CN/CONV/0969/2010
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N째
OTTOBRE 2010
INDICE Regione Abruzzo La gestione dei rifiuti in Abruzzo dalle attuali criticità alle buone pratiche ambientali a cura della Direzione Protezione Civile Ambiente - Servizio Gestione Rifiuti p. 5 Gestione rifiuti Nuove regole per smaltire i rifiuti inerti di Silvia Barchiesi p.
Ambiente e sostenibilità Il “compost Abruzzo” scende “in campo”: al via i campi dimostrativi di Silvia Barchiesi p.
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Manifestazioni e convegni L’invito alla tutela delle aree protette di Silvia Barchiesi
p.
24
Adriatica Oli S.r.l. Oli esausti da utenza domestica: la realtà abruzzese di Silvia Barchiesi
p.
26
15
Rifiuti: la mappa dello smaltimento in regione di Silvia Barchiesi p. 16 Rifiuti: al via la proroga per il conferimento fuori ATO di Silvia Barchiesi
p.
19
Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti Lanciano Verso l’ottimizzazione del ciclo integrato dei rifiuti di Silvia Barchiesi p. 28
ARTA Abruzzo Obiettivo: sostenibilità ambientale di Alberto Piastrellini
p.
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ACIAM spa Raccolta differenziata: esperienze a confronto di Germano Contestabile p. 30
EDITORIALE
Free Service srl Edizioni - Falconara M. (AN) - Supplemento n. 2 al n. 10 Ottobre 2010 di Regioni&Ambiente
SULLA QUESTIONE RIFIUTI L’ABRUZZO CERCA SOLUZIONI DEFINITIVE E DURATURE “Il tema dello sviluppo è oggi fortemente collegato anche ai doveri che nascono dal rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale. Questo è stato donato da Dio a tutti e il suo uso rappresenta per noi una responsabilità”. Sono parole significative quelle del Pontefice, Benedetto XVI, espresse nell’Enciclica “Caritas in veritate”, tanto più quando il problema da affrontare è legato allo smaltimento dei rifiuti e, quindi, al rispetto per la salute umana e al futuro dell’ecosistema. Per questo nella nostra regione, l’Abruzzo, noi che abbiamo la responsabilità di governare siamo consapevoli di dover affrontare la questione con impegno, nella ricerca di soluzioni definitive e durature e nel pieno rispetto della legalità. E questo deve tradursi in azioni razionali e concrete che consentano di superare un nemico insidioso come l’emergenza che spesso è la principale responsabile di decisioni provvisorie e non sempre adeguate. Di fronte ad un problema che investe i cittadini e che ci richiama alla responsabilità del bene comune, l’impegno della Regione, dunque, è di mettere a punto un sistema che coinvolga tutto il ciclo integrato dei rifiuti, la cui gestione dipende ancora troppo dallo smaltimento in discarica, che deve invece rappresentare una soluzione residuale. Sappiamo, inoltre, che è indispensabile coordinare l’azione su più fronti, nella consapevolezza che la criticità del problema dei rifiuti è anche culturale. È necessario, infatti, far comprendere ai cittadini l’importanza di pratiche virtuose come la raccolta differenziata, ma soprattutto educare al rispetto dell’ambiente, riducendo alla base la produzione di rifiuti. Manca, inoltre, una corretta informazione sulle diverse soluzioni tecniche proposte, come il recupero delle materie per il riuso e il recupero energetico. Il lavoro da fare è complesso e articolato, richiede un impegno senza sosta alla ricerca delle soluzioni più efficaci. Tutto questo sta avvenendo in Abruzzo, grazie anche all’apporto del CNR, che collabora alla ricerca delle migliori tecnologie con l’obiettivo del rafforzamento del sistema impiantistico. In tal senso, le parole del Pontefice rappresentano un forte monito: non si può restare inermi davanti al problema dei rifiuti, che invece necessita di una immediata soluzione risolutiva, altrimenti continuerà ad aggravarsi, provocando irreversibili danni sociali e ambientali. Gianni Chiodi Presidente della Regione Abruzzo
REGIONE ABRUZZO
LA GESTIONE DEI RIFIUTI IN ABRUZZO DALLE ATTUALI CRITICITÀ ALLE BUONE PRATICHE AMBIENTALI a cura della Direzione Protezione Civile - Ambiente - Servizio Gestione Rifiuti
1 IL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI Il settore della gestione dei rifiuti urbani nella regione presenta, allo stato attuale, alcune criticità, come di seguito sintetizzabili: - un’eccessiva frammentazione istituzionale nella gestione dei servizi (n. 14 Consorzi intercomunali e/o loro Società) ed un insufficiente coordinamento e/o sinergie tra le diverse realtà; - differenze operative anche tra aree contigue, con numerose carenze gestionali, da parte dei soggetti interessati, dell’impiantistica dedicata al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti; - disomogeneo sistema di regolazione dei costi (TARSU/TIA, tariffe di conferimento, tariffe “ecoristoro”, etc.) ed insufficiente utilizzo di politiche e strumenti di “ecofiscalità”; - “performance ambientali” in ritardo rispetto agli obiettivi nazionali e regionali (obiettivi di RD, riciclo, recupero energetico, smaltimento in discarica, etc.), salvo alcune realtà positive. Nel settore, a seguito delle politiche regionali, si stanno delineando nuove caratteristiche come: - essere un settore economicamente rilevante e di crescente interesse; - con un livello tecnologico ed impiantistico in fase di sviluppo secondo modelli più avanzati, colmando ritardi storici (dallo smaltimento al recupero/riciclo); - con tendenze sempre diffuse da parte degli EE.LL. ad attuare buone pratiche ambientali di settore (es. riorganizzazione dei servizi, raccolte differenziate “porta a porta”, iniziative per la riduzione della produzione dei rifiuti, etc.). Nell’ambito del settore della gestione dei rifiuti speciali, a fronte di una “rete diffusa” di impianti di operatori privati, per le attività di stoccaggiotrattamento-recupero, si riscontra una mancanza di impianti di smaltimento
per rifiuti speciali pericolosi e non, con la conseguente mobilità in uscita degli stessi1. 2. LA NORMATIVA REGIONALE VIGENTE Con la L.R. 19.12.2007, n. 45 “Norme per la gestione integrata dei rifiuti”, la Regione Abruzzo si è dotata di un Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR). Le priorità assunte dal PRGR sono le seguenti: • invertire l’attuale tendenza alla crescita della produzione di rifiuti (nel periodo 2000/2005 si è registrato un aumento del + 19.4%); • massimizzare le opportunità di recupero di materia dai rifiuti, attraverso lo sviluppo delle raccolte differenziate (prioritariamente con sistemi domiciliari), finalizzate sia al reinserimento nei cicli produttivi di materie prime da esse derivate, sia alla produzione di compost con valorizzazione del contenuto organico del rifiuto in termini agronomici; • garantire il pretrattamento dei rifiuti non intercettati dalle raccolte differenziate, al fine di assicurare un miglior controllo delle fasi di smaltimento finale ed una riduzione degli impatti ambientali ad esse associati; • valorizzare le opportunità di recupero energetico dei rifiuti, a determinate condizioni, attraverso processi di assoluta garanzia dal punto di vista delle prestazioni ambientali associate; • minimizzare le necessità di smaltimento in discarica, puntando sul lungo periodo al tendenziale annullamento del flusso di rifiuti così destinati. Il PRGR ha individuato e delimitato n. 4 Ambiti Territoriali Ottimali (ATO)2: • ATO n. 1, comprendente tutti i Comuni della Provincia di Teramo; • ATO n. 2, comprendente Comuni delle Province di Pescara e Chieti; • ATO n. 3, comprendente Comuni della Provincia di Chieti; • ATO n. 4, comprendente tutti i Comuni della Provincia di L’Aquila.
ATO
Province interessate
n. Comuni
n. abitanti
ATO n. 1
Teramo
47
301.869
ATO n. 2
Pescara, Chieti
67
445.702
ATO n. 3
Chieti
83
256.265
ATO n. 4
L’Aquila
108
304.393
-
305
1.308.229
Totale
Fonte: PRGR - Servizio Gestione Rifiuti Gli Enti Locali partecipano obbligatoriamente negli ATO, in cui deve essere costituita una Autorità d’Ambito (AdA) ed alla quale è trasferito l’esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti. Negli ATO devono essere garantiti: • gli obiettivi di raccolta differenziata definiti nel PRGR; • l’autosufficienza di smaltimento; • la presenza di almeno un impianto di trattamento a tecnologia complessa, con discarica di servizio. Il PRGR prevede inoltre: • la predisposizione di Programmi straordinari per la promozione della diffusione delle raccolte differenziate, programmi per la prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti, programmi per la riduzione dei rifiuti organici da conferire in discarica, programmi per la diffusione degli acquisti verdi; • l’obbligatorietà di attivazione di servizi di RD per la frazione organica, il verde, la carta ed il cartone, le pile ed i farmaci scaduti; • in particolari contesti territoriali lo sviluppo della pratica del compostaggio domestico (autocomostaggio); • utilizzo di ammendanti compostati e frazioni organiche stabilizzate per gli usi consentiti; • lo sviluppo tecnologico dell’impiantistica (impianti di trattamento FOS/ CDR, impianti di compostaggio, impianti di digestione anaerobica, etc.) • la realizzazione di una rete regiona-
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le di “stazioni ecologiche - centri di raccolta” e “piattaforme ecologiche” per il conferimento e trattamento di rifiuti riciclabili; • la verifica del raggiungimento degli obiettivi di RD al fine di attivare il recupero energetico dei rifiuti urbani. La Regione, gli Enti Locali singoli o associati ed i gestori dei servizi devono promuovere la diffusione degli “acquisti verdi” e provvedere all’approvvigionamento di beni attraverso prodotti provenienti dal mercato del riciclaggio. Per l’attivazione di iniziative collegate all’attuazione del D.M. 203/03 (GPP), il PRGR prevede l’approvazione di un “Programma d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici” (art. 25). 3. GLI INDIRIZZI PROGRAMMATICI DEL GOVERNO REGIONALE La gestione dei rifiuti in Abruzzo deve essere concepita sempre più secondo un’ottica industriale, essere allineata ai più avanzati modelli europei, trasformarsi da problema sociale, economico, di sicurezza e di legalità, a risorsa sotto il profilo occupazionale, sociale, economico e di trasparenza, nonché possa costituire una nicchia per sperimentare ricerca ed innovazione anche al fine della riduzione a monte dei rifiuti ed alla produzione sostenibile di energia. Le più efficaci forme di applicazione riguardanti la gestione dei rifiuti, ed in particolare dei rifiuti urbani, prodotti dalla società moderna, evidenziano il ruolo fondamentale del cosiddetto approccio integrato, in cui confluiscono le pratiche della riduzione dei rifiuti, del recupero di materie prime e di energia. La Giunta Regionale d’Abruzzo, presieduta da Gianni CHIODI, ha definito con il “Programma di Governo - Schede Obiettivo Macroarea di Intervento n. 9”, alcuni prioritari indirizzi programmatici nel settore della gestione dei rifiuti3. Il Presidente della Giunta Regionale, con nota prot.n. 193/Seg/PE del 16.07.2009, ha puntualizzato alcuni aspetti della gestione del ciclo integrato dei rifiuti su cui basare l’aggiornamento del vigente quadro normativo regionale di settore. Si riportano alcuni passaggi della nota inviata al competente Assessore alla Protezione Civile - Ambiente: “Omissis ... Si ritiene che sia molto im-
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portante raggiungere alcuni obiettivi di rilievo delineati dalla L.R. 19.12.2007, n. 45 “Norme per la gestione integrata dei rifiuti”4 e s.m.i., in particolare per le seguenti priorità: 1. eliminazione della frammentazione istituzionale del settore, oggi caratterizzata dalla presenza di ben n. 14 Consorzi Comprensoriali Rifiuti, attraverso una prima rilevante razionalizzazione degli stessi con la costituzione delle Autorità d’Ambito di cui agli articoli 14 e 16 della legge regionale richiamata; 2. realizzazione di un ciclo integrato dei rifiuti che preveda, soprattutto, la finalizzazione utile e certa dei materiali derivati dalle attività di recupero (es. CDR ed ammendante compostato) ed in cui lo smaltimento finale dei rifiuti (discarica), sia effettivamente una fase residuale. In relazione agli indirizzi politicoprogrammatici, si è provveduto ad approvare, da parte della Giunta regionale un documento denominato: “Linee di indirizzo per l’aggiornamento della normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti”5 e ad insediare un “Tavolo di concertazione” che vede la partecipazione dei soggetti coinvolti (Province, Consorzi intercomunali e/o loro Società, Associazioni, etc.). 4. IL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI In Abruzzo la gestione dei rifiuti urbani spetta ai Consorzi intercomunali e/o loro Società SpA, quindi ai soggetti pubblici o a prevalente capitale pubblico. Vi è attualmente una forte frammentazione. Sono ben n. 14 gli attuali “Comprensori” di gestione dei rifiuti urbani. Gli assetti societari sono diversi. I comprensori sono organizzati in Società SpA a prevalente capitale pubblico o interamente pubbliche, altri sono Consorzi Intercomunali o Unione di Comuni, completamente pubblici. In molti comprensori i servizi non sono gestiti in modo associato dagli stessi. Infatti i soggetti gestori dei servizi, sono oltre 150 (suddivisi per le attività di smaltimento, trattamento, raccolta, raccolte differenziate, spazzamento strade, etc.), in molti casi i servizi sono gestititi dagli stessi Comuni in forma diretta (in economia) e/o affidati a ditte terze private, a Società SpA pubblico/privato, a Coop sociali, etc.
Per fare un solo esempio6, nella Provincia di L’Aquila, il servizio di raccolta indifferenziata nella provincia presenta un assetto gestionale con n. 61 operatori, su n. 91 comuni esaminati, compresi i n. 49 Comuni che gestiscono direttamente il servizio di raccolta dell’indifferenziato (in economia). Esiste, pertanto, in regione, una grande varietà di sistemi gestionali dei servizi pubblici di settore che negli anni si sono stratificati a causa della mancata riforma del sistema (realizzazione ATO). La Legge n. 42 del 26/03/2010, pubblicata sulla G.U. n. 72 del 27/03/2010, prevede la soppressione delle Autorità d’Ambito Territoriali previste dagli articoli 148 e 201 del D.Lgs 152/2006 s.m.i. Entro un anno dalla pubblicazione delle Legge, gli atti compiuti dagli ATO, ove già costituiti, saranno considerati nulli e le Regioni dovranno attribuire con legge le funzioni già esercitate dagli ATO. Si dovrà rivedere la legge regionale per definire a chi spetteranno le competenze sino ad ora attribuite agli ATO che dovranno essere soppressi, dopodichè ogni atto compiuto da queste autorità dovrà considerarsi nullo. 5. DATI GENERALI DEL SISTEMA DI GESTIONE DEI RU Nella Tab. 1 che segue si rappresenta il quadro sintetico della produzione, raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti urbani riferito ai dati 2009. Si segnala il ritardo con cui le Province (OPR) inviano le informazioni alla Regione Abruzzo (ORR), secondo le disposizioni di cui all’art. 5, comma 7 della L.R. 45/07 e s.m.i. (entro febbraio di ogni anno). La L.R. 19.12.2007, n. 45 “Norme per la gestione integrata dei rifiuti”, ha previsto il raggiungimento dei seguenti obiettivi minimi di RD: 40% entro il 2007; 50% entro il 2009; 60% entro il 2011. La Regione Abruzzo ha avviato con DGR n. 1090/2006 (Bando pubblico), un’attività tesa a promuovere la riorganizzazione dei servizi di raccolta differenziata. I Comuni interessati dalla riorganizzazione dei servizi di RD sono circa n. 70. È in preparazione un “Piano straordi-
Tab. 1 - Sintesi dati Produzione RU e RD Regione Abruzzo - 2009 Produzione RU (t/a) 2002/2009 - Abruzzo 2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
Var. 2002/2009
Var. 2007/2009 -2,26%
L’Aquila
139.960
147.449
155.085
157.697
157.065
158.981
161.251
157.606
12,61%
Teramo
159.112
159.080
170.964
175.058
175.598
170.667
175.442
175.701
10,43%
0,15%
Pescara
130.261
144.303
159.709
157.719
162.874
164.235
165.102
163.644
25,63%
-0,88%
Chieti
182.216
180.861
195.266
203.596
201.407
204.816
201.959
193.924
6,43%
-3,98%
Abruzzo
611.549
631.693
681.024
694.070
696.944
698.699
703.754
690.875
12,97%
-1,83%
Fonte: Servizio Gestione Rifiuti - RR. Dati in fase di verifica da parte degli Enti/ORR. Sintesi dati Produzione RU e RD Regione Abruzzo - 2009
Fonte: Servizio Gestione Rifiuti -ORR. Dati in fase di verifica da parte degli Enti/ORR. RIEPILOGO DATI RD 2009 - ABRUZZO
L'Aquila
Superficie (kmq)
Nr. Abitanti (Ab/a)
5.036,80
310.414
RD
(t/a)
28.026,98
RUI
(t/a)
129.578,70
RU totale (t/a)
RU pro capite (kg/ ab*a)
%RD
157.605,68
507,73
17,78%*
Teramo
1.944,93
311.002
51.715,17
123.986,32
175.701,49
564,95
29,45%*
Pescara
1.224,67
319.215
38.288,60
125.355,14
163.643,74
512,64
23,78%* 28,90%* 24,98%*
Chieti Abruzzo
2.588,35
398.114
56.933,72
136.990,33
193.924,05
487,11
10.794,75
1.338.745
174.964,47
515.910,49
690.874,96
516,06
Fonte: Servizio Gestione Rifiuti/ORR. Ottobre 2010. *Dati calcolati dall’ORR mediante sistema regionale CARIREAB in corso di verifica in collaborazione con gli Enti interessati. nario per la RD”, ai sensi dell’art. 24, comma 3 della L.R. 45/07 e s.m.i., che dovrebbe essere assistito da fondi FAS di cui al QSN 2007 -20137. La RD è stata generalmente concepita, fino dal recente passato, come un servizio aggiuntivo al normale circuito di raccolta del rifiuto destinato a smaltimento, mediante l’introduzione di contenitori stradali dedicati (campane, cassonetti, etc). Questo schema organizzativo si è mostrato inadeguato rispetto alle nuove linee di tendenza ed agli obiettivi di legge previsti. Si può affermare che necessita continuare lo sforzo che la Regione Abruzzo ha in corso per promuo-
vere e diffondere sul territorio le raccolte differenziate secondo “sistemi integrati”, basati su servizi di raccolte differenziate domiciliari e/o di prossimità. 6. LE ATTUALI CRITICITÀ DEL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI Nell’ultimo “Rapporto sulle attività di smaltimento al 15.08.2010)8, sono state evidenziate le diverse situazioni che hanno causato le criticità ambientali nel sistema di smaltimento dei rifiuti urbani, in particolare esistenti nelle Province di Teramo e L’Aquila. Con la DGR 2.01.2007, n. 1190 “L.R.
