



















I prodotti BWT garantiscono la massima funzionalità delle tue macchine, prevenendo la formazione di calcare e la necessità di manutenzione straordinaria. Questo comporta maggior risparmio di tempo e minori spese. Inoltre, tramite l’App Best Water Professional, potrai trovare facilmente il prodotto più adatto alle tue esigenze e ricevere preziose indicazioni per la sua corretta installazione: un aiuto professionale sempre a portata di mano!
Siamo leader nello sviluppo di tecnologie applicate al trattamento dell’acqua perchè interpretiamo alla perfezione le tue esigenze e le traduciamo in soluzioni su misura per risultati performanti e immediati. La costante ricerca di innovazione e la voglia di crescere insieme a te ci rendono un partner affidabile con cui fare squadra per il tuo business: we are BWT, and you?
Un mio professore dell’università era solito citare una delle frasi più famose di Henry Ford: “Chi smette di investire per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo”. In realtà il fondatore della Ford Motor Company parlava nello specifico della pubblicità, ma la forza concettuale di questo aforisma è sicuramente applicabile a molti altri campi.
Fermare l'orologio per risparmiare tempo è una metafora per sottolineare quanto sia controproducente smettere di investire per risparmiare denaro, poiché gli investimenti sono essenziali per far crescere un'azienda e raggiungere il successo a lungo termine. In altre parole, se ci si limita a tagliare solo i costi, si risparmiano soldi a breve termine, ma di sicuro si perde l'opportunità di far crescere il proprio business.
Nel periodo post pandemico, moltissime gestioni si sono trovate con poche risorse e con la necessità di far quadrare i conti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una drastica diminuzione degli investimenti e rapporti molto tesi con i fornitori.
Purtroppo, la risposta più frequente alle difficoltà economiche è stata la meno efficace: ridurre le spese in modo eccessivo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è abbassando i costi in maniera indistinta che si ottiene profitto o si genera margine. In molti casi, il risparmio apparente si traduce in costi occulti maggiori: macchinari, prodotti e servizi di bassa qualità sono un cocktail micidiale, che si porta dietro un’infinità d problematiche. E risolvere i problemi costa un sacco di soldi.
Il caso più eclatante riguarda l’acquisto di distributori automatici nuovi. Siamo passati dalle esagerazioni degli anni 2000 quando, grazie anche a particolari possibilità di finanziamento c’era un eccesso di domanda, all’ “acquisto zero” dei nostri giorni.
Una reazione isterica, dopo aver mosso i primi passi nel vending 4.0 e aver iniziato a mettere al centro il consumatore finale attraverso la tecnologia.
Non esiste la pausa di riflessione in questo campo e nemmeno il passo indietro o il passo di lato. Se non si continua a crescere implementando tecnologia, si amplia troppo la distanza con quello che desiderano trovare i consumatori del 2023 in una macchina vending e quello che i gestori sono in grado di offrire, con i risultati che ognuno può ben immaginare.
Ma se c’è reale scarsità di risorse esiste una soluzione?
Un buon inizio è provare a domandarsi: “quanto posso guadagnare se investo?”, invece di chiedersi sempre e solo "quanto costa?”.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è abbassando i costi in maniera indistinta che si ottiene profitto o si genera margine. In molti casi, il risparmio apparente si traduce in costi occulti maggiori
È di questi giorni una petizione lanciata dal blog “Mammadimerda” e da “We World” (organizzazione che si occupa di sviluppo e diritti umani) per ristudiare il calendario scolastico. In Italia il sistema scolastico ha la pausa estiva più lunga d’Europa: 14 settimane. Come noi solo Lettonia e Malta. La scelta risale all’Ottocento e alla riforma agraria: una lunga parentesi estiva con le scuole chiuse permetteva infatti ai ragazzi di aiutare i genitori a raccogliere il grano nei campi. Una misura di conciliazione che, però, non si è evoluta di pari passo con le esigenze delle famiglie di oggi, che si trovano sempre più in difficoltà nel gestire i figli nei mesi estivi.
Qualche settimana fa la petizione contava già oltre 30.000 firme, ora ci auguriamo molte di più. Perché il calendario scolastico, così com’è oggi, porta con sé alcune criticità e genera diseguaglianze.
Ai sacrifici economici delle famiglie, costrette ad una spesa considerevole per i centri estivi, si aggiunge un problema di perdita di competenze cognitive e relazionali per gli studenti, assenti da scuola per un periodo troppo lungo. La proposta avanzata prevede di “spalmare” i 200 giorni di frequenza obbligatori in modo diverso durante l’anno e di tenere aperti e frequentabili gli edifici scolastici con attività didattiche anche nelle settimane estive, ad esclusione del mese di agosto.
Come sempre, non c’è nulla da inventare, basta copiare e, se possibile, farlo bene: in Germania, ad esempio, si alternano 5 settimane di scuola a 1 di chiusura, durante la quale associazioni del terzo settore offrono attività extra-curricolari agli studenti. Qualcosa di simile accade anche in Francia. A questi innegabili benefici si aggiungono vantaggi sicuramente meno nobili dal punto di vista sociale, ma per noi del vending molto interessanti. Sappiamo tutti molto bene quanto le scuole siano per noi un’opportunità (oggi sicuramente sbiadita) ma anche un grosso problema. Il conto economico fatica a reggere per il riaffacciarsi del canone concessorio, tornato in auge dopo la pausa pandemica, gare andate addirittura deserte per le richieste onerose di contributi alla scuola stessa e alle amministrazioni pubbliche di riferimento. Prezzi bassi, ingerenze sui prodotti da commercializzare attraverso i distributori automatici, come se il nostro compito fosse diventato quello di educatori alimentari,
a cominciare dalle nuove generazioni. Distributori soggetti a plurimi atti di vandalismo (ma questo, nelle gare, non viene mai contemplato…).
E infine il servizio, che viene fortemente concentrato in alcuni periodi dell’anno, mettendo a dura prova il lavoro degli operatori, dei tecnici esterni ed interni della struttura tutta, che si trova poi eccessivamente alleggerita nei periodi di chiusura, che si protrae oramai oltre i canonici tre mesi. La petizione non risolverebbe tutti i problemi sopracitati, tipici del nostro settore, ma un’apertura prolungata delle scuole, con attività scolastiche intervallate da attività extra scolastiche, porterebbe una maggiore frequenza dell’utenza e, per noi, un numero maggiore di clienti, anche in periodi diversi da quelli a cui siamo abituati. Insomma, per noi un vantaggio e una ricaduta positiva.
Per chi volesse saperne di più, la petizione (che merita, a mio avviso, di essere approfondita e magari sottoscritta) si trova su change.org.
https://www.change.org/p/ristudiamo-il-calendario-un-nuovo-tempo-scuola-non-%C3%A8-pi%C3%B9-rimandabile?redirect=false
Telemetria | App Mobile
Abilita gli acquisti con app mobile. Tutti i vantaggi della telemetria, rilevazione vendite e allarmi in real time, configurazione parametri e prezzi da remoto.
Telemetria | App Mobile | Dispositivi contactless
VERSIONE SLAVE
Abilita gli acquisti oltre che con app mobile anche con dispositivi contactless.
A dabilità e sicurezza del credito in cloud, senza alcuna possibilità di clonazione.
Gestione di periferiche (rendiresto, lettori banconote, selettori monete, ...) ed altri sistemi di pagamento.
Gestione di tabelle prezzi e di oltre 300 linee prezzo.
Telemetria | Carte di credito | App Mobile | Dispositivi contactless
Acquisti con carta di credito e di debito, app mobile e dispositivi contactless.
Pagamenti accettati: Visa PayWave®, MasterCard®, PayPass™, American ExpressPay® e altri.
Soddisfa la voglia di pausa dei tuoi clienti sfruttando sconti e promozioni in app per fare gli acquisti nei tuoi punti vendita.
Gestione del tuo parco macchine, analisi dei dati di vendita e tecnici, configurazione e controllo da remoto.
Analisi e gestione dei dati dei consumatori finali, customer care, programmi di fidelizzazione e promozionali, definizione o erte personalizzate senza alcun intervento in campo.
Integrazione completa e bidirezionale con il tuo gestionale, allineamento automatico dati anagrafici, tecnici e di consumo.
Servizio Food automatizzato
O erta di business più ampia e aumento
accogliere pasti pronti e di qualità superiore.
Verifica dello stato di funzionamento e aggiornamento firmware;
Cambio prezzi e rilevazione del venduto; Scadenza dei prodotti e refill della macchina.
NUMERO 166
OTTOBRE 2023
RENZO GABRIEL
BONIZZI DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO
FONTANA DIRETTORE
EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI
ART DIRECTOR
ANTONIO VALESTRA
GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL
NOEMI MARGAROLI
REDAZIONE
EDITORIAL STAFF
ELENA FONTANA
FOTO
HA COLLABORATO
MASSIMO FERRARINI
LUCINI OFFICINA
D’ARTE GRAFICA SRL
STAMPA PRINTERS
D.A.ITALIA
IL PERIODICO DELLA
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA
PUBBLICAZIONE ISCRITTA
AL TRIBUNALE
DI MILANO, NUMERO
DI REGISTRAZIONE 177
DEL 22 MARZO 2004
ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449
PERIODICITÀ MENSILE
EDITORE ART&WORKS
SRL UNIPERSONALE
VIA ALESSANDRO ALGARDI 13
20148 MILANO P.IVA 04234310961
TEL +39 02 48958566
UFFICIO COMMERCIALE commerciale@daitalia.it
www.daitalia.it
POSTA ELETTRONICA info@daitalia.it
ABBONAMENTI abbonamenti@daitalia.it
LA RIPRODUZIONE
TOTALE O PARZIALE
DELLE ILLUSTRAZIONI
E DEGLI ARTICOLI
PUBBLICATI SU D.A.
ITALIA È PERMESSA SOLO
SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE.
LA DIREZIONE
NON ASSUME
RESPONSABILITÀ PER
LE OPINIONI ESPRESSE
DAGLI AUTORI DEI
TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.
CONCEPT BY ART&WORKS SRL
3 EDITORIALE
I limiti della strategia legata al solo taglio dei costi
5 SPEAKER’S CORNER
Le scuole sono ancora buone locazioni?
8 MERCATO DEL VENDING
Latest News
24 FANTAVENDING
Settembre 2023
28 ECONOMIA E FINANZA
Decifrare il mondo delle strategie di M&A
32 SOSTENIBILITÀ
2024, inizia l’Era della Responsabilità: Strategie ESG e l'Influenza della Nuova Direttiva UE
36 EVENTI
EVEX un’edizione di successo per l’evento al suo debutto in Romania
40 INNOVAZIONE
ARK la soluzione KQ contro gli attacchi hacker ai distributori automatici
42 FOCUS ON
Coop presenta il “Rapporto Coop 2023-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”
51 APPUNTAMENTO IN FIERA
HOSTMILANO 2023 tutto pronto per la prossima edizione: numeri ai livelli pre-pandemia
SAVE THE DATE! Venditalia 2024- The Vending Expo dal 15 al 18 maggio 2024 nei padiglioni 8-12 di Fieramilano Rho
Il caffè è più di una semplice bevanda; è un fenomeno globale che tocca la vita di milioni di persone ogni giorno. Secondo dati recenti, il mercato mondiale del caffè torrefatto è valutato intorno ai 120 miliardi di dollari, con consumi che raggiungono i 170,8 milioni di sacchi da 60 kg. Questo equivale a circa 3,1 miliardi di tazzine di caffè consumate quotidianamente su scala globale. Un recente report di Mediobanca prevede una crescita costante del settore nei prossimi anni. I tassi di crescita sono stimati tra l'1 e il 2 per cento, segnalando un'industria in buona salute e con prospettive di espansione. In Italia, si gustano 95 milioni di caffè al giorno, è il settimo Paese al mondo per consumi. Il fatturato non consolidato delle imprese del comparto nel 2022 è stimato da Mediobanca in 4,5 miliardi di euro. L'incidenza Ebitda sul fatturato delle imprese italiane si attesta all'11,6 per cento, un segno positivo per la salute finanziaria del settore. Gli analisti sottolineano inoltre incrementi a due cifre per i big player del caffè torrefatto nel Paese, con una crescita che continua anche nel primo semestre del 2023.
Dopo alcune recenti decisioni su prezzi di listino e minimi d'ordine, si parla molto di Ferrero in questo momento nella nostra community e i toni sono piuttosto accessi, per usare un eufemismo. Per completezza d'informazione, ci sembra corretto anche comunicare che nella busta paga di ottobre, i 6.000 lavoratori in Italia, riceveranno un premio di risultato di circa 2.400 euro, legato agli obiettivi raggiunti. Parte del premio sarà convertibile, a discrezione dei singoli dipendenti, in servizi (buoni spesa, per le bollette di acqua, luce e gas, per beni o servizi alla persona o alla famiglia, dall’istruzione alla formazione, fino alle spese mediche o buoni benzina o previdenza complementare).
Il segretario nazionale della Fai-Cisl Massimiliano Albanese ha dichiarato: "Va assolutamente apprezzato il valore del premio ma va anche sottolineato che questi premi hanno una tassazione del solo 5% e che per le somme che saranno convertite in welfare l’accordo prevede una maggiorazione del +20%: un ottimo risultato, merito dell’impegno e del lavoro di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori Ferrero".
Coges conferma la propria vocazione a crescere nel mercato europeo grazie all’assunzione di un nuovo commerciale, che sarà operativo in Francia per coprire in modo ancora più rapido ed efficace le esigenze di questo Paese. Il team commerciale di Coges ha infatti accolto dallo scorso 4 settembre, il sig. Morgan Briquet, il quale ha assunto il ruolo di Area Manager per Coges Francia. Morgan ha già maturato una vasta esperienza nei settori del Coffee e del Vending lavorando per un’importante azienda del settore come Responsabile dello sviluppo, della valorizzazione e della fidelizzazione del portafoglio clienti B2B. Per Coges si occuperà di seguire i clienti storici, sviluppare nuovi lead in Francia e promuovere i nostri sistemi di pagamento, in modo da supportare la crescita di Coges anche in corrispondenza con il lancio sul mercato francese di nuovi importanti prodotti.
Coges Francia acquisisce quindi un’altra persona di riferimento commerciale importante per tutti i clienti ed un nuovo punto di forza nel team di Stéphane Metzger, storico coordinatore e rappresentante commerciale di Coges Francia, a cui appartiene già anche il nostro specialista di Customer service Hervé Raquin.
Flo ha recentemente rinnovato il Contratto aziendale con la firma dello "Statuto della persona", in cui dà ampio spazio alle iniziative a favore dei lavoratori. Tra queste figurano nuovi incentivi alla genitorialità e il potenziamento dello sportello di ascolto. L’azienda, che continua il suo percorso di crescita ed espansione, è anche alla ricerca di nuove figure professionali di alto profilo, tra cui: specialista in marketing e comunicazione, responsabile di tesoreria di gruppo, specialista di bilancio consolidato, manutentori meccanici ed elettrici, per potenziare il suo organico presso la sede di Fontanellato. Flo, che supporta da sempre le esigenze formative dei suoi dipendenti, nel primo semestre 2023 ha erogato 566 ore di formazione professionale, il 103% in più rispetto allo stesso periodo del 2022. Sono anche previsti bonus economici per chi consegue certificazioni linguistiche, diplomi/lauree oppure partecipa a corsi professionali volti all’informatizzazione o a specializzazioni tecniche coerenti con le proprie mansioni in azienda.
