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N° 11 – 1-15 giugno 2010
Sommario
Foto da archivio Il Coltivatore Cuneese
Giornata Regionale del Pensionato al Santuario di Oropa
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A Fossano l’Assemblea Coldiretti Cuneo
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Via libera dall’UE agli Stati contrari alle colture ogm
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Rinnovato il contratto per un milione di operai agricoli
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Batteriosi kiwi: la Regione accoglie le richieste di Coldiretti
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Agrisicura Sviluppo e FATA Assicurazioni: una scelta vincente
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Eventi alluvionali di aprile 2009
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Niente ticket sui controlli sanitari per l’agricoltura
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Giovani Impresa Coldiretti festeggia all’Evita
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Storie di vita: «Tanti elementi in comune fra i contadini del pianeta» 9 “Il Coltivatore Cuneese” Editore Federazione Provinciale Coldiretti Cuneo 1 copia euro 0,77 Direttore Amministrativo Bruno Rivarossa Direttore Responsabile Michelangelo Pellegrino Coordinamento di redazione Viola Carasso Hanno collaborato Marco Benzo, Roberto Bianco, Aldo Brustolon, Alberto Burzio, Laura Calcagno, Marcello Cavallo, Mara Chiardola, Davide Costamagna, Simona Daniele, Manuela Giraudo, Sara Ferrero, Nicola Fontana, Rosangela Giordana, Rosanna Giraudo, Silvia Graglia, Roberto Lingua, Paolo Marengo, Livio Minero, Lauro Pelazza, Franco Ramello, Fabrizio Rapallino, Simonetta Re, Davide Roà
Commercializzazione uova: importanti novità
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Futuro del Miac: un sondaggio tra i produttori
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Il Corsivo del Coltivatore: Corso di taglio
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Fattoria Amica continua a crescere: nuovi punti vendita
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Agriasilo, per far crescere il futuro
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Redazione ed amministrazione Piazza Foro Boario, 18 – 12100 CN Tel: 0171.447211 Fax: 0171.447300 E-mail: ilcoltivatore.cn@coldiretti.it Sito Internet: www.cuneo.coldiretti.it Registrazione del tribunale di Cuneo n. 3296 del 7/12/55 47.000 Copie Il Coltivatore Cuneese viene inviato a tutti i soci della Federazione Provinciale Coldiretti di Cuneo Grafica e stampa: AGAM Via Renzo Gandolfo area 90 Madonna dell’Olmo – Cuneo Tel. 0171.411470 – Fax 0171.411714 E-mail: direzione@agam.it Inserzioni esclusivamente presso la ditta Réclame Via Pilos, 20 – Savigliano Tel. 0172.711279 E-mail: info@reclamesavigliano.it Listino prezzi Il costo di 1/8 (cm 9x6) di pagina a colori è di euro 145 + IVA. È vietata la riproduzione, anche parziale, delle pubblicità.
Scadenze aziendali
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Notizie EPACA
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Estratto conto elettronico e CUD previdenziale
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Viaggio-studio tra i noccioleti della Langa. Sinergia CReSO e 4A
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Nocciola Piemonte IGP: approvate le modalità per la smarchiatura
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Un successo per “Mestieri e Città”
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“Storie per bambini”
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La birra “Martina” conquista il pubblico a “C’è Fermento”
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Giovani Impresa protagonisti di “Cinemambiente” a Torino
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Sport Day a Cuneo: la salute vien mangiando
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Nebbiolo Prima: soddisfatti ospiti e produttori
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Sviluppo sostenibile e ricerca: la Fondazione CRC sostiene le imprese 13 Gli albi cedono il passo allo schedario: attenzione alle eventuali anomalie
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Analisi per i vini doc e docg: i cambiamenti
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La consulenza tecnica in agricoltura
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Aggiornate le tariffe massime per le lavorazioni agromeccaniche 2010 18
Copertura delle vasche di stoccaggio liquami: un aiuto per l’ambiente 30 Il 3 e 4 luglio il trekking dell’A.C.S.T.E.
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Corsi di formazione
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Il mercatino del Coltivatore
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i terrà al Santuario di Oropa la 13a Giornata regionale del Pensionato, organizzata dal Consiglio regionale dei Pensionati Coldiretti. L’appuntamento è fissato per giovedì 8 luglio, con l’arrivo dei partecipanti a partire dalle 9,30, la S. Messa delle 11, officiata da Mons. Mana, Vescovo di Biella, con i canti sacri dei professionisti della Schola Cantorum, seguita dai saluti dei Dirigenti Coldiretti nazionali, regionali e provinciali. Alle 12,30 si terrà il pranzo presso i ristoranti convenzionati. Al termine del momento conviviale, sarà possibile visitare il Santuario mariano situato a quota 1200 metri. Nel dettaglio, sarà possibile accedere al giardino botanico, alle 12 Cappelle sacre del complesso devozionale, alla Basilica inferiore e superiore. Sarà possibile visitare anche il “Museo dei Tesori”, aperto per l’occasione, che conserva i gioielli, i paramenti liturgici e i documenti che “narrano” la storia del Santuario attraverso i secoli, mentre chi fosse interessato potrà salire al lago Mucrone con la funivia (2 € a persona, per gruppi di almeno 15 partecipanti). Il costo del pranzo è di 26 € a persona. Sarà disponibile un servizio pullman dalla provincia di Cuneo al costo di 23 € a persona. Le adesioni per il pranzo e il trasporto dovranno pervenire con la quota relativa entro venerdì 25 giugno agli Uffici di Zona e di recapito della Coldiretti. Per informazioni: 0171.447287. i
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FONDO
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A Fossano l’Assemblea Coldiretti Cuneo
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ivace e partecipata l’assemblea annuale di Coldiretti Cuneo riunitasi per l’approvazione del bilancio a Fossano, lunedì 31 maggio. Visto l’andamento poco favorevole dell’annata il bilancio della Federazione approda ad un sostanziale pareggio anche per gli investimenti compiuti al fine di migliorare i servizi alle imprese e l’orientamento al mercato delle stesse. Il calo dei consumi e le difficoltà nell’ottenere pagamenti in tempi ragionevoli da parte dei grandi acquirenti destano motivo di forte preoccupazione tra i presidenti di sezione. I
mercati per la vendita diretta organizzati da Campagna Amica o dai singoli comuni funzionano come valvola di sfogo per un numero elevato di imprese che effettuano la vendita diretta. Purtroppo su queste insiste una legislazione che spesso ne complica l’operatività ed in alcuni casi addirittura la preclude. Sulle energie alternative Coldiretti
da sempre è disponibile alla introduzione delle stesse. Relativamente all’installazione dei pannelli fotovoltaici i dirigenti presenti pur apprezzando la posizione già espressa un anno fa dalla Coldiretti, dove non si dovrebbero installare impianti sui terreni agricoli, hanno evidenziato come molti comuni si siano fatti scudo della
scarsa legislazione nazionale e regionale per non emanare regolamenti rigidi che vietassero i pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli. È anche emersa come molti comuni che a parole si sono dichiarati d’accordo con la posizione dell’Organizzazione, dall’altra sono stati posti sotto scacco dalle grandi imprese industriali installatrici che hanno minacciato cause civili. Coldiretti ritiene che i comuni debbano tutelare meglio il territorio anche con un po’ di coraggio in più per stroncare momenti speculativi ai danni del settore agricolo. Sul problema nitrati gli intervenuti hanno ribadito che l’inquinamento è generato anche dagli scarichi civili ed industriali per cui il piano regionale va rivisto integralmente cercando di utilizzare i liquami ed il letame come risorse concimanti ed in grado di produrre energia come il biogas piuttosto che considerarli alla stregua di un rifiuto. Di qui la richiesta alla Regione di rivedere la normativa e di rinegoziare la stessa con l’unione Europea. m
Via libera dall’UE agli Stati contrari alle colture Ogm
“L
a Commissione Europea prende atto della forte opposizione agli Ogm e dà finalmente la possibilità all’Italia di vietare la coltivazione nel proprio territorio”. Lo dichiara Marcello Gatto, presidente Coldiretti Cuneo, nel commentare l’annuncio delle nuove regole europee per dare più libertà ai Paesi che vogliono proibire le coltivazioni di organismi geneticamente modificati. Il nuovo regolamento europeo ha preso il via da una proposta legislativa volta a garantire maggiore libertà ai Paesi contrari agli Ogm: come si struttura questa proposta? “La proposta si muove su due assi d’intervento. Il primo consiste in una modifica delle Raccomandazioni della Commissione europea
sulla Coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate al fine di permettere agli Stati membri di prevedere norme più restrittive rispetto alla soglia di tolleranza dello 0.9%. La Commissione europea intende modificare le proprie raccomandazioni al fine di permettere agli Stati membri,