28.04.2000, n. 83 e s.m.i. - art. 32. Attività di smaltimento dei rifiuti urbani. Provvedimenti regionali straordinari”9, la Regione Abruzzo, ha delineato ai soggetti territoriali (Province, Consorzi comprensoriali, Comuni, etc.), un “programma-quadro” di azioni ed interventi per l’uscita dalle situazioni di criticità. Agli Enti territoriali sono state delegate le relative decisioni per la scelta definitiva dei siti e delle tipologie degli impianti di smaltimento/ trattamento da attivare e/o ri-attivare. Il “criterio di priorità” seguito per la realizzazione/riattivazione di impianti di smaltimento/trattamento, è stato sempre quello di intervenire su siti già interessati
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dalla presenza di impianti di smaltimento e/o “compromessi” sul piano della situazione dei luoghi (destinazione d’uso di PRG modificata, impianti esistenti, etc.). 6.1. IL SISTEMA IMPIANTISTICO REGIONALE - RETE INTEGRATA Il sistema impiantistico di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani definito dal PRGR, si basa sulla flessibilità impiantistica e sull’integrazione di processi impiantistici specificamente orientati alla ottimale gestione delle diverse tipologie di rifiuti urbani derivanti dalle raccolte e dei flussi di rifiuti derivanti dai trattamenti stessi. Sono previsti in ogni ATO, in linea generale, almeno: • impianti a supporto delle raccolte differenziate (Piattaforme, Stazioni ecologiche e/o Centri di raccolta). • n. 1 impianto di compostaggio o di digestione anaerobica; • n. 1 impianto di TMB (CDR, FOS, etc.); • discariche di servizio agli impianti complessi; In considerazione anche di sperimentazioni in fase di avvio nel contesto regionale, lo sviluppo dell’impiantistica di compostaggio é comunque da considerarsi estendibile e compatibile con il ricorso anche a tecnologie integrative di tipo semplificato impianti di comunità, autocompostaggio, favorendo ed incentivando una partecipazione allargata da parte della popolazione e degli operatori agricoli presenti sul territorio. In particolare, si ritiene che possa avere pari dignità l’ipotesi di sviluppo di impianti basati su processi di trattamento di tipo anaerobico con recupero di biogas. Il PRGR individua nel trattamento termico e nel recupero energetico dei rifiuti urbani o di derivazione urbana una componente non prevalente, complementare al riciclaggio (art. 26). In particolare, si prevede che il trattamento termico di frazioni non altrimenti riciclabili di rifiuti urbani o di derivazione urbana sia ammissibile al raggiungimento di un valor medio regionale di RD pari al 40%. Le potenzialità di trattamento termico di rifiuti urbani e flussi derivati in impianti dedicati non potranno comunque superare complessivamente il 25% del quantitativo di rifiuti urbani prodotto in Regione (circa 170.000 t/a). Un’ulteriore quota di CDR, pari a 60.000 t/a può essere destinata ad impianti indu-
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striali (es. cementifici) in sostituzione di combustibili fossili. L’analisi del sistema di gestione degli impianti è stata effettuata con il “4° Rapporto sulle raccolte differenziate - dati 2008”10. Nella tabella alla pagina seguente si riporta il quadro generale del sistema impiantistico di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani. 7. PROVVEDIMENTI VARATI DALLA REGIONE ABRUZZO PER GARANTIRE LA CONTINUITA’ DELLE ATTIVITA’ DI SMALTIMENTO/TRATTAMENTO DI RU Per affrontare le situazioni di insufficiente autonomia per le attività di smaltimento dei RU, in alcune aree territoriali, si è provveduto nel 2010, ad emanare, anche a seguito dell’evento sismico del 6 aprile 2009, i seguenti provvedimenti: 1. DGR n. 780 del 21/12/09 “L.R. 19.12.2007, n. 45 “Norme per la gestione integrata dei rifiuti” e s.m.i. - Art. 4, comma 1, lett. v). Autorizzazione sino al 30.06.2010 a conferire rifiuti di origine urbana in impianti di smaltimento e/o trattamento ubicati in Province e/o Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) diversi e disposizioni regionali inerenti l'esercizio di impianti di gestione dei rifiuti ubicati nella Provincia di L’Aquila”11. 2. DGR n. 513 del 24.06.2010 “L.R. 19.12.2007, n. 45 "Norme per la gestione integrata dei rifiuti" e s.m.i. - Art. 4, comma 1, lett. v). Autorizzazione sino al 31.12.2010 a conferire rifiuti di origine urbana in impianti di smaltimento e/o trattamento ubicati in Province e/o Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) diversi e disposizioni regionali inerenti l'esercizio di impianti di gestione dei rifiuti ubicati nella Provincia di L’Aquila”12. Inoltre si è provveduto da parte del Servizio Gestione Rifiuti (SGR) a: 1. attivare collaborazioni tra operatori pubblici del settore di realtà extraregionali (es. discarica di Isernia, località “Tufo colonico”) ed abruzzesi; 2. a sollecitare la sottoscrizione di un “Accordo di programma” con la Regione Molise approvato con DGR n. 428 del 10.08.0913; 3. accelerare e definire le procedure per il rilascio di nuove autorizzazioni per la realizzazione ed esercizio di impianti di smaltimento/recupero.
La Regione Abruzzo - Servizio Gestione Rifiuti, ha sempre garantito soluzioni alle attuali difficoltà nelle attività di smaltimento, con l’emanazione ed attuazione di provvedimenti e specifiche azioni ed interventi, nonché con grande dispendio di energie, considerate la precarietà dell’assetto logistico e del personale esistente. Si riassumono alcune azioni: a. Approvazione di DGR per l’attuazione di accordi tra Province/ATO/ Consorzi diversi per garantire la continuità delle attività di smaltimento dei RU. b. Riorganizzazione e diffusione dei servizi di RD secondo modelli domiciliari (porta a porta e/o dii prossimità). Si è varato un documento nell’ambito del Programma regionale FAS-PAR per la definitiva predisposizione il 1° Programma straordinario per la riorganizzazione delle RD e completamento dei programmi in materia di raccolta differenziata ai sensi della L.R. 45/07 e s.m.i. Inoltre, a seguito del raggiungimento degli obiettivi di RD (incrementi di %RD) previsti dal “Sistema Premialità - FAS”, si stanno predisponendo gli atti per l’ottenimento delle risorse assegnate (ca. 6.5 mil/Eu). c. Attuazione iniziative in materia di promozione dell’utilizzo degli ammendanti compostati di (Accordo di Programma Regione - CIC), avviato ad Aielli con il marchio di qualità “Compost Abruzzo”14, protocollo d’intesa “Campi dimostrativi” per l’utilizzo degli ammendanti compostati, etc. d. Attuazione di Piani e programmi, inerenti le attività di riuso, riciclo e recupero di energia dai rifiuti (Piano RUB, Piano di raccolta rifiuti portuali, Piano imballaggi e rifiuti di imballaggio, rifiuti agricoli, etc.). e. Accelerazione dei procedimenti amministrativi (AIA, AU, CdS, rinnovi, diffide, approvazione PdA, procedure di bonifiche, etc.), che richiedono anche più personale, per il quale il SGR, da tempo, é in una fase di “forte insufficienza”, inadeguato rispetto alla mole di lavoro da dover portare avanti15; f. Attuazione del nuovo Accordo quadro regionale Regione Abruzzo - CONAI, per il potenziamento delle raccolte differenziate degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio,
Sistema impiantistico regionale di trattamento e smaltimento rifiuti urbani TIPOLOGIA
Piattaforme Ecologiche autorizzate
Discariche in esercizio
Discariche autorizzate - non in esercizio
Impianti TMB e Impianti di compostaggio autorizzati
Impianti mobili di trattamento RU
IMPIANTI n.
UBICAZIONE
PROVINCIA
TITOLARITÀ
GESTIONE
Aielli
AQ
ACIAM SpA
ACIAM SpA
Sulmona
AQ
COGESA Srl
COGESA Srl
Avezzano*
AQ
ACIAM SpA
ACIAM SpA
Cupello
CH
CIVETA
CIVETA
Lanciano
CH
Consorzio RSU
Consorzio RSU
Loreto Aprutino*
PE
Ambiente SpA
-------
Alanno*
PE
Comune di Alanno
Mantini (P)
Notaresco
TE
CIRSU SpA
SOGESA SpA
Sant’Omero*
TE
Unione di Comuni
-------
Spoltore (Colle Cese)
PE
Ambiente SpA
DECO SpA (P)
Chieti (Casoni)
CH
Comune di Chieti
DECO SpA (P)
Lanciano (Cerratina)
CH
Consorzio RSU
Ecologica Sangro SpA (P)
Cupello (Valle Cena)
CH
CIVETA
CIVETA
Villa S.Lucia (Saette Lunghe)
AQ
Comune di Villa S.Lucia
Comune di Villa S.Lucia
Comune di Sante Marie (Santa Giusta)
AQ
SEGEN SpA
SEGEN SpA
Magliano dei Marsi (Topanico)
AQ
Comune di Magliano dei Marsi
Tecnologie Ambiente Srl (P)
Castel di Sangro (Bocche di Fòrli)
AQ
Comunità Montana
ASA Ambiente Srl
Sulmona (Noce Mattei)
AQ
COGESA Srl
COGESA Srl
Atri (Santa Lucia)**
TE
Consorzio Piomba – Fino - Atri
-
Notaresco (Casette di Grasciano)**
TE
SOGESA SpA
SOGESA SpA
Villavallelonga (La Parata)
AQ
Comune di Villavallelonga
ACIAM SpA
Poggio Picenze (Le Tomette)
AQ
Comune di Poggio Picenze
DECO SpA (P)
Ofena (Piedicellara)
AQ
Comune di Ofena
Comune di Ofena
Navelli (Pagano)
AQ
Comune di Navelli
Nuova MC Srl (P)
S. Benedetto dei Marsi (Sbirro Morto)**
AQ
Comune di S. Benedetto dei Marsi
-------
Gioia dei Marsi (Valle dei Fiori)**
AQ
ACIAM SpA
-------
Aielli (La Stanga)
AQ
ACIAM SpA
ACIAM SpA
Avezzano (Borgo Incile)
AQ
Cesca Contestabile (P)
Ecocompost Marsica (P)
Castel di Sangro (Bocche di Fòrli)
AQ
Comunità Montana
ASA Srl
Sante Marie (Santa Giusta)
AQ
SEGEN SpA
SEGEN SpA
Sulmona (Noce Mattei)
AQ
COGESA Srl
DANECO SpA
Cupello (Valle Cena)
CH
CIVETA
CIVETA
Chieti (Casoni)
CH
DECO SpA (P)
DECO SpA (P)
Notaresco (Casette di Grasciano)
TE
CIRSU SpA
SOGESA SpA
Teramo (Carapollo)
TE
TE.AM. SpA
TE.AM. SpA
Ancarano
TE
Ecoconsul (P)
Ecoconsul (P)
Lanciano (Cerratina)
CH
Consorzio RSU
Ecologica Sangro SpA (P)
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Fonte: Servizio Gestione Rifiuti - Ottobre 2010. (P) Privato. * Piattaforma non in esercizio. ** Impianto di smaltimento da realizzare.
