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UNA NUOVA STAGIONE
IL CENTRO PECCI RIPARTE DALLA SUA STORIA: IN MOSTRA COLLEZIONI E MOVIMENTI DI PENSIERO
DI FRANCESCA LOMBARDI PHOTO ELA BIALKOWSKA OKNO STUDIO
L’ARTE E LA CITTÀ / ART AND THE CITY
Nel periodo di transizione verso la nuova direzione, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ha fatto appello al suo importante patrimonio e a nuove letture della collezione permanente. Inaugurata lo scorso novembre, in concomitanza con l’apertura dell’Urban Center all’interno del museo, L’arte e La Città / Art and The City è una mostra a cura di Stefano Pezzato che mette in dialogo un’ampia selezione di opere dalle collezioni museali con rari materiali d’archivio. Il percorso espositivo si articola in tre sezioni all’interno dell’Ala grande del museo. La visione che restituisce la mostra è di una città indagata e interpretata da diversi artisti contemporanei, dove l’arte è integrata alla realtà urbana, nel tessuto di Prato e nella cornice stessa del Centro Pecci. Dipinti, sculture, installazioni, fotografie, video, insieme
a disegni, stampe, materiali d’archivio di una quarantina fra artisti e gruppi, sia italiani sia internazionali, raccolti nelle collezioni e documentati in vari archivi del Centro Pecci investigano tematiche attuali quali le trasformazioni, le trasfigurazioni e utopie IL CENTRO PECCI della città, i conflitti, le ascese e cadute
ANALIZZA LA che si sviluppano al suo interno. Lavori
SUA STORIA E che parlano di incon tri e confronti, sce -
RACCONTA LA SUA nari e soggetti propri dell’ambito urbano, ma che svelano anche
COLLEZIONE inserimenti artistici pensati e realizzati
ATTRAVERSO per Prato, che ha nel Centro Pecci un punNUOVE LETTURE to di riferimento culturale e identitario, assumendo ormai da mezzo secolo il ruolo di città dedita allo sviluppo e alla raccolta delle arti contemporanee. Aprono e chiudono il percorso espositivo alcune opere espressamente ‘made in’ Prato, per ribadire la centralità e influenza della ricerca artistica contemporanea all’interno di questa città,
DUE SALE DELLA MOSTRA L’ARTE E LA CITTÀ / ART AND THE CITY
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LA MOSTRA SI ARTICOLA IN TRE SEZIONI ALL’INTERNO DELL’ALA GRANDE DEL MUSEO
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DALL’ALTO IN SENSO ORARIO: OPERE DI VITO ACCONCI E MICHELANGELO PISTOLETTO, LUCIO FONTANA, SUPERTUDIO (PH. ZEPSTUDIO)
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PAOLO CANEVARI HOME SWEET HOME, 2002-2010
che attraverso il Centro. Tra gli artisti in mostra Marco Bagnoli, Jan Fabre, Gilbert & George, Nan Goldin, Mario Mariotti, Fausto Melotti, Fabrizio Plessi, i Poirer, Staccioli, Andy Warhol.
URBAN CENTER
L’inaugurazione della Mostra è stata accompagnata dalla nascita di un nuovo spazio all’interno del museo, l’Urban Center. Composto da una grande tenda isolante e fonoassorbente – il cui tessuto, ideato in collaborazione con aziende del territorio, è un omaggio alla grande tradizione tessile della città – Urban Centerè stato studiato per essere continuamente ripensato nella forma grazie a un grande sipario che abbraccia lo spazio, permettendo in un solo gesto di attivare configurazioni sempre diverse.
URBAN TRILOGY / TRILOGIA URBANA
In parallelo alla mostra L’arte e La Città /
Art and The City, il Museo presenta una selezione di film e progetti di Architettura Radicale incentrati sul tema della città firmati da Gianni Pettena e dai gruppi Superstudio e Ufo, provenienti dalle collezioni e dagli archivi del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Tre brevi film, insieme a progetti origiL’URBAN CENTER È UN NUOVO SPAZIO DEL nali, pubblicazioni e documenti d’archivio firmati dall’anarchitetto Gianni Pettena e dai gruppi radicali
CENTRO CHE SI fiorentini Superstudio e Ufo: esperienze APRE AL DIALOGO pionieristiche e visionarie in architettura,
CON LA CITTÀ dal design di oggetti alla scala urbana, sviluppate tra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta
SPAZIO RADICALE
La mostra Spazio Radicale conclude in un certo senso l’esperienza iniziata con Trilogia Urbana. Il percorso presenta, in modo articolato e ricco di suggestioni,
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URBAN CENTER
le perlustrazioni dello ‘spazio’ proposte da architetti radicali e artisti contemporanei: lo spazio immaginato, ideato e quello ripreso dal vero; il luogo possibile e il suo opposto, l’improbabile; l’ambito condiviso, vissuto oppure quello contestato, combattuto; l’esplorazione analitica e la trasfigurazione metaforica. Cronologicamente la mostra apre con l’opera Esse del poeta visivo Luigi Tola che anticipa linguisticamente la Superarchitettura di Archizoom e Superstudio, evento germinale dell’Architettura Radicale fiorentina (nel dicembre 1966, appena dopo l’alluvione di Firenze); quindi col progetto di Gilberto Corretti per un Centro culturale alle Cascine di Prato, che appare oggi come un preludio al progetto architettonico di Italo Gamberini per il Centro Pecci; seguono gli habitat seducenti e il
Dressing Design di Archizoom, le “icone pop” del divano Superonda e della lampada Sanremo prodotte dagli stessi Archizoom per Poltronova. Nel percorso espositivo si trovano riferimenti a mostre che hanno fatto la storia di questa corrente, come la storica mostra Italy: The New Domestic Landscape al MoMa di SPAZIO RADICALE CONCLUDE New York del 1972, in occasione della quale il critico d’arte Ger-
L’ESPERIENZA mano Celant coniò la locuzione Archi-
INIZIATA tettura Radicale; e la Biennale di Venezia
CON TRILOGIA del 1978, edizione in cui Lara-Vinca Masini
URBANA invitò i Radicali. Tra gli artisti e ar-
chitetti radicali in
mostra: Vito Acconci, Archizoom Associati, Andrea Branzi, Remo Buti, Paolo Canevari, Lucio Fontana, Mario Mariotti, Alessandro Mendini, Gianni Pettena, Michelangelo Pistoletto, Superstudio, Luigi Tola, Cristiano Toraldo di Francia, UFO.
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GLI SPAZI DEL CENTRO DEDICATI A URBAN TRILOGY
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