

























I prodotti BWT garantiscono la massima funzionalità delle tue macchine, prevenendo la formazione di calcare e la necessità di manutenzione straordinaria. Questo comporta maggior risparmio di tempo e minori spese. Inoltre, tramite l’App Best Water Professional, potrai trovare facilmente il prodotto più adatto alle tue esigenze e ricevere preziose indicazioni per la sua corretta installazione: un aiuto professionale sempre a portata di mano!
Siamo leader nello sviluppo di tecnologie applicate al trattamento dell’acqua perchè interpretiamo alla perfezione le tue esigenze e le traduciamo in soluzioni su misura per risultati performanti e immediati. La costante ricerca di innovazione e la voglia di crescere insieme a te ci rendono un partner affidabile con cui fare squadra per il tuo business: we are BWT, and you?
Il mercato globale delle materie prime sta attraversando un periodo di volatilità senza precedenti, con aumenti significativi dei prezzi di tre prodotti chiave: cacao, zucchero e caffè. Questi aumenti stanno avendo un impatto diretto sulla filiera del vending, che si basa fortemente su queste materie prime per la produzione e la commercializzazione di una vasta gamma di prodotti.
Secondo un recente rapporto di Reuters, Il cacao, ingrediente fondamentale per la produzione di cioccolato, ha raggiunto il livello più alto di prezzo degli ultimi 46 anni. Parallelamente, i listini dello zucchero sono saliti a un massimo di 11 anni. Infine, i prezzi del caffè verde sono aumentati notevolmente, con i futures in costante crescita negli ultimi tre anni.
Il settore del vending si trova quindi di fronte a una tempesta perfetta e sarà fondamentale, soprattutto per i gestori, monitorare attentamente l'evoluzione del mercato e adattare le loro strategie di conseguenza. Tuttavia, ogni strategia ha i suoi pro e contro che devono essere attentamente valutati.
Ecco le principali opzioni:
Aumentare i prezzi: la strategia più diretta è aumentare i prezzi dei prodotti nei distributori automatici. Però è un’operazione e che va fatta con attenzione per evitare di scoraggiare i consumatori e perdere battute, soprattutto perché non viene realizzata in presenza di un miglioramento della qualità del prodotto o del servizio. Inoltre, cambiare i prezzi in macchina ha dei costi non indifferenti.
Vendere formati diversi: un'altra strategia è ridurre le dimensioni del prodotto mantenendo lo stesso prezzo, un approccio noto come "shrinkflation". Questo permette di mantenere il prezzo percepito dal consumatore, pur riducendo la quantità di materie prime utilizzate. Non sono però molti i fornitori che possono adeguare il formato vending in tempi rapidi.
Promozione di prodotti alternativi: i gestori vending potrebbero sostituire alcune referenze con prodotti alternativi che hanno costi di produzione più bassi. Non sempre però il consumatore finale gradisce il cambio.
Programmi di fedeltà e sconti: si potrebbero introdurre o espandere programmi di fedeltà e offrire sconti per incentivare i consumatori a continuare a utilizzare i distributori automatici nonostante l'aumento dei prezzi.
Comunicazione efficace: è davvero importante comunicare chiaramente ai consumatori le ragioni dell'aumento dei prezzi. Se i consumatori capiscono che è dovuto a fattori al di fuori del controllo del gestore, potrebbero essere più disposti ad accettare la situazione. Efficienza operativa: infine, i gestori di vending possono cercare di ridurre i costi operativi per compensare l'aumento dei costi delle materie prime. Questo potrebbe includere l'ottimizzazione dei giri, l'adozione di tecnologie più efficienti o la negoziazione di contratti più vantaggiosi con i fornitori. Tutte ottime soluzioni, ma complesse e che necessitano grandi competenze e notevole impegno da parte di tutta la struttura organizzativa.
Non esiste una ricetta magica, si può optare solo per una o per un mix di queste strategie, ma ognuna deve essere attentamente considerata in base alle specifiche caratteristiche di ciascun gestore.
Il settore del vending si trova quindi di fronte a una tempesta perfetta e sarà fondamentale, soprattutto per i gestori, monitorare attentamente l'evoluzione del mercato e adattare le loro strategie.
C’erano una volta i caricatori, coloro che si occupavano di riempire di caffè le campane dei distributori automatici e di rifornire le macchine con qualche bottiglia d’acqua e di Coca-Cola.
Il termine “caricatore”, devo ammettere un po’ generico e leggermente volgare, identificava la professione. “Caricatore” poteva voler dire molte cose: se cerchiamo il significato sull’autorevole enciclopedia Treccani troviamo: facchino, manovale, addetto alle operazioni di carico e scarico delle merci. Se poi vogliamo approfondire ulteriormente, troviamo ben sei declinazioni diverse di questa non ben identificata professione.
Passano gli anni, oltre al caffè e alle bevande il nostro caricatore deve pensare a rifornire i distributori automatici anche con gli snack, la sua professione evolve e, visto che tra le merendine ci sono anche quelle dolci, si decide di addolcire anche il nome che identifica la sua professione, così si passa da “caricatore” a “operatore”.
Anche qui, pur ingentilito, il nome resta generico. Sempre dalla Treccani: “operatore: chi opera, chi compie determinate azioni o operazioni, o di incantesimi (sì, avete letto bene), creatore esecutore ecc.” (i più curiosi possono soddisfarsi con un’intera pagina enciclopedica).
Il settore evolve nuovamente, arriva la digitalizzazione, le App, il touch screen, le merendine più sane, senza zuccheri, serve quindi un nuovo nome che identifichi in modo autorevole la professione dell’ex caricatore, poi operatore.
Qualcuno -non ho mai capito chi- decide per ARD, acronimo di addetto al rifornimento di distributori automatici.
Caspita, questo è figo, vuoi mettere? Tecniche di ammiccamento tra due giovani che iniziano a corteggiarsi: “Che lavoro fai?” “L’ARD!” (altro che operatore o caricatore…sentite come suona bene, provate a pronunciarlo!). Chi riceve la risposta sicuramente non ha capito nulla circa la professione esercitata dall’altro, ma il nome desta stupore,
curiosità, fascino; poi naturalmente sta all’ARD spiegare il tutto, ma questa è un’altra storia. Il nuovo nome rispecchia anche una maggiore professionalità dell’addetto che, oltre al rifornimento, deve conoscere le principali innovazioni dei distributori automatici e dei tanti accessori di cui sono equipaggiati e per questo viene opportunamente formato.
La professione gode di una maggiore dignità rispetto a un tempo. Le cose sono notevolmente migliorate, però gli ARD non si trovano, nessuno vuole più fare questo lavoro che, a parte la buona volontà, non richiede particolari prerequisiti, né attestati o titoli di studio specifici.
È un lavoro dignitosamente retribuito, nella maggior parte dei casi garantito da contratti a tempo indeterminato, lascia tempo libero a disposizione, generalmente non impegna i week end ma -questa è la triste realtà- da Nord a Sud i giovani non vogliono fare questo mestiere.
Forse sarà il caso di cambiare nome e tornare indietro: ripristiniamo il vecchio “operatore”.
Non di incantesimi, però.
NUMERO 165
SETTEMBRE 2023
RENZO GABRIEL
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C’era una volta il caricatore: nessuno vuole fare l’ARD
24 TORREFATTORI
CAFFÈ MOTTA in ogni luogo, gusto e qualità al servizio del consumatore
28 PRODUTTORI
FIORENTINI qualità e leggerezza per tutte le occasioni di consumo
32 EVENTI
VENDING SHOW: grande successo per il salone nazionale francese
48 RISORSE UMANE
Trasformare il Futuro del Lavoro: Il Progetto AEquacy di Nespresso
53 APPUNTAMENTO IN FIERA
ANUGA, tutte le novità dell’edizione 2023 HOSTMILANO HUB per gli scambi commerciali con il Nord America
È sempre un'intuizione a dare il via a grandi progetti! Questa è una regola d'oro in GPE e, infatti, l'idea che oggi li ha guidati e li ha portati alla nascita del modello Sorgent, è quella di poter rendere l’acqua un bene fruibile ovunque, in maniera sana, pura, con il pieno servizio dato da una macchina che può raffreddare la temperatura, gestire la quantità e la tipologia di acqua da bere, senza dover prima passare dalla valutazione dell’acqua del sistema idrico locale e monitorare i valori biologici. Sorgent è acqua buona per tutti! Il gestore non dovrà far altro che caricare i boccioni all'interno del distributore e questo penserà poi a tutto il resto.
Igiene garantita, acqua buona e fresca, prezzo conveniente e zero problemi. L’operatore avrà semplicemente il compito di gestire il corretto smaltimento dei boccioni e il riempimento della macchina che potrà servire circa 300 erogazioni. L’acqua deve essere un discorso semplice, un percorso di salubrità, igiene, convenienza e riduzione di CO2… questo discorso è fatto di due parole: GPE Sorgent! Non si tratta di acqua di rete microfiltrata, ma la macchina preleva l'acqua in maniera sequenziale dai comuni boccioni d'acqua da 5 galloni. GPE SORGENT può contenere fino a 9 boccioni d'acqua che corrispondono a circa 350 bottiglie da mezzolitro.
Annunciato un modello di orologio di Hublot, realizzato con capsule riciclate Nespresso.
La cassa da 42 mm è stata creata con alluminio riciclato, ci cui il 28% proviene da capsule Nespresso ed è stato anodizzato con un verde vivace, lucidato e completato da una finitura satinata. Lo stesso trattamento è stato applicato alla corona e ai pulsanti. Il fondello e la watch box sono realizzati in eco-titanio riciclato. La chiusura déployante in titanio del cinturino in caucciù impreziosita dalla protezione in alluminio, così come la chiusura del cinturino in velcro, sono anodizzate con lo stesso verde impiegato per gli altri componenti dell’orologio.
La cassa, la lunetta, la corona e il pulsante sono invece in alluminio riciclato fuso con l’alluminio delle capsule. Sulla corona è protagonista la “N” di Nespresso incisa nel colore della capsula Master Origins Perù Organic. La densità dei due materiali è miscelata alla perfezione per garantirne la lunga durata. Senza dimenticare il sistema brevettato di cinturini intercambiabili “one click” di Hublot, con il cinturino in tessuto risultato della collaborazione tra Hublot e SingTex: è la prima volta che questo materiale, riciclato al 100% e composto per il 5% da caffè esausto e per il 95% da poliestere riciclato, viene utilizzato per creare il cinturino di un orologio. Ricardo Guadalupe, Amministratore Delegato di Hublot, ha dichiarato: “Il Big Bang Unico Nespresso Origin nasce dalla stretta collaborazione tra i dipartimenti di sviluppo del prodotto di Nespresso e Hublot, due marchi svizzeri fondati negli anni ’80 del secolo scorso e da allora pionieri nel proprio settore. Si tratta di un modello capace di presentare tre innovazioni inedite: la realizzazione in alluminio riciclato proveniente delle capsule Nespresso, simbolo di come sia possibile riutilizzare un materiale in infiniti modi. Il primo cinturino in caucciù contenente il 4,1% di caffè esausto delle capsule Nespresso riciclate e l’8,2% di caucciù riciclato, e il primo cinturino in velcro realizzato in S.Café (95% poliestere riciclato, 5% caffè esausto). Questa armonia cromatica tra i sette materiali che compongono l’orologio è stata raggiunta solo dopo 12 lunghi mesi di intenso lavoro da parte dei laboratori di ricerca e sviluppo, capaci di creare un equilibrio perfetto tra gli ingredienti, così come di testare la qualità e la durevolezza di ogni singolo componente”.
Flessy è disponibile in versione XL, L o M: diverse dimensioni, diverse capacità per adattarsi a qualsiasi tipologia di ambiente, di spazio, di clientela.
FLESSY XL: capacità extra-large per soddisfare le richieste delle aree più frequentate.
FLESSY L: il formato con cui puoi allargare gli orizzonti del tuo business.
FLESSY M: perché la flessibilità è anche una questione di dimensioni.
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Una recentissima ricerca condotta da BVA DOXA, mostra i progressi che il POS ha fatto nel settore Ho.re.ca. Gli operatori del settore lo considerano lo strumento più sicuro per accettare pagamenti (88%), il più veloce (67%) e quello capace di soddisfare al meglio le richieste dei propri clienti (88%). Interessante che il 70% degli intervistati considerino questo strumento di pagamento più attrattivo in particolare per i turisti stranieri (area extra EEA) che, attraverso il POS, possono pagare direttamente in valuta propria con un tasso di cambio vantaggioso. Ma l'entusiasmo del settore Horeca non è certo condiviso dal vending. Il tema del POS è strettamente legato al tema ancora aperto dell’obbligo dei pagamenti elettronici. CONFIDA ha realizzato un paper in cui vengono dettagliate le motivazioni di impossibilità tecnica per i distributori automatici di adempiere alla norma. Nel luglio 2022, insieme alla FIT (Federazione Italiana Tabaccai) ha inviato una lettera ai Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico per richiedere l’esclusione dall’obbligo del POS. Nel novembre 2022, agli Stati Generali del Vending, CONFIDA ha sollevato la questione dell’impossibilità tecnica davanti ai rappresentanti della nuova maggioranza di Governo, A fine novembre il testo della Legge Finanziaria approvato nel Consiglio dei Ministri del 21 novembre aveva previsto una soglia di 60 euro al di sotto della quale l’obbligo non si applicava. Tuttavia, il successivo intervento della Commissione Europea, ha portato all’eliminazione della norma. CONFIDA pertanto ha ripreso il dialogo col Ministero dell’Economia e delle Finanze e contemporaneamente ha ripreso i dialoghi con gli esponenti politici di maggioranza.
Rhea Apliven ha annunciato l’apertura della sua nuova sede di Getafe, centro industriale situato alle porte di Madrid, con l’obiettivo di aumentare la copertura geografica per migliorare ulteriormente il servizio ai clienti e rispondere alla crescente domanda di innovazione della pausa caffè.
L’azienda è già presente sul mercato spagnolo, a Barcellona, dal 2021, e con una sede anche a Madrid, Rhea Apliven intende aumentare il proprio impegno e i propri investimenti nel mercato iberico in un momento di sviluppo della distribuzione automatica nei settori del vending, ho.re.ca e OCS.
“La nuova sede è in una posizione strategica per seguire più da vicino i nostri clienti e per sviluppare ulteriormente la nostra presenza nel nord della Spagna e nel Portogallo. Dopo la nascita di Rhea Apliven a fine 2021, frutto della fusione tra Rhea Vendors Group e Apliven, con questa nuova operazione confermiamo il posizionamento di azienda leader nel settore della distribuzione automatica e la volontà a continuare ad investire nel mercato iberico” commenta César Ouro, CEO di Rhea Apliven
“Con Getafe diventano 11 le filiali di Rhea operative in 9 Paesi in tutto il mondo. L’apertura di una nuova sede in Spagna dimostra il nostro continuo impegno nel supportare i clienti per una coffee experience innovativa, di qualità, di design e sostenibile. Per Rhea assicurare il più alto e accurato livello di servizio è una priorità, e l’investimento della seconda sede spagnola contribuisce a mantenere questo importante obiettivo.” ha commentato Andrea Pozzolini CEO di Rhea.