da un lato, di stabilire misure di coesistenza in grado di tenere meglio in considerazione le specificità delle proprie regioni e, dall’altro, di creare aree “Ogmfree” limitando la coltivazione degli Ogm solo su determinate parti del proprio territorio”. Per quanto concerne il secondo asse d’ intervento, invece? “Quest’ultimo consiste in una revisione della direttiva vigente e più in particolare nell’inserimento di un nuovo articolo grazie al quale gli Stati membri potranno adottare misure che proibiscono, restringono o impediscono la coltivazione di tutti o di un particolare Ogm... su tutto o su parte del proprio territorio, a condizione che tali misure non siano invocate per evitare gli effetti dannosi sulla salute e sull’ambiente o la presenza di organismi modificati in altri
prodotti. In altre parole sarà necessario che le misure adottate dagli Stati membri siano conformi a quanto disposto dal Trattato, in particolare per quanto concerne il principio di non discriminazione tra prodotti nazionali e non.” Dunque questa è una buona notizia per Coldiretti, che fin da subito si era dichiarata fortemente contraria alle colture Ogm? “Questa è una notizia positiva e non solo per la nostra Organizzazione agricola. La decisione dell’esecutivo comunitario sulla libertà di semina, dà infatti valore alla scelta fatta dall’Italia per un agricoltura libera da Ogm grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni contrari al biotech nei campi e nel piatto”. m
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Rinnovato il contratto per un milione di operai agricoli
È
stato sottoscritto il verbale di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per gli operai agricoli e florovivaisti scaduto il 31 dicembre 2009. Un passo importante di fronte alla crisi che interessa oltre un milione di lavoratori e segue di pochi mesi la sottoscrizione a settembre 2009 del protocollo di intesa sugli assetti contrattuali agricoli i cui impegni ed affidamenti hanno trovato puntuale riscontro nei contenuti assolutamente innovativi del contratto. Oltre alla integrale riconferma degli assetti contrattuali esistenti con questa tornata negoziale sono stati conseguiti importanti risultati sul versante della semplificazione e razionalizzazione con la creazione di un unico ente bilaterale nazionale nonché con l’impegno a rivisitare gli strumenti bilaterali territoriali. Le dinamiche salariali non saranno più legate al protocollo del luglio ’93 ovvero all’inflazione programmata ed all’indennità di vacanza contrattuale, ma al nuovo sistema previsto dall’accordo del 21 gennaio 2009 sottoscritto a livello governativo da Coldiretti e basato sull’indice IPCA. Da sottolineare inoltre che è stata concordata l’introduzione di un innovativo strumento di approccio delle crisi che darà modo alle Parti, con tutte le necessarie garanzie per lavoratori ed imprese, di affrontare contingenze e congiunture negative attraverso percorsi temporanei e sperimentali idonei a generare le condizioni per il superamento di dette crisi. Deve inoltre essere evidenziata l’introduzione di alcuni nuovi elementi di welfare sociale in
termini di pari opportunità, ammissione al lavoro dei minori, possibilità di trasformare a part-time il rapporto di lavoro della madre in caso di necessità, la regolazione della malattia ed infortunio degli apprendisti, permessi retribuiti per il padre
in caso di nascita o adozione, di permessi per l’apprendimento della lingua italiana da parte di lavoratori cittadini extracomunitari. Molte delle innovazioni introdotte, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, richiedono
ora un puntuale e attivo ma soprattutto coerente impegno da parte della contrattazione di livello provinciale affinché possano trovare pratica applicazione i nuovi percorsi definiti dalla contrattazione nazionale. m
Batteriosi kiwi: la Regione accoglie le richieste di Coldiretti
“S
ono pronto ad individuare risorse regionali da concedere ai frutticoltori che sostituiscono le piante di kiwi colpite dalla batteriosi ed a farmi da promotore nella conferenza Stato Regioni della necessità di tutelare la qualità delle piante di kiwi con il passaporto verde alla stregua di quanto avviene per altre specie vegetali”. Questo è quanto conferma Claudio Sacchetto, Assessore Regionale all’Agricoltura, a seguito della comparsa in Regione di alcuni focolai di infezione della nuova batteriosi “Psa – Pseudonomas syringae pv. Actinidiæ” sulla coltura del kiwi. Una patologia che ha già colpito duramente la coltura nella regione Lazio e, più nello specifico, la provincia di Latina e per la quale non esiste ad oggi una cura efficace. La profilassi consigliata si basa sulla prevenzione per gli impianti non colpiti e nell’estirpo per gli appezzamenti od i singoli alberi infetti. Abbiamo chiesto al direttore Coldiretti Cuneo e Piemonte, Bruno Rivarossa, un suo commento. Crede sia possibile arginare il problema in Provincia? Quali interventi ritiene siano necessari? “La situazione è estremamente delicata e Coldiretti, attraverso una lettera, ha già sollecitato un
intervento da parte della Regione. Dopo essermi confrontato con i tecnici coordinati dal CReSO (Centro di ricerca) e dell’Agenzia 4A ritengo sia indispensabile che la Regione si muova al più presto in favore del settore; in questo contesto non sono assolutamente accettabili i consueti tempi lunghi, tipici della politica. Ne farebbe le spese uno tra i settori più
importanti dell’economia agricola piemontese. Coldiretti Piemonte ha dunque espressamente richiesto che la Regione Piemonte ed il Servizio Fitopatologico si facciano urgentemente promotori di una modifica della normativa che porti all’obbligo per i vivaisti ad accreditarsi anche per la produzione di piante di kiwi, oltre che l’obbligo di indicare tutta la rintracciabilità e controllo fitosanitario del cosiddetto “passaporto verde”, da estendersi anche alla suddetta coltura. È indispensabile agire tempestivamente, al fine di delimitare il problema”. A fronte di questa delicata situazione, sarebbe forse auspicabile l’adozione di un piano straordinario? “Assolutamente sì. Ci auguriamo infatti che la Regione Piemonte adotti un piano straordinario di eradicazione della malattia prevedendo anche i relativi rimborsi, così come fatto in passato per le malattie di analoga pericolosità (ad esempio Sharka ed altri). Considerata poi, l’importanza della coltura rispetto al PIL regionale, riteniamo importantissima la promozione, da parte della Regione Piemonte, di un programma di ricerca scientifica finalizzato allo studio e al contenimento della patologia”. m
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Agrisicura Sviluppo e FATA Assicurazioni: una scelta vincente
È
ormai possibile recarsi presso gli uffici zona della Coldiretti per avere consulenza in campo assicurativo attraverso la società Agrisicura Sviluppo che dall’11 di giugno è ufficialmente Agente Assicurativo di F.A.T.A. Assicurazioni. F.A.T.A. Assicurazioni, che significa Fondo Assicurativo tra Agricoltori, è la compagnia del Gruppo Generali specializzata nei settori agricoltura ed ambiente. Presente sul mercato assicurativo da oltre 80 anni è attiva nei rami Danni, RC auto e Vita. Grazie all’esperienza acquisita nel tempo, alla ricerca costante di nuovi prodotti ed allo studio attento dell’evoluzione delle problematiche assicurative legate ai mutamenti della vita lavorativa, economica e sociale del mondo agricolo FATA Assicurazioni è diventata la Compagnia numero uno del settore. Inoltre, l’appartenenza al Gruppo Generali, il maggior gruppo assicurativo italiano si traduce in solidità patrimoniale e garanzia di sviluppo e di crescita continui. F.A.T.A. Assicurazioni dispone nel 2010 di oltre 170 Agenzie Generali e oltre 700 Sub Agenzie, che le consentono di presidiare capillarmente il territorio. Prodotti di punta Tra i fiori all’occhiello della società, la polizza Grandine,
che la vede leader sul mercato italiano con una quota di circa il 20%. La polizza Grandine tutela il lavoro di chi opera nel settore agricolo contro le conseguenze di eventuali accadimenti atmosferici che possano pregiudicare il buon andamento e la crescita di un’azienda agricola. F.A.T.A. Assicurazioni stipula annualmente circa 70.000 contratti grandine per una raccolta premi complessiva di oltre 67 milioni di Euro. Globale Agricoltura è invece una nuova polizza multirischi dedicata e riservata all’azienda agricola. Innovativa, flessibile e modulare, Globale Agricoltura viene costruita di volta in volta sulle specifiche esigenze di ogni singola azienda e tutela l’imprenditore agricolo in ogni singola fase del processo produttivo: a partire dalla semina fino alla lavorazione, senza dimenticare i processi che entrano in gioco
dalla raccolta sino ad arrivare alla trasformazione, così come lo stoccaggio e la vendita dei diversi prodotti. Per venire incontro a una realtà in costante divenire, la società ha pensato anche ai proprietari di aziende agrituristiche, che possono usufruire di una polizza specifica che tuteli l’imprenditore che offre servizi di ricezione ed ospitalità nell’ambito della propria azienda agricola mediante: la garanzia di responsabilità civile verso terzi, sia per quanto riguarda l’alloggio, che la ristorazione e tutte le attività sportive e ricreative effettuabili nell’azienda o sotto la responsabilità del titolare; un’assicurazione contro gli incendi che preveda sia l’ipotesi di atti dolosi, ma soprattutto che tuteli anche i beni dei clienti della struttura ricettiva; protezione contro il furto, sia sui veicoli dei clienti, che sui cavalli dell’azienda
