gusti del cliente al fine di realizzare il file perfetto sotto tutti i punti di vista. Gennaio, in fondo, è dietro l’angolo: sarebbe un peccato perdere l’occasione di realizzare il calendario o l’agenda perfetta! Per saperne di più: www.sprint24.com/calendari

LIBRI

UNCOVER AWDA 3-4

UNCOVER Aiap Women in Design Award AWDA 3-4, a cura di Cinzia Ferrara, Laura Moretti e Carla Palladino per AIAP Edizioni è un volume non convenzionale che affronta, attraverso la lente del design, i temi dei diritti e del lavoro femminile e più in generale delle disparità in ogni ambito. Riccamente illustrato, è un’edizione multilingue italiano/inglese che include saggi critici, interviste, progetti di comunicazione visiva e illustrazioni. La pubblicazione è frutto della collaborazione tra le curatrici del premio internazionale AWDA, l’ISIA di Urbino, che ne ha curato il concept grafico attraverso un gruppo di lavoro coordinato dal direttore Jonathan Pierini e la collaborazione con 12 illustratori/illustratrici che hanno interpretato i ritratti delle attiviste coordinati da Bianca Sangalli Moretti e Gianluca Patti. www.aiap.it/prodotto/uncover/

TEXTILE

AD AMSTERDAM APRE LO UNITED REPAIR CENTRE

Prima ancora di upcycling e riciclo, c’è la riparazione dei capi d’abbigliamento, un po’ come si faceva una volta. È questa la filosofia di Patagonia che insieme all’azienda a impatto sociale Makers Unite ha aperto ad Amsterdam lo United Repair Centre (URC), centro di riparazione degli indumenti dei clienti di tutta Europa che impiega personale che ha difficoltà a trovare un’occupazione. L’obiettivo è agire come antidoto ai vestiti usa e getta, stimolando anche altri brand della moda a incorporare la riparazione e il riutilizzo nei propri modelli di business. Con una stima di 300.000 riparazioni l’anno, l’URC eviterebbe in media un milione di kg di rifiuti tessili. Non male, considerando che negli ultimi 20 anni l’industria tessile è diventata responsabile del 10% delle emissioni globali di CO2. Poiché la riparazione prolunga la vita utile di un indumento, ha un impatto positivo immediato. Ad esempio, indossare un indumento per nove mesi in più riduce le emissioni di CO2 di quel prodotto del 27%, il consumo di acqua del 33% e i rifiuti del 22%. https://eu.patagonia.com/gb/en/upcoming-events.html.

IN MOSTRA

PAUL KLEE AL MASI LUGANO

Dal 4 settembre 2022 all’8 gennaio 2023 il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano presenta una straordinaria raccolta di disegni e incisioni di Paul Klee (Münchenbuchsee, 1879 – Muralto, 1940) dalla collezione Sylvie e Jorge Helft. Esposta per la prima volta nel suo insieme, la collezione Helft comprende una settantina di opere tra disegni a matita, a penna, pastelli, acquerelli, acqueforti e litografie, che coprono un ampio arco temporale della produzione dell’artista, dal 1914 fino alla sua morte. Questo coerente nucleo di lavori mette in luce la forza e l’importanza del disegno, e in particolare della linea, nell’opera di Klee. Il disegno non è mai concepito dall’artista come fase preparatoria per la realizzazione di un dipinto, ma come opera autonoma: in questo senso, è significativo considerare che quasi la metà della sua vasta produzione – che comprende circa 9.000 opere – sia costituita da disegni. www.masilugano.ch

Andy Warhol, Querelle, 1982

IN MOSTRA

ANDY WARHOL. LA PUBBLICITÀ DELLA FORMA

Apre il 22 ottobre 2022 fino al 26 marzo 2023 alla Fabbrica del Vapore di Milano una nuova retrospettiva dedicata a Andy Warhol, con oltre 300 opere divise in sette aree tematiche e tredici sezioni, dagli inizi degli anni ’50 come illustratore commerciale alla fine degli anni ’80 caratterizzati dal rapporto col sacro. Curata da Achille Bonito Oliva, la mostra è un viaggio nell’universo artistico e umano di uno dei più grandi innovatori della storia dell’arte mondiale, in cui saranno esposte una ventina di tele, una cinquantina di opere uniche come serigrafie su seta, cotone, carta, oltre a disegni, fotografie, dischi originali, T-shirt, il computer Commodore Amiga 2000 con le sue illustrazioni digitali, la BMW Art Car dipinta da Wahrol, la ricostruzione fedele della prima Factory e una parte multimediale con proiezioni di film da vedere con gli occhialini tridimensionali. www.fabbricadelvapore.org

Il talento artistico di Portrait Eyewear

Lusso che fa rima con arte. È il sogno realizzato da Valentina e Gabriel Hernandez, sorella e fratello poco più che quarantenni che a Bassano del Grappa hanno fondato il loro brand di occhiali artigianali che valorizza il talento di artigiani italiani e artisti internazionali.

di ACHILLE PEREGO

Origini spagnolo-venezuelane, esperienze nel mondo della progettazione – Valentina – e del design – Gabriel – accumulate negli anni di lavoro a Madrid, e poi la concretizzazione di una passione a Bassano del Grappa, ossia nel distretto italiano degli occhiali, vicino a quel Cadore dove è cresciuto l’impero Luxottica costruito da Leonardo Del Vecchio.