La sede di Rhea Apliven a Getafe ospita alcune tra le funzioni di rilievo dell’azienda tra cui la divisione commerciale e di customer care. L’edificio di 400 mq è stato progettato con l’obiettivo di combinare innovazione e sostenibilità a beneficio dell’impatto sull’ambiente e del benessere dei dipendenti.
Lavazza conferma di voler proporre soluzioni innovative anche per il mondo OCS e Vending e accetta la sfida di migliorare e rendere valoriale il momento della pausa caffè, sempre più rilevante nella giornata di ognuno.
Oasi iTierra! è un progetto innovativo che nasce con l’obiettivo di trasformare il modo in cui viviamo il momento di break, portando il consumatore in uno spazio nuovo, ingaggiante, tecnologico e attento alla sostenibilità. All’interno di queste aree si possono gustare le capsule per vending machine Blue iTierra! For Planet Espresso Bilanciato compostabili, che rappresentano l’unione tra qualità e sostenibilità. Anche nella proposta di prodotto la volontà è stata quella di optare per una soluzione allo stesso tempo consapevole e di valore.
Nelle Oasi iTierra! l’attenzione alla sostenibilità la troviamo sia nel prodotto offerto sia nell’ambiente che ci circonda: spazi dal design contemporaneo modulabili e integrabili in qualsiasi ambiente lavorativo, con materiali 100% naturali, senza plastica o resine ma solo con legno, cemento e vetro che rendono le oasi delle vere e proprie isole verdi dall’atmosfera tropicale, dotate di purificatori d’aria, diffusori di aromi e ricche di piante e verde vivo.
Grazie all’implementazione di ciascuna di queste aree break, Lavazza si impegna a piantare più di 1.000 alberi in diverse parti del mondo a supporto di progetti di riforestazione in collaborazione con Tree-Nation. Con la prima Oasi iTierra! sono già stati piantati 1.300 alberi a sostegno del progetto “Eden Reforestation Projects” in Mozambico. Condividendo i medesimi obiettivi, Lavazza ha deciso di sviluppare il progetto in collaborazione con la società di progettazione integrata Progetto CMR, per ideare soluzioni flessibili, efficienti e sostenibili partendo da un’approfondita analisi delle esigenze dell’utente finale e con l’obiettivo di realizzare un progetto di design e ad alto valore aggiunto.
La prima Oasi ¡Tierra! inaugurata in occasione dell’Earth Day, è stata installata presso la biblioteca dell’Università Bocconi di Milano, grazie al coinvolgimento di Orasesta, azienda leader nella distribuzione automatica. Per la presentazione del progetto, Lavazza ha coinvolto il comico Vittorio Pettinato che, tramite i suoi canali social, ha presentato questo nuovo concept di area break. Per coinvolgere ed ingaggiare i consumatori, all’interno dell’area, è stato realizzato un pannello interattivo che propone diversi contenuti sul mondo ¡Tierra! e guida alla sua scoperta semplicemente inquadrando un QR code.
Sky ha prodotto un cortometraggio basato su fatti realmente accaduti e ispirato all'incontro tra Luigi Lavazza, fondatore dell’azienda di torrefazione torinese nel 1895, e Angelo Moriondo, inventore della prima macchina per espresso nel 1884. Questo particolare momento era destinato a cambiare la storia e la cultura di un intero Paese, visto che ha portato alla creazione di un nuovo modo di consumare il caffè in Italia e in tutto il mondo. Il branded content è interamente ambientato a Torino e tocca i luoghi fondamentali della storia di Lavazza e dell'espresso: il Caffè San Carlo di Piazza San Carlo; il Ristorante SANTOMMASO 10, dove tutto ebbe inizio e il fondatore Luigi Lavazza aprì una drogheria in cui vennero create le prime miscele di caffè; l’hotel Ligure, dove Angelo Moriondo per la prima volta utilizzò in pubblico la macchina del caffè espresso; la Nuvola Lavazza ed il Museo Lavazza, che racchiudono tutta la storia dell’azienda.
EVA (European Vending & Coffee Service Association) ha appena pubblicato un nuovo rapporto realizzato da GFK che copre i quattro dei principali mercati del vending in Europa: Italia, Francia, Germania e Spagna. Lo studio si focalizza sul panorama del caffè e degli alimenti e copre il consumo sia a casa che fuori casa, oltre a uno sguardo specifico sul comportamento nei confronti dei distributori automatici.
Ecco i principali risultati:
- In tutti e quattro i mercati, i consumatori hanno individuato nella qualità, nella sicurezza e nel prezzo accessibile i principali fattori di acquisto.
- L'84% degli intervistati in Italia consuma il caffè sul luogo di lavoro, con i distributori automatici freestanding come canale preferito (37%).
- I pagamenti digitali sono i più diffusi in Francia, dove il 65% degli intervistati ha indicato che si tratta del metodo di pagamento preferito. In Germania, invece, il 48% degli intervistati preferisce usare il contante.
- In tutti e quattro i Paesi, la maggioranza dei lavoratori (tra il 52% e il 60%) preferisce utilizzare il supermercato locale per acquistare prodotti alimentari come i panini per il luogo di lavoro.
- In Spagna, le macchine per il caffè sul posto di lavoro (il 64% è costituito da macchine a capsule) sono il modo preferito per ottenere il caffè, seguite da un ristorante/caffè bar e da distributori automatici freestanding. Come tutte le pubblicazioni EVA, il nuovo rapporto sul comportamento dei consumatori è completamente gratuito per i soci. Per i non soci, il rapporto è disponibile per l'acquisto. informazioni all'indirizzo vending@vending-europe.eu.
VENDING SHOW: EVOCA A PARIGI CON UN CONCEPT ESPERIENZIALE PROIETTATO VERSO IL FUTURO
Vending Show si è svolto dal 21 al 23 Giugno a Parigi e lo stand EVOCA è stato al centro di un nuovo concept, che porta l’utente a entrare in un mondo Vending dai confini ampliati e propone l’anticipazione dei principali trend del consumo fuori casa.
A marchio Necta soluzioni e tecnologie originali come PureLatte, che erogano bevande a base di latte liquido; la nuova Soprano che, oltre alle eccellenti prestazioni energetiche, offre una capacità prodotti straordinaria e una estrema flessibilità di layout; l'innovativo modulo Greeny Touch che completa l’offerta per rendere più sostenibile la pausa grazie alla raccolta delle bottiglie in plastica.
A Parigi, presentate in anteprima Opera Touch Multicup, un vero scrigno di preziose novità che anticipano quello che diventerà il nuovo standard della gamma Necta. Questo modello porta il vending in una dimensione più sostenibile, grazie all'uso di bio plastiche per alcuni elementi della porta. La nuova Palettiera Bio garantisce l'erogazione perfetta di palette anche in carta, legno o bio plastica. La nuova funzione di Energy Saving permette inoltre di abbattere i consumi della macchina. Infine, Shapes: la nuova grafica dei pannelli composta da poligoni che combinati creano un paesaggio inedito dove innovazione, qualità e sostenibilità convivono armoniosamente.
Ma l’impegno del brand verso un vending più sostenibile non si ferma qui, altre sorprendenti soluzioni hanno colpito il visitatore presso lo stand dell’azienda.
La proposta di EVOCA va oltre il mondo della distribuzione automatica e abbraccia anche le locazioni Ho.Re.Ca. e OCS con una serie di grandi novità a completo servizio del gusto.
Gruppo Flo ha partecipato alla prima edizione di Vending Show, dal 21 al 23 giugno, la fiera sulla distribuzione automatica organizzata da NAVSA, l’Associazione di settore francese, che torna dopo 4 anni e che segna uno degli appuntamenti più importanti del comparto in Francia. L’azienda di Fontanellato era presente con la sua gamma in carta e in plastica 100% riciclabile dedicata al vending mostrando concretamente l’importante percorso di innovazione e diversificazione portato avanti negli ultimi anni, non solo per quanto riguarda i prodotti, ma anche per le materie prime utilizzate.
“Dopo l’Italia, la Francia è per volumi e fatturati il paese più importante per il nostro Gruppo – commenta Erika Simonazzi, Responsabile Marketing di Gruppo Flo - Negli ultimi anni è sempre stata in prima linea nella corsa alla transizione green e per noi si è rivelata un acceleratore di investimenti per la diversificazione dei nostri prodotti e per la totale trasformazione del nostro stabilimento di Ruitz.”
Flo Europe (con sede a Ruiz, Francia) già nel biennio 2018-2020 aveva effettuato una totale conversione dalla plastica alla carta, mentre a marzo 2023, l’headquarter di Fontanellato (Parma) ha inaugurato un nuovo reparto dedicato interamente alla produzione di bicchieri in carta per il vending. A Vending Show, Flo ha presentato in particolare i bicchieri Symbols, new entry della linea MAORI dedicata alla mitica popolazione di guerrieri della Nuova Zelanda, realizzata sia nella sede italiana che in Francia. Arricchiti da tre decori la tartaruga, la manta e il geco, animali che nella tradizione MAORI sono ricchi di significati simbolici, la loro forma è stata progettata e ottimizzata per la distribuzione automatica.
Tutti i bicchieri della gamma sono prodotti con carta proveniente da foreste certificata PEFC, e hanno superato brillantemente i test di riciclabilità ATICELCA, classificandosi a livello A.
Flo ha proposto anche le palette per caffè della linea Alpha, anch’esse certificate ATICELCA, in carta monomateriale senza traccia di plastica, trattata con tecnologia Quarzo, in accordo con la direttiva Europea SUPD. Grazie all’innovativo trattamento a base di silice, si ottiene una paletta rigida e resistente, impermeabile ai liquidi, idonea all’uso con bevande calde.
Infine, tra i protagonisti della fiera anche Hybrid cup, il best seller assoluto sul mercato vending italiano, in plastica e 100% riciclabile, che grazie ad un innovativo mix di materiali, permette la riduzione di emissioni di CO2 nell’ambiente, fino al 40% rispetto ai bicchieri tradizionali in plastica vergine.
Al World of Coffee 2023 di Atene BWT è stata protagonista di un altro evento spettacolare. Continuando il percorso intrapreso lo scorso anno a Melbourne, BWT è stata fornitore ufficiale dell’acqua del World Barista Championships.
Ciò significa non solo fornire una qualità dell'acqua SCA costante e perfetta per tutti i concorrenti, ma anche accompagnarli insieme agli altri sponsor WBC nei giorni precedenti alla competizione con l'organizzazione di sessioni di pratica presso i Barista Base Camp in tutta Atene. Una fantastica collaborazione di squadra, che ha visto BWT lavorare a stretto contatto con Barista Attitude, Victoria Arduino, Cafetto e Alpro per assicurare che ciascuno dei 60 concorrenti avesse l'opportunità di provare la propria routine con il set-up ufficiale scelto per il live sul palco. Il team BWT era presente sul posto per installare il sistema di filtrazione dell'acqua e monitorare da vicino i parametri per garantire che i requisiti SCA corrispondessero perfettamente in ogni momento, per ogni concorrente.
Massimo Renda, Presidente e Fondatore di Caffè Borbone, è tra i 25 Cavalieri del Lavoro nominati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Sen. Adolfo Urso, insieme al Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, On. Francesco Lollobrigida.
Massimo Renda è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro distinguendosi nel settore dell’industria alimentare per aver fondato e portato al successo Caffè Borbone, azienda di torrefazione e vendita di caffè, oggi secondo marchio di caffè per quote di mercato e prima azienda per contribuzione alla crescita della categoria del caffè monoporzionato in Italia.
“Sono onorato per questo titolo che il Presidente ha deciso di conferire non solo a me ma a tutte le persone che hanno contribuito alla crescita di Caffè Borbone. Devo il titolo all’azienda e a tutto quello che ha significato per me sin dal 1998. Caffè Borbone è una realtà florida, che si è evoluta in breve tempo grazie ai giusti investimenti in innovazione di prodotto e di processo e alle giuste scelte di distribuzione commerciale, nonché un’azienda nata e cresciuta all’interno di un territorio che è da sempre culla dell’industria alimentare italiana. Sono orgoglioso di essere tra gli imprenditori campani nominati Cavalieri del Lavoro, sperando di essere uno stimolo per tante altre realtà del Made in Italy” ha dichiarato Renda, Presidente e Fondatore di Caffè Borbone.
Tra i nuovi Cavalieri del Lavoro figura anche Carlo Pesenti, membro del CDA di Caffè Borbone. Nato il 30 marzo 1963, sposato, padre di sei figli, Laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano, Master in Economia e Management all’Università Bocconi, Carlo Pesenti è Consigliere Delegato di Italmobiliare. Fondata nel 1946 e quotata alla Borsa di Milano nel 1980, Italmobiliare è una delle principali holding di investimento italiane con un portafoglio diversificato di partecipazioni e investimenti il cui Net Asset Value supera i 2 miliardi di euro. Italmobiliare investe in aziende eccellenti del made in Italy e le accompagna in un percorso di crescita sostenibile improntato alla creazione di valore condiviso nel tempo. Nel 2018 Italmobiliare è entrata in Caffè Borbone, di cui detiene una partecipazione del 60%, dando ulteriore impulso al piano di crescita, sviluppo e internazionalizzazione della società.
Bianchi Vending sarà al Paris Expo Porte de Versailles per partecipare a Vending Show. Dopo un successo più che positivo a Venditalia 2022, la nuova gamma Phygital entra ufficialmente nel mercato francese per portare una nuova visione del vending e conquistare i gestori transalpini. Gli operatori in fiera potranno scoprire la nuova linea prodotti che ruota attorno a tre soluzioni modulari: FLESSY, il distributore a spirali per snack e bevande fredde, INTUITY e AGILY, distributori di bevande calde dalle molteplici funzionalità. Questo “ecosistema” completo, si basa su una struttura fisica flessibile e su piattaforme digitali di ultima generazione. Fisico e digitale, insieme per migliorare e semplificare il lavoro degli operatori e rendere più coinvolgente l’esperienza d’acquisto del consumatore. Questo è il principio ispiratore della rivoluzione Phygital che si fonda su tre pilastri: Easy Configuration, Easy Maintenance, Easy Interaction
Il team Bianchi Vending France presenterà al pubblico tutti i dettagli della nuova generazione di distributori automatici e illustrerà come questi concetti rispondano all’evoluzione del vending con un approccio modulare che guarda al futuro.