agrituristica e nell’ipotesi di furto o rapina ai danni del titolare; copertura sugli infortuni degli ospiti durante le escursioni a cavallo e del titolare o dei suoi famigliari all’interno dell’azienda. Altro prodotto degno di nota è INTEGRA, la polizza Infortuni di moderna concezione, che grazie ad una serie di garanzie fra loro INTEGRAbili, è in grado di adattarsi alle esigenze di tutti. E’ rivolta a tutti coloro che desiderano tutelare la propria serenità e quella della propria famiglia, contro ogni possibile rischio derivante da infortunio Oltre alle garanzie Infortuni, Malattie ed Assistenza, Integra offre garanzie particolari studiate appositamente per gli agricoltori ed i soggetti operanti in agricoltura. Questi sono solo alcuni esempi del ventaglio di prodotti che oggi FATA attraverso Agrisicura può offrire ai propri associati.m
Agrisicura: i riferimenti operativi
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Eventi alluvionali di aprile 2009
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ulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 15.05.2010 è stato pubblicato il D.M. 21.04.2010 con il quale il Ministero per le Politiche Agricole ha riconosciuto l’esistenza del carattere eccezionale dell’evento alluvionale del periodo 2-28 aprile 2009 sulla base della richiesta e delimitazione presentata dalla Regione Piemonte il 20/07/2009 e pubblicata sul BURP n° 31 del 06/08/2009. “Per la Provincia di Cuneo – spiega Lauro Pelazza, vicedirettore Coldiretti Cuneo – i danni segnalati e delimitati riguardano specifiche aziende agricole e numerose infrastrutture agricole come strade interpoderali ed opere irrigue. Le richieste di intervento per i danni alle strutture agricole e/o alle strade interpoderali dovranno essere presentate al Comune in duplice copia entro e non oltre martedì
29 giugno 2010, se le domande vengono inviate per posta la data di presentazione è quella dell’ufficio postale accettante. Ricordiamo inoltre che le domande per i danni alle strutture agricole delle aziende agrarie devono essere compilate tramite apposito applicativo informatico e, firmate dal richiedente, inviate al Comune entro la scadenza suindicata”. Le aziende agricole interessate dal provvedimento ricadono nei comuni di: Alba, Baldissero D’Alba, Bra, Camo, Canale, Castelletto Uzzone, Castagnito, Castellinaldo, Castiglione Falletto, Castiglione Tinella, Castino, Cherasco, Cortemilia, Cossano Belbo, Diano
D’Alba, Dogliani, Elva, Faule, Garessio, Gorzegno, Govone, La Morra, Levice, Mango, Monesiglio, Monforte D’Alba, Montaldo Roero, Montelupo Albese, Monteu Roero, Monticello D’Alba, Narzole, Neive, Neviglie, Novello, Perletto, Pezzolo Valle Uzzone, Priocca, Prunetto, Roccabruna, Rocchetta Belbo, Roddi, Roddino, Santa Vittoria D’Alba, S. Stefano Roero, S. Stefano Belbo, Serralunga D’Alba, Sinio, Treiso, Torre Bormida. Per quel che riguarda le infrastrutture danneggiate le stesse ricadono nei comuni di: Bastia Mondovì, Beinette, Busca, Castelletto Uzzone, Castellinaldo, Castino, Cavallerleone, Cherasco, Cigliè, Corneliano D’Alba,
Cortemilia, Cossano Belbo, Dogliani, Farigliano, Fossano, Genola, Govone, Lagnasco, Lequio Tanaro, Levice, Magliano Alpi, Mango, Margarita, Marsaglia, Martiniana Po, Moiola, Monesiglio, Montaldo Roero, Monteu Roero, Morozzo, Niella Tanaro, Novello, Perletto, Pezzolo Valle Uzzone, Piobesi D’Alba, Prunetto, Revello, Rifreddo, Roddi, Roccabruna, Roccacigliè, S. Michele Mondovì, S. Vittoria D’Alba, S. Stefano Belbo, S. Stefano Roero, Savigliano, Sinio, Torre Bormida, Torresina, Valloriate, Verduno. Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per fornire maggiori informazioni. m
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Niente ticket sui controlli sanitari per l’agricoltura
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e imprese agricole non dovranno pagare per i controlli sanitari obbligatori previsti dal Decreto Legislativo 194/2008. È questa una delle importanti novità apprese a seguito dell’approvazione definitiva in Senato della Legge Comunitaria 2009, avvenuta il 12 maggio scorso. Tra le numerose disposizioni della Legge Comunitaria, è stata proprio inserita una modifica al D.Lgs 194/2008, che esclude espressamente dall’ambito dei controlli sanitari ufficiali tutte le attività agricole, così come previsto ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile. Tale articolo del Codice Civile, modificato con la Legge d’orientamento del 2001 (D. Lgs n. 228/2001) recita testualmente che “È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse”. La lieta conclusione dell’annosa questione è stata possibile grazie all’intenso lavoro svolto in questi ultimi mesi da Coldiretti a tutti i suoi livelli, territoriali e confederali, portando così all’inserimento di uno specifico emendamento che escludesse le aziende agricole all’interno della Legge Comunitaria. Il Decreto Legislativo 194 del novembre 2008, aveva previsto
inizialmente che il costo dei controlli sanitari obbligatori sulle attività di produzione primarie per la trasformazione dei prodotti agricoli, precedentemente a carico del sistema sanitario pubblico, fosse a carico delle aziende. Il provvedimento prevedeva l’esenzione di tale onere per il
settore agricolo dal pagamento, considerandolo però solamente in termini di produzione primaria. L’interpretazione parziale e riduttiva della figura dell’imprenditore agricolo escludeva quindi tutte le imprese agricole di trasformazione e vendita diretta dei prodotti. E l’invio delle prime richieste
Giovani Impresa Coldiretti festeggia all’Evita
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orna l’appuntamento con la festa annuale dei Giovani Impresa Coldiretti. Ci troveremo domenica 18 luglio a partire dalle 20,30 in uno spazio appositamente riservato presso l’Evita club, disco-restaurant di Cavallermaggiore. Il costo per partecipare all’evento, aperto a tutti, è di 10 €, che comprende una consumazione, un gran buffet ed il caffè. Verranno inoltre organizzati dei pullman dalle diverse aree delle provincia. Per info e prenotazioni rivolgersi ai referenti Giovani Impresa delle singole Zone. m
di pagamento da parte delle Asl territoriali aveva generato allarme e preoccupazione per l’onerosità degli importi applicati, in un periodo già di per sé molto difficile economicamente, evidenziando sin da subito la discriminazione di trattamento all’interno dello stesso settore agricolo. Coldiretti, raccolte le segnalazioni espresse dalla base associativa, si era prontamente attivata, ha evidenziato fortemente e ribadito in ogni sede l’oggettiva imprecisione della norma, che non teneva conto della corretta definizione della figura dell’imprenditore agricolo, invitando gli stessi produttori a non pagare opponendo un ricorso nei confronti delle stesse Asl. I numerosi confronti susseguitisi con i funzionari dell’Assessorato Sanità, e con lo stesso Assessore Regionale, avevano portato a sollevare la questione nella Conferenza Stato-Regioni, con l’effetto sull’intero territorio nazionale di una temporanea sospensione dei pagamenti e, in questi ultimi giorni, all’annullamento definitivo del ticket. m
R I T R AT T I D I I E R I E D I O G G I
È
un appassionato antropologo e se su Internet cercate il suo nome e cognome, saltano fuori tanti suoi lavori e ricerche. Luciano Blasco, classe 1954, originario di Catanzaro, ha fatto ritorno in Alta Valle Varaita dove era già stato negli anni Ottanta. In quell’occasione, era stato impegnato in alcune ricerche per conto del Museo delle arti e delle Tradizioni popolari di Roma sugli ornamenti dei costumi tradizionali. LA VALVARAITA 30 ANNI FA Che ricordi ha della Valle Varaita di quegli anni? «Eravamo stati a Casteldelfino, Bellino e Pontechianale. Allora le frazioni erano già quasi tutte abbandonate, mentre nei capoluoghi c’era ancora gente. Si percepiva un senso diffuso di abbandono». Come eravate stati accolti dai montanari? «Molto bene. In tanti ci hanno fatto vedere le loro case, i loro corredi e quanto conservavano degli abiti tradizionali». E oggi? «Sono andato su Internet e ho scoperto l’esistenza di “Barba Bertu”. Ho detto allora, sorridendo, a mia moglie: “Devo conoscerlo, perché fa un lavoro di ricerca simile al mio!”. Ho iniziato a conoscere le vostre zone attraverso le storie raccolte da Nuto Revelli e mi ha colpito che al giorno d’oggi ci sia ancora qualcuno che porta avanti questo lavoro importante di ricerca e di documentazione». IL MUSEO CHE RACCONTA I CONTADINI DEL SUD Lei come si definisce? «Sono un antropologo e nella vita ho iniziato a insegnare all’Università di Salerno, per 14 anni sono stato ricercatore per il Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Roma. Ho lavorato come ricercatore per le Regioni Piemonte, Valle d’Aosta e Basilicata e oggi dipendo dalla Regione Lazio. Sono anche il direttore del Museo etnografico
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Storie di vita a cura di Barba Bertu (info@barbabertu.com)
di Morigerati, un piccolo paesino in provincia di Salerno, che racconta la vita dei contadini di laggiù, dai primi anni del Novecento. Oggi l’agricoltura quasi non esiste più nel Parco nazionale del Cilento, dove le aree coltivabili sono poche. Negli ultimi dieci anni sono nate diverse aziende agrituristiche». Che idea si è fatta dei contadini del Sud? «Con il loro lavoro, hanno contrassegnato gli elementi fondamentali della modernità di oggi. È grazie al loro lavoro che i loro figli hanno potuto studiare, si sono diplomati e svolgono altre attività. Negli ultimi anni, grazie ai finanziamenti europei, sono nate diverse attività agrituristiche».