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approvato con DGR n. 275 del 1.06.200916. g. Attuazione di altri accordi volontari interessanti altre filiere (CIC per produzione compost qualità, Consorzi per “campi dimostrativi”, rifiuti agricoli, rifiuti portuali, rifiuti da C & D, rifiuti sanitari, GDO, prevenzione e riduzione rifiuti, controlli ambientali, lotta all’inquinamento, etc.). Sono n. 19 gli Accordi volontari in fase di gestione e/o conclusione, da parte del SGR/ORR17. 8. LE MODIFICHE PROPOSTE ALLA LEGISLAZIONE REGIONALE Con la DGR n. 611 del 2.11.200918, la Giunta Regionale ha proposto: a. di stabilire la necessità e l’urgenza di procedere all’adeguamento/aggiornamento della normativa regionale, ai sensi delle disposizioni del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. e della normativa regionale riferita alla gestione dei rifiuti urbani ed alla bonifica dei siti contaminati, costituita dalla L.R. 19.12.2007, n. 45 e s.m.i., secondo gli indirizzi e le fasi dettati nei seguenti punti b) e c); b. in materia di gestione integrata dei rifiuti urbani 1. valutazione, in riferimento alle nuove disposizioni comunitarie e nazionali, delle modifiche, opportune e/o necessarie, da apportare alle norme regionali di settore al fine di consentire il conseguimento degli obiettivi di cui alla L.R. 45/07 e s.m.i.; 2. verifica delle disposizioni riferite all’art. 3 “Definizioni”; 3. valutazione delle norme in materia di “Sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani” (art. 13); 4. valutazione ed eventuali modiche alle disposizioni inerenti le “Competenze istituzionali” (artt. 4, 5, 6, 7 e 8); 5. modifiche alle disposizioni inerenti la “Valorizzazione energetica dei rifiuti urbani” (art. 26), riferite alle modalità di avvio a recupero energetico del CDR e dei rifiuti urbani in impianti di incenerimento dedicati, introducendo eventualmente meccanismi di carattere competitivo tra ATO diversi (es. riferiti ai livelli di % RD da raggiungere) ed a cui far seguire, una volta approvate le nuove norme dal Consiglio Re-
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gionale, l’approvazione di un “Documento di indirizzo”, da parte della Giunta Regionale, attuativo delle stesse, contenente in particolare: • criteri per l’individuazione delle aree maggiormente vocate in relazione all'ottimizzazione dei costi gestionali e, comunque, nel rispetto dei criteri di localizzazione degli impianti fissati dal presente piano regionale; tenendo conto che in tal caso l’ambito territoriale ottimale per la gestione di tali rifiuti è l’intero territorio regionale; • le migliori tecnologie applicabili in funzione delle più significative esperienze maturate nel contesto nazionale ed internazionale; • indirizzi operativi al fine di garantire la prevalente partecipazione delle AdA alle attività di gestione; • specifiche prescrizioni per garantire misure e campionamenti in continuo ed analisi. modifiche ad alcune disposizioni in materia di “Procedure semplificate per l’autosmaltimento ed il recupero dei rifiuti” (art. 51); verifica ed eventuali modifiche e/o integrazioni delle disposizioni riferite al “Sistema sanzionatorio” (art. 64); verifica delle disposizioni in materia di “Ambiti Territoriali Ottimali - ATO”, riferite al procedimento amministrativo di istituzione e funzionamento delle “Autorità d’Ambito - AdA” (artt. 14, 15, 16, 17 e 18), con particolare riferimento: • alle modalità per la costituzione anche attraverso i Consorzi comprensoriali; • all’iter di cessazione delle attività dei Consorzi comprensoriali esistenti; • all’esercizio dei poteri sostitutivi; verifica delle norme (artt. 19, 20 e 21), in tema di affidamento diretto dei servizi pubblici locali (in house providing) e gestioni esistenti, in ragione dell’evoluzione della giurisprudenza nazionale (Cassazione, Consiglio di Stato, TAR, etc.) e comunitaria (Corte Europea di Giustizia);
10.valutazione delle ipotesi e delle risultanze ai fini della consultazione e del confronto con Enti locali, le organizzazioni del settore e le parti sociali (Tavolo di concertazione); 11.verifica di ulteriori interventi normativi, compatibili con gli indirizzi politico-amministrativi e le finalità del DDLR, in relazione a proposte che potranno essere avanzate nel corso della consultazione e del confronto di cui ala punto i); c. in materia di bonifica dei siti contaminati 1. valutazione, in riferimento alle nuove disposizioni comunitarie e nazionali (D.Lgs. 4/08), delle modifiche, opportune e/o necessarie, da apportare alle norme regionali di settore al fine di consentire il conseguimento degli obiettivi di cui alla L.R. 45/07 e s.m.i. e valutazioni in rapporto alle pregresse disposizioni già applicate; 2. aggiornamento dell’anagrafe dei siti contaminati di cui alla DGR n. 1529 del 27.12.2006 e della DGR n. 257 del 19.03.2007 avente per oggetto: “Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale - Titolo V - Disposizioni di indirizzo in materia di siti contaminati”, nelle quali sono riportati tutti i siti per i quali sono state avviate le procedure ai sensi del Titolo V del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (es. verifica del superamento delle CSC, etc.). L’anagrafe dei siti contaminati costituisce l’insieme complesso delle informazioni relative ai siti da bonificare e rappresenta il mezzo per la registrazione dei dati necessari alla gestione degli interventi di bonifica; 9. LE PRINCIPALI PROPOSTE RISOLUTIVE PER IL SISTEMA DI SMALTIMENTO RIFIUTI URBANI AL FINE DI USCIRE DALLE CRITICITA’ GESTIONALI 9.1 In Provincia di Teramo con il rilascio delle AIA per la discarica di “SOGESA SpA” di Notaresco e per la discarica del “Consorzio Piomba-Fino” di Atri, è possibile entro 1l 31.12.2010 ripristinare l’autosufficienza delle attivi-
tà di smaltimento dei RU in questo ATO (se realizzate), per un medio periodo superiore ai 5 anni. Rimane da decidere sul futuro della discarica di Tortoreto (iniziativa da parte di: Comune, Provincia e Regione). Non sono state presentate altre proposte concrete dai Consorzi intercomunali della Provincia di Teramo e dagli EE.LL. interessati, che abbiano il requisito della condivisione e della concretezza. Non vi sono notizie sui vari siti indicati dalla Provincia di Teramo, ai sensi della DGR 23.11.2009, n. 119019. 9.2 In Provincia di L’Aquila il percorso d’uscita dalle attuali criticità, almeno nel comprensorio marsicano (Gioia dei Marsi) e pelino (Sulmona), è stato delineato concretamente e condiviso dagli Enti interessati (COGESA Srl, ACIAM SpA, Comunità Montana Alto Sangro e Segen SpA). È necessario individuare e realizzare per il comprensorio di “L’Aquila capoluogo” un invaso che garantisca per i prossimi anni un servizio alle aree interessate anche in funzione dello smaltimento dei residui delle macerie (ipotesi di ampliamento della discarica di Barisciano, previo parere favorevole del Comune di Barisciano). 9.3 In Provincia di Pescara è necessario attivare, in tempi brevi, l’iter amministrativo per la realizzazione di un nuovo sito di smaltimento per garantire le attività per il medio-lungo termine (8-10 anni), considerato che l’ampliamento della discarica di “Colle Cese” (in istruttoria da parte del SGR), potrà garantire una autosufficienza di ca. 2 anni. Risulta necessario, a tal proposito, che la Provincia di Pescara aggiorni urgentemente il PPGR. 9.4 In Provincia di Chieti si rende necessario definire l’eventuale ampliamento della discarica di “Cerratina” di Lanciano (in corso di valutazione), la realizzazione dell’impianto di TMB (impianto fisso di trattamento dei RU) e potenziamento della piattaforma RD e valutare da parte del CIVETA le ulteriori necessità di smaltimento per il periodo di lungo termine nonché il potenziamento delle linee di trattamento delle frazioni organiche (ammendante compostato) e dei fanghi da depurazione. Inoltre necessita prioritariamente: • Avviare le politiche di prevenzione e riduzione della produzione dei ri-
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fiuti urbani secondo i nuovi indirizzi europei20. Sono pochissimi i Comuni impegnati in queste politiche. Potenziare tutte le iniziative finalizzate alla diffusione delle raccolte differenziate secondo sistemi integrati (porta a porta e/o di prossimità), da parte dei Consorzi e/o Comuni, per conferire meno rifiuti in discarica ed avviare più materiali a riciclo (Filiere CONAI e filiera CIC dell’organico)21. Molte realtà stanno assumendo la consapevolezza delle attuali criticità e la necessità di profondere un maggior impegno per il potenziamento e diffusione delle RD secondo sistemi domiciliari, come auspicato dal Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo22. necessario inoltre23: In Provincia di Teramo - decidere per la riattivazione della discarica di Tortoreto. Per la discarica di “Irgine” di Notaresco si attendono gli ultimi pareri tecnici richiesti. Permane una situazione di opposizione del Comune di Notaresco. In Provincia di L’Aquila - accelerare le procedure per l’esercizio del 2° lotto dell’impianto di smaltimento di Sulmona ca. 90.000 mc), per il quale vi è la previsione apertura il 1° ottobre 2010 e la realizzazione del nuovo invaso di “Gioia dei Marsi”, definire la volontà di realizzazione della discarica di Capistrello e per quella di San Benedetto dei Marsi. Decidere per la realizzazione di un nuovo sito di smaltimento per il comprensorio di L’Aquila Capoluogo24. In Provincia di Chieti - Decidere per l’ampliamento della discarica di “Cerratina” di Lanciano e sulle esigenze di smaltimento per il comprensorio del vastese. In Provincia di Pescara - accelerare le procedure per l’ampliamento (variante non sostanziale di ca. 90.000 mc) della discarica di “Colle Cese” di Spoltore, definire la realizzazione di un nuovo bacino di smaltimento ai fini dell’autosufficienza per il lungo periodo. Definire il completamento dell’iter amministrativo per la discarica di Pianella, costruita per attività emergenziali. Inoltre, decidere per la realizzazione di un impianto di trattamento-recupero delle frazioni organiche da RD che, nel frattempo, dovranno continuare ad essere conferite in impianti di compostaggio
extra-provinciali. In sintesi, vi è la necessità di realizzare un sistema di smaltimento RU basato su pochi e medio - grandi bacini di smaltimento per un’autosufficienza decennale, almeno n. 1 bacino grande e/o n. 2 bacini medio-grandi, per Provincia/ATO, nella previsione di una continua diminuzione dei conferimenti in discarica. La Regione Abruzzo intende, inoltre, portare avanti tutte le diverse iniziative in corso che si basano sinteticamente su alcune priorità riguardanti il sistema impiantistico e dei servizi di RD: • Realizzazione della “rete regionale delle piattaforme ecologiche, stazioni ecologichee centri di raccolta” (rispettivamente in esercizio, in fase di istruttoria e/o autorizzazione). • Attuazione dei programmi di rafforzamento e diffusione dei servizi delle “raccolte differenziate domiciliari”, in particolare per completare, secondo il programma regionale RUB, le RD delle frazioni organiche e Attuazione dei programmi di “minimizzazione della produzione dei rifiuti urbani” (Programma regionale per la riduzione della produzione dei rifiuti “Ridurre e riciclare per vivere meglio” di cui alla DGR n. 1012 del 29.10.2008)25. • Attuazione dei programmi regionali relativi agli imballaggi e rifiuti di imballaggio (sistema CONAI). • Attuazione dei programmi regionali relativi ai Rifiuti Urbani Biodegradabili (Programma regionale RUB - Accordo CIC per il programma di utilizzo del “Compost Abruzzo” di cui alla DGR n. 604 del 26.10.200926). Iniziative relative ai “Campi dimostrativi”27 e “Mondo Compost”28. • Ristrutturazione degli “impianti di TMB” esistenti (compostaggio, digestione anaerobica e bioessicazione) e realizzazione degli impianti di nuova programmazione. • Approvazione di “nuovi bacini di smaltimento” e dei “Piani di Adeguamento” (PdA) delle discariche (procedura d’infrazione UE - D.Lgs. 36/03 e s.m.i. - Procedura di infrazione UE 2003/4506” “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti” nei confronti del nostro Paese. • Attuazione dei programmi e de-
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gli interventi di “bonifica dei siti potenzialmente contaminati” (Procedura di infrazione UE 2003/2077 “Discariche abusive e incontrollate” nei confronti del nostro Paese)29. • Altre iniziative, che per brevità si ritiene opportuno non segnalare in questo rapporto, possono essere reperite anche sul sito web della Regione Abruzzo. CONCLUSIONI La situazione regionale relativa alle attività di smaltimento RU richiede la massima attenzione ed un impegno straordinario da parte di tutti gli attori del sistema, al fine di: - garantire, prioritariamente, la continuità delle attività di smaltimento dei rifiuti urbani evitando possibili emergenze ambientali; - delineare l’uscita definitiva dalle attuali situazioni di criticità e di “non autosufficienza” degli ambiti provinciali (in particolare: L’Aquila e Teramo) delle attività di smaltimento dei RU; - diffondere le iniziative di riduzione della produzione dei RU, di preparazione al riutilizzo e di recupero di materia (riciclo); - attivare le iniziative, già previste nell’ambito della L.R. 45/07, finalizzate alla chiusura del ciclo integrato
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dei rifiuti urbani, attraverso la previsione del recupero energetico dei rifiuti urbani (impianto-i dedicato-i), tenendo conto delle migliori tecnologie disponibili (MTD) - utilizzare, nel miglior modo possibile, tutte le risorse pubbliche messe a disposizione dalla Regione Abruzzo nel comparto ambientale della gestione dei rifiuti; - attuare la programmazione regionale di settore come delineata dal PRGR di cui alla L.R. 45/07 e s.m.i. Occorre, infine rammentare che un miglioramento della situazione per le attività di smaltimento è determinato soprattutto dalla diminuzione dei rifiuti da conferire in discarica, rafforzando tutte le attività di riduzione della produzione dei rifiuti e di riciclo (raccolte differenziate con sistemi domiciliari). Si ribadisce, altresì, la necessità di prendere urgenti e definitive decisioni, da parte delle Autorità preposte ai vari livelli, istituzionali ed operativi (es. Comuni, Consorzi comprensoriali, etc.), non più rinviabili, in merito alla realizzazione di nuovi siti di smaltimento e/o loro ampliamento, come proposto nella DGR n. 1190/07, rammentando, comunque, la “residualità” di tale segmento nel ciclo integrato di gestione dei rifiuti e considerando che rimangono prioritarie le attività di prevenzione,
di riduzione della produzione dei rifiuti, di preparazione al riuso e di riciclaggio e recupero energetico, anche ai sensi della nuova Direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti30. Se non si realizzeranno i nuovi impianti di smaltimento autorizzati dalla Regione Abruzzo31, si prevede, stante l’attuale produzione di RU e livelli di RD ed aumenti di volumetrie nell’ambito delle modifiche non sostanziali delle autorizzazioni (+10%), la saturazione degli impianti esistenti entro il 2011-2012. Infatti, si è avuto un leggero slittamento rispetto alle previsioni del PRGR (vedasi a tal proposito il PRGR a pag. 270, cap. 7.6.7), in relazione alle nuove volumetrie che sono state realizzate e/o reperite (es. Avezzano, Sante Marie, Sulmona, Notaresco, Cupello, etc.) o vi è stato il supporto di altri siti di smaltimento, anche extra-regionali32, che sono state soluzioni tampone, comunque, insufficienti. Si ritiene, altresì necessario, definire l’Accordo di programma proposto alla Regione Molise con DGR n. 428 del 10.08.200933. Le modifiche all’impianto normativo della L.R. 45/07 e s.m.i. (è stata redatta una proposta di DDLR), al fine di prevedere la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti con il ricorso al “recupero energetico dei rifiuti non altrimenti
riciclabili” attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie del settore (MTD BAT)34, sono attualmente al vaglio del “Tavolo di concertazione”. Le riunioni sono state sospese in attesa dell’approvazione definitiva delle modifiche al “Codice ambientale”, in discussione in Parlamento35. La Regione Abruzzo ha previsto inoltre risorse finanziarie per il “settore rifiuti” per la realizzazione di impianti (RD, Trattamento, etc.) di cui al PRTTRA 2006-2008 e s.m.i. (oltre 15 Mil/Eu) e con il programma FAS/PAR 2007-2013 (RD, Impianti di trattamento, compostaggio, riduzione rifiuti, etc. - 24 Mil Eu) e POR/FESR 2007-2013 (bonifiche siti contaminati - 23 Mil/Eu). Inoltre ha richiesto alle Province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, di verificare puntualmente nei confronti dei Comuni e dei Consorzi comprensoriali l’attivazione di tutte le azioni obbligatorie e/o necessarie per diminuire i quantitativi di rifiuti urbani ed assimilati conferiti in discarica ed in modo particolare l’attuazione del Programma regionale sui Rifiuti Urbani Biodegradabili (RUB), di cui alla DGR n. 167 del 24.02.200736, nonché una verifica dello stato delle proprie competenze in materia di promozione, controlli e sanzioni nei confronti degli Enti inadempienti, soprattutto in riferimento: • all’attivazione obbligatoria dei servizi di raccolta differenziata (RD), ai sensi della L.R. 19.12.2007, n. 45 e s.m.i., programmi e direttive regionali di applicazione; • al rispetto delle disposizioni in materia di Tributo Speciale (L.R. 17/06 e s.m.i.); • al rispetto delle disposizioni contenute negli atti autorizzatori rilasciati per gli impianti (art. 208 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. - D.Lgs. 59/05 e s.m.i., etc.); • all’attuazione del Sistema Sistri di cui al D.M. 9.07.2009 e s.m.i.37 • all’attuazione delle disposizioni di cui al D.M. 8.04.2008 e s.m.i. (Centri di Raccolta)38.
