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Castel FirmianoMMM Firmiano
from Castelli
Emblema dell’Alto Adige. Primo insediamento e importante bene archeologico e culturale. Uno dei sei musei della leggenda dell’alpinismo Reinhold Messner.
Il più antico castello dell’Alto Adige, attestato documentalmente nel 945 con il nome di “Formigar”, sede centrale e amministrativa dei vescovi di Trento. Ampliamento a fortezza sotto il principe locale Sigismundo (torre del portale, stemma e anno 1474). Oggi di proprietà della Giunta provin- ciale altoatesina. Ampliamento a museo da parte dell’architetto Werner Tscholl. Nella Torre bianca, esposizione sulla storia del Tirolo; nell’edificio residenziale e rurale, dal 1976 ristorante con sale per seminari.
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Cappella castellana
Sul punto più alto del maniero superiore si erge l’ex cappella del palazzo con volta a botte dedicata a San Biagio e San Ulrico; resti conservati delle mura (crollo della torre e della cappella nel 1933/34 a seguito di un’esplosione di polveri). Conservati tre strati di frammenti di affreschi risalenti attorno al 1100-1350.
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Crollo della torre e della cappella nel 1943 dopo una potente esplosione di polveri, durante la quale sono stati danneggiati anche diversi edifici nei dintorni, soprattutto a Frangarto.
Museo e ristorante aperti dalla terza domenica di marzo alla seconda domenica di novembre
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Orari di apertura: ore 10.00-18.00
Maso vinicolo Hungerhausen
Tipico maso vinicolo dell’Oltradige risalente agli inizi del XV secolo, che ha conservato il suo aspetto medievale. Timpano aperto a travi lignee incrociate con tetto a padiglione, muratura a vista, mura di contenimento, portone d’entrata ogivale alla corte integrata con dimora e cantine. Il nome fa riferimento alla benestante famiglia di proprietari di Vipiteno; agli inizi del XV secolo, stemma matrimoniale dei successivi proprietari Jöchl-Rost sulla facciata principale con la tecnica dell’affresco.
Via Riva di sotto
Ex dogana e 68 Chiesa di San Nicolò
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Dal Basso Medioevo fino alla metà del XVIII secolo, l’ex locanda “Schwarzadler” era la dogana dei principi locali. Interventi di ristrutturazione nello stile dell’Oltradige agli inizi del XVII secolo da parte dei nobili proprietari dell’ufficio doganale: erker angolare, bifore con decorazione a rosette, porta con arco a tutto sesto e cornice a bugnato; resti di dipinti sulla facciata con aquila bicipite. La chiesetta tardogotica è stata eretta nel contesto della postazione doganale ed è stata consacrata nel 1512 a San Nicolò, patrono dei mercanti erranti e protettore contro i pericoli dell’acqua. Semplice costruzione di pianta rettangolare con coro a terminazione retta e volta a botte, torre aggiunta nel XVII secolo. Sul lato della strada, portale ogivale ed ex edicola votiva aperta. L’altare a portelle tardogotico (attorno al 1500/10), proveniente da un laboratorio di intaglio bolzanino, è perfettamente conservato.
Via Riva di sotto
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