FIERO RICERCATORE Su Internet c’è una decina di pagine su di lei. Come mai? «Beh, come ricercatore ho lavorato molto. Sono fiero di essere riuscito a lavorare con uno spirito di servizio nei confronti della collettività, raccogliendo materiali ed elementi della cultura dell’Italia centrale e meridionale da mettere poi a disposizione di tutti. L’incontro con tante vite, che ho filmato e registrato, mi ha emozionato tantissimo. Queste persone, nessuno di loro proprietario terriero, mi hanno trasmesso un grande senso di forza malgrado le difficoltà, le guerre, i problemi e le difficoltà». Storie di emigrazione? «Sì, da Morigerati sin dagli inizi
del ’900 sono emigrati in massa in Brasile, a Belo Horizonte. A partire dagli anni Sessanta, il sindacato organizzata la raccolta di manodopera fra i contadini poveri e tante donne salivano in Piemonte, a fare le braccianti, nelle risaie: una risorsa economica importante per loro». Oggi che impressione le ha fatto la Valle Varaita? «Gli effetti dello spopolamento mi stringono il cuore. Le case sono un po’ più belle rispetto a trent’anni fa. Ritorno a Roma, pensando ai boschi abbandonati e non curati, situazioni che non fanno bene a nessuno. Altrove come in Valle d’Aosta situazioni di montagna simili sono state affrontate meglio, fornendo ai montanari i servizi adeguati. Noi ci siamo lasciati abbindolare dalle città, che hanno creato tanti disadattati nelle metropoli, tante persone sradicate dai loro mondi. Senza però sminuire l’importanza della Fiat e delle fabbriche. Sarebbe stato possibile sviluppare una maggiore autonomia locale». Perché è importante raccogliere le storie delle persone semplici? «È importante raccogliere le testimonianze, tenendo presente che tutto evolve, anche nelle culture. Non bisogna isolarsi nella considerazione dei fenomeni locali. Queste vite hanno valore perché le trovi dappertutto e hanno diversi elementi in comune: un rapporto continuo e raramente conflittuale con l’ambiente naturale, soprattutto, sia in Calabria e in Campania che in Piemonte, o altrove. Sono tanti gli elementi in comune nelle biografie dei contadini che vivono sul pianeta. Non siamo tutti uguali, ma abbastanza simili». i
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Commercializzazione uova: importanti novità
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stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Mipaaf dell’11 dicembre 2009, recante “Modalità per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova”. Il nuovo decreto, recependo le nuove disposizioni comunitarie, abroga il Decreto Mipaaf del 2007 ed aggiorna gli aspetti burocratici per la consegna delle uova destinate all’industria. Di seguito un breve riepilogo delle novità introdotte: Marchiatura delle uova - Tutte le uova di categoria “A” e tutte le uova vendute dal produttore in un mercato pubblico locale o nella vendita porta a porta devono essere marchiate con il codice del produttore ad eccezione
di quelle provenienti da allevamenti provenienti con meno di 50 galline.
- Le uova di categoria “B”, destinate all’industria commercializzate sul territorio nazionale, sono esonerate dagli obblighi di marchiatura. Autorizzazione e revoca dei centri d’imballaggio delle uova I centri d’imballaggio sono autorizzati/revocati direttamente dagli organi regionali previa acquisizione del decreto di
riconoscimento ai sensi del Reg. n. 853/2004. Autorizzazione e revoca dei raccoglitori I raccoglitori sono autorizzati/revocati dalle ASL ai sensi del Reg. n. 852/2004. Tempistica delle lavorazioni Tutte le uova devono essere classificate, stampigliate e imballate entro 10 gg. dalla deposizione ad eccezione delle “EXTRA” (4gg). Attrezzature in dotazione ai centri d’imballaggio Ai centri che lavorano in esclusiva per l’industria (alimentare e non alimentare) non sono richieste le attrezzature per classificare le uova in cat. di peso né la
attrezzature per la marchiatura delle uova. Spedizione di uova dall’industria alimentare Nel caso di imprese che, nello stesso luogo, dispongono di centro d’imballaggio e di centro di sgusciatura, le uova sono stoccate e lavorate in linee di produzione fisicamente separate da quelle destinate al confezionamento per il consumo diretto. Si evidenzia inoltre che nel nuovo decreto, all’art. 7 “Consegna uova al consumatore finale”, le uova devono essere ritirate dal commercio 7 giorni prima del termine minimo di conservazione indicato sull’imballaggio. Sul prossimo numero del Coltivatore Cuneese verranno forniti ulteriori dettagli. m
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Futuro del Miac: un sondaggio tra i produttori
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l consiglio di Amministrazione del Miac di Cuneo ha diramato un questionario per confrontarsi con i produttori sul cosa fare in futuro del Miac. L’attuale presidente, Adriano Cantamessa, ci illustra i motivi di tale questionario. Presidente, il Miac vuole crescere in termini di commercializzazione anche dei prodotti ortofrutticoli. Quali le ragioni di tale scelta? Il Miac è la società di cui si è dotato il Comune di Cuneo, unitamente alle istituzioni territoriali (Regione, Provincia, Camera di Commercio) e alle organizzazioni di rappresentanza del mondo imprenditoriale non solo dell’agricoltura, ma anche del commercio, dell’artigianato e dell’industria, per gestire un mercato cuneese all’ingrosso dei prodotti agroalimentari. Finora l’attività ha riguardato maggiormente il settore zootecnico (con risultati degni di nota poiché il Miac è rimasto l’unico Foro Boario ancora attivo in Italia con una presenza settimanale media di 500 capi bovini). Gli scopi statutari prevedono però una funzione rivolta a tutti i prodotti agricoli e questo è il motivo per cui, non solo da oggi, il Consiglio d’amministrazione s’interroga sull’opportunità di attivare anche
una sezione ortofrutticola. Tale esigenza è stata recentemente amplificata dalla chiusura di alcuni mercati all’origine gestiti dai comuni dell’hinterland cuneese e da una crescente degenerazione delle modalità di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, nel senso che sempre più frequentemente il commerciante ritira il prodotto senza prezzo riservandosi una successiva quotazione unilaterale. L’istituzione di un mercato di adeguato livello avrebbe lo scopo di ridare trasparenza alle transazioni commerciali restituendo la giusta dignità al produttore agricolo. Quali rapporti sono stati curati con i comuni sede di mercato quali quelli dei fagioli che vanno da Boves a Centallo a Caraglio a Castelletto Stura? I Comuni attuale sede di
mercato sono informati delle intenzioni del Miac e c’è la più ampia disponibilità, nel caso si rilevino dal sondaggio in corso le condizioni per l’attuazione dell’iniziativa, d’individuare le migliori sinergie per la valorizzazione delle nostre produzioni agricole d’eccellenza, nella consapevolezza che esse rappresentano indubbiamente una base rilevante del tessuto economico-sociale di ampie aree del nostro territorio. Il Miac sarebbe in grado di fornire servizi migliori rispetto a quelli offerti sinora dalle tradizionali e frammentate sedi di mercato? Il Miac, con modici interventi, ha già le strutture ed i servizi idonei per l’istituzione del mercato ortofrutticolo. Per la logistica dei trasporti su gomma si tenga presente che dal novembre 2011 avrà uno sbocco diretto sullo svincolo della costruenda autostrada CN-AT, mentre per il trasporto su rotaia il Comune di Cuneo, nell’ambito del Piano Regolatore per lo sviluppo del Polo Agroalimentare, ha previsto un raccordo con la ferrovia. Da sottolineare inoltre che presso il Miac ha sede la sala contrattazioni della CCIAA di Cuneo e sono disponibili i collegamenti informatici per la rilevazione dei prezzi su tutte
le piazze d’interesse e per le operazioni Web in collegamento Wi-Fi e tramite il sito: http://miac-cn.com. A seguito del sondaggio tra i produttori, quali saranno i successivi passaggi che il Miac intende attuare? Condizione essenziale per lo sviluppo dell’iniziativa è un reale interesse da parte dei produttori. Se ciò si verificherà gli ulteriori passaggi riguarderanno la sensibilizzazione delle categorie commerciali interessate (grande distribuzione, commercianti all’ingrosso ed al minuto, ristorazione, ecc.) ed un confronto con chi può avere obiettivi comuni per la ricerca delle opportune sinergie: in primo luogo le forme associate (cooperative, O.P.), i Comuni attuale sede di mercato o Comuni che intendano, nell’interesse dei produttori ortofrutticoli del proprio territorio, dare il proprio apporto nell’ambito del Miac, i centri mercatali già operanti, in primo luogo il CAT (Centro Agroalimentare Torino) e quelli della Liguria e Costa Azzurra nonché tutte le forme organizzate per la valorizzazione della produzione agroalimentare (Consorzi di tutela e valorizzazione, Enti Parco, G.A.L., ecc.). m
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Il Corsivo del Coltivatore Corso di taglio
Fattoria Amica continua a crescere: nuovi punti vendita