Il Giappone – e non poteva che essere così- ha ampliato le difese verso le calamità naturali anche ai distributori automatici.
In caso di terremoti ed altri disastri climatici, sempre frequenti nell’area nipponica, alcune vending machine sono state programmate per distribuire cibo e bevande gratuitamente ai cittadini: le prime due macchine di questo tipo sono state installate nella città costiera di Ako, considerata a forte rischio sismico.
Ogni distributore contiene circa 300 prodotti: bottigliette, lattine e bevande analcoliche di ogni tipo e generi alimentari di emergenza. Le vending machine sono posizionate vicino agli edifici che, in caso di terremoto o forte alluvione, verranno designati come punti di raccolta e forniranno assistenza e informazioni agli sfollati, oltre alle istruzioni per eventuali campagne di evacuazione.
Quando viene emesso un avviso di forti piogge o un’ordinanza di evacuazione dopo un terremoto di intensità superiore a cinque nella scala giapponese, le macchine si sbloccano automaticamente e il loro contenuto diventa gratuito. In situazione di normalità, infatti, i distributori funziono regolarmente e sono aperti al pubblico che può acquistare, pagando, gli snack o le bevande che desiderano.
Queste macchine, prodotte da Earth Corp , sono le prime del loro genere in Giappone, un paese noto per l’attività sismica e per i potenti tifoni che hanno causato inondazioni e frane. L’obiettivo è installare queste macchine in tutto il paese per contribuire alla sicurezza e alla protezione dei residenti.
Il nuovo spot Ristora sarà realizzato dall'agenzia Jmotion di Pescara e verrà girato in Abruzzo con una testimonial d'eccezione: Iva Zanicchi. Ristora è un brand del gruppo bresciano Prontofoods, proprietario di Crastan e di altri marchi molto noti: Maraviglia, Idrolitina, Frizzina, Ideal, West End e Prolait.
Il gruppo, che esporta in oltre 80 paesi e ha circa 500 dipendenti, è leader nel mercato italiano delle bevande istantanee calde e fredde, dolcificanti e fruttosio, nel confezionamento di thè, camomilla, infusi e tisane e di capsule compatibili con vari sistemi presenti sul mercato. Lo spot andrà in onda in autunno sui maggiori canali televisivi nazionali e su diverse piattaforme digitali.
Iva Zanicchi ha dichiarato: "Pescara è una città bellissima e non vedo l'ora di arrivarci. Sono particolarmente felice di lavorare con Ristora, perché tratterò di prodotti di altissima qualità, cosa per me fondamentale per poterli reclamizzare. Ho trovato tantissima professionalità da parte dell'agenzia Jmotion e da parte di tutti, per cui sarà veramente bello poter registrare uno spot che arrivi alle famiglie”.
Jmotion è l’agenzia di Pescara diretta da Lidia Di Blasio che da quindici anni si occupa di pubblicità, marketing, produzione audiovisiva, siti web e comunicazione. Prontofoods ha scelto in questa occasione di rinnovare la fiducia a Jmotion, che ha girato il primo spot assoluto di Crastan, azienda con più di 150 anni di storia, acquisita nel 2019 proprio dal gruppo bresciano.
Nel mondo del caffè monodose, Caffitaly ha recentemente ottenuto una vittoria significativa contro la contraffazione. Il Tribunale di Bari ha riconosciuto che un'azienda del Sud Italia (e le sue affiliate) sono colpevoli di produrre, commercializzare e sponsorizzare capsule contraffatte compatibili con il sistema "Caffitaly System". Queste capsule erano in grado di funzionare anche con macchine dotate di dispositivi di riconoscimento della capsula, violando sia il Brevetto Europeo che tutela la tecnologia di Caffitaly, sia i marchi registrati dalla società.
Il CEO di Caffitaly, Giuseppe Casareto, e la Chief Legal Officer, Avv. Carmen Mandato, hanno agito prontamente in sede legale, ottenendo un provvedimento unico. Il Tribunale di Bari ha ordinato l'immediata cessazione della produzione, commercializzazione e promozione delle capsule contraffatte, il loro ritiro dal mercato, e il sequestro di tutta la documentazione contabile relativa ai proventi dell'attività illecita. Inoltre, il tribunale ha emesso misure cautelari di inibitoria e sequestro con efficacia estesa a tutto il territorio dell'Unione Europea, e ha stabilito che Caffitaly potrà ottenere un risarcimento per i danni subiti, oltre al ristoro delle spese legali. Casareto ha commentato che questo provvedimento rappresenta una grande vittoria nella lotta alla contraffazione e un trionfo per Caffitaly, che vede riconosciuto il valore del suo impegno continuo in Ricerca & Sviluppo. Ha inoltre sottolineato che i consumatori possono contare sull'alta qualità e l'affidabilità che Caffitaly garantisce nei suoi prodotti. Mandato ha aggiunto che il provvedimento del Tribunale di Bari rappresenta un unicum nella storia della giurisprudenza italiana e sarà una pietra miliare nella lotta alla contraffazione in Italia. Questo caso mette in luce l'importanza della protezione dei brevetti e dei marchi registrati nel settore del caffè monodose. La decisione del Tribunale di Bari rappresenta un importante precedente per le aziende che cercano di proteggere le loro innovazioni tecnologiche e i loro marchi. Inoltre, evidenzia l'importanza di un monitoraggio costante del mercato per assicurare l'originalità e il rispetto degli standard qualitativi dei prodotti. Infine, sottolinea l'importanza di agire prontamente in sede legale per contrastare le attività di contraffazione
Una macchina da caffè in edizione limitata per omaggiare la squadra del Napoli per il suo trionfo sul campo. Questa l’ultima idea lanciata da Faber Italia, azienda produttrice di macchine da caffè in cialda, che ha nella personalizzazione uno dei suoi punti di forza. Lo scudetto in bella mostra e un colore inconfondibile per i tifosi del Napoli: questa è la versione “azzurra” della Deluxe “Abbiamo voluto così omaggiare una città in festa che ha nel caffè un altro dei suoi straordinari simboli, con la nostra campagna “Sulo a Napule ‘o ssann fà”, perché i napoletani hanno dimostrato nei secoli di riuscire a fare cose straordinarie, nonostante tutte le difficoltà evidenti che la città deve ogni giorno attraversare», spiega Fabio Teti, rappresentante della seconda generazione dell’impresa di Caserta.
La macchina “scudettata” nasce grazie all’inventiva di un gruppo di lavoro, formato da grafici e progettisti che hanno lavorato mesi a più ipotesi, trovando poi un equilibrio tra la popolarità del tema e la ricerca di un’eleganza, per dare vita, come nella filosofia dell’azienda, a un oggetto di design. La campagna include anche una promo: per i primi 100 che acquisteranno la serie Scudetto in limited edition, ci sarà in omaggio una box da 150 cialde di Caffè Toraldo
Gruppo Illiria ha partecipato e vinto il premio speciale Web della II edizione di Paperless & Digital Awards, evento nato da un’idea di Nicola Savino, tra i maggiori esperti nazionali di tema di digitalizzazione dei processi, per raccontare le buone pratiche di digitalizzazione delle aziende italiane.
Tra i 33 progetti finalisti di grandi e medie, piccole e micro imprese, pubbliche amministrazioni, startup e spinoff, strutture sanitarie sia pubbliche che private ed enti no profit provenienti da 13 regioni italiane, la rete, con 768 voti e una media punteggio di 4,08 su 5, ha scelto il progetto di Gruppo Illiria di “Digital transormation applicata ai distributori automatici”, che attraverso la telemetria consente di offrire un servizio senza più predittivo e meno reattivo grazie al monitoraggio e alla gestione del servizio da remoto e in real time e una migliore user experience.
La tecnologia permette anche la profilazione dei consumatori attraverso una piattaforma che consente di raccogliere informazioni su gusti, abitudini e necessità, dati che fino a ieri era molto difficile, se non impossibile, intercettare attraverso le attività tradizionali. Questo si traduce in un servizio più customizzato, vicino al consumatore e alle sue esigenze. Attraverso l’app, inoltre, il consumatore può accedere ad una serie di servizi, promozioni e sconti sui prodotti, cashback, programmi di loyalty stars per accumulare punti e convertirli in consumazioni gratuite, e molto altro. L’applicazione può essere utilizzata anche come forma di welfare in quanto un’azienda potrebbe decidere, ad esempio, di offrire il primo caffè della giornata ai propri collaboratori.
La telemetria permette anche un notevole risparmio di tempi e costi grazie agli interventi da remoto e all’ottimizzazione delle percorrenze di operatori e tecnici sul territorio, generando un minor impatto ambientale della propria attività. Illiria ha scelto Matipay come partner tecnologico per applicare questa tecnologia ai propri distributori automatici e renderli apparecchi sempre più smart e connessi, capaci di interagire direttamente con il gestionale.
Ad oggi l’azienda ha 111.850 utenti registrati all’App di Matipay, di cui oltre il 70% ne è utilizzatore abituale.
L’evento si è tenuto lo scorso venerdì 23 giugno a Salerno presso il Palazzo Innovazione, dove nel pomeriggio i partecipanti hanno esposto i progetti davanti a una giuria formata dal Comitato Tecnico Scientifico. La giornata si è conclusa con la premiazione finale, avvenuta nella serata nella suggestiva cornice di Palazzo Arechi. A ritirare il premio la responsabile CSR di Gruppo Illiria, Carlotta Bortolin.
Boostbar ha trionfato agli Swiss Economics Awards, un premio davvero prestigioso per una start-up nata soltanto a luglio 2020 (in piena pandemia) e riuscita a crescere fino a raggiungere i 50 dipendenti.
Il CEO Pascal Uffer durante l'evento ha lanciato un messaggio che riteniamo d'ispirazione anche per il nostro mercato: rendiamo di nuovo grande il vending! Infatti la sua azienda ha iniziato un processo di digitalizzazione che è destinato a creare un futuro più smart e sostenibile per i distributori automatici di domani. Swiss Economics Awards è il più importante premio per le start-up svizzere e quest'anno celebrava il suo 25° anniversario. L'ambito riconoscimento viene attribuito a sole tre imprese, ognuno per una specifica categoria. Boostbar è risultata la migliore nella categoria Industria/Produzione.
“RENDIAMO DI NUOVO
Covim ha esposto i suoi prodotti all’evento fieristico più atteso dell’anno, la prima edizione di Vending Show, dedicata agli operatori nazionali ed internazionali di tutta la filiera della distribuzione automatica.
L’evento è stato per Covim la vetrina ideale per presentare tutte le sue novità di gamma assieme al distributore Smart Break (Segi France) , storica società con la quale Covim ha collaborato per molti anni per sviluppare la sua presenza e il suo marchio nel mercato francese.
Covim presenterà per la prima volta al mercato francese le nuove capsule compatibili Lavazza Firma, le capsule in alluminio compatibili Nespresso Original, disponibili in ben quattro referenze (Classico, Espresso, Oro e Decaffeinato e le due nuove macchine dedicate al Sistema proprietario Superba: la CS60 e la CS120. Presso lo stand Covim è stata anche presentata un’ampia selezione dei prodotti dedicati al settore del vending: dal caffè in grani, alle numerose soluzioni in capsula monoprodotto compatibili con i principali sistemi espresso, fino alle cialde in carta e alla linea delle capsule autoprotette Superba.
Per la prima edizione di Vending Show, a Parigi ha fatto il suo debutto internazionale il nuovo stand Covim, realizzato con un’immagine completamente rinnovata.
Nestlé, il colosso dell'industria alimentare, celebra 110 anni di presenza in Italia. Nel 2022, il Gruppo ha generato un valore condiviso di 4,2 miliardi di euro nel Paese, pari allo 0,22% del PIL , registrando un incremento del 5,5% rispetto al 2020. Questi dati emergono dallo studio “Nestlé crea valore per l’Italia”, presentato recentemente da Marco Travaglia, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Nestlé in Italia, e Alessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Althesys.
"Nestlé riveste un ruolo sempre più centrale nell’economia del nostro Paese, generando un valore condiviso di cui beneficiano l’intera nazione e le piccole comunità locali", ha dichiarato Marco Travaglia. "Continuiamo a credere e a scommettere sull’Italia attraverso investimenti costanti sull’intero comparto, sviluppando progetti che riescono ad avere impatti sociali positivi e mettendo a disposizione di istituzioni, enti e aziende la nostra capacità di innovare costantemente."
La storia di Nestlé in Italia inizia 110 anni fa , nel 1913, quando viene depositata a Milano l’etichetta: “Farina Lattea Nestlé”. Da allora, Nestlé ha lasciato una significativa impronta sul territorio italiano, diventando un punto di riferimento per milioni di famiglie in tutto il Paese. Oggi, il Gruppo è presente in Italia con 10 stabilimenti e 74 punti vendita che impiegano circa 4.600 persone.
Per celebrare l'importante anniversario, è stata allestita una mostra presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedicata a due brand iconici del Gruppo: Baci Perugina e S. Pellegrino . Entrambi i marchi rappresentano la tradizione e la capacità internazionale del Gruppo, con Baci Perugina che rispetta la sua tradizione sperimentando e innovandosi continuamente e S. Pellegrino, conosciuta in tutto il mondo, che rappresenta al meglio il Made in Italy e il saper vivere all’italiana.
Orasesta Spa ha comunicato che la nuova sede in Veneto è finalmente pronta e operativa. L'edificio si trova nella zona industriale del Comune di Padova, in una posizione strategica vicino ai principali snodi autostradali. Questa posizione privilegiata consente un facile accesso alle province della regione e alla zona est dell'Emilia Romagna.
Il gruppo di gestione lombardo ha dedicato grande attenzione all'ambiente e alla sostenibilità durante la realizzazione della struttura, utilizzando materiali ecologici che riducono l'impatto energetico complessivo dell'edificio e installando pannelli fotovoltaici per sfruttare al massimo le risorse solari e promuovere l'energia pulita. La distribuzione degli spazi è stata studiata con cura, prendendo in considerazione gli standard delle altre dieci sedi di Orasesta, in modo tale da assicurare un ambiente di lavoro funzionale, confortevole e all'avanguardia.
Il Gruppo San Benedetto è stato insignito del prestigioso Brands Award 2023 nella categoria Bevande Analcoliche grazie alla sua linea di bevande Succoso Zero, che si caratterizza per l'utilizzo di succo di frutta e l'assenza di zuccheri aggiunti. Questo riconoscimento è stato conferito da Gdoweek e Mark Up, riviste specializzate nel settore, che premiano le migliori performance annue delle marche nel campo dei beni di largo consumo. Succoso Zero ha saputo conquistare i giudici grazie alla sua innovatività nel segmento delle bevande alla frutta senza zuccheri aggiunti, riuscendo a posizionarsi come leader di mercato in rapida crescita. La referenza si presenta nel formato da 0,40 litri, ideale per una consumazione "on-thego", e si distingue per il basso contenuto calorico e l'assenza di glutine.