Note al testo 1
Vedi Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti – L.R. 19.12.2007, n. 45 e s.m.i. – www.regione.abruzzo.it 2 Con nota prot.n. 16401/DR4 del 17.09.2009, il SGR ha provveduto a relazionare al Presidente della Giunta regionale sullo stato di attuazione degli ATO al Settembre 2009. 3 www.regione.abruzzo.it 4 BURA n. 10 Straordinario del 21.12.2007. 5 DGR n. … 6 Rapporto RD 2009. 7 Delibera CIPE 82/2007. 8 www.regione.abruzzo.it - Gestione Rifiuti e Bonifiche. 9 Pubblicata sul BURA Speciale Ambiente n. 2 del 2.01.2007, reperibile sul sito web della Regione Abruzzo - Gestione Rifiuti e Bonifiche. 10 DGR n. 588 del 26.07.2010. www. regione.abruzzo.it 11 BURA n. 2 Speciale Ambiente del 29.01.2010. 12 BURA n. 43 Speciale Ambiente del 28.07.2010. 13 BURA n. 44 Speciale Ambiente del 4/11/2009. 14 DD n. DR4/203 del 28.10.2009. 15 Si rammenta che sono in fase di scadenza i contratti dei collaboratori (co. co.pro.) del SGR (dicembre 2010). Si stanno gestendo delicate procedure d’Infrazione UE. Si sta portando avanti un poderoso programma di bonifica dei siti contaminati. Sono in fase di esercizio i programmi FAS e POR, etc. 16 Pubblicata sul BURA Speciale Ambiente n. 27 del 17.07.2009. 17 www.regione.abruzzo.it 18 BURA n. 49 Speciale Ambiente del 20.11.2009. 19 BURA Speciale Ambiente n. 2 del 2.01.2008. 20 Direttiva 2008/98/Ce. 21 Rappresenta la priorità del PRGR e quindi dell’azione del Servizio Gestione Rifiuti. 22 Si rimanda l’analisi della situazione alla pubblicazione del Rapporto RD 2008. www.regione.abruzzo.it 23 Sono riportati i principali provvedimenti su cui concretizzare l’azione amministrativa e di “decisione politica”. 24 Alcune proposte sono state già avanzate nell’agosto 2007 c/o Provincia di L’Aquila (Comuni di Barisciano e e/o Poggio Picenze). 25 BURA Speciale Ambiente n. 85 del
28.11.2008. 26 BURA Speciale Ambiente n. 604 del 26.10.2009. 27 DD n. 119 del 14.07.2010. 28 DGR n. 349 del 3.05.2010. 29 La realizzazione dei programmi descritti, può dipendere molto dal rafforzamento o meno delle unità lavorative a disposizione del SGR. 30 GUCE L 312 del 22.11.2008. 31 Es. Notaresco, Atri, Gioia dei Marsi. 32 Ampliamenti di siti esistenti ed utilizzo di impianti extra-regionali (Molise). 33 BURA Speciale Ambiente n. 44 del 4.11.2009. 34 Progetto Obiettivo n. 9 – Schede progettuali del Programma di Governo. 35 Schema di decreto legislativo approvato dal CdM il 16.04.2010. 36 BURA Speciale Ambiente n. 71 del 5.09.2007. 37 G.U. 13.07.2010, n. 161. 38 G.U. 4 maggio 2010, n. 102.
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GESTIONE RIFIUTI
Dalla Giunta regionale una Delibera sulla tracciabilità dei rifiuti da costruzione e demolizione
NUOVE REGOLE PER SMALTIRE I RIFIUTI INERTI di Silvia Barchiesi
Costituiscono una quota percentuale rilevante della produzione totale di rifiuti in tutti i paesi della Unione Europea e rappresentano circa il 25% in peso di tutti i rifiuti prodotti in Europa. Si tratta dei rifiuti da demolizione e costruzione (come terriccio, calcestruzzo, ferro, laterizi, porcellana, ceramica, gesso, asfalto, legno, vetro, ecc.), la cui produzione pro-capite a livello europeo, secondo i dati più recenti sul flusso dei rifiuti C&D nei Paesi dell’Unione Europea, supera i 480 kg/ ab anno e la cui produzione complessiva ammonta a circa 470 Mt/a. Di questi, circa 180 Mt/a derivano da costruzione e demolizione di fabbricati e oltre 350 Mt/a da costruzioni stradali e escavazioni. Se poi si guarda i rifiuti di casa nostra, si nota che in Italia si producono 354 Kg annui/abitante di rifiuti da demolizione e costruzione: la maggior parte, circa il 53%, proviene dal settore della microdemolizione residenziale; una parte consistente, circa il 39%, da attività di microdemolizione del patrimonio edilizio non residenziale; mentre una minima parte, circa il l’8%, proviene dalle demolizione di interi edifici. E in Abruzzo? In questa regione la produzione dei rifiuti da C&D, essenzialmente rifiuti inerti, secondo i dati più recenti, ammonta a circa 206.309 tonnellate, pari al 22% del totale dei rifiuti speciali prodotti. Di questi ben l’83.8% viene avviato a recupero. Ecco la mappa regionale della produzione di rifiuti da C&D: - L’Aquila, 38.814 tonnellate; - Chieti, 68.740 tonnellate; - Pescara, 55.216 tonnellate; - Teramo 48.039 tonnellate. Al di là della quantità, varia da provincia a provincia anche la composizione dei materiali da C&D, sia per la diver-
sa origine dei rifiuti, sia per le diverse tecniche costruttive locali, il clima, l’attività economica e lo sviluppo tecnologico della zona, nonché per la disponibilità locale di materie prime e materiali da costruzione. Ricostruire l’analisi dei flussi dei rifiuti da C&D risulta dunque problematico: questo genere di rifiuto, molto spesso estraneo a qualsiasi quantificazione e monitoraggio, viene, infatti, prodotto da settori diversi e segue percorsi differenti e difficilmente “tracciabili”. Di qui la necessità di definire e uniformare sul territorio regionale le modalità applicative, di competenza dei Comuni, ai sensi dell'art. 39, comma 2, della L.R. 19.12.2007, n. 45 e s.m.i., della tracciabilità dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) e per accertare le loro quantità. Per questo, la Giunta regionale ha approvato con la D.G.R. n. 514 del 28 giugno 2010 una Direttiva sui rifiuti da costruzione e demolizione, “Direttive regionali per l’applicazione da parte dei Comuni delle disposizioni di cui all’art. 39, comma 2 della L.R. 19.12.2007, n. 45 e s.m.i.”, condivisa da tutti gli attori del settore: rappresentanti degli Enti Locali (Unione delle Province e Lega delle Autonomie Locali) e delle Associazioni di categoria (Confindustria, Associazione Nazionale Costruttori Edili - ANCE). Con questa Delibera, ogni Comune deve prevedere che per ogni intervento edilizio derivante da concessione edilizia, autorizzazione, dichiarazione di inizio attività o altro atto comunale di assenso, il titolare del provvedimento autorizzativo o il direttore dei lavori, dichiari la stima dell’entità e della tipologia dei rifiuti da C&D prodotti, l’autocertificazione attestante la presenza o meno di sostanze contenenti amianto nell’unità catastale oggetto di intervento ed il luogo o impianto ove si intende conferire i rifiuti da C&D.
Alla domanda di permesso/comunicazione/DIA presentata al Comune territorialmente interessato, dovranno essere allegati i seguenti documenti: - Modulo 1 “Rifiuti da C&D”, che contiene le informazioni relative alla stima dell’entità e della tipologia dei rifiuti inerti da C&D prodotti, specificando il tipo di intervento edilizio, l’ubicazione, la gestione dei rifiuti, il luogo e/o impianto di destinazione finale, la tipologia e le quantità dei rifiuti - Modulo 2 “Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà”, che contiene informazioni sulla presenza o meno di amianto nei rifiuti stessa. La rimozione dei materiali pericolosi è infatti di fondamentale importanza per poter ottenere, dal processo di demolizione, materiali non contaminati che possano essere facilmente avviati al riciclo. Alcune sostanze rilasciate durante la demolizione possono, infatti, contaminare non solo gli altri rifiuti da C&D, ma anche penetrare nell’atmosfera o nel terreno, oltre ad esporre a rischi gli operatori che eseguono la demolizione. Identificare la natura dei rifiuti da C&D prodotti e soprattutto quantificarli è utile ai fini del loro riutilizzo, ad esempio per sottofondi stradali, riempimenti, ripristini ambientali, ecc. Insomma, la Direttiva volta a “fotografare” e “tracciare” i rifiuti da C&D non è altro che un passo in avanti verso la promozione di una cultura del riciclo degli stessi che, invece, troppo spesso vengono abbandonati e/o smaltiti in modo incontrollato e illegale. Alla Delibera, volta a disciplinare e monitorare una parte del ciclo dei rifiuti speciali, farà presto seguito la definizione di un Accordo quadro regionale su tutta le gestione dei rifiuti da C&D.
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“Rapporto sulle attività di smaltimento dei RU-2010”
RIFIUTI: LA MAPPA DELLO SMALTIMENTO IN REGIONE Criticità, proposte e soluzioni presentate dal Servizio Gestione Rifiuti della Regione di Silvia Barchiesi
Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, la situazione in Abruzzo non ha mai assunto la valenza di “emergenza ambientale”. È quanto emerge dalla nuova edizione del “Rapporto sulle attività di smaltimento dei RU-2010”, elaborato dal Servizio Gestione Rifiuti (SGR) della Regione Abruzzo e disponibile sul sito www.regione.abruzzo.it, volto a scattare la fotografia del flusso dei rifiuti in Abruzzo e a delineare la mappa delle criticità ambientali in regione. A finire sotto la lente di ingrandimento del Rapporto del 2010 è la produzione e lo smaltimento dei rifiuti urbani del 2008. Sono, infatti, in corso di acquisizione da parte dell’Osservatorio Regionale Rifiuti i dati provinciali riferiti al 2009. Sebbene non sfoci ancora nell’emergenza, la situazione, in Abruzzo, non è confortante. L’Abruzzo arranca e il Rapporto 2010 conferma le stesse problematiche già segnalate dall’edizione del 2009, specie nelle attività di smaltimento delle province di Teramo e L’Aquila. Nella mappa dei rifiuti abruzzesi sono proprio in queste province le criticità più gravi. Tanto per cominciare nel comprensorio de L’Aquila, da circa 15 anni vi è la mancanza di un sito volumetricamente adeguato in grado di garantire il regolare conferimento dei RU prodotti principalmente dal Comune che, invece, conferisce i propri rifiuti urbani, insieme ad altri piccoli Comuni, negli impianti di Aielli (ACIAM SpA) e Sulmona (Cogesa SpA) e in località “Tufo colonico” di Isernia (Molise). Mentre è in corso di analisi uno studio per l’individuazione di un nuovo sito di smaltimento per il comprensorio aquilano e sono in corso di valutazione 10 ipotesi, le piccole discariche esistenti (Poggio Picenze, Navelli, Pizzoli, Villa S.Lucia Ofena, ecc.), sono già al colasso, perchè chiuse o in fase di saturazione o inadeguate secondo il D. Lgs. 36/03 e s.m.i. Risulta in esercizio solo quella di Navel-
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li (in cui conferiscono rifiuti i Comuni di Navelli, San Benedetto in Perillis e Collepietro). È in corso di chiusura definitiva quella di Pizzoli, ed è in previsione di riattivazione quella di Poggio Picenze, attualmente chiusa, in vista della finale saturazione della volumetria ancora disponibile (ca. 6.000 mc). La situazione sfiora l’emergenza e rischia il collasso nel comprensorio della Marsica, dove le discariche attualmente in esercizio (Sante Marie e Magliano dei Marsi), sono prossime alla saturazione e garantiscono un’autonomia operativa solo per i prossimi mesi. Di qui l’avvio del nuovo impianto di Gioia dei Marsi (ACIAM SpA - ca. 365.000 mc) tra circa 2 mesi, mentre il nuovo impianto di compostaggio di Aielli punta al potenziamento delle attuali linee di trattamento e la discarica esistente nel Comune di Sante Marie mira all’ampliamento nel Comune di Capistrello. Anche nel Comprensorio di Sulmona, il 1° lotto della discarica di servizio è in fase di saturazione e sono iniziati i lavori di realizzazione di un 2° lotto per ca. 70.000 mc; così come è vicino al limite l’impianto che serve il Comprensorio dell’Alto Sagro. Ma nella mappa dei rifiuti regionali anche la Provincia di Teramo è segnata in “rosso”. Qui i Comuni conferiscono da oltre due anni in località “Carapollo” di Teramo, nella discarica di “Colle Cese” di Spoltore (PE), mentre i rifiuti trattati (FOS) vengono conferiti in altri siti Cerratina di Lanciano, Sogliano sul Rubicone (Emilia Romagna). É stata inoltre rilasciata l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alla discarica per rifiuti non pericolosi presentata dalla SOGESA SpA di Notaresco che dovrà sorgere in località Casette di Grasciano, nel Comune di Notaresco (TE) per servire i Comuni del comprensorio CIRSU SpA e quelli dell’Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Teramo (ATO n. 1).
Mentre i Comuni del Comprensorio Val Vibrata conferiscono in via temporanea i rifiuti nella discarica “Cerratina” di Lanciano (CH), è previsto un ampliamento della discarica ubicata in località “Salinello” di Tortoreto, impianto attualmente sottosequestro da parte della Magistratura. L’eventuale riapertura della discarica è condizionata dal pronunciamento definitivo sia della Magistratura, che del Comune di Tortoreto. Nell’impianto “Cerratina” di Lanciano conferiscono anche i Comuni del Comprensorio Piomba-Fino. Qui è stata rilasciata l’AIA per la realizzazione di una nuova discarica di 90.000 mc. Ma il “problema rifiuti” in Abruzzo non è circoscritto alle sole province di Teramo e de L’Aquila. Se queste arrancano nella gestione dei rifiuti, la loro “sofferenza” comincia, infatti, a pesare anche sulle province di Chieti e Pescara che, facendosi carico di conferimenti extra-territoriali d’emergenza, rischiano la precoce saturazione delle proprie discariche. Maggiormente a rischio è la provincia di Pescara che può contare su di un’autosufficienza territoriale di smaltimento RU di circa un anno e mezzo, massimo due, in caso di ampliamento della discarica di Colle Cese, unico sito attivo in provincia e attualmente a servizio anche del pescarese e del tramano, per cui è stata presentata una richiesta di ampliamento di circa 97.000 m3. Tra i progetti in cantiere, ma ancora sulla carta, volti a scongiurare il “collasso-rifiuti”, figura la discarica per rifiuti non pericolosi, che dovrebbe essere realizzata dalla DECO SpA in località “Caparrone”, nel Comune di Collecorvino (PE) a seguito della bonifica dell’ex discarica comunale. Il Servizio Gestione Rifiuti ha segnalato in diverse riunioni la necessità di individuare nell’ambito provinciale, un nuovo sito di smaltimento per rifiuti urbani trattati al fine di garantire l’autosufficienza territoriale nel medio-lungo termine.