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010: l’anno dei tagli. Da mesi l’imperativo è sempre lo stesso: risparmiare, fare economia, sfrondare del superfluo. Taglia e taglia, sembra di essere in sartoria. Una sforbiciata alla scuola, un’altra alla sanità, un’altra ancora agli stipendi degli statali. Un taglietto alle pensioni ed una limata alla busta paga, una tiratina di cinghia per l’industria ed una tirata... d’orecchi alle banche. La coperta è troppo stretta? Basta ridurla a striscioline e disporla con qualche interspazio. Come fece Didone, quando le offrirono un terreno grande quanto quello che poteva stare in una pelle di animale e la ridusse a fetucce microscopiche con cui delineare una superficie tanto grande da costruirvi Cartagine! Anch’io, a livello familiare, mi sono adeguato all’andazzo generale. Ho tagliato le maniche delle camicie un po’ consumate ai polsini e le ho trasformate in edizione estiva, ho tagliato i capelli a zero, così, grazie alla macchinetta, risparmio i soldi del parrucchiere, ho tagliato corto con mia suocera che si è offesa, non mi vuole più vedere e mi permette di risparmiare fiato, ho tagliato la paghetta ai miei figli che hanno avviato una vertenza sindacale, ho tagliato con un po’ d’acqua il vino da pasto per farlo durare di più, ho tagliato i brindisi con gli amici con la scusa del palloncino, ha tagliato i giorni di vacanza, visto che sono sempre stati un sogno irrealizzato, ho tagliato la cilindrata dell’auto, il numero delle sigarette, le telefonate, le soste al bar per il caffè e i regali a mia moglie (che non azzeccavo mai!). Adesso aspetto, per confrontarmi con politici, dirigenti di alto bordo, giocatori di football, attori cinematografici e personaggi della tivù: sarebbe bello se aderissero all’invito e partecipassero all’operazione. E non solo simbolicamente, visto che, per loro, qualche biglietto da cento euro vale come una manciata di monetine. Niente forbici, dunque. Non sarebbero abbastanza robuste. Per chi guadagna soldi a palate l’intervento deve essere più drastico: ci vuole la sega elettrica!!!!!! m Bastian Contrari
BOVES – Freschezza e stagionalità: queste le due caratteristiche che meglio contraddistinguono i prodotti ortofrutticoli dell’azienda agricola Pietro Marchisio di Boves. Una qualità garantita da oltre 20 anni di esperienza nel settore agricolo, che i consumatori avranno modo di scoprire nel nuovo punto vendita aziendale presso l’Azienda Agricola sita in Frazione Sant’Anna di Boves. Di stagione in stagione cambierà la proposta dei prodotti in offerta: fragole, lamponi e piccoli frutti, e poi ancora zucchine, insalate fino a fagioli e peperoni, anche in vasetto. m CUNEO – Incoraggiati dall’andamento positivo del punto vendita aziendale, Mattia Dutto e Bruno Giordanengo, imprenditori agricoli di Sant’Anna di Boves, hanno deciso di aprire anche a Cuneo un nuovo punto vendita. “Il Verdurivendolo”, questo il nome del nuovo negozio in via Quintino Sella n. 20, propone i prodotti dell’azienda agricola bovesana per far riscoprire a una clientela sempre più vasta, la stagionalità e i veri sapori dei prodotti locali. m
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Sviluppo sostenibile e ricerca: la Fondazione CRC sostiene le imprese
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i è tenuto lunedì 24 maggio alla presenza di un’ottantina di rappresentanti di associazioni di categoria, imprenditori e centri di ricerca del territorio, l’incontro tra i responsabili del Fondo TTVenture e i possibili fruitori di questa opportunità in provincia di Cuneo. L’incontro è stato introdotto dal consigliere della Fondazione Claudio Streri, che nel corso del suo intervento ha sottolineato come questi particolari enti stiano coniugando nella attuale situazione del nostro Paese il poter fare, che deriva dalle loro importanti disponibilità
finanziarie, con il saper fare, stimolando sul territorio la nascita di iniziative di innovazione. Giuseppe Campanella, presidente di Fondamenta SGR, la società che gestisce TTVenture, ha sottolineato come l’incontro tra TTVenture e la Fondazione CRC sia strategico perché
affianca ad un professionista dell’investimento un ente radicato su un territorio dove la piccola e media impresa, obiettivo principale del fondo, è largamente maggioritaria. Forte è stata la richiesta perché gli imprenditori sappiano farsi vivi con il Fondo, ancora sottoutilizzato in quasi due anni
di attività, dalle aziende del nostro territorio. Camilo Gianinazzi, imprenditore, ha utilizzato per lo sviluppo della sua azienda, che si occupa della ricerca di soluzioni innovative nel campo dell’agricoltura, il Fondo TTVenture. «Il vantaggio di TTVenture è dato dalle tante competenze professionali che il team mette a disposizione e dall’importanza riconosciuta di questo investitore. In Italia non vedo, per lo sviluppo dell’innovazione, realtà efficaci al di fuori dei fondi d’investimento, la cui efficacia aumenta poi quando essi operano in collaborazione con incubatori d’impresa attivi sul territorio». m
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VITIVINICOLO
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Gli albi cedono il passo allo schedario: attenzione alle eventuali anomalie
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ra le novità della nuova Legge 61, che ha sostituito la precedente L. 164/92, spicca quella dell’eliminazione degli albi dei vigneti iscritti ad una DOC o DOCG, in favore dell’istituzione dello schedario, che a sua volta fa parte dell’anagrafe unica. Un pezzo della semplificazione, tanto attesa, che dovrebbe applicarsi, già dalla vendemmia 2010. Il passaggio degli elementi informatici deve però essere ancora meglio definito per fare in modo che il “travaso” da albo a schedario non comporti qualche intoppo e per correggere le immancabili anomalie che scaturiranno,
specie quelle di superficie, considerando il differente metodo di misurazione che ha caratterizzato le due banche dati: gli albi con la misurazione manuale e lo schedario/
anagrafe unica con il sistema GIS. Per i vigneti di nuovo impianto o gli estirpi il caricamento nello schedario è automatico (avviene con l’istanza di
estirpazione/reimpianto) , mentre invece nuove iscrizioni di vecchi vigneti o cambi di titolarità per la conduzione di quelle che tra breve saranno le ex matricole, corrispondenti ai vari albi ,dovranno ancora effettuarsi con il metodo cartaceo. Raccomandiamo quindi ai viticoltori che intendono iscrivere impianti non recenti o che devono variare il nominativo del titolare di provvedere entro il prossimo 30 giugno, con la solita prassi, vale a dire : nel primo caso presentando il mod. A alla provincia, nel secondo l’autocertificazione presso la CCIAA competente. m
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Analisi per i vini doc e docg: i cambiamenti
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n relazione all’art 15 della a nuova disciplina sulle DO, che noi chiamiamo “Legge 61”, le analisi chimiche per la certificazione si estenderanno anche a determinazioni fino ad ora non effettuate, secondo le prescrizioni del reg. CE607/2009 (art. 26) Si aggiungono: zuccheri, acidità volatile e solforosa. Decade l’obbligo per sodio e litio, ma nel saldo tra quanto si toglie e quanto si aggiunge le spese aumentano di circa 10 euro perché le determinazioni di acidità volatile, solforosa e zuccheri (glucosio e fruttosio) sarebbero più costose. “Stiamo verificando – commenta Fabrizio Rapallino, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Cuneo
– se l’analisi del glucosio/ fruttosio sulle tipologie dei vini secchi, che non devono riportare indicazioni distintive o aggiuntive sul contenuto zuccherino, siano effettivamente necessarie o se invece si potessero evitare anche per non gravare
ulteriormente le aziende con spese inutili”. Fino a fine maggio resteranno in vigore i costi attuali (24 euro più IVA), da giugno i laboratori dovrebbero applicare (indicativamente) la tariffa di 35 euro. Si ricorda che in sede di
discussione della nuova Legge 61, Coldiretti proponeva che le analisi sulle DOC divenissero non più sistematiche, ma a campione, questo per evitare inutili aggravi sui costi e perché possono attivarsi altri modi controllare o garantire il prodotto più efficaci. m
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La consulenza tecnica in agricoltura
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apita purtroppo di frequente che l’importanza di taluni servizi non venga riconosciuta fino a quando non ci si sofferma un attimo a ragionarci su. E’ vero, coltivare mais, piantare zucchini, allevare bovini o fare vino non sono operazioni impossibili da realizzarsi: chiunque, con un po’ di buona esperienza e un po’ di preziosa sapienza tramandata dalle generazioni precedenti, può essere in grado di farlo. Ma se tutto questo era sufficiente sessant’anni fa quando, usciti dalla guerra, per soddisfare la crescente domanda di alimenti l’unica parola d’ordine era “produrre” e fare “quantità”, oggi purtroppo non lo è più. Ci troviamo oggi a competere in un contesto globalizzato
in cui produttori dell’altra parte del mondo inviano giornalmente sui nostri mercati
tonnellate di merce a costi per noi improponibili, paesi in cui la superficie media aziendale è
di 200 ettari contro i nostri 7 ettari scarsi, paesi in cui il costo della manodopera è di 10 – 20 volte inferiore a quello della media europea, paesi in cui non esistono regole produttive e non esiste nessuna consapevolezza di tutela e rispetto ambientale. Sarebbe come ritrovarsi a competere con noi stessi sessant’anni fa. Occorre quindi porsi una domanda: è opportuno regredire a condizioni per noi ormai superate al fine di mettersi al pari di questi paesi oppure conviene attendere che anche loro, come è accaduto per noi nel corso della seconda metà del
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neutrali ed imparziali ha fatto nascere al fianco di queste, nuove figure “slegate” da ogni possibile influenza o indirizzo commerciale; tali servizi di persone sono oggi gestiti da svariate istituzioni, pubbliche e private, che per la maggior parte si autofinanziano e che in maniera più o meno congrua vengono sostenute economicamente dalle Regioni e dalle Province. In Piemonte oggi possiamo dividere l’assistenza tecnica in secolo scorso, compiano il loro naturale percorso evolutivo? e nel frattempo allora, noi cosa possiamo fare? La risposta purtroppo è una sola, ormai tanto inflazionata quanto mai reale: fare qualità. Non esistono alternative valide e, soprattutto, non esistono altre soluzioni economicamente vantaggiose. Sarebbe impensabile entrare nel mercato con prodotti di pari caratteristiche e specificità, con l’unica variabile del prezzo: il mercato stesso, come già sta accadendo in alcuni settori, ci taglierebbe fuori. C’è però da fare una premessa indispensabile ed imprescindibile: il concetto di qualità non deve essere solo fine a se stesso, ma deve essere comunicato. Si parla così di “qualità estrinseca”. Se pensiamo a quanti milioni di euro vengono impiegati ogni anno per trasmettere al consumatore le qualità di basso impatto ambientale e di risparmio energetico per un bene di lusso quale l’automobile,