“I dipendenti sono il vero motore del Gruppo – commenta Daniele Simonazzi (in foto), Amministratore delegato di FLO – e grazie al loro impegno incessante, in questi 50 anni abbiamo raggiunto traguardi ambiziosi, come le acquisizioni all’estero, la trasformazione da azienda produttrice di soli contenitori in plastica a produttore multimateriale e l’importante percorso di transizione sostenibile, che ci ha portato quest’anno alla pubblicazione del primo ESG di gruppo. Per questo abbiamo deciso di porre ancora più attenzione al loro benessere attraverso una serie di integrazioni al contratto aziendale che riguardano ambiti non solo professionali ma anche personali, come il benessere psicologico, diventato sempre più importante dopo i pesanti anni della pandemia.”
Nell’estate del 2021 infatti FLO ha deciso di attivare uno sportello di ascolto e ad oggi, le ore di consulenza erogate dalle due psicologhe presenti nelle sedi di Fontanellato e Verona (ISAP) sono oltre 600. Nello Statuto è posta poi particolare attenzione nei confronti dei lavoratori inseriti in un percorso di protezione all’interno dei centri antiviolenza formalmente riconosciuti. Per chi ha fatto richiesta di aspettativa, l’azienda si impegna a riconoscere un’indennità del 25% della retribuzione mensile, fino a un massimo di 12 mesi, che va a sommarsi a quanto già garantito dallo Stato, con l’obiettivo di fornire maggior supporto ai dipendenti in difficoltà. Inoltre, FLO al fine di favorire le lavoratrici madri, ha aumentato del 10% la retribuzione prevista per il congedo facoltativo, per un massimo di 6 mesi: questo significa che le dipendenti hanno diritto al 40% della retribuzione rispetto al 30% previsto dalla normativa vigente. Ai neo-papà, invece, l’azienda riconosce un permesso retribuito extra di 8 ore, portando a 11 i giorni di congedo di paternità.
L'avevano sperimentata in Cina nel corso dei Mondiali di Calcio, ma adesso arriva anche in Europa e precisamente nel Regno Unito, dove è stata installata una vending machine di Sprite, in grado di capire in tempo reale l’umore dei pendolari e cosa li irriti di più, dal ritardo dei treni alle ondate di calore. La vending machine, collocata nella stazione di King Cross a Londra, è dotata di uno schermo digitale interattivo che capta i momenti in cui gli animi dei pendolari si scaldano di più.
L’operazione, che in Cina riguardava il disappunto per i cartellini gialli degli arbitri, permettendo di ottenere una Sprite per raffreddare eventuali animosità, in Uk e in Europa è collegata al rialzo delle temperature estive tanto atteso e temuto.
SUI MERCATI, TORREFAZIONI, CAFFETTERIE E NEGOZI
L’industria italiana del caffè esprime una realtà industriale di grande rilievo nazionale e internazionale. In Italia, nel settore caffè, operano un migliaio circa di aziende, sparse su tutte le regioni della penisola, con una occupazione diretta stimata intorno ai 7.000 addetti ed un giro d’affari dell’industria 2022 intorno ai 5 miliardi di €, di cui ca. 2,2 miliardi derivanti dalle esportazioni. Dopo il calo dei consumi nel 2020, l’industria del caffè ha ripreso a crescere nel corso del 2021 con un buon recupero, che è proseguito anche nel 2022 anche se in termini di volume, il recupero non si è ancora completato rispetto ai valori prepandemia. Il nuovo annuario settoriale COFFITALIA 2023 aggiorna e completa le informazioni di mercato e di tutti gli operatori della filiera per fornire un quadro completo sul mondo del caffè in Italia. Nel 2022 le importazioni di caffè hanno ripreso a crescere arrivando a 724 milioni di kg di caffè verde equivalente con un + 9% rispetto al 2021. È ripresa anche la crescita delle esportazioni che si sono portate ora al livello record di 373 milioni di kg di caffè verde equivalente con un incremento del 7% rispetto al 2021, per un valore complessivo di 2,2 miliardi di € Analizzando la serie storica dei dati dell’export caffè, si può scoprire che negli ultimi 10 anni il volume delle esportazioni di caffè italiano si è raddoppiato; l’export, in effetti, rappresenta il vero volano di crescita dell’industria italiana del caffè, dal momento che il volume dei consumi interni appare stagnante. I “consumi apparenti” (importazioni meno esportazioni) si sono portati a 351 milioni di kg di caffè verde equivalente: In termini di caffè torrefatto i consumi apparenti possono essere stimati intono ai 280 milioni di kg (il caffè tostato ha un peso del 20% inferiore rispetto al caffè verde), di cui una parte destinata a consumi industriali (per la preparazione di altri prodotti a base di caffè) e la parte preponderante destinata al consumo per la preparazione della omonima bevanda calda. Sul mercato italiano il totale delle vendite di caffè torrefatto da trasformare in bevande calde può essere stimato per il 2022 intorno ai 231 milioni di kg di caffè torrefatto (+3% rispetto al 2021) che media un arretramento dei volumi di vendita nella distribuzione moderna con una crescita dei volumi di vendita nell’HoReCa. Nel complesso si può osservare nell’arco degli ultimi anni una sostanziale stagnazione dei consumi totali, con dei cali nel periodo pandemico e una ripresa negli ultimi due anni. All’andamento problematico dei volumi si contrappone una tendenza al miglioramento dei ricavi, grazie soprattutto al forte sviluppo del caffè porzionato. in grado di esprimere prezzi €/kg molto più elevati rispetto ai tradizionali pack. Il nuovo annuario settoriale COFFITALIA 2023, in versione digitale bilingue, è scaricabile gratuitamente da beverfood.com al seguente link: www.beverfood.com/coffitaliadownload/
NUOVO RECORD DI FATTURATO PER PRONTOFOODS:
+15% RISPETTO AL 2021
Il fatturato 2022 di Prontofoods è il più alto di sempre, ha infatti raggiunto quota 144,5 milioni di euro. Si avverano quindi le previsioni di Luciano Pensante, fondatore dell'azienda, che nel giorno del suo 87 compleanno, aveva annunciato a Fantavending il record di vendite ed un fatturato consolidato di 200 milioni (la sola Crastan di Pontedera, acquisita dal gruppo Prontofoods nel 2019, ha fatturato 50 milioni nel 2022). Il gruppo continua la sua fase di crescita, il 2023 sta andando bene e non si fermano gli investimenti: è stata infatti da poco finalizzata l'acquisizione di un terreno da 14.000 mq confinante con lo storico stabilimento di Montichiari, dove sorgerà una nuova area produttiva e nuovi magazzini. Prontofoods investe molto anche in comunicazione nazionale, basti pesare alla nuova campagna pubblicitaria nazionale che ha come testimonial Iva Zanicchi.
Ingenico, leader mondiale nelle soluzioni di accettazione dei pagamenti, annuncia di aver ottenuto in Italia la certificazione Bancomat dei terminali Lane/3600 della nuova linea TETRA Next Generation, di cui oltre 50.000 terminali sono già stati distribuiti in Italia nel primo trimestre dell’anno.Come tutte le soluzioni Next Gen, le nuove PIN Pad Lane/3600 offrono migliori prestazioni, un nuovo design e sono eco-friendly. Grazie alla certificazione Bancomat ottenuta, sono oggi ufficialmente disponibili anche in Italia e potranno garantire diversi benefici ai merchant, supportando molteplici applicazioni di pagamento esistenti in modo sicuro (PCI PTS v6). Con un design moderno e compatto, sono progettate per uso intensivo e si adattano perfettamente a qualsiasi ambiente Retail e Hospitality. In particolare, le dimensioni ridotte rendono le PIN Pad ideali per l’integrazione in chioschi non presidiati per il self-checkout
La lettura dei QRcode e l’area contactless ampliata ne agevolano l’impiego anche per la gestione di app di business o servizi a valore aggiunto, tipici del mondo Retail (coupon, ticket, buoni sconto, etc).
“L’impegno Ingenico nel proporre soluzioni innovative, sicure e sostenibili è sempre costante e questa nuova certificazione lo dimostra. Le soluzioni Lane/3600 permetteranno di supportare le richieste del mondo Retail in Italia, da sempre alla ricerca di sistemi versatili e facilmente integrabili adatti a veicolare servizi aggiuntivi, oltre all’accettazione dei pagamenti.”, dichiara Paolo Temporiti, Head of Italy, CESEE & Middle East di Ingenico.
Per saperne di più su tutti i dispositivi della linea TETRA: https:// ingenico.com/en/products-services/payment-terminals/tetra
AL SUO POSTO JOCHEN FABRITIUS
Evoca Group ha appena annunciato tre cambiamenti a livello di consiglio di amministrazione della società, con effetto immediato: Andrea Zocchi ha deciso di dimettersi dalla carica di Amministratore Delegato. Zocchi ha svolto un ruolo di primo piano nell'azienda per oltre 20 anni, inizialmente come Chief Financial Officer e successivamente come Chief Executive Officer e rimarrà come membro del Consiglio di Amministrazione. Durante questo periodo, ha guidato con successo la trasformazione dell'azienda in leader mondiale nella produzione di macchine da caffè professionali, realizzando sette acquisizioni dal 2017. Zocchi ha anche guidato l'azienda attraverso la crisi del COVID-19, stabilizzando le operazioni dell'azienda e intraprendendo una ristrutturazione necessaria e di successo dell'azienda per creare una piattaforma sana per la crescita futura. Jochen Fabritius succede ad Andrea Zocchi come CEO di Evoca ed entra a far parte del Consiglio di Amministrazione. Fabritius è stato in precedenza CEO del Gruppo MBCC dal 2020 fino alla sua vendita a Sika AG nel 2023. Prima di entrare in MBCC ha lavorato per Xella Group, prima in qualità di Chief Operating Officer dal 2014 e poi, dal 2017 in poi, come CEO. Durante questo periodo, sia MBCC che Xella erano di proprietà di affiliati dei Lone Star Funds, un affiliato dei quali è il principale azionista di Evoca. In precedenza ha lavorato per 15 anni presso la società di consulenza McKinsey & Company. Evoca Group ha anche annunciato le dimissioni di Mark E. Keough dalla carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione, dovute alla sua decisione di ritirarsi. A Keough succede Dominik Halstenberg, nella posizione di Presidente del Consiglio di Amministrazione. Michael Kolbeck si aggiunge al Consiglio di amministrazione.
Il Consiglio di amministrazione ringrazia Andrea Zocchi per la sua straordinaria leadership e Mark E. Keough per il suo contributo come Presidente. Il Consiglio dà inoltre il benvenuto a Jochen Fabritius come CEO, Dominik Halstenberg come Presidente e Michael Kolbeck come nuovo membro del Consiglio.
perché di altissima qualità e perché responsabili e sostenibili.
Verdadero e Reserva sono esclusive miscele di caffè provenienti da aziende agricole certificate Rainforest Alliance™ e rappresentano la perfetta combinazione di caffè d’eccellenza, rispetto ell’ecosistema e responsabilità sociale.
Perchè scegliere un prodotto Rainforest Alliance Certified™?
• Proteggere l’ambiente, gli ecosistemi e la biodiversità e la fauna selvatica.
• Caffè coltivato in modo sostenibile.
• Investimenti in istruzione, sanità e infrastrutture.
• Migliore qualità della vita e reddito per i produttori di caffè, le loro famiglie e comunità. Per saperne di più, visita il sito www.rainforest-alliance.org
Lavazza ha rilasciato un comunicato stampa in cui ha annunciato diversi cambi organizzativi nelle Region e nelle società del Gruppo Sotto la guida del Group Chief Commercial Officer Mauro Mantovani, la struttura aziendale si riorganizza come segue:
1. La Region North America viene affidata ad Hossam Ashraf, che assume l’incarico di Lavazza North America President;
2. La Region France & Benelux viene affidata a Pietro Mazzà, che assume l’incarico di Regional Director France & Benelux;
3. La Region UK & Nordics viene affidata a Massimo Pepe, che assume l’incarico di Regional Director UK & Nordics;
4. La Region Italy & Iberia è guidata da Igor Nuzzi, con l’incarico di Regional Director Italy & Iberia;
5. La Region DACH & Poland (Germania, Austria, Svizzera e Polonia) è guidata da Susanne Wege, con il ruolo di Regional Director DACH & Poland;
6. La Business Unit International Markets, mercati in cui il Gruppo opera attraverso distributori, è guidata da Leo Italiano, BU International Markets Director;
7. La Region APAC è guidata da Simone Chimini, in qualità di APAC Regional Director;
8. La società Kicking Horse Coffee viene affidata alla guida di Cédric Malaga, in qualità di nuovo CEO.
REPA, il principale distributore europeo di parti di ricambio e John Bean Technologies Corporation (JBT), leader nelle soluzioni tecnologiche per la lavorazione degli alimenti, hanno firmato un accordo di partnership per la distribuzione in esclusiva, tramite il webshop REPA e uno dei suoi centri logistici, dell’intera gamma di ricambi della linea Avure HPP, dedicata alla trasformazione dei prodotti alimentari.
Nella filiera agroalimentare, ogni minuto di fermo delle operazioni dovuto a un malfunzionamento dei macchinari rappresenta una perdita enorme, sia in termini di produttività che di fatturato. Tramite questo accordo, REPA garantisce l’immediata disponibilità in magazzino di parti di ricambio cruciali per il corretto funzionamento dei sistemi di produzione alimentare, permettendo di riparare tempestivamente le linee di produzione.
“Siamo orgogliosi di annunciare la prima partnership di settore dedicata all’industria alimentare, a dimostrazione di come REPA sia un alleato prezioso per l’intera filiera del food service, dai produttori ai tecnici dell’assistenza fino ai clienti finali. La nostra attenzione ai ricambi 100% originali ci consente di rispondere alla necessità di ridurre i tempi di inattività della produzione con una fornitura rapida e tempestiva di ricambi di alta qualità”, afferma Alexander Wiegand, CEO di REPA.
“Siamo entusiasti di intraprendere questa partnership con REPA, leader nel settore della distribuzione di parti di ricambio. L’esperienza di REPA nel servizio post-vendita, abbinata al nostro impegno per la fornitura di prodotti di alta qualità, offrirà ai nostri clienti un’esperienza senza pari. L’incremento della disponibilità e della velocità di consegna, frutto di questa collaborazione, garantirà ai nostri clienti di ottenere rapidamente e in modo semplice le parti desiderate, nel momento esatto in cui ne hanno bisogno. Dalle accurate specifiche tecniche dei prodotti, all’assenza di quantità minime d’ordine sino ai minori costi di trasporto, questa collaborazione rappresenta una vera vittoria per i nostri clienti”, afferma Mary Beth Siddons, Group President – Processing, JBT Corporation – Diversified Food and Health Division.
Caffè Borbone chiude il primo semestre dell’anno con ricavi a 153,7 milioni di euro, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2022. In crescita anche il margine operativo lordo, che segna un +21% rispetto allo scorso anno.
