CRISI UCRAINA Accoglienza ai malati
L’Italia apre le porte ai malati di cancro ucraini La guerra nel Paese est-europeo ha peggiorato una situazione sanitaria già compromessa. Nel caso dei malati di cancro, l’emergenza è tale da richiedere spesso l’evacuazione verso ospedali attrezzati, molti dei quali in Italia
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MEDICI E RICERCATORI SUBITO ATTIVI
cienziati, ricercatori, medici, psicologi e infermieri: tra i profughi in fuga dall’Ucraina vi sono anche persone con qualifiche che potrebbero essere utili sia per l’accoglienza e la presa in carico dei loro connazionali, sia per l’Italia stessa. Per lavorare in una università, o per praticare la medicina e la psicologia in un Paese diverso da
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quello in cui si è studiato, serve, di norma, un riconoscimento formale dei propri titoli e delle proprie competenze. A occuparsi di convalidare i titoli di studio esteri ci pensa il Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche (CIMEA), diretto da Luca Lantero. La crisi ucraina ha però accelerato l’applicazione di un regolamento che
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vuole favorire l’entrata nel mondo della scienza e del lavoro per chi è profugo o rifugiato. “Esiste una norma che prevede una strada preferenziale per i rifugiati o richiedenti asilo” spiega Lantero. “Nel caso dell’Ucraina abbiamo attivato un servizio chiamato Focus Ucraina che consente la verifica rapidissima dei titoli di studio.” Non solo: con