sembra ridicolo che non si possa fare altrettanto per un prodotto alimentare che ogni giorno finisce sulla nostra tavola. Occorre, dopo questa doverosa premessa, individuare quali siano i mezzi più idonei e efficaci per ottenere questo determinante obiettivo: tra i tanti, l’assistenza tecnica assume di sicuro un ruolo di fondamentale importanza. In questo scenario così complesso, i servizi di consulenza agli agricoltori hanno la finalità di fornire delle risposte, offrire consigli, poter indirizzare i produttori, giovani e meno giovani, verso scelte giuste, valide tecnicamente ed economicamente vantaggiose. I divulgatori agricoli sono stati da sempre legati alle ditte sementiere, produttrici di fertilizzanti o di antiparassitari per i quali lavoravano e per i quali per forza di cose hanno sempre avuto un “occhio di riguardo”. Col tempo però la crescente richiesta da parte degli agricoltori di informazioni
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17 due principali tipologie: una consulenza legata al concetto di qualità, come abbiamo visto d’importanza quanto mai fondamentale; un’assistenza rivolta al delicato rapporto agricoltura – ambiente, nel rispetto e nella tutela del territorio in cui l’azienda agricola si trova ad operare. Due tipologie distinte che molto spesso si intersecano fino a quasi sovrapporsi e che tratteremo nel dettaglio nel prossimo numero de Il Coltivatore Cuneese. m
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Aggiornate le tariffe massime per le lavorazioni agromeccaniche 2010
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a commissione provinciale ha discusso ed approvato le tariffe per le lavorazioni agro meccaniche 2010, le novità più sostanziali riguardano gli
adeguamento delle lavorazioni inerenti i livellamenti e le semine con seminatrici combinate, i prezzi di tali operazioni infatti erano basati su parametri tecnici
obsoleti e sono stati aggiornati a livelli più attinenti alle reali tariffe applicate. Sulle restanti voci del prezziario si è operato un adeguamento
in aumento del 2% in linea con l’aumento ISTAT tenuto conto che le voci del tariffario erano ferme dal 2008 non essendoci stato adeguamento nel 2009. m
TARIFFE LAVORAZIONI AGROMECCANICHE ANNO 2010
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Agriasilo, per far crescere il futuro
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iù di tre genitori su quattro sognano di far crescere i propri figli in un agriasilo, un ambiente semplice, familiare e naturale dove giocare all’aria aperta con piante e animali e gustare merende e colazioni genuine. È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg realizzata in occasione di “Far crescere il futuro”, organizzata da Donne Impresa della Coldiretti il 5 maggio a Roma, dove per la
prima volta è stata presentata la più rivoluzionaria innovazione nei processi formativi e di crescita del talento introdotta in Italia per iniziativa soprattutto di giovani imprenditrici agricole che hanno trasformato in diverse regioni le proprie fattorie in asili grazie alle nuove normative. “Si tratta di una concreta dimostrazione della grande modernità dell’attività agricola nella società contemporanea dove si avverte
forte la necessità di ricostruire un rapporto con il mondo reale che è un patrimonio delle nostre imprese che sono impegnate a farlo conoscere anche con l’offerta di servizi innovativi resi possibili dalle nuove leggi sulla multifunzionalità”, afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini. “Gli agriasilo sono una testimonianza del carattere fortemente innovativo e
multifunzionale delle imprese al femminile, che sono arrivate oggi a rappresentare il 40 per cento dell’agricoltura italiana – sottolinea Adriana Bucco, Responsabile Nazionale Donne Impresa – grazie anche alla capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura, che permette, come in questo caso, di rispondere a una precisa richiesta dei cittadini”. m
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S cadenze aziendali
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16 GIUGNO VERSAMENTO ACCONTO ICI Scade il termine per il versamento della prima rata ICI, pari al 50% dell’imposta dovuta calcolata sulla base dell’aliquota dell’anno precedente. Con D.L. n.93 del 27/05/2008 è stato disposto che l’abitazione principale è esclusa dall’Ici. DIRITTO ANNUALE CCIAA 2010 Entro tale data le imprese iscritte al Registro annuale della Camera di Commercio sono tenute al versamento, tramite modello F24, del diritto annuale 2010. L’importo del diritto per le imprese individuali e le società semplici iscritte nella sezione agricola per l’anno 2010 è stato stabilito in euro 88 (ottantotto). Le imprese che esercitano l’attività attraverso unità locali devono versare, per ciascuna di esse, un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale, nella fattispecie 18 euro. VERSAMENTO IRPEF, ADDIZIONALE REGIONALE, COMUNALE ED IRAP SALDO 2009 ED ACCONTO 2010 Entro tale termine devono essere effettuati i versamenti delle suddette imposte a saldo 2009 ed acconto 2010.
25 GIUGNO ACQUISTI E CESSIONI INTRACOMUNITARI Scade il termine per i contribuenti mensili, per la trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Dogane dell’elenco riepilogativo degli acquisti e delle cessioni intracomunitari di beni e servizi resi e ricevuti nel mese di maggio 2010.
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30 GIUGNO IVA REGISTRAZIONE FATTURE Per le fatture di vendita il termine per effettuare la registrazione è stabilito in 15 giorni dal momento in cui sono state emesse. Le fatture d’acquisto devono essere annotate in apposito registro entro l’anno nella cui dichiarazione viene esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta. IVA ESPORTATORI I contribuenti che si avvalgono della facoltà di acquistare o importare beni e servizi senza pagamento dell’imposta devono annotare nei registri di cui agli articoli 23 o 24 ovvero 39, secondo comma, entro ciascun mese, l’ammontare di riferimento all’esportazione e quello degli acquisti effettuati senza pagamento dell’imposta. Il tutto risulta dalle fatture e bollette doganali registrate entro il mese precedente. m
N otizie E P A C A
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Estratto conto elettronico e CUD previdenziale
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’INPS ha predisposto un ulteriore servizio per i propri utenti attraverso gli strumenti di comunicazione telematica ‘l’estratto conto elettronico’. L’operazione “estratto conto elettronico e CUD previdenziale” ha la finalità di consentire agli assicurati di visualizzare “online” la situazione assicurativa e contributiva individuale risultante presso le gestioni assicurative INPS, nonché di provvedere all’aggiornamento della stessa. In altri termini, è possibile verificare, in tempo reale, la completezza e la correttezza dei dati di proprio interesse, nonché di apportare le opportune correzioni. Il “CUD previdenziale” invece, contiene, in modo più analitico, tutti i dati presenti nel quadro previdenziale del modello stesso. DESTINATARI I destinatari dell’operazione sono: - tutti i lavoratori iscritti al Fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica (di seguito, chiamato “Fondo Clero”); - tutti i lavoratori dipendenti che hanno intrattenuto almeno un rapporto di lavoro dipendente nel periodo
domanda di pensione diretta presso l’INPS; - coloro che hanno in corso domanda per il rilascio dell’estratto conto certificativo; - coloro che hanno presentato domanda di ricongiunzione di contributi ad altro Ente.
01.0.2005/31.12.2009; - i lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale obbligatoria che raggiungono l’età pensionabile nel corso del 2010 o nel corso del 2011; - tutti gli iscritti alla Gestione Separata per i quali successivamente al 31.12.2004 sono stati accreditati dei contributi.
SOGGETTI ESCLUSI DALL’OPERAZIONE Non riceveranno le comunicazioni in oggetto: - i titolari di pensione diretta INPS (eccetto assegno di invalidità, invalidità civile, pensione a carico della gestione separata) o presso altro Ente; - coloro che hanno in corso
COMUNICAZIONI Gli interessati all’operazione verranno informati attraverso lettere personalizzate. L’operazione di richiesta di variazione dei dati può essere gestita tramite gli Enti di Patronato che fungeranno da filtro per accertare, attraverso l’esame della documentazione in possesso dell’assicurato, la necessità di procedere alla variazione. Il Patronato Epaca della Coldiretti si propone quale valido interlocutore e pone a disposizione degli interessati la propria competenza in materia. m
EPACA NOTIZIE
VISITE COLLEGIALI INAIL A SEGUITO DI RICORSO È importante sapere che... Le convocazioni alle visite collegiali INAIL avvengono tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. A chi non si presenta alla visita collegiale INAIL e non giustifica l’assenza, l’Istituto provvede ad archiviare la pratica, perdendo, di conseguenza, la possibilità di proseguire con l’eventuale ricorso e/o revisione. È opportuno quindi comunicare telefonicamente l’assenza per evitare disguidi. (i numeri di telefono si trovano sulla lettera di convocazione INAIL).