“Nonostante i rialzi del costo del caffè e la pressione competitiva sul mercato, nel semestre Caffè Borbone ha consolidato la propria leadership nel comparto monoporzionato e dato ulteriore impulso alla propria traiettoria di crescita. Nel secondo semestre contiamo di proseguire nel nostro percorso di sviluppo e sviluppo anche grazie all’ottimo andamento dei canali online e delle vendite in GDO e al lancio di nuovi prodotti” ha dichiarato Marco Schiavon, Amministratore Delegato di Caffè Borbone.
Grazie alla presenza su tutti i principali canali distributivi, all’attenzione alla sostenibilità in tutto il processo di produzione e alle new-entry del portafoglio prodotti, il marchio è diventato leader di mercato nel comparto delle cialde e secondo marchio nel comparto capsule in Italia. Sempre più rilevante il ruolo della GDO con una crescita di canale pari al 26% rispetto all’esercizio precedente, più del doppio rispetto all’incremento medio del mercato (+11%, fonte Nielsen). Molto positiva anche la performance del canale digitale, con le vendite sull’ecommerce diretto di Caffè Borbone, su Amazon e sui portali. Caffè Borbone è ad oggi il primo brand per vendite nei negozi specializzati e best-seller nella categoria ‘Alimentari’ di Amazon. Nel corso del primo semestre Caffè Borbone ha posto le basi per un ulteriore sviluppo delle vendite all’estero attraverso la costituzione della newCo Caffè Borbone America Corp, che opererà sul mercato statunitense e che ha permesso una crescita del mercato americano del +18%.
L’ultima novità della gamma Derby Blue Zero ideata da Conserve Italia per il canale Vending ha tutto ciò che serve per diventare un punto di riferimento nella distribuzione automatica è gustoso, pratico, ecosostenibile e a basso contenuto calorico.
Parliamo del brik 330 ml concepito per il consumo on-the-go del fuori casa. Un formato pratico e leggero, comodo da tenere sia nello zaino che in borsa e disponibile in tre deliziosi gusti (Arancia Rossa, Multifrutti e ACE) all’interno di un cartone a impatto zero sull’ambiente.
La gamma Derby Blue Zero ha un obiettivo ben preciso: soddisfare appieno le esigenze dei giovani consumatori, che dimostrano di essere sempre più attenti al proprio benessere e al tema della sostenibilità.
E il brik 330 ml non fa eccezione. Grazie alle nuove ricette e all’ampio assortimento di gusti, questo succo rinfresca e accontenta i palati più esigenti garantendo l’assorbimento delle proprietà della frutta senza zuccheri aggiunti. Insomma, si tratta di una proposta leggera e ipocalorica (12 Kcal ogni 100 ml di prodotto).
Le caratteristiche del packaging rendono Derby Blue Zero totalmente riciclabile ed ecosostenibile. La cellulosa delle confezioni di questa gamma - disponibile in differenti formati proposti con un restyling grafico dal forte impatto visivo - proviene infatti da foreste gestite in maniera responsabile e certificate a emissioni zero, mentre il tappo e parte del rivestimento della confezione sono ricavati dalla canna da zucchero fermentata per ottenere la materia prima necessaria alla produzione della plastica senza l’utilizzo di fonti fossili. Una scelta fortemente voluta all’interno di un progetto più ampio riconosciuto Eco2Care che abbraccia tutta la filiera, attraverso il quale Derby Blue Zero sostiene un ecosistema unico al mondo: la Laguna del Dogà, un’oasi di oltre 1.800 ettari con 1.000 bacini di acqua salmastra e una ricchezza di biodiversità davvero speciale situata all’interno della Laguna Nord di Venezia.
Caffè Vergnano, tra le più antiche torrefazioni in Italia, chiude il 2022 con un fatturato totale lordo di 99,2 milioni di euro, in crescita di circa il 12% rispetto all’anno precedente. I settori in maggiore sviluppo sono stati quello dei ristoranti, alberghi e bar, grazie anche alla fine delle restrizioni attivate durante la pandemia, e l’estero, supportato dalla partnership con CocaCola Hbc. Caffè Vergnano è ora presente in 90 paesi, di cui 17 sono mercati di Coca-Cola Hbc. Nonostante il forte aumento delle materie prime e dell’energia del 2022, la società ha deciso di non ribaltare per intero l’aumento dei prezzi sui clienti per ridurre al minimo l’impatto sul bilancio del consumatore. Caffè Vergnano guarda ora al futuro e per il 2023 prosegue con gli investimenti, che si sviluppano con la volontà di valorizzare il territorio locale, come quello del nuovo magazzino di 4.000mq a Valfenera (Torino) finalizzato nell’ultimo trimestre del 2022 e l’impianto di pannelli solari, operativo da maggio, sul tetto di uno degli stabilimenti del sito di produzione di Santena (Torino). L’installazione permetterà a Caffè Vergnano, con una potenza pari a 500 kw x 1000 pannelli, di essere autonoma nel fabbisogno al 17-20%.
“Come nel 2022, nei primi sei mesi del 2023 continua la crescita del fatturato: il semestre ha chiuso con un +9% verso l’anno precedente in linea con le aspettative. Tutti i settori sono positivi e la crescita è trainata in particolare dal settore Horeca con un +16% di fatturato. La crescita dell’utile lordo rispetto all’anno precedente è superiore al fatturato (+11%)” commenta Carolina Vergnano, CEO di Caffè Vergnano
L’ANALISI COMPETITIVE DATA SUL MERCATO DEL CAFFÈ NEL CANALE HO.RE.CA.
Competitive Data ha rilasciato l’edizione 2023 del report Caffè nel Canale Ho.Re.Ca., dove analizza l’andamento del mercato nell’ultimo triennio, con le previsioni fino al 2025. Le torrefazioni considerate nel report detengono una quota di mercato aggregata dell’82,7% a valore, del 75,3% a volume, e sviluppano un fatturato aggregato totale (tutti i canali, tutti i prodotti) di 4.104,3 milioni di euro.
LO SCENARIO COMPETITIVO
Nel 2022 si è assistito ad un cambio di passo verso una maggiore concentrazione del mercato, che già covava da anni, ed avveniva lentamente, e che l’eccezionale impennata dei costi ha accelerato sensibilmente.
I primi quattro player detenevano il 28,1% del mercato a valore nel 2021, passato al 28,6% nel 2022; ancora più evidente è il cambio di passo a volume, con una quota aggregata delle prime quattro torrefazioni che passa dal 28,0% del 2021 al 29,2% del 2022.
Le tensioni inflattive hanno bloccato gli investimenti, che pur avevano ricominciato a crescere dopo gli eventi pandemici, dirottando la massima attenzione sui costi.
L’ANDAMENTO DEL MERCATO E GLI SCENARI PREVISIONALI
Nel 2022 le vendite di caffè torrefatto nel canale Ho.Re.Ca. hanno fatto registrare una crescita a valore del +14,3%, per attestarsi su un controvalore di 672,0 milioni di euro. Il gap da recuperare rispetto al 2019 è ancora consistente (-22,4%).
Scuole e università sono ormai partite per l'anno 2023/2024 è già si evidenzia la grande attenzione che viene data alla componente della sostenibilità. Un caso emblematico è l'Università di Udine, una locazione che conta 47 distributori automatici.
Come è stato ripreso da più articoli usciti sulla stampa regionale, sono due i punti principali dell'azione green del gestore (Gruppo Illiria): bicchieri realizzati con una tecnologia innovativa che permette di risparmiare CO2 ed energia alternativa dal riciclo dei fondi di caffè.
Nel 2022 nei distributori dell’ateneo sono stati utilizzati 32.225 bicchieri Hybrid al mese che hanno prodotto 3.557,6 chilogrammi di CO2 in un anno, rispetto ai 5.955,1 chili di CO2 che avrebbero prodotto i tradizionali bicchieri di plastica, con una riduzione quindi di 2.397,5 chili di CO2, pari al 40%. Inoltre, nella sede del polo scientifico dei Rizzi sono stati installati due distributori in cui è anche possibile usare la propria tazza per il caffè. Le macchine hanno delle fotocellule che verificano la presenza della tazza, da posizionare prima della scelta della bevanda. In caso contrario, il distributore rilascia il bicchiere monouso.
Nell'università i fondi di caffè sono raccolti dagli operatori di Gruppo Illiria e stoccati nei magazzini di Udine all’interno di appositi contenitori per essere infine ritirati, una volta pieni, dalla Società Organica srl, con cui Illiria collabora dal 2018, per essere portati nei loro centri di recupero impianti a biogas. Nel 2022 dai distributori di caffè dell’Università di Udine sono stati raccolti 3.391,19 chili di fondi di caffè con cui sono stati prodotti 2.034,71 kilowattora di energia elettrica.
Caffè e pisolino, per l’equivalente di 5 euro (825 yen), centesimo più, centesimo meno. È la formula del Nescafé Harajuku di Tokyo, che ha allestito nel suo locale delle postazioni per fare un riposino. Non alcove o stanze, piuttosto una sorta di cabina telefonica, organizzata con punti di appoggio per sostenere gli esausti giapponesi in cerca di un break. Non bisogna stupirsi: nel paese in cui si dice che le persone siano così dedite al lavoro da non dormire mai, esiste una versione del sonno pubblica, brevissima, perfettamente sociale e universalmente accettata.
È l’inemuri, che significa letteralmente “dormire ma essere presenti” (o “essere presenti dormendo”) e fa riferimento alla pratica dei micro-sonni che colgono gli abitanti del Sol Levante, in particolare di Tokyo, nelle situazioni più impensate. Un riposo lontano dall’intimità del proprio letto che appare quasi coma la prova tangibile dell’esaurimento da super lavoro. Per questo non è raro incappare in persone che dormono nei luoghi pubblici: scale, metropolitane, persino in ufficio di fronte a colleghi e superiori. E per questo sono nate delle apposite aree per fare un pisolino, cubicoli studiati appositamente per inemuri.
La caffetteria Harajuku di Suimin a Tokyo è la prima a offrire la combo caffè e pisolino, possibilmente in quest’ordine: l’idea è quella di sfruttare il tempo necessario alla caffeina per fare effetto per dormicchiare in una delle aree predisposte al Nescafé Suimin Café, al piano superiore. Si può anche scegliere tra capsule di due stili, tradizionale giapponese e moderno: entrambe hanno luci regolabili e prese di corrente per caricare i dispositivi. Al piano inferiore, invece, la caffetteria propone caffè e bevande al caffè preparate con le macchine Nespresso, tè e bevande analcoliche.
I PAGAMENTI TRAMITE CARTA DI CREDITO
Ampliare la gamma dei pagamenti ai distributori automatici consentendo ai consumatori di bersi un caffè pagando con la carta di credito, è un vecchio sogno del vending. Negli anni si sono succeduti varie problematiche che ne hanno ostacolato il cammino, dai tempi lunghi tempi di validazione, alle alte commissioni sui micro pagamenti, al costo dei sistemi.
Il risultato è che oggi solo il 6% delle macchine (dati: Studio di Settore IPSOS/Confida 2022) ha a bordo sistemi dotati di lettore carte e che solo l'1% del fatturato venga realizzato attraverso questa modalità di pagamento.
Ma l'arrivo delle APP di pagamento sta letteralmente stravoglendo questo scenario. Recenti analisi di "Coffee cApp" una delle più conosciute APP Vending, mostrano che il 70% delle vendite totali facilitate attraverso questa APP sono state pagate con carte di credito, con un aumento dell'8% rispetto all'anno precedente.
È chiaro che questo cambia tutto, perché il parco macchine totale italiano con servizio di pagamento con APP a bordo, conta ben 202.750 unità, ed è in continua crescita.
IL MONDO LE CAPSULE IN CARTA COMPOSTABILE
Nespresso ha deciso di rispondere alle critiche sull'impatto ambientale delle sue capsule in alluminio, lanciando un nuovo prodotto a base di cartone compostabile per il sistema Nespresso Original.
Nei negozi svizzeri e francesi il prodotto è già disponibile, ad ottobre sarà lanciato anche negli shop online e nel 2024 arriverà anche in Italia e in tutti gli altri Paesi. In Francia le capsule a base di carta sono accettate nel bidone pubblico dei rifiuti organici. Huhtamaki, fornitore internazionale di soluzioni di imballaggio sostenibili, è uno dei partner coinvolti nello sviluppo di questa nuova capsula a base di carta.
Al lancio del nuovo packaging saranno associate le nuove referenze Perù Organic, Ispirazione Aosta, Ispirazione Emilia, Ispirazione Sicilia e Decaffeinato. La capsula è composta per l'82% di carta e, ovviamente, all'interno ha una pellicola biodegradabile.
AMPLIANO LA GAMMA VEGGY GOOD
Ancora una novità in casa San Carlo: Veggy Good amplia la sua gamma di prodotti con i nuovi Triangolini Mais e Patata Viola. Uno snack croccante e sfizioso in grado di coniugare gusto e benessere e soddisfare anche i palati più esigenti, grazie ad un connubio di sapori unico e travolgente: quello del mais, rustico e leggermente affumicato, e della patata viola, dolce e deciso allo stesso tempo. Primo snack della linea benessere a base di mais, i coloratissimi Triangolini Mais e Patata Viola, non sono fritti e non contengono glutine, lievito e lattosio.
Con il loro sapore rappresentano il perfetto equilibrio tra benessere e gusto. Uno spuntino ideale per ogni momento della giornata a casa, in ufficio, al parco: perfetti per affrontare il rientro dalle vacanze.
Inoltre, i Triangolini Mais e Patata Viola, così come tutti gli snack della gamma, sono realizzati in un impianto che utilizza energia da fonti rinnovabili, con un pack realizzato con carta certificata FSC proveniente da foreste gestite in maniera etica e responsabile, completamente riciclabile nella carta.
DUOBO è la nuova macchina compatibile con capsule di varie marche targata LG Electronics. La potente multinazionale sud coreana ha deciso di entrare è la prima volta in questa complicata arena competitiva. La cosa più innovativa di questo progetto è senz'altro il sistema di estrazione a doppia capsula, una novità assoluta per il segmento.
DUOBO offre anche contenuti multimediali attraverso un ampio display. Durante il processo di preparazione del caffè o il tempo di attesa, il grande display può fornire intrattenimento e informazioni. Inoltre, DUOBO offre un'integrazione con un'App attraverso cui gli utenti possono regolare con precisione la temperatura e la pressione di estrazione ai loro livelli desiderati. Possono monitorare lo stato del prodotto in tempo reale e ricevere notifiche. Ad esempio, DUOBO può misurare il consumo di energia ogni volta che estrae il caffè, permettendo di monitorarne i consumi. L'App viene regolarmente aggiornata e, raccogliendo i dati di utilizzo del prodotto degli utenti presso LG Labs, può analizzare le prestazioni del prodotto e comprendere i modelli e le abitudini di consumo di caffè degli utenti, consentendo una gestione efficiente delle ricette e il risparmio energetico.
Il Consiglio di Amministrazione di IVS Group S.A. si è riunito il 7 settembre per esaminare ed approvare la relazione semestrale al 30 giugno 2023.
Ecco la consueta sintesi dei risultati:
Fatturato consolidato pari a Euro 370,9 milioni, in aumento del 88,4% rispetto a giugno 2022.