Succoso Zero è disponibile in sei diverse varianti di gusto, tra cui Frutti Rossi, Arancia Carota Limone, Arancia e Arancia Rossa, Frutta Mix, Macedonia e Mango Mela, al fine di soddisfare le preferenze di tutti i consumatori. La veste grafica dei prodotti Succoso Zero è stata ridisegnata per esaltare la raffinatezza e la vivacità delle referenze, con un design fresco ed elegante. Il logo è ora custodito in una cornice dallo sfondo argentato, conferendo ulteriore pregio e delicatezza alla linea.
San Benedetto ha pianificato una robusta campagna di comunicazione per Succoso Zero, che vedrà come testimonial Elisabetta Canalis, icona di classe e naturale bellezza. La campagna, che sarà diffusa su diverse emittenti televisive e altri mezzi di comunicazione, sia online che offline, svelerà il segreto di benessere di Canalis legato all'utilizzo di Succoso Zero.
Con il premio Brands Award 2023 e il successo della linea Succoso Zero, San Benedetto conferma la sua posizione di rilievo nel settore delle bevande analcoliche. Grazie alla continua ricerca e all'attenzione alle tendenze di mercato, l'azienda si dimostra in grado di soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più orientato verso scelte salutari e di qualità
FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE
NEL SETTORE DEL VENDING DA BEN 14 ANNI, UN
TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI
SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO
IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE.TUTTE
LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE
CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E
MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE
TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.
D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.
CESSAZIONE PER VANDALISMO.
DIECI ANNI DI LAVORO IN FUMO IN UNA NOTTE....
Eros Laudi, ex vigile urbano e proprietario di un H24 nel centro di Terni, ha deciso di chiudere la sua attività dopo un devastante furto con scasso. Dieci anni di duro lavoro sono stati distrutti in una sola notte. Tra le 3 e le 3:45 del mattino, un ladro armato di un piede di porco ha divelto i distributori per rubare i soldi contenuti al loro interno. I distributori vandalizzati hanno un valore che supera i 20.000 euro e, dopo l'assalto, non sono più utilizzabili.
Laudi ha scoperto il furto quando è arrivato al locale per le pulizie quotidiane e per ricaricare i distributori. Ha descritto la scena come terribile, sottolineando che non si trattava del solito atto vandalico. Questa volta, i distributori automatici sono stati distrutti sia nelle parti elettroniche che strutturali.
Dopo aver chiamato la polizia, ha deciso di chiudere definitivamente l'attività, mandando in fumo un'impresa familiare costruita con molti sacrifici.
Dopo il furto e i danni, Laudi ha scritto una lettera aperta al sindaco, esprimendo il suo dolore per la perdita dell'attività e sottolineando l'enorme impegno dietro ad un H24.Siamo solidali...
UFFICIALE LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO DI ERGO VENDING S.R.L.
Ufficiale la chiusura del fallimento di Ergo Vending S.r.l.
Il 12 luglio il Tribunale Ordinario di Roma - Sezione Fallimentare, ha dichiarato la chiusura del procedimento di fallimento di Ergo Vending Srl per compiuta ripartizione finale dell’attivo. Le attività acquisite al fallimento sono state realizzate e non vi sono altri beni da acquisire né azioni da esercitare. E' stato approvato il conto della gestione del curatore ed è stato liquidato il suo compenso, è stata compiuta la ripartizione finale dell’attivo realizzato senza che si siano potuti soddisfare interamente tutti i crediti ammessi al passivo.
Si chiude così la parabola di Ergo Vending che ha avuto il suo picco più alto in uno stand da 600mq. in fiera nel 2016, con 24 standiste ad accogliere i clienti...
Bianchi Industry ha comunicato ai propri clienti un cambiamento organizzativo che coinvolge la Direzione Commerciale e Marketing del Gruppo: Luca Passarella lascia l'incarico di Sales & Marketing Director.
La posizione sarà ricoperta ad interim dall'Amministratore Delegato Massimo Trapletti, che si avvarrà del supporto e della professionalità del Team commerciale Italia ed Estero.
Bianchi Industry ringrazia Luca per l'impegno e la dedizione profusi in tanti anni di servizio, e gli augura il meglio per il prosieguo della propria attività professionale.
MONDO MANAGER CAMBIAMENTO ORGANIZZATIVO IN BIANCHI INDUSTRY?L'Aeroporto di Amsterdam Schiphol è il principale aeroporto internazionale dei Paesi Bassi. È stato il terzo aeroporto più trafficato del mondo per traffico passeggeri internazionale nel 2021 e il più trafficato in Europa in termini di movimenti di aeromobili...
Schiphol Airport Retail (SAR) il più grande rivenditore di Schiphol, che gestisce ben 12 negozi duty-free nelle sale d'attesa dell'aeroporto, ha appena annunciato che le bottiglie d'acqua in plastica monouso non saranno più vendute.
Secondo questa nuova politica, SAR collaborerà con Dopper, un'azienda olandese che produce bottiglie d'acqua riutilizzabili e attraverso un "Water Tap" che è stato appena inaugurato nel flagship store del rivenditore, i viaggiatori potranno riempire gratuitamente le loro bottiglie riutilizzabili.
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano quelli che hanno vinto l'appalto del vending in quell'aeroporto...
DALL'OBBLIGO DEL POS AI TABACCAI
L'agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha rilasciato una Determinazione Direttoriale (CLICCA QUI) che revoca ai tabaccai l'esenzione dall'obbligo del POS.
ATTESO il crescente effettivo impiego e l’evoluzione dell’offerta degli strumenti di pagamento elettronico, oggetto di innovative politiche commerciali ed iniziative di settore in continua evoluzione, trattandosi di mercato particolarmente dinamico, anche dal punto di vista delle tecnologie impiegate e degli attori;
TENUTO CONTO che occorre rivalutare la questione in relazione alle condizioni ad oggi offerte dagli intermediari bancari e finanziari per l’erogazione del servizio;
CONSIDERATO che risultano sul mercato variegate offerte del servizio POS, tra le quali tariffe flat, indipendenti dal numero di transazioni effettuate, e tariffe che prevedono il rimborso delle commissioni per i micro-pagamenti inferiori a 10 Euro;
RITENUTO, pertanto, che tali soluzioni contrattuali permettano di superare la criticità a suo tempo rappresentata dagli operatori e, in effetti, facciano anche venir meno la specificità – rispetto ad altri operatori e/o rispetto ad altri prodotti – posta alla base per l’adozione del citato provvedimento direttoriale;
Se volevamo una conferma sulla totale ignoranza da parte di alcune Giunte Comunali sul funzionamento dei distributori automatici, oggi abbiamo un'ulteriore irritante prova.
Le spiagge libere di Salerno sono senza servizi, le passate convenzioni con i privati per la concessione di chioschi si sono risolte con sequestri, ricorsi e infinite polemiche. Quindi l'amministrazione comunale ha deciso di chiudere tutto. Ma come si possono lasciare i bagnanti senza alcun servizio? Qui scatta il lampo di genio in Comune, c'è il vending!
Allora Palazzo Guerra ha avviato la procedura per individuare un operatore economico al quale concedere (a fronte di una percentuale) il servizio di: “vendita di bevande e snack mediante installazione di distributori automatici per la stagione balneare 2023". 10 distributori, due per arenile.
Il problema è che la stagione balneare 2023 è già iniziata da tempo e soprattutto negli arenili non ci sono fonti di energia elettrica a cui attaccarsi... Ma come pensate che funzionino i distributori??
RITENUTO che, per le motivazioni di cui sopra, occorre effettuare una rivalutazione complessiva di quanto in precedenza disposto con la determinazione direttoriale prot. n. 487172/RU del 25 ottobre 2022;
ARTICOLO 1
La Determinazione direttoriale prot. n. 487172/RU del 25 ottobre 2022 è revocata a decorrere dalla data di pubblicazione del presente provvedimento.
CAFFÈ MOTTA È UN MARCHIO STORICO DELLA
TORREFAZIONE ITALIANA, CHE NASCE A MELFI
GRAZIE A MICHELE MASTROMARTINO E CARMELA
MOTTA SOTTO IL MARCHIO “BRASILIANA” FINO
A TRASFERIRE I SUOI IMPIANTI A SALERNO E PRENDERE L’ATTUALE DENOMINAZIONE.
NICOLA MASTROMARTINO, EREDE DEI FONDATORI, NEGLI ANNI DUEMILA ASSUME LA DIREZIONE DELL’IMPRESA DI FAMIGLIA, CON L’OBIETTIVO DI FAR CONOSCERE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E ALL’ESTERO IL BRAND.
GRAZIE AD UNO STABILIMENTO TECNOLOGICAMENTE AVANZATO E AD UNA CAPACITÀ PRODUTTIVA
AUMENTATA, SEGUITA DA UN RESTYLING DEL PACKAGING, CAFFÈ MOTTA È OGGI UN PLAYER DI PRIMO PIANO NEI COMPARTI GDO, HO.RE.CA. E NEL
SEGMENTO DELLE CAPSULE COMPATIBILI, CHE RAFFORZA OGNI GIORNO LA SUA POSIZIONE SUL MERCATO MUTICANALE.
A PARLARCI DI CAFFÈ MOTTA, DELLA SUA MISSION
E DEI SUOI OBIETTIVI FUTURI È CHRISTIAN FADDA, RESPONSABILE VENDITE DEI CANALI RETAIL E GDO
CHI SCEGLIE OGGI CAFFÈ MOTTA STA SCEGLIENDO SICURAMENTE UN CAFFÈ DI QUALITÀ, UN PRODOTTO MODERNO E AL PASSO COI TEMPI IN GRADO DI SODDISFARE LE ESIGENZE DEL NUOVO CONSUMATORE.
INTERVISTA CON INTERVISTA CON CHRISTIAN FADDA, RESPONSABILE VENDITE RETAIL E GDO
Qual è stato il percorso professionale che l’ha portata fino a Caffè Motta? Da diversi anni mi occupo di sviluppo di canale in GDO in diversi settori merceologici e da sei anni nel comparto del caffè. Sono entusiasta di ricoprire attualmente la carica di Direttore Vendite per la Business UnitGDO_Retail Italia di Caffè Motta e credo che innanzitutto sia importante dare continuità a quanto è stato realizzato finora dalla famiglia Mastromartino in
sessanta anni di storia. Il nostro obiettivo è di creare nuove opportunità di business ed espandere ulteriormente il brand nel canale moderno.
Qual è la storia di Caffè Motta? Caffè Motta racconta la storia tutta italiana della famiglia Mastromartino che, a partire dagli anni Sessanta, ha saputo unire passione e antichi saperi per dar vita a una squadra industriale che si impegna ad offrire, ogni giorno, un caffè dal gusto intenso, verace e genuino, capace di esprimere l’unicità dell’espresso napoletano.
Professionalità, costante ricerca dell’eccellenza e responsabilità
sociale sono i valori che guidano Caffè Motta, nel percorso di accurata selezione delle qualità più pregiate di Arabica e Robusta provenienti dai principali Paesi produttori, che vengono poi lavorate sapientemente mediante particolari procedimenti di tostatura. A ciò, si abbinano attenti processi di miscelazione e confezionamento – migliorati ulteriormente grazie all’utilizzo di impianti di ultima generazione - che mirano alla produzione di un prodotto unico, di qualità e rigorosamente Made in Italy.
Quando e perché avete deciso di investire anche nel comparto vending/OCS e nel segmento Home? Oggi quali sono i prodotti dedicati a questi canali? Abbiamo deciso di adattarci alle nuove modalità e ai cambiamenti dei consumi optando per un posizionamento premium nel segmento del monoporzionato, che abbiamo ampliato realizzando ben cinque nuove miscele per la linea Espresso di capsule compatibili con il sistema Nespresso©. La nuova linea Espresso comprende sia le capsule in alluminio - per le miscele Pregiato 100% Arabica, Cremoso, Intenso e Decaffeinato – sia le capsule in plastica per la miscela Espresso Bar.
La scelta è stata anche di attuare un restyling del packaging, che abbiamo scelto di realizzare in nero brillante e con i dettagli degli inserti nell’iconico arancione Caffè Motta, con l’obiettivo di sottolineare il nuovo posizionamento del brand e comunicare in maniera chiara e definita al consumatore tutte le informazioni sulle note aromatiche che compongono la miscela. Questo perché le persone sono sempre più attente e curiose di scoprire le varie sfumature sul prodotto e la sua origine.
Abbiamo rivisitato anche l’attuale miscela delle cialde compostabili, 100% sostenibili e interamente riciclabili, realizzando le due linee Espresso Bar ed Espresso Cremoso. Sono due miscele diverse per intensità e gusto, per cui una, più intensa e decisa, ricorda il tradizionale espresso napoletano grazie alla sua tostatura extra dark, l’altra è più leggera ma ugualmente di carattere, dalla tostatura medio scura, ideale per chi desidera ottenere un caffè corposo e consistente.
L’azienda sta lavorando per affermarsi ulteriormente e sviluppare la propria omnicanalità e la propria presenza sul territorio anche in diverse vesti, con lo sviluppo di due nuove Business Unit canale Horeca e OCS
Professional con linee di prodotto dedicate (La Creme e Caffè Motta Professional), che contribuiranno al consolidamento e alla fidelizzazione del canale estero e Italia.
Lo stabilimento Caffè Motta è dotato di pannelli fotovoltaici che gli garantiscono buona parte dell’energia necessaria. La sostenibilità ambientale è un valore fondamentale per la vostra azienda? Assolutamente sì. La sostenibilità è parte integrante e determinante nella strategia della nostra realtà, per cui l’azienda già nel 2019 ha scelto di realizzare un impianto fotovoltaico che autoproducesse energia rinnovabile, riuscendo a coprire il 70% del consumo di elettricità da parte dell’azienda. Questo, insieme a tutte le altre azioni intraprese a livello aziendale e le novità di prodotto si basano sulla sostenibilità e risultano perfettamente in linea con la nostra idea di rispetto e attenzione nei confronti dell’ambiente e del benessere del consumatore.
Caffè Motta è presente sia sul mercato italiano che all’estero. Quali sono i vostri obiettivi in termini commerciali? Sì, siamo presenti sia in Italia (75%) che all’estero
(10%) e uno dei nostri obiettivi è sicuramente di consolidare il fatturato e la quota di distribuzione, andando a sviluppare maggiormente le aree del Centro-Nord Italia dove abbiamo ancora margini di crescita nel mondo cialde (45%). Per raggiungere tale scopo abbiamo riorganizzato la forza vendita e lavorato al nuovo posizionamento del brand, inserendo nuove miscele e attuando un rinnovo completo del packaging.