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SPECIALE NOCCIOLE
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Viaggio-studio tra i noccioleti della Langa. Sinergia CReSO e 4A
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na delegazione di corilicoltori avellinesi è stata ospite del CReSO per un viaggio-studio alla scoperta della coltivazione della Tonda Gentile Trilobata nelle Langhe e nell’Alessandrino. L’iniziativa della Regione Campania e Provincia di Avellino, nata nell’ambito del progetto “Terre antiche del nocciolo”, ha portato, alla fine di maggio, i visitatori campani in una full immersion nella realtà corilicola del territorio piemontese. L’obiettivo del viaggio studio è stato un confronto costruttivo ed uno scambio di opinioni sulla difesa dalle malattie e dai parassiti, al fine di utilizzare correttamente agro farmaci dal basso impatto ambientale con interventi colturali. Il
tutto per non alterare i fragili equilibri biologici del noccioleto e mantenerlo come agroecosistema che arricchisca il territorio dell’Alta Langa sotto il profilo paesaggistico e turistico. Nel corso dei tre giorni di
studio, il gruppo di visitatori ha anche avuto modo di visitare la Piemonte Asprocor e la Ferrero di Alba: un’occasione per parlare di marketing territoriale, qualità e integrazione di filiera. La Campania, con una
superficie di 22 mila ettari e una produzione di 46.000 t, è la prima regione produttrice di nocciole a livello nazionale. C’è una buona integrazione tra le eccellenze qualitative ottenute in Piemonte – destinate a trasformazioni di eccellenza – e la produzione avellinese, adatta a utilizzazioni industriali di massa. Entrambe, ma segnatamente la Campania, soffrono la concorrenza della Turchia, il primo produttore mondiale di nocciole. Il viaggiostudio in Piemonte consente alcuni approfondimenti e riflessioni su aspetti agronomici e di difesa, costituendo un punto di partenza per futuri scambi di carattere tecnico e scientifico tra due regioni vocate alla coltivazione del nocciolo. m
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SPECIALE NOCCIOLE
Nocciola Piemonte IGP: approvate le modalità per la smarchiatura
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partire da quest’anno, tra le numerose novità introdotte per la Nocciola Piemonte IGP, quali le modifiche apportate al disciplinare di produzione con un nuovo piano dei controlli e l’abbinamento esclusivo al nome varietale, è stata prevista anche la smarchiatura. Nel novembre scorso, la Camera dei Deputati aveva infatti licenziato in via definitiva un provvedimento, contenuto all’interno del progetto di legge 2897 (conversione del decretolegge 25 settembre 2009, n. 135 per l’attuazione di obblighi comunitari), già approvato dal Senato, in cui affermava che la “smarchiatura”, adottata a determinate condizioni e per tutti i prodotti IGP, non è sanzionabile. Tale importante norma consente la commercializzazione della nocciola Piemonte anche senza il marchio IGP, qualora le aziende a fine campagna non siano riuscite a vendere tutta la produzione, permettendo così di collocare più facilmente il prodotto sul mercato. Grazie
alla concertazione portata avanti da Coldiretti in questi anni all’interno dei tavoli di filiera, regionali e ministeriali, si è potuti giungere a questo importante strumento di regolamentazione del mercato. Non si tratta però di una marcia indietro o di un ridimensionamento della produzione Nocciola Piemonte IGP, poiché la certificazione rimane oggi l’unica via percorribile per le imprese agricole che consenta loro di distinguere il prodotto sul mercato.
Coldiretti continuerà a lavorare per la valorizzazione della qualità di tutte le nostre produzioni territoriali, tra le quali spicca l’eccellenza della Nocciola Piemonte IGP, ma è certamente importante poter disporre di strumenti flessibili per affrontare i mercati. Infatti tale dispositivo potrà essere adottato solamente a determinate condizioni, previa autorizzazione del Consorzio di Tutela della Nocciola Piemonte, organismo riconosciuto dal Ministero alle Politiche Agricole e
preposto alla vigilanza dell’IGP, a cui proprio nel dicembre scorso è stato rinnovato l’incarico per i prossimi tre anni. Proprio in questi giorni il Consorzio di tutela ha ottenuto l’approvazione dell’apposito regolamento per la smarchiatura da parte del Ministero delle Politiche Agricole. L’autorizzazione del Ministero ha valore retroattivo, esclusivamente per il prodotto certificato al 30 novembre 2009. Il Consorzio è stato il primo a beneficiare di questa possibilità. m
SPECIALE NOCCIOLE
Un successo per “Mestieri e Città”
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i è conclusa a Boves domenica 6 giugno la manifestazione “Mestieri e Città” organizzata dalla città di Boves in collaborazione con l’Assessorato alle Attività produttive, Agricoltura, Territorio, Commercio, Manifestazioni e Pro Loco da giovedì 3 a domenica 6 giugno. Una grande iniziativa espositiva, una mostra sulle professioni ed eccellenze artigiane, una vetrina per i prodotti locali che ha coinvolto tantissime persone. Questo evento ha visto la partecipazione della Coldiretti di Cuneo oltre alla Confartigianato, alla Confcommercio, alle Scuole San Carlo e alla Scuola Edile. Coldiretti Cuneo, con alcune aziende agricole del territorio, su Piazza Italia ha realizzato e gestito una “Fattoria Didattica” con laboratori di mungitura, caseificazione, orticoltura, floricoltura, nonché un percorso per la conoscenza degli animali della fattoria e la scoperta del bosco, del suo fascino e dell’importanza nell’ecosistema. Si è vista la partecipazione di numerose scuole e circa mille alunni hanno partecipato con entusiasmo ai laboratori didattici. Un ringraziamento particolare va fatto a tutte le aziende di Boves che hanno collaborato con il loro grande lavoro e hanno reso possibile l’ottima riuscita della manifestazione, ricevendo consensi e complimenti. m
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LETTI PER VOI
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“Storie per bambini”
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’intitola “Storie per bambini” l’ultima fatica letteraria di Matteo Cadorin. Un nuovo lavoro per il giovane saluzzese, bloccato sulla carrozzella dopo un brutto volo da un tetto. In questi anni, lo scrivere è diventata la grande passione di Matteo, che ora si rivolge ai piccoli lettori più attenti ed esigenti. Il volume, edito dalla Casa editrice Fusta di Saluzzo (94 pagine, in vendita a 14.50 euro) è ben illustrato da Natalia Sizova e si presenta con una formula originale: infatti tutte le storie nate dalla mente fantasiosa di Cadorin si sviluppano interagendo pienamente con i giovani lettori, che diventano coautori delle fiabe. Il libro così permette ai bambini di cambiare gli “attori” e i finali delle diverse storie. Artista a tutto campo, Matteo Cadorin si cimenta nel mondo della letteratura infantile, dopo aver pubblicato altri due libri (“Perché le nuvole?” e “Il tempo e le sue storie”, sempre con Fusta) ed aver partecipato con le sue opere di incisione a punta secca, dipinte e fotografiche ad alcune mostre. m
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La giov in è una co ezza nquista dello sp i si raggi rito che unge solo ad u certa età na ! Albert o
Sordi Dalla ra c aforism colta di i Enrica T e citazioni di Fulcher avecchio i
Prenotazioni URGENTI presso gli Uffici Zona e di Recapito della Coldiretti
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AT T U A L I T À
N° 11 – 1-15 giugno 2010
La birra “Martina” conquista il pubblico a “C’è Fermento”
Q
uando un’iniziativa è “buona”, sotto tutti i punti di vista, non può che avere successo. Così è stato per la presentazione ufficiale della “birra Martina”, frutto della collaborazione tra il gruppo saluzzese di Giovani Impresa Coldiretti, la cooperativa Pausa Cafè e la Casa circondariale di Saluzzo “Rodolfo Morandi”. Il “battesimo” si è tenuto di fronte ad un vastissimo pubblico nella mattinata di sabato 5 giugno, presso i locali dell’ex Caserma Mario Musso di Saluzzo. L’evento si è tenuto in concomitanza con l’inaugurazione di “C’è Fermento”, rassegna dedicata alle grandi birre prodotte da piccoli birrifici artigianali promossa dalla Fondazione Amleto Bertoni. “Martina” è una birra alla frutta a fermentazione spontanea, prodotta con una varietà di pere molto ricercata e in via di estinzione, la Martin Sec, anche nell’ottica di tutelare la biodiversità. Il progetto ha saputo coniugare le finalità dell’imprenditoria agricola con una marcata valenza sociale, offrendo un’opportunità di formazione e di riscatto ai detenuti del “Morandi” impegnati nelle varie fasi della sua realizzazione. L’esperienza e le capacità del mastro birraio Andrea Bertola, inoltre, hanno fatto sì che “Martina” abbia già “incassato”
un prestigioso riconoscimento nel corso della manifestazione riminese dello scorso febbraio, “Pianeta Birra”, classificandosi al secondo posto nella categoria “birre alla frutta”. Nel progetto è stato coinvolto anche l’Istituto d’Arte saluzzese “Amleto Bertoni”, a cui è stata affidata l’ideazione dell’etichetta distintiva di “Martina”, nata dalla creatività degli studenti. A illustrare la grafica della birra è stata la sua autrice, la studentessa Giorgia Gaveglio accompagnata dal Preside dell’Istituto, il prof. Marco Testa, che non ha dimenticato di ringraziare la docente Marilena Drago per la supervisione sul