EBITDA pari a Euro 55,0 milioni. EBITDA Adjusted 1 Euro 57,4 milioni, +54,9%.
EBIT pari a Euro 15,4 milioni (+77,2%). EBIT Adjusted Euro 17,7 milioni (+110,6%).
Utile netto consolidato pari a Euro 5,2 milioni. Utile netto adjusted consolidato pari a Euro 7,1 milioni (+128,4%).
Indebitamento Finanziario Netto pari a Euro 402,8 milioni (inclusi Euro 64,0 milioni da effetti IFRS16 sui leasing e Euro 10 milioni di dividendo) da Euro 417 milioni (restated) a fine 2022.
Il fatturato consolidato del 1° semestre 2022 non includeva ancora le attività entrate nel gruppo nel secondo semestre 2022, tra cui quelle derivanti dalla business combination con GeSA, Liomatic e Vendomat.
L' attività di gestione vending ha raggiunto i 281,6 milioni di Euro di fatturato, +52,0% rispetto a Euro 185,2 milioni al 30 giugno 2022, a loro volta suddivise per mercati geografici: (A) Italia (Euro 235,8 milioni, +55,1%), (B) Francia (Euro 24,3 milioni, +23,0%),
(C) Spagna (Euro 18,8 milioni, +29,1%) e (D) altri mercati Europa (Euro 5,9 milioni, +339,0%).
Nell’Italia confluiscono la maggior parte delle attività vending di Liomatic e tutte quelle di GeSA; la Francia mantiene sostanzialmente il perimetro precedente alla business combination; nella Spagna entrano anche le attività locali di Liomatic; negli altri mercati europei, oltre alle preesistenti attività svizzere e polacche di IVS, entrano le attività in Germania, Portogallo e San Marino di Liomatic.
Nel core business del vending IVS ritiene possibile raggiungere a fine 2023 l’importante soglia simbolica di un miliardo di erogazioni, con un aumento dei margini in tutte le aree di business.
FLO E VERSALIS PRESENTANO R-HYBRID: IL PRIMO BICCHIERE VENDING CON POLISTIRENE RICICLATO
Il Gruppo FLO e Versalis (Eni) presentano R-Hybrid: il primo bicchiere per distribuzione automatica realizzato con polistirene riciclato da post consumo. Si tratta di un’importante innovazione nel campo del Food Packaging, verso un sistema di riciclo più virtuoso con un’efficiente riutilizzo delle risorse; anche R-Hybrid infatti è a sua volta riciclabile.
Il progetto è stato condotto con SCS (Styrenics Circular Solution), associazione europea che comprende tutta la filiera dei polimeri stirenici, dai produttori di materia prima ai riciclatori post consumo, e in stretta collaborazione con il Fraunhofer Institute. Grazie a questa partnership, è stato istituito un consorzio di filiera focalizzato alla definizione di un protocollo per l’utilizzo di PS riciclato nel packaging per alimenti, dietro barriera funzionale. Si è così arrivati a validare tutto il processo, dalla produzione del riciclato, alla definizione delle caratteristiche tecniche del multistrato fino al challenge test sul prodotto finito.
“C’è plastica e plastica, normalmente quella usata per il packaging è tra le più pregiate, sia in termini di qualità che di prestazioni. Il progetto R-Hybrid è strategico perché apre finalmente la porta al riutilizzo del polistirolo rigido nei contenitori per alimenti e garantisce il mantenimento del suo valore originale
– ha dichiarato Erika Simonazzi Marketing Manager del Gruppo Flo – Sono numerosi anche i vantaggi offerti dai nuovi bicchieri R-Hybrid come soluzione ancor più sostenibile del tradizionale Hybrid, di cui sono la naturale evoluzione tecnologica. I nuovi R-Hybrid infatti uniscono i benefit di una ridotta carbon footprint all’effettivo riutilizzo della plastica post consumo che viene rimessa in circolo attraverso la creazione di nuovi bicchieri.”
“La strategia del business stirenici di Versalis si basa sull’utilizzo di polimeri sempre più sostenibili ottenuti anche da materia prima seconda derivante da plastiche riciclate. In particolare, la gamma Versalis Revive è costituita da polimeri contenenti plastiche da riciclo meccanico derivanti dalla raccolta differenziata domestica. Il nostro obiettivo – ha dichiarato Claudio Bilotti, Responsabile Marketing Stirene e Polistirene di Versalis (Eni) - è di produrre e immettere sul mercato prodotti sempre più sostenibili. I prodotti riciclati hanno un impatto di CO2 ridotto, consentono di valorizzare una preziosa risorsa come le plastiche post consumo e usano risorse locali, inoltre rappresentano per Versalis un’opportunità di mercato importante, specialmente nell’ambito del packaging alimentare.”
R-Hybrid è un prodotto termoformato, con una struttura multistrato ABA, tipo sandwich, dove nello strato interno è inserito l’r-PS della serie VersalisRevive PS, sviluppata dalla società chimica di Eni, ed in quello esterno PS vergine che agisce da sicura barriera funzionale. R-Hybrid, che entrerà sul mercato a partire da fine anno, andrà a sostituirsi all’Hybrid, l’innovativo bicchiere con cui Flo ha rivoluzionato il mercato della distribuzione automatica al punto che, grazie alla sua importante diffusione, nel 2022 si è ottenuto un risparmio totale di oltre 2.600 tonnellate di CO2.
RIVENDING: VENDITALIA INVESTE SULL'ATTIVITÀ DEI GESTORI
A seguito della campagna di comunicazione nazionale RiVending “Se son di plastica Rifioriranno”, dedicata al consumatore finale del vending e che ha centrato l'obiettivo raggiungendo oltre 20 milioni di impression, Venditalia ha deciso di investire una cifra importante anche sull'attività dei gestori attraverso una PROMOZIONE dei CESTINI che durerà dal 1° settembre al 30 novembre 2023
PROMOZIONE CESTINI PS (raccolta bicchieri)
Per incentivare il TRACCIAMENTO dei cestini PS, Venditalia mette a disposizione ben 6.000 cestini ad un prezzo davvero speciale! Tutti i cestini PS acquistasti durante il periodo di promozione, tracciati entro 90 giorni sul sito ww.rivending.eu, verrà emessa una nota di credito della differenza di prezzo tra l’offerta ed il prezzo di listino 2023.
PROMOZIONE CESTINI PET (raccolta bottiglie)
Per incentivare anche il POSIZIONAMENTO dei cestini PET, Venditalia mette a disposizione 2.800 a prezzo speciale per il periodo dal 1° settembre al 30 novembre 2023.
Per maggiori informazioni: info@rivending.eu
Il Gruppo Mondelēz International in Italia ha raggiunto un traguardo storico nell'ambito dell'inclusione e della parità di genere, ottenendo la prestigiosa certificazione di conformità alla norma UNI/PdR 125:2022 nel contesto lavorativo. L’azienda si posiziona così tra i primi attori del settore alimentare a conseguire questo riconoscimento a livello di Gruppo: la certificazione di conformità, infatti, è stata rilasciata a favore di tutte e 5 le società legali del Gruppo Mondelēz International che operano in Italia, coinvolgendo gli uffici situati nella città di Milano, nonché gli stabilimenti produttivi ubicati a Capriata d'Orba (AL) e Caramagna Piemonte (CN). Mondelēz si conferma un esempio virtuoso in materia di Diversity & Inclusion, che si pone al centro della people strategy dell’intera organizzazione.
L’ottenimento di questa certificazione è il risultato di un rigoroso processo di audit condotto simultaneamente in tutti i siti italiani, che ha evidenziato un livello di aderenza ai requisiti della norma pari al 94.6% in media, con due società del Gruppo che hanno raggiunto addirittura un punteggio pari al 100%.
L'audit - condotto da revisori esterni - ha implicato la valutazione di informazioni documentate, interviste dirette e ispezioni nei luoghi di lavoro. Questo ha permesso di constatare l'applicazione concreta di standard paritari sia negli stabilimenti produttivi che negli uffici commerciali, sottolineando l'ampia aderenza ai requisiti previsti dalla norma e il solido monitoraggio degli indicatori richiesti.
Antonino Cannavacciuolo, personaggio ormai noto al grande pubblico per le sue ricette, per i suoi modi schietti e simpatici e per le sue incursioni nelle cucine di tutta la penisola, viene ora presentato nei nuovi spot Daygum come un esperto dell’igiene orale quando si mangia fuori casa. L’intera campagna nasce dall’obiettivo di associare il brand con l’aumentata tendenza degli italiani al consumo di pasti, aperitivi e spuntini on the go. Nei due soggetti tv, on air dal 10 settembre sulle principali reti televisive italiane, Antonino metterà alla prova due giovani colleghi. Per rendere la campagna ancora più accattivante, dal 4 settembre al 3 dicembre sarà attivo il concorso "Sorridi, offro io!". I partecipanti avranno la possibilità di vincere un soggiorno in uno dei lussuosi resort di Cannavacciuolo, un'opportunità imperdibile per tutti gli ammiratori dello chef.
La gestione trentina Dolomatic ha festeggiato i suoi primi 40 anni! Nata nel 1983 nella sua prima sede storica a Trento, si è poi spostata nel 1989 a Lavis, dove è rimasta anche nel suo ultimo trasferimento del 1996 nell'attuale sede. L'azienda conta anche due filiali in Alto Adige, a Brunico e Postal, una a Isera e dal 2019 anche a Verona.
Dolomatic ha mosso i primi passi nel territorio regionale, ma nel 2004, grazie all’unione con il gruppo Buonristoro, ha ampliato il suo raggio operativo anche nel resto del territorio nazionale. Il 26 agosto, al campo sportivo Mario Lona di Lavis si è celebrato in grande stile il quarantesimo anniversario di vita della gestione, una grande soddisfazione per Marcello Rosa che già nel lontano 1974 lavorava come rifornitore dei distributori automatici e che, assieme ad un collega, ha fondato nel 1983 Dolomatic.
AGILY si adatta a tutte le tue necessità! Puoi scegliere AGILY L Touch 21” o AGILY M Touch 21” se cerchi più compattezza.
Grazie alla sua eccezionale modularità, puoi impostare la macchina secondo i tuoi obiettivi e cambiarla in corsa, come e quando vuoi: puoi proporre due varietà di caffè e di zuccheri, arrivare fino a dieci scatole di prodotti solubili, scegliere il kit secondo bicchiere per offrire più formati di bevande oppure il kit topping dispenser per menù ancora più golosi.
Con Agily, sei padrone del cambiamento.
FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE
NEL SETTORE DEL VENDING DA BEN 14 ANNI, UN
TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI
SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO
IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE.TUTTE
LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE
CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E
MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE
TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.
D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.
Ogni imprenditore ha il diritto/dovere di interpretare il mercato come meglio ritiene opportuno e attuare le strategie che secondo lui sono più efficaci. Poi ovviamente, se sbaglia, deve essere pronto a incassare le perdite. Questo è il suo lavoro. Fortunatamente il ruolo di Fantavending è diverso, ma anche noi abbiamo un diritto/dovere e cioè quello di fare un'analisi critica di certi comportamenti di mercato e prendere una posizione.
Nel vending stiamo assistendo all'ennesima capriola all'indietro. Appalti pubblici in perdita, battute con primo margine negativo, che sono andati deserti una o più volte e in cui persino il gestore che è già dentro la struttura si rifiuta di partecipare, che vengono improvvisamente aggiudicati a cifre senza senso, con base d'asta superiori al vecchio ristorno già illogico.
Sta accadendo un po' in tutta Italia e la cosa inizia a preoccupare. L'ultimo episodio nelle ASL Lombardia. 10 milioni di offerta andati in porto per dei lotti in alcuni casi secondo noi chiaramente tossici.
Questo infausto ritorno al passato, pregiudica il futuro del vending, perché se non si crea marginalità non si va da nessuna parte. Per una volta evitiamo la foglia di fico del gestore entrante che proclama: "faremo il 20% in più di battute, recuperiamo con il caffè premium, ecc. ecc". Il vending ci perde soldi e il funzionario pubblico si frega le mani tutto contento di aver vinto un altro giro di giostra dopo lo spavento dell'asta deserta. Evitiamo anche di dire che si recupera attraverso le integrazioni con altri business (forniture di macchine/ prodotti/accessori), che si guadagna con la comunicazione pubblicitaria in macchina o che si coprono alcuni costi con le economie di scala. Non è così, perché si appesantiscono altri business dragando la loro marginalità a copertura delle perdite del vending. Se si paga così tanto per avere sinergie, probabilmente il gioco non vale la candela.
Sarà un nostro limite, ma proprio non capiamo quale sia la logica sottostante alla conquista delle battute tossiche...ità e
Ci risiamo! La Regione Emilia Romagna si mette sul piedistallo per insegnarci come si deve fare il vending nelle scuole. Anzi, per festeggiare l'approvazione delle "Linee Guida per l’offerta di alimenti e bevande salutari e sostenibili nelle scuole e degli strumenti per la sua valutazione e controllo” recepite con la Delibera di Giunta Regionale n. 1452 del 4 settembre 2023, ha deciso di organizzare un Convegno.
Quindi ieri a Bologna è stato organizzato un evento dal titolo “Nuove prospettive per la ristorazione scolastica“, con l’obiettivo di presentare le esperienze e le buone pratiche nella ristorazione scolastica sia a livello locale che internazionale!!
Per il vending gli ALIMENTI E BEVANDE RACCOMANDATI sono:
• Prodotti a contenuto energetico inferiore/uguale alle 150 kcal per singola porzione, pari a circa il 5% della quota energetica giornaliera raccomandata per un individuo sano
• prodotti per una fascia specifica di persone, ad esempio, prodotti privi di glutine
• frutta e verdura e altri prodotti e preparati alimentari caratterizzati da proprietà nutrizionali naturali quali:
basso contenuto in grassi e densità energetica, elevato apporto di fibra, vitamine, sali minerali e antiossidanti
• cereali integrali o alimenti che li contengono in percentuale superiore al 50%
• fra le bevande si raccomandano l’acqua e i succhi di frutta con contenuto di frutta pari al 100% e privi di zuccheri aggiunti
• prodotti a basso contenuto di sodio: apporto non superiore a 0,12 g /100g
• ove possibile: prodotti alimentari freschi e locali, prodotti DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta), prodotti da agricoltura biologica, produzione integrata ed equo solidale, prodotti da produzioni locali (KM 0)
Mentre gli ALIMENTI E BEVANDE DA EVITARE sono quelli che contengono:
• grassi trans
• un apporto totale di lipidi superiore a gr. 9 per porzione
• oli vegetali (palma e cocco)
• zuccheri semplici aggiunti
• alto contenuto di sodio (superiore a 0,4-0,5 gr. /100gr.)
• nitriti e/o nitrati come additivi Sono da evitare bevande:
• con aggiunta di zuccheri semplici e dolcificanti
• ad alto contenuto di teina, caffeina, taurina e similari
COFFEE
Il caffè, driver fondamentale del vending italiano, con oltre il 60% delle battute totali del mercato automatico, è destinato a subire profondi mutamenti che porteranno alla progressiva scomparsa del prodotto a basso costo.