Il comparto del Grani, invece, anch’esso molto importante nel canale Cash e Food Service, continua a trainare delle ottime performance (+ 15%). Nel primo semestre del 2023 abbiamo registrato un aumento del fatturato estero del 50% rispetto al semestre dell’anno precedente e speriamo di continuare a crescere a doppia cifra nei successivi mesi del 2023.
Il nostro obiettivo è quello di crescere principalmente in Europa ma anche in Asia, Oceania e Nord Africa e di rafforzare la nostra presenza negli Stati Uniti che, ad oggi, rappresentano il primo mercato per l’esportazione dei nostri prodotti. Continueremo nel biennio 2023/2024 a partecipare alle principali fiere internazionali di settore al fine di accrescere la visibilità del nostro brand sui mercati esteri.
Il sito produttivo della torrefazione situato nella zona industriale di Salerno ha un’ampiezza totale coperta di 12.000 mq. Lo spazio dedicato alla produzione comprende 5.000 mq., mentre altri 6.000 mq. sono destinati al magazzino e alle attività per la logistica. Infine, 1000mq. sono riservati agli uffici, alle sale per l’ospitalità, alla sala del gusto per gli eventi e all’area bar degustazione.
La produzione è suddivisa in questo modo: abbiamo una torre alta 22.5 m che presenta una larghezza di 15 m e, al suo interno, ci sono 18 Silos che contengono caffè crudo sul lato sinistro della torre (12 Silos da 10.000kg e 6 silos da 2.000kg). Ci sono poi altri 18 Silos che contengono caffè tostato, che sono invece posizionati sul lato destro della torre (12 Silos da 2.700kg e 6 silos da 300kg).
Abbiamo due tostatrici con sistema operativo scolari reversibile, uno dei più innovativi sistemi di tostatura uguale a quelli della più nota catena di caffetterie del mondo. La Control Room, inoltre, consente di avere un monitoraggio costante di tutti i parametri, che vengono comunque verificati ad intervalli dagli operatori. Ogni tostatrice ha una capacità massima di 360Kg lordi. Ogni tostata ha una durata di 20 minuti circa, per una produzione giornaliera di circa 26.000
Kg lordi per tostatrice, che permette di arrivare al totale in un anno di 11,5 mio Kg. È possibile effettuare, inoltre, un controllo ad alta risoluzione della temperatura del caffè, con la capacità di raggiungere un perfetto grado di tostatura.
Negli anni sono cambiate le abitudini di consumo e anche i consumatori: chi sceglie Caffè Motta oggi cosa sta scegliendo? Chi sceglie oggi Caffè Motta sta scegliendo sicuramente un caffè di qualità, un prodotto moderno e al passo coi tempi in grado di soddisfare le esigenze del nuovo consumatore, in linea, appunto, con l’attuale cambiamento dei gusti e dei costumi. Bere il caffè è un gesto semplice, ma in realtà rappresenta molto più di un’abitudine e porta con sé valori, storia, cultura, tradizione e socialità. Noi di Caffè Motta è proprio su questo che vogliamo puntare, offrendo ai nostri consumatori l’espresso che più li rappresenta e ne definisce i gusti, che sono molteplici e variegati. In questo la comunicazione e le degustazioni in loco continueranno ad esserci di supporto, perché ci permetteranno di far assaggiare le nuove miscele e traferire al consumatore tutte le novità del brand e le informazioni che desidera sul prodotto.
PRODUTTORI
NATA NEL 1918 A TORINO, FIORENTINI ALIMENTARI
SPA È OGGI UNA REALTÀ AFFERMATA NEL SEGMENTO
DEGLI SNACK A BASE DI INGREDIENTI SALUTARI
E DI QUALITÀ, DEDICATI A CHI ADOTTA UNO STILE
ALIMENTARE SANO SENZA RINUNCIARE AL GUSTO.
L’ATTENZIONE VERSO I TREND DI CONSUMO E LA
SELEZIONE DELLE MATERIE PRIME CARATTERIZZA
DA SEMPRE L’AZIENDA, CHE OGGI AMPLIA LA SUA
GAMMA CON PRODOTTI FUNZIONALI, ECCELLENZE REGIONALI E UN NUOVO FORMATO DEDICATO AL VENDING.
A PARLARCI DELLE NOVITÀ DELL’AZIENDA È SIMONA
FIORENTINI, EXPORT E MARKETING MANAGER
DI FIORENTINI ALIMENTARI, INTERVISTATA IN OCCASIONE DELL’ULTIMA EDIZIONE DI TUTTOFOOD.
In occasione di TUTTOFOOD Fiorentini ha presentato la sua gamma completa di prodotti: quali sono state le novità maggiormente apprezzate dai visitatori? Tra le novità che abbiamo presentato a Tuttofood sono state molto apprezzate e hanno suscitato molta curiosità le nostre nuovissime PIEMONTESINEgallette di mais corvino coltivato in Piemonte - e le TOSCANACCE - chips di ceci coltivati in Maremma - due nuove referenze da filiera controllata che fanno parte di un nuovo progetto in crescita:
CREDIAMO MOLTO NEL COMPARTO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA, A CUI
ABBIAMO DESTINATO DELLE LINEE DI SNACK AD HOC.
ABBIAMO CREATO UNA RETE VENDITA SUL TERRITORIO DEDICATA PROPRIO AL CANALE VENDING, CON AGENTI SUDDIVISI TRA LE VARIE PROVINCE.
la linea “Le Regionali”, pensata per valorizzare l’eccellenza agricola italiana e realizzata in collaborazione con MartinoRossi Spa.
È stata proposta anche una novità dedicata al canale vending: di cosa si tratta? Abbiamo aggiunto una nuova variante all'ampia gamma dei nostri triangolini, i SI&NO Pizzico di Sale e Cioccolato Fiorentini, che abbinano la versatilità e la croccantezza dei triangolini di mais alla golosità del cioccolato fondente. In confezione pocket da 20 grammi, sono lo snack ideale per una pausa leggera in ogni momento della giornata, perfetto per il consumo on-the-go. Senza glutine e certificati Veganok, hanno meno di
100 kcal per confezione e si presentano con il loro packaging colorato e attraente, perfetto per la vendita di impulso e da collocare nella spirale singola dei distributori.
Il vending è un segmento in cui continuate a credere? Crediamo molto nel comparto della distribuzione automatica, a cui abbiamo destinato delle linee di snack ad hoc, che variano a seconda delle fasce di prezzo che il gestore ci richiede di coprire. Spaziamo da una linea basica con ingredienti più semplici, come il mais o il riso, a una linea premium con ingredienti più particolari, come i legumi, o snack altamente proteici dedicati a specifiche fasce di consumatori, come gli sportivi. Abbiamo creato una rete vendita sul territorio dedicata proprio al canale vending, con agenti suddivisi tra le varie province. Per quanto riguarda gli snack, funzionano molto i nostri pack da 20g che contengono meno di 100 kcal. I nostri prodotti nascono proprio
per conciliare la necessità di benessere e il desidero di gusto, per questo riscontrano molto successo. I consumatori richiedono prodotti leggeri ma nutrienti, da poter consumare velocemente sul luogo di lavoro o a scuola.
Fiorentini nasce con la vocazione alla proposta di snack alternativi e ricercati. Quanto influisce la domanda del consumatore finale –sempre più esigente e consapevole- nella ricerca di ingredienti e nello sviluppo di nuovi prodotti? Noi mettiamo sempre le persone al centro del nostro operato e cerchiamo costantemente di sperimentare e proporre nuovi prodotti per venire incontro o anticipare le loro esigenze. Continuiamo a presidiare il trend del “free from” con nuovi prodotti senza glutine e a basso contenuto di grassi, e stiamo investendo fortemente anche nel nuovo trend del “rich in” con prodotti ad alto contenuto di proteine, adatti a chi pratica attività sportiva. Recentemente abbiamo presentato
un’intera gamma Super Protein con diverse referenze ricche di proprietà nutritive e pensate proprio per gli sportivi.
I vostri snack contengono ingredienti di alta qualità e valore nutrizionale, i nuovi prodotti impiegano anche alcune eccellenze regionali. Investire nella qualità delle materie prime rappresenta un vantaggio nel mercato di oggi? Abbiamo sempre ricercato materie prime di qualità, acquistando in Italia la quasi totalità di mais e riso, i principali ingredienti dei nostri prodotti. Ultimamente, con il progetto de “Le Regionali”, abbiamo deciso puntare al 100% su materie prime da filiera controllata e provenienti da specifiche aree del nostro Paese. In questo modo valorizziamo ancor di più la produzione cerealicola italiana e offriamo al consumatore la garanzia della filiera controllata e della sicurezza alimentare. Allo stesso tempo, la territorialità delle materie prime consente
di mantenere un legame con la tradizione culinaria italiana e offre la totale garanzia di tracciabilità dei prodotti. Abbiamo presentato queste specialità in anteprima a Tuttofood e presto inizieremo a distribuirle a partire dall’e-commerce e poi in tutti i principali canali distributivi.
Dopo la pandemia, sono arrivati la guerra e i rincari per i costi energetici. In che modo siete riusciti a far fronte alle difficoltà legate a questo periodo? Gli incrementi dei costi delle materie prime e dell'energia hanno impattato negativamente sulle nostre produzioni, pertanto abbiamo dovuto necessariamente chiedere una revisione al rialzo dei listini. Per fortuna il nostro segmento è leggermente meno "price-oriented" in quanto il consumatore comprende le valenze del prodotto e non si sofferma solo sul prezzo. Inoltre, alcune materie prime, come ad esempio il riso ed il mais, hanno registrato un raccolto inferiore del 30% rispetto
all’anno precedente, anche a causa della grave siccità che ha colpito il nostro Paese. Per questo motivo lo scorso raccolto è stato molto difficile approvvigionarsi da fornitori di origine Italia. Anche i fornitori di imballi ci hanno segnalato difficoltà nel reperimento della carta.
Il brand Fiorentini è molto riconoscibile anche grazie ad una grafica accattivante ed esplicita rispetto al prodotto. Una buona comunicazione è un ingrediente irrinunciabile per il successo di un marchio? La comunicazione è per noi un asset strategico. Dal 2020 i nostri prodotti presentano una nuova immagine in cui il nome Fiorentini è protagonista e il prodotto viene presentato in maniera semplice e diretta. Non manca mai il riferimento alla storicità del brand affidato ad un breve racconto sulle origini dell’azienda, avviata nel 1918 per iniziativa del mio bisnonno, Leonildo Fiorentini. Oggi investiamo in una strategia di comunicazione omnicanale che possa
raggiungere facilmente il grande pubblico: dal packaging ben riconoscibile a scaffale, alla carta stampata e ai canali social, nonché le campagne televisive e radiofoniche. La nostra comunicazione è da sempre incentrata sulla leggerezza. Siamo presenti su Facebook e Instagram con contenuti freschi e spesso ironici in cui presentiamo anche i nostri prodotti. Su LinkedIn raccontiamo la nostra azienda con toni non eccessivamente istituzionali. Quest’anno stiamo puntando molto sulla freschezza e immediatezza del mezzo radiofonico per andare incontro ad un’audience giovane e dinamica.
È ancora importante partecipare alle fiere di settore? Le fiere sono sicuramente una ottima occasione di visibilità, utili a farti conoscere anche dal compratore estero. Nei nostri piani di sviluppo l’export è sicuramente una quota di mercato importante, per cui continueremo ad essere presenti sia alle fiere nazionali che internazionali.
LA PRIMA EDIZIONE DEL VENDING SHOW - SALONE NAZIONALE FRANCESE, SI È CONCLUSA CON UN SUCCESSO OLTRE OGNI ASPETTATIVA, AFFERMANDOSI COME UN APPUNTAMENTO IMPERDIBILE PER GLI OPERATORI DEL SETTORE. NEL CORSO DEI TRE GIORNI DI FIERA, SI SONO REGISTRATE OLTRE 2.600 PRESENZE
SINGOLE, CON UNA STIMA DI CIRCA 4.000 INGRESSI TOTALI. I VISITATORI ERANO PER IL 67% FRANCESI E PER IL 33% INTERNAZIONALI, CON UNA SIGNIFICATIVA PRESENZA DI PROFESSIONISTI PROVENIENTI DA ITALIA, BELGIO, GERMANIA, PORTOGALLO, SPAGNA, PAESI BASSI, REGNO UNITO, SVIZZERA E TURCHIA.
PARIGI PER TRE GIORNI AL CENTRO DEL MONDO DELLA DISTRIBUZIONE
AUTOMATICA: OLTRE 2.600 PRESENZE SINGOLE, CON UNA STIMA DI CIRCA 4.000 INGRESSI TOTALI, 119 ESPOSITORI PROVENIENTI DA 17 DIVERSI PAESI.
Parigi per tre giorni al centro del mondo della distribuzione automatica:
L'evento, organizzato dalla NAVSA (Associazione Nazionale Francese) in collaborazione con Venditalia Servizi, ha visto la partecipazione di ben 119 espositori provenienti da 17 diversi paesi, confermando la sua vocazione internazionale.
La Fiera che si è svolta dal 21 al 23 giugno presso i padiglioni di Porte de Versailles di Parigi, ha visto l’allestimento di ben 2.550 mq di spazio espositivo. Il 46% è stato occupato da espositori internazionali, a dimostrazione dell'importanza che l'evento riveste a livello globale.
La Fiera del Vending di Parigi si conferma quindi come un evento di riferimento per il vending, capace di attrarre un pubblico internazionale e di offrire una panoramica completa e dettagliata delle tecnologie e delle innovazioni del settore.
Vending Show è stato anche l’occasione perfetta per discutere sulle sfide attuali e future che attendono i professionisti del settore. Le numerose “tavole rotonde” organizzate da NAVSA con esperti di fama internazionale, hanno dato la possibilità di riflettere sulle tematiche chiave che plasmeranno il futuro della distribuzione automatica. Nelle pagine seguenti, una photogallery dell’evento a cura della redazione di DA Italia.
NEL CORSO DELL’ASSEMBLEA GENERALE
ANNUALE DI CONFIDA CHE SI È TENUTA LO
SCORSO 20 MAGGIO PRESSO IL MUSEO STORICO
ALFA ROMEO DI ARESE, SONO STATI MOLTI I
CONTRIBUTI DI TECNICI DEL SETTORE E DI ESPERTI AUTOREVOLI CHE HANNO AFFRONTATO I
TEMI PIÙ IMPORTANTI PER IL VENDING, PORTANDO
ALLA LUCE I DATI PIÙ AGGIORNATI SULLO STATO
DI SALUTE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA ITALIANA E OFFRENDO INTERESSANTI SPUNTI DI RIFLESSIONE. TRA QUESTI, L’INTERVENTO DI RICCARDO BOVETTI E ROBERTO GIACOMELLI DI ERNST & YOUNG , CHE HANNO REALIZZATO UNO STUDIO PER CONFIDA DAL TITOLO “IL FUTURO DEL VENDING: TRANSIZIONE DIGITALE E SOSTENIBILE ”, CHE RIPORTIAMO INTEGRALMENTE DI SEGUITO.