Di qui la proposta del SGR abruzzese di avviare una “procedura sostitutiva”, con la nomina di un “commissario ad acta”, per la progettazione e realizzazione di un impianto di trattamento e riciclaggio delle frazioni organiche (impianto di compostaggio e/o di digestione anaerobica), provenienti dalle utenze domestiche e dalle grandi utenze e da avviare a compostaggio/produzione di biogas. Va meglio e non rischia, invece, l’emergenza lo smaltimento rifiuti nella provincia di Chieti, dove le discariche di “Cerratina” di Lanciano e “Casoni” di Chieti, per le quali è addirittura previsto un ampliamento e potenziamento, proprio in virtù del ruolo di sussidiarità svolto nei confronti di altri territori, sono in grado di assicurare un’adeguata autosufficienza di smaltimento. Se l’autonomia provinciale nello smaltimento rifiuti è l’obiettivo ultimo della Regione Abruzzo e delle sue nuove politiche di gestione dei rifiuti, da raggiungere nel lungo periodo, la ricerca di soluzioni-tampone, volte ad arginare e a contenere le criticità è la preoccupazione più stringente nel breve periodo. Di qui l’impegno del Servizio Gestione Rifiuti nell’attivare piani, interventi, protocolli d’intesa e accordi con Enti, Associazioni e Istituzioni, volti da un lato a tamponare le criticità e a contenere l’emergenza nell’immediato, dall’altro a “ripensare” da capo la gestione dei rifiuti in regione e a ridisegnarne i contorni. Tra le misure ad oggi messe in campo figurano: a. l’approvazione di DGR per l’attuazione di accordi tra Province/ATO/ Consorzi diversi per garantire la continuità delle attività di smaltimento dei RU; b. la riorganizzazione e diffusione dei servizi di raccolta differenziata secondo modelli domiciliari (porta a porta e/o di prossimità). c. iniziative volte a promuovere l’utilizzo degli ammendanti compostati per usi
agricoli o forestali (protocollo d’intesa “Campi dimostrativi”); d. l’attuazione di piani e programmi volti a promuovere le attività di riuso, riciclo e recupero di energia dai rifiuti; e. accelerazione dei procedimenti amministrativi (AIA, AU, CdS, rinnovi, diffide, approvazione PdA, procedure di bonifiche, ..etc); f. attuazione del nuovo Accordo quadro regionale Regione Abruzzo - CONAI, per il potenziamento delle raccolte differenziate degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio, approvato con DGR n. 275 del 1.06.2009.2; g. attuazione di altri accordi volontari interessanti altre filiere (CIC per produzione compost qualità, Consorzi per “campi dimostrativi”, rifiuti agricoli, rifiuti portuali…). Se molto è stato fatto dal Servizio Gestione Rifiuti della Regione, molto altro c’è ancora da fare. La ricetta per uscire dalla “crisi rifiuti” in Abruzzo? A fornirla è sempre il SGR: realizzare un sistema di smaltimento RU basato su pochi e medio - grandi bacini di smaltimento per un’autosufficienza decennale, di almeno uno e/o due bacini medio-grandi, per provincia/ATO, nella previsione di una continua diminuzione dei conferimenti in discarica. È questo l’obiettivo ultimo da realizzare. Le proposte per concretizzarlo vengono sempre dal SGR che, provincia per provincia, individua una serie di misure risolutive, ovvero una lista di azioni volte a superare in maniera definitiva le problematiche gestionali attualmente presenti in Regione relative allo smaltimento dei rifiuti. In Provincia di Teramo, ad esempio, l’autonomia di smaltimento sarebbe possibile per almeno 5 anni con il rilascio delle AIA per la discarica di “SOGESA SpA” di Notaresco e per la discarica del “Consorzio Piomba-Fino” di Atri. In Provincia di L’Aquila, le attuali criticità, almeno nel comprensorio marsicano
(Gioia dei Marsi) e Peligno (Sulmona), verrebbero superate grazie ad un invaso in grado di garantire per i prossimi anni anche lo smaltimento dei residui delle macerie. In provincia di Pescara, considerando che l’ampliamento della discarica di “Colle Cese” di Spoltore potrà garantire un’autosufficienza di circa 2 anni, è necessario attivare a breve l’iter amministrativo di realizzazione di un nuovo sito volto a garantire lo smaltimento per i prossimi 8-10 anni. Di qui l’urgenza di un aggiornamento anche del PPGR di Pescara. In Provincia di Chieti costituiscono priorità l’ampliamento della discarica di “Cerratina” di Lanciano (in corso di valutazione), la realizzazione dell’impianto di TMB (impianto fisso di trattamento dei RU) e il potenziamento della piattaforma RD. Oltre a queste misure strutturali, lo stesso Servizio Gestione Rifiuti individua anche una serie di iniziative e politiche programmatiche da affiancare a questi interventi impiantistici e da attivare in maniera collaterale: • promuovere in tutti i comuni della regione politiche di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti urbani che ancora stentano a decollare; • potenziare tutte le iniziative finalizzate alla diffusione delle raccolte differenziate secondo sistemi integrati (porta a porta e/o di prossimità), da parte dei Consorzi e/o Comuni, per conferire meno rifiuti in discarica ed avviare più materiali a riciclo. Ma non solo. Il Servizio Gestione Rifiuti continuerà a portare avanti tutte le altre iniziative in corso che si basano sinteticamente su alcune priorità riguardanti il sistema impiantistico e dei servizi di RD: • la realizzazione della “rete regionale delle piattaforme ecologiche, stazioni ecologichee centri di raccolta”; • l’attuazione dei programmi di diffusione dei servizi delle “raccolte differenziate domiciliari”;
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• l’attuazione dei programmi regionali relativi agli imballaggi e rifiuti di imballaggio (sistema CONAI). • l’attuazione dei programmi regionali relativi ai Rifiuti Urbani Biodegradabili (Accordo CIC per il programma di utilizzo del “Compost Abruzzo”, iniziative relative ai “Campi dimostrativi” e “Mondo Compost”); • la ristrutturazione degli “impianti di TMB” esistenti (compostaggio, digestione anaerobica e bioessicazione) e la realizzazione degli impianti di nuova programmazione; • l’approvazione di “nuovi bacini di smaltimento” e dei “Piani di Adeguamento” (PdA) delle discariche; • l’attuazione dei programmi e degli interventi di “bonifica dei siti potenzialmente contaminati”.
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Prevenire la produzione dei rifiuti, ridurla, promuovere il riciclo e il riuso è il modo più virtuoso e intelligente per risolvere le attuali criticità di smaltimento e scongiurare l’emergenza ambientale che grava minacciosa sulla regione Abruzzo. Si tratta, tuttavia, di una strategia di lungo periodo, che guarda lontano. Ma l’Abruzzo è già in difficoltà e per quanto riguarda lo smaltimento già soffre. Ecco allora che gli interventi strutturali e impiantistici non possono più attendere. Questi sono necessari per ripristinare l’autosufficienza di smaltimento su scala provinciale e regionale. È quanto emerge dal Rapporto 2010 elaborato dal Servizio Gestione Rifiuti. “Se non si realizzeranno i nuovi impianti di smaltimento autorizzati dalla Regione
Abruzzo, si prevede - si legge nel Rapporto- stante l’attuale produzione di RU e i livelli di RD, la saturazione degli impianti esistenti entro il 2011-2012”. Insomma, l’Abruzzo non è ancora in “emergenza- rifiuti”, ma l’emergenza è dietro l’angolo. Le misure-tampone messe in atto fino ad oggi (come gli ampliamenti delle volumetrie o i conferimenti extra-provinciali o extra-regionali) non bastano per scongiurarla, ma solo a ritardarla. Di qui l’invito del Servizio Gestione Rifiuti affinché le Autorità preposte ai vari livelli, istituzionali ed operativi (Comuni, Consorzi comprensoriali, ecc.), prendano decisioni urgenti, definitive e non più rinviabili in merito alla realizzazione di nuovi siti di smaltimento e/o loro ampliamento.
Approvato dalla Giunta regionale un provvedimento per arginare le criticità di smaltimento dei rifiuti in Abruzzo
RIFIUTI: AL VIA LA PROROGA PER IL CONFERIMENTO FUORI ATO La proroga slitta al prossimo 31 dicembre
di Silvia Barchiesi
L’Abruzzo non è in emergenza rifiuti, tuttavia, permangono alcune criticità che si trascinano da mesi e che ancora non sono state tamponate, specie nella provincia di L’Aquila. A prendere atto dell’attuale scarsa autonomia di smaltimento rifiuti nell’aquilano è la Giunta regionale che a fronte della scarsa disponibilità volumetriche delle discariche ed impianti di trattamento in esercizio, ha disposto un provvedimento speciale per lo smaltimento dei rifiuti inerti e macerie, volto ad arginare le difficoltà ancora persitenti all’interno del cratere colpito dal terremoto dello scorso anno. Così, grazie alla D.G.R. n. 513 del 28/06/2010 i rifiuti urbani del comune di L’Aquila saranno conferiti per ulteriori sei mesi, ovvero fino al 31 dicembre, presso l’impianto di smaltimento della Cogesa SpA di Sulmona. Ma la proroga concessa non riguarda solamente il comune di L’Aquila. Gravi difficoltà operative nello smaltimento dei rifiuti urbani permangono nell’intera regione, soprattutto per via della mancanza di impianti di smaltimento e per l’insufficiente potenzialità degli impianti di trattamento. Nella mappa dell’emergenza rifiuti in Abruzzo ad aggiudicarsi il bollino rosso, oltre alla provincia di L’Aquila, è quella di Teramo. Per questo, la delibera autorizza sino al prossimo 31 dicembre il conferimento dei rifiuti di origine urbana in impianti di smaltimento e trattamento ubicati in Province e Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) diversi. Consorzi Intercomunali e/o loro Società SpA, Comuni e Gestori dei servizi di igiene urbana potranno ancora per un po’ conferire “fuori ATO”. La decisione, è stata presa a seguito di numerosi incontri, l’ultimo il 14 giugno scorso presso la Provincia di Pescara con le Province di Teramo e Pescara, i Sindaci dei Comuni della Provincia di Pescara e i rappresentanti dei vari Consorzi che hanno concordato un’ulteriore proroga nel conferimento. Per tamponare le difficoltà operative e garantire la continuità degli smaltimenti di rifiuti di origine urbana, infatti, si era già preso un analogo provedimento, che autorizzava sino al 30.06.2009, il conferimento dei rifiuti urbani in impianti di smaltimento e trattamento ubicati in ambiti territoriali diversi (Province e/o ATO). Scaduto il termine, si è così provveduto a fissare un nuovo termine: altri 6 mesi, ovvero da giugno a dicembre, periodo necessario per la realizzazione di impianti recentemente autorizzati e non ancora in funzione: discarica del Consorzio comprensoriale per lo smaltimento RU Area Piomba - Fino di Atri, discarica per rifiuti non
pericolosi di ACIAM Spa a Gioia dei Marsi (AQ) e discarica della SOGESA SpA di Notaresco. Tale lasso di tempo dovrebbe, infatti, essere sufficiente per lo svolgimento dell’iter amministrativo di approvazione dei progetti necessario per l’avvio effettivo dei diversi impianti (richiesta pareri tecnici, organizzazione delle conferenze di servizi, ecc.), nonché per la realizzazione dei programmi in materia di Raccolta differenziata da parte dei soggetti interessati e il potenziamento dei servizi di raccolta differenziata in numerosi Comuni, tramite la concessione di contributi finanziari da parte della Regione Abruzzo. Nell’attesa di risolvere le criticità di smaltimento in via definitiva occorre dunque, prorogare la collaborazione tra le diverse realtà provinciali. Più nel dettaglio, la delibera autorizza: - la proroga dei termini temporali stabiliti dalla DGR n. 780/2010 del conferimento dei rifiuti di origine urbana in impianti di smaltimento e/o trattamento ubicati in Province e/o Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) diversi; - la proroga di ulteriori 6 mesi (ovvero sino al 31.12.2010), delle disposizioni regionali di cui alla DGR n. 780/2010, relativa agli impianti di gestione dei rifiuti ubicati in Provincia di L’Aquila; - l’aumento delle potenzialità annue del 10% degli impianti di trattamento rifiuti della COGESA SpA e di ACIAM Spa, per un periodo di 6 mesi (sino 31.12.2010), per affrontare l’emergenza rifiuti creatasi nel Comune di L’Aquila, nei comuni del cosiddetto “cratere” ed, in caso di ulteriori necessità della Provincia di L’Aquila; - il conferimento straordinario presso la discarica della COGESA SpA di Sulmona per un periodo di 6 mesi (sino al 31.12.2010) e per un quantitativo di ca. 200 t. di rifiuti provenienti dal trattamento delle macerie da crolli e demolizioni provocate dal sisma.
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ARTA ABRUZZO
OBIETTIVO: SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE Il nuovo Commissario dell’ARTA illustra lo stato dell’arte dell’Agenzia regionale per la Tutela dell’Ambiente Abruzzo di Alberto Piastrellini
Organo di supporto tecnico-scientifico per chi ha la responsabilità del governo del territorio, con la responsabilità particolare di fornire dati, monitorare emergenze ed analizzare fenomeni di rilevanza ambientale, l’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente è il vero e proprio “braccio-tecnico” della Regione allorquando si affrontano problematiche ambientali. Istituita con l’approvazione della L. R. n. 64/98 in attuazione della Legge n. 61 del 21 gennaio 1994 (istituzione ANPA e riorganizzazione dei controlli ambientali), dal 2000 è formalmente costituita e garantisce sul territorio una complessa e specialistica attività di prevenzione, protezione e tutela ambientale fatta di indagini, analisi, monitoraggio e comunicazione dei dati. Per meglio conoscere l’operato dell’ARTA, lo stato dell’arte circa le principali emergenze da affrontare ed i risultati raggiunti dalla struttura, abbiamo intervistato l’Ing. Carlo Visca, Commissario Regionale, attualmente alla guida dell’Agenzia. Ing. Visca, quali sono, secondo ARTA, le emergenze ambientali della regione Abruzzo? Il territorio della nostra regione è a rischio per diverse emergenze ambientali. Ovviamente tra le problematiche di maggiore preoccupazione occupa un posto rilevante la gestione delle macerie del post-terremoto. L’ARTA, su incarico del Presidente della Regione Abruzzo in qualità di Commissario, sta svolgendo un’intensa attività di vigilanza sulle macerie, di individuazione dei siti di stoccaggio o depositi temporanei ed effettua anche sopralluoghi sulle cave per un eventuale ripristino ambientale. Inoltre, al fine della separazione delle macerie; effettua analisi chimiche dei materiali per stabilirne la qualità (se materie prime o secondarie) per un loro possibile riutilizzo. Altre emergenze sono costituite dalle aree del Saline-Alento e di Bussi, individuate dal Ministero dell’Ambiente quali Siti di Interesse Nazionale (S.I.N.) che necessitano di interventi di bonifica. Per il Saline-Alento, sta per essere avviato l’intervento di bonifica in quanto l’ARTA ha già provveduto ad effettuarne la caratterizzazione; mentre per quanto attiene al territorio di Bussi, contaminato da rifiuti tossici, l’ARTA ha predisposto il progetto di caratterizzazione, sul quale il Ministero dell’Ambiente ha espresso parere positivo. Per poter procedere, poi, alla fase esecutiva della caratterizzazione, è previsto un impegno finanziario nazionale che tarda ad arrivare. C’è da dire che spesso la fase di emergenza resta “aperta” anche per anni, a causa dei tempi delle procedure decisionali che dilatano all’infinito i tempi di erogazione dei contributi necessari. Inoltre, l’ARTA, come organismo di monitoraggio e di controllo, affronta quotidianamente, con competenza e professionalità, ogni problematica legata alla conoscenza dello stato dell’aria, delle acque, del suolo e del sottosuolo.
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In qualità di Punto Focale Regionale, su delega della Regione Abruzzo, assicura la disponibilità dei dati e delle informazioni ambientali di interesse nazionale prodotti all’interno del territorio regionale, e ne garantisce l’aggiornamento curandone l’invio alle varie banche dati (ISPRA, Ministeri, ecc.) secondo le metodiche fissate in ambito SINAnet. Va ricordato, poi, che attraverso la Struttura oceanografica Motonave “Ermione”, l’Agenzia effettua campagne di rilievo batimetrico dei porti abruzzesi, utili per le operazioni di dragaggio e di monitoraggio dell’ambiente marino-costiero. Su quali risorse possono contare le attività di monitoraggio ed analisi ambientale? Purtroppo le risorse, sia strumentali che relative al personale, sono estremamente limitate, in quanto abbiamo assistito nel corso degli anni ad una progressiva riduzione delle disponibilità finanziarie che, per oltre l’85% derivano dall’ex Fondo Sanitario Regionale, mentre soltanto una minima parte deriva dai fondi dell’Assessorato all’Ambiente. Da ultimo la Regione ha emanato un’apposita norma che prevede che gli avanzi di amministrazione degli enti strumentali vengano restituiti alle casse regionali; tale trasferimento coattivo ha comportato in pratica per l’anno 2010 la restituzione alla Regione di oltre un milione e 400.000 euro: ben più del contributo ordinario concesso dall’Assessorato all’Ambiente! Va sottolineato che l’ARTA nel corso degli anni aveva proceduto a tali accantonamenti attraverso un’oculata politica di spesa al fine di migliorare il proprio patrimonio immobiliare. È a noto che la sede del Dipartimento di Pescara presenta gravi problemi strutturali e che anche quella di Teramo necessita di interventi urgenti, per non parlare dei recenti lavori di ristrutturazione dell’immobile sede del Dipartimento di L’Aquila, realizzati con proprie risorse, e che è stato irrimediabilmente danneggiato dall’evento sismico (classificato in cat. E). Le già scarse disponibilità finanziarie, poi, vengono ulteriormente depauperate dai costi che l’ARTA deve affrontare per le attività disposte dall’autorità giudiziaria. La novellata normativa regionale prevede un nuovo assetto giuridico dell’Agenzia ed un nuovo Regolamento: si auspica di poter garantire un servizio migliore attraverso il completamento della dotazione organica che, attualmente, stante i numerosi concorsi in atto, non è ancora a regime. Qual è il contributo dell’ARTA nell’ambito delle politiche regionali per la gestione dei rifiuti? Le attività dell’ARTA in materia di rifiuti sono molteplici e coinvolgono tutte le strutture dell’Agenzia. La normativa nazionale e regionale affida all’ARTA un ruolo primario di vigilanza e controllo, inerente il rispetto della normativa vigente da parte di tutti gli operatori coinvolti nella gestione dei rifiuti.