progetto. “È un piccolo esempio di come l’agricoltura possa creare sviluppo e svolgere contemporaneamente un ruolo sociale”, ha sottolineato Dario Perucca, Delegato provinciale di Giovani Impresa Coldiretti. Ed è anche un esempio tangibile del dinamismo dei giovani agricoltori saluzzesi, rappresentati per l’occasione da Luca Dossetto, Serena Giordanino, Luca Reynaudo e Valentino Sacchetto. Dalla cooperativa “Pausa Cafè” ha quindi preso la parola il prof. Vives, referente per il commercio equo e solidale del caffè direttamente dalla città di Huehuetenango, in Guatemala, che ha illustrato con l’ausilio del Vicepresidente di Pausa Cafè Luciano Cambellotti, in veste di interprete, l’attività svolta per la riduzione dei passaggi di filiera e per uno sviluppo sostenibile delle coltivazioni di caffè. Dopodiché, il
centro dell’attenzione si è spostato nuovamente sulla “protagonista” dell’evento, cioè la birra Martina. “Questo è il risultato assolutamente incoraggiante ottenuto da un’agricoltura aperta al territorio, capace di stare sul mercato e di dialogare con le realtà che sono espressione della società”, ha proseguito Michele Quaglia, Presidente della Zona Saluzzo di Coldiretti. “Il risultato incoraggiante di questa iniziativa ci esorta a proseguire”, ha infine commentato il Presidente provinciale di Coldiretti Marcello Gatto, che ha posto l’accento sulla “nuova consapevolezza che si sta venendo a creare sulle enormi potenzialità dell’agricoltura, che, oltre a generare nuove opportunità di crescita economica, apporta un valore aggiunto in termini di promozione del territorio di cui è espressione, con ricadute sociali estremamente positive”. m
VA R I E
Giovani Impresa protagonisti di “Cinemambiente” a Torino G
rande successo domenica 6 giugno per il mercato di Campagna Amica realizzato da Giovani Impresa Coldiretti Piemonte in occasione di “Cinemambiente”. Sono state oltre 25 le imprese agricole, provenienti da tutto il territorio regionale, che hanno animato la parte iniziale di via Garibaldi offrendo ai numerosi partecipanti le eccellenze delle produzioni agricole. I consumatori hanno potuto apprezzare i
prodotti locali e di stagione realizzati nelle aziende agricole “giovani”, assaporando il gusto genuino dei prodotti a kmØ. In occasione del Bike Pride, tenutosi nella stessa domenica, le aziende di Coldiretti hanno inoltre omaggiato i partecipanti con un frutto di stagione. Ampia e qualificata la presenza
a salute vien mangiando. Con questo slogan Coldiretti Giovani Impresa Cuneo ha deciso di partecipare allo Sport Day realizzato in Piazza Galimberti. Il salotto del capoluogo cuneese è diventato una palestra a cielo aperto in cui i ragazzi hanno potuto provare diverse discipline sportive, dal pugilato all’atletica, dal ciclismo al tennis tavolo. Per rifocillare e rinfrescare i giovani atleti, Giovani Impresa Coldiretti ha offerto a tutti i partecipanti, compresi i genitori che assistevano alle prove dei figli, una mela, arrivando a distribuirne circa 400 kg. La frutta
infatti rappresenta un importante elemento per una corretta e sana alimentazione, fattore base per affrontare le attività sportive. “La presenza di Giovani Impresa Coldiretti a questa iniziativa – dichiara Dario Perucca, Delegato Giovani Impresa –, rappresenta un momento di ulteriore sviluppo della sinergia che ‘coltiviamo’ tra il produttore e il consumatore”. “Abbiamo promosso le nostre iniziative – prosegue Roberto
Nebbiolo Prima: soddisfatti ospiti e produttori
S dei giovani imprenditori cuneesi. m
Sport Day a Cuneo: la salute vien mangiando L
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Lingua, Segretario di Giovani Impresa –, dai mercati, al KmØ, ai punti vendita, e abbiamo sensibilizzato i presenti sull’opportunità di acquistare prodotti di stagione e del nostro territorio”. m
i è chiuso il sipario su Nebbiolo Prima, la manifestazione promossa da Albeisa per il lancio delle nuove annate, 2006 per il Barolo e 2007 per il Barbaresco e il Roero. I partecipanti a questa kermesse hanno espresso soddisfazione soprattutto per le novità inserite nel programma e la presenza di tanti giovani produttori, segno di un rinnovamento ai vertici delle aziende, oltre che della vivacità delle tre denominazioni e dell’amore verso il prodotto simbolo del territorio da parte delle nuove leve. Giudizi positivi sono stati espressi dai produttori, soddisfatti delle occasioni di contatto con gli ospiti e di conoscenza reciproca e dai buyer, per cui l’evento si è confermato di livello e di attrattiva. In ultima analisi, i vini hanno confermato l’andamento meteorologico delle annate: il 2007 si è rivelata elegante, di bella struttura ed equilibrio, grazie all’acidità regalata da un autunno non troppo caldo; il 2006 invece è risultato più classico, di buona persistenza e di ottima longevità, con tannini eleganti che assicurano risultati ottimi in prospettiva per i prossimi anni. m
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Copertura delle vasche di stoccaggio liquami: un aiuto per l’ambiente
U
n interessante progetto di ricerca sostenuto da APS Piemonte, congiuntamente al Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale (DEIAFA) dell’Università di Torino, ha visto al centro dell’attenzione la valutazione di diverse coperture galleggianti per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra dalle vasche di stoccaggio dei liquami. La ricerca, finanziata dalla Regione Piemonte, è stata presentata il 21 maggio a Fossano e si è sviluppata con prove sul campo di quattro differenti tipologie di copertura: granuli di argilla espansa impermeabilizzata; elementi galleggianti di polipropilene espanso in forma esagonale; copertura antiodore di polietilene espanso; membrana in tessuto di fibre poliesteri in grado di recuperare anche il biogas prodotto dai liquami durante lo stoccaggio. APS Piemonte – ha
commentato il presidente Mauro Marengo – ha sempre operato nell’interesse dei produttori suinicoli associati realizzando tutte le azioni possibili per favorire una riduzione
dell’impatto ambientale degli allevamenti. La copertura della vasche costituisce uno degli aspetti su cui lavorare per migliorare ulteriormente la situazione”.
“I risultati della ricerca sono significativi – ha affermato Paolo Balsari, responsabile scientifico del progetto – l’emissione di alcuni gas quali l’ammoniaca, l’anidride carbonica e il metano sono abbattuti in modo importante con l’utilizzo di tutte le tipologie di copertura. La copertura antiodore di polietilene ci consente di quasi azzerare le emissioni sia dell’ammoniaca e sia dei gas serra. Sono risultati più che eloquenti.” L’obiettivo della ricerca era quello di individuare tecniche di copertura che proteggano l’ambiente e conservino la ricchezza fertilizzante dei liquami. La pratica di copertura delle vasche con soluzioni efficaci e poco costose è senz’altro un passo avanti per rendere gli allevamenti suinicoli meno impattanti per l’ambiente.” “Riguardo alla richiesta della deroga sulla Direttiva Nitrati inoltrata all’Unione Europea – ha spiegato Paolo Cumino, in rappresentanza dell’Assessorato regionale all’agricoltura –, deroga che consentirebbe alle aziende locate in zone vulnerabili e che ne faranno richiesta di utilizzare 250 Kg. di azoto anziché gli attuali 170, l’esame da parte degli uffici della Commissione Europea è a buon punto ed entro l’Autunno dovremmo avere una risposta definitiva.” m
N otizie dal mondo dei cavalli
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Il 3 e 4 luglio il trekking dell’A.C.S.T.E.
S
abato 3 e domenica 4 luglio si terrà come da calendario il “1° Trekking dell’Associazione Cuneese Sport e Turismo Equestre”. La meta sarà il rifugio Don Barbera al Colle dei Signori, che verrà raggiunto, per quanto
riguarda gli associati della zona Cuneo, con partenza da Quota 1400, con un tempo di percorrenza di circa 4 ore, oppure dal colle di Tenda in 3 ore. I soci della zona di Ormea avranno la possibilità di scegliere anche loro due punti di partenza, e cioè
Corsi di formazione
S
i informa che la FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani – organizza due Corsi dal titolo “Il Cronotachigrafo Digitale”. I corsi si svolgeranno nei seguenti giorni: - Sabato 26 giugno 2010 dalle ore 8,30 alle ore 12,30: corso per aziende; - Sabato 3 luglio 2010 dalle ore 8,30 alle ore 12,30: corso per conducenti. Per informazioni ed iscrizioni: FAI Via F.lli Silvestro 1 Cuneo 0171.413120 – Fax 0171.412630 – e-mail info@tuttoservizi.cuneo.it
Upega con un percorso di 3 ore, oppure Monesi con un percorso di 5 ore. Per tutti l’appuntamento sarà sabato sera al rifugio, per consumare la cena, in compagnia e allegria, per poi, domenica mattina, rientrare ai punti di partenza ripercorrendo a ritroso i percorsi fatti il giorno prima. Si fa presente che trattandosi di un trekking di montagna la buona riuscita è condizionata dalle condizioni atmosferiche, comunque i cavalli avranno a disposizione fieno ed acqua, mentre per i cavalieri sarà disponibile la struttura del rifugio, oppure, in base ad accordi presi con la direzione del Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, piazzare le tende nella zona adiacente. È sottinteso che per la buona riuscita del trekking è necessario
31 N.B.: IL TREKKING HIE ALLE MESC VIATO È STATO RIN
ICA 11 LUGLIO
A DOMEN
conoscere il numero dei partecipanti con buon anticipo, per questo chi è interessato può telefonare in tempi brevi a Lino 333.9791318 oppure a Guido Nardini 339.1986557.
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P R O P O S T E D ’A F F A R I
N° 11 – 1-15 giugno 2010
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