“Dal punto di vista del processo di analisi, siamo partiti dai trend del settore, quindi abbiamo utilizzato i dati a nostra disposizione, ovvero l’analisi IPSOS 2022 che ha coinvolto 96 aziende ed è stata integrata, per cercare di cogliere alcuni specifici aspetti legati alla sostenibilità e al digitale. Abbiamo svolto un’analisi regolatoria concentrandoci sui temi oggetto della nostra azione: come sapete, sulla sostenibilità c’è, in questo momento, una grande attività di normazione a livello europeo che avrà una ricaduta su tutte le aziende. In seguito abbiamo realizzato una survey direttamente nelle task force con cui abbiamo lavorato, che rappresentano l’intera filiera del settore e abbiamo rivolto un questionario alle aziende partecipanti alla task force con
l’obiettivo di individuare le principali tematiche e i trend-chiave per il settore.
Parlando di trasformazione digitale, abbiamo integrato i dati che vengono dall’analisi IPSOS e dalla survey condotta all’interno dei tavoli e quello che emerge è una sostanziale coerenza tra livello attuale di implementazione, quindi livello adozionale di tecnologie rilevanti rispetto a quelli che sono gli orientamenti nell’immediato e nel breve futuro. Da un punto di vista tecnologico le cold three sono: il tema di pagamenti digitali; il tema dell’interfaccia utente avanzata (che dà la possibilità di fruire di servizi che vanno al di là di quelle tipicamente ascrivibili alle funzioni del vending); i temi di connettività,
con tutte le difficoltà che ci sono dei diversi livelli di servizio. Questi tre sono quelli che la fanno da padrone per quanto riguarda i livelli attuali di maturità di implementazione, di stato adozionale e anche rispetto a quelli che sono gli interessi, le intenzioni e gli investimenti previsti nei prossimi cinque anni. Significa che qusti aspetti sono stati affrontati, ma non completamente sviluppati: la tecnologia in quanto tale non serve a nulla, ha un senso nel momento in cui sposa un fine. Qual è il fine e quindi quali sono gli ambiti applicativi dei quali ci sia aspetta di poter fruire e utilizzare questo sviluppo tecnologico, si deriva da quelle che son invece le aree di sviluppo business. Sul tema delle aree di sviluppo del business l’utilizzo della tecnologia è visto come supporto alla gestione della manutenzione e quindi a una migliore e più efficace manutenzione del ciclo di mantenimento dei mezzi in servizio la gestione dei pagamenti (qui intesi in tutte le forme) e dei servizi addizionali, uno dei trend di sviluppo più interessanti. Terzo punto, il tema della formazione del personale. La tecnologia ha una sua capacità di essere strumento di cambiamento quando il suo è un utilizzo consapevole. Quindi aumentare la consapevolezza sulle modalità con cui la tecnologia può essere d’aiuto è necessario per valorizzare l’investimento che ne consegue. Da un punto di vista degli ostacoli, subito dopo aver parlato di investimento il tema è quello della spesa: ostacolo principale all’adozione tecnologica è il costo di accesso alla tecnologia stessa. Questo è paradossale, nel senso che il costo della tecnologia è in costante discesa, ma è vero che, nel caso di una distribuzione diffusa e capillare come quella che caratterizza il settore, l’impatto di una singola tecnologia va moltiplicato per il numero di applicazioni e quindi questo determina un costo che è rilevante. L’utilizzo della tecnologia è però considerato da parte di tutti i partecipanti un fattore non trascurabile e senza il quale non si può procedere per lo sviluppo e per la ridefinizione dei modelli di business. Quindi stiamo parlando di una consapevolezza nei confronti del digitale che non considera solo il digitale come il modo di fare, per tramite di supporto tecnologico, cose che tradizionalmente vengono fatte in una maniera diversa, ma anche la riflessione circa il fatto di poter utilizzare il digitale per offrire nuovi servizi quindi modificare il modello di business. Questo è un dato che ci ha fatto piacere leggere, perché la consapevolezza non si può dare per scontata e soprattutto aver già risolto questo dubbio circa il fatto che la digitalizzazione sia solo quello di svolgere tramite una meccanica diversa attività consuete invece ci apre la possibilità di andarci a interrogare sulla modalità con la quale fornire servizi diversi, ad esempio i pagamenti: la maggior parte delle aree di sviluppo previste tramite utilizzo più intenso del digitale sono quelle legate all’offerta di servizi di pagamento tramite delle macchine che in qualche maniera hanno questa capacità. Così come la replica di oggetti immateriali ma che costituiscono in qualche modo una certificazione che deve passare per un ente terzo (es. biglietti mostre e concerti) è residuale offrire energia per quello che si prospetta essere un cambio della tecnologia rispetto a quella della mobility. Dai dati rileviamo anche che c’è un incremento costante dell’utilizzo delle applicazioni -nonostante una curva di adozione condizionata dalle chiusure del Covid: chi
ha anticipato l’implementazione di questi strumenti ha visto una crescita nel profilo adozionale. I pagamenti in contanti sono in declino rispetto all’anno precedente non con polarizzazioni che ne determinano una totale scomparsa – il tema della gestione del contante è ancora molto rilevante- ma sicuramente il trend è in quella direzione.
Altro trend, interessante da sottolineare, circa la discrasia che c’è quando si prospetta e si promuove l’utilizzo di interfacce evolute, quindi un’interazione fatta su modalità differenti con la macchina del vending: ad oggi il 50% delle macchine vendute sono touchscreen ma corrisponde solo al 5% del parco installato! Significa che il trend di sostituzione vedrà necessariamente un passaggio a questo tipo di funzionalità, ma che questo non può avvenire nell’immediato, considerata la base sulla quale costruire nuovi servizi, perché la base installata è estremamente limitata da questo punto di vista.
Abbiamo poi focalizzato l’attenzione su diverse aree di consumo, per capire se le proposte in termini di servizi e di trend fossero “neutre” rispetto al luogo in cui il consumo avviene o se piuttosto fossero determinate dal luogo di consumo. Rispetto al 2019 abbiamo ancora oggi un numero di passeggeri degli aeroporti più basso del 15% e un incremento delle vendite vending in controcifra (+25%). Il dato non ci permette di stabilire il perché, ma di sicuro la riduzione del potere d’acquisto e il cambiamento della base dei viaggiatori, oltre al cambio dell’offerta, almeno in certe aree di consumo, sono in controtendenza, il che giustifica il focalizzarle in maniera specifica nel momento in cui andremo a portarle sul tavolo come potenziali aree di evoluzione. Se guardiamo invece ai macrotrend, il tema della richiesta di velocità, di personalizzazione, di coerenza rispetto a quelle che sono vissute per tramite dell’applicazione e quelle vissute in fronte alla macchina e la possibilità di personalizzare l’offerta, i servizi, il pricing per tramite dei dati che possono essere raccolti dalle macchine, sicuramente caratterizza un insieme di trend. Il trend dei pagamenti è spinto, ad esempio, sia da una richiesta del consumatore sia da quella che è una richiesta normativa e quindi dal punto di vista della vending proposition quelli che sono i cardini che in qualche maniera si delineano, sia dalla lettura dei dati che dei comportamenti per tramite dei nostri tavoli di lavoro, si possono sintetizzare in tre macropunti: c’è una richiesta sempre più pressante di pagamenti digitali da parte de consumatori; c’è una richiesta di velocità nella fruizione del servizio e quindi l’interazione tecnologica che crea un po’ un rallentamento nell’esperienza di consumo e poi la necessità di dover avere sempre più parametri per personalizzare e variegare l’offerta in modo tale da aumentare se non a un punto di vista di quantità almeno di qualità la risposta del consumatore. Le tre aree, i tre segmenti di clientela che abbiamo identificato e sui cui andremo a declinare la nostra azione sono gli spazi chiusi (uffici) – clientela variabile-, gli spazi aperti e gli spazi ibridi, dove c’è un rinnovo della base di consumatori che rimane costante in numeri, ma cambia in tipologia (es. scuole). A partire da tutti questi elementi di contesto, il lavoro della nostra task force si è andato a declinare su 3+1 tavoli: un tavolo verticale sui pagamenti digitali, un tavolo relativo alla fi-
delizzazione del cliente e un tavolo più tecnico, ma assolutamente indispensabile per quanto riguarda il sostegno dello sviluppo tecnologico che è quello relativo al Protocollo delle Comunicazioni. Cogliendo lo spunto dallo studio, non abbiamo potuto fare a meno di inserire come elemento trasversale a tutti i tavoli quello della formazione e dell’aggiornamento delle competenze, cioè di come si presenta il settore. Riteniamo che lo sviluppo delle competenze sia un fattore strategico anche nell’ottica del raggiungimento dell’obiettivo del riposizionamento o meglio della migliore qualifica del settore agli occhi del consumatore. Quale sarà l’obiettivo dei singoli tavoli di lavoro? Pagamenti digitali: dobbiamo valutare i vincoli economici e tecnologici per l’adozione in modo estensivo dei mezzi di pagamento digitale, capire quali sono i gradi di alternatività tra le forme di denaro digitale e denaro contante e il ruolo dell’applicazione nei pagamenti, quindi capire se quello che è stato fino ad oggi un ruolo primario dell’interazione per tramite di device può essere cambiato o migliorato. Questo sarà l’ambito di lavoro del primo tavolo. Secondo tavolo, ci si concentrerà sul miglioramento dell’immagine del settore agli occhi del consumatore e quindi utilizzare il digitale sia insight che negli aspetti più collaterali, per migliorare tramite strategie di marketing e di branding apposta quella che è la customer experience e cercare di sfruttare il massimo possibile dei dati per migliorare l’esperienza di acquisto, dando feedback costanti, perché quello che i dati ci dicono è che il consumatore si aspetta
un feedback personalizzato rispetto all’attività che ha svolto. Infine, il tavolo del Protocollo delle Comunicazioni, un tavolo tecnico. Per redigere un Protocollo ci siamo posti l’obiettivo di essere propositivi nei confronti anche delle Associazioni europee. L’Italia è estremamente avanti in questa direzione, sono stati fatti molti studi in questo senso, dobbiamo coglierne gli effetti. Sul tavolo delle competenze, alcune le abbiamo già declinate, abbiamo fatto delle azioni concrete, alcuni di voi hanno già partecipato ai nostri corsi di formazione e ne seguiranno altri, per darvi strumenti utili a cogliere gli snodi del cambiamento.
Oltre al gruppo di lavoro che si è concentrato sui Pagamenti Digitali, la nostra survey è stata condotta da una Task Force dedicata al tema della Sostenibilità, che ha coinvolto anche in questo caso partecipanti ai tavoli di lavoro ed Associati.
Quella della sostenibilità è probabilmente una delle sfide più grandi che le aziende si troveranno ad affrontare nei prossimi anni. Questo vuol dire per alcune aziende investire molto, investire nella formazione direttamente all’interno degli impianti, ma soprattutto far sì che la sostenibilità penetri i processi, l’organizzazione aziendale, quindi sia integrata rispetto alle operations, alla governance e ai processi decisionali, quindi è necessario che si crei una cultura della sostenibilità all’interno dell’azienda perché, di base, questo tema rappresenta, in tutti i settori, un rischio ma anche una grande opportunità. Parlando di sostenibilità, siamo in un momento di grande trasformazione e di grande
accelerazione, legato al contesto normativo e a molti fattori. Probabilmente la sfida che abbiamo davanti è quella di saper minimizzare i rischi e cogliere le opportunità e muovere il settore nella direzione di queste opportunità. Per quanto riguarda i criteri ESG (Ambiente, Società, Governance) -equivalente di sostenibilità di impresa- sia i consumatori che le autorità, ma in particolare gli investitori esaminano sempre con maggior dettaglio quelle che sono le informative di sostenibilità lungo tutta la catena del valore delle aziende. Abbiamo un’indagine che viene svolta ogni anno a Ernst&Young su 350 grandi investitori internazionali e il 99% degli investitori oggetto del campione utilizza gli explosure ESG come elemento nel proprio processo decisionale. È evidente che il peso non è lo stesso della performance economica, ma è vero anche che questo dato cinque anni fa era circa il 30%, quindi l’evoluzione che c’è stata nella capacità di queste aziende e degli investitori di raccogliere e di analizzare i dati sulla sostenibilità ed è stata davvero sorprendente. Il 78% del campione ritiene che le aziende debbano investire per limitare l’impatto ESG anche con una riduzione dei profitti di breve periodo quindi che se, in qualche modo l’investimento permetta di continuare a creare valore nel lungo periodo, questo può ridurre il profitto temporaneamente. Il 59% dei consumatori effettua decisioni d’acquisto in base all’impatto ambientale del prodotto o del servizio (a parità di prezzo) e questa percentuale 7-8 anni fa era il 2%, mentre il 44% dei consumatori è disposto anche a pagare un sovraprezzo per prodotti sostenibili. Quindi abbiamo da un lato la pressione da parte degli investitori, che si sono strutturati per leggere meglio i dati di sostenibilità: gli investor relator ci raccontano di un’evoluzione negli ultimi anni in cui si è passati, seppur lentamete, dalla mera richiesta di dati a domande più approfondite e verticali. Per quanto riguarda l’impatto della normativa abbiamo tre macrofiloni: da un lato il tema del packaging e della comunicazione al consumatore, norme nazionali e internazionali che in qualche modo riguardano il recupero del packaging, con particolare attenzione alla plastica e al single use e sul ruolo che il packaging può avere sull’informazione al consumatore sui temi della salute e della nutrizione e della composizione del prodotto stesso. Altro aspetto innovativo sono i criteri ESC nei report di sostenibilità. Qui, dal punto di vista della normazione europea siamo nel mezzo di uno tsunami, nel senso che c’è un affastellarsi di norme che riguardano le imprese europee sui temi della sostenibilità, che riguardano la rendicontazione di sostenibilità, per permettere ai mercati di fare delle scelte informate ma è una rendicontazione che, se qualche anno fa riguardava il perimetro organizzativo, oggi riguarda l’intera value chain dell’organizzazione. In Italia avremo circa 4.000 aziende impattate dalla nuova normativa sul report di sostenibilità, ma se andiamo a valutare il numero di aziende impattate indirettamente si passa a diverse decine di migliaia.
Il nodo è ovviamente attivare sistemi di monitoraggio interni su quelli che sono i dati più rilevanti. I temi centrali su cui si discute oggi sono le tecnologie pulite e l’economia circolare in particolare, tutti quelli che sono i consumi legati al cambiamento climatico e poi c’è attenzione crescente alla parte “G” degli ESG, quindi
alle tematiche sociali: una volta si parlava solo di ambiente, oggi l’ambiente è una delle tre varabili che devono essere considerate. Il terzo tema è quello della salute, del benessere, dell’inclusione: c’è una grossa attenzione alla salute, all’apporto nutrizionale degli alimenti quindi agli ingredienti. Non è ancora così determinante come driver nella scelta dei prodotti, ma una pressione c’è e il regolatore europeo promuove delle misure volte a disincentivare il consumo di alimenti poco sani, in particolare ad alto contenuto di zuccheri.