Queste le conclusioni del Coffee Barometer 2023, un'iniziativa che mette in luce lo stato attuale della sostenibilità all'interno del settore globale del caffè. Il rapporto del 2023 combina dati pubblicamente disponibili e fornisce un contesto per comprendere le sfide, gli impegni e i risultati raggiunti nel settore. Il vending farà bene a prepararsi, perché questo Report ha ragione, L'Unione Europea sta introducendo normative rivoluzionarie che mirano a garantire la dovuta diligenza in termini di diritti umani e impatti ambientali nelle catene di approvvigionamento delle materie prime, come il caffè. Queste normative, come il Regolamento dell'UE sulla deforestazione, stanno influenzando profondamente il modo in cui le aziende del settore del caffè operano, con molte di esse che potrebbero non essere pronte a gestire le nuove esigenze.
La sostenibilità diventerà un mezzo per sostenere i diritti umani e limitare la degradazione ecologica e diventerà imprescindibile.
dei distributori automatici in cui i canali di riparazione tra operatori di distributori automatici professionali e produttori sono consolidati da tempo. I distributori automatici sono costruiti su base modulare che consente agli operatori delle macchine di scambiare e sostituire le parti secondo necessità al fine di prolungare in modo significativo la durata di una macchina.
L'EVA ha quindi preparato un emendamento che a loro avviso garantirà la certezza del diritto nel testo.
L'EVA teme che l'attuale proposta introdurrà inutili oneri burocratici aggiuntivi sulle nostre piccole e medie imprese e potrebbe persino ostacolare la facilità di riparazione dei distributori automatici, l'opposto di ciò che è previsto.
Infine, sebbene la proposta miri ad armonizzare l'accesso alla riparabilità in tutta l'UE, ciò potrebbe in pratica portare a una moltitudine di diverse piattaforme nazionali di riparazione, che potrebbe andare a scapito delle società di distribuzione attive in diversi Stati membri.
Altra tegola in arrivo dall'Europa? La nuova normativa sul diritto alla riparazione, che dovrebbe essere relativa al solo mercato B2C, pare non essere così chiara, tanto che EVA (Associazione Europea del vending) ha deciso di prendere posizione. Secondo quanto scrive EVA, lo stato attuale della direttiva sul diritto alla riparazione tratta i distributori automatici come se fossero beni che i consumatori vogliono acquistare e possedere. Ma non è così. Le contraddizioni della direttiva UE potrebbero mettere a repentaglio il già efficace sistema di progettazione modulare e riparazione dei distributori automatici.
L'attuale proposta di direttiva è confusa e contraddittoria per il segmento business to business (B2B). La definizione di ‘ consumatore ’ non è compatibile con il modello di business nel settore
Il bestiario di Fantavending sui cartelli attaccati alle macchine vending si amplia di un nuovo importante contributo. Per una volta il cartello è stato posto accanto al distributore e precisamente sul bidone di raccolta rifiuti.
Per fortuna che c'è Stino... L'ambiente è salvo, ma la grammatica è in grave pericolo!
NEL SEMPRE PIÙ COMPLESSO SCENARIO ECONOMICO MODERNO, IL TERMINE "M&A", ACRONIMO DI "MERGERS AND ACQUISITIOS" (IN ITALIANO, FUSIONI E ACQUISIZIONI), È STATO COSÌ AMPLIAMENTE UTILIZZATO DA DIVENTARE
UN’ESPRESSIONE COMUNE. EPPURE, NONOSTANTE LA SUA POPOLARITÀ CRESCENTE, IL CONCETTO
RIMANE SPESSO OSCURO PER MOLTI. SEMPRE PIÙ
AL CENTRO DEI TITOLI DEI GIORNALI ECONOMICI
E TEMA CALDO NELLE SALE RIUNIONI, LE M&A
RAPPRESENTANO UN'OPZIONE STRATEGICA
CHE UN NUMERO CRESCENTE DI AZIENDE STA
CONSIDERANDO, SIA PER ASSICURARSI UN
VANTAGGIO COMPETITIVO CHE PER SOPRAVVIVERE IN MERCATI SATURI E ALTAMENTE COMPETITIVI. TUTTAVIA, NONOSTANTE IL CRESCENTE IMPATTO DELLE M&A SULLA TRASFORMAZIONE DEL TESSUTO IMPRENDITORIALE, LA COMPLESSITÀ E LA NATURA SPESSO ENIGMATICA DI QUESTE OPERAZIONI LE RENDONO ARGOMENTI DI DIFFICILE COMPRENSIONE. CI SONO MOLTE DOMANDE CHE EMERGONO QUANDO SI PARLA DI M&A: COSA SPINGE REALMENTE UN'AZIENDA AD ACQUISIRNE UN'ALTRA? QUALI SONO I VANTAGGI E I RISCHI COINVOLTI? COME VIENE GESTITO IL DELICATO PROCESSO DI UNIFICAZIONE O INTEGRAZIONE DELLE RISORSE E DELLE CULTURE AZIENDALI?
TUTTE LE OPERAZIONI DI M&A EFFETTUATE NEGLI ULTIMI ANNI HANNO SEMPRE PORTATO IN GRUPPO ILLIRIA UN PATRIMONIO DI PERSONE, PROFESSIONALITÀ E BEST PRACTICES CHE CI HANNO AIUTATO NON POCO A CONFRONTARCI ED EVOLVERCI.
IL SETTORE DEL VENDING ITALIANO, A PARTIRE DAI PRIMI ANNI DUEMILA, SI È SEMPRE PIÙ CONSOLIDATO ATTRAVERSO VARIE ACQUISIZIONI E LA FUSIONE DI GESTIONI DI PRIMARIA IMPORTANZA, CREANDO I PRIMI GRANDI GRUPPI. A VENT’ANNI DI DISTANZA IL PROCESSO NON SOLO STA CONTINUANDO, MA È SEMPRE PIÙ EVIDENTE, TANTO DA AVER RISCRITTO IN MANIERA INEQUIVOCABILE GLI EQUILIBRI DI MERCATO.
IN QUESTO ARTICOLO AFFRONTIAMO ALCUNE QUESTIONI FONDAMENTALI, CON L'OBIETTIVO DI FORNIRE UN QUADRO CHIARO E COMPRENSIBILE DELLE STRATEGIE DI M&A E, PER MEGLIO COMPRENDERE QUESTA COMPLESSA TEMATICA NEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA, ABBIAMO INTERVISTATO MARCO BARAZZUOL , STORICO MANAGER DEL VENDING, CHE IN GRUPPO ILLIRIA SI OCCUPA DI M&A E DI SVILUPPO BUSINESS.
Le M&A sono transazioni attraverso le quali la proprietà di aziende, altre unità operative o loro risorse vengono trasferite o unite. In dettaglio:
In una fusione, due o più aziende si uniscono per formare una nuova entità. Ad esempio, se l'azienda A e l'azienda B si fondono, creano una nuova azienda C. Questo non significa semplicemente che un'azienda si "mescola" con un'altra, indica che c'è un'operazione legale che fa sì che le aziende originali cessino di esistere come entità separate e vengano sostituite da una nuova società. Le motivazioni dietro una fusione possono essere varie: dalla ricerca di sinergie operative alla volontà di accedere a nuovi mercati, dall'ottimizzazione della catena del valore alla condivisione di risorse o competenze. Importante notare è che in una fusione, solitamente, gli azionisti delle vecchie aziende diventano azionisti della nuova entità.
Un'acquisizione è un processo attraverso il quale un'azienda acquista il controllo di un'altra azienda. A differenza della fusione, in un'acquisizione c'è una parte chiaramente dominante che acquista un'altra azienda; il che può avvenire sia tramite un accordo amichevole sia tramite un'offerta ostile.
L'azienda che viene acquistata può continuare ad esistere come sussidiaria o divisione all'interno dell'azienda madre o essere completamente assorbita.
Gli scopi delle acquisizioni possono variare: talvolta si tratta di eliminare un concorrente, in altri casi si punta ad acquisire tecnologie, brevetti o competenze specifiche.
Le strategie di M&A possono assumere diverse forme in base ai settori di appartenenza delle aziende coinvolte, agli obiettivi strategici e alle esigenze specifiche. Le tipologie più comuni di M&A sono:
Questo tipo di fusione o acquisizione avviene tra aziende che operano nello stesso settore e sono spesso concorrenti dirette.
L'obiettivo primario è aumentare la quota di mercato e conseguire economie di scala. Ad esempio, se due gestioni si fondono, possono ridurre i costi operativi e incrementare la loro presenza territoriale.
In una M&A verticale, le aziende coinvolte fanno parte della stessa catena di produzione ma in fasi diverse. Ad esempio, un produttore di caffè potrebbe acquisire un gestore. Questo permette all'azienda di controllare più fasi della catena del valore, riducendo i costi e aumentando l'efficienza.
Questo tipo di M&A coinvolge aziende di settori completamente diversi. L'obiettivo è spesso la diversificazione del portafoglio aziendale per ridurre i rischi associati alla dipendenza da un unico settore.
Ad esempio, una società che produce bicchieri potrebbe acquisire una nel settore tecnologico.
condividere risorse come tecnologie, canali di distribuzione o competenze specifiche per accedere a nuovi segmenti di mercato. Ad esempio, un'azienda che produce distributori automatici potrebbe acquisire una società di software per la gestione dei pagamenti elettronici.
In alcune circostanze, un'azienda in difficoltà finanziaria o altrimenti compromessa può essere acquisita da un'altra più grande e più stabile. L'obiettivo è spesso salvare l'azienda minore dalla bancarotta o dal declino, ma può anche servire a eliminare un concorrente debole o ad acquisire risorse a un costo inferiore. Ad esempio, un grande gruppo in una area territoriale in cui vuole crescere, acquisisce un piccolo gestore in difficoltà.
In un'acquisizione con leva, l'acquirente prende in prestito una quantità significativa di denaro per poter completare l'acquisizione. Questo è fatto con l'aspettativa che i ricavi futuri dell'azienda acquisita saranno sufficienti a coprire i costi del debito. Ad esempio un Fondo di Private Equity acquista a leva un grande gruppo di gestione
Ciascuna di queste tipologie ha i propri vantaggi, sfide e rischi, e richiede una profonda analisi strategica, finanziaria e talvolta anche legale.
Questo tipo di M&A avviene tra aziende che operano in mercati o settori simili, ma non identici. L'obiettivo è
Le M&A sono quindi strumenti estremamente versatili che, utilizzati correttamente, possono fornire soluzioni efficaci a una vasta gamma di sfide e opportunità aziendali.
Occuparsi di M&A all’interno di una realtà in crescita come Gruppo Illiria, è senz’altro una sfida impegnativa. Quale preparazione accademica e professionale hai maturato per affrontare questo particolare ruolo?
Nelle attività di M&A mi sono tornati decisamente utili gli studi compiuti per la laurea in Economia e Commercio, facoltà di Scienze Economiche e Bancarie, conseguita a Udine tanti anni fa, ai quali ho aggiunto l’esperienza di vent’anni nel mondo del vending. Tante altre cose le ho apprese affiancando Mario Toniutti in numerose trattative e molte altre le imparerò ancora perché, come diceva mio nonno, “si impara fino alla bara”.
Quali sono le considerazioni strategiche che hanno portato Gruppo Illiria a voler crescere anche attraverso M&A? Il mondo del vending italiano si trova evidentemente al centro di quella che potremmo definire una tempesta perfetta. Da un lato, l’importante perdita di volumi di erogazioni dovuta alla pandemia e al conseguente nuovo stile di vita e nuove modalità di lavoro. Dall’altro, un aumento importante e continuo dei costi del servizio e delle materie prime, non sempre totalmente ribaltabili sul mercato, e comunque con un certo divario temporale, in particolare per i principali clienti pubblici e privati. Il conseguente abbassamento, o meglio, abbattimento della redditività comporta, per le
aziende strutturate come la nostra, un inevitabile innalzamento dell’asticella del Break Even Point e quindi l’esigenza di notevoli maggiori volumi per ciascuna filiale, e noi di Gruppo Illiria di filiali ne abbiamo ben quattordici.
Ogni azienda ha un suo particolare stile nell’affrontare le M&A. Qual è il vostro?
Il nostro stile, da sempre, si riassume in quelle che chiamo “le 3 C”: Coinvolgimento, Condivisione e Continuità, vale a dire la condivisione del nostro progetto con altri imprenditori per cui più che acquisire la loro azienda o le loro quote societarie il nostro obiettivo è di coinvolgerli in un progetto di continuità della loro azienda in Gruppo Illiria e questo spesso ha fatto la differenza.
Quanto è importante coinvolgere gli imprenditori che vendono o che conferiscono una quota dell’azienda? Per ottenere la massima espressione di coinvolgimento di un imprenditore è necessaria la quarta C, quella di conferimento. Perché l’imprenditore che decide di condividere un progetto di continuità alla propria azienda conferendo in parte o in toto la stessa all’interno del Gruppo, sicuramente è molto più ingaggiato avendo un interesse personale nel far sì che il Gruppo cresca e prosperi.
Il conferimento, specie quello parziale, va visto come un modo intelligente di reinvestire parte del valore dell’attività ceduta in una azienda che si conosce, con imprenditori che si conosce, che opera in un mercato che si conosce, e che da sempre garantisce una buona redditività e un accrescimento costante del valore.
Alcune acquisizioni consentono di far entrare in azienda anche culture diverse dalla vostra. Come le gestite? Tutte le operazioni di M&A effettuate negli ultimi anni, tanto le minori quanto le più importanti, hanno sempre portato in Gruppo Illiria un patrimonio di persone, professionalità e best practices che ci hanno aiutato non poco a confrontarci ed evolverci; per questo abbiamo sempre avuto un atteggiamento di interesse ed apertura verso tutte le diverse culture che abbiamo integrato nella nostra. Personalmente, per assurdo, pur avendo concluso negli ultimi anni qualche decina di operazioni, quelle da cui ho imparato di più sono le tantissime che non hanno avuto buon fine, perché il terreno dell’insuccesso, se ne traiamo una lezione, è quello migliore per piantare i semi del successo.
Gli ultimi due anni sono stati contraddistinti da grandi operazioni di M&A nel settore del vending. Qual è la tua previsione sull’immediato futuro? Cosa ci dobbiamo aspettare? Sono più che certo che il processo di integrazione che ha caratterizzato gli ultimi due anni continuerà incessantemente e che la coda del 2023 ed il 2024 vedranno altre importanti operazioni straordinarie. E non mi riferisco solamente ad aggregazioni di tipo orizzontale tra compagnie di gestione: credo che il settore sia maturo per grandi operazioni di integrazione verticale, in alcuni casi già avvenute, che potrebbero cambiare non poco, forse persino stravolgere, gli equilibri del mercato. In tale contesto di grande fermento noi di Illiria non stiamo certo a guardare ma, al contrario, siamo certi di poter svolgere un ruolo da protagonisti.
SOSTENIBILITÀ
2024, INIZIA L’ERA DELLA RESPONSABILITÀ: STRATEGIE ESG E L'INFLUENZA DELLA NUOVA DIRETTIVA UE
DALLA FORMAZIONE AL REPORT: EXPO&MEDIA
ACCOMPAGNA LE IMPRESE NEL PERCORSO VERDE
NELL'ERA MODERNA, LA SOSTENIBILITÀ NON È PIÙ UN SEMPLICE ARGOMENTO DI DISCUSSIONE, MA UNA NECESSITÀ IMPERATIVA. LE AZIENDE STANNO RICONOSCENDO L'IMPORTANZA DI ADOTTARE PRATICHE SOSTENIBILI NON SOLO PER RISPETTARE LE NUOVE DIRETTIVE EUROPEE, MA ANCHE PER RISPONDERE ALLE CRESCENTI ASPETTATIVE DEI LORO STAKEHOLDER.
