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LIBRAI
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Maggiore richiesta di libri Come va il commercio di libri durante la crisi. In Alto Adige, il primo lockdown della scorsa primavera, ha comportato gravi difficoltà per il commercio di libri. Tuttavia, dopo la classificazione dei libri quali beni essenziali, le librerie hanno potuto riaprire i battenti a prescindere dal colore della zona. Un grande ringraziamento Le librerie non sono luoghi di assembramento, ma luoghi in cui tutto è pensato e allestito per garantire a clienti e collaboratori un ambiente di lavoro sicuro. Molti hanno impiegati grandi sforzi in un proprio piano
igienico. “Bisogna ringraziare moltissimo il Governo e, in particolare il ministro della cultura Dario Franceschini e, a livello locale, il presidente della Provincia Arno Kompatscher, per averci inseriti tra le attività essenziali. Pensiamo solo a Francia, Germania e Austria, dove le librerie hanno dovuto chiudere insieme a tutte le altre attività di commercio al dettaglio”, afferma la presidente Susanna Valtiner (in foto).
La chiusura delle scuole mette a rischio le competenze di lettura “Da un punto di vista della società, la chiusura delle scuole ci preoccupa molto, perché già oggi le competenze di lettura sono insufficienti, e un perdurare di questa situazione non potrà che peggiorare la situazione”, conclude la presidente dei librai.
Gli shop online sono molto apprezzati Fino al tardo autunno 2020 le librerie altoatesine hanno accusato cali di fatturato, ma nell’ultimo trimestre la situazione è migliorata. “Si può dire che è andata meglio del previsto”, ammette Valtiner. “Già da anni curiamo dei negozi online che permettono di ordinare i libri da casa per poi ritirarli da noi. Durante la pandemia è naturalmente cresciuto anche l’invio di libri, ma generalmente direi che, anche durante il lockdown, le librerie sono state in grado di lavorare professionalmente, grazie ai propri negozi online, e rimanere sempre al fianco dei propri clienti”.
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“Nonostante tutte le difficoltà, il 2020 ha mostrato ciò che possono fare le librerie. Di particolare soddisfazione è il fatto che la richiesta di libri sia cresciuta. Durante la crisi, il libro si è confermato come una buona compagnia, un affidabile consigliere e una porta aperta su altri mondi”. Susanna Valtiner
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unionemagazine #3/21