I temi prioritari emersi sono quindi il tema del riciclo dei materiali e dell’economia circolare, dei report di sostenibilità dove la strada da fare è ancora molta, di un sistema di monitoraggio (es. carbon footprint lungo l’intera value chain) di emissioni CO2, ricerca di prodotti con pack più sostenibile; efficientamento energetico, un tema che si lega con le emissioni di gas serra; criteri premianti di sostenibilità nelle operazioni di acquisto, che significa attenzione alla propria supply chain, attività di formazione e di sviluppo delle competenze, progetti di integrazione sociale, mobilità sostenibile (dei prodotti), fonti di energia rinnovabile Ci siamo domandati se l aziende avessero adottato una struttura formale a cui fosse attribuita una responsabilità sui temi ESG. Il 43% non ha adottato alcuna struttura né formale, né informale; il 31% ha adottato informalmente dei modelli di governance su questi temi, un 10% che ha attribuito delle responsabilità di questo genere a strutture già esistenti, infine un 16% che ha adottato un’organizzazione formale senza ricadere su strutture già esistenti. È un tema che sta arrivando, qualcuno si sta muovendo in questa direzione, ma la maggior parte deve ancora tematizzare questo aspetto. Quali sono le aree per cui l’azienda prevede l’implementazione di iniziative strategiche o di progettualità legate alla sostenibilità? Efficienza energetica, economia circolare e ricerca di pack sostenibile sono ai primi tre posti (sono quelli su cui ci sono anche maggiori pressioni) seguiti da energie rinnovabili, progetti di inclusione sociale, sistemi di monitoraggio delle emissioni e, ultimo (last but not least!) il report di sostenibilità. Quindi il tema della disclosure è ancora poco affrontato e probabilmente si ha timore di dire, ma invece si dice troppo poco rispetto a quello che il settore e che le singole aziende fanno. Sul tema del reporting e sul tema della mobilità c’è ancora da lavorare: quello della mobilità è un tema su cui non è tutto nelle mani dell’azienda, si tratta anche di value chain, ma è un tema in questo momento poco affrontato. Sulla base di questi risultati abbiamo deciso di lavorare su tre tavoli: il primo è quello del reporting di sostenibilità, il secondo è quello normativo sia in Europa sia a livello di standard contabili: si comincia a parlare di impatto della sostenibilità sul bilancio economico, partendo dal cambiamento climatico; il terzo è quello relativo all’economia circolare e il tema delle nuove competenze.
Sul tema del reporting sono emerse alcune criticità nell’ambito della nostra discussione. Un aspetto era quello del coinvolgimento dei vertici aziendali e dell’employing engagement, il secondo era quello delle dimensioni organizzative aziendali e delle risorse e competenze disponibili (piccole aziende) e di processi aziendali che sono non formalizzati e a volte ci sono delle figure isolate
che non sono inserite in una posizione che consenta poi di poter votare sui temi della sostenibilità, che poi sono ancora totalmente trasversali, perché vanno dal purchaising, all’HR, ai processi operativi, ecc.
Per quanto riguarda le soluzioni, parlando di employing engagement si tratta di cultura aziendale: facile da dire, meno facile da cambiare e di formazione, di sensibilizzazione dei dipendenti, dei vertici aziendali e dei clienti e creazione di figure che siano trasversali all’interno dell’azienda e che riportino a figure apicali all’interno dell’organizzazione. È importante che queste figure non siano isolate in un ufficio a produrre report di sostenibilità, come è successo per anni! Serve una funzione di coordinamento, non una funzione a cui è delegata la comunicazione. Dal punto di vista di questi processi non formalizzati si è pensato di produrre -per una maggior formalizzazione dei processi all’interno dell’azienda- delle linee guida ad uso di tutti gli associati riguardanti le metodologie in termini di reporting: una sorta di vademecum per chi si approccia a questi temi per la prima volta per entrare nella gestione della sostenibilità, iniziando a definire l’esistente, a fare un piccolo piano, a capire quali sono i materiali, ecc. Per quello che riguarda la cultura, la sensibilizzazione, si pensava di predisporlo sul Bilancio di Associazione. Quindi l’Associazione stessa che comunica sé stessa dal punto di vista della sostenibilità raccogliendo anche i dati degli altri associati creando un data set comune di informazione per le aziende del settore. Data set
comune che va trovato: non è difficile grazie alla tecnologia raccogliere dati, ma trovare un denominatore comune è meno semplice. Sono tutti dati raccoglibili, si tratta di mettersi d’accordo per la sistematizzazione della raccolta. Il tema del reporting: un report di Associazione potrebbe essere allineato a quello che è lo standard prevalente sul mercato, che si chiama Global Report Initiative, uno standard utilizzato anche dal 100% dei soggetti obbligati (non è il caso del vending, allo stato attuale). In tema di reporting, dal tavolo è emersa anche l’importanza di definire una vision, una purpose: purpose è un termine molto usato in tema di sostenibilità, perché si intende ciò che io porto come beneficio alla comunità con la mia esistenza. E ci siamo detti che il vending non esiste solo per profitto, ma perché porta beneficio, ha una funzione sociale che è far trovare un buon caffè in aeroporto o in ospedale anche in piena notte o creare aggregazione sui luoghi di lavoro. Una purpose che racconti quindi non solo la storia del vending, ma anche il suo valore sociale.
Altro tema, la value chain, quindi raccontare, attraverso il Bilancio di Associazione, il modello di business e la value chain. Grazie alla collaborazione delle aziende, nel corso dello studio sono emerse altre tematiche interessanti da affrontare: la prima è relativa al climate change, quindi il monitoraggio delle emissioni a scopo 3, ovvero quelle che escono dall’azienda, a scopo organizzativo. Come soluzione abbiamo detto che occorre ragionare su un perimetro stretto, non essere eccessivamente ambiziosi quindi essere solidi su quelle che
sono le emissioni delle aziende associate e magari fare un progetto pilota di carbon footprint dedicato al settore Mancano competenze specifiche tecniche: abbiamo detto che base per questo data set comune potrebbe essere proprio legato ai dati che servono per calcolare le emissioni climate change e poi fare una formazione dedicata. Sul tema dell’economia circolare c’è il tema del greenwashing, legato a una visione parziale dell’impatto del settore con un focus eccessivamente centrato sul tema della plastica e come soluzione c’è l’idea di costruire una comunicazione fattuale e concettiva. Lo sappiamo: la sostituzione di materiali comporta dei trade-off che a volte sono nascosti, quindi ci sono dei pregiudizi su alcuni materiali legati semplicemente all’ignoranza, dei trade-off ambientali che esistono nella sostituzione di un materiale A con un materiale B. ll progetto comprende proprio per questa ragione anche una parte educational rivolta al cliente.
Un altro tema è quello dell’acqua, in particolare per l’erogazione di prodotti centrali per le vending machine, come il caffè: la soluzione sta nell’individuazione e valorizzazione degli impatti potenziali relativi al settore e la possibile condivisione dei dati, anche nell’ottica di rapporti a monte e a valle del settore. La condivisione dei dati può permettere di svolgere dei ragionamenti anche lungo la value chain che riguarda i cambiamenti climatici, che poi ci permette di arriva-
re alla tematica principale che ci interessa, ovvero quella legata agli aspetti organizzativi.
Ancora, il tema delle competenze: i trend demografici ci dicono che la popolazione invecchia, c’è scarsa attrattività del settore e mancanza di figure tecniche, inoltre i bisogni dei lavoratori stanno cambiando, nell’approccio al lavoro, nelle richieste, ecc. Bisogna puntare a soluzioni semplici ed efficaci: formazione, partnership con scuole e istituti tecnici, sostenibilità e cultura d’azienda come pilastri per l’attuazione dei talenti. La sostenibilità è diventata elemento di attrattività delle aziende, i ragazzi entrano in azienda con l’idea di avere un impatto positivo, per questo va loro spiegato qual è questo impatto, la purpose con cui l’azienda lavora e operare con i giovani dipendenti in questa direzione, condividendo informazioni e best practice.
Per concludere, abbiamo individuato come tema trasversale quello della formazione, quindi lavoreremo su due fronti: la formazione sulla sostenibilità e la formazione sul digital, in cui ci occuperemo in maniera più specifica degli analytics e di come utilizzare i dati per supportare le strategie decisionali delle aziende. Via via nei nostri incontri formativi andremo ad approfondire i temi individuati in questo percorso di sviluppo per dare al settore delle linee guida concrete su queste tematiche”
ART&WORKS offre un servizio di consulenza globale, realizzando una comunicazione di QUALITÀ per la tua azienda
CI TROVIAMO AL CROCEVIA DI UN MOMENTO RIVOLUZIONARIO PER IL MONDO DEL LAVORO.
MENTRE LE IMPRESE NAVIGANO TRA LE ACQUE
TUMULTUOSE DEI CAMBIAMENTI CULTURALI, TECNOLOGICI E ORGANIZZATIVI, UNA SOCIETÀ
HA SCELTO DI SFIDARE LO STATUS QUO E INTRAPRENDERE UN PERCORSO PIONIERISTICO.
NESPRESSO HA INFATTI SVELATO UNA STRATEGIA
RIVOLUZIONARIA PER AFFRONTARE DUE DEI PROBLEMI PIÙ URGENTI NEL CAMPO DEL
LAVORO: IL BURNOUT E IL "QUIET QUITTING".
IL PROGETTO AEQUACY DI NESPRESSO STA
RIDEFINENDO LE REGOLE DEL GIOCO E COSTRUENDO UN FUTURO DEL LAVORO PIÙ
SOSTENIBILE, EQUILIBRATO ED EMPATICO.
Il panorama del lavoro è in continuo cambiamento e il 2023 ha portato con sé una serie di sfide che stanno trasformando l'intera concezione del lavoro e del ruolo del lavoratore all'interno dell'organizzazione. Infatti, abbiamo assistito a un'accelerazione significativa di alcuni fenomeni che mettono in discussione la struttura tradizionale dell'organizza -
zione del lavoro. Tra questi fenomeni vi sono il Quiet Quitting, la cosiddetta Great Resignation, e l'aumento del burnout tra i lavoratori. Queste nuove sfide pongono interrogativi cruciali riguardo al ruolo della leadership nelle organizzazioni e al modo in cui le stesse sono strutturate e gestite.
Il Quiet Quitting è un fenomeno particolarmente insidioso, in quanto coinvolge dipendenti che, pur rimanendo fisicamente presenti nei loro posti di lavoro, si disimpegnano emotivamente e mentalmente.
Ciò può tradursi in una diminuzione delle performance, un calo della produttività e un incremento del malcontento generale. Si stima che nel 2023, quasi il 96% dei lavoratori stia attivamente cercando nuove opportunità di lavoro, segnale inequivocabile di una situazione di generale insoddisfazione.
La Great Resignation, ovvero la Grande Dimissione, è un fenomeno che riguarda un gran numero di lavoratori che decidono di lasciare il loro lavoro, spesso a causa di condizioni lavorative non ottimali, di mancanza di riconoscimento o di un ambiente lavorativo tossico. Questa tendenza, emersa con forza durante la pandemia, si è rivelata una sfida significativa per le aziende che cercano di mantenere un personale stabile e competente.
Infine, l'aumento del burnout tra i lavoratori è una problematica sempre più rilevante. Il burnout, causato da stress cronico, carichi di lavoro insostenibili e aspettative irrealistiche, provoca esaurimento emotivo e fisico, riduzione dell'efficienza e disimpegno dal lavoro. Questo fenomeno ha un impatto profondo non solo sulla salute e il benessere dei lavoratori, ma anche sulla produttività delle aziende.
In questo contesto di sfide crescenti, una società ha deciso di affrontare il problema in modo innovativo e proattivo: Nespresso, l'azienda nota per il suo caffè porzionato di alta qualità, ha rivoluzionato il proprio modello organizzativo.
Spostando il focus da una struttura gerarchica a un sistema di auto-organizzazione, Nespresso si propone di creare un ambiente di lavoro più equo e inclusivo. L'azienda ha intrapreso un progetto chiamato AEquacy, basato su un modello organizzativo che privilegia la fiducia reciproca e l'autonomia dei lavoratori.
In questo modello innovativo, i dipendenti sono incoraggiati a gestire autonomamente i propri obiettivi, strategie e ruoli, eliminando la necessità di supervisione costante da parte dei superiori. Inoltre, la seniority non è più considerata un fattore determinante nelle decisioni aziendali.
Questo permette di valorizzare il contributo di tutti, indipendentemente dal ruolo o dall'anzianità, e favorisce un sistema di feedback continuo e costruttivo.
L'implementazione dell'AEquacy rappresenta un passo importante per Nespresso. Nonostante i problemi di implementazione, l'azienda ha mostrato un impegno significativo nel risolvere i problemi di burnout, Quiet Quitting e Great Resignation.
Il progetto è un esempio di come un'azienda possa adattarsi alle sfide del mondo del lavoro contemporaneo, mantenendo un impegno nei confronti dei suoi dipendenti.
Nonostante le difficoltà, Nespresso si sta dimostrando leader nel campo dell'innovazione organizzativa. Affrontando queste sfide con coraggio e determinazione, l'azienda sta creando un modello di lavoro che potrebbe ispirare altre organizzazioni a seguire il suo esempio.
L'innovazione non si limita al cambiamento delle strutture aziendali, ma si estende anche all'approccio dei manager e dei leader all'interno dell'organizzazione. Il cambiamento necessario riguarda l'intero ecosistema della società, che deve spostare il suo focus dall'obiettivo di profitto a una visione olistica che tiene conto del benessere dei dipendenti e dell'impatto sociale dell'azienda.
Nespresso sta dimostrando che il cambiamento non solo è possibile, ma anche necessario.
AEquacy potrebbe essere la chiave per creare un ambiente di lavoro più equo e sostenibile, dove i lavoratori si sentono apprezzati, motivati, e in grado di contribuire in modo significativo. Questo è un passo importante verso la creazione di un futuro del lavoro che rispetta e valorizza tutti i lavoratori.
In conclusione, le sfide del mondo del lavoro contemporaneo richiedono risposte innovative.
L'approccio di Nespresso dimostra che un cambiamento profondo è possibile, e che le aziende hanno l'opportunità e la responsabilità di fare la differenza. Il futuro del lavoro dipenderà dalla nostra capacità di adattarci a queste sfide.
Un cammino che, attraverso l'innovazione e il coraggio, può portare a un ambiente di lavoro più giusto e sostenibile.
