LO SGUARDO E L’AREA PERIOCULARE
MEDICINA ESTETICA
Dr. Francesco Bernardini Oculoplastica Bernardini, Oculistica - Genova Docente CPMA VALET - Bologna Dr.ssa Paola Molinari Specialista in Chirurgia Generale - Modena Rappresentante SIES Emilia Romagna Direttrice della Scuola CPMA - VALET Bologna Membro del Comitato Scientifico SIES
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edema palpebrale cronico è una complicazione molto frequente ma poco riconosciuta, che può fare seguito a trattamenti dell’area perioculare, coinvolgendo sopracciglia e guance Le complicazioni non vascolari dei trattamenti con filler includono, oltre a noduli, a infezioni da biofilm e a irregolarità di superficie, fenomeni di edema persistente. Questi ultimi sono una caratteristica praticamente esclusiva e specifica delle palpebre: a seconda dei tempi in cui si verificano, vengono distinti in edema precoce o tardivo.
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Diagnosi e trattamento delle complicanze croniche da acido ialuronico Nella forma precoce, l’edema si verifica entro il mese dal trattamento e la sua insorgenza viene attribuita dalla maggior parte degli autori a una combinazione di vari fattori legati alla tecnica di iniezione, tra cui un impianto troppo superficiale del filler oppure un impianto retro-settale o ancora secondo altri a un’iniezione nel SOOF superficiale al setto malare; alternativamente, causato dalla scelta di un materiale non adeguato all’area specifica (alta igroscopia) o infine a una quantità eccessiva di materiale utilizzato con
conseguente blocco dei linfatici. La caratteristica è l’insorgenza in tempi rapidi (meno di 30 giorni dal trattamento) e il trattamento in questi casi consiste in una combinazione di wait-and-see, linfodrenaggio e infine la dissoluzione del materiale iniettato con ialuronidasi off label, che nella maggior parte dei casi ripristina la situazione allo stato esattamente precedente al trattamento. Il caso dell’edema tardivo cronico è molto diverso e consiste nella comparsa di un gonfiore palpabile e anche digitalmente delimitabile nel terzo mediale della zona di transizione tra palpebra e guancia, oltre un anno dopo a un trattamento con filler che non aveva destato fino ad allora alcun motivo di preoccupazione, anzi, con un buon risultato. L’edema può essere localizzato a volte più dal lato palpebrale, altre più dal lato malare, ma sempre coinvolge l’area di giunzione tra palpebra e guancia. Altre caratteristiche cliniche dell’edema cronico sono la variabilità anche nel corso della giornata con peggioramento al mattino, o del mese con maggiore evidenza durante il ciclo; è inoltre sempre accompagnato dal fenomeno di Tyndall, ossia un alone scuro in profondità, e ad alterazioni della qualità della pelle, che perde la sua compattezza e viene descritta come stropicciata. Tali cambi della palpebra inferiore sono cosi specifici da comportare la definizione di un dismorfismo (“The dysmorphic lower eyelid”. Skippen B and Bernardini FP, Aesthetic Surgery Journal, 2019), ossia un cambiamento della forma della palpebra inferiore cosi peculiare da essere considerato patognomonico. In medicina non esiste alcuna condizione in grado di causare tale modi-