Le attività svolte dai quattro dipartimenti dell’Agenzia sono condotte a supporto degli Enti locali, in particolare di Regione e Province, e riguardano principalmente le attività di controllo svolte sui diversi soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti e le istruttorie tecniche per il rilascio delle autorizzazioni previste per la gestione degli stessi. Parte predominante dell’attività dipartimentale consiste nella effettuazione di sopralluoghi e controlli presso gli impianti di smaltimento, trattamento e recupero, mentre l’attività analitica consiste principalmente nella verifica e controllo dei codici CER e nella caratterizzazione chimico/fisica di rifiuti abbandonati, funzione svolta spesso dietro ordine della magistratura. L’ARTA è, inoltre, organismo tecnico di supporto alla Regione per la predisposizione di linee guida per l’analisi dei siti contaminati ed è interpellata per i pareri tecnici necessari in qualità di componente del gruppo di lavoro regionale per il Piano di gestione dei Rifiuti, oltre alla partecipazione ai numerosi tavoli tecnici sulle diverse tematiche ambientali. Ambiente e ricerca abbisognano entrambi di ottime conoscenze specifiche. Qual è, a suo avviso, il livello di formazione del personale e dei tecnici ARTA? Il livello di formazione del personale e dei tecnici ARTA è costantemente monitorato e in crescita continua, anche grazie alla recente assunzione di giovani laureati nelle discipline ambientali di recente istituzione. L’Agenzia individua le esigenze di aggiornamento del proprio personale e ne garantisce la soddisfazione attraverso piani formativi annuali. I corsi sono aperti anche al pubblico, previo pagamento dei costi di iscrizione. Sono organizzati, altresì, appositi corsi di formazione rivolti al personale sanitario, che perseguono gli obiettivi del programma nazionale sanitario ECM (Educazione continua in Medicina) del Ministero della Salute, attraverso l’attribuzione dei crediti formativi previsti. La professionalità e la consolidata esperienza tecnico-scientifica di coordinatori e docenti rappresentano una garanzia di qualità dei corsi proposti, sia in termini di contenuti trattati che di strumenti didattici utilizzati. Inoltre, al fine di garantire l’informazione, la sensibilizzazione e l’educazione dei cittadini, allacciando e mantenendo relazioni con altri Enti ed istituzioni, soggetti pubblici e privati, associazioni di categoria ed imprese, l’ARTA Abruzzo ha istituito già dal 2006 un’Associazione senza fini di lucro denominata “Scuola EMAS Abruzzo” con l’intento di diffondere i principi di sviluppo sostenibile, ed organizza ogni anno Corsi di formazione superiore e Master per Consulenti in materia ambientale in collaborazione con Università e altri enti.
ci qualche esempio concreto di collaborazione attiva fra ARTA e Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, NOE, ecc.? Esempio concreto di collaborazione attiva è il Protocollo d’intesa con il Comando dei Carabinieri per la tutela dell’Ambiente –Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Pescara sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti che dal 2004 prevede, tra l’altro, anche la gestione della dismissione dei prodotti contaminati da PCB e la condivisione per via telematica delle banche dati regionali. È in essere anche una convenzione con la Guardia di Finanza che riguarda il monitoraggio e il controllo delle fonti di inquinamento sul territorio della Regione Abruzzo attraverso l’utilizzo di elicotteri leggeri tipo BREDA NARDI NH500 in dotazione al reparto operativo aeronavale di Pescara. I controlli sulla fascia costiera sono invece effettuati con l’impiego del velivolo P166. In che modo ARTA risponde alla necessità dei cittadini di poter disporre di una corretta informazione ambientale? L’Agenzia assicura un importante apporto di competenze tecnico-scientifiche e produce una grande mole di dati sullo stato dell’ambiente, concede la possibilità per giovani studenti attraverso stages di vivere esperienze di lavoro e ricerca in campo ambientale, mediante l’utilizzo di strumentazioni e metodologie per uscite “sul campo”. Fino a quando, però, il Sistema Informativo Regionale Ambientale (S.I.R.A.) non entrerà a regime, i dati ambientali non potranno essere di disponibilità immediata e intelligibile sul web. Tuttavia l’ARTA, su richiesta, è tenuta a fornire tutte le informazioni e i dati in suo possesso, sia sui monitoraggi che sui controlli, come peraltro accade quasi quotidianamente su richiesta, ad esempio, delle associazioni ambientaliste. Importante è sottolineare che l’ARTA possiede una visione globale e interrelata delle problematiche ambientali e una vocazione e un diretto interesse per la tessitura di relazioni e lo sviluppo della collaborazione tra tutti gli enti e gli stakeholders, nel comune obiettivo della sostenibilità ambientale.
Tanti sono gli attori coinvolti nelle attività di controllo e monitoraggio degli illeciti ambientali. Può raccontar-
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AMBIENTE E SOSTENIBILITÀ
Siglato il Protocollo operativo, volto a disciplinare la gestione e l’organizzazione dei “campi dimostrativi-Compost Abruzzo”
IL “COMPOST ABRUZZO” SCENDE “IN CAMPO”: AL VIA I CAMPI DIMOSTRATIVI Obiettivo del Progetto promuovere l’utilizzo del “compost di qualità” come fertilizzante naturale per coltivazioni agricole e forestali di Silvia Barchiesi
Dopo aver raggiunto l’importante traguardo del Marchio “Compost Abruzzo”, un marchio di qualità per il Compost abruzzese, riconosciuto dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori), la Regione non si ferma e nel percorso organizzativo che porta alla gestione integrata della filiera dei rifiuti organici avanza un’altra importante proposta: la realizzazione di campi dimostrativi per avviare la sperimentazione del Compost di qualità come ammendante organico nei terreni utilizzati per coltivazioni agricole e forestali. È dunque proprio nei “campi dimostrativi”, che la strada che conduce alla riduzione della produzione dei rifiuti incrocia quella che porta alla promozione e valorizzazione di un’agricoltura di qualità. Il compost, infatti, fa bene all’agricoltura, ma più in generale fa bene all’ambiente: il suo impiego come ammendante naturale per i terreni, oltre a mantenerne la fertilità, permette di ridurre l’impiego di risorse non rinnovabili utilizzate per produrre fertilizzanti chimici, riducendo allo stesso tempo la quantità di scarti organici da avviare alle operazioni di smaltimento. Trasformare gli scarti organici in compost da usare come fertilizzante (in agricoltura, nel florovivaismo, in ambito di recupero paesaggistico) è quindi un modo per contribuire all’uso sostenibile delle risorse: - funziona come fertilizzante a tutti gli effetti; - migliora la qualità del suolo; - consente di conservarne nel lungo periodo la fertilità, il suo stato strutturale; - ha la capacità di assorbire e rilasciare acqua e di trattenere gli elementi nutritivi in forma facilmente assimilabile da parte della pianta; - promuove tutte le attività biologiche del suolo. Ma non solo. Numerosi studi scientifici e test dimostrativi hanno persino evidenziato, sulla base delle prove effettuate sulle diverse colture orticole, frutticole ed erbacee, che i risultati dell’utilizzo del compost di qualità su terreno agricolo sono in alcuni casi anche migliori a quelli raggiunti tramite l’impiego di altri ammendanti organici convenzionali.
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Promuovere la sua duplice valenza, ambientale e agricola, è l’impegno assunto dalla Regione che, dopo aver istituito un vero e proprio marchio volto a garantire la qualità del prodotto ottenuto dal compostaggio dei rifiuti organici oggetto di raccolta differenziata, ha stipulato un Accordo per la sua sperimentazione operativa, ovvero per la sua messa “in campo”. A siglare il Protocollo operativo, volto a disciplinare il Progetto “Campi dimostrativi-Compost Abruzzo”, oltre alla Regione, sono stati il Consorzio Italiano Compostatori, l’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo (ARSSA) dell’Abruzzo, la Federazione Regionale Coltivatori Diretti, la Confederazione Regionale Agricoltori. Ma non sono solamente questi gli enti coninvolti nel progetto. Tali “campi dimostrativi” constituiscono, infatti, una sorta di “laboratorio sperimentale” per gli operatori agricoli e una sorta di “palestra didattica” per gli studenti degli istituti agrari. Di qui l’importante coinvolgimento di altri soggetti, quali: - le aziende agricole regionali che utilizzeranno il compost di qualità “Compost Abruzzo”, prodotti dagli impianti di compostaggio sui propri terreni agricoli come surrogato di altri ammendanti agricoli a disposizione; - gli Istituti Tecnici e Professionali per l’agricoltura della Regione che utilizzeranno il compost di qualità su terreni agricoli sperimentali come ammendante compostato per finalità didattico-scientifiche; - altri soggetti, pubblici e/o privati, in relazione alle specificità territoriali in cui si organizzano le attività dei “campi dimostrativi” ed alla necessità di rendere l’esperienza, più partecipata e qualificata. Grazie a tale Accordo, l’esperienza pilota del campo dimostrativo di Aielli (AQ), dove il compost di qualità prodotto nello stesso impianto viene utilizzato per la concimazione naturale dei terreni, è così destinata ad essere replicata. Lo scopo dell’Accordo è infatti quello di diffondere e promuovere l’utilizzo del
“Compost Abruzzo” come ammendante organico nei terreni utilizzati per coltivazioni agricole e forestali, in sostituzione parziale o totale di altri fertilizzanti di uso più comune. Al di là delle sue finalità dimostrative e divulgative, l’importanza dell’Accordo assume anche una duplice valenza: “didattico-culturale”, in quanto prevede che i “campi dimostrativi” siano a disposizione delle attività didattiche degli Istituti Agrari e Professionali e di altri istituti scolastici interessati all’economia ambientale, in quanto tali campi-pilota puntano in realtà allo sviluppo di un vero e proprio mercato del “compost di qualità”, da impiegare nei settori interessati. L’Accordo disciplina operativamente l’organizzazione, il funzionamento e la localizzazione dei campi. Innanzittutto, questi si devono trovare all’interno di aree agricole, preferibilmente in prossimità degli impianti di produzione del compost di qualità o di zone ad alta intensità agricola dove sussistono le maggiori potenzialità d’uso dello stesso oppure nelle aree degli Istituti scolastici con sede sul territorio regionale. In ciascun campo dimostrativo è, inoltre, obbligatoria l’istallazione di tabelle identificative ed esplicative riportanti le seguenti informazioni: enti interessati alla sperimentazione e gestione del campo dimostrativo; riferimenti al “Protocollo operativo” ed altri atti amministrativi ad esso connessi; dati dell’impianto di produzione del “compost di qualità”; informazioni sul soggetto gestore del campo dimostrativo; finalità delle attività svolte nel campo dimostrativo; riferimenti web e contatti e-mail per la promozione dell’iniziativa. Mentre all’ARSSA spetterà il compito di coordinare l’organizzazione, la gestione e la supervisione delle attività nei “campi dimostrativi”, la loro gestione potrà essere affidata ai seguenti soggetti: - il Centro per la Sperimentazione e la Divulgazione delle Tecniche Irrigue (COTIR); - gestori di impianti di produzione del “compost di qualità”;
- Istituti agrari ed altri istituti scolastici interessati all’iniziativa; - le aziende agricole individuate dalle associazioni degli agricoltori e dall’ARSSA sulla base dei seguenti criteri: a. capacità tecniche delle aziende a collaborare alla sperimentazione ed al rispetto del protocollo tecnico operativo; b. vocazionalità delle diverse colture nell’ambito del territorio regionale; c. presenza di infrastrutture che facilitino il raggiungimento delle aziende sia per il trasporto dei mezzi tecnici che per l’organizzazione di visite guidate ai “campi dimostrativi”; d. precedenti esperienze di collaborazione nella gestione di campi
simo di € 45.000,00 nel triennio 2010-2012. Spetterà invece all’ARSSA: a. individuare i metodi ed i criteri per l’attivazione dei campi dimostrativi; b. individuare, in collaborazione con le Associazioni agricole, le aziende per la gestione dei campi dimostrativi; c. individuare, in collaborazione con gli istituti scolastici interessati, le aree di questi ultimi, da destinare a campi dimostrativi; d. coordinare la gestione operativa dei campi dimostrativi; e. valutare la qualità dei substrati attraverso analisi chimico-fisiche dei campioni di terreno prima e dopo l’applicazione del “compost di qualità”; f. collaborare con le istituzioni scolasti-
hanno i loro obblighi e i loro compiti: a. mettere a disposizione uno o più campi dimostrativi per le attività dimostrative; b. fornire il “compost di qualità”, certificato dal CIC con il Marchio “Compost Abruzzo”, necessario per le attività di fertilizzazione dei terreni; c. garantire la qualità dei fertilizzanti attraverso criteri di tracciabilità e fornire all’ARSSA i certificati di analisi e le etichette richieste; d. collaborare con gli altri Enti coinvolti nella comunicazione e partecipare agli eventi organizzati; e. trasportare il “compost di qualità” nei campi dimostrativi mettendo a disposizione i propri mezzi di trasporto, senza alcun onere a carico
dimostrativi e sperimentali. Per quanto riguarda la gestione, il funzionamento e la promozione dei campi dimostrativi, l’Accordo stabilisce e fissa compiti e funzioni di ciascun ente firmatario. Mentre il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) si impegna a fornire consigli ed informazioni sulle attività da svolgere nei campi dimostrativi, diffondendone e promuovendonone i risultati tramite i propri strumenti di comunicazione o tramite la partecipazione ad eventi e manifestazioni ad hoc, la Regione Abruzzo si fa carico delle seguenti azioni: a. inserire in programmi di finanziamenti regionali, le risorse destinate all’attuazione delle finalità previste nel presente Accordo; b. verificare, la funzionalità ed efficacia delle modalità e disposizioni di natura tecnico-procedurale previste dall’Accordo, apportando, se necessario, le opportune modifiche ed integrazioni; c. diffondere e promuovere i risultati conseguiti; d. compartecipare, anche dal punto di vista finanziario, all’attuazione del progetto sperimentale con un mas-
che aderenti al progetto o, comunque, interessate; g. redigere per ogni anno di attività un dettagliato “Rapporto Finale” delle diverse attività svolte e dei risultati raggiunti e promuoverne la diffusione. Alle Associazioni di imprese agricole e ai Consorzi Agrari spettano invece attività di supporto e sostegno all’ARSSA nell’individuare le aziende agricole per la gestione dei campi dimostrativi e ai propri associati nel fornire informazioni sull’iniziativa. Tra i compiti che l’Accordo assegna ai Consorzi Agrari c’è anche quello di “spingere” il “compost di qualità” sul territorio attraverso iniziative e attività di comunicazione indirizzate soprattutto all’imprenditoria agricola volte a far decollare un vero e proprio mercato del “compost di qualità”. Compito dei Consorzi sarà, infatti, quello di integrare, per ogni anno di attività, il cosiddetto “Rapporto Finale” delle diverse attività svolte e dei risultati raggiunti, con una sezione dedicata all’andamento commerciale del compost di qualità. Anche i titolari e/o gestori degli impianti di compostaggio, secondo l’Accordo,
dell’imprenditore agricolo e di altri soggetti interessati. Suscettibile di aggiornamenti e modifiche, l’Accordo che apre ai “campi dimostrativi” e ne regola la gestione è comunque aperto a nuove ipotesi e soluzioni organizzative, purché opportunamente comunicate e approvate dal competente Servizio della Regione Abruzzo. Nella strada che porta alla gestione integrata dei rifiuti urbani e che punta alla riduzione, riuso e riciclo degli stessi, la Regione Abruzzo compie, così, l’ennesimo passo in avanti. L’Accordo che regola e disciplina la gestione dei “campi dimostrativi” del “compost di qualità” è, infatti, solo una delle ultime iniziative messe in campo dalla Regione per “spingere” e promuovere buone pratiche ambientali presso imprese e cittadini. Il riutilizzo come fertilizzante naturale dei materiali provenienti dalle raccolte differenziate ed in modo particolare delle frazioni organiche (umido e verde), è solo una di queste. I campi dimostrativi, invece, un osservatorio privilegiato per iniziare a conoscere la pratica e un laboratorio sperimentale per imparare a realizzarla.