“La responsabilità è la chiave di tutto, da una parte le persone sono autonome nella definizione degli obiettivi, nella pianificazione delle attività e nel loro raggiungimento, dall’altra non sono mai sole il team è sempre a supporto in ogni momento; questa modalità organizzativa consente di accelerare decisioni, crescere ogni giorno grazie ai feedback aperti continui che tutte le persone si scambiano costantemente” dichiara Simona Liguoro HR Director di Nespresso Italiana
“Oltre ad implementare l’autonomia individuale e di team, questa modalità di lavoro ha altri grandi vantaggi: ciascun membro del gruppo si lavoro si sente più motivato, poiché percepisce come completamente allineato il proprio scopo individuale con quello dell’azienda e questo aumenta l’empowerment e accountability, favorendo l’inclusione. Inoltre, questo sistema libera del tempo a quelle che in un sistema gerarchico verrebbero identificati come manager che, delegando le mansioni più operative, possono dedicarsi ad attività a valore aggiunto per il team e per l’azienda.”
La nostra società di consulenza raggruppa le competenze necessarie per assistere le gestioni del vending a comprendere le proprie potenzialità e affiancarle nell’analisi e nella corretta pianificazione della strategia d’impresa.
La squadra, attualmente composta da oltre 10 consulenti, costituisce un riconosciuto gruppo di eccellenza che è in grado di orientare la crescita e offrire soluzioni in diversi ambiti della distribuzione automatica.
BASTANO POCHE PAROLE CHIAVE PER DESCRIVERE L'ESPERIENZA AD ANUGA: DIECI SALONI SPECIALIZZATI SOTTO UNO STESSO TETTO, LA PIÙ GRANDE PIATTAFORMA DI BUSINESS E ISPIRAZIONE AL MONDO PER L'INDUSTRIA ALIMENTARE CON LA PIÙ VASTA COMMUNITY SPECIALIZZATA INTERNAZIONALE E ALLO STESSO TEMPO UN MERCATO INNOVATIVO E UNA MOSTRA DEI TREND DEL FOOD & BEVERAGE.
QUEST'ANNO ANUGA PUNTA I RIFLETTORI SUL TEMA "SUSTAINABLE GROWTH"
IL FOCUS VERTERÀ SU VARIE PROBLEMATICHE, PER ESEMPIO COME CONCILIARE LA DICOTOMIA FRA CRESCITA ECONOMICA E SOSTENIBILITÀ IN AMBITO ALIMENTARE, LE OPPORTUNITÀ DI UNA CRESCITA
SOSTENIBILE E I POSSIBILI APPROCCI E METODOLOGIE A LIVELLO GLOBALE. CON "SUSTAINABLE GROWTH" IL SALONE CONVOGLIA L'ATTENZIONE SULL'IMPEGNO E SULLE SOLUZIONI DEL SETTORE, ABBRACCIANDO ANCHE GLI ASPETTI RELATIVI A CLIMA E AMBIENTE. QUESTE ALTRE TEMATICHE SI
RIFLETTONO NON SOLO NEI SALONI SPECIALIZZATI, MA VERRANNO DISCUSSE IN PARTICOLARE ANCHE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA CONGRESSI ED EVENTI DI ANUGA
Con circa 165.000 m² netti di spazi prenotati da oltre 100 paesi e 7.500 espositori in arrivo, Anuga fa registrare il tutto esaurito e conferma la propria leadership tra le fiere alimentari di tutto il mondo.
"I risultati dimostrano che il settore è in movimento e guarda con positività al futuro. Non vediamo l'ora di tornare a dare il benvenuto a Colonia a partner e clienti da tutto il mondo", sottolinea Jan-Philipp Hartmann, Director di Anuga
Da molti anni l'Italia vanta ad Anuga un numero di espositori straordinario. Con 900 aziende iscritte ad oggi e una superficie assegnata superiore a 23.000 metri quadrati, l'Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di partecipanti al salone. Le imprese italiane sono rappresentate soprattutto in Anuga Fine Food, Anuga Dairy e Anuga Meat.
"Per le aziende italiane del food Anuga è uno degli eventi mondiali più importanti del settore, come dimostrano non solo il numero di espositori iscritti, ma anche le numerose richieste pervenute alla rappresentanza di Koelnmesse in Italia. I visitatori potranno ammirare una grande varietà di prodotti italiani che include pasta, insaccati e prodotti a base di carne, ma anche prodotti da forno e caffè, senza dimenticare formaggi e latticini", dichiara Thomas Rosolia, Managing Director della filiale italiana di Koelnmesse GmbH. Fra le collettive italiane sono annoverate Associazione Formaggi Italiani, ICE-Agenzia per la Promozione All'E, Consorzio Italia del Gusto, IDM Südtirol, IL BUON GUSTO ITALIANO SRL, Italfood Ost Soc. Coop., Parma Alimentare SRL, Regione Calabria, Regione Campania, Regione Marche, Regione Sicilia, Romagna Coop Food e Tradizione Italiana.
Lungo il boulevard Nord la rassegna ha allestito il Boulevard of Innovation, un hub specializzato proprio su queste tematiche. Inoltre Anuga lancia il programma di Anuga Horizon, il nostro nuovo format che si svolge in contemporanea ad Anuga. Il programma prevede un congresso che affronta temi avveniristici quali sostenibilità, prodotti alternativi, nuova alimentazione, ecosistema e Internet of Food. Sotto l'insegna di Anuga Horizon il salone leader al mondo per il food & beverage offrirà agli ospiti anche format consolidati come lo Speakers Stage "Anuga Trend Zone" e l'"Anuga taste Innovation Show", punti di riferimento centrali per ottenere informazioni chiare e compatte sui trend.
L'Anuga taste Innovation Show è un barometro dei trend e fonte di ispirazione per l'industria globale del food. Qui visitatori specializzati e rappresentanti dei media possono ammirare le principali innovazioni di Anuga. A partire dal 15 giugno tutte le aziende espositrici di Anuga 2023 possono proporre le proprie novità di prodotto. Le candidature per l'Anuga taste Innovation Show vanno presentate esclusivamente online, mediante l'Anuga New Product Tool. La partecipazione è a titolo gratuito. Il termine ultimo per le candidature è fissato all’8 settembre 2023, dopo
di che tutte le aziende che avranno registrato un prodotto entro tale data parteciperanno in automatico al concorso. Lungo l'Anuga North Boulevard i visitatori della rassegna potranno ammirare i prodotti vincitori dell'Anuga taste Innovation Show insieme a un quadro sintetico della top ten delle novità del salone.
Nell'Anuga Trend Zone i partner di Anuga Innova Market Insights B.V. ed Euromonitor International Limited, insieme ad altri relatori, presenteranno gli ultimi, interessanti risultati della ricerca con riferimento all'evoluzione dell'industria del food & beverage.
Anuga Organic
La zona del supermercato Anuga Organic è uno dei punti di forza del salone specializzato Anuga Organic. Questo supermercato con alimenti e bevande biologiche allestito nel padiglione 5.1 presenta un'ampia gamma di prodotti destinati al commercio alimentare al dettaglio, che include oltre 1.500 referenze bio. Situato nel cuore di Anuga Organic, il supermercato bio 2023 presenta la varietà dell'offerta di prodotti biologici secondo un moderno concept di supermercato organico. In quest'area il supermercato bio di Anuga illustrerà tutte le innovazioni e i trend più importanti per l'assortimento biologico nella vendita al dettaglio di prodotti alimentari. Il programma di conferenze Anuga Organic On Stage completa il programma biologico di Anuga con tavole rotonde e presentazioni di trend, con un focus sulle tematiche che animano l'industria bio.
Il salone leader mondiale per il food & beverage attinge al vasto know-how della principale iniziativa in Europa per le innovazioni alimentari.
EIT Food, l'iniziativa per le innovazioni alimentari più grande e dinamica al mondo, è nuovo partner di Anuga. Obiettivo della partnership strategica a lungo termine è promuovere il dialogo e la collaborazione interdisciplinare verso un sistema alimentare sostenibile, nel segno del tema guida di Anuga "Sustainable Growth". La prima fiera al mondo per il food & Beverage e EIT Food offriranno insieme una piattaforma dedicata alle idee innovative e ai nuovi promettenti sviluppi dell'industria alimentare. A questo scopo dal 7 al 11 ottobre 2023 riuniranno i principali player del settore, della politica e dell'economia a Colonia ad Anuga.
"Siamo molto lieti di accogliere nella squadra di Anuga gli esperti di EIT Food e del suo network grazie a questa nuova partnership strategica. Diversi format di eventi indicheranno nuove strade verso un sistema alimentare globale migliore e successivamente offriranno l'opportunità di avviare un dialogo diretto con il pubblico specializzato internazionale e la stampa del settore", dichiara Bastian Mingers, Vice President Food. Il Dr. Andy Zynga, CEO di EIT Food, aggiunge: "EIT Food è lieta di poter aggiungere alla partnership con Anuga HORIZON anche la stretta collaborazione con Anuga. Lo scopo della Food Community è chiaro: solo insieme riusciremo a costruire un sistema alimentare innovativo e resistente, in grado di fornire un contributo sostanziale per una maggiore sicurezza alimentare e un pianeta più sano. Servono nuove idee, soluzioni e collaborazione all'interno dell'industria e Anuga ci offre un'opportunità straordinaria."
Alcuni dei contenuti cruciali della partnership:
• scambio tecnico e transfer di conoscenze
• sviluppo congiunto del programma di eventi e conferenze di Anuga con tavole rotonde, workshop e relatori
• eventi congiunti per la stampa prima e durante Anuga
La sfida è grande: per garantire un futuro sostenibile per tutti sarà necessario conciliare crescita economica, sviluppo sociale e protezione dell'ambiente e del clima. Ad autunno 2023 riuniremo due player operanti a livello internazionale, Anuga e UNIDO, per discutere delle sfide per l'industria alimentare mondiale, elaborare opportunità e soluzioni e soprattutto coinvolgere player importanti in progetti congiunti. Un programma fitto di eventi di alto profilo con speaker dalla Germania e dall'estero.
Al centro dello scambio tecnico campeggiano la promozione della crescita economica e gli sviluppi sostenibili dell'industria alimentare. Quindi in particolare le opportunità e i potenziali derivanti ad esempio dall'implementazione degli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite (SDG) per gli attori del settore alimentare. Ma ad Anuga 2023 si affronteranno con UNIDO anche tematiche quali la costruzione di un'infrastruttura resistente, la promozione di una industrializzazione sostenibile e il supporto alle innovazioni.
"Con UNIDO abbiamo acquisito un partner forte, che si impegna per uno sviluppo industriale sostenibile a livello mondiale. Insieme ad Anuga, nel ruolo di piattaforma internazionale dell'industria alimentare con il suo tema guida annuale "Sustainable Growth", creeremo in fiera un palco dedicato al tema della sicurezza alimentare come base essenziale per uno sviluppo economico sostenibile. Parallelamente in questo contesto offriremo alle nostre aziende espositrici la possibilità di puntare ancora di più i riflettori sui loro prodotti e sulle innovazioni volte a sostenere un sistema del food sostenibile. La combinazione perfetta per un pubblico internazionale con rappresentanti del mondo politico, economico e dei media. Siamo molto lieti di avviare questo scambio congiunto", dichiara Oliver Frese, COO e Chief Financial Officer di Koelnmesse.
Gerd Müller, Direttore Generale di UNIDO : "Il contributo per un mondo senza fame è una delle mie massime priorità in UNIDO. Con un focus particolare sull'industria agraria e i sistemi alimentari, UNIDO mira a potenziare le capacità dei piccoli agricoltori e delle aziende di lavorazione dei prodotti agricoli, per valorizzare la produzione agricola e promuovere lo sviluppo economico rurale e il cambiamento strutturale nel settore agrario. UNIDO contribuisce direttamente al rafforzamento della sicurezza alimentare, incrementando la creazione locale di valore, promuovendo gli investimenti nell'agricoltura, riducendo le perdite successive al raccolto e migliorando l'accesso ai prodotti alimentari."
13-17 OT
fieramilano
APPUNTAMENTO IN FIERA
NON SOLO UN GRANDE MERCATO, MA ANCHE UNA REGIONE DOVE TRADIZIONALMENTE SI DELINEANO MOLTE DELLE FUTURE TENDENZE – BASTI PENSARE AL FOOD DELIVERY – DELLA RISTORAZIONE E IL FUORICASA: È IL NORD AMERICA , L’AREA ECONOMICA CHE COMPRENDE CANADA, STATI UNITI E MESSICO . NON A CASO, GIÀ DI DIVERSI ANNI UNO DEI FOCUS NEL PROCESSO DI SEMPRE CRESCENTE INTERNAZIONALIZZAZIONE DI HOSTMILANO , CHE SI TIENE QUEST’ANNO A FIERAMILANO A RHO DAL 13 AL 17 OTTOBRE.
Tra i punti di forza di questa focalizzazione spiccano gli accordi di collaborazione con alcune tra le più autorevoli organizzazioni di categoria, quali FEDA – Foodservice Equipment Distributors Association negli Stati Uniti, CANIRAC – Cámara Nacional de la Industria de Restaurantes y Alimentos Condimentados in Messico e Restaurants Canada.
FEDA è al servizio di distributori, rivenditori, produttori e altri associati che soddisfano i requisiti di idoneità per l’adesione: i suoi membri rappresentano una grande diversità geografica, con sedi negli Stati Uniti e in Canada. L’Associazione collabora con membri e ricercatori per comprendere le evoluzioni di mercato nel settore e promuovere il business dei distributori, garantendo inoltre che gli associati dispongano delle informazioni più aggiornate, inclusa la formazione per le nuove tecnologie destinate a distributori e rivenditori.
Una missione in linea con quella di HostMilano e che vedrà questa convergenza concretizzarsi a Host 2023 nella presenza di
selezionati top buyer che incontreranno gli espositori in centinaia di appuntamenti d’affari prenotati attraverso la piattaforma di matching proprietaria di Fiera Milano.
Allo stesso modo saranno presenti in manifestazione come top buyer selezionati membri di CANIRAC. L’Associazione messicana si propone come un autentico spazio di consultazione, assistenza, capacità e difesa, oltre che influente nell’opinione pubblica. Composta da dirigenti e collaboratori impegnati sulla sua missione e valori, CANIRAC è riconosciuta a livello nazionale e internazionale e si impegna a preservare, indagare e diffondere le tradizioni gastronomiche del Messico, valorizzando le tecnologie per reinterpretarle in chiave contemporanea.
Per incontrare i top buyer delle associazioni nordamericane, e centinaia di altri hosted buyer da tutto il mondo: https://host.fieramilano.it/espositori/per-esporre.html
¨ ABBONAMENTO CARTACEO (+ DIGITALE OMAGGIO): EURO 65,00 (IVA INCLUSA)*
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