QUESTO ARTICOLO ESPLORA L'EVOLUZIONE DELLE STRATEGIE AZIENDALI LEGATE ALLA SOSTENIBILITÀ, L'IMPORTANZA DEI REPORT ESG E IL MODO IN CUI ORGANIZZAZIONI COME EXPO&MEDIA STANNO
GUIDANDO LE IMPRESE IN QUESTO PERCORSO CRUCIALE, ANCHE CON UNA PROPOSTA “ENTER LEVEL” PENSATA E COSTRUITA PROPRIO PER LE AZIENDE CHE NON HANNO NESSUN APPROCCIO ALLA SOSTENIBILITÀ, MA VOGLIONO MUOVERE I LORO PRIMI PASSI IN QUESTA DIREZIONE. CON L'OBBLIGATORIETÀ DEI REPORT DI SOSTENIBILITÀ IN ARRIVO, È ESSENZIALE PER LE AZIENDE ESSERE PREPARATE E INFORMATE. IMMERGIAMOCI IN QUESTO “VIAGGIO VERDE” E SCOPRIAMO COME LE AZIENDE STANNO PLASMANDO IL FUTURO SOSTENIBILE.
Sempre più spesso si sente parlare di aziende che attuano una strategia legata ai temi della sostenibilità e che redigono un report per comunicare ai propri stakeholder (dipendenti, clienti, fornitori, investitori, territorio, pubblica amministrazione…) i risultati in ambito ESG, ovvero ambiente, sociale e governance. Oggi la valutazione delle performance economiche e la misurazione dell’impatto ambientale e sociale di un’azienda determinano sempre di più il valore dell’impresa stessa proprio perché le aziende, avendo una funzione centrale nella società, rivestono un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibili di cui tanto si sente parlare.
CONFIDA, PROPRIO IN VIRTÙ DELL’IMPORTANZA DI INTEGRARE LA SOSTENIBILITÀ NELLA STRATEGIA AZIENDALE E IN VISTA DELLA NUOVA NORMATIVA HA ATTUATO UNA CONVENZIONE CON EXPO&MEDIA, UN’AZIENDA DI COMUNICAZIONE SPECIALIZZATA IN STRATEGIE DI COMUNICAZIONE D’IMPRESA E CULTURA DELLA SOSTENIBILITÀ
Fare sostenibilità in azienda vuol dire integrare nella cultura e nei valori aziendali i principi dedicati alla sostenibilità, sostenuti da attività mirate a supporto delle persone che lavorano in azienda, dei fornitori, dei clienti, del territorio, della comunità. Investire e attuare attività di responsabilità porta sicuramente a diversi benefici come una maggiore produttività, il miglioramento della reputazione, diminuzione di turnover oltre agli impatti positivi sull’ambiente e sulla comunità in cui si opera. Costruirsi una reputazione come azienda sostenibile, non solo incontra i requisiti di legge ma soddisfa anche le richieste degli stakeholder che sempre di più sono orientati a collaborare con aziende attente ai principi ESG.
Di conseguenza il report di sostenibilità diventa uno strumento imprescindibile per raccontare a tutti gli stakeholder, interni ed esterni, ciò che succede lungo tutta la filiera e di aumentare la trasparenza riguardo ai rischi e alle opportunità che devono affrontare.
Fino ad ora il report è stato una scelta volontaria per molte aziende, ma a partire dal 2024 scatterà l’obbligatorietà di redazione per tutte le aziende, a scaglioni, fino al 2028.
Nello specifico questi sono i termini della Direttiva Europea Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD, (Direttiva UE 2022/2464)
• Dal 1° gennaio 2024 per le grandi imprese di interesse pubblico (con più di 500 dipendenti) già soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria (NFRD), con scadenza di pubblicazione dei dati nel 2025;
• Dal 1° gennaio 2025 per tutte le grandi imprese non ancora soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria (con più di 250 dipendenti e/o 40 milioni di euro di fatturato e/o 20 milioni di euro di attività totali), con scadenza di pubblicazione dei dati nel 2026;
• Dal 1° gennaio 2026 per le PMI quotate (ad eccezione delle microimprese), gli enti creditizi piccoli e non complessi e le imprese di assicurazione captive, con
scadenza di pubblicazione dei dati nel 2027. Le PMI possono scegliere di non partecipare fino al 2028;
• Dal 1° gennaio 2028 per le imprese non europee che realizzano ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiori a 150 milioni di euro nell’UE, se hanno almeno un’impresa figlia o una succursale nell’UE che supera determinate soglie.
Confida, proprio in virtù dell’importanza di integrare la sostenibilità nella strategia aziendale e in vista della nuova normativa ha attuato una convenzione con Expo&Media, un’azienda di comunicazione specializzata in strategie di comunicazione d’impresa e cultura della sostenibilità.
Expo&Media, in collaborazione con CET, società di consulenza, accompagna le aziende nel loro percorso di sostenibilità, dalla formazione fino alla redazione del report finale, supportandole anche nell’ideazione di nuove attività e nella produzione di strumenti per la comunicazione.
Expo&Media ha una lunga esperienza nel mondo del vending, ha realizzato i primi report per aziende del settore già nel 2015, quando si iniziava a parlare di sostenibilità ma non era un concetto così diffuso, soprattutto nel nostro settore.
La convenzione con Confida nasce proprio grazie a questo lungo rapporto, per offrire alle aziende socie l’opportunità di
iniziare il loro percorso o continuare una strategia già esistente con il supporto di esperti in materia. La convenzione è attiva già dall’anno scorso, ma da quest’anno c’è una novità, una proposta enter level pensata e costruita proprio per le aziende che non hanno nessun approccio alla sostenibilità ma vogliono muovere i loro primi passi, anche in vista dell’obbligatorietà che seguirà nei prossimi anni, e redigere il loro primo report.
Affidarsi ad esperti è fondamentale per avvicinare tutta l’azienda ai valori e alla cultura della sostenibilità, evitare dispendiosi errori legati al greenwashing e arrivare preparati agli standard di rendicontazione che la nuova Direttiva sta emanando.
Un’azienda che abbraccia i temi della sostenibilità si assicura un vantaggio competitivo non indifferente rispetto ai competitor che si ripercuote anche sul rapporto di fiducia a lungo termine tra brand e cliente.
Contemporaneamente, comunicare con efficacia la propria strategia di sostenibilità è decisivo per accrescere il valore dell’azienda stessa sul mercato nei confronti dei propri stakeholder, siano essi i consumatori ma anche i fornitori, le persone che lavorano in azienda, gli investitori e molti altri pubblici con cui ogni azienda si confronta quotidianamente.
EVA (EUROPEAN VENDING & COFFEE SERVICE ASSOCIATION) HA TENUTO LA SUA ANNUALE
EUROPEAN VENDING EXPERIENCE (EVEX) IL 5 E 6
SETTEMBRE A BUCAREST, IN ROMANIA: È LA PRIMA
VOLTA CHE QUESTO EVENTO, UNICO DEL SETTORE, È STATO OSPITATO NELL'EUROPA DELL'EST.
L'EVENTO, ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE
CON LA ROMANIAN VENDING ASSOCIATION (PRIV), SI È SVOLTO PRESSO IL RADISSON BLU HOTEL NEL
CENTRO DI BUCAREST. DATO CHE IL LUOGO STESSO ERA NUOVO PER ALCUNI PARTECIPANTI, UN TOUR GUIDATO A PIEDI DEL CENTRO DI BUCAREST NON SOLO HA FORNITO LA PERFETTA INTRODUZIONE ALLA CITTÀ OSPITANTE, MA HA ANCHE PERMESSO
AI PARTECIPANTI DI GODERE DELLA PRIMA DI MOLTE OPPORTUNITÀ DI NETWORKING. UN COCKTAIL SERALE HA APERTO UFFICIALMENTE IL PROGRAMMA EVEX IN LOCO.
Il secondo giorno si è concentrato sulla fiera commerciale che dura tutto il giorno, sull'Assemblea Generale Annuale (AGM) dell'EVA, sulla Conferenza EVEX e sugli interventi approfonditi degli sponsor dell'evento su come i loro prodotti possono aiutare a sviluppare le attività del vending. Tutta l'azione si è svolta interamente nella stessa area dell'hotel – compresi i coffee break e il pranzo – facilitando perfettamente per i partecipanti il passaggio dalle sessioni educative all'esposizione commerciale.
L’Assemblea generale dell’EVA ha delineato il significativo aumento delle attività dell’Associazione nel 2023, in partico -
lare nell’ambito delle relazioni pubbliche e in alcuni servizi per i nuovi membri. È stato presentato per la prima volta il nuovissimo rapporto sul mercato EVA che copre 24 mercati europei della distribuzione automatica, nonché le informazioni chiave del rapporto EVA sul comportamento dei consumatori del 2023. Nella parte finale di questo segmento della conferenza sulla “conoscenza del mercato”, sono stati presentati ai partecipanti i risultati interessanti di un recente esperimento accademico sulle scelte di sostenibilità nei distributori automatici. Dopo ciascun argomento, una tavola rotonda con operatori di distribuzione automatica di
tutto rispetto provenienti da Romania, Spagna e Portogallo, ha esplorato ulteriormente questi sviluppi e il modo in cui queste tendenze stanno influenzando le loro attività. Tutte queste informazioni sul settore, che forniscono ottime fonti di dati per considerare gli investimenti del settore, sono come sempre ad accesso gratuito per i membri EVA.
A completare le presentazioni EVEX è stato il discorso di apertura di Andrei Rosu , uno dei migliori atleti di resistenza rumeno. Andrei ha ottenuto diversi record dopo aver iniziato solo trentenne a praticare sport. Il suo discorso divertente ha seguito il suo viaggio dalla sua prima maratona – al Polo Nord (!) – attraverso eventi di ultra-resistenza in ogni continente e persino remando per più di 5.000 km attraverso l'Atlantico. Tracciando parallelismi con l'ambiente aziendale, ha chiaramente dimostrato ai partecipanti che la motivazione è la scintilla, ma è l'introduzione di buone abitudini a permettere di raggiungere obiettivi impensabili.
Al termine della giornata i partecipanti hanno avuto la possibilità di rilassarsi durante la Cena di Gala nell'elegante ristorante Tuya, situato in un parco e affacciato su un lago. È stato lì che sono stati annunciati i vincitori dei premi EVA per “Sostenibilità” e “Innovazione” . Entrambe le categorie di premi hanno attirato molti progetti e prodotti interessanti da sottoporre alla giuria: il tutto è stato brevemente delineato prima della proclamazione dei vincitori di categoria:
Premio per la Sostenibilità Vending EVA 2023: Strumento di calcolo della valutazione del ciclo di vita (LCA) – Nestlé Professional
Premio per l'Innovazione Vending EVA 2023: MIA Easy Milk –Azkoyen
EVA ha inoltre consegnato un premio all'Associazione tedesca del vending (BDV) per festeggiare e celebrare il suo cinquantesimo anniversario.
Il 2023 ha segnato il pieno ritorno al tradizionale formato EVEX dopo due edizioni leggermente diverse nel 2022 (alla fiera Venditalia e in combinazione con VendCon).
Con il mercato rumeno che continua a dimostrare una crescita positiva per il vending, e quindi un mercato interessante per potenziali opportunità di business, EVA e PRIV si sono detti soddisfatti che l'evento sia stato in grado di attrarre oltre 170 partecipanti registrati che includevano un buon mix di operatori internazionali del vending e aziende locali rumene e hanno ringraziato gli sponsor per il loro sostegno, senza il quale EVEX non avrebbe potuto avere un tale successo.
Di seguito, alcune immagini scattate in occasione dell’evento.
IN UN MONDO SEMPRE PIÙ INTERCONNESSO IN CUI
INTERNET E L’ACCESSO ALLA RETE RAPPRESENTANO LA LINFA VITALE DI OGNI ESSERE (VIVENTE O NO CHE SIA), ANCHE IL MONDO DEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI NON SI SOTTRAE A QUESTO DOGMA. È SEMPRE MAGGIORE LA NECESSITÀ DI COLLEGARE
I DEVICES ALLA RETE AL FINE DI OFFRIRE SIA
UNA ESPERIENZA SEMPRE PIÙ IN LINEA CON LE ESIGENZE DEL CONSUMATORE SIA PER FORNIRE AL GESTORE DEI D.A. DEI REPORT AGGIORNATI TRAMITE I QUALI POTER SETTARE LE PROPRIE CAMPAGNE MARKETING.
MA, SE DA UN LATO CRESCE A DISMISURA LA NECESSITÀ DI RENDERE TUTTO ONLINE, DALL’ALTRO NON EMERGE LA CONSAPEVOLEZZA DEL PERICOLO CHE ESISTE NEL METTERE IN RETE ANCHE UN SOLO DISTRIBUTORE. NON SI TRATTA SOLO DI
PROTEGGERE IL DISPOSITIVO DALL’ATTACCO HACKER MA DI PROTEGGERE TUTTO L’ECOSISTEMA E DI METTERLO IN TOTALE SICUREZZA AL FINE DI EVITARE ALL’HACKER DI SPINGERSI SEMPRE DI PIÙ NELLA RETE AZIENDALE.
SI PRENDA AD ESEMPIO L’ATTACCO HACKER A CUI È STATO SOTTOPOSTO NEI MESI PASSATI UN DISTRIBUTORE DI SIGARETTE NEL LECCESE. I DANNI SUPERFICIALI SONO CALCOLABILI IN UN MANCATO INTROITO DI DENARO A FRONTE DI VENDITE EFFETTUATE A POCHI CENTESIMI MA I DANNI PIÙ PROFONDI NON SONO DI COSÌ IMMEDIATO CALCOLO. FINO A CHE PUNTO SI È
SPINTO L’HACKER? SI È LIMITATO A MANOMETTERE MOMENTANEAMENTE IL DISTRIBUTORE O HA INSTALLATO UN RANSOMWARE IN GRADO DI ALTERARE LE VENDITE NEI PROSSIMI MESI?
A tutto ciò c’è una soluzione: Ark. Ark è il sistema di cybersicurezza proposto da KQ (www.k-q.it), azienda torinese da anni specializzata nei sistemi di pagamento con marchio ELKEY per il mercato vending. Tramite il sistema Ark (www.ark.k-q.it) non solo si rende il distributore inaccessibile dall’esterno; quindi, non permettendo di essere attaccato da hacker o virus, ma si rende la comunicazione ed il passaggio dei dati da un punto all’altro inaccessibile, invalicabile.
La comunicazione viene dunque blindata al fine da garantire benefici sia al gestore delle vending machine sia al consumatore finale. La comunicazione viene quindi decodificata da un gateway
esterno, il quale ha lo scopo di analizzare la richiesta e decifrarla in base ai parametri impostati. Una volta soddisfatti tutti i requisiti, il gateway rimanda la comunicazione verso la rete aziendale, facendo in modo che essa non sia dunque pubblicamente esposta. Tramite, dunque il mirroring l’azienda non espone i suoi servizi e non si rende attaccabile.