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MANIFESTAZIONI E CONVEGNI
Pescasseroli (AQ), 29 settembre - 3 ottobre 2010
L’INVITO ALLA TUTELA DELLE AREE PROTETTE
Siglato anche un Protocollo d’Intesa tra Regione, Province e Parchi d’Abruzzo per promuovere il turismo sostenibile di Silvia Barchiesi
Nell’Anno Internazionale della Biodiversità, dal cuore verde d’Europa, contro i pesanti tagli di bilancio alle aree protette, i parchi lanciano il loro grido d’aiuto. L’occasione è Europarc Conference 2010, il Congresso europeo dei Parchi, organizzato da Europarc Federation, l’associazione che riunisce la gran parte delle aree protette europee, in collaborazione con Federparchi, svoltasi dal 29 settembre al 3 ottobre a Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise. Proprio qui figure di rilevo internazionale, in rappresentanza di 50 Paesi e 300 Aree protette d’Europa, si sono date appuntamento per cinque giorni di workshop, incontri e seminari, per discutere di aree protette e del loro futuro. “Vivere insieme: biodiversità ed attività umane, una sfida per il futuro delle aree protette” (Living together: biodiversity and human activies, a challenge for the future of protected areas): era questo il tema della Conferenza nell’Anno Internazionale della Biodiversità. Parchi, Riserve naturali, Siti natura ricoprono circa il 25% del territorio UE e rappresentano le ultime ricchezze naturali d’Europa, costituendo l’architrave della conservazione della biodiversità.
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Tutta la popolazione dipende, infatti, dai servizi ecosistemici che producono: giocano un ruolo fondamentale nella mitigazione del cambiamento climatico, custodiscono ingenti riserve d’acqua, proteggono il suolo, promuovono l’agricoltura sostenibile, contribuiscono al sostegno delle economie locali, offrono risorse ricreative per il benessere e la salute e sono fonte di identità culturali locali e nazionali. Eppure, oggi le aree protette d’Europa sono a rischio. A minacciarle è il vento della crisi e la scure dei tagli ai finanziamenti, fino al 50% in molti paesi d’Europa. Da Pescassaroli e dal Parco Nazionale d’Abruzzo, nel cuore di una delle Regioni più verdi d’Europa, si leva così l’appello a difendere le aree protette attraverso adeguati investimenti. L’invito è a “non svendere l’ambiente”. È quanto si legge nella Dichiarazione di Pescasseroli, il documento finale approvato dall’Assemblea plenaria delle aree protette d’Europa, dal titolo “Svendere l’ambiente. Tagli di bilancio nel breve periodo - conseguenze di lungo termine per la biodiversità in Europa”. “Le aree protette - si legge nella Dichiarazione - hanno aperto la strada allo sviluppo sostenibile e alla conservazione
della Biodiversità. Tuttavia, esse possono massimizzare il loro contributo solo se adeguatamente dotate di risorse e operare in un quadro politico favorevole, sia nazionale che internazionale”. “Questa scarsità di investimenti – prosegue la Dichiarazione - danneggia seriamente la capacità delle aree protette di garantire in modo adeguato il valore delle risorse naturali, di sostenere le economie e di fornire i benefici ecosistemici necessari alla società. A conclusione del Congresso, l’invito a mobilitarsi a difesa delle aree protette è stato ribadito anche da Erica Stanciu, Presidente di Europarc Federation: “Incoraggiamo tutti i partecipanti a utilizzare la Dichiarazione di Pescasseroli per sollecitare i propri governi ad un maggior impegno verso le tematiche dei parchi”. Europarc Federation, a sua volta invita i Governi nazionali e regionali e la Commissione Europea a: - riconoscere e riflettere nelle loro politiche, programmi e allocazioni di risorse adeguate per le Aree Protette, per garantire la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici, per la salute dell’ambiente futuro e la ricchezza economica dell’Europa; - utilizzare le competenze e le esperien-
ze maturate nelle Aree Protette per guidare approcci innovativi ad un uso integrato del suolo e allo sviluppo rurale; - integrare le politiche pubbliche in modo tale che consentano alle aree protette di svolgere con successo il loro ruolo di modelli di gestione territoriale, con il coinvolgimento permanente delle comunità locali. Ma da Europarc Conference 2010 non si sono levati solo moniti e appelli. La Conferenza è stata anche l’occasione per sottolineare e premiare esperienze virtuose da replicare e da prendere a modello. In occasione del Congresso, infatti, ben quindici Parchi di Francia, Norvegia, Spagna e altri Paesi d’Europa hanno ricevuto la certificazione della “Carta del Turismo Sostenibile”, riconoscimento all’impegno da parte delle aree protette ad attuare una strategia a livello locale in favore di un “turismo durevole”, definito come “qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette”. L’europarc Conference lancia così la sfida del turismo sostenibile. A raccoglierla è lo stesso Parco l’ha ospitata, il Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise che punta al traguardo della certificazione già dal prossimo anno. “Anche il nostro Parco - ha, infatti, rivelato il Presidente del Parco, Giuseppe Rossi - ha avviato le iniziative dirette ad ottenere la Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS) in occasione della Europarc Conference 2011 che si terrà in Germania”. A sottolineare il ruolo strategico delle
aree protette nello sviluppo del territorio è stato lo stesso Assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio: “La tutela delle aree non deve diventare un ostacolo allo sviluppo turistico, anzi bisogna fare in modo che la loro conservazione diventi un valore da rendere fruibile per maggiorare l’attrazione dei flussi turistici. Adesso la vera sfida è riuscire a mettere a sistema tutto questo patrimonio naturale facendo in modo che interagisca con le attività dell’uomo”. Di qui la necessità di una sinergia tra istituzioni affinchè facciano rete nel promuovere il valore delle aree protette e contemporaneamente il turismo sostenibile a queste collegato. È questo lo scopo del recente Protocollo d’Intesa siglato lo scorso 8 ottobre tra la Regione Abruzzo, le Province ed i Parchi dell’Abruzzo. Attraverso il Protocollo, Regione, Province e Parchi, mirano ad una visione unitaria delle strategie turistiche e culturali. “Per la prima volta nella storia della programmazione turistica abruzzese - ha commentato lo stesso Assessore Di Dalmazio - questi enti di programmazione e di attuazione delle azioni turistiche si impegnano a percorrere una strada comune e condivisa per migliorare la competitività dei singoli prodotti turistici regionali, ancor prima di proporli e promuoverli”. “Se scegliamo di dar luogo al sistema Abruzzo - ha continuato l’Assessore - e non ad isolate e sporadiche iniziative, le intese restano punti indefettibili. Occorre una strategia unitaria, solo così potremo rispondere in modo concreto alla dispersione istituzionale, vera criticità per l’ottimizzazione della spesa e l’efficacia degli interventi”. “Un momento epocale”, un’iniziativa storica nel panorama delle relazioni istituzionali: così l’Assessore abruzze-
se al Turismo ha definito il Protocollo d’Intesa, sottoscritto dai Presidenti della Province e dei tre Parchi Nazionali d’Abruzzo, Lazio e Molise, Gran Sasso e Monti della Laga e della Majella e volto a promuovere in maniera virtuosa il valore delle aree protette e ad avviare un’integrazione tra la programmazione regionale e locale. “Tanto le Province con i loro specifici ruoli, quanto i Parchi, affinché si incrementi in maniera virtuosa il valore delle aree protette - ha aggiunto Di Dalmazio - possono contare già da tempo su una serie di attività che la Regione Abruzzo ha avviato per la progettazione in co-marketing”. Una di queste è la possibilità di accedere da subito al riparto di un fondo di cento milioni di euro di risorse statali per finanziare progetti di eccellenza interregionali. L’importanza strategica della partnership e della sinergia istituzionale è stata sottolineata anche da Carol Ritchie, Direttrice di Europarc, nel corso del Congresso: “Dobbiamo capire l’importanza del partenariato nelle strategie che attuiamo: è fondamentale stringere partenariati sia tra noi che con gli altri attori territoriali interessati”. Del resto, la stessa manifestazione che ha raccolto nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise oltre 300 rappresentanti, tra Presidenti e Direttori di aree protette di tutta Europa, ha costituito un’ importante occasione di marketing territoriale. Oltre ai side meeting ed ai venti workshop in programma, i partecipanti non hanno perso l’occasione, infatti, di scoprire e di godere delle ricchezze naturali, storiche, culturali ed enogastronomiche del Parco, grazie al ricco carnet di escursioni e visite guidate a loro disposizione.
La Regione Abruzzo, attraverso il Servizio Gestione Rifiuti e l’Osservatorio Regionale dei Rifiuti proprio in occasione di Europarc 2010, ha elaborato uno specifico Protocollo d’Intesa con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise con la finalità di sperimentare forme concrete di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti da adottare durante l’ organizzazione della conferenza stessa. In sostanza, i due Enti coinvolti hanno operato congiuntamente durante la kermesse per sviluppare: 1. diffusione delle informazioni, educazione e sensibilizzazione dei cittadini, dei partecipanti alla conferenza, turisti ed operatori del turismo (albergatori) verso il contenimento ed una effettiva prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti e verso “acquisti verdi”, frutto di scelte più consapevoli; 2. attività di formazione di operatori pubblici ed altri soggetti interessati sui temi della prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti; 3. lo scambio di esperienze e di buone pratiche tra gli Enti, le Associazioni ed altri soggetti competenti e/o interessati; Ciò ha consentito di sperimentare sistemi di riduzione della produzione dei rifiuti durante l’evento internazionale succitato e, in più, dall’esperienza applicativa del Protocollo sono scaturite apposite Linee Guida alla riduzione della produzione dei rifiuti in eventi organizzati in aree protette.
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ADRIATICA OLI S.R.L.
OLI ESAUSTI DA UTENZA DOMESTICA: LA REALTÀ ABRUZZESE di Silvia Barchiesi
Trasformare il rifiuto in risorsa e opportunità è da sempre la mission di Adriatica Oli S.r.l., azienda leader in Italia nella raccolta e trattamento degli oli vegetali esausti. Grazie alla sua trentennale esperienza nel settore della raccolta presso le attività di ristorazione, l’azienda è diventata oggi un punto di riferimento anche per le amministrazioni comunali che intendono offrire un servizio di recupero dell’olio di frittura prodotto dai cittadini. A svelare il segreto del successo di Adriatica Oli S.r.l. è Giorgio Tanoni, titolare dell’azienda, nonché membro del Consiglio di Amministrazione del C.O.N.O.E., (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti), l’organo deputato al controllo e monitoraggio della filiera oli vegetali e grassi esausti al fine di tutelare l’ambiente e la salute pubblica. Sig. Tanoni, la raccolta degli oli esausti rappresenta la vostra principale attività. Ma cosa si intende per oli vegetali esausti? Gli oli vegetali esausti sono tutti gli oli e i grassi che residuano dalla cottura, dalla frittura o dalla conservazione degli alimenti che non possono essere versati negli scarichi domestici o dispersi nell’ambiente. Dopo essere stati utilizzati, gli oli e i grassi diventano un rifiuto e come tali devono essere gestiti, secondo una filiera che prevede la raccolta, i controlli qualità e l’avvio al recupero energetico e di materia. Di qui la scelta politica concretizzatasi con il D. Lgs.22/97 e ribadita dal successivo Testo Unico Ambientale 152/2006, di inserire nell’ambito della costituzione dei Consorzi Ambientali obbligatori il C.O.N.O.E. La nostra azienda, che da 30 anni raccoglie oli vegetali
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esausti nel settore della ristorazione collettiva nelle Marche e in Abruzzo, ha partecipato alla fondazione e tutt’oggi fa parte di questo Consorzio. Perché l’olio vegetale esausto da utenza domestica deve essere raccolto in modo separato? Oltre a ragioni di carattere giuridico, che prevedono il divieto di abbandonare i rifiuti e il raggiungimento da parte dei Comuni di percentuali di raccolta differenziata del 65% entro il 2012, esistono forti motivazioni di carattere tecnico ed economico, che hanno spinto molti enti gestori a intraprendere questa nuova metodologia di raccolta. Infatti, anche laddove esistono impianti fognari adeguati, lo smaltimento di queste enormi quantità di residuo provoca inconvenienti, perché l’olio intasa la rete di adduzione e gli impianti di sollevamento degli impianti di depurazione. Secondo alcuni studi scientifici, per depurare 1 Kg. di olio usato, sono, infatti, necessari 3 kw/h, con un costo per i depuratori e per le tasche dei cittadini che si aggira intorno a 0,50 € per ogni kg. di olio prodotto. Quali sono i soggetti coinvolti nella raccolta? L raccolta La l da d utenza do d domestica, o proprio per la provenienza “urbana” del rifiuto, coinvolge cco necessariamente i Comuni, i loro enti gestori, gli gll Assessori e i Sindaci ma in alcune realtà un forte contributo contr all’iniziativa è stato dato anche da gruppi porta portatori a di interesse, pubblici e privati, come centri comme commerciali, e associazioni di volontariato, scuole ecc. In concreto, com come m avviene la raccolta degli oli esausti? La raccolta da ute utenza e domestica è davvero semplice nella sua attuazio attuazione. o I suoi risultati sono immediati e visibili. Inoltre, la raccolta raccoltt è modulabile in base alle esigenze di o ogni singola realtà, per questo ha avuto una rapida diffusione nei Comuni, grazie ad una sorta di passaparola. Il modulo base consiste nell’installazione di contenitori “OLIVIA” presso isole ecologiche o su strada, presso cui il cittadino può conferire l’olio di frittura. I contenitori sono dotati di doppia camera, ancoraggio a terra e valvola antiversamento, ovvero di tutte le caratteristiche tecniche di sicurezza necessarie.
A questo modulo base è sempre consigliabile affiancare la distribuzione gratuita alle famiglie di tanichette “ECOHOUSE”, grazie alle quali poter conferire l’olio nel contenitore “OLIVIA”, che periodicamente viene svuotato dalla nostra azienda ADRIATICA OLI. Le tanichette allo stesso tempo possono funzionare anche come un coinvolgente strumento di propaganda, personalizzabile con stemmi, loghi e marchi pubblicitari. È a questo punto che si rende utile la concertazione con gruppi di volontari e scuole che potrebbero essere validi attori per apportare un contributo nella distribuzione delle taniche. La raccolta da utenza domestica ha molte declinazioni: ogni progetto realizzato è stato studiato su misura, tenendo conto delle disponibilità economiche, dei soggetti coinvolti, della tipologia di utenze, della viabilità e della densità abitativa delle varie realtà. La raccolta, ad esempio, può essere attuata a livello condominiale, come valida alternativa al porta a porta che, invece, è più idoneo a gestire frazioni merceologiche familiari di larga produzione come carta, plastica e umido, oppure a livello scolastico. A questo scopo abbiamo, infatti, ideato appositi progetti didattici per le scuole elementari con personale docente specializzato.
intenzionati ad incrementare le percentuali di raccolta differenziata e a fare seriamente qualcosa di concreto per i cittadini… e ce ne sono tanti! Ma gli obiettivi devono essere misurabili e poiché negli ultimi anni abbiamo raccolto oltre 1500 tonnellate di olio con la raccolta da utenza domestica, per superare questo primo traguardo abbiamo stipulato ulteriori convenzioni con altri Comuni abruzzesi, grandi e piccoli. Le amministrazioni pubbliche nella nostra azienda trovano non solo un supporto logistico, ma un sostegno attivo in tutto il percorso di collaborazione che parte dall’ascolto delle specifiche istanze, passa attraverso l’implementazione della stessa raccolta e si aggiorna costantemente sui risultati ottenuti. Questo modello “ciclico” è stato applicato ad una varietà di situazioni che negli anni ci ha permesso di crescere confermando sempre l’efficacia del sistema … stiamo lavorando con piccoli Comuni di 1000 abitanti e con realtà metropolitane, come la città di Roma, dove contribuiamo a realizzare per le scuole il progetto Olii@mpiadi con l’associazione culturale Bio@Gea. La nostra esperienza nel settore è unica e costituisce sicuramente un valore aggiunto insostituibile, garanzia per i nostri interlocutori, pubblici e privati.
Quali sono i vantaggi per le amministrazioni comunali? La novità di questo sistema è che implementando la raccolta differenziata, il problema della raccolta degli oli esausti si trasforma in un’opportunità e in un vantaggio per tutti: si abbattono i costi di manutenzione e l’olio recuperato viene trasformato in materia prima utile per fonti energetiche rinnovabili, come ad esempio il biodiesel. Qual è la realtà abruzzese della raccoltà? Dopo aver largamente sperimentato il progetto nelle Marche dove dai 3 Comuni pilota del 2004 aderenti al progetto oggi ne contiamo più di 150, abbiamo implementato la raccolta differenziata anche in Abruzzo. Dal 2009 dal Comune di Tocco da Casauria a quello di Fossacesia si sono affiancate altre realtà più complesse, come Pescara, Teramo e Chieti.