E lì che nel 2016 è nata Portrait Eyewear, un brand di occhiali da sole e da vista nato dall’autentico desiderio di preservare la qualità tradizionale dell’artigianato italiano, incanalando questa preziosa risorsa attraverso la ricerca del design contemporaneo dell’occhiale e seguendo i principi di un’impresa sostenibile e socialmente responsabile. Anche nel packaging – scatole e astucci – pensati per contenere prodotti che, fin dall’inizio – soprattutto con le linee Neon, ispirata alle omonime luci, e Glitch, contenente il concetto del difetto personalizzato – non solo si indossano ma si collezionano. Così come le scatole che li contengono. A cominciare dalla scatola in cartoncino avana riciclato e automontante senza colla, che nel 2016 si è aggiudicata il German Design Award Special. Con una menzione, riservata a Portrait e al suo direttore creativo Gabriel – Valentina è invece la Ceo dell’azienda – nonché al disegno a cura di Alquimia Visual, Karen Lopez Pereney evidenziava come “il design di questo eccezionale packaging per occhiali da vista” fosse “il risultato di tentativi sperimentali con forme poligonali e cartoni ecocompatibili, realizzato per scoprire la bellezza e la natura del prodotto in un modo speciale”. Gli strati sovrapposti, proseguiva la menzione del premio riferendosi alla scatola realizzata allora dallo Scatolificio Pasubio di Schio, “fissano il prodotto e forniscono una presa fissa. Packaging con una forma interessante interamente senza adesivo”.

Oggi quella scatola, la prima che ha accompagnato la sfida imprenditoriale di Portrait Eyewear, spiega Gabriel Hernandez, ha subito un refresh, una rivisitazione pensata anche per soddisfare maggiormente l’identità del brand e l’immagine del packaging che in genere il mercato attribuisce ai prodotti di lusso. A realizzarla, così come gli astucci, oggi è il Gruppo Cafiero di Limana di Belluno, e il cartoncino sempre riciclato e marchiato CFC è stato rivestito da una carta lucida sovrapposta a caldo con in rilievo il logo del brand e il claim Frames (cornici) che caratterizza, come il nome Portrait (ritratto), sia l’azienda sia la storia professionale, molto legata al mondo della fotografia, di Gabriel. A Cafiero – una delle migliori aziende in Italia per il packaging di lusso, e nella fattispecie degli occhiali, secondo Gabriel Hernandez – Portrait ha affidato anche la realizzazione degli astucci in cuoio rigenerato unito a una speciale resina ecologica e che riportano al loro interno il brand e sempre il claim “Frames the Artist in you”.

Quella che sei anni fa è stata una scommessa, alla fine si è rivelata vincente. Certo, ricordano i due, non era facile pensare di entrare nel settore dell’occhialeria di alta gamma che vede l’Italia leader e grandi brand presiederla con prodotti di qualità. La scelta quindi di una start-up come Portrait è stata quella di pensare di unire il lusso all’arte e creare prodotti unici, veri e propri pezzi artistici a tirature limitate che non venissero mai buttati, una volta svolto negli anni il loro compito, ma restassero nei cassetti acquisendo valore negli anni.

Un’idea accompagnata in seguito anche dalla scelta, per venire maggiormente incontro alla richiesta del mercato, di produrre linee di occhiali, sia da sole sia da vista, più entry level. Così Portrait, con l’impegno e la passione di Gabriel e Valentina, e del team che si è formato – dal commerciale al marketing alla progettazione – è cresciuta negli anni fino a essere presente oggi in circa una ventina di Paesi nel mondo, partendo dai mercati di Italia e Francia e dal successo che sta riscontrando ultimamente in America, soprattutto a New York e Miami, con circa 250 punti vendita (ottici in prevalenza) serviti e una vendita anche online sia direttamente sul suo portale (www.portraiteyewear.com) sia attraverso piattaforme di marketplace come la tedesca Zalando, prima per i mercati tedesco e olandese e ora anche per quello italiano.

«Il nostro prodotto – spiega ancora Gabriel Hernandez – è interamente realizzato a mano in Italia da artigiani che combinano la tradizione artigianale con una manifattura ad alta tecnologia, perseguendo i più alti standard qualitativi. Il pro-

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Il design dei nostri prodotti è totalmente originale, compreso il packaging con il quale si è voluto riprodurre un taglio che ricordasse le fresature.

cesso di produzione aderisce a pratiche ecologiche e sostenibili. Tutti i nostri fornitori hanno una filosofia di efficienza energetica e garantiscono un posto di lavoro etico e privo di sfruttamento». Gli occhiali da vista e da sole, prosegue il direttore creativo dell’azienda «sono il risultato di una profonda ricerca e sperimentazione progettuale, fortemente influenzata dai movimenti artistici del passato e dedicata alle sue figure più iconiche. Coerentemente con l’anima artistica del progetto, la comunicazione si basa quindi sulla promozione di artisti emergenti, in una collaborazione leale che coadiuva entrambi i soggetti, il marchio e i suoi affascinanti testimonial».