Se a ciò si aggiunge che le soluzioni di pagamento cashless ELKEY di KQ legate al mondo delle transazioni monetarie sono nativamente protette con Ark, ecco che il gestore non avrà bisogno di rivolgersi a una platea ampia di attori per proteggersi. KQ con i sistemi Quicky e Bubble, perfettamente adattabili alle
Tanti futuri possibili e tanti punti di rottura: mai come ora i rischi si addensano e lo scenario si fa più cupo. Il 2023 vede l’affollarsi di emergenze non risolte a partire dai venti di guerra che riarmano le potenze, le trasformazioni in corso nello scacchiere internazionale, un nuovo europeismo su cui però insiste il peso della denatalità e dell’invecchiamento e il climate change, una catastrofe annunciata che, con i suoi 2.300 eventi estremi solo nel corso del 2022 (erano stati 146 nel 2010) ha già superato il punto di non ritorno. Basti pensare che nessun Paese al mondo è ad oggi compatibile con l’obiettivo di mantenere la crescita della temperatura media non oltre 1,5°C entro il 2030 e, se è vero che in Italia ancora oggi permane una zoccolo duro di negazionisti (il 15% fra coloro che lo negano e chi lo ritiene una esagerazione) per converso sono 14 milioni gli italiani che si dichiarano pronti a battersi attivamente e esporsi in prima persona per la tutela
dell’ambiente e 1 su 4 ha già cambiato abitudini in virtù della sostenibilità.
La stessa Italia è un caleidoscopio di alternative possibili e, oramai esaurita l’esuberante crescita postpandemica del 2021 e del 2022, nei prossimi mesi le intenzioni di spesa degli italiani fanno segnare una brusca inversione di rotta (36% quelli che intendono ridurre i consumi contro solo l’11% che pensa di aumentarli). Ad appesantire le prospettive l’eccezionale crescita dell’inflazione che solo negli ultimi due anni ha abbattuto il potere di acquisto in una misura pari a 6.700 euro procapite. Il lavoro che sinora sembra esserci (nel 2023 sono 23,5 milioni gli occupati, mai così tanti dal 2008), è un lavoro che non paga quanto dovrebbe (il 70% degli occupati dichiara di avere necessità almeno di un’altra mensilità per condurre una vita dignitosa) e ne deriva la tendenza sempre più evidente a aggiungere lavoro al lavoro come strategia
di difesa dal carovita. A dispetto di questo ulteriore impegno, comunque l’impatto devastante dei prezzi trascina quasi la metà degli italiani (27 milioni di persone, in crescita del 50% rispetto al 2021) in una condizione di strisciante disagio. E solo un italiano su 4 dichiara di fare la stessa vita di qualche anno fa. Eppure, tra queste molteplici difficoltà gli italiani sono ammirevoli per la tenacia emotiva che continuano a manifestare e la sorprendente assenza di sentimenti di rabbia o rancore sociale. La fotografia scattata dal Rapporto Coop 2023 è quella di un Paese certamente inquieto (il 30% si dichiara tale) e dove crescono i timori (dal 20 al 32%), dove tuttavia ad oggi permane una patina di ostinato e pacato ottimismo sotto il quale forse incubano ma certo non esplodono stati d’animo più contrastanti.
Campioni nelle rinunce (calano le compravendite immobiliari, le auto, i beni tecnologici), gli italiani hanno sostituito il nuovo con l’usato (33 milioni nell’anno passato hanno venduto o acquistato beni usati) e anche i loro carrelli diventano leggerissimi: -3% la variazione delle vendite a prezzi costanti nel primo semestre dell’anno e in previsione 2024 su 2023 il 60% dei manager intervistati si aspetta un risultato in ulteriore seppur modesta
riduzione (-0,5%). Così la spesa diventa più frequente, l’attenzione al risparmio fa piazza pulita della fedeltà al canale di acquisto, discount e MDD sembrano ancore di salvezza. E visto che la fatica di vivere incalza, a farne le spese è anche l’identità alimentare di buona parte degli italiani: 1 su 5, soprattutto baby boomers e lower class, dichiara di aver perso ogni riferimento identitario abbandonando anche i dettami della cultura tradizionale, del territorio, delle tipicità. Questo non significa però che non si facciano strada, seppur ancora in fasce minime di popolazione, le nuove tendenze a tavola: il plant-based, le cui vendite fanno già registrare un +9% anno su anno; lo sugar free; la predilezione per le proteine e per l’healthy, oltre alla spiccata volontà di contribuire con la propria dieta al miglioramento delle sorti del pianeta. Già oggi, 5,1 milioni di italiani dichiarano di alimentarsi a spreco zero, 2,8 si definiscono reducetariani e 1,4 sono i cosiddetti climatariani (ovvero coloro che usano prodotti a basso impatto C02).
Questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2023 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) con la
collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto d’analisi di NielsenIQ e i contributi originali di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK, Mediobanca Ufficio Studi. Inoltre, da quest’anno il Rapporto per alcune sue parti si è avvalso dell’ausilio dei nuovi programmi di intelligenza artificiale generativa, tra cui Chat Gpt, Bard e Midjourney.
L’edizione 2023 è tutta orientata a leggere, con gli occhi degli italiani, l’eccezionale complessità del mondo che ci circonda e a comprenderne gli effetti sulla loro vita quotidiana, a partire dal loro rapporto con il cibo. Per fare questo, oltre ai tanti contenuti originali offerti dai contributors del Rapporto, anche questa edizione si è avvalsa di due diverse survey ("What’s Up" e “Hybrid Future”) condotte entrambe nella seconda parte dello scorso mese di agosto. La prima ha coinvolto un campione di 1.000 italiani rappresentativo della popolazione over 18 (18-75 anni). La seconda si è rivolta ad un panel della community del sito di italiani.coop e ha coinvolto 680 opinion leader e market maker fruitori delle passate edizioni del Rapporto. Tra questi sono stati selezionati 450 ruoli apicali (amministratori delegati e direttori, imprenditori, liberi professionisti e consulenti) in grado di anticipare più di altri le tendenze future del Paese.
Futuro multiplo e punti di rottura. Guerra e cambiamenti geopolitici, climate change e migrazioni, e ancora, intelligenza artificiale e mercato del lavoro, naturalmente inflazione e possibile crisi economica. Non sono mai stati così tanti i futuri possibili e di conseguenza gli scenari che diventano molteplici, certo incerti, spesso cupi e pericolosi. Così, i venti di guerra riarmano le potenze a fronte di un desiderio di pace che si acuisce mentre le trasformazioni in corso nello scacchiere internazionale modificano assetti che sembravano scontati. Cina e Germania assomigliano sempre più a giganti feriti e sono osservati speciali per la possibilità che dalle loro crisi interne possano derivare contagi, un nuovo europeismo si fa strada generato dal fronte comune nel conflitto russo-ucraino, anche se è un’Europa provata dalla denatalità e dall’invecchiamento in contrapposizione all’esuberanza demografica dell’Africa (nei prossimi 25 anni la popolazione subsahariana crescerà di un miliardo di persone e, probabilmente, farà di nuovo del Mediterraneo un crocevia di popoli e culture). Inoltre, l’irrompere dell’intelligenza artificiale se da un lato promette di risolvere molti dei problemi del mondo dall’altro alimenta altrettante paure ed incognite (il valore economico in appena due anni è passato dai 95 ai 207 miliardi ma, stando alle ultime analisi, in un prossimo futuro 1 lavoratore su 4 potrebbe perdere la propria occupazione). Mentre il riscaldamento climatico benché sia diventato dramma quotidiano non genera un impegno globale finalmente concreto (nessun Paese al mondo risulta ad oggi compatibile con l’obiettivo di mantenere la crescita della temperatura media non oltre 1,5°C entro il 2030).
In questa moltitudine di mondi possibili tanti sono anche i possibili punti di svolta. Le elezioni americane ed europee del 2024, naturalmente l’auspicata possibile conclusione della guerra o, al contrario, l’estensione del conflitto o l’avvio di nuove contrapposizioni, il rinfocolarsi della pandemia, l’individuazione di nuove cure grazie all’IA, e, sul fronte economico, la revisione delle regole europee, la concreta attuazione del Next Gen Eu, a partire dal Pnrr.
In alcuni casi però il mondo ha già imboccato strade senza ritorno. È proprio il caso del climate change: una catastrofe annunciata che ha fatto registrare solo nel corso del 2022 2300 eventi estremi (erano stati 146 nel 2010), mentre l’Onu a luglio ha parlato per la prima volta di “era dell’ebollizione”. Il mondo si dividerà sempre più tra quanti sono preoccupati (in Italia l’85% del campione), quanti intendono impegnarsi (in Italia 1 su 4 ha adottato uno stile di vita sostenibile in ogni ambito della propria quotidianità e 14 milioni sono gli italiani pronti a battersi in prima persona per la tutela dell’ambiente), e coloro che negano il riscaldamento climatico o pensano sia un’esagerazione (15%) o che abbia cause indipendenti dall’attività antropica (19%). Anche tra quanti lo riconoscono, il 14% degli italiani pensa comunque non ci sia più nulla da fare. Peraltro, per gli italiani i responsabili di questa situazione sono soprattutto le imprese, l’Asia e il Nord America, le classi più agiate. Sempre alle imprese, alle istituzioni nazionali e internazionali ma anche ai cittadini spetta porvi rimedio.
Torna l’economia dello zero virgola. Anche l’Italia, nel contesto generale, è un caleidoscopio di alternative possibili e possibili punti di svolta. Oramai esaurita l’esuberante crescita postpandemica del 2021 e del 2022, l’economia italiana perde la spinta dei consumi che - a dispetto dell’inflazione e solo grazie al sostegno dei risparmi e del credito al consumo (dopo 11 anni tornano a calare i depositi e sale il ricorso al credito al consumo) - hanno sostenuto il Pil nella prima parte dell’anno. Nei prossimi mesi le intenzioni di spesa degli italiani fanno segnare una brusca inversione di rotta (36% sono gli italiani che intendono ridurre i consumi al netto dell’inflazione contro solo l’11% che pensa di aumentarli) e anche i segnali che arrivano dallo scenario internazionale, dalla produzione industriale e dal mercato del lavoro fanno prevedere un Pil 2023 solo marginalmente positivo (+0,6% per i manager intervistati).
Una debole intonazione positiva che si potrà protrarre anche nel 2024 – e
scongiurare invece una possibile recessione - solo a patto di una manovra di bilancio equilibrata e soprattutto di compiuto utilizzo dei fondi Pnrr: la più grande iniezione di risorse nella nostra economia dagli anni Ottanta tale da impattare sul Pil per oltre 3 punti percentuali da qui al 2026.
Le prospettive sono poi appesantite dall’eccezionale crescita dell’inflazione che solo negli ultimi 2 anni ha abbattuto il potere d’acquisto in una misura pari a 6.700 euro procapite e, secondo l’80% dei manager intervistati, bisognerà aspettare almeno il 2025 prima che la crescita dei prezzi torni ai livelli pre-pandemici.
Il lavoro che non paga. A fronte di questo drammatico impoverimento, la dinamica delle retribuzioni resta ampiamente insufficiente (+2,3% su base annua nel secondo trimestre 2023) e dunque il lavoro, che sinora sembra esserci (nel 2023 sono 23,5 milioni gli occupati, mai così tanti dal 2008), è un lavoro che non paga quanto dovrebbe (il 70% degli occupati dichiara di avere necessità almeno di un’altra mensilità per condurre una vita dignitosa) Da qui la tendenza ad aggiungere lavoro al lavoro come strategia di difesa dal carovita: il 27% degli occupati intende aumentare il numero di ore lavorate, fare lavoretti aggiuntivi (25%), far iniziare a lavorare persone della famiglia che prima non lavoravano (19%). Ma anche, a dispetto di questo impegno ulteriore, l’impatto devastante dei prezzi trascina quasi la metà degli italiani (27 milioni di persone, in crescita del 50% rispetto al 2021) in una condizione di disagio duraturo, avendo dovuto rinunciare allo standard di vita per loro minimo accettabile almeno in un ambito (cibo, salute, casa, mobilità, tecnologia, socialità e intrattenimento). Il 10% degli italiani dichiara di non arrivare a fine mese e un ulteriore il 23% ci arriva ma teme costantemente di non farcela. Anche se in un qualche modo si sbarca il lunario si fanno grandi rinunce (20%) o comunque dei sacrifici. Infatti, solo un italiano su quattro dichiara di fare senza problemi la vita di qualche anno fa. Il disagio affonda nella carne viva della classe media. Tra le famiglie della middle
class, meno della metà riuscirebbe a fare fronte senza difficoltà ad una spesa imprevista di 800 euro e solo un terzo ad una di 2.000 euro. E tra quanti pagano più degli altri la difficile condizione sociale dell’Italia di oggi certamente i giovani. La generazione Z (18-34 anni) vive in una sorta di apartheid in termini retributivi (e non solo); il dislivello generazionale fra loro e i baby boomers è impietoso e a fronte di una retribuzione media i primi scendono di un buon 23% mentre i secondi salgono di oltre un 17%. In sostanza, a parità di inquadramento, un giovane italiano guadagna quasi la metà di un over 50. Non stupisce allora se il 40% di loro si immagina di vivere altrove da qui a 2/3 anni e il 20% sta già progettando di farlo.
L’enigma dell’imperscrutabile serenità degli italiani. Eppure tra molteplici difficoltà gli italiani sono ammirevoli per la tempra emotiva che continuano a manifestare e la sorprendente assenza, almeno sino a qui, di senti -
menti di rabbia o rancore sociale. La fotografia scattata dal Rapporto Coop 2023 è quella di un Paese certamente inquieto (il 30% si dichiara tale, +6% sul 2022) e dove crescono i timori (dal 20% al 32%), ma che complessivamente vede rafforzarsi i sentimenti di fiducia (36%), serenità (29%), accettazione (23%) e aspettativa positiva (28%). Un ostinato, pacato, ottimismo che costituisce certamente uno dei grandi punti di forza del sistema Paese ma che al contempo pone interrogativi circa la sua sostenibilità futura e la possibilità che in realtà si stiano incubando reazioni al momento sopite. Gli stessi comportamenti disfunzionali e le dipendenze (abuso dello smartphone, videogiochi, cibo, alcolici, droghe), eredità della pandemia, che nel 2022 manifestavano livelli di gran lunga più elevati rispetto al periodo prepandemico nel 2023, almeno nelle dichiarazioni degli italiani, tornano a ridursi. Eppure, a dispetto di tanta razionalità il privato degli italiani evidenzia tutta la fatica quotidiana per tenere assie -
me i pezzi della loro vita. Non sorprende costatare come 1 italiano su 3 dichiari anche sporadicamente di aver fatto uso di psicofarmaci e 1 su 5 ne faccia un uso più o meno abituale. 2 su 3 coloro che sono impegnati a praticare tecniche per la gestione dello stress. E i farmaci per l’ipertensione, per la gastrite e lo stress svettano in cima alla classifica dei medicinali più venduti.