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Che aspettative avete in Abruzzo? Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere tutti i Comuni
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CONSORZIO COMPRENSORIALE SMALTIMENTO RIFIUTI LANCIANO
VERSO L’OTTIMIZZAZIONE DEL CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI Al via nuovi progetti, proposte e iniziative
di Silvia Barchiesi
Nella strada che porta alla realizzazione di un Sistema Integrato di Gestione dei Rifiuti, continua l’impegno del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti Lanciano verso una politica ambientale efficace ed efficiente attraverso nuovi progetti, proposte ed iniziative. Impianto di Biostabilizzazione, nuovi impianti per la selezione di rifiuti
L’Impianto di Biostabilizzazione dei rifiuti in ingresso in discarica consentirà, coerentemente con quanto stabilito dalla normativa vigente, una importante riduzione del peso/volume del rifiuto e l’inertizzazione della componente organica con la conseguente produzione di materiale in output ad alto potere calorifico da avviare a
rifiuti della Regione Campania. Tale procedura permette di eliminare quasi totalmente gli impatti ambientali della discarica (produzione di cattivi odori e/o di percolato inquinante, proliferazione di insetti e roditori) e di poter conferire nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa. Ma l’impegno del Consorzio sul fronte impiantistico non si limita all’Impianto di Biostabilizzazione. Tra i progetti in cantiere, rivela il Direttore del Consorzio Sandro Fantini, c’è anche quello della nuova Piattaforma Ecologica, un impianto di selezione e valorizzazione dei rifiuti solidi urbani secchi provenienti dalla raccolta differenziata. Dotato di mezzi e attrezzature all’avanguardia, l’impianto con una potenzialità produttiva di circa 16.000 ton./anno, sa-
differenziati e sensibilizzazione della cittadinanza sono, infatti, secondo il Direttore Sandro Fantini, solo alcune delle attività che vedono oggi impegnato il Consorzio Rifiuti di Lanciano, da sempre attento alla ricerca di nuove soluzioni finalizzate al miglioramento dei servizi erogati e dei processi gestionali interni. L’obiettivo? La riduzione dei rifiuti e il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente. Proprio dall’esigenza di gestire in modo integrato il ciclo dei rifiuti urbani nascono, infatti, due importanti progetti tecnologici di prossima realizzazione: un Impianto di Biostabilizzazione e una nuova Piattaforma Ecologica.
recupero energetico e compost per ricoperture in sostituzione degli inerti. Un aspetto interessante del progetto è rappresentato dall’adozione di modalità operative in grado di garantire massima economicità ed efficienza senza comunque incrementare gli attuali costi di smaltimento, garantendo nel contempo una minimizzazione e un controllo totale degli impatti ambientali, quali esalazioni e produzione di percolati. La soluzione che il Consorzio intende adottare prevede l’utilizzo della tecnologia di bioconversione in cumulo statico insufflato confinato con membrana traspirante Gore Cover, la stessa tecnologia adottata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per fronteggiare l’emergenza
rà in grado di intercettare tutti i rifiuti raccolti in forma differenziata dai Comuni consortili, i quali, in linea con quanto stabilito dalla L.R. 45/2007 e s.m.i. in riferimento agli obiettivi di raccolta differenziata, stanno avviando, anche con il supporto del Consorzio stesso, importanti progetti per l’ottimizzazione del servizio di raccolta differenziata. Spingere la raccolta differenziata è infatti uno degli obiettivi primari del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti Lanciano che da sempre investe tempo e risorse nelle stesse attività di sensibilizzazione, informazione e comunicazione al fine di educare una cittadinanza consapevole ed attenta alle problematiche ambientali in generale e alla raccolta
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differenziata dei rifiuti in particolare. La gestione ottimale del ciclo dei rifiuti parte, infatti, dal cittadino che deve necessariamente conoscere le modalità per il corretto conferimento dei rifiuti secchi differenziati e le tipologie di rifiuti conferibili. Educare alla raccolta differenziata è dunque una delle priorità del Consorzio. Di qui l’impegno verso una capillare campagna di formazione/informazione, soprattutto verso i più piccoli. Di qui la collaborazione con il mondo della scuola e il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche del territorio in numerosi progetti e iniziative. Per diffondere, infatti, una rinnovata cultura ambientale, occorre, secondo il Direttore Fantini, cominciare dalle nuove generazioni. È a loro che il Consorzio guarda con interesse. È a loro che è rivolto, infatti, il nuovo progetto di comunicazione ideato dal Consorzio stesso e sostenuto dal Presidente Gianpanfilo Tartaglia e dall’intero cda, attualmente in fase di avvio per l’anno scolastico 2010-2011, denominato “Ciak si Ricicla”. Pensato per le scuole primarie dei Comuni consortili, il progetto, grazie ad una sorta di concorso di idee, invita gli alunni a realizzare uno spot televisivo
di sensibilizzazione sulle tematiche legate alla raccolta differenziata dei rifiuti. Lo spot vincitore del concorso andrà poi in onda nelle emittenti televisive locali e verrà premiato con una fornitura di materiale didattico. Oltre che a stimolare tra i banchi di scuola la riflessione sull’utilità della raccolta differenziata, il progetto, attraverso il concorso, punta al coinvolgimento diretto dei ragazzi nell’attività di promozione di tale pratica virtuosa, rendendoli protagonisti di una doppia sfida, quella dello spot e quella della raccolta, con un duplice obiettivo: la vittoria del concorso e l’aumento delle percentuali di R.D. Ma l’impegno del Consorzio non si esaurisce di certo qui. Numerose campagne di comunicazione sono già state attivate e numerosi altri progetti sono invece in cantiere.
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Differenziare sì, ma quale sistema scegliere? Sulla imprescindibile necessità di effettuare la differenziazione dei rifiuti al fine di garantirne l’avvio a riciclaggio, le istituzioni, le aziende, gli enti di controllo, i cittadini e le realtà associative sembrano concordare appieno; altra cosa è l’individuazione dello specifico sistema di raccolta da applicare sul territorio. La scelta va fatta tra un ampio ventaglio di possibilità, più o meno radicali, più o meno onerose, più o meno efficaci, rispetto alle quali le Amministrazioni Comunali sono chiamate a valutare, l’efficienza e l’economicità dell’intero sistema di gestione rifiuti. La gamma delle possibili modalità va dalle raccolte tramite isole ecologiche stradali (intensive o estensive), alle raccolte di “prossimità”, dalle raccolte domiciliari “porta a porta” (condominiali o a singola utenza), alle stazioni ecologiche e/o
la scelta di un appropriato sistema di gestione rifiuti, Aciam vuole mettere a disposizione degli amministratori pubblici il proprio know-how gestionale e le conoscenze tecniche maturate. In questa sede si vuole mettere in evidenza, per ciascuna tipologia di raccolta, le caratteristiche qualitative e quantitative, i punti di eccellenza e criticità dei vari sistemi. La raccolta differenziata con contenitori stradali pluriutenza. Nella maggior parte dei Comuni marsicani il sistema di raccolta differenziata più diffuso è quello stradale, con cassonetti di grandi dimensioni per carta e plastica e campane multi materiale per vetro-metallo. La raccolta a contenitore stradale è senz’altro il sistema più semplice e più economico, potremmo definirlo il “modello base”, una sorta di “riciclo minimo garantito” a tutti i Co-
Isola ecologica stradale pluriutenza
centri di raccolta, a cui si aggiungono i servizi dedicati per esercizi commerciali, realtà industriali e così via. Da 10 anni a questa parte Aciam S.p.A. effettua la gestione di raccolte differenziate in tutte le modalità qui considerate, riuscendo ad accumulare una notevole esperienza. Consapevole delle difficoltà che devono affrontare i Comuni nel-
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muni del Comprensorio. Nelle realtà comunali con maggiore densità abitativa la dislocazione delle isole ecologiche è fatta secondo il metodo intensivo, con una presenza piuttosto ravvicinata delle singole postazioni, mentre per le realtà più piccole si è scelta la raccolta estensiva, con una o più isole ecologiche all’interno di sin-
goli quartieri o aggregati urbani. La percentuale di raccolta differenziata che si raggiunge col sistema stradale varia dal 8 al 15%; la qualità del materiale è piuttosto buona grazie alla presenza di bocche di conferimento costrittorie che impediscono (o rendono difficoltoso) l’inserimento di materiali non conformi. Il punto di forza del sistema è rappresentato dalla maggiore volumetria disponibile che, da un lato garantisce l’economicità del servizio, permettendo un minor numero di svuotamenti, dall’altro consente di assorbire senza problemi le oscillazioni stagionali di produzione rifiuti. Le criticità rilevate sono attinenti al deposito incontrollato di rifiuto a terra (scatoloni non opportunamente schiacciati, cassette in plastica, damigiane e latte di grandi dimensioni) o di materiale non conforme all’interno dei contenitori stessi. La raccolta di prossimità Nelle zone dove è attivo il servizio di raccolta stradale del rifiuto organico (Avezzano, Pescina, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Ovindoli), la modalità prescelta è stata quella di “prossimità”, con il posizionamento di uno o più bidoncini marroni in ciascuna postazione di rifiuto indifferenziato. Con tale sistema l’utente, trovando all’interno di ogni postazione entrambi i contenitori, viene agevolato nelle operazioni di separazione dei rifiuti e di conseguenza si mostra maggiormente collaborativo. L’implementazione di questa nuova tipologia di raccolta ha permesso di incrementare le rese quantitative di almeno 5 punti percentuali, raggiungendo nei Comuni più virtuosi la soglia del 25%. La qualità del rifiuto risulta anche qui soddisfacente, sebbene qualche inconveniente è stato riscontrato per il mancato utilizzo di sacchetti in mater-bi. La circostanza è dovuta ad un consumo eccessivo della dotazione annuale gratuita spettante alle utenze e alla scarsa propensione delle stesse all’acquisto di ulteriori sacchetti. Inoltre la bassa volumetria dei contenitori, ma soprattutto i problemi igienici
derivanti dall’elevata putrescibilità del materiale organico impongono, specie d’estate, frequenze di ritiro più elevate e quindi maggiori costi di gestione. Altro fattore da tenere in considerazione, se si opta per l’introduzione di una raccolta stradale del rifiuto organico è il lavaggio e disinfezione dei contenitori, effettuato con cadenza mensile nei mesi invernali e più volte al mese nella stagione calda. La raccolta “porta a porta” domiciliare Tra i diversi sistemi di raccolta differenziata il “porta a porta” costituisce senz’altro la modalità più innovativa. Esso risulta di enorme comodità per le utenze servite in quanto permette di selezionare in casa il rifiuto in appositi mastelli colorati, prima della loro esposizione all’esterno dell’abitazione, per il successivo svuotamento da parte degli operatori di raccolta, secondo un preciso calendario. Ogni materiale è contraddistinto da un diverso colore del mastello e a ciascuna utenza è associato un codice alfanumerico che permette un controllo più puntuale dei comportamenti di conferimento. Per impedire la fuoriuscita del rifiuti a seguito dell’azione di cani e gatti randagi o di piccoli animali selvatici, i mastelli devono essere dotati di chiusura antirandagismo. In fase di distribuzione dei diversi contenitori che compongono il kit di raccolta, viene consegnato anche l’opuscolo informativo e un calendario dei ritiri. Attraverso tale attività di comunicazione ambientale il gestore del servizio rende i cittadini compartecipi dell’iniziativa. Il costo di tale tipologia di servizi risulta molto più elevato rispetto ai sistemi tradizionali, in quanto comporta l’utilizzo di un numero elevato di mezzi e personale, ma in compenso, si ottengo altissime rese sia in termini quantitativi che qualitativi. Di recente introduzione nel comprensorio marsicano, la raccolta “porta a porta” è stata salutata dalle popolazioni coinvolte con notevole entusiasmo ed ottimi risultati. Al momento sono due i Comuni interessati (Carsoli e Massa d’Albe), per altro con modalità operative e caratteristiche gestionali diverse. Nel Comune di Carsoli è stato coinvolto per ora il solo capoluogo (circa 2.000 utenze e oltre 3.000 abitanti), mentre nelle frazioni resta in essere la modalità di raccolta stradale estensiva. Si è scelto di mantenere attive su strada le
sole campane pluriutenza per la raccolta del vetro-metallo, mentre è stato rimosso ogni altro contenitore stradale. La presenza di un elevato numero di utenze condominiali (circa il 50% del totale) ha imposto l’utilizzo di bidoncini condominiali; ma, in alcuni casi, la mancanza di idonei spazi presidiati (cortili, piazzali, giardini), ha imposto l’ubicazione all’esterno delle pertinenze, dando luogo ad errati conferimenti da parte di utenze terze, con ovvie ripercussioni sulla purezza del materiale ritirato. All’inconveniente si è posto rimedio con l’apposizione di serrature sui bidoncini che ne limitino l’uso alle sole utenze del condominio. Ottimi risultati hanno registrato i servizi dedicati alle imprese (esercizi commerciali, aziende artigiane, piccole industrie) che nella realtà carseolana sono grandi produttrici di rifiuti da imballaggio in carta e plastica, mentre la presenza di numerosi ristoranti e mense aziendali contribuisce notevolmente alla raccolta differenziata dell’organico. La resa quantitativa della raccolta differenziata nel Comune di Carsoli (frazioni comprese), si aggira attorno al 40%, ma all’interno della zona servita con il “porta a porta”, la percentuale oscilla tra il 60 ed il 70%. Nel Comune di Massa d’Albe, il servizio domiciliare ha invece assunto sfumature diverse. L’amministrazione ha deciso, infatti, di rinunciare alla raccolta di vetro-metallo attraverso le tradizionali campane stradali pluriutenza, inserendo anche tale tipologia di materiale, all’interno del servizio domiciliare. La soluzione, seppur più onerosa in termini gestionali, elimina alla radice il problema del deposito incontrollato di rifiuti a terra nei pressi delle campane, garantendo un maggior decoro alla città. L’assenza di utenze condominiali ha evitato il posizionamento di bidoncini pluriutenza e sono venuti meno di conseguenza, i problemi di purezza del materiale. La particolare composizione dell’utenza ha posto però altre difficoltà; la popolazione servita supera le 3.000 unità con circa 1.000 utenze iscritte al ruolo tarsu, metà delle quali residenti, mentre l’altra metà è rappresentata dalle c.d. “presenze stagionali” (week-end o brevi periodi di ferie). In conseguenza di ciò, si è resa necessaria la realizzazione di un’isola ecologica a servizio di quanti non possono partecipare quotidianamente alla raccolta “porta a porta”. In assenza di contenitori stradali, la scelta
del luogo di ubicazione dell’isola ecologica diventa un momento fondamentale; si consiglia l’ubicazione in un luogo recintato e facilmente controllabile, in modo da garantirne l’utilizzo da parte dei soli non residenti, e non anche dalle utenze che arbitrariamente intendono sottrarsi alle regole del porta a porta. E’ chiaro che in tale situazione, l’attività di controllo assume un ruolo fondamentale. In quest’ottica si sta procedendo alla nomina di ispettori ambientali, da individuare tra il personale Aciam, che possano collaborare con la Polizia locale, attraverso la segnalazione di eventuali anomalie nel conferimento dei rifiuti. A circa un anno dall’attivazione del servizio, la percentuale di raccolta differenziata nel Comune di Massa d’Albe è stabilmente al di sopra del 70%, con punte del 75-80%. La qualità del materiale ritirato è nettamente migliore rispetto a Carsoli, grazie soprattutto alla pressoché totale assenza di contenitori stradali pluriutenza. In tutti e due i casi citati, in attesa dell’attivazione dei “Centri di Raccolta Comunali”, è stato introdotto anche un servizio di ritiro degli ingombranti tramite isole ecologiche mobili, scongiurando il pericolo che tali rifiuti venissero abbandonati ai margini delle strade di periferia. In conclusione, sulla base delle esperienze qui riportate possiamo affermare che la raccolta domiciliare dei rifiuti risulta senz’altro più efficace e produttiva rispetto alle altre tipologie analizzate (stradale e prossimità). Allo stesso tempo però, prevede l’impiego di maggiori risorse economiche. Una raccolta porta a porta ben progettata e ben gestita, studiata ad hoc per adattarsi alle peculiarità del territorio, garantisce l’ottenimento di altissime percentuali di raccolta differenziata e riduce sensibilmente la spesa di smaltimento del rifiuto in discarica; a conti fatti, nel medio-lungo periodo, un servizio di raccolta “porta a porta” efficace ed efficiente risulta anche economicamente sostenibile.
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