«Il design dei nostri prodotti – sottolineano Gabriel e Valentina Hernandez – è totalmente originale, compreso il packaging con il quale, pensando alle scatole, si è voluto riprodurre un taglio che ricordasse le fresature che nobilitano e danno un tocco artigianale e artistico alle montature degli occhiali. Le nostre forme – aggiungono – sono state studiate attentamente per creare un prodotto dal carattere nuovo. Quando abbiamo creato Portrait Eyewear abbiamo dedicato molto tempo allo studio delle forme, scegliendo un modo distintivo per disegnare le nostre montature. A questo proposito, oltre a implementare materiali originali e nuove tecnologie, offriamo forme la cui ispirazione proviene da elementi associati alle arti visive in generale, come la tendenza della polygon-art e il design minimalista-contemporaneo».

Il processo produttivo adotta pratiche sostenibili anche nell’ultima fase della filiera, ossia la produzione dell’imballaggio, che utilizza cartone riciclato FSC; il suo design è totalmente pieghevole (senza bisogno di colla) e completamente

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originale. Garantisce una consegna sicura del prodotto, combinando i principi di un involucro che è anche un prodotto di design e di un imballaggio resistente alla consegna. Ma quali sono le caratteristiche che rendono il prodotto innovativo? «Forme e design originali. La combinazione di linee curve e taglienti e di finiture preziose. La fresatura a bassorilievo sopra il ponte nasale e la fresatura netta nelle aste, tutti dettagli che richiamano il carattere e l’identità del marchio. Una lavorazione complessa e preziosa, interamente realizzata a mano in Italia e nessuna presenza di loghi visibili».

Per passione personale e profonda ammirazione verso gli artisti autentici, quelli che rischiano tutto per dare un significato più profondo alla società, è nato all’interno dell’azienda vicentina il progetto dell’Art Incubator di Portrait. Che rappresenta, spiegano i due fondatori di Portrait, «un’opportunità per mettere in luce un talento così encomiabile, ponendo le basi per una simbiosi cooperativa con gli artisti emergenti, sponsorizzando la loro immagine – come persone reali e straordinarie – attraverso la strategia di comunicazione dei nostri prodotti. La nostra intenzione è quella di aumentare continuamente la rete dei nostri artisti, onorando il loro lavoro e facendoli conoscere al di là del loro ambito immediato».

Sono decine gli artisti che fanno parte del progetto Portrait, sia italiani sia internazionali che, ciascuno a proprio modo, hanno apportato e apportano un contributo, sia per quanto riguarda il prodotto occhiale sia per il packaging. Del resto l’Art Incubator di Portrait è stato concepito, spiega ancora Gabriel Hernandez «per portare la nostra visione a un livello successivo, creando una vivace comunità di artisti e “incubarne” il talento. Per fare ciò, mettiamo in contatto queste figure con partner e sponsor che vedono nell’arte una vera e propria forma di valore».

E a livello di packaging, questo binomio, prodotto di lusso e arte, ha avuto già una speciale realizzazione grazie alla collaborazione con il veneziano Emiliano Donaggio. Un giovane e affermato artista in ambito internazionale, con all’attivo molte esposizioni, collettive e personali, nelle più importanti città italiane, in capitali europee come Londra e Barcellona, negli Stati Uniti a Los Angeles e New York e in Sud America. Donaggio, ricorda Gabriel Hernandez, persegue con coerenza e assoluta libertà espressiva il suo percorso creativo, tanto nell’ambito del design (le giacche da lui disegnate sono state acquistate da VIP internazionali come Elton John, Madonna, Robin Williams) e in quello più propriamente artistico, in cui si distingue per l’utilizzo creativo di materiali poveri (dalla plastica al filo di ferro) che inserisce nelle sue installazioni anche di grande respiro, sulla facciata di edifici. A questo si aggiunge un sicuro senso del colore e l’inserzione di scritte, che fanno di lui un erede della pop art e del graffitismo. Questa qualità artistica è stata applicata alla scatola che imballa gli occhiali Portrait. Per ora, chiosa Gabriel Hernandez, «è rimasta un prototipo esposto negli uffici di Bassano del Grappa ma l’idea iniziale di aprire agli artisti il nostro packaging, dalle scatole agli astucci, rimane e il sogno è quello di proseguire questa esperienza». Rendendo nei prossimi anni ancora più esclusivo non solo il contenuto, gli occhiali, ma anche il contenitore.

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