La trincea quotidiana dei (mancati) consumi - Sereni e consapevoli ma certamente più poveri, gli italiani di fatto non possono che convivere con una economia familiare sempre più ristretta e che non lascia spazio al futuro e obbliga a moltiplicare le rinunce quotidiane. Calano le compravendite immobiliari (-14,5% 2023 su 2022 e in prospettiva sul 2024 -4%), si riducono gli acquisti delle auto nuove, cadono gli acquisti dei beni tecnologici. In particolare, le vendite di smartphone nuovi si riducono in quantità del 10% negli ultimi 12 mesi (sono oltre 1,3 mln di telefoni venduti in meno). In uno
Vogliamo farti rivivere l’esperienza sensoriale del migliore bar in qualunque posto ti trovi.
La linea di distributori automatici Oasi è un concentrato di tecnologia by Evoca applicata all’esperienza di Saeco nell’offrirti un caffè dall’inconfondibile aroma
Per tutti i coffee lovers produttivi ed esigenti.
saecoprofessional.com
Venditalia, il più importante Salone del Vending, rappresenta un’opportunità unica per scoprire le ultime novità del settore e un’occasione concreta per incontrare i protagonisti del Vending internazionale. Vi aspettiamo a Fieramilano Rho, un quartiere fieristico all’avanguardia, in grado di soddisfare ogni esigenza degli espositori grazie ai numerosi servizi a disposizione. La location ideale dove fare business.
32.000 mq Superficie Espositiva
300 Espositori (26% internazionali)
organizzato da promosso da
15.000 Visitatori (31% internazionali)
100 Paesi Partecipanti
sforzo di sopravvivenza – e forse di sostenibilità - l’usato o il ricondizionato sostituiscono il nuovo (sono 33 milioni gli italiani che nell’anno passato hanno venduto o acquistato beni usati).
E, dopo aver riguadagnato nel primo semestre i livelli prepandemici, gli italiani si sono ancora concessi pranzi e cene con estrema oculatezza durante l’estate, ma, passeranno nuovamente l’autunno in casa (il 51% dichiara di ridurre il numero di occasioni conviviali fuori casa nei prossimi 12/18 mesi).
La triste rinuncia all’identità alimentare italiana. Se l’Italia è il paese del buon cibo che tutto il mondo ci invidia e l’alimentazione è una componente fondamentale dell’identità del Paese, tanto che gli italiani – a differenza degli altri Paesi europei – sono disposti a tutto pur di non rinunciare alla qualità di quello che mangiano, è anche vero che molti di loro sembrano in procinto di arrendersi alla guerra contro un’inflazione che ha rincarato di oltre il 21% il costo dei beni alimentari e che non promette di arrestarsi prima dei prossimi due anni (il 72% dei manager del settore ritiene che l’inflazione alimentare non tornerà sotto il 2% prima del 2025). I carrelli degli italiani diventano leggerissimi. -3,0% la variazione delle vendite a prezzi costanti nei primi 7 mesi dell’anno e in previsione 2024 su 2023 il 60% dei manager intervistati si aspetta un risultato in ulteriore seppur modesto calo (-0,5%). Dopo la riduzione delle quantità acquistate, con l’arrivo dell’autunno – e l’ulteriore aumento dei prezzi – gli italiani sembrano pronti a cambiare nuovamente strategia grazie ad un quotidiano impegno per contenere gli sprechi, alla rinuncia ai prodotti non strettamente necessari e a quelli a maggiore contenuto di servizio. Così la spesa diventa più frequente, l’attenzione al risparmio fa piazza pulita della fedeltà al canale di acquisto, discount e Mdd sembrano ancore di salvezza; otto italiani su 10 indicano nel primo il modo per mitigare l’effetto dell’inflazione, altrettanti acquisteranno più marca del distributore a discapito della marca industriale. In questo contesto, se è sempre più articolata l’identità alimentare della parte economicamente e culturalmen -
te più attrezzata del Paese, nell’ultimo anno sono raddoppiati quanti – oramai
1 italiano su 5 soprattutto baby boomers e appartenenti alla lower class -dichiara di aver perso ogni riferimento identitario abbandonando anche i dettami della cultura tradizionale, delle tipicità e del territorio. Una deriva che potrà continuare nei prossimi mesi e metterà in discussione il concetto di alimentazione italiana e dieta mediterranea, a partire dal consumo di frutta e verdura (-15,2% il consumo negli ultimi due anni e per il 16% degli italiani si ridurrà ancora).
Ciò peraltro non significa che non si facciano strada, magari ancora in fasce minoritarie della popolazione, nuove tendenze a tavola. E a fronte del plant-based le cui vendite fanno registrare un +9% anno su anno, appare con evidenza la già avvenuta demonizzazione degli zuccheri (i prodotti sugar free battono tutti i free from) e i segnali in prospettiva parlano chiaro: 15% la percentuale che nei prossimi 12/18 mesi farà uso di prodotti senza o con poco zucchero. Il fitness poi arriva nel piatto e si conferma la predilezione per le proteine e per l’healthy (alimentazione sportiva, frutta secca, bevande salutistiche crescono), oltre alla volontà di contribuire con la propria dieta al miglioramento delle sorti del pianeta. Già oggi, 5,1 milioni di italiani dichiarano di alimentarsi a spreco zero, 2,8 si definiscono reducetariani e 1,4 sono i cosiddetti climatariani (ovvero coloro che usano prodotti a basso impatto C02). A farne le spese è soprattutto la carne, il 39% del campione dichiara di essere disposto a ridurne il consumo. D’altronde sulla tavola di un futuro nemmeno troppo lontano, della carne rimarrà solo il sapore: nella top 5 dei nuovi cibi che secondo gli italiani compariranno in tavola nei prossimi 10 anni figurano i prodotti a base vegetale con il sapore di carne (31%) e la carne sintetica prodotta in laboratorio (28%).
L’uragano prezzi ridisegna gli equilibri della filiera . L’eccezionale crescita dei prezzi degli ultimi due anni ha cambiato in profondità anche gli assetti della filiera alimentare. Nel 2022 l’incremento dei prezzi delle materie prime e l’impennata dei costi energe -
tici hanno fatto esplodere i prezzi alla produzione, mentre le difficoltà della domanda finale hanno obbligato i retailer a contenere l’impatto finale sui prezzi al consumo. Con ricadute pesanti sui bilanci di entrambi gli operatori della filiera. L’analisi annuale di Mediobanca evidenzia come nel 2022, per entrambi gli attori della filiera, si sia verificata una significativa diminuzione del valore aggiunto e, a cascata, della marginalità operativa. Un impatto negativo che non cambia però il differenziale positivo delle performance a favore degli operatori industriali. In sostanza, le imprese dell’industria alimentare – e segnatamente quelle di maggiori dimensioni – evidenziano una redditività strutturalmente superiore a quella della grande distribuzione alimentare. E anche nel difficile frangente del 2022 la redditività dei mezzi propri dell’industria fa segnare una diminuzione meno pronunciata di quella della distribuzione. Nel 2023 invece, pur a fronte di un rapido rientro sui valori storici dei costi delle commodities alimentari e di un altrettanto noto rientro dei costi energetici, non si è manifestata alcuna significativa riduzione dei listini dell’industria alimentare. Anzi, si è assistito ad ulteriori aumenti dei listini, addirittura superiori a quelli del 2022 e nello stesso periodo l’ulteriore logoramento del potere d’acquisto delle famiglie ha nuovamente impedito invece agli operatori della distribuzione di poter riversare al consumo l’intero incremento. In questo modo, la comparazione tra l’andamento dei prezzi industriali e quelli al consumo continua ad evidenziare un differenziale negativo che non ha eguali negli ultimi decenni. In sostanza, per la distribuzione i prezzi all’acquisto restano strutturalmente superiori a quelli praticati alla vendita. Anche nei prossimi anni divergeranno le strategie di industria e distribuzione. I retailer si concentreranno sulla marca privata per avere un governo delle filiere produttive e dei prezzi alla vendita, mentre la grande industria al momento sembra più orientata a difendere i margini concentrandosi sull’innovazione di prodotto e la difesa dell’equity del proprio marchio.
fieramilano
OLTRE 2.000 ESPOSITORI DA 50 PAESI, CENTINAIA DI BUYER DI ALTO PROFILO E MIGLIAIA DI OPERATORI DA TUTTO IL MONDO SI INCONTRANO IN APPUNTAMENTI D’AFFARI ED EVENTI PER ANTICIPARE IL FUTURO DELL’HO.RE.CA. INTERFACCE INTELLIGENTI, AUTOMAZIONE CHE SI SPINGE FINO AI ROBOT PIÙ ALL’AVANGUARDIA, SOLUZIONI RESPONSABILI CON UNO SGUARDO ALL’ECONOMIA CIRCOLARE. FORMAT CHE SODDISFANO IL DESIDERIO DEI CONSUMATORI DI SIGNIFICATIVE ESPERIENZE LIFESTYLE. SONO SOLO ALCUNI DEI TEMI “CALDI” CHE ATTENDONO I VISITATORI PROFESSIONALI DA TUTTO IL MONDO A HOST 2023, A FIERAMILANO A RHO, DAL 13 AL 17 OTTOBRE PROSSIMI.
L’innovazione brilla più che mai sotto i riflettori di HostMilano, leader a livello mondiale per l’ospitalità professionale, il fuoricasa e il retail. Un’occasione imperdibile non solo per il business, ma anche per conoscere i nuovi trend grazie a oltre 2.000 espositori provenienti da 50 Paesi, tra i quali tutti i top player dei rispettivi settori. Espositori che si incontrano con centinaia di buyer altamente qualificati, selezionati in 75 Paesi da tutti i continenti, anche in collaborazione con ITA-ICE Agenzia, e con decine di migliaia di operatori da ogni angolo del mondo: distributori, ristoranti, progettisti, hotel di lusso, chef e molto altro. A conferma della validità del concetto espositivo, ritornano le tre macroaree che raggruppano i settori verticali per affinità di filiera. La Ristorazione Professionale con Bakery, Pizza e Pasta resta il fulcro con quasi metà delle iscrizioni, tra i quali grandi nomi quali ALI Group, Imperia & Monferrina, Just Eat, Miele, Moretti Forni, Polin, Rational, The Middleby Group e Unox.
SIC, Salone Internazionale del Caffè, riunisce al gran completo le filiere del fuoricasa con i settori Bar, Macchine Caffè, Vending
insieme a Caffè, Tea: dal chicco alla tazzina, dalle macchine agli accessori. Sono presenti tutti i principali attori italiani ed esteri, in una macroarea arricchita dai grandi protagonisti del Gelato e Pastry. Bianchi Vending, Carpigiani, Gruppo Cimbali, Gruppo Hoshizaki Brema, Hausbrandt Trieste, Isa, Kimbo, La Marzocco, Pregel, Rhea Vending o Seb Group sono solo alcuni dei nomi in vetrina.
Design, tecnologia e format che rispondono alle abitudini dei consumatori sono protagonisti dell’area Arredo, Tecnologia e Tavola. Qui presentano i loro format, concept e soluzioni più all’avanguardia top player come Abert - Broggi 1818, Arcturus Group, Bormioli Luigi, Calligaris, Costa Group, Ipratico, La Bottega dell’Albergo, Pedrali e Tognana
A rendere ancora più imperdibile l’appuntamento con Host 2023 sarà un ricco calendario di eventi, tra i quali le premiazioni di Smart Label - Host Innovation Award, il prestigio riconoscimento all’innovazione sostenibile promosso da HostMilano e Fiera Milano, con la relativa area espositiva.
15/18MAGGIO2024
Fieramilano Rho, PAD. 8-12
LA PROSSIMA EDIZIONE DI VENDITALIA, LA PIÙ IMPORTANTE MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE
DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA, ORGANIZZATA DA VENDITALIA SERVIZI E PROMOSSA DA CONFIDA, ASSOCIAZIONE ITALIANA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA, SI TERRÀ DAL 15 AL 18 MAGGIO 2024
NELL’INNOVATIVO QUARTIERE FIERAMILANO RHO
DOPO IL SUCCESSO OTTENUTO NELLA ORGANIZZAZIONE DI VENDING SHOW, LA FIERA PARIGINA DEL VENDING, CUI VENDITALIA HA PRESO PARTE COME CO-ORGANIZZATORE E CHE HA VISTO CIRCA 4.000 INGRESSI TOTALI PER 119 ESPOSITORI PROVENIENTI DA 17 DIVERSI PAESI, GLI OCCHI SONO GIÀ PUNTATI
Venditalia, il più importante Salone del Vending, rappresenta un’opportunità unica per scoprire le ultime novità del settore e un’occasione concreta per incontrare i protagonisti del Vending internazionale.
Vi aspettiamo a Fieramilano Rho, un quartiere fieristico all’avanguardia, in grado di soddisfare ogni esigenza degli espositori grazie ai numerosi servizi a disposizione. La location ideale dove fare business.
SULL’EDIZIONE ITALIANA DEL 2024, IL PRINCIPALE APPUNTAMENTO EUROPEO E LEADER INTERNAZIONALE.
32.000 mq Superficie Espositiva
300 Espositori (26% internazionali)
Venditalia 2024 sarà molto di più di evento fieristico: è stata infatti progettata per diventare un palcoscenico globale che permetterà a tutti gli operatori di settore di connettersi, apprendere e crescere nel settore del vending a livello internazionale. Una manifestazione fortemente orientata al futuro, ospitata finalmente in un quartiere fieristico unico per funzionalità degli spazi, varietà dei servizi e raggiungibilità, in grado di offrire servizi di eccellenza e all’avanguardia e di mettere a disposizione del visitatore esperienze innovative come il digital signage, che permetterà di gestire in maniera immediata i flussi con informazioni sempre aggiornate e fruibili in tutta la fiera.
organizzato da promosso da
tel +39 02 33105685
“Per l’edizione 2024 della manifestazione, che si trasferirà nel più ampio polo fieristico di Fieramilano Rho”, spiega Ernesto Piloni Presidente di Venditalia: “untiamo a superare il successo e i numeri record del 2022: 300 espositori su 14mila metri quadrati di superficie espositiva e 20.000 visitatori. L’edizione 2024 infatti punterà
15.000 Visitatori (31% internazionali)
100 Paesi Partecipanti
sull’internazionalizzazione allargando la presenza ad espositori e buyer da Cina e Giappone (Asia), USA, Middle East e Nord Africa”.
La più ampia offerta di macchine, prodotti e servizi per il vending, insieme ad un ricco programma di incontri che renderà ancora più coinvolgente e completa la visita in fiera, faranno di Venditalia 2024 l’appuntamento principale a livello nazionale e internazionale per gli operatori del comparto, confermando il ruolo di leadership del nostro Paese nel settore.
• email: venditalia@venditalia.com
Con 835 mila distributori presenti sul territorio nazionale, infatti, l’Italia ha la più ampia rete distributiva alimentare automatica d’Europa. Il nostro Paese è primo in Europa per numero di vending machine installate, seguito da Francia (600 mila), Germania (579 mila) e Gran Bretagna (412 mila). Il fatturato del settore in Italia, tra mercato automatico (macchine automatiche) e del porzionato (macchine a cialde e capsule), nel 2022 vale complessivamente circa 2 miliardi di euro ed eroga 5 miliardi di consumazioni.
• www.venditalia.com
13-17
OT TOBRE 2023
fieramilano